Alcuni astronomi, usando il VLT dell'ESO, hanno osservato per la prima volta in modo diretto la granulazione sulla superficie di una stella al di fuori del Sistema Solare - l'anziana gigante rossa π1 Gruis. Questa nuova straordinaria immagine ottenuta dallo strumento PIONIER rivela le celle convettive che formano la superficie dell'enorme stella, con un diametro circa 350 volte quello del Sole. Ogni cella, grande circa 120 milioni di chilometri, copre più di un quarto del diametro della stella. I nuovi risultati sono in stampa questa settimana sulla rivista Nature. ESO ha anche sottolineato che la fase della vita in cui si vede Pi1 Gruis è stata di breve durata, rispetto ai tempi delle stelle.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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ESO: VLT osserva enormi bolle sulla superficie di una gigante rossa
Alcuni astronomi, usando il VLT dell'ESO, hanno osservato per la prima volta in modo diretto la granulazione sulla superficie di una stella al di fuori del Sistema Solare - l'anziana gigante rossa π1 Gruis. Questa nuova straordinaria immagine ottenuta dallo strumento PIONIER rivela le celle convettive che formano la superficie dell'enorme stella, con un diametro circa 350 volte quello del Sole. Ogni cella, grande circa 120 milioni di chilometri, copre più di un quarto del diametro della stella. I nuovi risultati sono in stampa questa settimana sulla rivista Nature. ESO ha anche sottolineato che la fase della vita in cui si vede Pi1 Gruis è stata di breve durata, rispetto ai tempi delle stelle.
Astronomia: International Observe the Moon Night, gli eventi in Italia
In tutto il mondo si celebra la “Notte dell’Osservazione della Luna”. L’International Observe the Moon Night (InOMN) è una iniziativa organizzata dalla NASA e dal Lunar and Planetary Institute (LPI), mentre in Italia l’appuntamento è promosso dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dal’Unione Astrofili Italiani (UAI). In programma incontri, lezioni e osservazioni per conoscere meglio l’unico oggetto celeste sul quale l’uomo abbia mai posato il piede. In questo giorno speciale, tutti sono invitati ad unirsi al fine di osservare e conoscere meglio il nostro satellite. Ciascuno è chiamato a partecipare alla celebrazione ospitando o aderendo a un evento InOMN.
Spazio: scoperti tre pianeti simili alla Terra, potrebbero ospitare vita
Un'equipe di astronomi, guidata da Michaël Gillon, dell'Institut d'Astrophysique et Géophysique (AGO Department) dell'Università di Liège in Belgio, hanno usato il telescopio belga noto come TRAPPIST [1] per osservare la stella 2MASS J23062928-0502285, che va anche sotto il nome di TRAPPIST-1. Hanno scoperto che questa stella debole e fredda diventava più fioca a intervalli regolari, indicando che diversi oggetti passavano tra la stella e la Terra [2]. Un'analisi dettagliata ha mostrato che erano presenti tre pianeti di dimensioni simili alla Terra. TRAPPIST-1 è una stella nana ultrafredda - è molto più fredda e più rossa del Sole e poco più grande di Giove.
NASA: asteroide di Halloween 2015 TB145 sfiorerà la Terra il 31/10
Ad Halloween la Terra avrà un "incontro ravvicinato" con un asteroide. Gli scienziati della NASA stanno tracciando il prossimo passaggio ravvicinato dell'asteroide 2015 TB145 con diversi osservatori ottici e le capacità del radar Deep Space Network dell'agenzia a Goldstone, California. L'asteroide sfiorerà la Terra passando a una distanza di sicurezza maggiore rispetto all'orbita della luna, il 31 ottobre alle 10:05 PDT (01:05 EDT). Gli scienziati stanno trattando il previsto flyby con l'asteroide, da circa 400 metri di diametro, come opportunità per la scienza, consentendo agli strumenti sui "veicoli spaziali terrestri" di eseguire la scansione durante il passaggio ravvicinato.
