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Partner Data, vacanze estive e cybersicurezza: consigli anti-hacker


In agosto la stragrande maggioranza della popolazione italiana parte per le ferie, chiudendo le faccende in sospeso in ufficio e dedicando più tempo ai propri hobby, al relax e alla famiglia. Sì, perché, come conferma un’indagine* Coldiretti/Ixè, partire ad agosto per le tanto agognate vacanze estive è un’abitudine tutta italiana. Ma non tutti possono permettersi di staccare completamente la spina, sono sempre di più infatti i lavoratori, dipendenti o liberi professionisti, che nei mesi estivi e in vacanza sono costretti a controllare PC e smartphone per leggere le mail e per rimanere in contatto con il capo o con i colleghi… del resto si sa che “il business non va mai in vacanza!”.

Malware, Kaspersky Lab: trojan mobile Svpeng diventa un keylogger


C’è una nuova variante del trojan per il mobile banking Svpeng che presenta funzionalità per il keylogging. Gli esperti di Kaspersky Lab hanno scoperto una nuova variante del trojan per il mobile banking Svpeng che presenta funzionalità per il keylogging, una tecnica principalmente utilizzata negli attacchi mirati. Il trojan modificato spia il testo digitato, come le credenziali per l’online banking, sfruttando le impostazioni di accessibilità di Android. Questo approccio permette inoltre al trojan di ottenere altri permessi e diritti e di bloccare qualsiasi tentativo di disinstallazione. I ricercatori avvertono che il semplice aggiornamento dei software non protegge da questa minaccia.

Arbor Networks: crittografia dei servizi web basilare ma insufficiente


I malintenzionati escogiteranno metodi sempre più astuti per provare a infrangere la crittografia. I servizi online come l’e-banking e l’e-commerce possono avere successo solo se gli utenti hanno la certezza che le proprie transazioni e i propri dati sensibili sono effettivamente al sicuro. La crittografia è ciò che rende questi servizi sicuri. È logico pensare, tuttavia, che i servizi criptati siano tra i primi obiettivi degli attacchi DDoS. Dopotutto, cosa c’è di più attrattivo per un attaccante se non le risorse più difficili da raggiungere? Pensiamo a Goldfinger e alla sua ossessione per Fort Knox. Il semplice fatto che qualcosa sia custodito in una struttura protetta ne denota il valore.

Account sicuri grazie al nuovo Password Manager di Kaspersky Lab


La maggior parte delle persone utilizza password molto deboli e le reimpiega su diversi siti web. Come si fa a usare forti password univoche su tutti i siti web che si usano? Il miglior espediente è impiegare un gestore di password. Kaspersky Lab ha presentato la nuova versione della sua soluzione freemium Kaspersky Password Manager, che offre agli utenti l’accesso da remoto alle proprie password attraverso la pagina personale nel portale My Kaspersky, la verifica automatica di sicurezza delle password inserite, il controllo vocale e altre utili funzioni. Il manager include la possibilità di salvare i dati personali e le opzioni di pagamento e li usa per compilare i moduli web.

G DATA Password Manager: più tutela e controllo dei dati personali


G DATA, azienda tedesca focalizzata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni dedicati all’information security, ha annunciato l’integrazione nei suoi prodotti B2C della funzione Password manager, che permette di ricordare tutte le diverse credenziali senza pericoli per la sicurezza. Quasi ogni aspetto della sicurezza IT e della privacy sembra tornare alla questione fondamentale: l’utente è spesso l’anello più debole della catena di sicurezza. Sono mediamente una ventina le password utilizzate dagli utenti, ma molte di queste sono insicure perchè contengono una combinazione insufficiente di lettere maiuscole/minuscole e numeri.

Sicurezza IT: G Data, il padre del software antivirus compie 30 anni


In trent'anni da start-up in garage a produttore di rilevanza mondiale, G DATA, "padre" del software antivirus, vuole ringraziare i propri utenti con un'edizione promozionale delle proprie applicazioni per la sicurezza informatica. G DATA celebra il suo 30esimo anniversario. Fondata nel lontano 1985 da Kai Figge e Andreas Lüning, l'azienda tedesca diede luce tre decenni fa al primo software antivirus in assoluto. Per festeggiare il suo compleanno G DATA offre a tutti i suoi utenti un'edizione speciale di G DATA Internet Security 2015, soluzione che ha ottenuto il riconoscimento "Miglior Acquisto" di Altroconsumo e il premio della fondazione teutonica Stiftung Warentest.

Phishing: 1/4 degli attacchi contro dati finanziari degli utenti nel 2014


Nel 2014 oltre un quarto degli attacchi di phishing ha preso di mira i dati finanziari degli utenti. Uno studio di Kaspersky Lab condotto a livello europeo, il “Financial Cyber-Threats 2014”, ha rilevato che il 28,8% degli attacchi di phishing nel 2014 aveva come scopo rubare le informazioni finanziarie degli utenti. È stato inoltre rilevato che i cybercriminali hanno rivolto la propria attenzione, oltre che alle banche, anche ai sistemi di pagamento e ai siti di shopping online.  I criminali informatici hanno sfruttato i nomi di banche famose nel 16,3% degli attacchi mentre nel 2013 la percentuale di phishing bancario era solo del 22,2%.

