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Safe Internet Day 2016, 92% genitori italiani teme per sicurezza figli


Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2016, che quest’anno si tiene il 9 febbraio, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha organizzato workshop sul tema del cyberbullismo nelle scuole delle province di Campobasso e Isernia. L’evento, che quest’anno avrà come slogan “Play your part for a better internet” ovvero “Gioca la tua parte per un internet migliore”,  si svolgerà – in contemporanea - nelle scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. In tale occasione, gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni incontreranno oltre 60mila ragazzi.

Malware: circola in rete minaccia Zeus, virus si aggiorna e attacca tablet



Occhio alla saetta di 'Zeus' su tablet, personal computer e smartphone. Il virus informatico che viene utilizzato per finalita' criminali e furti di identita' digitale, si e' modificato nel tempo, aggiornando la propria capacita' offensiva. Nel 2012 si registrano finora piu' di 66.000 casi, numeri che collocano l'Italia tra i paesi informatizzati piu' esposti all'attacco di Zeus, dopo India e Stati Uniti.

L'infezione arriva in diversi modi, il piu' classico e' l'allegato 'appetibile' in email. Viene inviato in maniera randomica ma anche mirata, perche' chi manda il messaggio di posta elettronica gli da' una forma che e' di interesse per l'utente, ad esempio una fattura per un'azienda. Gli allegati nascondono in realta' un file eseguibile, che si annida ad esempio all'interno di un pdf.

In altri casi, nell'email invece dell'allegato c'e' l'indicazione di cliccare su un link a uno spazio web di interesse per l'utente. L'infezione avviene per il solo fatto che si e' andati a navigare in quello spazio. ''Zeus e' un crimeware. Una volta inoculato all'interno di un pc, consente di prendere il possesso della macchina'', spiega all'Adnkronos Sergio Mariotti, direttore III Divisione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

''A quel punto - aggiunge - chi gestisce il malware (software) da remoto, e' in grado di compiere una serie di operazioni a danno del titolare del pc: si va dal furto delle credenziali di autenticazione ai servizi on line (user e password, codici sicurezza ecc.), all'utilizzo del sistema informatico su cui e' installato il malware per finalita' illecite, come attacchi informatici ai danni di altri sistemi terzi''.

Il direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni Antonio Apruzzese sottolinea poi come "il contagio può passare dai computer ai telefonini". In particolare, "il virus Zeus è uno dei piu' pericolosi, denominato anche Botnet. Mentre si guarda il sito della propria banca, appaiono scritte conformi a quelle dell'istituto bancario con le quali si chiede il numero di cellulare e il tipo di telefonino, il modello e la Nazione a cui si appartiene".

Quindi, prosegue, "dopo aver fornito il dato richiesto, sul nostro telefonino apparirà subito un sms di accoglienza. Una volta aperto il link, noi prendiamo il virus Zeus sul nostro telefonino e il sistema di computer presente è oramai pregiudicato e l'infezione si sposta appunto dai computer fissi ai telefonini, mettendo fine alla nostra privacy: come aver consegnato la chiave di casa al nemico. Il pericolo - avverte Apruzzese - è veramente serio".


Via: Adnkronos

Rischio phishing su iOS da SMS truffa, Apple risponde: usate iMessage


Nei giorni scorsi Pod2g, l'hacker specializzato in jailbreak e sicurezza del sistema operativo mobile iOS, ha individuato una grave falla di sicurezza nel sistema di gestione degli SMS su iPhone, mettendo così lo stesso a rischio phishing e smishing. Secondo quanto affermato da Pod2g sul suo blog, il bug sarebbe presente nella piattaforma iOS da 5 anni e sarebbe imputabile al sistema operativo di Cupertino.

Quando si digita un testo e si invia l'SMS, il telefono traduce tale testo in un messaggio che viene gestito utilizzando il sistema Protocol Description Unit (PDU). Una volta che le informazioni sono veicolate sulla rete dell'operatore telefonico, queste raggiungono il dispositivo del destinatario, dove vengono esaminate dal software installato e visualizzate all'utente nella forma grafica più opportuna.