Nasa, scovato pianeta cugino più grande della Terra: è Kepler-452b
La missione Kepler della NASA ha confermato la scoperta del primo pianeta di dimensioni simili alla Terra nella "zona abitabile" attorno a una stella simile al Sole. Questa scoperta e l'introduzione di altri undici nuovi piccoli pianeti candidati nella zona abitabile segnano un'altra pietra miliare nel cammino per trovare un'altra "Terra". La recente scoperta di Kepler-452b mette in luce il più piccolo pianeta finora scoperto in orbita nella zona abitabile - la zona intorno ad una stella dove l'acqua liquida si raccoglie sulla superficie di un pianeta orbitante - di una stella di tipo G2, come il nostro Sole. La scoperta di Kepler-452b porta il numero totale dei pianeti confermati a 1.030.
Spazio: antico buco nero sfida le regole di formazione delle galassie
Gli astronomi hanno scoperto un buco nero supermassiccio che sembra infrangere la sincronizzazione della crescita galassia. La scoperta porta gli scienziati a mettere in discussione gli attuali modelli di formazione delle galassie. I buchi neri si possono trovare presso i centri della maggior parte delle galassie. La gran parte hanno poco massa rispetto alla loro galassia ospite. Ricercatori ETH, però, hanno scoperto un particolare enorme buco nero, che è cresciuto così rapidamente che la galassia ospite non è stata in grado di tenere il passo. Questo chiama in causa precedente riflessione sulla co-evoluzione delle galassie e dei loro centrali buchi neri.
Astronomia, un occhio italiano per il telescopio più grande al mondo
L’European Southern Observatory (Eso) ha affidato all’Inaf la realizzazione di Maory, uno dei primi tre strumenti che equipaggeranno lo European Extremely Large Telescope, il gigantesco telescopio da 39 metri di diametro in costruzione sulle Ande cilene. Il Finance Committee dell’European Southern Observatory (Eso) - spiega Media Inaf - ha firmato giovedì scorsoi presso la sede di Monaco in Germania il contratto per la realizzazione di Maory (Multi-conjugate Adaptive Optics RelaY), uno dei primi tre strumenti che equipaggeranno il grande telescopio E-Elt, lo European Extremely Large Telescope in costruzione sulle Ande cilene.
Il telescopio spaziale Hubble festeggia 25 anni, pronto l'erede Webb
Il suo potente occhio ha permesso di svelare alcuni dei più profondi misteri del cosmo fotografando mondi sconosciuti, supernovae e buchi neri. Il telescopio spaziale Hubble compie venticinque anni. Il 24 aprile del 1990 infatti lo shuttle Discovery partì da Cape Canaveral per portare in orbita Hubble, e ora tutto il mondo celebra l'anniversario di una missione entrata nella storia dell'astronomia. Grazie a uno specchio primario del diametro di 2,4 metri e senza i disturbi causati dall'atmosfera, ha trasmesso immagini stupefacenti con un livello di dettaglio, cinque volte maggiore rispetto ai migliori telescopi terrestri.
Asteroide 2004 BL86 in rotta verso la Terra: la sfiorerà il 26 gennaio
Una gigantesca roccia spaziale scoperta il 30 Gennaio del 2004 è in rapido avvicinamento verso il nostro pineta. L'asteroide, denominato 2004 BL86, passerà a debita distanza dalla Terra, a circa tre volte la distanza Terra-Luna, il prossimo 26 gennaio. Dalla sua luminosità riflessa, gli astronomi stimano che l’asteroide ha un diametro di mezzo chilometro. Il flyby di 2004 BL86 sarà il più vicino di un oggetto di queste dimensioni fino al 2027, anno in cui un altro oggetto dalle dimensioni simili, “1999 AN10″, sfiorerà la Terra. Al momento del suo massimo avvicinamento, il 26 gennaio, l’asteroide sarà a circa 1,2 milioni di chilometri dalla Terra.
