Un'app di messaggistica può essere uno strumento di sorveglianza di massa? Molto dipende da come si guarda. Di fatto, sono gli stessi utenti a fornire "quasi" inconsapevolmente il materiale necessario a tracciare profili dettagliati e aggiornati. L'applicazione ToTok, una nuova chat con decine di milioni di utenti nel mondo, sarebbe in realtà uno strumento per spiare, nelle mani del governo degli Emirati Arabi Uniti. A dirlo, secondo quanto riferito dal New York Times, è l'intelligence statunitense. Apple e Google hanno rimosso ToTok dai rispettivi negozi di app per iPhone e dispositivi Android, un scelta che tuttavia l'azienda, sul proprio sito web, attribuisce a un "temporaneo problema tecnico".
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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ToTok, chat spia per conto EAU rimossa da store: app nega accuse
Un'app di messaggistica può essere uno strumento di sorveglianza di massa? Molto dipende da come si guarda. Di fatto, sono gli stessi utenti a fornire "quasi" inconsapevolmente il materiale necessario a tracciare profili dettagliati e aggiornati. L'applicazione ToTok, una nuova chat con decine di milioni di utenti nel mondo, sarebbe in realtà uno strumento per spiare, nelle mani del governo degli Emirati Arabi Uniti. A dirlo, secondo quanto riferito dal New York Times, è l'intelligence statunitense. Apple e Google hanno rimosso ToTok dai rispettivi negozi di app per iPhone e dispositivi Android, un scelta che tuttavia l'azienda, sul proprio sito web, attribuisce a un "temporaneo problema tecnico".
WhatsApp aggiunge crittografia end-to-end: chiamate e chat criptate
WhatsApp, il servizio di messaggistica ora di proprietà di Facebook, diventata una delle app gratuite più importanti del mondo, ha attivato la crittografia per tutti i suoi servizi. Più di un miliardo di persone scambiano messaggi, effettuano chiamate telefoniche, inviano foto e video utilizzando il servizio. Ciò significa che solo Facebook gestisce la più grande rete di comunicazione indipendente. E oggi, i fondatori di WhatsApp, Brian Acton e Jan Koum, insieme ad un codificatore e crittografo dalle grandi capacità che va sotto lo pseudonimo di Moxie Marlinspike, ha rivelato che l'azienda ha aggiunto la crittografia end-to-end per ogni forma di comunicazione del servizio.
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Mozilla nella coalizione di aziende tech pro Apple su disputa iPhone
Mozilla è entrata a far parte di una colazione di aziende tecnologiche che include Google, Nest Labs, Facebook, WhatsApp, Evernote, Snapchat e Microsoft. Di comune accordo, tali aziende hanno presentato un documento a sostegno della posizione di Apple nella sua controversia in corso con l’FBI. L’obiettivo è quello di aiutare la Corte a capire perché è pericoloso costringere le aziende di tecnologia a compromettere volontariamente le proprie caratteristiche di sicurezza. Un giudice federale americano ha ordinato alla Apple di fornire assistenza all’FBI per sbloccare l’iPhone di uno dei due attentatori della sparatoria di San Bernardino dello scorso dicembre.
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Usa: hacker rubano 4 milioni di dati da ente federale, ma Cina nega
Gli hacker hanno fatto irruzione nei computer del governo statunitense, compromettendo i dati personali di 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali. Gli investigatori ritengono che l'attacco sia partito dalla Cina e lo hanno inoltre collegato ai precedenti furti di dati ai danni di Anthem Inc., il secondo più grande assicuratore sanitario degli Stati Uniti e Premera Blue Cross, un fornitore di servizi di assistenza sanitaria. Nell'ultimo di una serie di intrusioni nei sistemi ad alta tecnologia delle agenzie statunitensi, l'Office of Personnel Management (OPM) ha subito quello che sembra essere una delle più grandi violazioni delle informazioni di sempre sui lavoratori pubblici.
