Visualizzazione post con etichetta Attacchi scam. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attacchi scam. Mostra tutti i post

Oracle rilascia 36 aggiornamenti per fissare 144 vulnerabilità in Java


Adobe,  Microsoft  e Oracle hanno rilasciato separatamente degli aggiornamenti di sicurezza per risolvere gravi vulnerabilità nei loro prodotti. Adobe ha rilasciato alcune patch per Acrobat, Flash, Reader e AIR, mentre Microsoft ha spinto fuori correzioni per fissare almeno una mezza dozzina di bug di sicurezza in Windows e Office. Oracle ha rilasciato un aggiornamento per Java che risolve almeno tre dozzine di vulnerabilità di sicurezza nel programma ampiamente utilizzato. 

Martedì scorso Oracle ha rilasciato una Critical Patch Update di un (CPU) con nuovi aggiornamenti di sicurezza per 144 vulnerabilità nei suoi prodotti, di cui 36 correzioni per Java Standard Edition 7 (Java SE 7). Trentaquattro delle vulnerabilità Java possono essere sfruttate da remoto senza autenticazione. L'elenco dei prodotti Oracle interessati comprende diverse versioni di Oracle Database e Fusion Middleware, così come le sue applicazioni aziendali, prodotti sistemi Sun e MySQL.

Questi sono tra i più pericolosi tipi di difetti del software Java. Andando a un passo ulteriore, Oracle ha classificato cinque delle nuove vulnerabilità con il più alto Common Vulnerability Scoring System (CVSS) punteggio di 10. Oltre a Java, Oracle Fusion Middleware Suite viene patchato per diverse vulnerabilità. In totale, Oracle ha patchato 22 falle di sicurezza in Fusion, di cui diciannove sfruttabili da remoto senza autenticazione dell'utente e un solo difetto comporta un punteggio CVSS di 10.

A causa di attacchi riusciti Oracle raccomanda di applicare le correzioni al più presto. Oracle rilascia CPU su base trimestrale il Martedì più vicino al 17° giorno di gennaio, aprile, luglio e ottobre, quindi l'annuncio era stato previsto. Ma Oracle è sotto i riflettori dei media, perché ciò fa seguito alla notizia che i server pubblicitari di Yahoo! sono stati usati per la distribuzione di malware a centinaia di migliaia di utenti, soprattutto in Europa, attraverso un exploit abilitato da una vulnerabilità Java.

Gli analisti di Fox-IT, una società di sicurezza con sede in Olanda, ha dato la notizia dell'attacco il 3 gennaio scorso. Secondo quanto riportato, a partire dal 30 dicembre 2013, cliccare su alcuni annunci pubblicitari distribuiti dai server di Yahoo! portava all'installazione sul proprio PC di trojan horse come ZeuS, Andromeda e Necurs. Gli exploit sembravano essere contenuti in un dominio dei Paesi Bassi. Yahoo! ha comunicato di aver rimosso i contenuti pubblicitari in questione. 

Inoltre, ha aggiunto che gli annunci pubblicitari contenenti malware sono stati rimossi e che gli utenti di Apple o dispositivi mobili non sono stati attaccati. Fox-IT ha stimato che gli annunci in questione sono stati visualizzati da circa 300.000 utenti all'ora, e di questi circa 27.000 all'ora sono stati infettati. I paesi con gli utenti più colpiti sono stati la Romania, Gran Bretagna e Francia. le potenziali vittime sono state soprattutto gli utenti senza un recente update dei software che gestiscono Java. 


Malware: circola in rete minaccia Zeus, virus si aggiorna e attacca tablet



Occhio alla saetta di 'Zeus' su tablet, personal computer e smartphone. Il virus informatico che viene utilizzato per finalita' criminali e furti di identita' digitale, si e' modificato nel tempo, aggiornando la propria capacita' offensiva. Nel 2012 si registrano finora piu' di 66.000 casi, numeri che collocano l'Italia tra i paesi informatizzati piu' esposti all'attacco di Zeus, dopo India e Stati Uniti.

L'infezione arriva in diversi modi, il piu' classico e' l'allegato 'appetibile' in email. Viene inviato in maniera randomica ma anche mirata, perche' chi manda il messaggio di posta elettronica gli da' una forma che e' di interesse per l'utente, ad esempio una fattura per un'azienda. Gli allegati nascondono in realta' un file eseguibile, che si annida ad esempio all'interno di un pdf.

