Intel Security ha annunciato di aver preso parte ad un'operazione di polizia internazionale - Operation Source - che è riuscita a smantellare la struttura criminale alle spalle della botnet "polimorfica" denominata Beebone, conosciuta come W32/Worm-AAEH. Una botnet è una rete di personal computer che lavorano insieme controllate spesso attraverso un server di comando e controllo. Intel Security ha identificato per prima la minaccia nel marzo 2014 e nel settembre 2014 ha raccolto dati sufficienti su di essa per coinvolgere le agenzie anticrimine internazionali in una lotta comune per chiudere la struttura.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Kaspersky Lab e CrowdStrike smantellano seconda botnet Hlux/Kelihos
Nella loro continua battaglia contro le botnet e i cyber criminali, gli esperti di Kaspersky Lab, in collaborazione con CrowdStrike Intelligence Team, Dell SecureWorks e i membri di Honeynet Project, hanno smantellato la seconda botnet Hlux (nota anche con il nome di Kelihos). Questa botnet era tre volte più grande della prima botnet Hlux/Kelihos smantellata nel settembre 2011. Dopo solo 5 giorni dall’operazione, Kaspersky Lab aveva già neutralizzato più di 109.000 host infetti. Si stima che la prima botnet Hlux/Kelihos avesse solo 40.000 sistemi infetti. Questa non è la prima volta che Kaspersky Lab opera contro questa botnet.
FBI spegnerà Internet l'8 marzo a causa di un trojan, tra bufala e realtà
Da diversi giorni circola la notizia su internet sul blackout programmato di Internet per milioni di utenti l'8 marzo prossimo deciso dalla FBI per affrontare una minaccia informatica. A darne notizia è il quotidiano Russia Today, che scrive: "L'anno scorso, le autorità dell'Estonia hanno arrestato sei uomini ritenuti responsabili della creazione di uno script dannoso chiamato Trojan DNSChanger. Una volta liberati sul Web, il worm ha corrotto computer in più di 100 paesi, tra cui circa 500.000 nella sola America.
Il Federal Bureau of Investigation in seguito ha sostituito i server di loro proprietà nel tentativo di rimediare il danno, ma la correzione è stata solo temporanea. Ora l'FBI si prevede di porre fine all'uso di questi server già nel prossimo mese e, a quel punto, l'Internet per milioni di persone potrebbere essere sostanzialmente finito. Il Trojan DNSChanger ha infettato i computer e indirizzato agli utenti che sperano di navigare a certi siti web a quelli fraudolenti o pericolosi".
A leggere Russia Today, però, tutta la vicenda appare confezionata come una storia non molto credibile. Dopo aver spento la rete principale di DnsChanger l'Fbi avrebbe deciso di pulire tutti i server infettati in un solo giorno. Operazione possibile ma che richiederebbe lo spegnimento di internet per milioni di utenti. Operazione pianificata proprio per l’8 marzo. Gli script del Trojan DNSChanger sono in grado di compromettere il corretto funzionamento del computer cambiando le impostazioni DNS.
Bufala o meno, Russia Today si interroga sulle conseguenze dello spegnimento e riporta le dichiarazioni di Rob Rasmussen, presidente dell'azienda di sicurezza informatica “Internet identity”. Secondo Rasmussen: “In tanti vedranno interrompere la loro connessione il prossimo otto marzo. E sarà interessante vedere come reagiranno gli internauti”. La dichiarazione sembra quasi una trovata pubblicitaria. In effetti è già da tempo che si parla della data dell'8 marzo per spegnere definitivamente i server della botnet, ma ovviamente non della chiusura totale di Internet.
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