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Coronavirus, Trustpilot avvisa consumatori su possibili raggiri online


Da gennaio, oltre 90 profili aziendali recensiti offrono servizi collegati al COVID-19: l’impennata di questi siti web ha spinto l’azienda a creare un avviso per i consumatori sul portale. Trustpilot, una delle principali piattaforme di recensioni al mondo basata su apertura, collaborazione e trasparenza, ha voluto mettere in guardia i consumatori in merito alle frodi online a seguito dell’emergenza di Coronavirus. Trustpilot ha individuato da gennaio almeno 90 profili sulla propria piattaforma che fanno riferimento al COVID-19 o coronavirus all’interno del proprio portale. Al momento si nota come ogni giorno vengano aggiunti 3 nuovi siti web che contengono questi due termini.

Check Point: scoperta e riparata vulnerabilità nella chat di Facebook


Check Point ha rivelato i dettagli su una vulnerabilità trovata in Facebook Messenger, sia nell'applicazione online che in quella mobile. In seguito alla comunicazione responsabile di Check Point, Facebook ha prontamente risolto la vulnerabilità nel sistema di chat utilizzato da più di un miliardo e mezzo di persone. La vulnerabilità, chiamata MaliciousChat, consente a un utente malintenzionato di modificare un thread di conversazione in Facebook Online Chat & Messenger App. Abusando di questa vulnerabilità, sostiene l'azienda specializzata in sicurezza informatica, è possibile modificare o rimuovere qualsiasi messaggio inviato, foto, file, link, e molto altro ancora.

MarkMonitor, analisi di alcune tecniche impiegate dai criminali online


Jerome Sicard, RM di MarkMonitor, analizza le ultime “tecniche” dei criminali online. A seconda del settore e del tipo di azione fraudolenta, i truffatori monetizzano in vari modi le credenziali di accesso e i dati dei malcapitati. Mentre chi opera in determinate industrie ha familiarità con le truffe di phishing e capisce come i truffatori monetizzino i propri dati, non è necessariamente chiaro come questo avvenga in molti settori verticali. Gli istituti finanziari sono di sicuro i maggiori obiettivi degli attacchi di phishing. I truffatori sfruttano una serie di frodi di social engineering per rubare le credenziali di accesso e le informazioni della carta di credito dai clienti degli istituti finanziari.

Card sharing, operazione Web pirates della GdF: smantellata banda


Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento, in collaborazione con diversi Reparti del Corpo, hanno dato corso a 92 provvedimenti di perquisizione e sequestro in Trentino Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Veneto e Calabria. Con il supporto, in particolare, del Comando Provinciale di Roma ed il contributo altamente specialistico del Nucleo GAT di Roma nonché di tecnici della Digital Content Protection, il Gico della Guardia di Finanza di Trento ha eseguito una vasta attività di polizia giudiziaria a carico dei membri di un'associazione a delinquere radicata su più ambiti regionali e dedita al particolare fenomeno illegale del "card sharing".

Finanza, operazione contro pirateria online: sequestrati 124 siti Web


Oscurati 124 siti Web dai Finanzieri del Comando Unità Speciali in una vasta operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva. I finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche hanno eseguito un provvedimento di sequestro del Giudice per le indagini preliminari capitolino dott. Gaspare Sturzo nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, dott. Nello Rossi Procuratore Aggiunto ed Eugenio Albamonte - Sostituto. L'attività è stata avviata grazie ad una denuncia di SKY Italia, la maggiore piattaforma televisiva a pagamento operante sul mercato italiano.

Pagamenti online: un bug mette a rischio password e carte di credito


Non ci sono soltanto le false email a nome di Poste Italiane ad minacciare gli utenti. Gli esperti di Accomazzi.net, realtà specializzata nel commercio elettronico e nella sicurezza informatica, hanno scoperto e già segnalato all'azienda un gravissimo errore di progettazione nel sito di CartaSì utilizzato per il commercio elettronico. L'errore consente a qualsiasi malintenzionato di usare facilmente il sito CartaSì per truffare i navigatori tramite il phishing*. Per una dimostrazione pratica e impressionante di cosa sia possibile fare grazie all'errore di progettazione, è sufficiente visitare il link, creato dagli esperti di Accomazzi.net e riprodotto nell'immagine di seguito.