In altri casi, nell'email invece dell'allegato c'e' l'indicazione di cliccare su un link a uno spazio web di interesse per l'utente. L'infezione avviene per il solo fatto che si e' andati a navigare in quello spazio. ''Zeus e' un crimeware. Una volta inoculato all'interno di un pc, consente di prendere il possesso della macchina'', spiega all'Adnkronos Sergio Mariotti, direttore III Divisione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

''A quel punto - aggiunge - chi gestisce il malware (software) da remoto, e' in grado di compiere una serie di operazioni a danno del titolare del pc: si va dal furto delle credenziali di autenticazione ai servizi on line (user e password, codici sicurezza ecc.), all'utilizzo del sistema informatico su cui e' installato il malware per finalita' illecite, come attacchi informatici ai danni di altri sistemi terzi''.

Il direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni Antonio Apruzzese sottolinea poi come "il contagio può passare dai computer ai telefonini". In particolare, "il virus Zeus è uno dei piu' pericolosi, denominato anche Botnet. Mentre si guarda il sito della propria banca, appaiono scritte conformi a quelle dell'istituto bancario con le quali si chiede il numero di cellulare e il tipo di telefonino, il modello e la Nazione a cui si appartiene".

Quindi, prosegue, "dopo aver fornito il dato richiesto, sul nostro telefonino apparirà subito un sms di accoglienza. Una volta aperto il link, noi prendiamo il virus Zeus sul nostro telefonino e il sistema di computer presente è oramai pregiudicato e l'infezione si sposta appunto dai computer fissi ai telefonini, mettendo fine alla nostra privacy: come aver consegnato la chiave di casa al nemico. Il pericolo - avverte Apruzzese - è veramente serio".


Via: Adnkronos

Pinterest sotto attacco scam, attenzione a false campagne pubblicitarie


G Data avverte gli utenti del noto social network che potrebbero cadere vittime dello spam. L'ultimo trend in ambito social media consacra Pinterest come il sito cresciuto di più in Italia aumentando le sue registrazioni del 52% nel solo mese di marzo 2012. Il sito americano, che ha raggiunto il boom nel febbraio 2012, conta oggi ben 17,8 milioni di utenti nel nostro paese, così come testimoniano i dati diffusi recentemente da Comscore. 

Più l'utilizzo del social media inventato da Ben Silbermann si diffonde, più coloro che intendono fare denaro alle spalle degli ignari utenti prendono di mira Pinterest, così come accaduto finora con Facebook e Twitter. I G Data SecurityLabs hanno scoperto, infatti, diverse truffe diffuse sul social network delle immagini, alcune delle quali legate a noti brand internazionali come H&M, Ikea ed Apple. Si tratta di campagne di spam diffuse sulle pinboard degli utenti che vengono invitati a condividere l'esistenza di false gift cards. 

“Il trucco è sempre lo stesso” afferma Eddy Willems, Security Evangelist di G Data “ovvero indirizzare a quiz e test online in cui viene chiesto agli utenti di lasciare le proprie informazioni personali (nome, cognome, indirizzo email, etc.) al fine di collezionare profili utente da rivendere al mercato ‘underground’”. In cambio viene promesso un premio che, naturalmente, nessun utente riceverà mai. 

Per non cadere nel tranello dei truffatori, G Data consiglia di adottare alcuni accorgimenti: usare una soluzione di sicurezza completa che includa un programma antivirus, un firewall, uno scan per gli indirizzi http, protezione in tempo reale e anche un filtro antispam per la posta elettronica; non inserire i propri dati personali su questi tipi di siti perché potrebbero essere usati anche per altri tipi di frodi e venduti ad altri truffatori; non cliccare su link e non effettuate download se si ricevono messaggi in lingua straniera perché i file o il sito di riferimento potrebbero compromettere il PC.

Anche qualora il messaggio provenga da un/a amico/a ma la veste grafica e/o il contenuto siano diversi dal solito, conviene chiedere se l’invio sia stato intenzionale o se, invece, il suo account è stato violato; quando si effettua l’accesso ad un social network, è preferibile non navigare su Internet con lo stesso browser. Qualche male intenzionato, potrebbe, infatti, manipolare la sessione del browser e diffondere messaggi indesiderati; effettuare sempre il logout dopo aver visitato un social network, soprattutto se il computer utilizzato è usato anche da altre persone o è un computer pubblico; se si diventa vittima di una truffa di questo tipo è utile cancellare al più presto il link condiviso, altrimenti i propri contatti potrebbero contribuire ad alimentare la frode.


Fonte: G Data

Utenti Megaupload target di criminali per richieste di falsi risarcimenti


Dei criminali informatici stanno tentando di estorcere denaro agli utenti di Internet sostenendo che ci potrebbero essere implicazioni finanziarie per coloro che hanno usato l'ormai defunto sito di file-sharing Megaupload per attività illecite. Nei giorni scorsi un falso studio legale ha cercato di sottrarre denaro a vittime innocenti,sostenendo di agire per conto di società di intrattenimento come Universal, Sony, EMI, Warner, Dreamworks e Paramount", spiega Torrent Freak sul suo sito. 

