Apple® (Nasdaq: AAPL) ha messo il suo linguaggio di codifica Swift™, rivelato al WWDC 2014, a disposizione del pubblico. Al WWDC di quest'anno, la casa di Cupertino ha dichiarato che avrebbe rilasciato il codice open-source della seconda release di Swift per la fine del 2015, e così è stato. Apple ha annunciato che il suo linguaggio di programmazione Swift è ora open source. In quanto linguaggio open source, la vasta community di sviluppatori di talento, dai creatori di app agli istituti scolastici e alle imprese, potrà apportare il proprio contributo arricchendo Swift di nuove funzioni e ottimizzazioni, nonché contribuire a renderlo disponibile su nuove piattaforme.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Apple: linguaggio di programmazione Swift è diventato open-source
Apple® (Nasdaq: AAPL) ha messo il suo linguaggio di codifica Swift™, rivelato al WWDC 2014, a disposizione del pubblico. Al WWDC di quest'anno, la casa di Cupertino ha dichiarato che avrebbe rilasciato il codice open-source della seconda release di Swift per la fine del 2015, e così è stato. Apple ha annunciato che il suo linguaggio di programmazione Swift è ora open source. In quanto linguaggio open source, la vasta community di sviluppatori di talento, dai creatori di app agli istituti scolastici e alle imprese, potrà apportare il proprio contributo arricchendo Swift di nuove funzioni e ottimizzazioni, nonché contribuire a renderlo disponibile su nuove piattaforme.
IBM: debutto per mainframe LinuxONE, due nuovi sistemi Linux-only
IBM ha lanciato due nuovi sistemi mainframe che eseguono esclusivamente il sistema operativo Linux. I mainframe di IBM, grande parte del business della società, sostengono Linux da oltre un decennio, ma la novità arriva come parte di una più ampia strategia di IBM progettata per portare l'utilizzo del mainframe a un pubblico più ampio. IBM ha annunciato una significativa espansione della propria strategia relativa alla piattaforma mainframe volta a valorizzare il ruolo delle soluzioni e della community Open Source. L'obiettivo è fornire alle imprese funzionalità più sicure e prestazioni più elevate, flessibilità e un più ampio ventaglio di opportunità di scelta.
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Quando scegliere un server dedicato piuttosto che uno spazio hosting
Ormai quasi tutti i naviganti della rete sanno cos'è un dominio ed uno spazio hosting, invece, quello che molti non sanno è quando e perché bisognerebbe scegliere un server dedicato. Intanto cerchiamo di capire cos'è: il termine Server, in informatica, sta ad indicare un componente di elaborazione atto a fornire qualunque tipo di servizio a componenti che ne fanno richiesta attraverso una rete.
In poche parole il Server è uno spazio, generalmente condiviso, dove vengono ospitati un numero variabile di domini. Essendo un unico grande spazio condiviso può succedere che un problema legato ad un solo sito crei conseguenze anche per gli altri che si trovano sullo stesso server, motivo per cui gli amministratori di grandi portali, che magari necessitano anche di uno spazio maggiore, preferiscono scegliere un server dedicato.
Il server dedicato è uno spazio dove risiede un unico sito web, una locazione esclusiva gestita e protetta sempre attraverso la web farm. Infatti “acquistare un server dedicato” vuol dire noleggiare, ad uso esclusivo, un computer remoto con la possibilità di gestirlo autonomamente attraverso appositi pannelli amministrativi. Più o meno, a seconda dei pacchetti previsti dal provider a cui ci si rivolge, i server dedicati hanno un’elevata flessibilità che permette al cliente di personalizzare il prodotto sulla base delle sue esigenze, chiaramente, mantenendo sempre prestazioni e affidabilità.
Le caratteristiche che bisogna guardare per scegliere il server dedicato giusto sono: la tipologia di unità di elaborazione centrale (CPU), la memoria RAM, l’hard disk e il traffico mensile incluso, così da orientarci, in base all’uso che ne andremo a fare, verso un pacchetto oppure un altro. Capire il tipo di processore offerto dal provider è utile per misurare la velocità di risposta, la grandezza della memoria ram e dall’hard disk a disposizione ci fanno capire per quale tipologia di sito internet è più adatto quel server dedicato.
Dopo le caratteristiche generali si passa ad analizzare il sistema, quindi avremo sistema operativo linux o windows (spesso la scelta è affidata al cliente), il pannello di controllo e altri servizi inclusi, come, ad esempio, javaservlet support, l’installazione dei programmi, Apache web server, backup e supporto garantito dalla farm. Una server-farm deve prevedere, inoltre, le consuete misure di sicurezza informatica.
