I ricercatori di sicurezza di BitDefender hanno scoperto una nuova truffa di scamming che installa un'estensione dannosa nel browser web Chrome per trasformare "Like" di Facebook in denaro per i criminali informatici. L'exploit inizia con un collegamento dannoso incorporato in e-mail di spam, dice Bogdan Botezatu, un analista delle minacce di Bitdefender. Il link rimanda al Chrome Web Store, dove si scarica una estensione "business" di Flash player - supponendo che si è tanto sciocco da fare clic sui link di spam.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Facebook Spam. Mostra tutti i post
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Scam, estensioni rogue di Chrome aumentano Like a pagine Facebook
I ricercatori di sicurezza di BitDefender hanno scoperto una nuova truffa di scamming che installa un'estensione dannosa nel browser web Chrome per trasformare "Like" di Facebook in denaro per i criminali informatici. L'exploit inizia con un collegamento dannoso incorporato in e-mail di spam, dice Bogdan Botezatu, un analista delle minacce di Bitdefender. Il link rimanda al Chrome Web Store, dove si scarica una estensione "business" di Flash player - supponendo che si è tanto sciocco da fare clic sui link di spam.
Facebook: account verificati e pseudonimi per i personaggi famosi
Nel tentativo di sradicare impostori, Facebook ha riferito che presto permetterà alle celebrità e altre figure pubbliche di verificare i loro account più o meno allo stesso modo in cui fà Twitter. Il social network inizierà la notifica a personaggi pubblici con molti abbonati che potranno verificare i loro account presentando l'immagine di un valido documento d'identità del governo, consentendogli di visualizzare uno pseudonimo preferito al posto del loro nome di battesimo, secondo un rapporto di TechCrunch.
Facebook poi approverà manualmente i "nomi alternativi" per confermare che sono i nomi d'arte reali o pseudonimi. Gli utenti di Facebook dovranno essere scelti per partecipare al programma, non c'è modo di essere volontari per la verifica. Tuttavia, a differenza di Twitter, gli account verificati non riceverano uno speciale badge che indica lo stato verificato.
La verifica consentirà a celebrità come Stefani Germanotta di essere più facilmente accessibili per i fan quando il suo nome è ufficialmente indicato come Lady Gaga, invece di iscriversi ad un'altra persona con lo stesso nome di nascita. Il programma prevede anche di ottenere un posizionamento più prominente nella funzione "persone di iscriversi a". Il social-networking gigante ha lanciato la sua caratteristica Iscriviti lo scorso ottobre, consentendo agli utenti di seguire gli aggiornamenti pubblici di altre persone che non sono necessariamente amici.
Il collegamento verrà visualizzato solo sui commenti pubblici fatti da utenti di Facebook che hanno permesso ad altri utenti a sottoscrivere i loro aggiornamenti. Tuttavia, come su Twitter, l'afflusso di impostori è diventato un inconveniente sia per Facebook ed i fan. Mentre il programma è destinato a ridurre questo problema, i fan potrebbero essere confusi dalla mancanza di qualsiasi indicazione di legittimità dell'account.
Via: CNet
Il Gruppo Adnkronos nel mirino degli hacker filogovernativi siriani
Il sito web e le pagine Facebook del gruppo Adnkronos sono finiti nel mirino dell'Esercito Elettronico Siriano (Syrian Electronic Army - Sea), una rete di hacker filogovernativi. Per diffondere la loro versione su quanto accade in Siria, dopo aver preso di mira le pagine pubbliche del presidente degli Stati Uniti Obama, di quello francese Sarkozy, hanno cercato di fare altrettanto con la fan page di Adnkronos, da sempre molto attenta a quanto accade in Medio Oriente con Aki-Adnkronos International, così da arrivare ai lettori delle news del gruppo.
L'obiettivo della Sea è diffondere tra i social network messaggi a favore del regime di Bashar al-Assad e colpire siti internazionali di informazione con attacchi DDos, ovvero utilizzando lo stesso 'arsenale elettronico' usato da Anonymous. Lo scorso venerdì la pagina Facebook di Adnkronos è stata oggetto della pubblicazione di una massa ingente di spam, con circa 1.600 commenti.
Tutti i post erano decontestualizzati dagli articoli dell'agenzia e avevano a che fare con la situazione politica siriana. Uno degli utenti più attivi si è autodefinito militante dei "Syrian Elctronic Soldiers". Secondo alcuni esperti, il Sea è un "esercito virtuale" dotato di una "accademia virtuale" di reclutamento, che cerca di mandare in tilt gli strumenti di divulgazione della protesta della primavera araba, primi tra tutti i social network.
Gli attacchi dell'esercito elettronico siriano hanno colpito molti siti, come quello della star del talkshow Usa, Oprah Winfrey, l'attore hollywoodiano Brad Pitt, la rivista Newsweek e sono stati perfino capaci di mettere KO il sito web della prestigiosa Università di Harvard, sostituendo brevemente la homepage con l'immagine del presidente Bashar Assad.