Kaspersky scopre Chthonic: il virus che svuota i conti correnti online


Gli analisti di sicurezza di Kaspersky Lab hanno rilevato una nuova pericolosa minaccia malware che colpisce i sistemi di banking online e i loro clienti. È considerata come un’evoluzione del famigerato Trojan ZeuS, Trojan-Banker.Win32.Chthonic, o in breve Chthonic, ed è nota per aver colpito più di 150 banche e 20 sistemi di pagamento in 15 Paesi. Sembra che prenda maggiormente di mira le istituzioni finanziarie situate negli Stati Uniti, in Spagna, Russia, Giappone e Italia. Chthonic sfrutta le funzioni del computer, tra cui la webcam e la tastiera, per rubare le credenziali dei clienti del banking online.

Chiavi rubate per giochi di richiamo vendute a 10 € da cybercriminali


Chiavi rubate per i giochi di maggior richiamo sono rivendute per 10 euro dai criminali online nei forum underground. Secondo una ricerca pubblicata da Jon Peddie Research (JPR) il trend dell’anno è la crescita del PC gaming. Le vendite hardware per il PC gaming valgono attualmente 21,5 miliardi di dollari, ossia più del doppio del mercato console. Un trend che ha positive ripercussioni anche sul mercato del software, aiutato anche dalla sempre maggiore diffusione di siti di Digital Delivery come Steam e Origin.

G DATA: smartphone cinese Star N9500 con il malware nel firmware


Per la prima volta è stato scoperto uno smartphone che esce direttamente dalla fabbrica con del malware pre-installato. Il malware è mascherato dal momento che Google Play Store è parte delle app pre-installate. Lo spyware funziona in background e non può essere scoperto dagli utenti. All’insaputa degli utenti lo smartphone invia dati personali  a un server situato in Cina ed è in grado di installare di nascosto nuove applicazioni. Questo rende possibile rubare dati personali, intercettare chiamate e dati per l’online banking, leggere email e messaggi di testo o controllare da remoto la videocamera e il microfono. 

Il modello in questione è l’”N9500” prodotto dall’azienda cinese Star ed è molto simile a un noto smartphone prodotto da una famosa azienda. Non possibile rimuove l’app e lo spyware perché sono integrati nel firmware. Molti rivenditori online stanno ancora vendendo questo smartphone a un prezzo variabile tra i 130 e i 165 euro in tutta Europa. “Le opzioni di utilizzo di questo programma spia sono praticamente illimitate. I criminali online hanno un accesso totale allo smartphone”, ha dichirato Christian Geschkat, Product Manager Mobile Solutions di G DATA


“I clienti di G DATA ci hanno riportato la segnalazione effettuata dai nostri software per la sicurezza informatica per Android e questo fatto ha evidenziato tale strategia criminale”. Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni dai propri clienti gli esperti di sicurezza di G DATA hanno acquistato lo smartphone e lo hanno analizzato a fondo scoprendo che il firmware contiene il Trojan Android.Trojan.Uupay.D mascherato nel Google Play Store. Questa funzione spia è invisibile agli utenti è ha un accesso totale allo smartphone e a tutti i dati personali. I log che potrebbero rendere un accesso visibile agli utenti vengono immediatamente cancellati. 

Il programma inoltre blocca anche l’installazione di aggiornamenti per la sicurezza. “L’unica cosa che gli utenti possono vedere è un’app con l’icona del Google Play Store nei processi attivi; oltre a ciò l’applicazione è completamente nascosta”, precisa Christian Geschkat. “Sfortunatamente non è possibile rimuovere il Trojan perché fa parte del firmware dello smartphone è le app che rientrano in tale categoria non possono essere eliminate.. Questo include anche l’app Google play Store dell’N9500.” Gli utenti possono usare G DATA Internet Security per Android, che identifica il malware come Android.Trojan.Uupay.D per scoprire se è presente sul proprio device. 


Gli esperti inoltre raccomandano agli utenti degli smartphone con questo problema di contattare immediatamente i rispettivi negozi online per chiedere la restituzione dello smartphone. Lo smartphone rappresenta un serio rischio per gli utenti. Il programma spia consente ai criminali di installare segretamente delle applicazioni che consentono un ampio ventaglio di abusi possibili: localizzazione, intercettazione  e registrazione , acquisti, frodi bancarie, invio di SMS premium. È impossibile scoprire dove i dati vengono inviati. “I dati intercettati sono inviati a un server anonimo situato in Cina”, precisa Christian Geschkat.