Kaspersky Lab e City of London Police per combattere il cybercrimine


Kaspersky Lab unisce le forze con la City of London Police per educare i servizi di polizia e le imprese in tutta la Gran Bretagna sui modi per affrontare la criminalità informatica. La criminalità informatica gioca oggi un ruolo chiave nel numero di frodi, visto che, secondo il National Fraud Intelligence Bureau, sette truffe su dieci sono ormai correlate a internet. La natura complessa di questi crimini fa si che non solo siano difficili da combattere, ma anche da individuare e capire.

Attenzione a malware e cyber falli durante Mondiali di calcio in Brasile


Con l'avvicinarsi della più importante manifestazione mondiale dedicata al calcio i cyber criminali si preparano a sferrare il loro attacco. Attenzione dunque a frodi online, malware e furto di dati. La Coppa del Mondo di Calcio che si svolgerà in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio 2014 è il prossimo grande evento sportivo all'orizzonte in grado di catalizzare l'attenzione di milioni di fan provenienti da ogni nazioni. Per questo motivi i cyber criminali hanno già segnato in rosso l'evento sui loro calendari.

MarkMonitor, 8 consigli per acquisti online più sicuri in vista di Natale‏


Shopping per il Natale 2013: quest’anno i consumatori saranno più previdenti eppure più a rischio. Tra poco più di un mese sarà Natale ed è già iniziato lo shopping per l’acquisto di regali, ormai sempre più indirizzato verso i canali online. Secondo un recente sondaggio condotto da ShopperTrak, si prevede che la stagione dello shopping natalizio di quest'anno sarà la peggiore dal 2009 e che i consumatori probabilmente saranno cauti negli acquisti nonostante la ripresa dell’economia, privilegiando verosimilmente prodotti scontati e in offerta.

Rapporto Clusit, attacchi del cybercrime cresciuti del 370% nel 2012


Sono cresciuti di oltre il 370% a livello globale gli attacchi di cybercrime di dimensioni significative, quelli cioè che comportano importanti conseguenze economiche, legali e di immagine per le vittime, in alcuni casi irreparabili. Nel mirino ci sono sempre di più le istituzioni bancarie e aumenta il fenomeno degli "hacktivisti", cioè la disobbedienza civile sul web in stile Anonymous, sempre più da parte di gruppi non occidentali, come la Syrian Electronic Army, che di recente ha attaccato il sito del New York Times.

G Data, scam su smartphone: pubblicità in-app usata come trappola


G Data avvisa i possessori di smatphone e tablet di una nuova truffa: i cyber criminali stanno utilizzando delle pubblicità in-app su larga scala per tendere trappole agli utenti e impossessarsi così dei loro dati personali e denaro. Per mascherare meglio questo loro intento offrono presunte soluzioni antivirus per Android. I criminali addirittura si propongono come fornitori di soluzioni per la sicurezza di G Data nei banner web che vengono mostrati. 

Gli utenti che cliccano su questi banner pubblicitari finiscono per l’iscriversi, senza accorgersene, a un servizio premium di SMS del costo di 15 euro la settimana. Secondo le prime indagini la società da cui è partita l’operazione è la Mobile Minded BV di Arnhem (Peasi Bassi) contro cui G Data ha già avviato un’azione legale. “La pubblicità in-app sta diventando sempre più allettante per chi organizza frodi online”, spiega Ralf Benzmueller, Head di G Data Security Labs. 

“Gli utenti dovrebbero leggere attentamente le offerte e le classiche parole in piccolo che stabiliscono termini e condizioni del servizio per evitare di cadere in trappole volte a estorcere i loro dati personali. Nel caso da noi scoperto i criminali offrono presunti servizi o soluzioni per la sicurezza mobile di G Data”. Il processo di pagamento viene dirottato su un operatore mobile che fattura invece un servizio premium di SMS. “Ottenere un rimborso è spesso difficile dal momento che il pagamento è stato effettuato online e chi ha ideato la frode non può valutare la legittimità della protesta.” 