Fonte: Adnkronos
Facebook: 600 mila account violati al giorno, nuove feature security
Ogni giorno su Facebook si registrano 600mila tentativi di violazione dei profili personali da parte dei crybercriminali. E' il social network stesso a rivelarlo, che ha reso noto ufficialmente le proporzioni di un costante attacco agli utenti della piattaforma ad opera dei pirati informatici. In un post pubblicato sulla pagina 'Facebook Security', nel quale il sito annuncia l'introduzione di nuove misure di sicurezza, si legge che lo 0,06 per cento degli accessi giornalieri risultano "compromessi". La cifra viene presentata dal sito come una prova dell'efficienza del sistema di sicurezza sebbene, su un totale di 1 miliardo di accessi che il social network registra ogni 24 ore, si tratta sempre di circa 600mila attacchi al giorno da parte di pirati informatici che cercano di accedere a messaggi privati, foto e ad altre informazioni sensibili degli utenti.
Facebook Security Infographic
Il dato ha mandato in allarme gli esperti di sicurezza informatica, che esprimono "grande preoccupazione" e raccomandano agli utenti maggior cura nella scelta delle password e nella selezione degli amici virtuali. Un reato reso ancor piu' semplice dalla 'pigrizia' di molti utenti che, nel 30 per cento dei casi, utilizzano la stessa password per tutti i loro account digitali. Per correre ai ripari, Facebook ha annunciato due nuove misure di sicurezza, tra cui la possibilita' di nominare alcuni 'Trusted friends' a cui, nel caso di violazione del proprio profilo, verranno inviati i nuovi dati d'accesso e 'App passwords', che permette di utilizzare le password per accedere alle app applicazioni di terze parti. Basta andare su Impostazioni account, quindi sulla scheda Protezione e, infine, la sezione App password.
Arrestato il re dello spam Sanford Wallace, rischia 10 anni di carcere
Sanford "Spamford" Wallace, americano 43enne di Las Vegas, è stato bloccato dalle autorità giudiziarie e rilasciato dietro una cauzione di centomila dollari in attesa di una successiva decisione del giudice di San José. Wallace avrebbe compromesso circa 500 mila account di Facebook tra novembre 2008 e marzo 2009, inviando ben 27 milioni di messaggi spazzatura, attraverso i server della compagnia.
Secondo l'accusa, l'uomo sarebbe riuscito a sviluppare un programma capace di eludere i filtri della piattaforma sociale. L’uomo di Las Vegas dovrà ora rispondere di 11 reati, tra cui frode, danno intenzionale a computer protetti e disprezzo criminale per la violazione di precedenti ordini di rimanere fuori da Facebook e MySpace. Nel 2008, Wallace era stato condannato proprio in una procedura mossa da MySpace.
In quell’occasione si trattava di una pena di 230 milioni di dollari. Nel 2009 un tribunale federale gli aveva proibito di accedere a Facebook, condannandolo a pagare una multa di 711 milioni di dollari. E ora il "Re" dello spamming è obbligato ad arrendersi all'Fbi per aver violato l'ordinanza che gli impediva qualsiasi accesso alla piattaforma blu e a rispondere di ben undici capi d'imputazione. Le violazioni di circa 500.000 utenti di Facebook risalgono al periodo di tempo che va dal novembre 2008 al marzo 2009.
"Continueremo a perseguire le conseguenze civili e penali per gli spammer e altri che tentano di danneggiare Facebook o le persone che utilizzano il nostro servizio", ha detto Chris Sonderby, un avvocato del social network. A Wallace è stato nuovamente ordinato di non accedere a MySpace o Facebook. Se venisse condannato, rischierebbe fino a dieci anni di carcere. L'appuntamento con la giustizia californiana è fissato per il 22 agosto. E intanto il sedicente Spam King si dice estraneo agli eventi.
Foto dal Web
Microsoft patcha vulnerabilità che porta al furto informazioni in Hotmail
Microsoft ha patchato una vulnerabilità in Hotmail che è stata sfruttata da malintenzionati per estrarre le informazioni sensibili, come le email e contatti, dagli account degli utenti. Secondo la pagina dei riconoscimenti di Microsoft, la vulnerabilità è stata scoperta da Yvon Liu, un ricercatore di minacce alla sicurezza del vendor Trend Micro. La falla è stata sfruttata in attacchi mirati tramite email predisposte maliziosamente.
"A differenza di altri attacchi basati su e-mail che richiedono agli utenti di aprire il messaggio e fare clic su un link incorporato o di scaricare ed eseguire un allegato, l'attacco di questa esecuzione si limita ad imporre agli utenti di visualizzare l'anteprima del messaggio nel proprio browser ", spiega Trend Micro. Le email sono state create per apparire come provenienti da team di sicurezza di Facebook e gli utenti informati che i loro account sono stati bloccati perché erano accessibili da postazioni non riconosciute.