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Operation Source: azione internazionale interrompe botnet Beebone
Intel Security ha annunciato di aver preso parte ad un'operazione di polizia internazionale - Operation Source - che è riuscita a smantellare la struttura criminale alle spalle della botnet "polimorfica" denominata Beebone, conosciuta come W32/Worm-AAEH. Una botnet è una rete di personal computer che lavorano insieme controllate spesso attraverso un server di comando e controllo. Intel Security ha identificato per prima la minaccia nel marzo 2014 e nel settembre 2014 ha raccolto dati sufficienti su di essa per coinvolgere le agenzie anticrimine internazionali in una lotta comune per chiudere la struttura.
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Sony ritira dal mercato il film The Interview dopo attacchi e minacce
Sony Pictures (NYSE:SNE) ha ceduto alle pressioni degli hacker che avevano attaccato il suo sistema informatico e ritirerà dal mercato il film The Interview, la pellicola che ironizza sul regime dittatoriale nordcoreano e sul suo leader Kim Jong-Un. Cancellata non soltanto la data di uscita di Natale, ma anche ogni progetto d'uscita in tv on-demand o con l'home video. La decisione della Sony è arrivata mercoledì scorso, dopo la minaccia di un attentato terroristico tipo 11 settembre contro le sale che avessero deciso di proiettare la pellicola. E il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avverte: "È stato un errore ritirare il film".
Fappening: foto hard delle celebrità online, le indagini di Fbi e Apple
Scende in campo anche l'Fbi per il caso delle star di Hollywood le cui foto nude sono state "rubate", violando l'account di iCloud, e pubblicate sui social media quali 4Chan, twitter e Reddit, anche se l'autenticità di molte non è stata confermata. Sebbene non risulti ancora chiaro come le foto siano state hackerate, la Apple ha avviato un'inchiesta interna per capire se e in che modo il suo servizio di iCloud sarebbe stato violato. Sotto accusa è finita l'applicazione "Find My iPhone" in grado di rintracciare il proprio dispositivo rubato.
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NSA ICReach, motore di ricerca simile a Google per condividere dati
Nuovi documenti trapelati da Edward Snowden rivelano il funzionamento interno di un potente strumento utilizzato dalla NSA chiamato ICReach, un motore di ricerca simile a Google, che condivide i metadati di milioni di cittadini e cittadini stranieri. Secondo i documenti acquisiti dal sito The Intercept attraverso l'ex contractor della US National Security Agency, lo strumento ICReach della NSA è utilizzato per condividere i dati acquisiti da agenzie di intelligence attraverso un'unica piattaforma. I partner includono la NSA, CIA, FBI, DEA e varie altre forze di polizia locali.
Pirateria online: oscurato Ddlstorage, sito da 460 milioni di download
Bloccato uno dei più noti siti utilizzati per lo scambio di file "pirata". La Guardia di finanza di Cagliari ha oscurato Ddlstorage, il più importante cyberlocker italiano. Continua l'offensiva tecnologica delle fiamme gialle che pattugliano il Web. Gli sviluppi investigativi dell'operazione "Italian black out", condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo sardo in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, su delega della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno portato ad assestare un ulteriore duro colpo alla cyber-criminalità globale con radici nel territorio nazionale.
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GameOver Zeus, neutralizzata la botnet che infettava la rete globale
Infettavano pc in tutto il mondo con il virus Zeus, che permetteva ai cybercriminali di controllare da remoto il computer delle vittime. Questo consentiva agli hacker di carpire informazioni sensibili e utilizzare la macchina infestata a proprio piacimento, contro la volontà del proprietario. L'operazione "Game Over Zeus" è stata portata a termine dagli agenti del Centro nazionale anticrimine Informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale, in collaborazione con il Federal bureau of investigation (Fbi) statunitense, con il coordinamento dell'European cyber crime centre (EC3) di Europol.
