Tutti i servizi erogati nella nuvola di Aruba rispettano i requisiti di condotta stabiliti dal Codice CISPE e garantiscono trasparenza certificata per i propri utenti. Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini e tra i membri fondatori del CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe), ha dichiarato oggi - insieme a una coalizione di quindici leader nel campo dei servizi di infrastrutture cloud computing di 7 differenti paesi (oltre all’Italia, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Finlandia, Lussemburgo e Bulgaria) - l’adesione al Codice di Condotta per la protezione dei dati CISPE, per tutti i servizi erogati sotto il suo marchio Aruba Cloud.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Aruba, protezione dei dati: big del cloud aderiscono al codice CISPE
Tutti i servizi erogati nella nuvola di Aruba rispettano i requisiti di condotta stabiliti dal Codice CISPE e garantiscono trasparenza certificata per i propri utenti. Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini e tra i membri fondatori del CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe), ha dichiarato oggi - insieme a una coalizione di quindici leader nel campo dei servizi di infrastrutture cloud computing di 7 differenti paesi (oltre all’Italia, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Finlandia, Lussemburgo e Bulgaria) - l’adesione al Codice di Condotta per la protezione dei dati CISPE, per tutti i servizi erogati sotto il suo marchio Aruba Cloud.
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Interoute crea due autostrade digitali con il submarine cable SMW 5
Si prevede che un traffico di rete da molteplici terabyte possa raggiungere l’Europa attraversando i nodi di Palermo e Marsiglia. Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha annunciato la disponibilità di un duplice punto di accesso in Europa, attraverso Francia e Italia, sfruttando il più recente cavo sottomarino al mondo, denominato South East Asia–Middle East–Western Europe 5 (SEA-ME-WE 5). Il SEA-ME-WE 5 (SMW 5) è un sistema di cavi sottomarini in fibra ottica di 20.000 chilometri che collega 17 paesi attraverso i punti-di-presenza (PoP) con una capacità del sistema finale di 24Tbs.
Verizon, report HBR: gestire la digital disruption grazie all'hybrid IT
Verizon ha lavorato con numerose aziende che sono alle prese con la trasformazione digitale. Le aziende vogliono l’agilità della più recente start-up in modo da poter competere quando si tratta di innovazione. Ma a differenza di una start-up, non iniziano con un foglio di carta. La stragrande maggioranza dei CIO e degli imprenditori stanno lavorando all’interno dei vincoli di applicazioni legacy e costi irrecuperabili. Le aziende oggi stanno utilizzando un approccio “hybrid IT” perché faticano a stare al passo con la digital trasformation: è quanto evidenzia lo studio Hybrid IT Takes Center Stage appena rilasciato da Harvard Business Review Analytic Services.
Cynny Space rende disponibile lo storage a oggetti nel cloud privato
Cynny Space è il nuovo provider di servizi di Cloud Object Storage, destinato a una clientela B2B, che propone una piattaforma di storage efficiente, sicura ed ecosostenibile. Cynny Space, il provider di servizi di Cloud Object Storage destinato a una clientela B2B, offre la possibilità di usufruire della propria infrastruttura anche in Private Cloud, oltre che in modalità IaaS. In Private Cloud, i server Cynny Space sono collocati all’interno dei data center dei clienti. Questa opzione permette loro di mantenere un controllo maggiore del rack senza rinunciare alla comodità di un servizio gestito, a prezzi convenienti, e senza dover investire in componenti hardware.
Wildix lancia primo telefono WebRTC al mondo con sistema Android
Wildix ha presentato il primo telefono WebRTC con sistema operativo Android e supporto alla videoconferenza. Venerdì 15 gennaio si è svolta a Bologna la tradizionale convention Wildix che raduna i principali Business Partner dell’azienda per annunciare le novità tecniche e le strategie di marketing del nuovo anno. Quest’anno il vero grande protagonista della Convention è stato il WP600ACG, il primo telefono WebRTC di Wildix, Gigabit, con sistema operativo Android e che supporta la videoconferenza. Grazie all’utilizzo della tecnologia WebRTC e al sistema operativo Android, il WP600ACG offre all’utente le massime prestazioni in termini di sicurezza e di velocità.
