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MarkMonitor, analisi di alcune tecniche impiegate dai criminali online


Jerome Sicard, RM di MarkMonitor, analizza le ultime “tecniche” dei criminali online. A seconda del settore e del tipo di azione fraudolenta, i truffatori monetizzano in vari modi le credenziali di accesso e i dati dei malcapitati. Mentre chi opera in determinate industrie ha familiarità con le truffe di phishing e capisce come i truffatori monetizzino i propri dati, non è necessariamente chiaro come questo avvenga in molti settori verticali. Gli istituti finanziari sono di sicuro i maggiori obiettivi degli attacchi di phishing. I truffatori sfruttano una serie di frodi di social engineering per rubare le credenziali di accesso e le informazioni della carta di credito dai clienti degli istituti finanziari.

MarkMonitor: abuso del brand nascosto e le frodi nei social network


I consumatori oggi usano diversi canali per entrare in contatto con i brand. Visitano i negozi fisici, i siti web, le app mobile, i siti di social media e così via. I proprietari di marchi si aspettano che i loro clienti sperimentino una brand experience coerente in tutti questi canali. Sfortunatamente, i truffatori vogliono sfruttare i marchi e monetizzali per il loro guadagno e i clienti finiscono per cadere vittime delle loro truffe. “Quando si parla di social media, la maggior parte delle aziende si concentra principalmente sul marketing del proprio brand e spesso sottovaluta l’importanza della protezione del marchio”, scrive Jerome Sicard, Regional Manager Sud Europa, MarkMonitor.

Kaspersky Lab: spammer sfruttano attentati in Francia per fare soldi


Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.

Prosciugavano carte prepagate Lottomatica, presa banda di truffatori


Il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, nell’ambito della costante attività di contrasto ai reati relativi al commercio elettronico, hanno tratto in arresto due uomini, di 52 e 61 anni, e denunciato in stato di libertà un 49enne, poiché responsabili di far parte di un’organizzazione finalizzata alle truffe in danno di esercenti di punti vendita “Lottomatica”. E' di 120 il numero complessivo delle truffe che, a partire dallo scorso maggio, sono state portate a termine dai tre uomini.

In particolare, i predetti, dopo aver fatto attivare carte di credito prepagate LottomatiCard ad indigenti, previo un compenso compreso tra i 100 ed i 200 euro, contattavano telefonicamente i titolari dei punti vendita Lottomatica dislocati sul territorio nazionale, e presentandosi come operatori tecnici della Società Lottomatica, convincevano a ricaricare dette carte di credito con somme che andavano dai 500 ai 1000 euro per volta, asserendo che tale attività era necessaria ad effettuare una prova tecnica sul sistema, e rassicurandoli che le somme in questione sarebbero state restituite all’esercente al termine delle prove sugli apparati. 

In realtà, il gruppo si impossessava delle somme di che trattasi tramite ripetuti prelievi bancomat. L’ultimo “colpo” del gruppo di truffatori è stato quello ai danni del titolare del punto vendita Lottomatica di Altavilla Silentina (SA). Dopo aver fatto attivare una carta di credito prepagata LottomatiCard dal prestanome di turno, i tre hanno convinto il gestore a ricaricare la carta con la somma di 950,40 euro, con la solita promessa di restituzione a prove tecniche avvenute. 

In realtà, anche in questo caso il gruppo di truffatori si è impossessati della somma parziale di 500,00 euro tramite prelievi bancomat. All’atto di prelevare la rimanente parte del denaro illecitamente versato sulla carta di credito, i tre sono stati però intercettati dagli Agenti di questo Compartimento e tratti in arresto. I reati contestati sono quelli di cui agli articoli 110 e 640 codice penale, nonchè articolo 55 comma 9 del decreto legislativo 231 del 2007. 

Si è accertato che il Bosco, ritenuto la “mente” del gruppo, ha in passato svolto l’attività di riparatore degli apparati “POS” (Point of Sale), cioè dei terminali che consentono i pagamenti con carte di debito e credito; il che spiega la notevole conoscenza tecnica di tali mezzi elettronici di pagamento. Il numero complessivo delle truffe è di 120 episodi, portati a termine a partire dal mese di maggio 2013, per un complessivo giro d’affari di circa 270.000 euro. 

Le indagini, attivate nello scorso mese di luglio, condotte in stretta collaborazione con l’Ufficio Sicurezza CartaLis della Società “Lottomatica”, e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, proseguono per identificare e denunciare all’Autorità giudiziaria competente tutti gli intestatari delle carte di credito attivate, e risalire a tutte le vittime della truffa. La Lottomaticard permette di effettuare pagamenti in Italia o all'estero, sul circuito Visa Electron, e di usufruire dei giochi e servizi di Lottomatica.