Trend Micro e polizia olandese sgominano gang di TorRAT malware
La polizia olandese ha comunicato di aver arrestato quattro persone per aver diffuso il malware TorRAT. Si tratta di un malware indirizzato agli utenti di lingua olandese che sfrutta il Deepweb e il sistema Tor per le comunicazioni di Command and Control (C&C) in modo da non essere rilevato. Il suo obiettivo primario era il furto finanziario dagli account di online banking. Il malware TorRAT punta alla compromissione di un sistema attraverso l’invio di messaggi spam, spesso false fatture, confezionati a dovere, nella lingua tipica del paese e senza riportare errori grammaticali come la maggior parte dei messaggi di spam.
Per non lasciare tracce ed evitare di essere identificato dai software antivirus, il malware utilizzava un account tormail.org per le comunicazioni email e servizi di crittografia underground. La monetizzazione della frode avveniva tramite la valuta digitale bitcoin, utilizzata anche per riciclare il denaro rubato e per effettuare pagamenti ad altri componenti della gang criminale. Questi processi rendevano molto difficile identificare i cybercriminali ma il Dutch National High Tech Crime Unit (NHTCU) è stato comunque in grado di arrestarli grazie ad alcuni errori commessi dalla banda.
Gli errori della gang di TorRAT: anonimato della rete e tracce nascoste
Gli esperti di Trend Micro ritengono che la gang abbia utilizzato un servizio di crittografia chiamato "SamArt". La cifratura del malware rende molto più difficile l’individuazione da parte dei software antivirus ma se si vuole veramente nascondere la propria identità adottare un tool di terze parti mette a rischio l’anonimato. Un altro errore significativo in questo senso è stato commesso nell'autunno del 2012, quando alcuni dei server C&C anche se su sistemi Tor nascosti sono stati ospitati in un datacenter turco.
Cruciale era per la gang anche affrontare un problema classico: rubare i soldi è la parte più facile, metterseli in tasca e portali via come propri è un pò più complesso. È relativamente semplice manipolare delle transazioni bancarie su un computer infetto ma il riciclaggio del denaro rubato implica un processo che prevede intermediari. La banda olandese avrebbe riciclato denaro attraverso operazioni di bitcoin e persino creato un proprio servizio di scambio bitcoin, FBTC Exchange, che è stato oscurato dopo gli arresti.
L'acquisto di un servizio di crittografia esterno, l’utilizzo di tormail.org e il reclutare e abusare di intermediari ha esposto i cybercriminali al rischio di essere scoperti da parte dei ricercatori più esperti. Un singolo errore può infatti portare al disfacimento di tutta l'operazione criminale. Se da una parte Tor offre un alto grado di anonimato, inevitabilmente, ad un certo punto, gli attori criminali devono apparire da dietro il sipario di Tor per utilizzare i beni sottratti. Questo fa si che divengano rintracciabili, come conferma anche il recente arresto negli Stati Uniti del gestore di Silk Road, il mercato underground delle droghe illegali.
Anche se utilizzava Tor, è stato identificato dall'FBI dopo un’indagine approfondita delle tracce e testimonianze lasciate su Internet. Il 1° ottobre scorso, il Federal Bureau of Investigation ha spento l'originale Silk Road e arrestato a San Francisco la sua presunta mente, Ross William Ulbricht, 29 anni, conosciuto online come "Dread Pirate Roberts". Per più di due anni, il sito originale ha consentito agli utenti di acquistare e vendere beni e servizi illegali sul presupposto che essi erano al sicuro dalla legge. Si stima che nel 2012 il volume d’affari di Silk Road si aggirasse intorno al milione e novecento mila dollari al mese.
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Fbi sceglie Lexmark fornitore esclusivo, contratto da 30 mln di dollari
Lexmark International Inc. (NYSE: LXK) è stata scelta dall’FBI (Federal Bureau of Investigation), l’ente investigativo di polizia federale americano, come fornitore esclusivo di servizi di stampa con un contratto triennale del valore di oltre 30 milioni di dollari.