“Non è possibile al momento scoprire chi riceve e come utilizza questi dati.” Il prezzo conveniente di questo smartphone varia tra i 130 e 165 euro ed è una vera sorpresa considerando l’elevato standard tecnologico del device. Lo smartphone con processore quad-core è fornito di un ampio ventaglio di accessori come una seconda batteria, l’adattore per l’automobile e una seconda cover. Smartphone simili di brand molto conosciuti sono venduti a un prezzo almeno tre volte superiore. Gli esperti di G DATA pensano che il basso prezzo di vendita sia reso possibile dalla successiva vendita dei dati rubati ai proprietari dello smartphone.

“In generale offerte online particolarmente convenienti e attraenti per gli utenti dovrebbero insospettire i compratori”, avvisa Christian Geschkat. La crescente popolarità di smartphone e tablet non può certo passare inosservata ai criminali online. Solo in Germania, per esempio, ci sono ben 40 milioni di utenti di smartphone. L’anno scorso sono stati rilevati più di 1.2 milioni di programmi malware per Android e ci si aspetta che questo numero aumenti ancora. Questo ci permette di comprendere come sia sempre più necessario utilizzare una soluzione per la sicurezza informativa in grado di proteggere anche i device mobili.


Fonte: G Data

Attenzione a malware e cyber falli durante Mondiali di calcio in Brasile


Con l'avvicinarsi della più importante manifestazione mondiale dedicata al calcio i cyber criminali si preparano a sferrare il loro attacco. Attenzione dunque a frodi online, malware e furto di dati. La Coppa del Mondo di Calcio che si svolgerà in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio 2014 è il prossimo grande evento sportivo all'orizzonte in grado di catalizzare l'attenzione di milioni di fan provenienti da ogni nazioni. Per questo motivi i cyber criminali hanno già segnato in rosso l'evento sui loro calendari.

Norman Mobile Security for Android adesso disponibile pure in Italia


Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita di codici maligni che colpiscono gli utilizzatori di Android tanto che è diventata più stringente la necessità di ricorrere ad un sistema specifico di protezione. E il pericolo non è solo il malware, ma anche la minaccia di perdita privacy dalle apps. Proprio per questa ragione Norman Data Defense Systems, multinazionale norvegese, mette a disposizione anche degli utenti italiani la nuova soluzione Mobile Security for Android, facile da usare e che si attiva ogni volta che l’utente scarica qualcosa di nuovo. 

Secondo un recente rapporto* oltre l'1% di tutti i telefoni Android sono infettati da malware, e la minaccia sta crescendo rapidamente. "Il tempo è maturo perché gli utenti Android possano proteggersi, e quindi ora stiamo introducendo Mobile Security per Android", dice Arne Uppheim CTO presso Norman Safeground. "La nostra soluzione è facile da usare, si attiva solo quando l'utente installa qualcosa di nuovo e dato che stiamo usando la scansione cloud-based non influenzerà negativamente le prestazioni e la durata della batteria del telefono cellulare".

Caratterizzata dalla funzione scanning cloud-based non incide sulle performance del device mobile o sulla durata della batteria. Lo scorso anno le applicazioni per il mercato Android che contenevano il codice maligno BadNews sono state scaricate più di 2 milioni di volte prima che Google le rimuovesse. BadNews appariva come un innocente network pubblicitario, ma in realtà rubava informazioni private dagli smartphone e scaricava nuovo malware sul device senza passare da Google Play. 

Ci sono anche esempi di codici maligni per Android che fanno spam di contatti sulla rubrica telefonica, che fanno salire il costo della bolletta per chiamate su numeri a pagamento, rubano le informazioni sulle carte di credito o sull’online banking o addirittura che si appropriano delle funzioni dello smartphone per usarlo poi a scopi criminali. La privacy è un elemento cruciale per i device mobili. Anche se molte app non contengono malware, possono comunque connettersi e registrare più dati di quanto non si immagini. 

Questo aspetto non è facile da tenere sotto controllo, per questa ragione Norman Mobile Security mette a disposizione la funzione “Privacy Advisor” che avvisa l’utente se un’applicazione installata chiede più informazioni del necessario. La soluzione di Norman consente anche da remoto di localizzare, bloccare o cancellare informazioni del proprio device in caso di perdita del mezzo.

La raccomandazione di Norman Data Defense Systems per tutti gli utenti Android è di porre attenzione ai link che si aprono e alle pagine web che si visitano, di non installare software da fonti sconosciute e di assicurarsi di non accettare applicazioni che richiedono permessi non necessari, dice Uppheim. Il malware più moderno è diventato particolarmente astuto, è facile dunque per chiunque cadere nella trappola. 

Funzionalità principali di Norman Mobile Secuirty for Android: soluzione antivirus con scansione cloud-based; scansione delle applicazioni durante l’installazione; consultazioni delle politiche sulla Privacy; protezione contro siti Web non sicuri; soluzione contro il furto per localizzare, bloccare o cancellare informazioni da remoto; invio di informazioni sul device mobile; per Android 2.2 e versioni successive; insuperabile assistenza clienti. Prezzo al pubblico: 8,00 euro (1 dispositivo). 