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Arbor: 5.000 cyberattacchi al mese in Italia nel 2015, team ampliato
Alla luce delle minacce crescenti, sono state annunciate due nomine nel team di Arbor Networks Inc, la divisione sicurezza di NetScout. Grazie a questo nuovo assetto, la società continua a perseguire la propria rotta nel presidiare il settore della cyber security: negli ultimi 12 mesi le statistiche delle minacce rivolte verso l’Italia hanno registrato circa 5.000 attacchi ogni mese. Arbor Networks Inc, la divisione sicurezza di NetScout (Nasdaq: NTCT), ha annunciato l’arrivo nel team Italiano di due autorevoli specialisti del settore come Michele Banfo nella nuova posizione di Regional Sales Manager della società e di Alessandro Tagliarino in qualità di Consulting Engineer.
WholeData, al via Internet Park: primo data center neutrale in Italia
WholeData, azienda nata dall’unione di competenze specifiche nella realizzazione e gestione di Data Center commerciali, annuncia il lancio del progetto Internet Park, il primo data center italiano totalmente neutrale rispetto al mondo degli operatori IT e Tlc, e modulabile secondo le esigenze dei clienti. Attualmente in fase di realizzazione, la struttura sorgerà a Pioltello – alle porte di Milano – su una vasta area di 30.000 m² in grado di ospitare fino a 10.000 m² netti di sale dati, e sarà operativa entro la prossima primavera. Milan Internet Exchange (MIX), il maggior peering point italiano, ha già eletto il data center progettato da WholeData come secondo full-pop nazionale.
Cloud guida la business transformation dice ultimo report di Verizon
Per anni si è parlato della crescente diffusione del cloud in azienda, ma ora ha raggiunto un punto di non ritorno. Secondo il report State of the Market: Enterprise Cloud 2016 pubblicato da Verizon Enterprise Solutions, il 96% delle aziende afferma che il cloud ha permesso loro di riprogettare uno o più processi di business. Le imprese evidenziano, inoltre, come lo spostamento di workload mission-critical sul cloud permetta di migliorare l'operatività aziendale: l'88 percento afferma che in questo modo è possibile migliorare la capacità di rispondere alle diverse necessità di business, mentre per il 65% è l'operatività generale a beneficiare del passaggio al cloud.
Verizon primo service provider a offrire nuova Cisco SDN technology
Verizon Enterprise Solutions ha presentato oggi il suo nuovo servizio software-defined WAN (WAN-Managed SD) basato su tecnologia Cisco Intelligent WAN (IWAN) che, grazie alla potenza di Internet unita a performance e affidabilità tipiche di una rete IP privata, può aiutare le aziende a stare al passo con la continua crescita del traffico di rete. La nuova offerta di Verizon associa ogni applicazione sulla rete ad una politica di routing che è definita dall'impresa sulle diverse applicazioni. Questa soluzione è ideale per le aziende che cercano di riprogettare la loro rete per gestire in modo efficiente le crescenti quantità di traffico in ambito aziendale.
Hosting: Aruba fa il punto sul livello di adozione della nuvola in Italia
Il mercato del cloud computing si è evoluto nel corso dell’ultimo anno e si sta sempre più conformando al tipo di aziende che serve, modificandosi a seconda del livello di maturazione dell’IT aziendale, dell’evoluzione di processi business-IT-business e della tipologia di achitetture legacy in uso presso le aziende. Senza dubbio il cloud sta rappresentando una sfida sempre più importate per le aziende e i suoi CIO e CTO, costringendoli a ripensare processi e strategie che necessariamente dovranno tenere conto dell’esistenza di questa tecnologia ormai accessibile a tutti, competitor nuovi e futuri, vista l’ampia diffusione che sta avendo.