Le e-mail hanno approfittato della falla nel meccanismo di filtraggio CSS di Hotmail per eseguire uno script canaglia da un server remoto. "La natura di detto URL suggerisce che l'attacco è fortemente mirato. L'URL contiene due variabili {nome account}, che è l'utente di destinazione dell'ID Hotmail, e {numero}, che è un numero predefinito impostato dall'utente malintenzionato ", i ricercatori di Trend Micro fanno notare. Lo script scaricato ed eseguito all'interno del browser dell'utente, invia una richiesta al server di Hotmail in loro nome che trasmette tutte le email dei contatti di un particolare indirizzo.
A seconda della dimensione della casella postale dell'utente, questo processo può richiedere molto tempo e continuerà ad avanzare fino a quando l'utente rimane loggato. La disconnessione fermerà l'esecuzione dello script. Trend Micro consiglia alle aziende impedire ai dipendenti di accedere ai loro indirizzi di posta elettronica personali sul posto di lavoro, in particolare via webmail, al fine di evitare attacchi come questo che potrebbero comportare il furto di dati aziendali sensibili.
Via: Microsoft Technet
Spam: aggiungere il pulsante non mi piace al profilo di Facebook
Una nuova truffa gira su Facebook e promette l'installazione del tasto "Non mi piace" sul profilo degli utenti. Si tratta d'una vecchia truffa che viene riproposta in chiave moderna ed aggiornata. Vi sono molti gruppi e pagine su Facebook che promettono di spiegare come aggiungere il tasto "Dislike", ma nella maggior parte dei casi si tratta solo di operazioni virali per accrescere il proprio numero di iscritti. La truffa in questione è uno scam e si presenta attraverso messaggi di spam in lingua italiana (scam localizzato) sulle bacheche degli amici:
"Lo sai che adesso puoi avere il tasto non mi piace? Clicca su Installa Non mi piace qua sotto [LINK]" e apparentemente inviati tramite iPhone. Una volta che clicchiamo sul link "Installa Non Mi Piace" verremo rimandati ad un pagina su Facebook che invita ad effettuare delle operazioni per potere installare il presunto pulsante (javasticking). Il fatto che l’opzione “Installa Non Mi Piace” non appaia nella parte principale del messaggio, ma più in basso, trae in inganno parecchi iscritti.
Facebook, dal canto suo, ha attivato finalmente il nuovo sistema antiscam avvertendo gli utenti che sono caduti vittime di queste truffe, attraverso dei link che riportano alla pagina di sicurezza del Facebook Help Center dedicata alla prevenzione: "Keep your account safe: Never paste suspicious-looking links or test into your internet address bar. They could be spam!" Il consiglio è quello di non copiare link sulla barra degli indirizzi del browser mentre si è loggati su Facebook, ma soprattutto di prestare attenzione ai link che ricevete sulla vostra bacheca da amici o in chat. Rimuovete il post cliccando sulla X posta sulla destra al passaggio del mouse in modo da non far cadere nella trappola i vostri amici ed avvertite l'utente che vi ha inviato lo spam.
Facebook scam, come sarà l'aspetto simile del vostro futuro bambino
Una nuova truffa che circola su Facebook promette agli utenti di mostrare come sarà l'aspetto simile del loro futuro bambino allo scopo di ingannarli per partecipare ai sondaggi canaglia. Le vittime di questa truffa inviano un messaggio sulle loro pareti che recita: "awwwwwwww my baby is so damn cute!!! check out yours :) See how your baby will look like? This cutting-edge technology will show you exactly how your baby will look like?" ("il mio bambino è così dannatamente carino! controllate il vostro a: volete vedere come il vostro bambino avrà un aspetto simile? Questa tecnologia vi mostrerà esattamente come il vostro bambino sarà simile a voi"). Seguendo il link pubblicitario gli utenti saranno portati ad una pagina canaglia suggerendo l'aspetto dei loro futuri bambini che può essere determinato da una foto di se stessi e dei loro partner. La pagina ha una grande pulsante "Show Me" ed in fondo anche un link "Segnala abuso", nel tentativo di aggiungere legittimità alla truffa. Cliccando sul tasto "Show Me" si presenta un pulsante agli utenti con una serie di istruzioni il cui scopo è di ingannarli per incollare il codice Javascript canaglia nella barra degli indirizzi del browser.
Le istruzioni sono quelle di premere CTRL + C (copia il codice evidenziato), ALT + D (rende attiva la barra del browser), CTRL + V (incolla il codice) e ENTER (esegue). I codice invierà il post con il già citato messaggio di spam sulle loro bacheche e quelle degli amici. Gli utenti vengono poi reindirizzati a una pagina chiedendo loro di completare una delle diverse indagini. Facendo guadagnare così commissione di denaro ai truffatori attraverso i sistemi di affiliazione di marketing. Alcune di queste indagini possono essere ingannevoli e gli utenti possono finire per sottoscrivere servizi a sovrapprezzo addebitati sul proprio telefono cellulare. Le persone colpite da questa truffa devono rimuovere i messaggi di spam dalla loro bacheca per evitare che i loro amici ne cadano anche vittime. Se è stato fornito il proprio numero di telefono durante un'indagine si dovrebbe anche contattare il loro supporto e informarli che non desiderate le prestazioni complementari. Questa truffa segue quelle analoghe che si stanno ancora diffondendo e che promettono agli utenti di mostrare come sarà il loro volto da vecchi. In entrambi i casi, la tecnologia non esiste.