Microsoft: crimine informatico costa a imprese 315 miliardi di dollari


500 miliardi di dollari per risolvere i problemi provocati dal caricamento deliberato di malware su software contraffatto, 127 miliardi di dollari per gestire i problemi di sicurezza e 364 miliardi di dollari per affrontare le violazioni dei dati: queste le stime per le aziende del nuovo studio condotto da IDC in collaborazione con la National University of Singapore (NUS), commissionato da Microsoft Corp. sulla pirateria informatica in occasione di "Play It Safe", la campagna internazionale per creare maggiore consapevolezza sulla relazione esistente tra malware e pirateria. 

Ma anche per i consumatori le stime sono importanti: 25 miliardi di dollari e 1,2 miliardi di ore vengono dedicate alla gestione delle minacce alla sicurezza e all'implementazione di costose correzioni nei computer che derivano dalla presenza di malware all’interno del software contraffatto. E aumentano - anche per i governi - le paure legate alla pirateria. La condivisione dei dati - siano essi privati o informazioni strategiche governative - rimane il rischio più temuto, da quasi il 60% di consumatori e esponenti governativi. 

Lo studio, intitolato "The Link Between Pirated Software and Cybersecurity Breaches", ha inoltre rivelato che il 60% dei consumatori intervistati afferma che la paura più grande riguardo al software infetto consiste nella perdita di dati, file e informazioni personali, seguita dalle transazioni non autorizzate su Internet (51%) e quindi dal rischio di hijack di posta elettronica, social network e conti bancari (50%). Il 43% degli stessi intervistati non installa tuttavia aggiornamenti per la sicurezza, lasciando il proprio computer esposto ad attacchi da parte dei criminali informatici. 

Esponenti governativi hanno espresso preoccupazione per il possibile impatto delle minacce alla sicurezza informatica a cui sono soggette le loro nazioni. Secondo il sondaggio, i governi sono principalmente preoccupati per la perdita di segreti commerciali o informazioni strategiche (59%), per l'accesso non autorizzato a informazioni pubbliche riservate (55%) e per l'impatto degli attacchi informatici sulle infrastrutture critiche (55%). Si stima inoltre che i governi potrebbero perdere oltre 50 miliardi di dollari per affrontare i costi associati alla presenza di malware all’interno di software contraffatto. 

"I criminali informatici approfittano di ogni punto debole che riescono a trovare in termini di sicurezza, con risultati finanziariamente devastanti per tutti", ha dichiarato David Finn, Executive Director e Associate General Counsel del Microsoft Cybercrime Center. "Motivati dalle opportunità di guadagno, hanno scoperto nuovi modi di violare le reti di computer per rubare qualsiasi cosa: identità, password e denaro. Ecco perché il Microsoft Cybercrime Center è fortemente impegnato a porre fine a questi atti dannosi, per mantenere protetti e sicuri i dati personali e finanziari riducendo di pari passo gli incentivi finanziari per i criminali". 

Fonte: National University of Singapore forensic analysis, 2014

Il sondaggio ha anche messo in luce come: 
• Quasi due terzi delle perdite aziendali (315 miliardi di dollari) avvengono per mano di criminali organizzati.
• Quasi il 20% del software contraffatto nelle aziende è installato dai dipendenti.
• Il 28% degli intervistati in ambito aziendale ha rilevato il verificarsi di violazioni della sicurezza, che generano interruzioni di rete, inattività dei computer o rendono i siti Web non disponibili, ogni pochi mesi o con cadenza più frequente. Il 65% di tali interruzioni è stato causato dalla presenza di malware nei computer degli utenti finali.

"Usare software contraffatto è come camminare su un campo minato: non sai quando poggerai il piede su qualcosa di spiacevole, ma quando lo fai puoi generare un disastro", ha affermato John Gantz, Chief Researcher presso IDC. "I rischi finanziari sono notevoli e le potenziali perdite possono condurre aziende un tempo redditizie a navigare in acque pericolose. L'acquisto di software legittimo si rivela meno costoso a lungo termine, perché offre la certezza di evitare 'sorprese' indesiderate sotto forma di malware". 

L'analisi in campo giudiziario a cura della NUS di 203 nuovi PC caricati con software contraffatto ha riscontrato che uno sbalorditivo 61% dei PC era già infettato con malware non sicuro, inclusi trojan horse, worm, virus, strumenti piratati, rootkit e adware. Questi PC, acquistati tramite rivenditori e negozi di informatica in 11 mercati diversi, includevano oltre 100 minacce di discreta entità. 

"È tremendamente preoccupante il dato per cui PC nuovissimi vengano forniti già infettati con malware pericoloso a causa della presenza di software contraffatto, rendendo utenti e aziende immediatamente vulnerabili alle violazioni della sicurezza", ha dichiarato il professore Biplab Sikdar del dipartimento di ingegneria elettronica e informatica della National University of Singapore. "I test dell'università indicano chiaramente come i criminali informatici stiano sfruttando in misura sempre maggiore la supply chain poco sicura della pirateria per diffondere malware e compromettere la sicurezza dei PC in modo grave. Noi possiamo limitarci a raccomandare l'uso di software originale per la sicurezza online e informatica". 

