Un nuovo tipo di particelle è stato scoperto dagli scienziati del CERN utilizzando l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (LHC). La particella, chiamata Xi-cc++ (si pronuncia "KSI-CC plus-plus"), apre la porta a una nuova frontiera della fisica, fornendo ai ricercatori un nuovo modo per indagare le forze fondamentali dell'Universo che compongono il Modello Standard della fisica delle particelle. Barioni come Xi-cc++ sono previsti dal Modello standard della fisica delle particelle - l'insieme delle leggi che descrivono i mattoni fondamentali della natura - ma questa è la prima volta che gli scienziati sono stati in grado di confermare che esistono realmente.
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CERN, osservata da LHCb nuova particella Xi con due quark pesanti
Un nuovo tipo di particelle è stato scoperto dagli scienziati del CERN utilizzando l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (LHC). La particella, chiamata Xi-cc++ (si pronuncia "KSI-CC plus-plus"), apre la porta a una nuova frontiera della fisica, fornendo ai ricercatori un nuovo modo per indagare le forze fondamentali dell'Universo che compongono il Modello Standard della fisica delle particelle. Barioni come Xi-cc++ sono previsti dal Modello standard della fisica delle particelle - l'insieme delle leggi che descrivono i mattoni fondamentali della natura - ma questa è la prima volta che gli scienziati sono stati in grado di confermare che esistono realmente.
CERN: LHCb osserva il pentaquark, particella esotica a cinque quark
Una particella esotica composta da cinque quark è stata scoperta una decina di anni dopo che gli esperimenti sembravano escluderne l'esistenza. La breve durata del "pentaquark" è stata avvistata dai ricercatori analizzando i dati sul decadimento delle particelle instabili durante l'esperimento LHCb al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, il laboratorio europeo delle particelle di fisica vicino a Ginevra. La scoperta, dice il portavoce LHCb Guy Wilkinson, apre una nuova era nella comprensione dei fisici della forte forza nucleare che tiene insieme i nuclei atomici. Il pentaquark, segnalato già negli anni Sessanta, era sfuggito fino ad oggi ad ogni tentativo di cattura.
Ricerca, LHC osserva evento rarissimo e conferma Modello Standard
Il Large Hadron Collider è ripartito e i ricercatori hanno osservato un evento rarissimo che conferma il Modello Standard sulle regole della natura. Evento, basato su dati raccolti nel 2011 e nel 2012, che pone dei nuovi limiti alla Supersimmetria. CMS e LHCb, due dei quattro imponenti rivelatori del Large Hadron Collider (LHC), il superacceleratore del CERN di Ginevra, cui l’Italia collabora con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sono riusciti a individuare un rarissimo decadimento del mesone B_s, con una significatività statistica di oltre sei deviazioni standard: fuori dal gergo scientifico, questo significa che sono proprio sicuri di averlo osservato.
Fisica: riparte il superacceleratore di particelle del Cern dopo 2 anni
I protoni hanno ricominciato a circolare nel superacceleratore del CERN di Ginevra, che ora opererà a un'energia mai raggiunta prima, permettendo ai fisici di indagare territori ancora inesplorati. Dopo due anni di intensa manutenzione e di consolidamento, e diversi mesi di preparazione per il riavvio, il Large Hadron Collider (LHC), il più potente acceleratore di particelle al mondo, è di nuovo in funzione. Nella giornata di domenica 5 aprile alle 10:41, un fascio di protoni è tornato sul ring di 27 Km, seguito alle 12:27 da un secondo fascio in rotazione nella direzione opposta. Questi fasci hanno circolato all'energia di iniezione di 450 GeV.
Fisica: più semplice la ricerca di nuove particelle con il deep learning
Completamente automatizzato il "deep learning" dai computer migliora notevolmente le probabilità di scoprire particelle, come il bosone di Higgs, battendo le abilità anche di fisici veterani, secondo i risultati risultati dello studio dei ricercatori dell'Università Irvine della California pubblicati oggi sulla rivista Nature Communications. "Siamo entusiasti con la pubblicazione del nostro lavoro", ha detto il co-autore Pierre Baldi, docente della Cancelleria di informatica "e ancora di più con la speranza che il deep learning possa aiutare a risolvere le questioni aperte sulla natura della materia, della gravità e l'origine dell'universo".