Promettevano guadagni in franchising ma era truffa online, 3 indagati


Hanno convinto molte persone a investire anche cifre pari a 100mila euro in un franchising per il gioco on line, ma erano truffatori. Sequestro beni per tre indagati dalla procura di Ariano Irpino, nell'avellinese, due persone della provincia di Foggia e un irpino. I tre, attraverso siti internet, pubblicizzavano favolosi guadagni attraverso una società di Milano (H. srl) e una creata ad hoc (I. srl), affiliandosi a una rete per la vendita di prodotti "Giocarendita" e "Vinci per Sempre" (nel settore delle scommesse on line) e "Finposteitalia" (nel settore delle poste private). 

Invece in poco tempo coloro che si erano affiliati, dando alle due società un cospicuo anticipo, sono stati costretti a chiudere. Le indagini, scaturite da alcune segnalazioni di imprenditori rivoltisi alla Guardia di finanza di Avellino, si sono sviluppate a seguito di controlli contro il lavoro sommerso negli uffici della società di Ariano Irpino e hanno consentito di smascherare un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa commerciale. Le proposte di lavoro erano pubblicizzate tramite siti internet e locandine. 

Dopo aver contattato potenziali clienti, selezionati sulla base dell'inesperienza nel settore e della necessità di occupazione, i truffatori, grazie a materiale informativo ingannevole, facevano credere che la società H. srl avesse le credenziali, le capacità e le potenzialità necessarie per garantire lo sviluppo e la proficuità economica dei progetti di franchising proposti sul mercato. 

I giochi proposti per la vendita, invece, non risultavano neppure registrati all'Ufficio Marchi e Brevetti, e i Monopoli di Stato non avevano mai rilasciato alcuna autorizzazione per l'attività' di giochi e scommesse alla società affiliante o alla proponente. Inoltre la prima società (che aveva a Milano soltanto una sede virtuale senza alcun dipendente e con solo un servizio di segretariato telefonico) non aveva alcuna autorizzazione per l'offerta dei servizi finanziari all'interno degli uffici postali privati (contrariamente a quanto aveva fatto credere ai truffati), come hanno confermato i riscontri presso la Banca d'Italia

La società affiliante non era neanche titolare di quei pochi servizi postali offerti agli affiliati, servendosi, contrariamente alle regole del franchising, di società terze. Il gip ha emesso provvedimenti di sequestro dei rapporti bancari e postali facenti capo agli ideatori della truffa (P.E.L., 50 anni, nato a Foggia, G.C., 51 anni, nato a Biccari, e T.M.R., 30 anni, nata ad Avellino), tra Roma, Milano, Avellino, Bologna, Lecce, Biella e Torre del Greco, interrompendo la truffa già avviata in diverse regioni.

Fonte: AGI

Virus ransomware: attenzione al falso avviso di multa dei Carabinieri


Dopo i virus di tipo ransomware della "Guardia di Finanza" e della "Polizia Postale" che hanno la capacità di bloccare i computer con sistema operativo Windows richiedendo il pagamento di una multa di 100 euro, arriva quello dei Carabinieri. Il procedimento è sempre uguale: una volta installato sul PC viene chiesto il pagamento di una multa per fantomatiche operazioni illecite commesse dall’utente (come pornografia infantile ed altri contenuti). La pagina a cui si collega il PC infettato mostra, come negli altri casi visti in precedenza, il proprio indirizzo IP e il fornitore di servizi (Internet Provider), al fine di rendere la truffa molto credibile.


Ricordiamo che i "ransomware" sono quei particolari malware che, una volta insediatisi sul sistema, bloccano l'accesso a certi file o risorse di proprietà dell'utente. "Il virus è noto da tempo. Ha interessato sia la Polizia postale, sia la Guardia di Finanza e i Carabinieri: i nostri uffici sono al lavoro sui territori per le indagini, contiamo di risolvere presto il problema individuando gli autori", ha spiegato all’Adnkronos Ivano Gabrielli, commissario capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni e responsabile del commissariato virtuale della Polizia di Stato. Di fatto però questo virus continua a girare indisturbato e a mietere vittime.


Anche se la videata propone l'intestazione del sito ufficiale dei Carabinieri ovviamente si tratta d'un falso. Di fatto il virus può essere facilmente cancellato con alcune semplici operazioni. Collegandosi al sito www.commissariatodips.it, si trovano tutti i passaggi necessari per neutralizzare la truffa. Anzitutto, occorre spegnere il computer. Riavviando il PC appare una pagina di comando in Dos. A quel punto è sufficiente fare un avvio provvisorio, con il tasto F8. Il pc aggira così il comando del virus e l’utente, scegliendo il tasto start e i programmi, si troverà di fronte a un file che nell’ipotesi più diffusa ha il nome wpbto.dll. In alternativa scaricate Malwarebytes anti-malware e fate una scansione del PC.

