Sophos, leader globale nella sicurezza informatica di ultima generazione, ha pubblicato il nuovo rapporto dei SophosLabs, “Don’t Let Fleeceware Sneak into Your iPhone”, che rivela come gli utenti di device Apple siano il nuovo bersaglio di applicazioni che addebitano agli utenti costosi abbonamenti. Per definire questo tipo di app, Sophos ha coniato il termine fleeceware, perché la caratteristica primaria è quella di spennare (to fleece) gli utenti in cambio di funzionalità disponibili in applicazioni gratis o molto più economiche. I ricercatori ne hanno individuate più di 30 sull’App Store e secondo i dati disponibili, queste app sembrano essere state installate circa 3,6 mln di volte.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Sophos, iPhone a rischio fleeceware: 30 app attivano costi nascosti
Sophos, leader globale nella sicurezza informatica di ultima generazione, ha pubblicato il nuovo rapporto dei SophosLabs, “Don’t Let Fleeceware Sneak into Your iPhone”, che rivela come gli utenti di device Apple siano il nuovo bersaglio di applicazioni che addebitano agli utenti costosi abbonamenti. Per definire questo tipo di app, Sophos ha coniato il termine fleeceware, perché la caratteristica primaria è quella di spennare (to fleece) gli utenti in cambio di funzionalità disponibili in applicazioni gratis o molto più economiche. I ricercatori ne hanno individuate più di 30 sull’App Store e secondo i dati disponibili, queste app sembrano essere state installate circa 3,6 mln di volte.
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G Data, scam su smartphone: pubblicità in-app usata come trappola
G Data avvisa i possessori di smatphone e tablet di una nuova truffa: i cyber criminali stanno utilizzando delle pubblicità in-app su larga scala per tendere trappole agli utenti e impossessarsi così dei loro dati personali e denaro. Per mascherare meglio questo loro intento offrono presunte soluzioni antivirus per Android. I criminali addirittura si propongono come fornitori di soluzioni per la sicurezza di G Data nei banner web che vengono mostrati.
Gli utenti che cliccano su questi banner pubblicitari finiscono per l’iscriversi, senza accorgersene, a un servizio premium di SMS del costo di 15 euro la settimana. Secondo le prime indagini la società da cui è partita l’operazione è la Mobile Minded BV di Arnhem (Peasi Bassi) contro cui G Data ha già avviato un’azione legale. “La pubblicità in-app sta diventando sempre più allettante per chi organizza frodi online”, spiega Ralf Benzmueller, Head di G Data Security Labs.
“Gli utenti dovrebbero leggere attentamente le offerte e le classiche parole in piccolo che stabiliscono termini e condizioni del servizio per evitare di cadere in trappole volte a estorcere i loro dati personali. Nel caso da noi scoperto i criminali offrono presunti servizi o soluzioni per la sicurezza mobile di G Data”. Il processo di pagamento viene dirottato su un operatore mobile che fattura invece un servizio premium di SMS. “Ottenere un rimborso è spesso difficile dal momento che il pagamento è stato effettuato online e chi ha ideato la frode non può valutare la legittimità della protesta.”
Le prime ricerche dimostrano che questa campagna di crimine online ha un respiro internazionale. A oggi gli esperti dei G Data Security Labs hanno identificato casi certi in Finlandia, Polonia, Francia, Spagna e Paesi Bassi e si presume che quest’azione sarà presto estesa anche ad altre nazioni come Germania e Italia. La nuova soluzione di G Data per la sicurezza di smartphone e tablet Pc con sistema operativo Android offre una protezione a 360 gradi.
Minded BV sta utilizzando pubblicità in-app per pubblicizzare illegalmente le soluzioni per la sicurezza di G Data. Invece di fornire informazioni o soluzioni antivirus le vittime finiscono con il sottoscrivere un costoso e inutile abbonamento il cui processo di pagamento avviene attraverso il network mobile. Gli utenti caduti in trappola dovrebbero rivolgersi al loro provider mobile e, facendo riferimento a quando specificato da G Data, chiedere un rimborso. Ecco un esempio di banner pubblicitario utilizzato per ingannare gli utenti.
Link: Sito ufficiale G Data
Fonte: Laboratorio comunicazione
Scam, estensioni rogue di Chrome aumentano Like a pagine Facebook
I ricercatori di sicurezza di BitDefender hanno scoperto una nuova truffa di scamming che installa un'estensione dannosa nel browser web Chrome per trasformare "Like" di Facebook in denaro per i criminali informatici. L'exploit inizia con un collegamento dannoso incorporato in e-mail di spam, dice Bogdan Botezatu, un analista delle minacce di Bitdefender. Il link rimanda al Chrome Web Store, dove si scarica una estensione "business" di Flash player - supponendo che si è tanto sciocco da fare clic sui link di spam.
Scam su Facebook chiede conferma dell'account pena disattivazione
Si avvicina la fine dell'anno e una nuova applicazione scam sta facendo il giro degli utenti di Facebook. La truffa consiste nel confermare il proprio account entro il 2012 attraverso una fantomatica procedura, altrimenti verrà disattivato il proprio profilo. Non è la prima volta che viene creata un'applicazione del genere per raccogliere quanti più utenti possibili ed indurli a sottoscrivere un abbonamento a suonerie per cellulari.
Per bloccare l'applicazione è sufficiente recarsi sulla pagina dell'applicazione www.facebook.com/apps/application.php?id=186534734757297, andare sulla colonna sinistra in basso e cliccare su "Blocca applicazione". Cliccate su OK. In questo modo l'applicazione non potrà interagire col vostro profilo. Questo vi impedirà anche di vedere "tutti i profili non confermati saranno disattivati" se altre persone l'hanno installata. Dopo un certo numero di segnalazioni Facebook disattiverà l'applicazione.
Coloro che sono caduti nella trappola devono andare in bacheca, passare il mouse alla destra in alto del post generato e cliccare sulla X. Nel menù a tendina che si aprirà cliccare su "Rimuovi post e annulla Mi piace". Facebook non comunica in questo modo per confermare gli account. E' pur vero che dopo aver creato un account bisogna confermare il proprio indirizzo e-mail per dare a Facebook la certezza di inviare le informazioni dell'account all'indirizzo giusto, ma non è con un'applicazione che si ottiene ciò.
Il banner giallo che si visualizza in alto dopo la prima iscrizione, indica che l'account Facebook non è ancora confermato, e scompare quando si conferma l'account e-mail. Per confermare l'indirizzo e-mail, cliccate sul link nell'e-mail di conferma dell'iscrizione a Facebook. Dopo aver confermato il vostro indirizzo e-mail, potete verificare il vostro account. La verifica dell'account vi permette di fare altre cose su Facebook, come registrare un nome utente.
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