Le soluzioni Lexmark per la gestione delle stampe sono state applicate all’intera flotta di stampanti e multifunzione (MFP) Lexmark presente negli uffici dell’FBI con l’obiettivo di ridurre le stampe non strettamente necessarie, controllare i costi complessivi di stampa e prevedere misure restrittive per l’autenticazione dell'utente, la sicurezza dei dati e la tutela delle informazioni.
Per limitare ulteriormente i costi e aumentare l'efficienza, quasi 20.000 dispositivi in uso negli uffici dell’ente investigativo sono stati sostituiti con le più efficienti stampanti e Multifunzione Lexmark, sia a colori che monocromatiche, connesse all’infrastruttura cloud dell’FBI.
Il progetto prevede l’implementazione di Lexmark Markvision Enterprise, un software avanzato in grado di gestire tutte le stampanti e le MFP collegate a un network, con lo scopo di aumentare visibilità e gestione della flotta grazie a una consistente attività di monitoraggio e reportistica.
Lexmark ha fornito a 142 sedi nazionali dell’FBI la Common Access Card (CAC), una soluzione di autenticazione per l’accesso alla tecnologia e alle soluzioni di stampa, in qualità di subappaltatore attraverso Intelligent Decisions, leader indiscusso nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni IT innovative agli organi federali in diversi ambiti come quello civile, della difesa e dell’intelligence.
Con un risparmio che fino a oggi supera i 2,5 miliardi di dollari, Lexmark è sulla buona strada per consentire al governo federale di tagliare i costi per 10 miliardi di dollari entro il 2020, grazie alla combinazione di hardware innovativi e di una tecnologia software in grado di ridurre le spese di stampa e imaging.
“C’è una ragione se Lexmark può vantare una così forte presenza in ben otto delle prime dieci agenzie federali statunitensi”, ha dichiarato Marty Canning, Executive Vice President e President of Imaging Solutions and Services di Lexmark. “Abbiamo alle spalle anni di competenza ed esperienza nell’ambito del governo federale che ci hanno consentito di progettare una strategia che aiutasse le agenzie federali a lavorare in modo efficiente e le supportasse nelle loro missioni e iniziative future”.
Fonti di supporto:
• Lexmark blanket purchase agreement with SSA
• Lexmark printing contract with FAA
• Lexmark MPS agreement with USDA
• Lexmark printer contract with VA
• Department of Defense award to Acuo Technologies
• Easy money: How to save big money on printing costs
A proposito di Lexmark
Lexmark è un’azienda focalizzata unicamente sull’opportunità di mettere in collegamento informazioni non-strutturate cartacee e digitali presenti all’interno di un’azienda con processi, applicazioni e persone. Per ulteriori informazioni, visitare: www.lexmark.com. Lexmark e Lexmark con il simbolo del diamante sono marchi commerciali di proprietà della Lexmark International, Inc., registrati negli Stati Uniti e/o in altri paesi. Gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietà.
Fonte: Lewis PR
Ransomware prende di mira gli utenti Apple Mac OS X fingendosi Fbi
Dopo gli ultimi attacchi di infezioni come Flashback ai danni delle piattaforme Apple, un nuovo malware si rivolge ai sistemi OS X per estorcere denaro alle vittime accusandoli di accedere a contenuti coperti da copyright o pedopornografici. Il ransomware in genere afferma che l'utente ha infranto la legge e utilizza nomi della legge (come la CIA o FBI) per spaventare le vittime, ma di solito è rivolto a utenti Windows, non agli utenti Mac.
Il ransomware è un malware che limita l'accesso al computer che infetta, richiedendo all'utente il pagamento di un riscatto per la reintegrazione della funzionalità del PC. L'accesso è limitato da cifratura o attraverso il blocco del sistema. La società di sicurezza Malwarebytes ha individuato per prima questa ultima minaccia, notando che i criminali hanno portato il regime del ransomware su OS X e stanno anche sfruttando una funzione di Safari specifica.