Lo studio globale ha preso in considerazione le risposte fornite da 1.700 utenti divisi tra consumatori, professionisti del settore IT, Chief Information Officer (CIO) e funzionari amministrativi di oltre 15 paesi. Microsoft è impegnata a proteggere i propri inconsapevoli clienti dal download o dall'acquisto di software non originale che li esponga alla presenza di malware, che a sua volta può produrre furto di identità, perdita dei dati ed errori di sistema. 

I clienti sono invitati a visitare il sito Web all'indirizzo http://www.microsoft.com/security per accedere a ulteriori informazioni sul malware e verificare che i propri computer non siano infettati. In presenza di malware, il sito offre strumenti mirati per la sua rimozione. Per ulteriori informazioni sullo studio IDC, visitare il sito Web Microsoft Play It Safe all'indirizzo http://www.play-it-safe.net e l'area notizie relativa alla Digital Crimes Unit, http://www.microsoft.com/en-us/news/presskits/dcu/default.aspx.

Fonte: Microsoft

Internet banking attraverso Facebook, parte il primo servizio in Italia


Gestire il conto corrente e le carte di pagamento via Facebook. Dopo i conti correnti on line e via smartphone, arriva anche in Italia un nuovo modo e un nuovo ’”canale’’ per avere informazioni e fare operazioni bancarie: la propria pagina Facebook. A lanciare il primo innovativo servizio di questo genere nel nostro paese e’ il Gruppo Banca Sella, che ha messo a punto l’applicativo Sella.it per Facebook, attraverso il quale d’ora in poi i clienti possono consultare il saldo, la lista movimenti e - a breve - trasferire denaro direttamente dalla propria pagina sul social network in modo semplice e in piena sicurezza. 

Per attivare il servizio di internet banking via Facebook, la prima cosa da fare e’ entrare nella propria pagina del social network e scaricare l’applicazione ’’Home Banking Sella.it’’ dall’App center oppure direttamente dalla pagina del Gruppo Banca Sella.  Una volta scaricata, l’applicazione comparirà nella colonna di sinistra. Al primo accesso, l’applicazione chiederà di inserire - esattamente come quando si accede al proprio internet banking dal sito della banca - il codice cliente, il pin e il codice numerico che compare in quel momento sulla token di sicurezza (o su altri dispositivi di sicurezza in uso da parte dei clienti del Gruppo). 

Per i successivi accessi sara’ necessario digitare solo il pin. L’accesso all’applicazione avviene in totale sicurezza, perchè i dati sono trattati dai sistemi della banca, garantendo un elevato standard di protezione cosi’ come avviene per il servizio di internet banking in generale. Una volta effettuato l’accesso all’applicazione, ventiquattro ore su ventiquattro, in qualsiasi giorno della settimana, sara’ possibile consultare tutti i propri conti correnti e tutte le proprie carte di credito, di debito e prepagate collegate al codice cliente. 

Attualmente il servizio consente in particolare di consultare il saldo e la lista dei movimenti dell’ultimo anno. Inoltre il servizio permette di fare ricerche sui pagamenti effettuati tramite parole chiave (ad esempio tutti i bonifici che hanno una determinata causale o tutte le spese effettuate presso un determinato negozio). A breve l’applicazione Sella.it per Facebook darà anche la possibilità di fare altre operazioni, come il trasferimento di denaro ai propri ’’amici’’ di Facebook, anche clienti di altre banche. Per fare l’operazione basterà digitare il nome dell’amico e selezionare la funzione dedicata.  

Il beneficiario riceverà un avviso e a quel punto dovrà solo scaricare l’applicazione e inserire le informazioni necessarie per identificare dove accreditare la somma. Il Gruppo Banca Sella e’ attivo gia’ di diverso tempo su Facebook con una propria pagina, per mezzo della quale i clienti possono richiedere informazioni e assistenza, sia tramite messaggi pubblici che privati. Gli esperti della banca forniscono una risposta in tempi brevi. I fan della pagina possono inoltre lasciare un commento, scambiarsi informazioni con gli altri o condividere attraverso la ’’Banca delle idee’’ suggerimenti e consigli sui prodotti e i servizi.


Fonte: Banca Sella

Per Natale esperti prevedono attacchi contro servizi di online banking


Kaspersky Lab ha registrato migliaia di tentativi di infezione a computer utilizzati per attività di online banking, tramite un programma nocivo in grado di colpire “qualsiasi banca in qualsiasi paese”. Il Trojan banker Neverquest sfrutta quasi tutti i metodi utilizzati per aggirare i sistemi di sicurezza bancari online: web injection, sistema di accesso remoto, ingegneria sociale. Considerando le capacità di auto riproduzione del Trojan, è possibile prevedere un forte aumento del numero di attacchi che coinvolgono Neverquest, con conseguenti perdite finanziarie per gli utenti di tutto il mondo.