Le prime ricerche dimostrano che questa campagna di crimine online ha un respiro internazionale. A oggi gli esperti dei G Data Security Labs hanno identificato casi certi in Finlandia, Polonia, Francia, Spagna e Paesi Bassi e si presume che quest’azione sarà presto estesa anche ad altre nazioni come Germania e Italia. La nuova soluzione di G Data per la sicurezza di smartphone e tablet Pc con sistema operativo Android offre una protezione a 360 gradi.

Minded BV sta utilizzando pubblicità in-app per pubblicizzare illegalmente le soluzioni per la sicurezza di G Data. Invece di fornire informazioni o soluzioni antivirus le vittime finiscono con il sottoscrivere un costoso e inutile abbonamento il cui processo di pagamento avviene attraverso il network mobile. Gli utenti caduti in trappola dovrebbero rivolgersi al loro provider mobile e, facendo riferimento a quando specificato da G Data, chiedere un rimborso. Ecco un esempio di banner pubblicitario utilizzato per ingannare gli utenti.


Experian, 36% dei britannici teme i furti di dati personali su Internet


Experian, leader mondiale dell’informazione creditizia, ha reso noto i risultati di un’indagine da cui risulta che ben il 36% dei consumatori britannici ritiene inevitabile di cadere prima poi vittima di frodi o di furti di identità online; che il 40% di essi ritiene i provider di servizi online responsabili dei dati personali ad essi comunicati; che ciò che fa più paura (87% degli intervistati) è il furto online di dati personali di rilevanza bancaria, e assai meno quello dei dati inviati sui canali di giochi online (54%).

L’indagine è stata condotta presso migliaia di consumatori in tutto il Regno Unito per fare il punto sui comportamenti dei singoli a riguardo dei furti di identità online - cattura di dati personali da parte di soggetti che poi effettuano acquisti o ottengono finanziamenti in nome e per conto dell’ignara vittima, che ne paga le conseguenze - e il ruolo atteso dai fornitori di servizi online dei più diversi settori (bancario, assicurativo, del gaming online e delle scommesse, dei più diversi servizi di mobile internet).

Fra le altre evidenze è anche quella di una certa sopravvalutazione delle cautele adottate per evitare brutte avventure. Infatti il 73% di chi accede a Internet ritiene di avere password sicure, l’80% di adottare misure adeguate per evitare il furto di informazioni o di identità, e ancora l’80% di non condividere con terzi le password d’accesso a siti, ma poi risulta anche che:

• solo il 33% ha una password diversa per ogni account di servizio;
• solo il 25% conserva e protegge i dati personali di connessione (ID e password) relativi ai diversi account Internet utilizzati (il 33% per cento addirittura li lascia nella “memoria cache” del computer, quella cui di solito puntano gli spyware) 
•solo il 25% si preoccupa di cambiare ogni mese le password;
• solo il 6% ha stipulato polizze d’assicurazione per la protezione dei propri dati personali online.

I canali di online banking sono al centro delle cautele, anche se poi sono avvertiti comunque più sicuri di altre connessioni in cui si veicolano dati in interesse bancario, infatti:

• l’89% degli intervistati che fa uso di canali di online banking bada bene di disconnettersi regolarmente una volta conclusa l’operazione, e solo il 17% afferma di collegarsi da un qualsiasi computer e solo il 10% da connessioni Wi-Fi pubbliche, che presentano rischi di intrusione significativamente più alti rispetto alle reti o connessioni private;
• la percentuale di chi teme il furto di dati personali bancari scende dall’87% al 65% quando ci si riferisce al timore che il furto di dati avvenga non da un qualsiasi collegamento, ma direttamente dai canali di online banking.

Per contro, risalta la poca cautela adottata nelle connessioni ai canali di gaming, solitamente di durata non proprio breve e con accesso a piattaforme che non garantiscono più di tanto da intrusioni nei dispositivi (PC, tablet e smatphone) tramite “virus spia” (spyware). E infatti non più del 30% vede rischi nell’acquisto o la memorizzazione dei dati sui giochi, molti vi accedono da computer pubblici o condivisi, e ben il 33% da dispositivi mobile e da connessioni Wi-Fi in luoghi pubblici, le meno sicure.