Clickjacking: aumenta nel weekend e colpisce migliaia utenti Facebook
Nello scorso weekend, Sophos, nota società del settore della sicurezza informatica, ha rilevato un incremento delle truffe su Facebook, individuando una nuova ondata di attacchi clickjacking, tra cui uno in italiano. Sulla bacheca di migliaia d'utenti è infatti apparso un link dal titolo "Scontri a Piazza del Popolo video amatoriale che riprende un ragazzo mentre tira dei San Pietrini" che apparentemente rimanda ad un filmato sugli scontri avvenuti tra manifestanti e forze dell'ordine in occasione della manifestazione studentesca tenutasi lo scorso dicembre a Roma. Il link indirizza su una pagina tipo YouTube dove sembra possibile la visione del filmato.
Tuttavia, è proprio al momento di lanciare la riproduzione che avviene il clickjacking: ad insaputa dell'utente, infatti, il click sul tasto play (www.tutto-scomme***.biz/popolo/) viene "dirottato" sul tasto "Mi piace" (likejacking) facendo involontariamente esprimere il proprio apprezzamento per il presunto video, elemento fondamentale per aumentare la credibilità e quindi la diffusione dello scam. Successivamente all'utente appare la richiesta di condividere il link sulla propria bacheca: cliccando "no" si viene nuovamente reindirizzati ad una finta ricerca online che attiva un servizio SMS a pagamento sul proprio cellulare.
I siti di social networking sono immensamente popolari in rete, e per questo sono anche diventati obiettivo sensibile per quei pirati informatici che vogliono cercare di arricchirsi nella maniera più semplice. Facebook può fare ben poco per evitare che le truffe attacchino il proprio servizio. Gli utenti devono essere intelligenti e imparare a fiutare un imbroglio ed evitarlo. Con oltre 500 milioni di utenti, però, Facebook continuerà ad essere un obiettivo importante per i fornitori di truffa in cerca di vittime. Se lo ritenete opportuno, condivedete il nostro post per informare quanti più utenti possibili della truffa su Facebook.
False applicazioni su Facebook inviano messaggi in posta e chat
Un nuovo attacco spam agli utenti di Facebook sfrutta la chat della piattaforma e la posta di Facebook. Lo stile è nel più classico degli attacchi spam su Facebook. Infatti potreste ricevere da un vostro amico che ha installato l'applicazione, un messaggio in posta che vi invita a cliccare su uno short URL (link accorciato), che camuffa l'indirizzo Web dell'applicazione spam. Il messaggio che potreste ricevere è un semplice: "Mira esto! [LINK] ("Guarda! [LINK]"). Se clicchiamo sul link ricevuto in posta verremo rimandati alla pagina di autorizzazione dell'applicazione, che chiederà il consenso per accedere alle nostre informazioni. Se diamo il consenso saremo rimandati su un sito o blog dove, ci verrà proposto del software malevolo o di giocare online attraverso Javascript.
Nel frattempo dalla vostra chat partiranno i messaggi automaticamente verso tutti i vostri amici, anche se off-line, contenenti gli URL fraudolenti. Successivamente, verranno spediti in maniera del tutto inconsapevole e casuale agli amici, dei messaggi di posta contenenti il medesimo short URL. Si tratta di messaggi inviati all'insaputa dell'utente che ha installato l'applicazione sul proprio profilo e che ha visitato successivamente il sito malevolo. Prestate dunque attenzione e nel caso un vostro amico ne sia rimasto vittima, avvertitelo invitandolo a rimuovere immediatamente l'applicazione dal proprio profilo e a fare una scansione antivirus. Una di queste applicazioni potete bloccarla cliccando direttamente su questo link.
Attacco spam da false app su Facebook attraverso messaggi chat
In queste ore è in atto un nuovo massiccio attacco spam agli utenti di Facebook, attraverso la diffusione di link accorciati con falsi messaggi in chat. L'attacco avviene per mezzo di false applicazioni (ve ne sono attive decine e decine) che accedono alla chat di Facebook ed inviano in maniera del tutto autonoma i link fraudolenti agli amici del contatto che ha fornito l'accesso all'applicazione. Facebook dal canto suo sta cercando di individuare e disattivare le applicazioni nel minor tempo possibile, ma appena una viene neutralizzata dal sistema automatico di Facebook, son pronte altre ad invadere la privacy degli utenti del social network.
E la diffusione virale ottenuta in poche ore da queste applicazioni su Facebook è a quanto pare notevole. La truffa viene diffusa attraverso dei link spam sulla bacheca e in chat degli utenti del social network e scarica virus. Il titolo del post è: "girl Ki11s herself after her father posts this message on his profile [LINK]". Il link è camuffato attraverso un servizio di Url accorciati e se clicchiamo veniamo rimandati alla pagina della falsa applicazione. Se diamo il consenso all'applicazione, daremo l'accesso ai nostri dati quali nome, immagine del profilo, sesso, reti, iD utente, lista amici e chat.