La settimana precedente al Natale e alle vacanze di Capodanno sono tradizionalmente un periodo intenso per l’attività nociva ai danni degli utenti. Già a novembre si sono verificati casi in cui, nei forum degli hacker, sono apparsi messaggi circa l'acquisto e la vendita di banche dati per accedere ai conti bancari e ad altri documenti utilizzati per aprire e gestire gli account a cui vengono inviati i soldi rubati. Neverquest era già apparso sul mercato nel luglio di quest’anno, quando era stato individuato su un forum l’annuncio per la ricerca di un partner disposto a lavorare con questo Trojan. 

Sergey Golovanov, Principal Security Researcher di Kaspersky Lab, ha commentato: “Dopo i numerosi procedimenti penali connessi alla creazione e proliferazione di malware utilizzati per sottrarre i dati bancari dai siti web, i criminali informatici stanno cercando nuove idee e nuove tecnologie per le loro attività illegali. Neverquest è solo una delle minacce che mirano a prendere il posto che è stato di ZeuS e Carberp”. Neverquest sottrae le username e le password dai conti bancari, oltre a tutti i dati inseriti dagli utenti. 

Script speciali per Internet Explorer e Firefox sono utilizzati per facilitare questi furti, fornendo al malware il controllo della connessione browser con i server di comando dei criminali informatici utilizzati per visitare i siti presenti su 28 liste, compresi quelli che appartengono alle grandi banche internazionali; siti di banche tedesche, italiane, turche e siti di sistemi di pagamento. Altre funzioni aiutano gli utenti malintenzionati ad incrementare la lista di banche colpite, attraverso lo sviluppo di codici che possono essere diffusi su nuovi siti web, che in precedenza non erano ancora stati inseriti nella lista degli obiettivi. 

Tra tutti i siti colpiti da questi programmi, un fondo d’investimento il cui sito offre ai clienti una lunga lista di metodi per gestire online le proprie finanze. Questo dà ai criminali informatici la possibilità di trasferire non solo i fondi ai propri conti, ma anche giocare in borsa, utilizzando i conti e il denaro delle vittime colpite da Neverquest. Dopo aver ottenuto l'accesso all'account del sistema bancario online di un utente, i criminali informatici eseguono le transazioni e il trasferimento di denaro dal conto dell’utente al proprio. 

La protezione contro le minacce come Neverquest richiede ulteriori funzionalità rispetto all’antivirus standard; gli utenti necessitano di una soluzione dedicata, che renda sicure tutte le transazioni. In particolare, la soluzione deve essere in grado di controllare un processo del browser in esecuzione e prevenire qualsiasi manipolazione proveniente da altre applicazioni. I metodi utilizzati per distribuire Neverquest sono simili a quelli utilizzati per distribuire il client botnet Bredolab, che divenne uno dei malware più diffusi su Internet nel 2010. La versione completa dell’articolo dedicato a Neverquest è disponibile su securelist.com

Fonte: Kaspersky 

Kaspersky Lab e ING DIRECT insieme per sicurezza in online banking


Kaspersky Lab, leader nelle soluzioni di sicurezza informatica per gli utenti consumer e business, e ING Direct, la prima banca diretta in Italia, annunciano di aver siglato una partnership che prevede una serie di attività di educational dedicate ai clienti e ai dipendenti di ING Direct presenti sul territorio italiano. Attraverso questa partnership, entrambe le aziende si pongono l’obiettivo di sensibilizzare gli utenti Internet a proteggersi contro le minacce presenti online, soprattutto quando si svolgono attraverso dispositivi come computer, smartphone o tablet operazioni sensibili come transazioni finanziarie e di online banking.

F-Secure KEY per gestione e protezione di tutte le proprie password


F-Secure (HEL:FSC1V) lancia un nuovo password manager che memorizza in forma criptata tutti i dati personali di login sul proprio dispositivo. La nuova applicazione per la gestione e la protezione delle password, F-Secure KEY, consente di memorizzare in tutta sicurezza i dati usati per accedere ai servizi online (es. siti web, social network, servizi wi-fi, sistemi di allarme domestici, di banking online ecc.) e li rende accessibili ovunque ci si trovi, su qualsiasi dispositivo: smartphone, tablet, PC o Mac.

Kaspersky Lab, app gratuita per navigazione sicura su iPhone e iPad


Kaspersky Lab annuncia la disponibilità della nuova applicazione gratuita che protegge gli utenti che navigano online utilizzando i dispositivi iPhone e iPad. Il nuovo Kaspersky Safe Browser for iOS è ora disponibile sull’Apple App Store. Come ogni utente Internet, anche i proprietari di iPhone e iPad possono diventare vittime degli attacchi informatici, che sfruttano le tecniche di ingegneria informatica. 