Fonte: Allea

Clonavano carte di credito per scommesse online: 31 arresti della Gdf


Operazione, "Transilvania Games" della Guardia di Finanza contro un'organizzazione che clonava carte di credito e ricaricava conti di gioco per scommesse on line: decine di arresti. Rubati, in tutta Italia, i dati di 350 persone. Oltre 200 finanzieri del comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione ad un'imponente operazione di polizia, che ha messo fine all'attività di un'organizzazione criminale composta da soggetti dell'est Europa (romeni e macedoni), specializzata nella clonazione di carte di credito.

Decine di arresti per associazione per delinquere finalizzata all'utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, frode informatica, riciclaggio e ricettazione. Numerose anche le perquisizioni personali e locali in corso di svolgimento. Oltre 350 invece i soggetti, sparsi in tutta Italia, i cui dati sono stati rubati on line. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia tributaria di Roma e coordinate dalla Procura di Viterbo, nella cui provincia risiedono 19 dei 31 colpiti dall'ordinanza, sono state avviate dopo l'esposto presentato alla Finanza da un cittadino vittima del phishing

In particolare, il denunciante lamentava di essersi accorto, nel corso di una transazione sul web, di non aver più disponibilità di denaro sulla propria carta elettronica in quanto svuotata del relativo credito a seguito di un'operazione non autorizzata ed effettuata da ignoti su un sito di scommesse. Partendo da questo singolo caso i finanzieri sono riusciti a ricostruire la consolida operatività di una vera e propria organizzazione criminale, con a capo tre romeni che, attraverso l'uso di mail "trabocchetto" ed altri accorgimenti informatici, riusciva ad impossessarsi delle credenziali (numero della carta e password dispositive) di numerose carte di credito. 

Le carte così "virtualmente" clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco aperti presso la Sisal Match Point (del tutto ignara del raggiro), intestati a persone dell'Europa dell'Est organiche all'associazione criminale. I conti venivano quindi usati per effettuare scommesse "sicure" (ad esempio, a fronte di una giocata di 100 euro si potevano vincere al massimo 103 euro), con l'unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte. Il passaggio successivo consisteva nella monetizzazione delle somme vinte attraverso l'immediata riscossione con prelievi on-line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte Postepay intestate agli stessi soggetti. 

Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari. Con questo sistema sono state effettuate ricaricare ai conti gioco per oltre 273.000 euro, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito (ricostruite anche grazie ai dati forniti da Cartasì, Poste Italiane e Sisal Match Point) e prelevati più di 255.000 euro. Oltre agli arresti i finanzieri hanno anche sequestrato 30 conti gioco Sisal Match Point illecitamente ricaricati e 32 carte Postepay dove era confluito il denaro provento di reato, unitamente a queste ultime.


Internet mobile: Antitrust e Gdf bloccano servizi non richiesti a pagamento


Numerose segnalazioni dei consumatori evidenziavano di avere visto decurtato il credito telefonico dopo avere cliccato su alcuni banner senza avere inserito alcun dato. Avviati 3 procedimenti per pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società Neomobile, Tekka Lab e Noatel. Stop ai servizi a pagamento non richiesti attivati inconsapevolmente dai consumatori che navigano in internet utilizzando smartphone e tablet. 

Lo ha deciso l'Antitrust che, in collaborazione con il Nucleo speciale Tutela mercati e il nucleo speciale Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, ha disposto la sospensione della pratica messa in atto dalla società Neomobile e ha ottenuto l'oscuramento dei banner collegati alla società Tekka Lab. Nei prossimi giorni l'Antitrust deciderà se sospendere o meno i banner collegati alla società Noatel alla quale il procedimento per pratica commerciale scorretta è stato notificato questa settimana. 

Secondo le numerose segnalazioni ricevute, i consumatori, navigando in mobilità su internet, cliccavano su banner o link che apparivano sullo schermo, anche solo per potere proseguire la navigazione, e si trovavano inconsapevolmente abbonati a servizi premium (ad esempio giochi, screen saver, applicazioni, suonerie, concorsi a premi etc.) al costo di 5 euro settimanali, che venivano automaticamente scalati dal credito telefonico. 