Nel frattempo "andrà in onda la sceneggiatura", infatti nell'attesa che facciate clic su una delle opzioni disponibili, l'applicazione provvederà ad inviare il messaggio di spam con relativo short url contemporaneamente a tutti gli amici in chat, che saranno spinti a cliccare, pensando che siate voi ad aver inviato il messaggio istantaneo. Per bloccare l'applicazione cliccate su questo link. Nei casi presi in esame si chiede la sottoscrizione d'un abbonamento a suonerie per cellulari o la partecipazione a sondaggi o presunti concorsi per vincere iPad o iPhone (scam). Il consiglio è quello di non cliccare su link sospetti in chat nel momento in cui il vostro interlocutore non risponde in maniera logica.
ESET su Facebook worm: attenzione a Yimfoca e Fbphotofake
Recentemente, gli utenti di Facebook sono stati esposti ad un gran numero di worm, tra cui Win32/Yimfoca.AA e Win32/Fbphotofake. Win32/Yimfoca.AA è addirittura classificato tra i Top Ten da ThreatSense.Net in molti paesi europei, tra cui Austria, Italia, Repubblica Ceca e Slovacchia, nelle ultime settimane. Secondo Marek Polesensky, Malware Researcher presso ESET, il worm utilizza Yimfoca chat di Facebook per attaccare, mentre Fbphotofake è un worm di social engineering che distribuisce se stesso e altri malware tramite messaggi di spam Facebook.
Polesensky aggiunge: "Yimfoca serve come backdoor che può essere controllata da remoto e può diffondersi anche attraverso altri software di messaggistica istantanea come Skype, MSN o Yahoo Messenger." Inoltre, Yimfoca può anche scaricare ed eseguire altri software dannosi pubblicati online - tra cui falsi software anti-virus, modificare le impostazioni di protezione o disattivare il firewall di Windows. Gli utenti sono invitati ad essere attenti e di non aprire allegati sospetti o sconosciuti, o cliccare su link dubbi.
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Instant Messaging worm Win32/Yimfoca.AA |
In relazione ai recenti attacchi di malware, David Harley, ESET Senior Research Fellow, ha sottolineato che la messaggistica Facebook è sempre più sfruttata per truffe mail nigeriane. "Si tratta di standard Advance Fee Fraud, con un extra in termini di ricatto emotivo", dice Harley. Egli consiglia agli utenti di "essere sempre sicuri dell'identità del mittente e sul contenuto del messaggio IM o Facebook". Randy Abrams, direttore di Educazione Tecnica presso ESET Nord America osserva che "una parte del problema è che la diffusa cultura è anti sicurezza Facebook e questo è un ostacolo molto duro per i professionisti della sicurezza ". Ultime minacce Facebook:
*Il worm Win32/Yimfoca.AA si è diffuso negli ultimi mesi, raggiungendo il Top Ten in diversi paesi europei in base a ThreatSense.Net.
* Fbphotofake distribuisce Facebook spam. In caso di entrambi i worm stare attenti e non aprire allegati sospetti o sconosciuti, o cliccare su link dubbi.
* Messaggi truffe nigeriane sono stati diffusi tramite messaggi di Facebook.
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Facebook worm Win32/Fbphotofake |
A proposito di ThreatSense.Net ®
ThreatSense.Net ® è un sistema antimalware ESET in-the-cloud di raccolta utilizzando i dati degli utenti di soluzioni ESET in tutto il mondo. Questo continuo flusso di informazioni fornisce a ESET Virus Lab una fotografia in tempo reale accurata della natura e la portata delle infiltrazioni globali. Un'attenta analisi delle minacce, attacchi e modelli di ESET serve per mettere a punto tutti gli aggiornamenti euristici e firme per proteggere gli utenti contro le future minacce.
Informazioni su ESET
Fondata nel 1992, ESET è un fornitore globale di soluzioni di sicurezza per la casa e il settore lavorativo. L'azienda è leader nel settore di rilevamento proattivo di malware, ESET NOD32 Antivirus detiene il record mondiale per il numero di Virus Bulletin "VB100 Award", di non aver mai mancato a un singolorilevamento "In-the-wild" di worm o virus dall'inizio della sperimentazione nel 1998. ESET ha sede a Bratislava, in Slovacchia, centri regionali a San Diego, Stati Uniti d'America, Buenos Aires, Argentina; Praga, Repubblica Ceca, Singapore e centri di ricerca malware di Bratislava, San Diego, Praga, Cracovia, Polonia; Montreal, Canada e Mosca, Russia . ESET è estesa rete partner in oltre 180 paesi. L'azienda è continuamente chiamata da Technology Fast 500 di Deloitte come una delle aziende tecnologiche a più rapida crescita nelle regioni di Europa, Medio Oriente e Africa.