Pinterest sotto attacco scam, attenzione a false campagne pubblicitarie


G Data avverte gli utenti del noto social network che potrebbero cadere vittime dello spam. L'ultimo trend in ambito social media consacra Pinterest come il sito cresciuto di più in Italia aumentando le sue registrazioni del 52% nel solo mese di marzo 2012. Il sito americano, che ha raggiunto il boom nel febbraio 2012, conta oggi ben 17,8 milioni di utenti nel nostro paese, così come testimoniano i dati diffusi recentemente da Comscore. 

Più l'utilizzo del social media inventato da Ben Silbermann si diffonde, più coloro che intendono fare denaro alle spalle degli ignari utenti prendono di mira Pinterest, così come accaduto finora con Facebook e Twitter. I G Data SecurityLabs hanno scoperto, infatti, diverse truffe diffuse sul social network delle immagini, alcune delle quali legate a noti brand internazionali come H&M, Ikea ed Apple. Si tratta di campagne di spam diffuse sulle pinboard degli utenti che vengono invitati a condividere l'esistenza di false gift cards. 

“Il trucco è sempre lo stesso” afferma Eddy Willems, Security Evangelist di G Data “ovvero indirizzare a quiz e test online in cui viene chiesto agli utenti di lasciare le proprie informazioni personali (nome, cognome, indirizzo email, etc.) al fine di collezionare profili utente da rivendere al mercato ‘underground’”. In cambio viene promesso un premio che, naturalmente, nessun utente riceverà mai. 

Per non cadere nel tranello dei truffatori, G Data consiglia di adottare alcuni accorgimenti: usare una soluzione di sicurezza completa che includa un programma antivirus, un firewall, uno scan per gli indirizzi http, protezione in tempo reale e anche un filtro antispam per la posta elettronica; non inserire i propri dati personali su questi tipi di siti perché potrebbero essere usati anche per altri tipi di frodi e venduti ad altri truffatori; non cliccare su link e non effettuate download se si ricevono messaggi in lingua straniera perché i file o il sito di riferimento potrebbero compromettere il PC.

Anche qualora il messaggio provenga da un/a amico/a ma la veste grafica e/o il contenuto siano diversi dal solito, conviene chiedere se l’invio sia stato intenzionale o se, invece, il suo account è stato violato; quando si effettua l’accesso ad un social network, è preferibile non navigare su Internet con lo stesso browser. Qualche male intenzionato, potrebbe, infatti, manipolare la sessione del browser e diffondere messaggi indesiderati; effettuare sempre il logout dopo aver visitato un social network, soprattutto se il computer utilizzato è usato anche da altre persone o è un computer pubblico; se si diventa vittima di una truffa di questo tipo è utile cancellare al più presto il link condiviso, altrimenti i propri contatti potrebbero contribuire ad alimentare la frode.


Fonte: G Data

Telecom Italia: milioni sim card a persone inesistenti e usate per crimini


Sono nell'ordine di milioni le schede sim vendute da Telecom soprattutto attraverso l'ex canale etnico (poi chiuso, ndr) per la maggior parte a persone inesistenti che sarebbero poi state usate, in parte, anche per la commissione di reati, soprattutto informatici. Le schede usate, infatti, erano intercettabili ma rendevano quasi impossibile l'identificazione. E' quanto emerge negli ambienti giudiziari dopo che i carabinieri, ieri mattina, hanno notificato nella sede milanese di Telecom l'avviso di conclusione delle indagini a 99 indagati oltre alla società, che risponde in base alla legge 231 sui reati commessi dai propri dipendenti.

I fatti contestati, precisano gli inquirenti, vanno dal marzo 2007 al marzo 2008 periodo nel quale, secondo l'accusa, Telecom avrebbe avuto un vantaggio di circa 227 milioni di euro. Dei 99 indagati tre sono manager apicali del gruppo e 11 dipendenti. Tutti gli altri sono per lo più dealer Telecom. Tutti, secondo l'accusa, avrebbero avuto incentivi dalla vendita di milioni di sim card registrate in questi termini. Gli indagati all'interno del gruppo sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di documenti di identità e schede sim e falsi documentali anche in relazione al trattamento dei dati legati alla privacy.

I dealer, invece, rispondono solo dei reati fine, cioè la ricettazione e il falso. L'indagine non è nuova. I primi accertamenti sono stati svolti dai carabinieri di Busto Arsizio nel 2009. La prima perquisizione, nell'ambito di questa indagine, negli uffici di Telecom risale al marzo 2009 quando venne smantellato il canale etnico del gruppo. Telecom è "parte lesa, si costituirà parte civile nei confronti di tutti gli imputati". Lo sottolinea il gruppo in una nota in cui ricorda di aver presentato già nel 2008 "in qualità di parte offesa, due atti di denuncia-querela e sin dalla fase di avvio delle indagini di aver provveduto a sospendere i 14 dipendenti (nessuno dei quali dirigente) che risultavano all'epoca coinvolti e che risultano oggetto dell'attuale procedimento giudiziario".

