Gli scienziati hanno annunciato di essere riusciti a rilevare le onde gravitazionali dalla collisione violenta di due buchi neri nello spazio profondo. I fisici sono stati in grado di rintracciare il segnale di ritorno risalente a circa 1,3 miliardi di anni fa. Quello che Albert Einstein aveva solo ipotizzato nella sua teoria della Relatività ora è provato per mezzo di interferometri, uno a Pisa ed uno negli Stati Uniti. I due buchi neri formavano una "coppia", ossia un sistema binario nel quale l'uno ruotava intorno all'altro. Per la fisica è una pietra miliare perché, oltre a confermare l'esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta della fusione di due buchi neri.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Esistenza delle onde gravitazionali conferma la teoria della Relatività
Gli scienziati hanno annunciato di essere riusciti a rilevare le onde gravitazionali dalla collisione violenta di due buchi neri nello spazio profondo. I fisici sono stati in grado di rintracciare il segnale di ritorno risalente a circa 1,3 miliardi di anni fa. Quello che Albert Einstein aveva solo ipotizzato nella sua teoria della Relatività ora è provato per mezzo di interferometri, uno a Pisa ed uno negli Stati Uniti. I due buchi neri formavano una "coppia", ossia un sistema binario nel quale l'uno ruotava intorno all'altro. Per la fisica è una pietra miliare perché, oltre a confermare l'esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta della fusione di due buchi neri.
Spazio: antico buco nero sfida le regole di formazione delle galassie
Gli astronomi hanno scoperto un buco nero supermassiccio che sembra infrangere la sincronizzazione della crescita galassia. La scoperta porta gli scienziati a mettere in discussione gli attuali modelli di formazione delle galassie. I buchi neri si possono trovare presso i centri della maggior parte delle galassie. La gran parte hanno poco massa rispetto alla loro galassia ospite. Ricercatori ETH, però, hanno scoperto un particolare enorme buco nero, che è cresciuto così rapidamente che la galassia ospite non è stata in grado di tenere il passo. Questo chiama in causa precedente riflessione sulla co-evoluzione delle galassie e dei loro centrali buchi neri.
Spazio: osservati effetti della rotazione di un buco nero supermassiccio
Osservati per la prima volta con certezza gli effetti estremi di un buco nero supermassiccio in rapida rotazione sulla radiazione X emessa dalla regione intorno ad esso. Un risultato di grande importanza per testare le predizioni della Teoria Generale della Relatività di Einstein e che fornisce agli astrofisici informazioni fondamentali per ricostruire la storia dell’evoluzione dei buchi neri di grande massa e delle galassie che li ospitano. A guidare il team internazionale di ricercatori che ha realizzato lo studio è Guido Risaliti, dell’INAF.
Si è dimesso Ereditato, lo scienziato dei neutrini più veloci della luce
"Si è dimesso Antonio Ereditato, portavoce della collaborazione 'Opera'", che lo scorso settembre attribuendo ai neutrini una velocità maggiore di quella della luce, aveva messo in discussione la teoria della relatività di Einstein. E' quanto comunica in una nota il vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Masiero.
Nel prendere atto delle dimissioni di Antonio Ereditato da portavoce dell'esperimento Opera, l'Infn auspica che "la collaborazione Opera possa ritrovare unità e nuova leadership nel perseguire il suo primario obiettivo specifico, quello di osservare la comparsa di neutrini di nuovo tipo a partire dai neutrini di tipo mu provenienti dal Cern (oscillazioni dei neutrini)".
L'Istituto ricorda che, "come è stato riportato nell'incontro svoltosi al laboratorio del Gran Sasso dell'Infn lo scorso mercoledì, ulteriori e definitive misure della velocità dei neutrini saranno effettuate al Gran Sasso da quattro esperimenti (tra i quali lo stesso Opera) quando il Cern invierà un nuovo fascio di neutrini a pacchetti alla fine del mese di aprile".
Per Valerio Rossi Albertini, fisico dell'Istituto di struttura della materia (Ism), Ereditato "è un grande scienziato e non si può far risalire solo a lui la colpa di un malfunzionamento di uno dei componenti di misura". Le dimissioni, dice, sono "affrettate". L'errore commesso per Albertini "non inficia sul suo valore di ricercatore".
Quanto alle dimissioni, "è stato un gesto affrettato ma segno di grande responsabilità nei confronti della comunità scientifica" in quanto, aggiunge il fisico del Cnr, "ha scelto di farsi carico di una comunicazione che sicuramente fu troppo affrettata". La condotta dell'esperimento, ricorda Albertini, "fu giusta". L'errore è stato strumentale: "Si trattava di una fibra ottica che non funzionava bene".
Purtroppo, però, sottolinea il fisico, "è stato enfatizzato un solo aspetto di un progetto, invece, molto più ampio", 'Opera' appunto: "Un esperimento, 'sparare' particelle da Ginevra fino al Gran Sasso, che fino a 20 anni fa era inimmaginabile". Per questo, conclude Albertini, "ridurre questo lavoro solo ad un errore lo trovo ingeneroso verso dei colleghi che hanno fatto, e continuano a fare, un lavoro straordinario".
Foto: AP
Neutrini non sono più veloci della luce, c'è stato un errore di misura
Sono stati presentati i nuovi risultati dei quattro esperimenti che analizzano i neutrini tra CERN e LNGS. Albert Einstein e la sua teoria della relativita' possono riposare tranquillo. I neutrini non sono più veloci della luce. Le misure rilevate nel settembre scorso sarebbero dovute ad un'anomalia nel funzionamento degli apparati utilizzati per misurare la velocità dei neutrini. A scoprire l'anomalia negli strumenti di misura è stato lo stesso gruppo di ricerca italiano dell'esperimento CNGS (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene "sparato" dal CERN di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica nucleare (INFN).
Neutrini più veloci della luce, in discussione la relatività di Einstein
Clamorosi risultati da uno studio del CERN e dell'INFN guidato da un fisico italiano, che metterebbe in discussione uno degli assiomi della relativita' di Albert Einstein, secondo il quale nell'universo niente puo' superare il limite della velocita' della luce. Un team di ricercatori guidato da Antonio Ereditato ha registrato che i neutrini, le particelle piu' piccole e cosi' sfuggenti da attraversare qualsiasi solido, hanno superato i 300.000 chilometri al secondo. La teoria della Relatività Generale descrive la gravità come una manifestazione della curvatura dello spaziotempo. Lo spaziotempo è come un tessuto, ma a quattro dimensioni: le tre spaziali note, più il tempo.
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