Queste sono una buona parte delle voci che troverete per ogni pacchetto relativo ad un server dedicato, potrete analizzarle, confrontarle, e alla fine scegliere l’offerta con le migliori prestazioni ed un prezzo ottimo, ma non dimenticate che una grande offerta non garantisce stabilità, qualità importantissima, se non addirittura fondamentale, per un buon server. A questo proposito vi segnaliamo un’azienda seria ed affidabile: http://www.soluzionihosting.it
Fonte: Soluzioni Hosting
Via: Mlsoluzioniweb
Foto dal web
Intel, annunciata la nuova distribuzione per Apache Hadoop software
Per assicurare a più organizzazioni e persone la possibilità di utilizzare i cosiddetti "big data", le notevoli quantità di dati generati - raccolti e archiviati ogni giorno - Intel ha annunciato la disponibilità del software Intel® Distribution for Apache Hadoop (Intel® Distribution). L'offerta software che include Intel® manager for Apache Hadoop parte dal silicio per offrire prestazioni e sicurezza all'avanguardia. La capacità di analizzare e interpretare i big data offre la possibilità concreta di trasformare la società favorendo nuove scoperte scientifiche, nuovi modelli di business e nuove esperienze per i consumatori.
Eppure, solo una piccola percentuale di organizzazioni e aziende è oggi in grado di ricavare informazioni significative da tutti questi dati, perché le tecnologie, le tecniche e le competenze ad ora disponibili sono troppo rigide per la tipologia di dati che si analizza o troppo costose da implementare. Hadoop è un framework open source per l'archiviazione e l'elaborazione di notevoli volumi di dati diversificati su server cluster scalabili, ritenuto ultimamente come piattaforma di riferimento per la gestione dei Big data.
Con ancora più informazioni generate da miliardi di sensori e sistemi intelligenti previsti nel prossimo futuro, il framework è indispensabile che rimanga aperto e scalabile, oltre a rispondere ai requisiti elevati di prestazioni, sicurezza e gestione di fascia enterprise. "Persone e macchine producono informazioni preziose che potrebbero arricchire la nostra vita in molti modi, dalla massima accuratezza nelle previsioni di condizioni meteorologiche critiche alla pianificazione di cure personalizzate per le patologie terminali", ha commentato Boyd Davis, Vice President e General Manager della Datacenter Software Division di Intel.
"Intel è impegnata a contribuire con i miglioramenti - atti a utilizzare tutta la potenza di calcolo - a disposizione della comunità open source per fornire al settore una base più solida da cui partire per oltrepassare i limiti dell'innovazione e realizzare le opportunità di trasformazione offerte dai big data." Intel offre una piattaforma aperta e innovativa basata su Apache Hadoop, in grado di tenere il passo con la rapida evoluzione dell'analisi dei big data. Intel Distribution è la prima soluzione a fornire una crittografia completa con il supporto di Intel® AES New Instructions (Intel® AES-NI) nei processori Intel® Xeon®.
Incorporando il supporto per la crittografia basato sul silicio del Distributed File System Hadoop, le organizzazioni possono ora analizzare con maggiore sicurezza i loro set di dati senza comprometterne le prestazioni. Le ottimizzazioni apportate per le tecnologie di rete e di I/O nella piattaforma del processore Intel Xeon consentono inoltre di raggiungere nuovi livelli di prestazioni analitiche. L'analisi di un terabyte di dati, che in precedenza richiedeva più di quattro ore di elaborazione, può ora essere svolta in sette minuti (secondo test Intel), grazie alla combinazione della capacità di calcolo dell'hardware Intel e di Intel Distribution.
Considerando che nel mondo vengono generati 1.000 terabyte o un petabyte di dati ogni 11 secondi, ovvero l'equivalente di 13 anni di video HD, la potenza della tecnologia Intel apre le porte a possibilità ancora più sorprendenti. Ad esempio, in un ambiente ospedaliero l'intelligenza derivante da questi dati potrebbe contribuire a migliorare l'assistenza ai pazienti, consentendo agli operatori di eseguire diagnosi più rapide e accurate e a stabilire l'efficacia dei farmaci, le interazioni tra medicine, i consigli sui dosaggi e i possibili effetti collaterali tramite l'analisi di milioni di cartelle cliniche elettroniche, dati della sanità pubblica e quelli provenienti delle richieste di rimborso.
