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Google blocca siti che nascondono origine come lotta a false notizie


Google ha fatto un grande cambiamento nelle sue politiche in materia di articoli di notizie e siti web, continuando la guerra in corso contro le "notizie false". Google News non mostrerà i risultati dei siti che "travisano o nascondono il loro paese di origine" o le pubblicazioni che sono "diretti a utenti in un altro paese sotto false premesse". Ciò significa che i siti web che tentano di far passare come notizie legittime da uno Stato non saranno inclusi nella sezione news o nei risultati di ricerca di Google. La mossa servirà a contrastare casi come quello della Internet Research Agency, l'agenzia russa al centro dello scandalo delle presunte interferenze del Cremlino nelle elezioni presidenziali Usa.

CompuMark: come le fake news possono diventare un vero marchio


La diffusione di notizie false è un problema crescente perché influenzano la politica del mondo reale. Ormai tutti dovrebbero avere familiarità con il termine “fake news” ossia le notizie false che circolano in rete. Queste comparvero per la prima volta verso la fine delle elezioni 2016 negli Stati Uniti, quando apparve evidente che alcune storie costruite su false notizie erano state pubblicate e condivise sui social media per ingannare gli elettori e deviare le loro opinioni. Da allora è divenuto un fenomeno culturale molto vasto. L’espressione continua a rappresentare un importante argomento di discussione per il mondo del giornalismo e, su una scala più ampia, per l’industria dei media.