Via: Adnkronos

Polizia Postale: boom furti identità digitale, 3mila denunce nel 2011


Gli ultimi casi noti riguardano Alessia Marcuzzi e Belen. Senza dimenticare il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera al quale, dopo il varo della manovra finanziaria, e' stato attribuito un tweet che si e' rivelato un falso. 

I furti d'identita' fanno impazzire il gossip in Rete ma non di rado causano danni all'immagine di personaggi della politica o dello spettacolo, molti dei quali si affrettano a precisare di non essere neanche presenti su popolari social network. I casi sono i piu' vari: si va dai mitomani che si spacciano per una famosa star a chi scrive messaggi per conto di volti noti. A essere ingannati sono anche i 'followers', cioe' le persone che seguono i propri 'miti' a colpi di tweet. 

Come spiega all'Adnkronos Sabrina Castelluzzo, responsabile sezione crimini informatici del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ''tra i reati che vengono consumati nella Rete Internet, il furto di identita' e' sicuramente quello piu' frequente, perche' spesso utilizzato come 'reato mezzo' per consumare ben piu' gravi reati contro il patrimonio, come l'utilizzo indebito di carte di credito o di conti correnti bancari, tramite credenziali carpite con la tecnica del phishing, o le truffe. Ma anche per diffamare terzi o compiere attivita' di stalking''. 

In altri casi, invece, il 'pirata' si sostituisce a una determinata persona ''per ottenere possibilita' e agevolazioni. Per quanto riguarda i social network, il furto di identita' viene praticato soprattutto per fare stalking e diffamare''. I numeri del fenomeno, del resto, parlano chiaro: ''Sul furto di identita' digitale abbiamo ricevuto solo quest'anno 2.900 denunce in tutta Italia - spiega Castelluzzo - e 1.400 sono state raccolte da altri uffici di polizia. Le indagini condotte hanno consentito di denunciare per il solo furto di identita' ben 198 persone, mentre almeno 2.600 sono stati i controlli effettuati nella Rete''.

Fonte: Adnkronos

Polizia di Stato e Striscia la Notizia partnership per la lotta alle truffe


La Polizia di Stato e la redazione di Striscia la notizia mettono insieme le loro "indagini" per dare ai cittadini la possibilità di difendersi dalle truffe. Sul sito www.poliziadistato.it saranno pubblicate, a partire da lunedì 28 novembre, con cadenza settimanale, le descrizioni dei raggiri più diffusi, arricchite dai video realizzati dalla redazione di "Striscia la notizia". La Polizia di Stato spiegherà come avvengono questi reati e quali sono, in genere, le persone prese di mira. 

L'iniziativa vuole richiamare l'attenzione delle potenziali vittime, spesso anziane, ma soprattutto dei familiari e dei loro conoscenti. ''Tutti possiamo essere vittime di una truffa. Non solo gli anziani , ma ciascuno di noi può finire nella trappola dei truffatori'', ricorda la Polizia di Stato, annunciando l'iniziativa congiunta. ''I truffatori, infatti, sono la categoria di criminali più subdoli e intelligenti. 

Non usano la forza (come i rapinatori) nè si nascondono (come i ladri). Sono i più pericolosi perchè conoscono l'arte della seduzione (nel senso di saper 'conquistare' la fiducia delle persone) e sanno come eliminare la diffidenza delle loro vittime, farli sentire sicuri della bontà delle loro proposte, della richiesta di aiuto che fanno e poi depredarle''. Sono molte le tecniche che gli imbroglioni mettono in scena con grande abilità, tanto da rendere credibili le loro storie e spillare soldi ai malcapitati. 

È della scorsa settimana, ad esempio, l'ultima truffa scoperta dalla polizia ai danni di alcuni abitanti di una zona di Roma, convinti a firmare nuovi contratti per la fornitura di elettricità e gas. Il malvivente entrava nei condomini e, dopo aver rubato dalle cassette della posta le buste con le bollette, utilizzava i dati degli utenti per stipulare a loro insaputa nuovi contratti con la società per cui lavorava. Le indagini della polizia, iniziate grazie alle denunce di alcuni cittadini, si sono concluse con la denuncia di un 35enne romano, dipendente di una società di servizi, che aveva raggirato centinaia di persone.