I fornitori del servizio non davano inoltre alcuna indicazione sulle procedure per disattivare gli abbonamenti. Nelle settimane scorse funzionari dell'Antitrust e i militari della Guardia di Finanza hanno svolto ispezioni presso le sedi delle società per acquisire documentazione utile alle istruttorie avviate. Provvedimento NeomobileProvvedimento Tekka.

L'Autorità, valutata la gravità delle segnalazioni ricevute e i possibili danni per gli utenti, in tema di attivazione/disattivazione, da parte degli operatori telefonici, di servizi non richiesti, ha deciso di avviare attività di vigilanza, da condurre attraverso verifiche presso tutti gli operatori, anche a mezzo di funzioni ispettive della Polizia delle Comunicazioni, e attraverso la collaborazione più ampia possibile degli utenti.

Via: Agcom

Online security, sondaggio Sitecom: 9 utenti su 10 vittima di cybercrime


Per la seconda volta Sitecom ha realizzato un sondaggio sulla sicurezza on line a cui hanno preso parte 6.000 utenti. Di questi, il 73% ha riferito di essere preoccupato per la propria sicurezza on line e l'83% ritiene che esser protetti contro la criminalità informatica sia di primaria importanza. Il fatto che ogni giorno si rilevino fino a 70.000 nuovi virus e 2.000 nuovi siti Web di phishing dimostra che si tratta di timori giustificati. L’88% degli intervistati è stato vittima di almeno una delle seguenti forme di criminalità informatica: virus, spyware, trojan horse, worm, rootkit, frodi, phishing o malware.

Il 98% degli intervistati ha un software antivirus installato sui propri dispositivi, ma il 48% non si sente comunque protetto. Lo dimostra il fatto che il 70% si avvale anche di un filtro antispam, il 69% di programmi anti-spyware ed il 53% di software anti-malware. Dal sondaggio condotto da Sitecom è emerso anche che in internet si effettuano un numero sempre crescente di transazioni e, parallelamente, cresce il numero di dispositivi che si connette alla rete “senza protezione”. Il 40% degli utenti possiede tra i 4 ed i 6 dispositivi, circa il 20% ne possiede tra 7 e 9.

L’82% degli intervistati sa cos'è il phishing. Il 17% è rimasto vittima di un attacco phishing. Il 67% riferisce di non utilizzare servizi di internet banking tramite dispositivi mobili come smartphone o tablet. Oltre il 40% degli intervistati conosce il Sitecom Cloud Security, l’esclusiva funzionalità di sicurezza integrata nei (modem) router Sitecom che protegge tutti i dispositivi connessi alla rete domestica durante la navigazione online. Il Sitecom Cloud Security protegge da siti internet dannosi, annunci pubblicitari, download infettati da virus e siti web fraudolenti che tentano di appropriarsi di dati personali.

I risultati più importanti:
• Il 73% degli intervistati è preoccupato per la sicurezza on line.
• L'83% degli intervistati ritiene molto importante la protezione contro la criminalità informatica.
• Il 98% degli intervistati ha installato un antivirus.
• Il 48% degli intervistati non si sente interamente protetto.
• L'88% degli intervistati è stato vittima di una delle seguenti forme di cybercrime: virus, spyware, trojan horse, worm, rootkit, frodi, phishing o malware..
• L'82% degli intervistati conosce il fenomeno del phishing.
• Il 17% degli intervistati è stato vittima di phishing.
• Il 67% degli intervistati non si avvale di servizi di internet banking tramite dispositivi mobili.
• Il 40% degli intervistati dispone di 4-6 dispositivi di rete in casa.
• Il 19% ha fino a 9 dispositivi di rete in casa.
Il 42% degli intervistati conosce Sitecom Cloud Security.