Naturalmente, situazioni in cui i detentori del copyright cercano di spaventare gli utenti chiedendo soldi in contanti per evitare una causa non sono una novità, ma risulta anche che i truffatori vedono un'opportunità in queste pratiche. In una delle lettere di notifica, che colpisce uno degli utenti in Germania, uno studio legale chiamato Dr. Kroner & Colleagues informa il destinatario che lui / lei è tenuto al risarcimento di 10.000 euro (13,000 dollari) per il download di contenuti piratati. 

L'alternativa è un pagamento inferiore di soli 147 euro (192 dollari) che possono presumibilmente risolvere l'intera situazione. Inoltre, gli "avvocati" accusano il destinatario solo di violazione del copyright, contengono falsi indirizzi IP e falsi orari, ma non forniscono alcun dettaglio in merito al contenuto che è stato effettivamente scaricato. Ulteriori analisi di questi messaggi di posta elettronica da parte OnlineKosten hanno rivelato che il denaro finisce di fatto da qualche parte in Slovacchia. 

Variazioni di altre truffa contano sulla reputazione di GVU, ma in questi casi lo scenario è peggiore, perché un malware viene utilizzato per spaventare gli utenti. L'elemento dannoso dirotta il browser della vittima in modo che visualizzi una falsa notifica che presumibilmente scomparirà solo dopo che una certa quantità di denaro verrà pagato tramite PaySafeCard

L'anti-pirateria del gruppo ha anche rilasciato un advisory per avvertire la popolazione circa l'esistenza di tali regimi. Di fronte a tali minacce, gli utenti sono invitati a non farsi prendere dal panico. Di solito queste truffe sono coperte dai fornitori di soluzioni di sicurezza e altri siti web, il che significa che una semplice ricerca dovrebbe rivelare se le affermazioni sono vere o meno.

Lizamoon attack compromette milioni di siti Internet, anche iTunes


LizaMoon è il nome di un attacco scareware, il cui funzionamento è fondato sul timore di attacchi informatici. Websense Security Labs e il Websense ThreatSeeker Network hanno identificato una nuova campagna dannosa che sfrutta la tecnica SQL injection che gli esperti chiamiamo LizaMoon attack. Ricordiamo che si chiama SQL injection una particolare pratica di attacco che mira a colpire applicazioni web che si appoggiano a DBMS per la memorizzazione e la gestione di dati. 

L'attacco si concretizza quando l'aggressore riesce ad inviare alla web application, semplicemente usando il browser, una query SQL arbitraria. L'aggressore, nel caso in cui l'attacco vada a buon fine, può essere in grado di alterare dati memorizzati nel database, aggiungere informazioni maligne nelle pagine web dinamiche generate a partire dal contenuto della base dati, modificare username e password. 

La campagna LizaMoon è ancora in corso e sono più di 700.000 le pagine che hanno un link script che rimanda lizamoon.com, un sito web noto per la distribuzione di falsi software antivirus, secondo i risultati preliminari della ricerca di Google. Lo script fa riferimento ad un URL contenente il termine "lizamoon" come spiega Websense.



In pratica, gli utenti vengono spinti a credere che sul loro computer sia installato un trojan; per liberarsene, vengono invitati ad acquistare e installare un software che si spaccia per un antivirus. Chi abbocca non solo perde il denaro speso per acquistare il falso rimedio ma compromette anche il proprio PC. I portali dei grandi gruppi vengono ignorati; tutti gli altri sono potenziali vittime. 

Il virus è stato rintracciato persino su alcune pagine di iTunes: ciò non vuol dire che la piattaforma Apple non è sicura, anzi si sottolinea che tutti i domini della Apple non consentono ad alcun codice di effettuare un'esecuzione, dunque la situazione non è pericolosa in ambiente Apple. La società non ha risposto ad una richiesta di commento. 

Sfruttando alcune vulnerabilità note di certe web application, come le versioni non aggiornate di diffusi CMS, LizaMoon infetta i siti e redirige i visitatori verso una pagina dove li aspetta uno scareware. L’applicazione è Windows Stability Center e si propone come la soluzione per risolvere i problemi (inesistenti) del computer. I consigli per evitare di diventare la prossima vittima di LizaMoon sono sempre gli stessi: navigare prestando attenzione a tutti i messaggi che compaiono a video e utilizzare un antivirus sempre attivo ed aggiornato.