UEFA rinnova la partnership strategica con il fornitore ICT Interoute
Interoute, l'operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud in Europa e UEFA (Union of European Football Associations) hanno annunciato l’estensione dell’accordo che prevede la gestione, da parte di Interoute, dell’infrastruttura ICT e dei servizi utilizzati per le competizioni calcistiche UEFA, i siti web, gli eventi e le operazioni di business. Quasi tutte le applicazioni e sistemi UEFA, tra cui il sito UEFA.com e UEFA Football Administration Management Environment (FAME), utilizzato per gestire i campionati come la UEFA Champions League o i campionati europei del 2016, saranno ospitati e gestiti nel networked cloud di Interoute.
Innovazione, velocità e sicurezza: nuova campagna TV Aruba on air
Il nuovo set di spot mostra una moto dell’Aruba.it Racing – Ducati Superbike Team, simbolo di innovazione, velocità e sicurezza, valori alla base di tutti i servizi offerti dalla società. Aruba S.p.A. annuncia la nuova campagna TV “Innovazione, Velocità, Sicurezza”, on air su La7 da venerdì 8 maggio e su Canale 5 ed Italia 1 da domenica 10 maggio, ideata per sottolineare il proprio ruolo di provider in grado di coprire tutte le esigenze IT di aziende, professionisti e privati. In un mondo che corre sempre più veloce, Aruba sceglie di essere rappresentata da una moto dell’Aruba.it Racing – Ducati Superbike Team, simbolo di velocità, innovazione e sicurezza.
Red Hat: Enterprise Linux OpenStack Platform 6 e supporto per IPv6
Co-ingegnerizzato con Red Hat Enterprise Linux 7 per abilitare infrastrutture open cloud presso aziende e service provider che implementano OpenStack. Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 6 (RHEL), dotata di numerosi aggiornamenti volti a servire da base per la realizzazione di cloud OpenStack in aziende con utenti cloud evoluti, società di telecomunicazioni, ISP e cloud hosting provider pubblici.
Wireless: la tempesta perfetta, da Ruckus le tendenze 2015 sul WiFi
La tecnologia Wi-Fi sta avendo un impatto continuo e sempre più rilevante sui consumatori, sulle imprese, sui luoghi pubblici e sui service provider di ogni tipo. La rivoluzione degli smartphone continua a ridisegnare il panorama del wireless dal momento che gli utenti, in tutte le aree geografiche e appartenenti a tutti i gruppi socio-economici, utilizzano questi dispositivi che possono fare molto più di una semplice telefonata. Infatti, recenti sondaggi hanno sottolineato come le chiamate vocali non rientrino nemmeno nelle prime 5 attività menzionate fatte attraverso uno smartphone.
Ruckus guida mercato Service Provider Wifi secondo Gruppo Dell'Oro
Ruckus alla guida del mercato Wi-Fi per Service Provider (WISP) secondo l’ultimo report del Gruppo Dell’Oro. Ruckus Wireless Inc. (NYSE: RKUS), leader mondiale nella fornitura di sistemi wireless avanzati per il mercato delle reti mobili, ha annunciato di esser stato riconosciuto leader mondiale nella categoria access point Wi-Fi di classe enterprise e outdoor mesh per Service Provider, sia in termini di unità vendute che di ricavi. È quanto emerge dall’ultimo Report* sul quarto trimestre 2013 relativo al mercato Wireless LAN (WLAN) pubblicato dal Gruppo Dell’Oro.
Secondo l’analisi del Gruppo Dell’Oro, nel quarto trimestre 2013 Ruckus ha preso il comando, a livello mondiale, del segmento di mercato dei Service Provider fino a raggiungere la quota del 35,8% con riferimento alle unità vendute e del 25% in termini di fatturato. Confrontando il quarto trimestre 2013 con il precedente, Ruckus si è distinta come una delle aziende a maggiore crescita nella categoria Service Provider (SP), registrando il maggiore incremento di fatturato e unità vendute tra tutti i fornitori di infrastrutture wireless per Service Provider.
