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Ora legale: risparmio per 90 milioni e disagi emotivi per 15% italiani


Durante il periodo di ora legale, che partirà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con lo spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 555,8 milioni di kilowattora. Si tratta di una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie. In termini economici, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,21 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2015 è pari a circa 90 milioni di euro.

Doodle Google celebra 129° anniversario nascita Hermann Rorschach


E' dedicato allo psichiatra svizzero Hermann Rorschach, "padre" delle "macchie" di inchiostro policrome o monocrome alla base del famoso test della personalità, il doodle di Google di oggi per ricordare i 129 anni dalla sua nascita. Nel doodle interattivo si può scorrere tra diverse immagini premendo le frecce all'interno dell'animazione o usando la tastiera. Con un clic sul link "Condividi quello che vedi" si apre invece un pop-up che mostra i collegamenti ai social network Facebook, Twitter o G+ per condividere la propria interpretazione. 

Nato a Zurigo l'8 novembre 1884, Hermann Rorschach si interessò durante gli studi a pittura e scienze naturali. In quegli stessi anni si appassionò di un gioco all'epoca assai diffuso, la "Kleksografia", che consisteva nel versare macchie d'inchiostro colorato su un foglio di carta che veniva poi ripiegato in due per ottenere effetti simmetrici. Da quella passione nacque negli anni successivi, dopo la laurea in Medicina e la specializzazione in Psichiatria, il test che ancora oggi porta il suo nome e che consiste in dieci immagini, all'apparenza formate da macchie di inchiostro perfettamente simmetriche. 

In realtà non sono macchie casuali, ma disegni dello stesso Rorschach, figlio di un pittore e maestro d'arte e lui stesso dotato di un grande talento artistico. Rorschach notò che i pazienti malati di schizofrenia facevano associazioni radicalmente diverse dal resto delle persone ed elaborò il suo test, che presentò nel 1921, per diagnosticare la malattia. Ma ben presto la comunità scientifica comprese la valenza del test, che fu quindi da subito usato non solo nella diagnosi della schizofrenia ma in modo più ampio come "test proiettivo". 


L'idea è che quando a una persona viene mostrata un'immagine senza senso - come sono le macchie di inchiostro del test - la sua mente cerchi di interpretarle comunque come qualcosa di sensato. La risposta alla domanda "Che cosa vedi?" svela molte cose sulla personalità di chi fa il test. Negli anni Ottanta l'idea delle macchie ispirò l'autore britannico Alan Moore per il personaggio di Rorschach, il cui vero nome è Walter Joseph Kovacs, tra i protagonisti del fumetto "Watchmen" del disegnatore Dave Gibbons.

Rorschach è un giustiziere mascherato violento e solitario, quasi un sociopatico, che si copre il volto con una maschera raffigurante le celeberrime macchie del test da cui prende il nome e che pubblicò nel libro "Psychodiagnostics". Pochi mesi dopo la pubblicazione del libro, il primo aprile del 1922, Rorschach morì di peritonite a 37 anni. La dottoressa Laura Corbelli, Presidentessa dell'Ordine degli Psicologi della Repubblica di San Marino, illustra le modalità con cui a livello internazionale si arriva alla validazione di un test mentale.




Via: AGI

Salute, studio Usa: le bevande gassate rendono i bambini più violenti


I bambini che consumano bibite gassate sono non solo più grassi, ma anche più violenti. A sostenerlo è uno studio condotto dalle università di Harvard, Columbia e Vermont, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Pediatrics. La ricerca ha analizzato il comportamento di 3.000 bambini, dalla nascita fino al compimento dei 5 anni. I soggetti coinvolti provengono da 20 grandi città degli Stati Uniti e sono perlopiù neri o ispanici.

Sindrome da Alienazione Parentale diagnosticata al bimbo di Cittadella


Formulata dallo psichiata americano Richard Gardner, in Italia è contemplata nelle "Linee guida in tema di abuso sui minori" [PDF] della “Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza" (SINPIA). La malattia diagnosticata al piccolo Leonardo, il bimbo prelevato dagli agenti in una scuola di Cittadella, è la sindrome da alienazione genitoriale (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome).

Una controversa ed ipotetica dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard A. Gardner (morto suicida nel 2003 all'età di 72 anni), si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate. La PAS è oggetto di dibattito e ricerca, in ambito scientifico e giuridico, da quando è stata originariamente proposta da Gardner nel 1985.

La sindrome non è infatti riconosciuta come un disturbo psicopatologico da parte della grande maggioranza della comunità scientifica e legale. Non è inclusa nell'attuale DSM dell'Associazione Psichiatrica Americana APA. In Italia la Sindrome di Alienazione Genitoriale è contemplata nelle "Linee guida in tema di abuso sui minori" della "Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza", come forma di abuso psicologico.

Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di "lavaggio del cervello" o "programmazione", poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione.

È proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS. In presenza di reali abusi o trascuratezza, la diagnosi di PAS non è applicabile. La validità scientifica del DSM è sotto crescente attacco da parte dei professionisti del settore medico e di molti esperti scientifici. Più in generale il riconoscimento giudiziale di presunta PAS è stata giudicata rovinosa per i figli, e condannata da numerose associazioni di tutela dei minori.

Via: Libero Quotidiano