La pagina di ransomware in questione viene mostrata a ignari utenti che visitano siti ad alto traffico, così come dalla ricerca di parole chiave popolari. Molto simile al virus che per mesi ha attaccato Windows con il messaggio da parte della Polizia Postale e Guardia di Finanza, anche OS X è stato vittima di un nuovo attacco, stavolta da parte dell'FBI. Tramite codice javascript in Safari, un gruppo di criminali informatici sono riusciti a dirottare sul sito dell'FBI la loro pagina che recita un messaggio simile a questo:
"State visualizzando o distribuendo divieto dal contenuto pornografico (foto pornografiche di bambini, ecc. sono stati trovati sul computer) ... Per sbloccare il computer e per evitare altre conseguenze legali, si è obbligati a pagare una tassa di rilascio di 300 dollari". Non è possibile ignorare il messaggio o tentare di chiudere la pagina perchè più prompt cercheranno di mantenere l'utente lì. Facendo clic sul pulsante "Lascia Pagina" non funziona e nemmeno il tentativo di "forzare l'uscita" del browser.
Questo perché la stessa pagina ransomware verrà caricata all'avvio di Safari ancora una volta dato che il malware in questione sfrutta funzionalità del browser "ripristino da crash", che carica l'ultimo URL visitato prima di uscire in modo imprevisto. Un rapido sguardo alla barra degli indirizzi mostra un interessante URL: fbi.gov.id657546456-3999456674.k8381.com, i cracker stanno chiaramente cercando di ingannare gli utenti. Il "ciclo infinito" (che in realtà non è) è reso possibile da 150 iframe creati dinamicamente.
Tuttavia c'è un modo per sbarazzarsi del malware (senza cliccare sul prompt 150 volte) e, soprattutto, senza pagare il riscatto di 300 dollari. E' sufficiente fare clic sul menu delle impostazioni di Safari e scegliere "Ripristina Safari". Dunque assicurarsi che tutti gli elementi del menu sono contrassegnati e premere il pulsante di ripristino. Gli esperti di Malwarebytes hanno messo insieme un video su YouTube per spiegare come rimuovere la minaccia.
Tuttavia c'è un modo per sbarazzarsi del malware (senza cliccare sul prompt 150 volte) e, soprattutto, senza pagare il riscatto di 300 dollari. E' sufficiente fare clic sul menu delle impostazioni di Safari e scegliere "Ripristina Safari". Dunque assicurarsi che tutti gli elementi del menu sono contrassegnati e premere il pulsante di ripristino. Gli esperti di Malwarebytes hanno messo insieme un video su YouTube per spiegare come rimuovere la minaccia.
Via: Malwarebytes
Usa, non solo al cellulare: utenti spiati anche sul web e social media
Si allarga lo scandalo attorno all'operato della National Security Agency (Nsa) e dell'Fbi. Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, il Washington Post ha infatti rivelato che non sono sotto controllo soltanto le comunicazioni telefoniche di milioni di americani, ma il governo ha accesso anche ai server dei nove giganti del web, Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, dai quali prelevano audio e video, fotografie, e-mail, documenti e contatti.
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Forensics Roadshow 2013, promuovere l'informatica forense in Italia
Genova, Treviso, Firenze, Roma e Palermo: sono queste le città toccate dal Forensics Roadshow 2013, un tour da nord a sud della penisola organizzato dal SAP - Sindacato Autonomo di Polizia, Yarix e Datamatic Sistemi & Servizi per promuovere strumenti e competenze necessarie all’informatica forense, la disciplina che si occupa delle attività rivolte all’analisi e alla soluzione dei casi legati alla criminalità informatica.
Segreti Fbi: tutti pazzi per dossier su Ufo, documento prova più visto
C'è una stanza, nella sede dell'Fbi, dove chiunque può consultare lo schedario virtuale con i più famosi casi del Bureau. E, un pò a sorpresa, si è scoperto che i più gettonati non sono quelli dedicati ai grandi gangster come John Dillinger o Al Capone, bensì i file che parlano di ufo. "Da quando abbiamo aperto - spiega John Fox, storico dell'Fbi - il documento più letto è questo memorandum sui dischi volanti che tratta di una serie di ufo che sarebbero stati trovati dall'Air Force nel New Mexico".