Questo si è tradotto in un aumento percentuale di 28 punti in termini di revenue globali e di oltre il 33,5% nelle vendite globali tra il terzo e il quarto trimestre del 2013. Nel 2013, Ruckus ha effettivamente raddoppiato la sua base utenti rispetto al 2012, chiudendo l’anno con oltre 140 clienti. Questa crescita è stata alimentata dalla forte domanda di soluzioni Smart Wi-Fi di classe carrier, sia outdoor che indoor, per far fronte all’aumento dei volumi di traffico dati, dovuto in particolare al crescente numero di dispositivi connessi che richiedono sempre maggiore banda per gestire un elevato numero di applicazioni.
Secondo il Report, i ricavi totali del mercato mondiale wireless LAN durante il quarto trimestre 2013 sono aumentati di quasi 2,2 miliardi di dollari (USD), pari al 9% di crescita anno su anno rispetto al quarto trimestre 2013, durante il quale 1,1 miliardi di dollari (USD) provenivano dai mercati di classe enterprise e outdoor. Con riferimento alle unità vendute, invece, complessivamente, il totale ha raggiunto quasi 30 milioni di dollari (USD) nel solo quarto trimestre 2013, in crescita del 15% anno su anno rispetto allo stesso periodo del 2012. I ricavi relativi al segmento WLAN di tutto il 2013 sono stati pari a 8,5 miliardi di dollari (USD): una crescita di quasi il 13% rispetto al che rappresenta circa 113 milioni di unità totali vendute.
Il rapporto del Gruppo Dell’Oro ha rilevato, inoltre, che “nell’ultimo trimestre dell’anno Ruckus ha registrato una crescita significativa in tutto il suo business, ha potenziato la sua base utenti con 3.100 nuovi service provider - raggiungendo un totale di oltre 33.000 clienti - e ha iniziato a marginalizzare su SmartCell ™ Gateway (SCG).” Ruckus SCG è uno dei pochi controller di classe carrier del settore WLAN, utilizzato dai service provider per gestire decine di migliaia di access point Ruckus Smart Wi-Fi e abilitare le funzionalità multi-tenancy. Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://it.ruckuswireless.com/
Russia: varata nuova legge che introduce altre restrizioni su Internet
La Duma di Stato russa ha approvato in via definitiva la lettura del disegno di legge № 428884-6 per rafforzare i controlli su Internet, che fa parte del cosiddetto pacchetto di leggi "anti-terrorismo", decise da Putin dopo il duplice attentato a Volgograd. D'ora in poi i blogger popolari sono tenuti a iscriversi a un registro speciale Roskomnadzor. Tali modifiche sono state fatte in fretta per la seconda lettura, e molti hanno accusato i legislatori di equiparare i blogger ai media. Tuttavia, i deputati che lottano hanno sottolineato che non è così.
Prima di tutto, secondo la nuova legge, i motori di ricerca, blog con almeno tremila utenti giornalieri, social network, forum e risorse per diffondere informazioni, ma che permettono ai lettori e agli utenti di commentare, dovranno informare Roscomnadzor l'inizio delle loro attività. Inoltre, sono tenuti a conservare sul territorio russo per sei mesi "fatti di ricezione, trasmissione, consegna o di elaborazione vocale, scrittura, immagini, suoni o altri messaggi elettronici degli utenti di Internet e le informazioni degli utenti".
Secondo alcuni media russi anche le compagnie straniere come Gmail, Facebook e Skype saranno tenute ad avere server nel Paese, allo stesso modo delle russe Yandex, Mail.ru o Vkontakte. Proprio martedì ha lasciato polemicamente la Russia il 29enne Pavel Durov, dopo essere stato licenziato da Vkontakte, il popolare social network russo, di cui era fondatore e direttore generale. Sfortunatamente il Paese è incompatibile con il business internet al momento, ha denunciato Durov, che si era rifiutato di collaborare con i servizi segreti russi.
