Williams Martini Racing, uno dei migliori team di F1, ha oggi collaborato con Omnitude per studiare come la tecnologia blockchain possa diventare uno strumento cruciale all'interno di un team di Formula Uno. Il fornitore di tecnologie middleware aziendali Omnitude lavorerà con il team per esplorare come la tecnologia blockchain possa essere implementata in numerosi aspetti del funzionamento di un team di Formula 1. Omnitude, una società impegnata in una missione pionieristica di rivoluzionare la connettività tra tecnologie blockchain e sistemi aziendali, affianca il team mentre l'azienda cerca finanziamenti aggiuntivi, dopo la vendita di token lanciata a marzo 2018.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Omnitude e Williams Martini Racing portano blockchain in Formula 1
Williams Martini Racing, uno dei migliori team di F1, ha oggi collaborato con Omnitude per studiare come la tecnologia blockchain possa diventare uno strumento cruciale all'interno di un team di Formula Uno. Il fornitore di tecnologie middleware aziendali Omnitude lavorerà con il team per esplorare come la tecnologia blockchain possa essere implementata in numerosi aspetti del funzionamento di un team di Formula 1. Omnitude, una società impegnata in una missione pionieristica di rivoluzionare la connettività tra tecnologie blockchain e sistemi aziendali, affianca il team mentre l'azienda cerca finanziamenti aggiuntivi, dopo la vendita di token lanciata a marzo 2018.
MarkMonitor, attenzione puntata su pirateria di contenuti digitali online
MarkMonitor mette in guardia i produttori di contenuti digitali per la crescente diffusione della pirateria di film, musica, software, giochi ed e-book. I titolari dei diritti devono adottare un approccio proattivo e globale alla lotta contro la pirateria online, individuando e monitorando l'attività del download illegale che avviene all’interno di una vasta gamma di canali come siti di P2P, contenuti generati dagli utenti, blog, siti di streaming video e servizi, al fine di individuare e interrompere l'attività promozionale collegata sui motori di ricerca, sui siti web e social network.
Skype sostituisce supernodi P2P con Linux box ospitati da Microsoft
Microsoft ha drasticamente rivisto la rete che esegue il suo servizio voice-over-IP di Skype, sostituendo l'architettura peer-to-peer con migliaia di box Linux che sono resistenti ai più comuni tipi di attacchi hacker, ha detto un ricercatore di sicurezza ad Asr Technica. La modifica, di cui parla Kostya Kortchinsky di Immunity Security si è verificata circa due mesi fa e rappresenta un allontanamento dal disegno che ha alimentato Skype negli ultimi dieci anni.
Dalla sua introduzione nel 2003, la rete del servizio è composta da supernodi, costituita da utenti normali che hanno avuto sufficiente larghezza di banda, potenza di elaborazione, e altri requisiti di sistema per qualificarsi. Questi supernodi poi comunicano i dati con altri supernodi in una rete peer-to-peer. In ogni momento, ci sono in genere un pò più di 48.000 clienti che hanno operato in questo modo. Analisi Kortchinsky, sebbene ancora non confermato da Microsoft, mostra che Skype è ora alimentata da un pò di più di 10.000 supernodi che sono tutti ospitati dalla società.
Non è attualmente possibile per gli utenti regolari essere promossi allo status di supernodo. Inoltre, i box stanno eseguendo una versione di Linux utilizzando grsecurity, una raccolta di patch e configurazioni progettate per rendere i server più resistenti agli attacchi. Oltre alla protezione da hack, i Microsoft-hosted box sono in grado di ospitare utenti in un numero significativamente maggiore.
I supernodi sotto il vecchio sistema in genere gestivano circa 800 utenti finali, ha detto Kortchinsky, mentre adesso è possibile ospitare circa 4.100 utenti con un limite teorico di ben 100.000 utenti. Ciò dovrebbe evitare il blocco del servizio, come già accaduto l'anno scorso, poco dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte della stessa Microsoft. L’utilizzo di una architettura centralizzata permette inoltre una magggiore scalabilità e offre un servizio più stabile e affidabile. Un portavoce di Microsoft ha confermato quanto scoperto da Kortchinsky.
"Come parte del nostro costante impegno a migliorare continuamente l'esperienza di Skype, abbiamo sviluppato supernodi che possono essere presenti su server dedicati all'interno di data center sicuri. Questo non ha cambiato la natura del sottostante architettura Skype peer-to-peer (P2P), in cui supernodi permettono semplicemente agli utenti di trovarsi l'un l'altro (le chiamate non passano attraverso supernodi). Crediamo che questo approccio ha immediati benefici di performance, scalabilità e disponibilità per centinaia di milioni di utenti che compongono la comunità Skype", ha detto Mark Gillett, CVP, Product Engineering & Operations di Skype.
Kaspersky Lab e CrowdStrike smantellano seconda botnet Hlux/Kelihos
Nella loro continua battaglia contro le botnet e i cyber criminali, gli esperti di Kaspersky Lab, in collaborazione con CrowdStrike Intelligence Team, Dell SecureWorks e i membri di Honeynet Project, hanno smantellato la seconda botnet Hlux (nota anche con il nome di Kelihos). Questa botnet era tre volte più grande della prima botnet Hlux/Kelihos smantellata nel settembre 2011. Dopo solo 5 giorni dall’operazione, Kaspersky Lab aveva già neutralizzato più di 109.000 host infetti. Si stima che la prima botnet Hlux/Kelihos avesse solo 40.000 sistemi infetti. Questa non è la prima volta che Kaspersky Lab opera contro questa botnet.