Informazioni su Sitecom
Sitecom è un marchio leader in rapida crescita per le reti domestiche e piccole aziende. Il marchio Sitecom ha una chiara missione: “semplificare”. Sitecom semplifica l'installazione e l' estensione di una rete convertendo prodotti ad alto contenuto tecnologico in soluzioni semplici per gli utenti da adoperare immediatamente senza problemi. La semplicità è alla base di tutto! Il nostro motto “semplificare” viene messo in pratica attraverso la nostra organizzazione e trova espressione nelle soluzioni e nel servizio offerto da Sitecom. Tutti i prodotti Sitecom, pertanto, hanno una garanzia di dieci anni. Trasformare la tecnologia più recente in prodotti semplici, comprensibili e accessibili : questa è la missione di Sitecom.

Fonte: Sitecom

Accesso abusivo a dati, Facebook vince causa contro Power Ventures


Facebook vince in aula contro Power.com, l'aggregatore che offre la possibilità di accedere simultaneamente ai vari social network. Avrebbe sottratto i dati degli utenti violando i sistemi di protezione della loro privacy. Facebook Inc., il gestore del più grande sito di social-networking al mondo, ha vinto una causa legale del 2008 contro Power Venture dove accusa Power.com di accesso e memorizzazione degli dati degli utenti senza autorizzazione. La sentenza di venerdì del giudice distrettuale James Ware apre la strada per le audizioni sui danni per Facebook. 

"I fatti contestati stabiliscono che gli imputati hanno aggirato gli ostacoli tecnici" per accedere al sito di Facebook, Ware ha scritto in un parere di 19 pagine rilasciato senza processo. Facebook ha citato Power Venture nel dicembre 2008 in tribunale federale di San Jose, California, dicendo che Power.com ha offerto agli utenti la possibilità di recuperare i loro messaggi di Facebook e altre informazioni dai computer server di Facebook senza permesso. Facebook, con sede a Menlo Park, California, ha accusato Power.com di aver violato i suoi diritti d'autore e marchi di fabbrica e frode informatica e violazione delle leggi sulla concorrenza. 

Un ordine del tribunale vieta l'ulteriore accesso e non specifica i danni. Power Ventures ha sede nelle Isole Cayman, secondo i documenti del tribunale. Power.com è in vendita su Internet. Facebook ha presentato dei documenti presso la Securities and Exchange Commission Usa per un'offerta pubblica iniziale del 1° febbraio. "Siamo lieti che il giudice ha stabilito a nostro favore," ha detto in una e-mail informativa Craig Clark, avvocato del contenzioso per Facebook. "Continueremo a far valere i nostri diritti nei confronti dei cattivi attori che tentano di eludere la privacy di Facebook e le protezioni di sicurezza e spam utenti". 

"Facebook ha stabilito un precedente pericoloso per il futuro dei diritti degli utenti a possedere e controllare i propri dati," ha affermato Steven Vachani, CEO di Power Ventures, in una e-mail informativa. "Abbiamo intenzione di continuare in maniera aggressiva questa lotta." Il caso è Facebook Inc. V. Potenza Ventures Inc., 08CV5780, US District Court, Northern District of California (San Jose).

Fonte: Bloomberg
Foto: Wikipedia

IBM acquisirà i2 per accelerare i Big Data Analytics e per la sicurezza


IBM ha annunciato un accordo definitivo per l’acquisizione di i2, con l’obiettivo di accelerare le sue iniziative nell’ambito della business analytics e aiutare i clienti del settore pubblico e privato ad affrontare reati, frodi e minacce alla sicurezza. Non sono stati resi noti i termini finanziari. Con più di 4.500 clienti in 150 paesi, i2 è un fornitore leader di intelligence analytics per la prevenzione di reati e frodi, con sede a Cambridge, Regno Unito e quartier generale statunitense a McLean, Virginia.

Lo Spear phishing, ovvero una forma di phishing altamente mirata


Le frodi tramite phishing consistono in messaggi di posta elettronica o siti Web falsificati allo scopo di rubare l'identità di un utente. Gli autori delle frodi inviano tali messaggi nel tentativo di persuadere il maggior numero di persone a divulgare informazioni riservate. Lo spear phishing impiega una strategia di phishing molto più mirata. Gli autori di questo tipo di frode inviano messaggi di posta elettronica che sembrano attendibili a tutti gli impiegati o i membri di una determinata società, ente statale, organizzazione o gruppo. Lo spear phishing sfrutta tutti i dati che si possono trovare su di voi on-line e si tratta d'una versione aggiornata del vecchio trucco del phishing.