La legge richiede ai "blogger trehtysyachnikov" (quelli letti da più di 3.000 utenti al giorno) di registrarsi presso un albo Roskomnadzor. Saranno tenuti a rispettare le limitazioni imposte: controllare l'accuratezza delle informazioni pubblicate, distribuire le informazioni sulla vita privata dei cittadini, estremisti e materiale pornografico, così come i materiali che contengono turpiloquio, seguire le regole della campagna elettorale, specificare un limite di età per gli utenti. Inoltre, i blogger dovranno inserire il loro nome e l'indirizzo e-mail.
Quando non sarà possibile identificare il blogger, Roscomnadzor invierà un avviso all'hosting provider per fornire i dati pertinenti. Per pene prevedono una multa che va 10.000 a 30.000 rubli, mentre per le persone giuridiche da 50.000 a 300.000. Con la reiterazione entro un anno di tali violazioni si è punibili con una multa per i cittadini da 30.000 a 50.000 mila rubli e per le persone giuridiche 300.000-500.000 o la sospensione amministrativa dell'attività per un massimo di 30 giorni. Le nuove norme hanno sollevato forti critiche da parte della Rete.
La legge richiede ai "blogger trehtysyachnikov" (quelli letti da più di 3.000 utenti al giorno) di registrarsi presso un albo Roskomnadzor. Saranno tenuti a rispettare le limitazioni imposte: controllare l'accuratezza delle informazioni pubblicate, distribuire le informazioni sulla vita privata dei cittadini, estremisti e materiale pornografico, così come i materiali che contengono turpiloquio, seguire le regole della campagna elettorale, specificare un limite di età per gli utenti. Inoltre, i blogger dovranno inserire il loro nome e l'indirizzo e-mail.
Quando non sarà possibile identificare il blogger, Roscomnadzor invierà un avviso all'hosting provider per fornire i dati pertinenti. Per pene prevedono una multa che va 10.000 a 30.000 rubli, mentre per le persone giuridiche da 50.000 a 300.000. Con la reiterazione entro un anno di tali violazioni si è punibili con una multa per i cittadini da 30.000 a 50.000 mila rubli e per le persone giuridiche 300.000-500.000 o la sospensione amministrativa dell'attività per un massimo di 30 giorni. Le nuove norme hanno sollevato forti critiche da parte della Rete.
Vividown/ Cassazione, Google non è responsabile violazioni a privacy
Non è configurabile una responsabilità penale di un internet host provider nel caso di violazione della privacy realizzata con un video diffuso sul Web. Lo ha sancito la Cassazione, che per questo, lo scorso dicembre, ha confermato l’assoluzione dei manager di Google finiti sotto processo per il video, diffuso nel 2006, in cui un ragazzo disabile veniva picchiato e schernito da alcuni compagni di classe.
"I reati di cui all’articolo 167 del codice privacy, per i quali qui si procede - si legge nella sentenza depositata ieri dalla terza sezione penale - devono essere intesi come reati propri, trattandosi di condotte che si concretizzano in violazioni di obblighi dei quali è destinatario in modo specifico il solo titolare del trattamento e non ogni altro soggetto che si trovi ad avere a che fare con i dati oggetto di trattamento senza essere dotato dei relativi poteri decisionali".
Il gestore del servizio di "hosting", osserva la Suprema Corte, "non ha alcun controllo sui dati memorizzati né contribuisce in alcun modo alla loro scelta, alla loro ricerca o alla formazione del file che li contiene, essendo tali dati interamente ascrivibili all’utente destinatario del servizio che li carica sulla piattaforma messa a sua disposizione".
La posizione di Google Italia e dei suoi responsabili, rilevano i giudici di piazza Cavour, "è quella di mero internet host provider, soggetto che si limita a fornire una piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video", del cui "contenuto - spiega la Cassazione - restano gli esclusivi responsabili".