Il baco, sebbene non implichi l'esecuzione di codice, consiste in una errata gestione della funzionalità User Data Header (UDH) propria degli SMS presente in tutte le versioni di iOS, inclusa la beta della prossima versione 6. Fornendo nel messaggio un numero di telefono a cui rispondere al posto di quello originario, possibilità offerta dal protocollo dei messaggi, iOS mostrerebbe quello invece di quello del mittente.

Se un malintenzionato riesce a interagire con il codice utilizzato per far giungere a destinazione l'SMS può alterarne, per esempio, l'intestazione in modo da far credere che la comunicazione pervenga da un mittente diverso rispetto a quello reale. Il sito Engadget ha contattato un portavoce di Apple che ha dato una risposta ufficiale, minimizzando il problema ed incolpando il protocollo di gestione degli SMS.

Per il momento Apple suggerisce ai suoi clienti la massima cautela preferendo l'impiego dell'applicazione iMessage al tradizionale strumento per la gestione degli SMS. Oltre ad aumentare il livello di attenzione, la società di Cupertino evidenzia come debbano essere adottate tutte le precauzioni del caso prima di visitare qualunque indirizzo Internet eventualmente incluso in un messaggio SMS.

"Apple prende la sicurezza molto sul serio. Quando si utilizza iMessage invece degli SMS, gli indirizzi vengono verificati per proteggere contro questo tipo di attacchi di spoofing. Uno dei limiti degli SMS è che permettono di inviare messaggi con indirizzi fasulli a qualsiasi telefono cellulare, quindi invitiamo i clienti a prestare la massima attenzione se sono indirizzati a un sito Web sconosciuto o un indirizzo via SMS".

Via: Engadget

Smishing: sms conduce a falso sito Postepay e ruba i dati di accesso


Negli ultimi tempi va diffondendosi un fenomeno conosciuto con il termine di phishing: una frode finalizzata all'acquisizione, per scopi illegali, di dati riservati. Il furto di identità viene realizzato attraverso l'invio di e-mail contraffatte, con la grafica ed i loghi ufficiali di aziende ed istituzioni, che invitano il destinatario a fornire informazioni personali, motivando tale richiesta con ragioni di natura tecnica. Spesso i messaggi di phishing adottano un tono allarmistico, e l'intervento del destinatario è richiesto per garantire la sicurezza dei dati personali.


Ancora una volta la truffa potrebbe arrivare via sms. In molti hanno segnalato al portale Antiphishing Italia di aver ricevuto in questi giorni sul proprio telefonino un messaggio dal testo : “Gentile cliente, la sua carta di credito è stata bloccata. Siete pregati di accedere al www.postepay-italia.com per seguire la procedura di sblocco.” Si tratta ovviamente di un tentativo di smishing al quale Poste Italiane non è nuova. Un caso analogo si era già verificato lo scorso 2 giugno. Il sito trappola, già segnalato come phishing, risulta al momento ancora attivo.


Si chiama SMishing il nuovo sistema per rubare denaro e informazioni riservate con il cellulare. Attenzione ai messaggini che invitano a collegarsi a siti web, anche al sito di Poste Italiane, per verificare i propri dati o le transazioni della carta di credito o del conto online. I truffatori, infatti, sono in agguato con messaggi falsi inviati via SMS a milioni di utenti. E’ una truffa, quella del messaggino, che diventa sempre più difficile da scoprire ed evitare, soprattutto quando ci si collega via telefonia cellulare con il computer o con altri dispositivi elettronici mobili come i palmari.


Se ricevete un messaggio simile ignoratelo ed eliminatelo. Per coloro che sono caduti nella trappola e hanno inserito i dati di login: cambiate la password di accesso al conto accedendo al sito delle Poste Italiane www.postepay.it. Informate le Poste Italiane telefonando al numero verde 803.160; seguite le istruzioni della guida vocale e scegliete l'opzione Servizi Internet. La telefonata è gratuita per chi chiama da rete fissa; chi accede da rete mobile dovrà comporre il n. 199.100.160. Il costo è legato all'operatore utilizzato ed è pari al massimo a euro 0,60 al minuto più euro 0,15 alla risposta.

Fonte: Poste Italiane
Via: Anti-phishing Italia