Spazio: l'asteroide 2014 KC46 non colpirà la Terra, lo conferma LBT
L’asteroide 2014 KC46 non colpirà la Terra: la conferma viene dalle osservazioni condotte con il Large Binocular Telescope (LBT), il grande telescopio binoculare operativo in Arizona (USA), e di cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) è uno dei partner. 2014 KC46 era infatti considerato un asteroide pericoloso: le precedenti misurazioni lo consideravano a potenziale impatto per il 2091. Delle dimensioni di circa un centinaio di metri di diametro, ha una misura al limite di quello che può causare danni su scala globale. Se non fosse stato per LBT di lui non si sarebbe saputo più nulla per anni, sfuggendo al controllo dei telescopi nel suo lungo vagare nel sistema solare.
MAGIC fotografa una imprevista tempesta di fulmini da un buco nero
È la prima visione diretta sulla formazione dei getti nelle sorgenti cosmiche. È stata possibile grazie alla misura di un’intensa emissione di luce ad altissima energia, proveniente da un buco nero al centro della galassia IC 310, che ha mostrato una rapidità nella variazione di flusso mai registrata prima. I ricercatori della collaborazione internazionale MAGIC hanno osservato un eccezionale flusso di radiazione di altissima energia (raggi gamma) proveniente dal nucleo della galassia attiva IC 310, un buco nero supermassiccio di oltre 300 milioni di masse solari.
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Astronomia: straordinario incontro tra cometa Siding Spring e Marte
E' stato straordinario il passaggio più ravvicinato di una cometa a un pianeta mai registrato: la cometa Siding Spring (C 2013 A1) ha "sfiorato" Marte alla distanza di circa 135.500 km (un terzo della distanza Terra-Luna) e alla velocità di 56 km al secondo. "Non siamo a conoscenza di nessun altro passaggio così ravvicinato a un pianeta nella storia documentata, eccezion fatta per la cometa Shoemaker-Levy che nel 1994 si schiantò su Giove" ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.
Spazio: osservata una nuova sorgente di raggi gamma nell’Universo
Grazie alle osservazioni del telescopio Fermi, un team internazionale di scienziati ha scoperto una nuova sorgente di raggi gamma nell'Universo. I raggi gamma sono una radiazione fortemente energetica emessa durante alcuni dei fenomeni cosmici più violenti che si conoscano, ma l'osservazione di quattro novae, cioè brevi eruzioni stellari, compiute dal 2010 al 2013 con telescopio spaziale per raggi gamma Fermi della NASA-ESA, ha inaspettatamente rivelato che anche questi eventi possono produrre raggi gamma.
Astrofisica: INAF, inaugurato sull'Etna il prototipo del telescopio SST
Deserto della Namibia o altipiani delle Ande? Forse meglio il complesso dell’Osservatorio astronomico del Leoncito in Argentina? La scelta del sito che ospiterà la porzione a sud dell’equatore del Cherenkov Telescope Array (CTA), una batteria di telescopi destinati a studiare le sorgenti di radiazione gamma provenienti dall’universo che, una volta realizzato, sarà il più potente e sensibile osservatorio per i raggi gamma mai costruito, non è stata ancora presa. A renderlo noto è l'Istituto nazionale di astrofisica (INAF).
Mezzo interstellare: nuove mappe della galassia per risolvere mistero
Della materia che occupa la vasta distesa tra i sistemi di stelle all’interno di una galassia sappiamo ancora pochissimo, ma grazie allo studio appena presentato da un gruppo internazionale di scienziati, tra cui spicca la partecipazione della Johns Hopkins University, potremmo essere a un passo dalla soluzione di quel puzzle noto come ‘polvere di stelle’ che da quasi un secolo ancora resta un mistero. I ricercatori sono convinti che il loro lavoro dimostri, nei fatti, un nuovo modo di ottenere localizzazione e composizione della materia che si nasconde fra le stelle della Via Lattea.