Alla luce di ciò, i manager di Google imputati nel procedimento "non sono titolari di alcun trattamento", mentre "gli unici titolari del trattamento dei dati sensibili eventualmente contenuti nei video caricati sul sito sono gli stessi utenti che li hanno caricati, ai quali soli possono essere applicate le sanzioni, amministrative e penali, previste per il titolare del trattamento del Codice Privacy".
Chiedere ad un provider internet di verificare preventivamente i contenuti pubblicati dagli utenti mette a rischio la "libera manifestazione del pensiero". E' impossibile farlo manualmente e rischioso per la libertà di espressione affidarlo ad un sistema automatico.
Chiedere ad un provider internet di verificare preventivamente i contenuti pubblicati dagli utenti mette a rischio la "libera manifestazione del pensiero". E' impossibile farlo manualmente e rischioso per la libertà di espressione affidarlo ad un sistema automatico.
Sono queste le motivazioni, diffuse a due mesi dalla sentenza, per cui i giudici della corte d'appello di Milano hanno assolto dall'accusa di violazione della privacy 3 manager di Google, in merito al caso del video in cui un ragazzo disabile minorenne veniva insultato e umiliato da alcuni compagni di classe.
Il filmato girato in una scuola di Torino rimase online per circa un mese nella sezione "video divertenti". La sentenza d'appello del 21 dicembre scorso aveva ribaltato quella di primo grado emessa dal tribunale di Milano nel 2010 che aveva condannato i 3 dirigenti a 6 mesi per violazione della privacy.
Marchi contraffatti: sequestrati 16 siti Web, migliaia di italiani truffati
La Guardia di Finanza di Bergamo, su provvedimento emesso in via d'urgenza dalla locale Procura della Repubblica, ha sequestrato 16 (sedici) siti internet che commercializzavano on line oltre 400.000 prodotti contraffatti di abbigliamento ed accessori di noti marchi nazionali ed internazionali, in violazione degli articoli 473 e 474 del codice penale (introduzione e commercio di prodotti falsi sul territorio nazionale).
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore, hanno accertato che i gestori dei siti avevano, artatamente, collocato all'estero gli indirizzi I.P. (Internet Protocol Address) nell'intento di sviare e rendere maggiormente difficoltosa l'attività d'intelligence. Lussemburgo, Spagna, Australia, Israele, Stati Uniti, Turchia, Hong Kong, Panama, Cina e India sono i paesi "interessati" dall'indagine, dove risultano allocati i server ospitanti le inserzioni di vendita dei prodotti.
I nomi riconducibili ai domini dei siti posti sotto sequestro - spiega una nota della Guardia di Finanza - sono Italomoda, peutereysito ufficiale, andtrendy, ccbusi, chicaideal, ebuypeuterey, fashionremix, fashionstardome, 55licks, okoktrade, outletpeutereyonlines, peutereyprezzi, runwayrocket, shoesclothingonline, singulartrend e spyderclassicjackets.
Gli articoli proposti in vendita erano distribuiti su diverse migliaia di pagine, visitate giornalmente da altrettanti utenti. Tutti molto noti e di rilievo internazionale gli oltre 150 marchi falsificati, tra cui Ferrari, Armani, Moncler, Aeronautica Militare, Peuterey, Louis Vuitton, D. & G., Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines, Miu Miu.
Al fine di verificare l'autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle bergamasche, d'intesa con l'Autorità Giudiziaria ed in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza (GAT), hanno interessato sia i titolari dei marchi licenziatari o delle società che tutelano il marchio sul territorio nazionale, sia i relativi consulenti in possesso delle necessarie competenze tecniche, allo scopo di ottenere specifiche perizie.
Gli esiti di tali attività hanno consentito di accertare che gli articoli erano di qualità tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti, anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Per poter bloccare il funzionamento dei siti, il decreto di sequestro è stato notificato ad oltre 150 Internet Service Providers.