Fonte: Polizia di Stato
Via: Blitz Quotidiano

Wojtyla, scoperta falsa vendita biglietti online per beatificazione


La Polizia Postale del Compartimento di Roma unitamente a personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, a seguito di una denuncia trasmessa dalla Prefettura Pontificia, ha effettuato un’indagine relativa ad una falsa vendita on-line di biglietti validi per l’ingresso a cerimonie del Santo Padre e per la Messa di Beatificazione del 1 maggio al costo di 166euro +iva. L’accesso alla Piazza San Pietro per il 1 maggio sarà libero e gratuito e nell’occasione non saranno pubblicati neppure i biglietti gratuiti che solitamente vengono consegnati ai fedeli, proprio per prevenire simili truffe. L’offerte in questione è pubblicata sul sito www.vaticancitytours.com che da accertamenti esperiti risulta attestato in territorio extranazionale (United States) ma le indagini tecniche svolte dalla Polizia delle Comunicazioni, hanno portato ad individuare un cittadino americano, di Campagnano di Roma (RM), già conosciuto dall’Ispettorato Vaticano come intermediatore di affari e guida turistica priva di autorizzazione. Dalla perquisizione domiciliare, effettuata con l’ausilio di militari della Stazione Carabinieri di Campagnano di Roma (RM), è stato rinvenuto la sim telefonica, pubblicizzata sul citato sito quale contatto telefonico per l’Italia, documentazione cartacea riferita al sito vaticancitytours, biglietti di ingresso gratuiti per le udienze del Santo Padre, n.15 personal computer e n.11 chiavette usb di memoria. Nel corso della perquisizione sono stati altresì rinvenuti all’interno di una cassaforte aperta da VV.FF. intervenuti anche per accedere alla Villa, n.21 colpi di pistola cal.9 per i quali il B.T.E. è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli per detenzione illegale di proiettili tipo guerra.

Nessun procedimento può ripristinare il pulsante like e i commenti


Da ieri mattina sono scomparsi su Facebook le opzioni "Like" ("Mi piace") e "commenta" su molti contenuti postati sul social network e le proteste già impazzano per la rete. Il cambiamento vale soltanto per i contenuti già pubblicati in precedenza su Facebook e che si andranno a riproporre, mentre per quelli pubblicati per la prima volta (nota, foto, video, link esterno) nulla è cambiato, sono infatti disponibili i link per esprimere il proprio gradimento, condividere e commentare. 

E in queste ore, è esplosa anche la corsa a trovare una soluzione per ripristinare il tutto. Sono infatti numerosi i metodi proposti da siti web, blog e pagine su Facebook che, attraverso fantomatiche procedure, promettono la riattivazione delle funzionalità. Sono tutte bufale e truffe, che hanno l'unico scopo di aumentare il numero degli iscritti ad una pagina o le visite su un sito web o blog. 

Inoltre, alcune procedure modificano anche le impostazioni sulla privacy dei profili. Tra le ragioni per cui Facebook ha effettuato le modifiche vi è la crescita delle Pagine, perchè una condivisione comporta una diffusione maggiore di una notizia rispetto a un "Like". Molte Pagine avevano poi l'abitudine di scrivere poche note e riproporle nuovamente, ottenendo un notevole gradimento con poco sforzo, mentre adesso il gradimento di un contenuto risulterà più veritiero. 

Se da un lato Facebook ha eliminato la possibilità, per gli iscritti, di suggerire una pagina agli amici, dall'altro permette, se i contenuti sono in possesso delle qualità necessarie, di far crescere più velocemente una pagina, privilegiando in questo modo chi lavora duro sugli articoli.

Arrestate 6 persone per clonazione di bancomat e carte di credito


Gli agenti del Commissariato di Polizia "Centro" di Milano hanno sgominato una banda specializzata nel manomettere bancomat, composta da 5 cittadini bulgari. Per tutti l'accusa è di truffa informatica e violazione delle disposizione delle norme antiriciclaggio. Sabato scorso, la notizia e' stata resa nota solo oggi, gli agenti hanno notato che l'apparecchiatura del bancomat di un istituto di credito in via Sapeto era stato manomesso con l'applicazione di una tastiera e un lettore di dati delle bande magnetiche. 

E' bastato aspettare per sorprendere dei bulgari armeggiare vicino al bancomat. In manette sono finiti, Orlin Todorov Georgiev e Ivaylo Georgiev Paunov, di 37 e 42 anni, arrestata anche la figlia di quest'ultimo, Galina Paunova di 19 anni. Negli appartamenti dove i tre erano vivevano, in via Voghera e via Bolzano, gli agenti hanno sequestrato un vero e proprio laboratorio per la contraffazione. 