I numeri parlano chiaro: il documento sugli alieni è stato visto oltre un milione di volte, quello su Al Capone non è neppure nei primi 50. E il contenuto è decisamente interessante: i dischi volanti erano circolari, con un diametro di una quindicina di metri e all'interno c'erano tre extraterresti dall'aspetto umano, ma alti solo 90 cm e con tute metallizzate. Insomma fantascienza pura. Su cui però non si sono fatte ulteriori ricerche.
"Il documento spiega che non sono state fatte altre indagini - aggiunge Fox - perché era un'informazione non di prima mano. Il che non significa che fosse necessariamente una bufala, cosa peraltro possibile, ma che era stata riportata da qualcun altro". Gli ufo, comunque, appassionano molto i frequentatori di questa ex stanza dei segreti, e dai memo dell'Fbi emergono molti elementi a favore dell'esistenza degli alieni.
Ma gli agenti federali, che negli anni hanno rischiato la vita inseguendo i più famosi criminali d'America, non nascondono una velata frustrazione per queste attenzioni speciali riservate ai fenomeni paranormali. Ma, si sa, le suggestioni misteriose sono sempre più accattivanti, con buona pace di Al Capone e degli Intoccabili.
La nota del 22 marzo 1950, era indirizzata al direttore dell'Fbi J. Edgar Hoover da Guy Hottel, allora capo del Fbi di Washington, DC, filed office.
"Un investigatore per l'Air Force ha dichiarato che tre cosiddetti dischi volanti sono stati recuperati nel New Mexico", scrive Hottel. "Sono stati descritti come di forma circolare con rilievo al centro, circa 50 metri di diametro. Ognuno era occupato da tre corpi di forma umana, ma solo 3 metri di altezza, vestiti di tela metallica di una texture molto fine. Ogni corpo era fasciato in un modo simile a tute oscuranti utilizzati da speed filiers e test pilots".
La nota, pubblicata on-line dall'FBI già nel 2011, dimostrerebbe che gli "alieni sono sbracati a Roswell", in particolare che degli extraterrestri a bordo di dischi volanti sono atterati nel New Mexico prima del 1950. L'ufficio della presidenza ha realizzato migliaia di file disponibili in una nuova risorsa online chiamata "The Vault". Tra queste c'è proprio la nota scritta dall'allora capo dell'Fbi Guy Hottel, agente speciale incaricato del filed office di Washington nel 1950.
Secondo il documento, tre uomini tra cui un agente di polizia, un poliziotto della stradale e una guardia armata avevano tutti riferito di aver visto un "oggetto di colore argento in alto che si avvicinava alle montagne a Sardina Canyon" e che poi "sembrava esplodere in un'eruzione di fuoco". Ha inoltre spiegato che molti residenti avevano riferito due esplosioni, seguite da un oggetto in caduta.
Il file, pubblicato da aprile 2011 in base al Freedom of Information Act (FOIA), è stato visto quasi un milione di volte, ha detto l'Fbi, in parte perché i media hanno "erroneamente riportato che l'Fbi aveva inviato la prova di un incidente UFO di Roswell, New Mexico [nel 1947] e il recupero di macerie e cadaveri alieni". Il file è stato effettivamente reso pubblico nel 1970 ed è stato pubblicato per diversi anni sul sito dell'Fbi, prima del lancio del "Vault".
Il memo di Hottel è datato quasi tre anni dopo gli eventi di Roswell nel mese di luglio 1947. Non vi è alcun motivo di credere che le due cose sono collegate, spiega l'Fbi in un post sul sito. L'agenzia investigativa ha solo occasionalmente partecipato all'analisi delle notizie di ufo ed extraterrestri. Per alcuni anni dopo l'incidente di Roswell, il direttore Hoover ha chiesto ai suoi agenti, su richiesta dell'Air Force di verificare eventuali avvistamenti di ufo.