Phishing, 11 arresti per frode online e clonazione carte di credito


I militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma e il personale della Polizia postale e delle comunicazioni della capitale hanno eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone accusate di carpire informazioni riservate quali credenziali di accesso, password e numeri di carta di credito mediante tecniche di phishing e keylogger. Gli indagati inviavano ad utenti sconosciuti falsi messaggi di posta elettronica spacciandoli come provenienti da istituti di credito oppure intercettavano quanto veniva digitato sulla tastiera del Pc. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e riscontri su transazioni commerciali avvenute via internet: una volta acquisiti i dati di interesse, gli stessi venivano infatti utilizzati dai membri della banda per regolarizzare le bollette di utenze domestiche, per l'acquisto on line di biglietti aerei e ferroviari, per il pagamento di prestiti contratti con finanziarie, per corrispondere imposte all'erario, ecc. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, all'utilizzo fraudolento di mezzi di pagamento, al possesso ed uso di documenti falsi. L'associazione a delinquere aveva basi nel Lazio, in Abruzzo e in Puglia. Sono 13 le perquisizioni eseguite nei confronti di soggetti italiani ed extracomunitari e oltre un centinaio invece gli utilizzatori finali che saranno denunciati per ricettazione e concorso nella frode informatica. Da accertamenti tecnici effettuati dalla Polizia Postale, sono stati trovati circa 15 mila codici riferiti a carte di credito trafugati tramite sofisticate tecniche informatiche.

Frode per milioni di euro, gang di VoIP hacker smantellata in Romania


Le autorità rumene hanno smantellato una rete di frode composta da 50 individui che hanno violato i server appartenenti a società con sedi in tutto il mondo, utilizzando il VoIP per rendere fraudolente le chiamate a numeri a tariffa maggiorata. Secondo i pubblici ministeri della Direzione delle indagini sulla criminalità organizzata e al terrorismo rumena (DIICOT), l'operazione criminale è stata avviata nell'ottobre 2009 da due uomini di nome Catalin Zlate e Cristian Ciuvat. Zlate sarebbe stato la mente dietro l'intero schema. Gli investigatori sostengono che ha usato il software di scansione IP per individuare Voice-over-IP (VoIP) server su Internet e ha tentato di rompere i loro username e password attraverso vari metodi. Un altro programma chiamato "Zoiper" è stato utilizzato per instradare le chiamate ai numeri a tariffa premium attraverso gli account VoIP hackerati in cambio di una commissione. Per ogni minuto di telefonata al tasso di un euro 1 / min., Zlate ha guadagnato 0,10 €. Tra ottobre 2009 e febbraio 2010 egli avrebbe effettuato 315,000 minuti di chiamate per un totale di 23.500 chiamate fraudolente.

 

Al fine di guadagnare maggiori commissioni, Zlate aveva creato una società denominata Shadow Comunication Ltd., attraverso la quale aveva firmato contratti direttamente con gli operatori del numero a tariffa maggiorata. L'evidenza mostra che tra il febbraio e il dicembre di quest'anno, Shadow Communication Ltd. ha  effettuato 1.541.187 chiamate, per un totale di 11.094,167 mila minuti. Nel frattempo, Zlate aiutato altri membri nella sua organizzazione, ha portato il numero totale dei complici a oltre 50. Aziende di Regno Unito, USA, Romania e Sud Africa, che operavano sui VoIp server hackerati, hanno subito oltre 11 milioni di euro di perdite, sulle quali la banda ha maturato almeno 1 milione. Gli agenti di polizia, su ordine dei magistrati DIICOT, hanno eseguito mandati di perquisizione in sette sedi di contee rumene. Numerosi sono stati i computer sequestrati per l'analisi e 42 persone sono state fermate per un interrogatorio. Le accuse preliminari includono la creazione di un gruppo criminale organizzato, riciclaggio di denaro, utilizzando un software progettato per ottenere l'accesso non autorizzato a un sistema informatico e l'invio di istruzioni non autorizzate a computer con lo scopo di lucro.