Pirateria, Fiamme Gialle sequestrano la piattaforma P2P Italianshare
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LimeWire Pirate Edition, risorge il famoso client di file sharing
LimeWire, uno dei più noti client p2p per il download di mp3 su network Gnutella, è stato costretto a chiudere lo scorso ottobre per effetto dell’iniziativa giudiziaria della RIAA, l’associazione americana dei discografici. Tuttavia, a distanza di poche settimane, LimeWire è già risorto come LimeWire Pirate Edition, un software peer to peer gratuito e open source basato proprio sul codice sorgente del “defunto” LimeWire. Il tutto grazie ad un gruppo anonimo di sviluppatori, i quali hanno provveduto a rimuovere ogni riferimento ai server di LimeWire LLC, così come ogni adware, spyware e toolbar, mantenendo comunque intatte le feature della versione Pro (versione 5.6.2) del vecchio client p2p. Limewire Pirate Edition è gratuito, funziona e supporta i Magnet Link.
LimeWire Pirate Edition, in sostanza, ha reso disponibili le funzioni presenti nella versione Pro di LimeWire, consentendo ai suoi utenti di scaricare gratis dal web i contenuti messi a disposizione. Da parte loro, tali utenti possono avvalersi di connessioni multiple attraverso proxy e firewall, e condividere i contenuti con la community o con una propria lista di amici. Limewire Pirate Edition richiede l’interprete Java. La procedura di installazione cerca il Java Runtime Environment procedendo eventualmente al download e installazione. La schermata di avvio di Limewire è differente rispetto a quella a cui ci siamo abituati ma si tratta dell’unica differenza tra Limewire e Limewire Pirate Edition. Il software, compatibile con Windows Vista e 7 è disponibile come download diretto o via torrent.
Via: Italiasw
Limewire chiuso per violazione di copyright
La Recording Industry Association of America (RIAA) voleva che il software LimeWire, client peer-to-peer che si appoggia alla rete Gnutella, cessasse ogni attività e il giudice della Corte Distrettuale di New York ha stabilito la giustezza di tale richiesta. LimeWire è un software che aveva riscosso un successo pari a quello di eMule. Sia la versione base che quella a pagamento del software non sono più in grado di cercare, scaricare e condividere alcunché mentre viene visualizzato un "messaggio legale" sulla fine del supporto e della distribuzione del client. Il giudice Kimba Wood ha dunque accolto la richiesta delle major, costringendo LimeWire LLC a chiudere immediatamente ogni attività online.
Entusiaste le dichiarazioni di RIAA, improntate a sottolineare la fine della "massiccia pirateria" veicolata da LimeWire e grazie alla quale i suoi sviluppatori "si sono enormemente arricchiti". Certo è che l'ingiunzione del giudice Wood colpisce e abbatte uno dei client di P2P più usati, ragion per cui milioni di utenti dovranno ora migrare verso applicazioni ed "ecosistemi" meno proni agli strali dell'industria dei contenuti. Le case discografiche sostenevano che il client Gnutella causava miliardi di dollari di perdite dovuti ai download illegali. Secondo l’ingiunzione, Limewire “favoriva la violazione del copyright” e veniva commercializzato come il “successor di Napster”.
Via: http://www.italiasw.com/
Hadopi: mail di avvertimento a utenti P2P
Sono stati inviati oggi i primi messaggi e-mail di avvertimento per gli utenti francesi che scaricano illegalmente contenuti dal web. I messaggi vengono inviati dall'Alta autorita' per la diffusione delle opere e la protezione di diritti su Internet (Hadopi). La Francia diventa così il primo paese a sperimentare le norme dissuasive, approvate qualche mese fa, tra molte proteste e qualche dubbio di incostituzionalità. Il messaggio di posta elettronica formulato dall’Hadopi inizia con avvertimento: «Attenzione, il vostro computer è stato utilizzato per commettere azioni, rilevate da processo verbale, che possono costituire un reato. Se, malgrado questa raccomandazione che li invita ad adottare, quanto prima, ogni misura utile, potrebbe essere elevata una contravvenzione per negligenza. Il giudice, cui si rivolge Hadopi, potrebbe stabilire la sospensione del vostro accesso alla Rete, e se necessario, un'ammenda». L’email fornisce poi le seguenti informazioni: la data e l’ora del download illecito, l’indirizzo IP, il nome del provider. La missiva elettronica non riporta né il nome né la tipologia del materiale scaricato. E a ricevere l’avviso sarà il titolare del contratto di abbonamento a Internet, che potrebbe essere del tutto estraneo al presunto illecito commesso in Rete. Prima di dover pagare un’eventuale sanzione amministrativa o di vedersi tagliata la linea ADSL, l’internauta dovrà ricevere un secondo avvertimento da Hadopi, entro sei mesi, per aver scaricato nuovamente video e musica in maniera illegale. Una nuova infrazione, entro dodici mesi, esporrà i presunti pirati a un procedimento giudiziario. Molti esperti dubitano che la sorveglianza sarà efficace. Hadopi si concentrerà sulle principali piattaforme di download, ma i pirati più esperti hanno già traslocato verso indirizzi meno facili da controllare.
Via: http://www.apcom.net/
LimeWire 5.3.6
LimeWire vi permette di scaricare file connettendosi direttamente al computer che lo sta condividendo. Rispetto ai suoi predecessori, come Kazaa, questo programma si presenta con un particolare non trascurabile: l'assenza di spyware. LimeWire si propone come valida alternativa alla concorrenza anche per la velocità e la semplicità d'utilizzo; infatti non richiede alcun tipo di configurazione iniziale e vi permette fin da subito di cercare il file desiderato attraverso il motore di ricerca e di scaricarlo.
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