Applicazioni scam verifica account si stanno diffondendo su Facebook
Truffatori su Facebook stanno eseguendo una campagna che cerca di indurre gli utenti a installare applicazioni canaglia, partecipando ai sondaggi, sostenendo che i loro account devono essere verificati. I messaggi rogue inviati dai profili compromessi sono: "E' necessario verificare il tuo account se vuoi mantenerlo! Verificalo su http://apps.facebook.com/ [rimosso]". Un'altra variante visualizza un'immagine di anteprima con "Facebook Verified" e un segno di spunta verde visualizzato su di esso. Il messaggio associato recita: "Il personale di Facebook richiede di verificare il vostro account se volete mantenerlo attivo! Molto presto, l'account non verificato sarà bloccato e non sarete in grado di accedervi. Verifica ora!". Questa esca di verifica account è stata tradizionalmente usata in attacchi di phishing, il che significa che il loro successo è già stato dimostrato. I link pubblicizzati degli utenti accedono ad un app canaglia per Facebook chiamata "Verifica account", che chiede l'accesso ai post sulle loro bacheche. Questo è il metodo di default per i truffatori per diffondere le loro campagne. Una volta installata, l'applicazione canaglia inizierà a spedire i messaggi di spam dagli account senza la conoscenza dei rispettivi proprietari. Alle persone che cadono nel tranello e installano l'applicazione sui loro profili, viene poi chiesto di completare una delle varie indagini, al fine di verificare la loro identità. Naturalmente, così facendo faranno solo guadagnare soldi ai truffatori e non si tradurrà nella verifica del loro account. Le persone colpite da questa truffa devono andare su Impostazioni Privacy / Applicazioni e siti Web e rimuovere l'applicazione canaglia. Essi devono anche pulire i messaggi di spam dalla loro bacheca.
Nessun procedimento può ripristinare il pulsante like e i commenti
Da ieri mattina sono scomparsi su Facebook le opzioni "Like" ("Mi piace") e "commenta" su molti contenuti postati sul social network e le proteste già impazzano per la rete. Il cambiamento vale soltanto per i contenuti già pubblicati in precedenza su Facebook e che si andranno a riproporre, mentre per quelli pubblicati per la prima volta (nota, foto, video, link esterno) nulla è cambiato, sono infatti disponibili i link per esprimere il proprio gradimento, condividere e commentare.
E in queste ore, è esplosa anche la corsa a trovare una soluzione per ripristinare il tutto. Sono infatti numerosi i metodi proposti da siti web, blog e pagine su Facebook che, attraverso fantomatiche procedure, promettono la riattivazione delle funzionalità. Sono tutte bufale e truffe, che hanno l'unico scopo di aumentare il numero degli iscritti ad una pagina o le visite su un sito web o blog.
Inoltre, alcune procedure modificano anche le impostazioni sulla privacy dei profili. Tra le ragioni per cui Facebook ha effettuato le modifiche vi è la crescita delle Pagine, perchè una condivisione comporta una diffusione maggiore di una notizia rispetto a un "Like". Molte Pagine avevano poi l'abitudine di scrivere poche note e riproporle nuovamente, ottenendo un notevole gradimento con poco sforzo, mentre adesso il gradimento di un contenuto risulterà più veritiero.
Se da un lato Facebook ha eliminato la possibilità, per gli iscritti, di suggerire una pagina agli amici, dall'altro permette, se i contenuti sono in possesso delle qualità necessarie, di far crescere più velocemente una pagina, privilegiando in questo modo chi lavora duro sugli articoli.
Facebook: in arrivo 360 milioni di dollari di risarcimento per spam
Facebook ha rivendicato una grande vittoria nella guerra contro lo spam: una corte federale di San Jose, in California, ha deciso questa settimana a favore del social network, il blocco permanente del sito dello spammer Philip Porembski e gli ha ordinato di pagare 360,5 milioni dollari in danni punitivi per l'azienda. La società Porembski's, PP Web Services LLC, aveva dirottato più di 160.000 account di Facebook e inviati oltre 7,2 milioni di messaggi spam agli utenti del social network. Queste missive inclusi i link che rimandavano a siti di phishing, avevano chiesto ai destinatari le informazioni di login Facebook. I dati sono stati poi utilizzati per inviare spam a tutti gli amici dell'utente. Alcuni dei comunicati reindirizzavano gli utenti a siti sui quali Porembski ha guadagnato da commissioni di affiliazione. Facebook ha ricevuto oltre 8.000 denunce di spam Porembski, e almeno 4.500 persone hanno chiuso i loro account sul social network a causa di questo spamming. Tutti questi messaggi hanno creato una traccia digitale che ha portato le forze dell'ordine ad individuare il computer Porembski a Sacramento, che conteneva informazioni di accesso per gli utenti di Facebook, più gli script automatici di spamming. Lui probabilmente non potrà permettersi il pagamento della multa di 360 milioni dollari, ma tale sentenza permette a Facebook di mettere un vincolo su tutti i suoi passati, presenti e futuri redditi.