Il presunto incindente "alieno" è stato oggetto di polemiche per decenni. La pubblicazione del documento ha portato a numerose notizie di stampa che lo etichetta come "prova" dell'esistenza aliena. Ma dal momento che appunto l'Fbi ha pubblicato la nota tre anni dopo l'incidente di Roswell, l'agenzia vuole far sapaere ai mezzi di comunicazione che si tratta di un incidente separato e che non è mai stato risolto il mistero. "Non c'è ragione di credere che le due cose sono collegate", conclude l'Fbi.
Fonte: TMNews
Via: RT
Il file, pubblicato da aprile 2011 in base al Freedom of Information Act (FOIA), è stato visto quasi un milione di volte, ha detto l'Fbi, in parte perché i media hanno "erroneamente riportato che l'Fbi aveva inviato la prova di un incidente UFO di Roswell, New Mexico [nel 1947] e il recupero di macerie e cadaveri alieni". Il file è stato effettivamente reso pubblico nel 1970 ed è stato pubblicato per diversi anni sul sito dell'Fbi, prima del lancio del "Vault".
Il memo di Hottel è datato quasi tre anni dopo gli eventi di Roswell nel mese di luglio 1947. Non vi è alcun motivo di credere che le due cose sono collegate, spiega l'Fbi in un post sul sito. L'agenzia investigativa ha solo occasionalmente partecipato all'analisi delle notizie di ufo ed extraterrestri. Per alcuni anni dopo l'incidente di Roswell, il direttore Hoover ha chiesto ai suoi agenti, su richiesta dell'Air Force di verificare eventuali avvistamenti di ufo.
Il presunto incindente "alieno" è stato oggetto di polemiche per decenni. La pubblicazione del documento ha portato a numerose notizie di stampa che lo etichetta come "prova" dell'esistenza aliena. Ma dal momento che appunto l'Fbi ha pubblicato la nota tre anni dopo l'incidente di Roswell, l'agenzia vuole far sapaere ai mezzi di comunicazione che si tratta di un incidente separato e che non è mai stato risolto il mistero. "Non c'è ragione di credere che le due cose sono collegate", conclude l'Fbi.
Fonte: TMNews
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Usa, Raytheon sviluppa software che spia e studia utenti social network
Una società di sicurezza multinazionale ha segretamente sviluppato un software in grado di tracciare i movimenti delle persone e prevedere il comportamento futuro attraverso la raccolta e l'analisi dei dati contenuti nei vari social network. Un video ottenuto dal Guardian rivela come un sistema "extreme-scale analytics" creato da Raytheon, quinto costruttore al mondo nel mercato della Difesa, è in grado di raccogliere una grande quantità di informazioni sulle persone da siti web tra cui Facebook, Twitter e Foursquare.
Federal Reserve conferma attacco hacker, rubati dati di 4.600 banchieri
La Federal Reserve Bank ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico recente da parte del gruppo di hacktivist "Anonymous". I dati personali di oltre 4000 dirigenti della banca sono stati rubati. Le informazioni riservate sono state rubate Domenica scorsa e in seguito la Federal Reserve ha ammesso all'agenzia di stampa Reuters che è "consapevole del fatto che le informazioni sono state ottenute sfruttando una vulnerabilità in un prodotto vendor temporaneo del sito web."
Anonymous boicotta Kim Dotcom, vulnerabilità XSS nel servizio MEGA
Il recente servizio Mega presentato nel fine settimana da Kim Dotcom, ha causato molte polemiche. Il sito non funziona correttamente, sono stati identificati alcuni problemi di sicurezza e, anche gli hacker Anonymous hanno voltato le spalle ad esso, chiamando Kim Dotcom una spia. Un anno fa, quando le autorità degli Stati Uniti hanno messo giù Megaupload, il movimento Anonymous è stato il primo a protestare.
