Quasi sei marketer su 10 (58%) affermano che il GDPR ha avuto un forte impatto sul loro approccio alla gestione dei domini e alla loro sicurezza, e quasi un terzo (31%) afferma lo stesso per quanto riguarda la Brexit. Questo è ciò che emerge dal report internazionale pubblicizzato da MarkMonitor, società di Clarivate Analytics specializzata nella protezione del brand. Dall’entrata in vigore del GDPR il 28% dei brand ha dovuto richiedere l’assistenza di consulenza esterna per rendere conforme alla normativa le proprie strategie, il 20 percento non è ancora sicuro di quale sarà l’impatto sul proprio business e il 18% ha affermato di trovare ancora più difficoltà nel combattere le violazioni.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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MarkMonitor: brand soffrono conseguenze indesiderate dopo GDPR
Quasi sei marketer su 10 (58%) affermano che il GDPR ha avuto un forte impatto sul loro approccio alla gestione dei domini e alla loro sicurezza, e quasi un terzo (31%) afferma lo stesso per quanto riguarda la Brexit. Questo è ciò che emerge dal report internazionale pubblicizzato da MarkMonitor, società di Clarivate Analytics specializzata nella protezione del brand. Dall’entrata in vigore del GDPR il 28% dei brand ha dovuto richiedere l’assistenza di consulenza esterna per rendere conforme alla normativa le proprie strategie, il 20 percento non è ancora sicuro di quale sarà l’impatto sul proprio business e il 18% ha affermato di trovare ancora più difficoltà nel combattere le violazioni.
Datagate, Facebook e CA si difendono: no furto di dati o uso illecito
Cambridge Analytica (CA), filiale della SCL Group, è la società britannica di analisi e consulenza che avrebbe ottenuto in violazione delle regole stabilite da Facebook i dati di 50 milioni di utenti. Aleksandr Kogan, ricercatore nell'università inglese è l'uomo che ha creato nel 2014 l'app chiamata "mydigitallife", che avrebbe collezionato i dati sull'identità degli utenti e dei loro contatti, con lo scopo di cercare di manipolare l'opinione pubblica in vista delle elezioni Usa e della Brexit. L'app ideata da Kogan per Cambridge Analytica, un test sulla personalità da eseguire sul social, sarebbe stata usata per raccogliere i dati di circa 270mila utenti che l'hanno usata e dei loro amici.
Interoute: 9 aziende italiane su 10 si aspettano in 2018 una crescita
Nonostante la Brexit, le aziende italiane sono ottimiste per il 2018, come testimonia una nuova ricerca. Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, rivela buone prospettive per i prossimi 12 mesi, dato che il 94 percento delle aziende italiane si aspetta di crescere nel 2018 – in particolare, tra queste, il 62% rivela obiettivi di crescita importanti e ambiziosi per l’anno alle porte. Nella survey, condotta su più di 800 decisori IT europei di nove diversi paesi, il 58 percento degli intervistati italiani ha inoltre dichiarato che sta investendo in iniziative legate alla digital transformation – (DT) - per far fronte ai cambiamenti di uno scenario altamente competitivo.
Logotel, generazione millennials in azienda? Imparare a valorizzarla
Dai Baby Boomer ai Millennial, dalla Generazione X alla Z: come convivono tra conflitti e collaborazione? Come vivono il tempo, lo spazio, il linguaggio nella vita e nel lavoro? Quali motivazioni li animano? Come impostano le relazioni? Questi e altri i temi indagati da oltre 20 tra autori ed esperti intervistati con punti di vista diversi e di tutte le generazioni nel quaderno Weconomy #11 “Quid Novi? – Generazioni che collaborano”. Simone Colombo, Instructional Designer presso Logotel, mette a tacere i luoghi comuni sui Millennial, sostenendo che imprese e leader dovrebbero imparare a valorizzare quanto le nuove generazioni sono in grado di portare all’interno del mondo del lavoro.
Interoute: 70% dei decisori IT europei vede opportunità nella Brexit
Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, svela che, secondo i risultati di una nuova ricerca appena condotta, circa il 63% delle aziende europee è fiducioso riguardo l’anno alle porte, e si aspetta una crescita significativa. I dati sono rassicuranti anche riguardo la posizione del Regno Unito, che, nonostante le prospettive preoccupanti, appare solo leggermente indietro rispetto alla media europea, con il 61%. In un periodo in cui il clima politico offre opportunità ai Paesi e alle aziende che dimostrano di saper tenere il passo, ben il 70 percento degli intervistati pensa che l’uscita della Gran Bretagna rappresenti un’opportunità per la propria azienda.
CompuMark: come le fake news possono diventare un vero marchio
La diffusione di notizie false è un problema crescente perché influenzano la politica del mondo reale. Ormai tutti dovrebbero avere familiarità con il termine “fake news” ossia le notizie false che circolano in rete. Queste comparvero per la prima volta verso la fine delle elezioni 2016 negli Stati Uniti, quando apparve evidente che alcune storie costruite su false notizie erano state pubblicate e condivise sui social media per ingannare gli elettori e deviare le loro opinioni. Da allora è divenuto un fenomeno culturale molto vasto. L’espressione continua a rappresentare un importante argomento di discussione per il mondo del giornalismo e, su una scala più ampia, per l’industria dei media.
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