Esistono delle linee guida molto rigorose per proteggere le informazioni sulla salute e sui pagamenti, imponendo la massima sicurezza e privacy durante l'esecuzione di analisi. L'aggiunta di Intel® Manager for Apache Hadoop semplifica l'installazione, la configurazione e il monitoraggio del cluster per gli amministratori di sistema che desiderano distribuire nuove applicazioni. Utilizzando Intel® Active Tuner for Hadoop Software è possibile configurare automaticamente le prestazioni ottimali, senza basarsi su congetture.
Finora, era necessario conoscere nello specifico in che modo ogni applicazione utilizzava le risorse, oltre ai benchmark di prestazioni e configurazione di Hadoop. Intel collabora con partner strategici per integrare questo software in diverse piattaforme e soluzioni di nuova generazione, e per favorirne la distribuzione in ambienti cloud pubblici e privati. Il nuovo software amplia la vasta gamma di prodotti Intel per data center, networking, storage e sistemi intelligenti.
Via: Intel
Oracle dona OpenOffice ad Apache Software Foundation Incubator
OpenOffice.org, la suite di produttività, che temeva di non essere più libera da quando era passata da Sun all’orbita di Oracle, ora approda finalmente in un porto sicuro. Oracle passa OpenOffice ad Apache Software Foundation (ASF). La scorsa settimana, Oracle ha reso noto di aver ceduto il controllo del codice di OpenOffice.org al progetto Apache Software Foundation Incubator. Una decisione che la società giustifica con il “commitment” alle comunità degli sviluppatori e open source e che, si legge nella nota ufficiale, ”garantisce al Openoffice.org una infrastruttura matura, aperta e ben riconosciuta per poter ben proseguire anche in futuro”. Da parte sua, Apache Software Foundation ha deciso che mentore di OpenOfice.org, durante la fase di incubazione, sarà il suo stesso presidente Jim Jagielski. La comunità del Software libero può tirare un sospiro di sollievo, anche se il fondatore Charles Schulz è deluso dalla decisione di Oracle. Charles Schulz, pur stimando Apache, avrebbe voluto un finale della storia diverso. Schulz non risparmia critiche al colosso guidato da Larry Ellison: avrebbe preferito che Oracle concedesse quel che rimaneva di OpenOffice alla Document Foundation. E non ad Apache. The Document Foundation, in una nota ufficiale, precisa , che il passaggio di OpenOffice.org ad Apache Software Foundation ”consentirà di continuare a integrare tutte le funzionalità e le modifiche all'interno di LibreOffice”, né che la compatibilità tra la Apache License e le licenze LGPLv3+ e MPL consentirà a TDF di far evolvere, in futuro, tutto il codice verso le nuove versioni delle due licenze”. Resta ferma la disponibilità di The Document Foundation a collaborare quanto possibile con Asf.
PSN: Ceo Sony chiede scusa, ma esperto sicurezza accusa azienda
Il Ceo del colosso giapponese dei media Sony, Howard Stringer chiede scusa alla clientela per le falle al sistema di sicurezza di Internet che hanno costretto la societa' a bloccare le carte di credito e a ritirare le password di 77 milioni di utenti della Playstation Network. Dopo diversi giorni di silenzio Stringer ha ammesso che la Sony avrebbe dovuto "notificare prima ai clienti" i disagi che avrebbero dovuto sopportare per il furto dei loro dati informatici personali avvenuti all'interno della rete della societa' giapponese. "Avrei dovuto dare prima delle riposte - ammette Springer - ma le analisi sono state complesse. Gli hacker fanno di tutto per coprire le loro tracce e c'e' voluto diverso tempo ai nostri esperti per scoprire quali informazioni personali erano state rubate". "So che e' stato frustrante per voi - aggiunge Stringer -. A oggi non c'e' evidenza di un utilizzo dei dati personali rubati, ma continueremo a monitorare la situazione". In una testimonianza al Congresso, il dottor Gene Spafford della Purdue University ha detto che Sony è stata violata perchè utilizzava software superato sui propri server - e ne erano a conoscenza mesi prima delle recenti violazioni della sicurezza. Secondo Spafford, esperti di sicurezza che monitoravano la situazione avevano avvertito due o tre mesi prima attraverso un forum aperto che la Sony stava utilizzando versioni non aggiornate dei software per il server Web Apache, che "era senza patch e non aveva un firewall installato". Spafford ha commentato in un'audizione convocata dalla Sottocommissione alla Camera di Commercio, Industria e Trade. Sony è stata invitata all'udienza, ma ha rifiutato di partecipare. In una lettera alla commissione, Sony ha annunciato di aver aggiunto il controllo automatico del software e una maggiore sicurezza dei dati e la crittografia per i suoi sistemi sulla scia delle recenti violazioni della sicurezza. "Se la valutazione del Dr. Spafford fosse precisa, è inammissibile che non solo Sony utilizzasse software obsoleto su server che contengono dati confidenziali, ma anche che la società ha continuato a farlo dopo che tali informazioni erano state rese pubbliche", ha affermato Jeff Volpe, Consumer Reports Technology Editor. La Sony ha offerto ai clienti che hanno subito danni 30 giorni di accesso gratis a un servizio giochi e un rimborso per il rinnovo delle carte di credito.