L’esempio più diffuso è il phishing, in grado di convincere gli utenti a fornire i propri dati personali attraverso l'utilizzo di falsi siti web o mailing di massa che sfruttano nomi di aziende note. L'utente potrebbe essere indotto a condividere le proprie password su un sito di social networking, tramite email, ID di account Apple e altro ancora. I rischi sono ancora più elevati per chi utilizza un dispositivo mobile per eseguire le transazioni bancarie e finanziarie. 

Secondo una recente indagine condotta da B2B International, il 38% dei proprietari di dispositivi mobile utilizza i propri dispositivi tecnologici per effettuare transazioni bancarie, mentre un utente su tre ha rilevato attacchi di phishing sui siti di banking online. Kaspersky Safe Browser for iOS blocca i link che rimandano ai siti di phishing online e altre fonti web che possono essere pericolose per gli utenti. La nuova applicazione può anche filtrare i contenuti in base ai criteri selezionati dall’utente. 

In questo modo, gli utenti possono bloccare automaticamente siti per adulti, materiali che contengono riferimenti violenti e blasfemi, siti di gaming, social network, chat, forum e altro. Sono disponibili 17 categorie di filtri pre definiti per i contenuti. Kaspersky Safe Browser for iOS fornisce una protezione in tempo reale dalle minacce conosciute e quelle emergenti, grazie ai dati che riceve dal Kaspersky Security Network, che elabora le informazioni sulle minacce fornite dagli utenti attraverso i prodotti di sicurezza Kaspersky Lab presenti in tutto il mondo. 

La nuova applicazione è compatibile con i dispositivi Apple, a partire dalla versione del sistema operativo iOS 5. “Alcuni utenti che utilizzano i prodotti Apple credono che questi dispositivi siano immuni agli attacchi informatici. Questa falsa percezione rende più facile il lavoro dei criminali informatici. Kaspersky Safe Browser for iOS protegge gli utenti dai contenuti pericolosi ogni volta che navigano online”, ha commentato Alexey Chikov, Product Manager di Kaspersky Lab. 

Kaspersky Lab ha sviluppato soluzioni che sono in grado di proteggere tutte le tipologie di dispositivi: dagli smartphone ai server. Questo autunno l’azienda ha lanciato Kaspersky Internet Security - Multi-Device, una soluzione progettata per proteggere tutti i dispositivi connessi alla rete: Windows, computer Mac, smartphone e tablet Android. La versione di Kaspersky Safe Browser for iOS progettata esclusivamente per questo sistema operativo, protegge anche questi dispositivi.


Fonte: Kaspersky Lab

Trend Micro e polizia olandese sgominano gang di TorRAT malware


La polizia olandese ha comunicato di aver arrestato quattro persone per aver diffuso il malware TorRAT. Si tratta di un malware indirizzato agli utenti di lingua olandese che sfrutta il Deepweb e il sistema Tor per le comunicazioni di Command and Control (C&C) in modo da non essere rilevato. Il suo obiettivo primario era il furto finanziario dagli account di online banking. Il malware TorRAT punta alla compromissione di un sistema attraverso l’invio di messaggi spam, spesso false fatture, confezionati a dovere, nella lingua tipica del paese e senza riportare errori grammaticali come la maggior parte dei messaggi di spam. 

Per non lasciare tracce ed evitare di essere identificato dai software antivirus, il malware utilizzava un account tormail.org per le comunicazioni email e servizi di crittografia underground. La monetizzazione della frode avveniva tramite la valuta digitale bitcoin, utilizzata anche per riciclare il denaro rubato e per effettuare pagamenti ad altri componenti della gang criminale. Questi processi rendevano molto difficile identificare i cybercriminali ma il Dutch National High Tech Crime Unit (NHTCU) è stato comunque in grado di arrestarli grazie ad alcuni errori commessi dalla banda.

Gli errori della gang di TorRAT: anonimato della rete e tracce nascoste
Gli esperti di Trend Micro ritengono che la gang abbia utilizzato un servizio di crittografia chiamato "SamArt". La cifratura del malware rende molto più difficile l’individuazione da parte dei software antivirus ma se si vuole veramente nascondere la propria identità adottare un tool di terze parti mette a rischio l’anonimato. Un altro errore significativo in questo senso è stato commesso nell'autunno del 2012, quando alcuni dei server C&C anche se su sistemi Tor nascosti sono stati ospitati in un datacenter turco.

Cruciale era per la gang anche affrontare un problema classico: rubare i soldi è la parte più facile, metterseli in tasca e portali via come propri è un pò più complesso. È relativamente semplice manipolare delle transazioni bancarie su un computer infetto ma il riciclaggio del denaro rubato implica un processo che prevede intermediari. La banda olandese avrebbe riciclato denaro attraverso operazioni di bitcoin e persino creato un proprio servizio di scambio bitcoin, FBTC Exchange, che è stato oscurato dopo gli arresti. 