Astrofisica: scoperto ammasso record galassie, più lontano mai visto
Scoperto un ammasso di galassie da record ed è il più antico mai conosciuto fino ad ora. L'ammasso di galassie si chiama JKCS 041 e la sua scoperta è opera di un team internazionale di scienziati guidato da Stefano Andreon dell'INAF -Osservatorio Astronomico di Brera. La scoperta, i cui risultati sono in corso di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, è stata compiuta grazie all'United Kingdom Infrared Telescope. Un lavoro durato sette anni, tutti dedicati allo studio nel dettaglio dell'ammasso di galassie JKCS 041, getta nuova luce sull'evoluzione delle galassie.
Astronomia: evoluzione Universo simulata e telescopio virtuale su PC
Un universo virtuale, nel quale una straordinaria quantità di numeri e dati si trasforma in spettacolari immagini di galassie: il modello più completo dell’evoluzione dell’universo racconta con un’accuratezza senza precedenti la nascita delle galassie, avvenuta 12 milioni di anni dopo il Big Bang, e ne ricostruisce l’evoluzione attraverso 13 miliardi di anni. Descritto sulla rivista Nature, l’universo virtuale è il risultato della collaborazione coordinata dal Massachusetts Institute of Technology (MIT).
Il risultato è uno strumento senza precedenti per la cosmologia perché non si limita, come facevano i modelli precedenti, a ricostruire a distanza la ”ragnatela cosmica” delle galassie: questo nuovo universo virtuale scende nei dettagli e permette di viaggiare attraverso le popolazioni di galassie ellittiche e a spirale, ne analizza la composizione in modo coerente con i dati finora pubblicati nella letteratura scientifica, ricostruisce la proporzione dei gas presenti nelle diverse epoche dell’universo.
”È la descrizione più realistica delle proprietà delle galassie finora ottenuta”, osserva l’astrofisico Giuseppe Murante, dell’osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, commentando il risultato. Il modello, spiega l’esperto, ”è il frutto di una simulazione numerica, che integra al computer le equazioni che descrivono l’universo. La traduzione in immagini della simulazione numerica non è stata affatto banale: ”il video scientifico è stato prodotto mentre la simulazione andava avanti e il risultato è spettacolare”, commenta Murante.
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È uno strumento unico nelle mani dei cosmologi. Innanzitutto ”è una conferma ulteriore della validità delle attuali teorie cosmologiche”, osserva l’astrofisico. È ”un modello realistico - aggiunge - non soltanto del comportamento della materia visibile (barionica) che si aggrega nel formare le galassie, ma permette di conoscere anche il modo in cui la materia visibile agisce su quella oscura, sei volte più numerosa”. In questo, conclude l’esperto ”conferma il risultato ottenuto in passato anche nell’osservatorio di Trieste”.
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C’è di più: il modello ”non è una semplice riproduzione dell’universo, ma prevede dove potrebbe trovarsi la materia che non vediamo”. L’Universo ha 13,8 miliardi di anni e per secoli si è cercato di studiare il momento esatto del Big Bang e come si sia espanso sino ai giorni nostri. Secondo il modello scientifico prevalente, l’Universo si è espanso da una fase estremamente calda e densa chiamata era di Planck, in cui era concentrata tutta la materia e l'energia. Recentemente sono stati rilevati i primi segni della nascita dell’Universo.
Il WorldWide Telescope (WWT) è un ambiente software Web 2.0 di visualizzazione che consente al Pc di funzionare come un telescopio virtuale, riunendo le immagini 3D provenienti dai migliori telescopi a terra e spaziali per un'esplorazione dell’Universo senza soluzione di continuità. Il WWT è un software gratuito di Microsoft creato con Visual Experience Engine™ e permette di osservare Nebulose colorate, galassie lontane, buchi neri e scoprire i resti della nube di esplosione di una supernova da un migliaio di anni fa.