WampServer 2.1: i server Apache, PHP e MySQL a portata di clic
WampServer è un eccellente programma gratuito e in italiano, per installare un server Apache, PHP e MySQL sul vostro computer in modo da poter creare e testare pagine dinamiche in locale. Inoltre il software installa anche gli applicativi PHPMyAdmin e SQLiteManager per permettere una semplice creazione e gestione dei database. WampServer è l'unica soluzione pacchettizzata che vi permetterà di riprodurre i vostri server di produzione. WampServer si installa automaticamente e il suo utilizzo è molto intuitivo. Sarete in grado di sintonizzare il vostro server senza nemmeno toccare i file di impostazione. L'evoluzione del web e la diffusione dei CMS per realizzare siti, forum o blog, porta l'esigenza di avere a disposizione un server web, che supporti PHP e si appoggi a un database MySQL. Prima di mettere online nuovi progetti o modifiche a quelli già esistenti, si può avere l'esigenza di testare a fondo i cambiamenti che si intende realizzare.
Per non rischiare un danno irrimediabile lavorando direttamente online, è opportuno fare queste prove in locale, usando un programma come WampServer. Dopo aver scaricato il file da questa pagina, per l'installazione è sufficiente fare doppio clic sul file scaricato e seguire le istruzioni. Tutto è automatico. Il pacchetto WampServer viene consegnato con le ultime versioni di Apache, MySQL e PHP. Una volta che WampServer è installato, è possibile aggiungere altri rilasci scaricandoli da questo sito. Quando si installa WampServer, una directory "www" viene creata (generalmente c: \ wamp \ www). Create una directory all'interno del vostro progetto e mettete in essa i vostri file PHP. Clicca sul link "localhost" nel menù WampServer o aprite il browser all'indirizzo http://localhost. WampServer possiede molte funzionalità complete e facili da usare. Con un clic sinistro sull'icona, WampServer è in grado di:
Essi appariranno nel menu WampServer e sarete in grado di settarli con un semplice click. Ogni release di Apache, MySQL e PHP ha le proprie impostazioni e i propri file (dati per MySQL). WampServer ha anche un trayicon per gestire il server e le relative impostazioni. WampServer è adatto a tutti, le sue impostazioni di default permettono un ottimo utilizzo anche ai meno esperti, senza sacrificare però i più abili, che potranno configurare a fondo le impostazioni di WampServer, potendo operare, per esempio, sui moduli di Apache, sulle estensioni di PHP o interagire con la console di MySQL. WampServer consente di installare quasi tutte le versioni esistenti di Apache, PHP e MySQL in modo da poter riprodurre esattamente le impostazioni del server di produzione. Per aggiungere una nuova versione, scaricate qui e installare. Quindi fare clic sul menu WampServer e attivare la release che si desidera utilizzare.