Suicida Swartz creatore di Reddit e Rss, famiglia accusa giudici e Mit
Morto suicida a 26 anni, a New York, Aaron Swartz, il giovanissimo genio informatico che ad appena 14 anni fu co-autore del sistema Rss1.0. Attivista internet - scrive Wired - Swartz pubblicò una mole enorme di documenti pubblici, creò un social network e un sito per la campagna democratica, e fu parte del movimento che portò a bloccare la legge federale SOPA contro la pirateria informatica. Quando aveva 14 anni, Aaron ha contribuito a sviluppare lo standard RSS e Python, egli fondò Infogami, che entrò a far parte di Reddit.
Ma più di ogni altra cosa Aaron era un programmatore con la coscienza: un hacker instancabile e di talento che ha riversato le sue energie in questioni come la neutralità della rete, la riforma del diritto d'autore e libertà di informazione. Tra le cause innumerevoli, ha lavorato con Larry Lessig in occasione del lancio di Creative Commons, ha architettato il catalogo pubblico gratuito Internet di libri, OpenLibrary.org, e nel 2010 ha fondato Demand Progress, un gruppo non-profit che ha contribuito a unità di base per l'opposizione di successo alla SOPA dello scorso anno.
Nel 2009 Swartz, attraverso uno script automatico, aveva scaricato il 20 per cento dei documenti presenti su PACER, il database del sistema giudiziario statunitense che all'epoca chiedeva 10 centesimi di dollaro per l'accesso a ciascun documento. Secondo diversi attivisti questi documenti dovevano essere liberamente accessibili, dal momento che erano stati finanziati con fondi pubblici. Dopo la pubblicazione online dell'archivio, l'FBI aveva avviato un'indagine contro di lui che poi decise di archiviare, continuando a tener d'occhio Swartz.
Swartz è stato accusato di 13 violazioni informatiche ed arrestato con l'accusa di aver prelevato oltre 4 milioni di articoli dall'archivio del Massachusets Institute of Technology (MIT). Secondo diversi osservatori della Rete, le accuse a Swartz aprivano numerosi interrogativi. Di fatto Swartz non sembrava aver hackerato nulla: semplicemente aveva prelevato i documenti previa registrazione di una regolare utenza. JSTOR e il MIT avevano tentato di impedirgli un download così massiccio e, come contromisura, Swartz aveva modificato gli indirizzi Ip e Mac dei computer che utilizzava.
Come spiega Repubblica, abbastanza perché l'accusa ci vedesse un comportamento sospetto. Due giorni prima del suicidio, aveva comunicato di voler diffondere oltre 4,5 milioni di documenti JSTOR. Per aiutarlo a pagare le spese legali era stato creato un sito di raccolta fondi (free.aaronsw.com), e oggi la famiglia accusa l'intero sistema giudiziario: "La morte di Aaron non è semplicemente una tragedia personale. La sua morte è il prodotto di un sistema giudiziario criminale", accusano la famiglia e la fidanzata.
"Le decisioni del procuratore generale e del Mit hanno contribuito alla sua morte. Il procuratore generale lo ha accusato di un'incredibile sequenza di capi di imputazione che avrebbero potuto sfociare in oltre 30 anni di reclusione per un presunto crimine che non aveva vittime. E nel frattempo il Mit si è rifiutato di schierarsi al suo fianco". Il processo era programmato il mese prossimo. Swartz rischiava anche una multa da 1 milione di dollari. Il corpo di Aaron Swartz è stato ritrovato nella sua casa di Brooklyn dalla polizia che ne ha dichiarato la morte per suicidio.
"Le decisioni del procuratore generale e del Mit hanno contribuito alla sua morte. Il procuratore generale lo ha accusato di un'incredibile sequenza di capi di imputazione che avrebbero potuto sfociare in oltre 30 anni di reclusione per un presunto crimine che non aveva vittime. E nel frattempo il Mit si è rifiutato di schierarsi al suo fianco". Il processo era programmato il mese prossimo. Swartz rischiava anche una multa da 1 milione di dollari. Il corpo di Aaron Swartz è stato ritrovato nella sua casa di Brooklyn dalla polizia che ne ha dichiarato la morte per suicidio.
Fonte: Wired
Via: La Repubblica
Foto: © Flickr/ Peretz Partensky
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