Phishing: falso messaggio annuncia disattivazione dell'account Facebook
Protezione Account mette in guardia su un nuovo tentativo di phishing su Facebook proveniente dalla posta elettronica. Chi riceve questo messaggio viene inviato a cliccare su un link per poi inserire il proprio nome, indirizzo e-mail, password e data di nascita al fine di evitare l’apparente disattivazione del proprio account. La ragione che viene data è che altri utenti hanno segnalato questo account come responsabile di comportamenti impropri. Se ricevete un messaggio del tipo:
Il tuo account è stato segnalato e rilevato da un team di servizio di Facebook, in quanto violava i termini di servizio (TOS) per fare un post che contiene:
1. Caricamento fotografia o immagine che viola le condizioni d'uso facebook
2. violazione di diritti d'autore
3. Pornografi o contiene immagini di nudo
4. Umiliazione, odioso, minaccioso, o che incitano alla violenza
5. rendere le azioni che inficiano o insultare altri utenti e vi sono stati
segnalato da altri utenti.
Perché ci sono molte segnalazioni di altri utenti di Facebook
Il tuo account verrà disattivato in un prossimo futuro.
se entro un periodo di 24 ore dopo aver ricevuto informazioni da noi
non immediatamente confermare facebook il vostro account, allora il vostro account facebook verrà disattivato in modo permanente.
Si prega di confermare il tuo account facebook qui sotto:
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http://security-account-facebook-confirmation.****.***/
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vi ringrazio perché aiutare a migliorare i nostri servizi.
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Ad un primo sguardo questa truffa basata sul phishing non rappresenta nulla di nuovo. Tuttavia un utente meno accorto potrebbe cadere nella trappola a causa della dicitura finale posta nella mail. Il sito in questione tenta di carpire le vostre informazioni personali, nonchè i dati di login a Facebook. Con questo approccio i criminali online si guadagnano la fiducia degli utenti mascherandosi dietro una parvenza di ufficialità. Non cadete in queste trappole, prestando sempre la massima attenzione agli avvisi ricevuti via mail e controllate sempre che il mittente sia attendibile.
Falsa applicazione spam su Facebook da bloccare
Oggi, gli utenti di Internet trascorrono più tempo su Facebook di quanto non ne dedichino alle email. Gli spammer lo sanno e hanno adottato alcuni metodi per agire di conseguenza. La crescita dello spam su Facebook è causata infatti sia dai falsi profili sia dalle applicazioni spam, che presentano spesso la foto di una donna giovane e attraente. Ed in queste ore si sta diffondendo su Facebook una falsa applicazione che promette di mostrare il presunto suicidio di una ragazza dopo che questa avrebbe visto un post condiviso dal padre. L'applicazione che si diffonde attraverso le bacheche degli utenti invita a cliccare sulla foto della ragazza
Questa ragazza si è uccisa dopo il suo papà ha postato questo!
Clicca sull'immagine per vedere quello che suo papà ha postato!
Dopo aver cliccato si verrà rimandati sulla pagina vera e propria dell'applicazione che potrà:
- Accedere alle vostre informazioni di base che includono nome, immagine del profilo, sesso, reti, ID utente, lista degli amici e qualsiasi altra informazione per la quale la privacy è impostata su "Tutti".
- Pubblicare elementi sulla vostra bacheca quali messaggi di stato, note, foto e video
- Accedere ai vostri dati in qualsiasi momento anche quando non state utilizzando l'applicazione
Avrete 30 sec. di tempo per cliccare (dimostrando che non siete dei bot) e poter vedere così il presunto contenuto eclatante. In realtà se cliccate sarete rimandati a siti esterni dove non visualizzerete alcuna immagine imperdibile, bensì vi verranno proposti abbonamenti a suonerie ed emoticons da installare sul proprio browser. A questo punto, se desiderate provvedere al blocco immediato dell'applicazione, cliccate su questo link. A questo proposito rammentiamo che la gran parte di smiley che richiedono l'installazione sul browser Web, non sono altro che adware utilizzati per indagare sulle vostre abitudini, nonchè sulla cronologia di navigazione, per poi mandarvi pubblicità mirata (nel miglior dei casi).
Facebook: bloccato un servizio di short url per motivi si di sicurezza
Alcuni indirizzi web abbreviati di Bit.ly sono rimbalzati indietro attraverso messaggi di errore di Facebook. La società ha confermato di aver bloccato i collegamenti j.mp degli aggiornamenti di stato e messaggi di pagine (non profili) per motivi di sicurezza, sperando si tratti di una misura temporanea. Bit.ly consente di trasformare un indirizzo internet lungo e complicato in un indirizzo corto e facile da digitare. Dobbiamo far notare che J.mp è un servizio valido di Bit.ly. Una possibile spiegazione è che ci siano stati una quantità inconsueta di URL j.mp canaglia con link a siti Web dannosi o siti di spam, innescando un meccanismo automatico di blocco di Facebook.
Un portavoce di Facebook ha detto:
"Come parte del nostro sforzo per mantenere Facebook e le persone che utilizzano il nostro servizio sicuro, viene effettuato un attento monitoraggio per lo spam condiviso sul sito dai contenuti dannosi. Al momento abbiamo bloccato j.mp, oltre il 70% dei collegamenti j.mp delineano spam o altri problemi di sicurezza. Stiamo lavorando con bit.ly per risolvere il problema."