Per non rischiare un danno irrimediabile lavorando direttamente online, è opportuno fare queste prove in locale, usando un programma come WampServer. Dopo aver scaricato il file da questa pagina, per l'installazione è sufficiente fare doppio clic sul file scaricato e seguire le istruzioni. Tutto è automatico. Il pacchetto WampServer viene consegnato con le ultime versioni di Apache, MySQL e PHP. Una volta che WampServer è installato, è possibile aggiungere altri rilasci scaricandoli da questo sito. Quando si installa WampServer, una directory "www" viene creata (generalmente c: \ wamp \ www). Create una directory all'interno del vostro progetto e mettete in essa i vostri file PHP. Clicca sul link "localhost" nel menù WampServer o aprite il browser all'indirizzo http://localhost. WampServer possiede molte funzionalità complete e facili da usare. Con un clic sinistro sull'icona, WampServer è in grado di:
- Gestire i servizi Apache e MySQL
- Interruttore on / offline (dare accesso a tutti o solo localhost)
- Installare e passare settaggi per le versioni Apache, MySQL e PHP
- Gestire le impostazioni server
- Accedere ai registri
- Accedere ai file delle impostazioni
- Creare alias
Essi appariranno nel menu WampServer e sarete in grado di settarli con un semplice click. Ogni release di Apache, MySQL e PHP ha le proprie impostazioni e i propri file (dati per MySQL). WampServer ha anche un trayicon per gestire il server e le relative impostazioni. WampServer è adatto a tutti, le sue impostazioni di default permettono un ottimo utilizzo anche ai meno esperti, senza sacrificare però i più abili, che potranno configurare a fondo le impostazioni di WampServer, potendo operare, per esempio, sui moduli di Apache, sulle estensioni di PHP o interagire con la console di MySQL. WampServer consente di installare quasi tutte le versioni esistenti di Apache, PHP e MySQL in modo da poter riprodurre esattamente le impostazioni del server di produzione. Per aggiungere una nuova versione, scaricate qui e installare. Quindi fare clic sul menu WampServer e attivare la release che si desidera utilizzare.
Windows Azure pronto al debutto, nuova piattaforma Microsoft per il cloud
Con l'arrivo dell'anno nuovo la piattaforma di Microsoft per il cloud computing, Windows Azure, uscirà dall'attuale fase di testing ed entrerà a far parte delle sue offerte commerciali. Nel corso del mese di Gennaio il servizio rimarrà gratuito, come lo è l'attuale Community Technology Preview (CTP), ma a partire dal primo di Febbraio Microsoft comincerà ad applicare le tariffe annunciate lo scorso Luglio.
Non bisogna pensare a Windows Azure come un semplice servizio che si aggiunge al portfolio Microsoft, Azure ha intenzione di divenire una piattaforma solida per aiutare Microsoft anche a distribuire i propri prodotti, non più con cd e licenze, ma via web, con semplici download. Windows Azure ha un proprio sistema operativo, delle versioni modificate di software come SQL Server 2008 e la possibilità di supportare non solo applicazioni sviluppate sulle classiche piattaforme Microsoft, come .NET, ma anche su Ruby, PHP o Java.
Per creare applicazioni con il popolare linguaggio Php e sfruttare i servizi di Windows Azure, RealDolmen ha sviluppato PhpAzure. Non si tratta di un nuovo linguaggio o di una nuova implementazione di Php ma di un ambiente che consente ai programmatori di accedere alle risorse della piattaforma cloud di Microsoft. Non sono pochi, tuttavia, quelli che vedono in PhpAzure un tentativo da pare di Microsoft di appropriarsi del linguaggio Php "infarcendolo" di estensioni proprietarie per accedere alle tecnologie sviluppate a Redmond.
Microsoft sostiene invece di aver fatto un ulteriore passo nell'interoperabilità tra tecnologia proprietarie e tecnologie open source, e in particolare nel favorire il matrimonio tra Windows e Php. I componenti principali della piattaforma di servizi Azure includono:
• Windows Azure per la gestione dei servizi in hosting, e la disponibilità di servizi di accesso a storage scalabile, a capacità computazionale ed a networking;
• Microsoft SQL Services per abilitare l’accesso a funzionalità di database repository e reporting;
• Microsoft .NET Services per l’utilizzo di servizi presenti in “concepts” inclusi nel.NET Frameworks quali il workflow e l’identity access (controllo dei processi e controllo degli accessi);
• Live Services per consentire agli utenti di archiviare, condividere e sincronizzare documenti, foto, file e dati in modo coerente sui propri PC, cellulari, applicazioni e siti web;
• Microsoft SharePoint e Dynamics CRM Services per l’accesso a contenuti aziendali in ambienti di “collaboration” e la disponibilità di estensione di soluzioni CRM in modalità “cloud based”.
Tra le prime aziende che introduranno Windows Azure nel proprio processo produttivo ci sarà Automattic, creatrice della famosa piattaforma di blogging Wordpress, la quale affiancherà Azure a strumenti open source come Apache e MySQL. Inoltre tra i primi content provider che permetteranno ai clienti di Azure di accedere ai loro contenuti pubblici, vi saranno NASA, Associated Press, InfoUSA e National Geographic. A questo indirizzo è possibile trovare un video introduttivo a Windows Azure.
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