All'interno sono stati sorpresi e arrestati altri due bulgari: Nedyalko Rosenov Andreev e Iliandel Petkov, di 44 e 32 anni. Sequestrati 10mila euro, tastiere, congegni elettronici in grado di carpire le numerazioni delle carte di credito, un lettore-scrittore di bande magnetiche di carte di pagamento, cinque pc notebook, tre hard-disk di memoria digitale, due pezzi originali di bancomat tagliati per 'copiare' le maschere skimmer, gli indirizzi di diverse banche. 

In manette anche un 39enne macedone, Igor Dimov, sorpreso dagli agenti mentre si aggirava vicino allo stesso bancomat. Nella stanza dell'albergo in cui alloggiava sono stati sequestrati 3mila euro, 9 carte di credito false, due computer e 30 tessere con microchip pronte per essere clonate.

Telecom Italia e Deloitte, indagine Gdf per truffa su schede sim


I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno effettuato perquisizioni negli uffici milanesi di Telecom Italia nell'ambito di un'inchiesta della Procura su una truffa relativa a un numero molto rilevante di carte prepagate intestate a persone inesistenti e messe in circolazione tra il 2005 e il 2007. L'indagine è partita da un rapporto della società di consulenza Deloitte. 

L'inchiesta riguarderebbe circa due milioni di schede sim ricaricate più volte: questo lascerebbe supporre, secondo i magistrati di Milano, un meccanismo truffaldino per far lievitare il numero dei clienti con vantaggi sia per il gruppo telefonico, che così poteva vantare un numero di abbonati superiore al reale, sia per i rivenditori, che venivano pagati anche con provvigioni legate al numero delle schede vendute. 

Le Fiamme gialle si sarebbero recate anche alla sede della stessa Deloitte. In un rapporto commissionato da Telecom Italia la società di consulenza ha calcolato tra i 20/30 e i 60/70 milioni di euro i danni subiti per l'omesso controllo nel commercio di milioni di carte prepagate false messe in commercio. Una seconda indagine è stata aperta dalla Procura di Vicenza dopo che, la scorsa estate, è stato scoperto un mercato parallelo di schede telefoniche. Trenta persone, tra dirigenti e titolari di punti vendita Telecom e phone center, sono indagate per falso e frode informatica. 

Secondo gli inquirenti vicentini è presumibile che la stessa Telecom abbia potuto trarre vantaggi dalla truffa, avendo attivato, nel periodo dell'indagine un numero abnorme di utenze, con possibili riflessi sul valore delle azioni della società. A Telecom, sempre nell'ambito dell'inchiesta di Vicenza, sono state contestate, di concerto con il Garante, violazioni amministrative al codice della Privacy, per aver omesso i controlli previsti e necessari sul trattamento dei dati personali.

Via: Tgcom24

NeMeSys, il software contro le truffe negli abbonamenti Internet


Oltre 5000 le iscrizioni sul sito Misura Internet dell'Autorità garante delle comunicazioni (AGCOM) per usare il software Ne.Me.Sys  (acronimo di Network Measurement System) contro le truffe negli abbonamenti a Internet. Si tratta di uno strumento gratuito, con valore probatorio in caso di reclamo, che consente di controllare se le prestazioni promesse degli operatori sono rispettate. 

Il progetto pubblico, realizzato dall’AGCOM in collaborazione con la Fondazione “Ugo Bordoni” e il supporto dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni, dà la possibilità agli utenti di verificare la qualità reale del loro accesso a Internet da postazione fissa (in genere tramite ADSL, ma anche tramite fibra ottica e Wi-Max) anche grazie a un software ufficiale riconosciuto da tutti gli operatori di comunicazioni elettroniche e scaricabile gratuitamente dal sito. Sono escluse dalle verifiche le connessioni ad Internet tramite rete mobile (con l'uso del telefonino o dell'apposita PenDrive USB).

Il progetto nasce dalla Delibera n. 244/08/CSP di AGCOM in tema di “Qualità dei servizi di accesso ad Internet da postazione fissa”, con la quale si richiede agli ISP di fornire una serie di informazioni e di garanzie agli utenti; tra queste vi è quella di dichiarare pubblicamente la banda minima in download su cui ci si impegna contrattualmente. Si tratta del primo caso in Europa, in cui un software, certificato e con valore probatorio, viene messo a disposizione degli utenti. 

Sono due gli strumenti utili al il consumatore per monitorare lo stato della propria linea: i valori di riferimento comunicati all’utente dall’operatore, riportati nelle condizioni contrattuali, e il software Ne.Me.Sys., da utilizzare per la misura e la verifica dei valori della propria linea ADSL e confrontarli con quanto dichiarato dell’operatore. I server del progetto AGCOM sono posizionati nei NAP, acronimo di Neutral Access Point, cioè nei punti fisici di interscambio tra le reti dei vari operatori.