Red Hat fornisce al CERN piattaforma per applicazioni mission-critical
Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato che il CERN, organizzazione europea per la ricerca nucleare, ha implementato Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Enterprise Virtualization e i servizi Red Hat Technical Account Management per disporre di una piattaforma stabile e affidabile per applicazioni mission-critical. Il progetto comprende circa 600 server con Red Hat Enterprise Linux gestiti dal CERN presso il data center di Ginevra che svolge funzioni di database, application server, e backup e recovery.
Fisica: Nobel a Higgs e Englert, premio per scoperta particella di Dio
Il premio Nobel della Fisica è stato conferito ai professori Peter Higgs dell'Università di Edimburgo e al professor Francois Englert dell'Università di Bruxelles per la scoperta del bosone di Higgs. Lo ha annunciato l'Accademia Reale delle Scienze di Stoccolma, che di solito non riserva nomine così scontate. L'annuncio è arrivato con un'ora di ritardo ma il 192° Premio Nobel per la Fisica è andato ai "padri" della particella di Dio come i rumors degli ultimi giorni lasciavano intendere.
Bosone di Higgs, congratulazioni da Intel a CERN e LHC su nuova ricerca
Il Bosone di Higgs, la cosiddetta "particella di Dio" esiste, ma sono necessarie ulteriori verifiche per consolidare la scoperta. Al momento i ricercatori sono riusciti a delimitare le caratteristiche della particella, grazie alle esperienze condotte nei mesi passati dai team europeo e statunitense. I ricercatori del Cern hanno scoperto una nuova particella che è "compatibile" con quella teorizzata dal fisico Peter Higgs.
I due esperimenti del Fermilab (denominati "Cdf e DZero") hanno utilizzato dei metodi differenti rispetto a quelli europei ("Atlas" e "Cms"), ma sono giunti alle medesime conclusioni: la massa del bosone va ricercata nell'intervallo fra i 115 e i 127 GeV, identico a quello predetto dal Cern; tuttavia il margine di fluttuazione statistica non è ancora sufficientemente basso (meno di uno su 3,5 milioni) da poter confermare con certezza l'esistenza della particella.
Intel Corporation si congratula con il CERN, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, e con il team LHC per l'avanzamento nella ricerca del bosone di Higgs. Intel è lieta di essere partner del CERN in un'attività di ricerca congiunta per accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative impiegate dalla comunità LHC mondiale e di partecipare quindi al perseguimento del traguardo più ambito nella fisica delle particelle: il bosone di Higgs, spesso chiamato la "particella di Dio".
“Il team del CERN, che riunisce alcuni dei pensatori e dei fisici più autorevoli del mondo, ci colpisce sempre per la sua attività di ricerca”, ha dichiarato Christian Morales, Vice President di Intel e General Manager dell'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). “Intel è orgogliosa di essere partner tecnologico fornendo prodotti e tecnologie all'avanguardia per supportare la ricerca nel campo del bosone di Higgs, e ci auguriamo di collaborare con il CERN per svelare ulteriori misteri dell'Universo”.
Intel è uno dei maggiori collaboratori del CERN openlab dal 2003 e sostiene i ricercatori partecipando ad attività di ricerca congiunte e fornendo accesso a tecnologie hardware e software pionieristiche, per aiutarli a comprendere meglio l'impatto di ingenti quantità di dati in un ambiente grid del mondo reale. Il bosone è all'origine della manifestazione della massa e la conferma della sua esistenza potrebbe far compiere passi avanti nelle Teorie di Unificazione, verificate per le forze nucleari ed elettromagnetiche ma dalle quali la gravità rimane ancora esclusa.
Via: TM news
Foto: Cern
Bosone di Higgs oggi annuncio scoperta, John Ellis spiega come funziona
La caccia al bosone di Higgs è finita. Oggi è atteso l'annuncio a Ginevra da parte dei fisici del Cern. La conferma che esiste la cosiddetta "particella di Dio" arriva dai fisici del Fermi National Accelerator Lab (Fermilab), nello Stato americano dell'Illinois, che hanno annunciato di aver osservato "il più forte indizio" sul bosone nei frammenti delle collisioni in un acceleratore di particelle (o sincrotrone) chiamato Tevatron, cui gli scienziati lavorano da dieci anni. Il Tevatron accelera protoni e antiprotoni in un anello di 6,3 km sviluppando un'energia che arriva fino a 1 TeV.
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