Bit.ly utilizza dati provenienti da un certo numero di fonti indipendenti (tra cui Sophos, Websense, VeriSign, PhishTank e la Navigazione sicura di Google), oltre ai classificatori speciali interni a Facebook che stabiliscono se i siti di destinazione di short URL propagano spam, virus o altro malware. È ancora possibile postare gli short URL bit.ly su Facebook. Ad Agosto Facebook aveva bloccato temporaneamente gli URL abbreviati con il dominio utilizzato da Ow.ly, probabilmente in risposta al worm Ymbot.a distribuito in uno short url che girava su Facebook. Tutti i link Ow.ly su Facebook, legittimi e malicious, avevano portato al blocco temporaneo del sito, visualizzando su Facebook una pagina di errore.
Cowjacking, la degenerazione del marketing pubblicitario su Facebook
Il "Cowjacking", termine coniato per la prima volta dal blog di sicurezza Protezioneaccount.blogspot.com, è una delle 'pratiche' più antipatiche e comuni allo stesso tempo su Facebook. Si tratta di pagine Web che utilizzano il protocollo Open Graph di Facebook, introdotto lo scorso Aprile 2010, per integrare le pagine Web nel grafo sociale. In pratica consiste nel creare pagine "esca", il cui aspetto riproduce nella maggior parte dei casi il sito di Facebook, con titoli sensazionali ispirate ad avvenimenti attuali ma con notizie inventate, pensate per attirare utenti e spingerli a cliccare sul pulsante "Mi Piace", per vedere poi il contenuto della notizia e solitamente non si trova nulla o comunque false montature. Il cowjacking a volte è abbinato al likejacking e prevede post da condividere sulla propria bacheca di Facebook in modo da diffondere (spammare) tra gli utenti l'hoax (bufala). Un esempio sono le pagine del falso video hard di Belen, quella delle foto del cadavere di Sarah Scazzi e mille altre ancora. Anche la povera Yara Gambirasio non è stata risparmiata dalla fastidiosa pratica di spam. Ecco parte del codice:
Sebbene non comporti alcun rischio d'infezione o malware nel pc degli utenti, è senza dubbio di cattivo gusto e a dir poco macabra. Si chiede di cliccare su 'mi piace' e di condividere poi il link sulla propria bacheca, ma alla fine non c'è nulla da vedere: anche in questo caso, come anche in molti altri, la pagina si limita a sfruttare la curiosità morbosa dell'utente. Un utente distratto può cascare in questa macabra trovata e aderire a pagine fake, che hanno il solo scopo di raccogliere utenti e aumentare le visite su un sito. Il click non porta installare virus o programmi malware (fino adesso, dato che si potrebbe nascondere anche un iFrame malevolo), ma resta un atteggiamento scorretto e di cattivo gusto. Ciò che sorprende è, piuttosto, il fatto che molti internauti, nonostante questa pratica si ripeta ciclicamente su qualsiasi argomento, continuino comunque ad "abboccare", solo per la curiosità di verificare se le presunte foto o video ci siano o meno. Dunque, ogni volta che vedete una pagina che sponsorizza contenuti sensazionali (di solito "Incredibili"), evitate di cliccarci.
Facebook, falsa pagina annuncia il ritrovamento di Yara
Su Facebook è attiva una pagina intitolata “Yara Gambirasio è stata ritrovata”. La pagina poi offre un link a un filmato che invita a vedere una presunta intervista con Yara al momento del ritrovamento dei carabinieri. Per vedere il filmato bisogna cliccare su un link. Il link però ovviamente non offre alcuna intervista con Yara ma indirizza piuttosto a un sito italiano dedicato al cinema. Una trovata - di pessimo gusto - pubblicitaria, dunque, proprio come già successo con Sarah Scazzi. “FINALMENTE! Yara Gambirasio e’ stata ritrovata!! Guarda l’intervista al momento della cattura dei Carabinieri!!” recita il link su cui gli utenti sono invitati a cliccare, per poi finire sulla pagina del suddetto sito. Il coordinatore dell’Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, ha invitato il Ministero dell’Interno e la Polizia delle Comunicazioni, ad intervenire urgentemente sulla questione: “Invito ad intervenire con urgenza per individuare i responsabili dell’iniziativa, tanto deprecabile quanto di cattivo gusto, ed oscurare sia la pagina web che il gruppo da Facebook”. Per fortuna, se da un lato troviamo i soliti sciacalli, dall’altro vi sono migliaia di volontari che parteciperanno alle ricerche per la giovane Yara, scomparsa il 26 novembre scorso, anche durante le feste. Nel frattempo ieri c’è stata una fiaccolata nel paese di Brembate di Sopra dedicata a Yara, cui hanno partecipato circa seicento persone. Il tragitto degli abitanti sono stati quei 700 metri percorsi per l’ultima volta da Yara, stando ad alcune testimonianze, per dirigersi al centro sportivo.
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