Consigli per gli acquisti: G Data mette in guardia dalle frodi sul Web


Comprare regali di Natale sta diventando ormai sempre più popolare. Si tratta, infatti, di un modo veloce, conveniente e privo di stress per acquistare quello che si vuole per familiari ed amici. Il commercio elettronico sta prendendo piede anche in Italia, dove il mercato sta registrando un trend in continua crescita con previsioni di fatturato per il 2010 di ben 6,5 miliardi di euro (+15%) secondo quanto riportato dal nono Osservatorio Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano.

Phishing, attenzione alla mail: «Si dispone di un rimborso fiscale!»


L'Agenzia delle Entrate rende noto che in questi ultimi giorni alcuni contribuenti hanno ricevuto una email per un presunto rimborso, ma è una tentativo di phishing per rubare dati sensibili. False email provenienti da un indirizzo di posta elettronica dell'Agenzia delle Entrate bcadmin@agenziaentrate.com stanno giungendo in questi giorni ai contribuenti per informarli che si è disposto di un rimborso fiscale, con il quale si richiede di compilare un modulo di rimborso. Si tratta dell'ultima trovata per frodare i contribuenti, annuncia Donato Fioriti, presidente regionale dell’associazione Contribuenti Italiani Contribuenti.it.
«Gentile Cittadino, dopo l'ultimo calcolo annuale della vostra attività fiscali abbiamo stabilito che si ha diritto a ricevere un rimborso fiscale di 344,79 EUR.»: così si legge nelle mail. «E’ posta elettronica proveniente falsamente dall'Agenzia delle Entrate - spiega Fioriti - senza la firma di un funzionario, scritta con un linguaggio tanto approssimativo quanto scorretto, per una comunicazione che ricorda le vere comunicazioni dell'Amministrazione finanziaria: "Si prega di scaricare e compilare il modulo per ottenere il rimborso. Grazie"». A darne notizie è l’Agenzia delle entrate: «È stata segnalata la circolazione di un’e-mail - con oggetto “Si dispone di un rimborso fiscale!” - apparentemente proveniente dall’indirizzo “Agenzia delle Entrate”, che invita il destinatario a scaricare e compilare un modulo per ottenere un presunto rimborso, richiedendo, tra le altre informazioni, anche i dati della carta di credito. Questa comunicazione è un tentativo di phishing, una truffa informatica architettata per entrare illecitamente in possesso di dati sensibili. Si invita chiunque dovesse ricevere questo messaggio di posta elettronica a eliminarlo al più presto e a non aprire il suo allegato, in quanto potenzialmente pericoloso.»


L’Agenzia delle Entrate informa di essere del tutto estranea al fatto e ricorda ai contribuenti che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Home / Cosa devi fare / Richiedere / Rimborsi”, possono consultare le corrette modalità per ricevere un rimborso fiscale con l’accredito su su conto corrente. In nessun caso l’Agenzia richiede informazioni sulle carte di credito. Quindi si raccomanda di non aprire un simile email, nel caso venga ricevuta, ma di cancellarla immediatamente. Chi abboccava alla truffa avrebbe però scoperto che invece di un addebito ci sarebbe stato probabilmente qualche prelevamento illecito, oltre alla beffa di aver fornito tutti quei dati sensibili.

Via: http://www.primadanoi.it/

La cospirazione del Pc infetto e scatta truffa da 20 milioni di dollari


Roger C. Davidson, ricco erede dei magnanti del petrolio Schlumberger Ltd che tra le altre cose ha anche prodotto un disco vincitore un Latin Grammy nel 2007, si era recato nel centro assistenza per pc Datalink Computer Products di Mount Kisco nello stato di New York. Voleva far rimuovere un virus informatico dal disco rigido e mettere così al riparo i suoi preziosi file musicali salvati nel computer, un lavoro di anni. 

E qui entrano in scena due tecnici del negozio di assistenza per computer: Vickram Bedi e la sua compagna Helga Invarsdottir. Che con una storia assolutamente assurda riescono a convincere l'uomo di essere parte di un autentico complotto. Il virus informatico, favoleggia la coppia, proviene da un misterioso server situato in un remoto villaggio dell'Honduras, nell'America centrale. 

Qui, un gruppo di preti polacchi appartenenti all'Opus Dei starebbe pianificando un complotto contro lui e contro il governo degli Stati Uniti. La coppia di impostori riesce così a convincere l'autore di Brazilian Love Song di essere in serio pericolo, bersaglio di ministri di culto senza scrupoli. Da bravi venditori hanno però la soluzione a portata di mano: propongono infatti di proteggere il 58enne e i suoi famigliari e, naturalmente, i file musicali. 