Sono in corso ulteriori attività investigative dirette ad acquisire elementi su eventuali responsabilità di soggetti esteri. L'attività svolta rientra tra quelle strategiche poste in essere dalla Guardia di Finanza a tutela del corretto funzionamento dei mercati e dei singoli consumatori, anche in relazione ai potenziali rischi per la salute che potrebbero derivare dall'uso di prodotti contraffatti.
Fonte: Guardia di Finanza
ANFoV: cloud in crescita fra i grandi, Over The Top bene fra i piccoli
L’agenda digitale va a rilento, i mercati Ict e Tlc viaggiano sempre con il segno meno, ma qualche segnale positivo arriva dai segmenti innovativi. Nel consueto appuntamento di Smau dedicato all’Osservatorio su Cloud computing & managed services, ANFOV lancia un segnale di ottimismo e, grazie al contributo di Daniela Rao di Idc vicepresidente dell’Associazione per le convergenza nei servizi di comunicazione, analizza la situazione del cloud nelle aziende italiane.
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Quando scegliere un server dedicato piuttosto che uno spazio hosting
Ormai quasi tutti i naviganti della rete sanno cos'è un dominio ed uno spazio hosting, invece, quello che molti non sanno è quando e perché bisognerebbe scegliere un server dedicato. Intanto cerchiamo di capire cos'è: il termine Server, in informatica, sta ad indicare un componente di elaborazione atto a fornire qualunque tipo di servizio a componenti che ne fanno richiesta attraverso una rete.
In poche parole il Server è uno spazio, generalmente condiviso, dove vengono ospitati un numero variabile di domini. Essendo un unico grande spazio condiviso può succedere che un problema legato ad un solo sito crei conseguenze anche per gli altri che si trovano sullo stesso server, motivo per cui gli amministratori di grandi portali, che magari necessitano anche di uno spazio maggiore, preferiscono scegliere un server dedicato.
Il server dedicato è uno spazio dove risiede un unico sito web, una locazione esclusiva gestita e protetta sempre attraverso la web farm. Infatti “acquistare un server dedicato” vuol dire noleggiare, ad uso esclusivo, un computer remoto con la possibilità di gestirlo autonomamente attraverso appositi pannelli amministrativi. Più o meno, a seconda dei pacchetti previsti dal provider a cui ci si rivolge, i server dedicati hanno un’elevata flessibilità che permette al cliente di personalizzare il prodotto sulla base delle sue esigenze, chiaramente, mantenendo sempre prestazioni e affidabilità.
Le caratteristiche che bisogna guardare per scegliere il server dedicato giusto sono: la tipologia di unità di elaborazione centrale (CPU), la memoria RAM, l’hard disk e il traffico mensile incluso, così da orientarci, in base all’uso che ne andremo a fare, verso un pacchetto oppure un altro. Capire il tipo di processore offerto dal provider è utile per misurare la velocità di risposta, la grandezza della memoria ram e dall’hard disk a disposizione ci fanno capire per quale tipologia di sito internet è più adatto quel server dedicato.
Dopo le caratteristiche generali si passa ad analizzare il sistema, quindi avremo sistema operativo linux o windows (spesso la scelta è affidata al cliente), il pannello di controllo e altri servizi inclusi, come, ad esempio, javaservlet support, l’installazione dei programmi, Apache web server, backup e supporto garantito dalla farm. Una server-farm deve prevedere, inoltre, le consuete misure di sicurezza informatica.
Queste sono una buona parte delle voci che troverete per ogni pacchetto relativo ad un server dedicato, potrete analizzarle, confrontarle, e alla fine scegliere l’offerta con le migliori prestazioni ed un prezzo ottimo, ma non dimenticate che una grande offerta non garantisce stabilità, qualità importantissima, se non addirittura fondamentale, per un buon server. A questo proposito vi segnaliamo un’azienda seria ed affidabile: http://www.soluzionihosting.it
Fonte: Soluzioni Hosting
Via: Mlsoluzioniweb
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