L'acquisto di un servizio di crittografia esterno, l’utilizzo di tormail.org e il reclutare e abusare di intermediari ha esposto i cybercriminali al rischio di essere scoperti da parte dei ricercatori più esperti. Un singolo errore può infatti portare al disfacimento di tutta l'operazione criminale. Se da una parte Tor offre un alto grado di anonimato, inevitabilmente, ad un certo punto, gli attori criminali devono apparire da dietro il sipario di Tor per utilizzare i beni sottratti. Questo fa si che divengano rintracciabili, come conferma anche il recente arresto negli Stati Uniti del gestore di Silk Road, il mercato underground delle droghe illegali. 

Anche se utilizzava Tor, è stato identificato dall'FBI dopo un’indagine approfondita delle tracce e testimonianze lasciate su Internet. Il 1° ottobre scorso, il Federal Bureau of Investigation ha spento l'originale Silk Road e arrestato a San Francisco la sua presunta mente, Ross William Ulbricht, 29 anni, conosciuto online come "Dread Pirate Roberts". Per più di due anni, il sito originale ha consentito agli utenti di acquistare e vendere beni e servizi illegali sul presupposto che essi erano al sicuro dalla legge. Si stima che nel 2012 il volume d’affari di Silk Road si aggirasse intorno al milione e novecento mila dollari al mese.


Fonte: Trend Micro

Italiani non hanno fiducia in Rete per online banking ed e-commerce


Gli italiani sono tra i più assidui navigatori della Rete per mezzo di smartphone e tablet, ma l’utilizzo di questi dispositivi cala drasticamente quando si tratta di impiegarli per effettuare operazioni di e-commerce o di Internet banking. Lo rivela l’ultima ricerca di mercato svolta su un campione di nostri connazionali da Avast Software, società leader nella produzione di soluzioni per la sicurezza informatica degli utenti privati e delle aziende, da cui emerge come l’Italia sia uno dei Paesi in Europa con la più bassa percentuale di software anti malware installati per la protezione dei device mobili, ferma attualmente al 49%. 

Nel Bel Paese infatti tavolette e telefonini intelligenti rappresentano l’interfaccia preferita dagli utenti per accedere ai diversi servizi offerti da Internet: pur essendo il traffico voce l’applicazione in assoluto più utilizzata dai clienti, con percentuali che sfiorano l’85%, i dispositivi mobili vengono impiegati nel 75% dei casi per la navigazione in Rete e nel 40% e 38% delle volte per l’esplorazione dei social network e il download delle applicazioni, con connessioni basate per il 73% su tecnologia 3G o 4G e solo nel 23% dei casi su hot spot pubblici. 

Questa stessa frequenza di utilizzo tuttavia diminuisce di diversi punti dinanzi alla possibilità di ricorrere ai device mobili per compiere operazioni di tipo finanziario. L’online banking e l’online shopping oggi nel nostro Paese sono fermi rispettivamente all’8% e al 5% delle preferenze degli utenti, sinonimo che questi ultimi temono i rischi di una navigazione “spinta” in Rete.  “Più della metà delle persone in Italia possiedono uno smartphone e i consumatori stanno diventando giorno per giorno più attenti alla sicurezza delle informazioni contenute nei loro dispositivi mobili” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales manager di Avast Software.

Backup e recupero immediato dei dati con avast! Mobile Premium
avast! Mobile Premium è la prima app mobile per la protezione degli smartphone e dei tablet basati su sistema operativo Android che Avast Software ha derivato dalla pluripremiata tecnologia di It security sviluppata nel corso degli ultimi anni. Il sistema di sicurezza è utilizzato da più di 25 milioni di utenti in tutto il mondo e attraverso i distributori AtSecurity, BI@Work, Milestone Consultants, Multiwire è ora disponibile anche nel nostro Paese con funzionalità e applicazioni specifiche per l’anti furto e il back up, indispensabili per l’inviolabilità del device in caso di furto o smarrimento ed essenziali per eseguire il rapido salvataggio e l’eventuale recupero dei dati conservati all’interno. 

Avast! Mobile Premium infatti dispone di tecnologie assolutamente all’avanguardia nell’ambito delle soluzioni per la protezione mobile. Geoforcing è in grado di creare un perimetro virtuale attorno al dispositivo che fa partire automaticamente un allarme sonoro nel caso in cui qualche malintenzionato cercasse di impossessarsene, mentre Password Check blocca il device se al suo interno viene inserita una password errata per tre volte di seguito. A un livello più sofisticato di protezione, App Locking permette agli utenti di impostare password dedicate per l’accesso alle singole app scaricate, mentre Ad Networks Detector allerta l’utente nell’eventualità in cui ad networks o tracking systems, durante la navigazione, li stiano mirando con pubblicità e banner indesiderati. 

Mobile Backup infine consente di effettuare il salvataggio automatico dei contatti della rubrica, dei messaggi e delle foto. "I nostri sviluppatori continuano a tenere d’occhio le novità legate alla sicurezza per poter inventare nuove soluzioni per fornire ai nostri consumatori delle protezioni antiproiettili. Con avast! Mobile Premium catturiamo i ladri di smartphone mentre agiscono e salvaguardiamo le informazioni personali e di valore degli utenti" conclude Christian Cantoro.