Grazie anche alle loro conoscenze negli ambienti della Cia. Ma la protezione personale dalla terribile minaccia polacca ha un costo: 160 mila dollari al mese. Per sei lunghi anni il ricchissimo erede avrebbe sborsato tra i sei e i 20 milioni di dollari complessivi. La notizia viene commentata con non poco sarcasmo da blog e giornali. «Come abbia potuto credere ad una storia simile è un mistero», commenta Gawker. 

La scorsa settimana sono scattate le manette; i due impostori erano pronti per partire verso l'Islanda, il Paese d'origine di Invarsdottir. «I sospettati hanno dapprima isolato la vittima e poi cercato di controllare sostanzialmente ogni singolo dollaro che possedeva», ha spiegato il capo della polizia di Westchester, Anthony Marraccini. Il costo della cauzione è stato fissato a 3 milioni di dollari ciascuno.


Via: Il Corriere

Truffa 'Full HD' a Sky, nuovi arresti. I cc si sono avvalsi anche di Facebook

Nuovi arresti dei carabinieri, tra Reggio Emilia, Piacenza e Cattolica, nell'ambito dell'operazione denominata "Full Hd", finalizzata a sgominare una truffa gia' accertata per oltre 100.000 euro ai danni di Sky, che vede anche 41 indagati. All'attenzione degli inquirenti, abbonamenti con abbinato tv lcd full hd, intestati a ignari cittadini, se non addirittura a defunti i cui dati venivamo acquisiti dai necrologi dei giornali locali. Delineati i ruoli verticistici della banda e l'esatto ruolo del promotor sky coinvolto nell'indagine: nove le misure restrittive eseguite dai Carabinieri di Reggio Emilia, 41 le persone denunciate in stato di liberta', 51 i casi di utilizzo fraudolento di carte di credito; 68 le truffe perpetrate attraverso la stipula di falsi, con l'utilizzo fraudolento di carte di credito che hanno portato ad un danno economico di oltre 100.000 a Sky e circa 6.000 euro ai danni delle 12 persone risultate intestatarie delle carte di credito indebitamente utilizzate. Le indagini sono scattate lo scorso gennaio quando i militari, in servizio in uno dei centri commerciali della cita', notarono cinque persone - tra cui tre pregiudicati - che presso un punto vendita Sky si limitivano a fornire al promoter solo numeri di carta di credito scritti su un fogliettio, e non le carte vere e proprie. Si insospettirono e avviarono i controlli: in seguito si scopri' la falsificazione della carte di identita', presso una tabaccheria cittadina - e una settantina di contratti "taroccati", addebitati a insaputa dei proprietari su una dozzina di carte di credito. In qualita' di materiali autori dei contratti fraudolenti, i carabinieri sono riusciti a identificare una quarantina di persone, tutte legate tra di loro: per ricolleggare le amicizie desunte dall'analisi dei profili degli indagati, i militari si sono avvalsi anche di Facebook.

Fonte: http://www.agi.it/bologna/

Trojan, falso crack per Firefox 4 installa trojan su sistemi Windows


Da qualche girono si è diffuso su Internet un presunto crack per Firefox 4 che permetterebbe di utilizzare tutte le funzioni del browser e il link è finito perfino nell’aggregatore automatico di notizie su Firefox presente su Twitter Crazy4Firefox. In realtà il presunto crack è un trojan. Nonostante il browser di Mozilla sia sempre stato gratuito e privo di registrazioni, sembra che in rete giri un programma che consentirebbe di “sbloccare” Firefox. Aggirando protezioni di fatto inesistenti.  

Il pericolo è serio perché non tutti potrebbero accorgersi della truffa. Al di là del fatto che la versione 4 di Firefox è appena entrata in beta test stiamo parlando di uno dei programmi simbolo del software libero, dunque assolutamente privo di qualsiasi forma di limitazione e il cui codice sorgente è disponibile per chiunque volesse studiarlo o addirittura modificarselo a piacere proprio, eppure se c'è chi si è inventato una truffa del genere evidentemente avrà ritenuto che qualcuno ci sarebbe cascato. 

Non è comunque il primo tentativo di truffa veicolato attraverso Firefox. All'inizio dell'anno si erano diffuse due estensioni per Firefox pericolose che installavano codice maligno sul computer del malcapitato. Le estensioni in questione si chiamano: Sothink Web Video Downloader 4.0 e Master Filer, e contenevano rispettivamente i trojan Win32.LdPinch.gen e Win32.Bifrose.32.Bifrose

Se un utente avesse installato queste applicazioni, era molto probabile che nel sistema operativo si fosse intrufolato un trojan. Ovviamente, le due estensioni usate per veicolare il virus, furono rimosse dalla directory degli add-on per Firefox, ma poterono comunque insediarsi nei sistemi di oltre 4500 utenti.


Via: Downloadblog