È possibile spostare il cielo cliccando con il tasto sinistro del mouse e trascinando lo schermo. Ci sono più comandi di mouse e tastiera per ruotare e inclinare la vista, e lo zoom in e out. Fare clic destro su qualsiasi oggetto per saperne di più. È possibile salvare i luoghi preferiti nell’Universo dai visitare in un secondo momento in "Le mie raccolte", e guardare le visite guidate dell’Universo condotte da esperti e utenti. È inoltre possibile aggiungere testo, immagini e forme per migliorare il tour, e si può anche sovrapporre una colonna sonora e voice over.
WWT è un portale unico, un'applicazione ricca che unisce terabyte di immagini, informazioni e storie provenienti da più fonti su Internet in un sistema unico, coinvolgente, ricca esperienza multimediale. Bambini di tutte le età si sentiranno responsabilizzati per esplorare e capire l'universo con la sua interfaccia utente semplice e potente. WWT è stato annunciato in occasione della TED conference a Monterey, California, nel febbraio 2008. Il programma viene eseguito con Microsoft Windows o un client Web basato su Silverlight: download QUI.
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Il WorldWide Telescope (WWT) è un ambiente software Web 2.0 di visualizzazione che consente al Pc di funzionare come un telescopio virtuale, riunendo le immagini 3D provenienti dai migliori telescopi a terra e spaziali per un'esplorazione dell’Universo senza soluzione di continuità. Il WWT è un software gratuito di Microsoft creato con Visual Experience Engine™ e permette di osservare Nebulose colorate, galassie lontane, buchi neri e scoprire i resti della nube di esplosione di una supernova da un migliaio di anni fa.
È possibile spostare il cielo cliccando con il tasto sinistro del mouse e trascinando lo schermo. Ci sono più comandi di mouse e tastiera per ruotare e inclinare la vista, e lo zoom in e out. Fare clic destro su qualsiasi oggetto per saperne di più. È possibile salvare i luoghi preferiti nell’Universo dai visitare in un secondo momento in "Le mie raccolte", e guardare le visite guidate dell’Universo condotte da esperti e utenti. È inoltre possibile aggiungere testo, immagini e forme per migliorare il tour, e si può anche sovrapporre una colonna sonora e voice over.
WWT è un portale unico, un'applicazione ricca che unisce terabyte di immagini, informazioni e storie provenienti da più fonti su Internet in un sistema unico, coinvolgente, ricca esperienza multimediale. Bambini di tutte le età si sentiranno responsabilizzati per esplorare e capire l'universo con la sua interfaccia utente semplice e potente. WWT è stato annunciato in occasione della TED conference a Monterey, California, nel febbraio 2008. Il programma viene eseguito con Microsoft Windows o un client Web basato su Silverlight: download QUI.
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Nasa scopre il pianeta Kepler-186f simile alla Terra in zona abitabile
Utilizzando il Kepler Space Telescope della NASA, gli astronomi hanno scoperto il primo pianeta simile alla Terra che orbita intorno a una stella nella "zona abitabile", la gamma di distanza da una stella dove l'acqua liquida potrebbe scorrere sulla superficie di un pianeta orbitante. La scoperta di Kepler-186F - spiega la Nasa - conferma che i pianeti delle dimensioni della Terra esistono nella zona abitabile relativi ad altre stelle che non siano il Sole. Mentre i pianeti che sono già stati trovati nella zona abitabile, sono almeno il 40 per cento più grandi in termini di dimensioni della Terra e capire il loro trucco è impegnativo, Kepler-186F ricorda più di tutti la Terra.
Spazio, Sistema solare ha nuovo pianeta e primo asteroide con anelli
Sorprese dal Sistema Solare: i suoi confini si ampliano grazie alla scoperta di un nuovo pianeta nano e tra i corpi celesti che lo popolano ci sono anche oggetti inediti, come il primo asteroide con un sistema di anelli simile a quello dei giganti del Sistema Solare, come Saturno, Giove Urano e Nettuno. Entrambe le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature. Il pianeta nano che estende i confini del Sistema Solare e ribattezzato amichevolmente Biden, ovvero il Vice Presidente Joseph R. Biden, ha una sigla 2012 VP113, ed è lontanissimo, circa 80 volte la distanza che separa Terra e Sole.
A scoprirlo sono stati due celebri cacciatori di pianeti come gli americani Chadwick Trujillo, dell'Osservatorio Gemini della Hawaii, e Scott Sheppard, della Canrgie Institution. Hanno definito il piccolo pianeta "un altro Sedna", riferendosi all'altro pianeta nano scoperto dieci anni fa ma distante "solo" 76 volte la distanza fra Terra e Sole. Secondo i due astronomi il nuovo pianeta proviene dalla nube di Oort, il luogo ai confini del Sistema Solare celebre per essere la "culla" delle comete. Dal 2006, a seguito della ridefinizione di "pianeta" operata a Praga dall'International Astronomical Union (IAU) a Praga, è stata introdotta la nuova classe dei pianeti nani.
Per Sheppard "la ricerca di questi oggetti lontani deve continuare, in quanto essi potrebbero dirci molto su come il nostro Sistema Solare si è formato ed evoluto". Secondo i due autori della ricerca 2012 VP113 e Sedna potrebbero non essere affatto casi isolati: potrebbero esistere circa 900 oggetti con orbite simili e con dimensioni superiori a 1000 chilometri, alcuni perfino confrontabili a Marte o alla Terra. È una giornata felice per lo studio del Sistema Solare", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma.
"Sono due scoperte indipendenti, ma che insieme contribuiscono a dare una visione diversa della zona più esterna del Sistema Solare", ha aggiunto. La scoperta del primo asteroide con un sistema complesso di anelli è infatti altrettanto straordinaria della scoperta del nuovo pianeta nano ai confini del Sistema Solare. L'asteroide di chiama 10199 Chariklo ed è stato scoperto nel 1997, ma solo adesso un dispiegamento di telescopi esteso per un chilometro e mezzo e nuove telecamere hi-tech hanno permesso di scoprire i suoi anelli, "immortalandolo" mentre passava contro il disco di una stella.
Lo ha scoperto il gruppo dell'Osservatorio brasiliano di Rio de Janeiro coordinato da Felipe Braga-Ribas, che ha lavorato in collaborazione con l'americana Cornell University. L'asteroide Chariklo appartiene alla famiglia dei Centauri, gli asteroidi che si orbitano fra Giove e Nettuno anziché fra Marte e Giove, come fanno gli asteroidi più noti. I due anelli hanno un raggio di 391 e 405 km. Per avere risposte certe sull'origine di 2012 VP113 servirà però aspettare misure più accurate. Secondo Gianfranco Magni, il vero salto ci sarà con il lancio di James Webb il telescopio spaziale sviluppato per diventare il successore di Hubble.
Il Telescopio Spaziale James Webb (in inglese James Webb Space Telescope JWST) è un telescopio spaziale infrarosso costruito e gestito in cooperazione dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Precedentemente indicato come Next Generation Space Telescope (o NGST), è stato rinominato nel 2002 in onore del secondo amministratore della NASA James E. Webb. Il lancio del telescopio è previsto per il 2014. JWST è dotato di sensori estremamente sensibili e la sua missione primaria sarà quella di esaminare il residuo a infrarossi del big bang, per poter determinare le condizioni iniziali di formazione dell'universo.
Fonte: Meteo Web
Via: INAF
Foto dal web
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Catturate le onde primordiali del Big Bang, provata la cosmic inflation
Per la prima volta si è riusciti a catturare l'eco gravitazione del Big Bang. Quasi 14 miliardi di anni fa l'universo che abitiamo scoppiò avviando quella che chiamiamo esistenza con un evento straordinario che ha avviato il Big Bang. Nella prima fugace frazione di un secondo, l'universo si espandeva in maniera esponenziale e si estende ben oltre la vista dei nostri migliori telescopi. Tutto questo, naturalmente, era solo teoria. I ricercatori del progetto BICEP2 (Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization) hanno annunciato Lunedì scorso, presso l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, la prima prova diretta di questa inflazione cosmica.
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