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Coronavirus, fake news e malware a tema restano alti: report Agcom


In tempi di pandemia, la disinformazione abbonda. In molti casi, le persone condividono in realtà notizie false per divertimento. Ma le fake news più preoccupanti concernenti il nuovo Coronavirus riguardano improbabili cure. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) spiega che al momento nessun medicinale ha ancora dimostrato di essere sicuro ed efficace nel trattamento del Covid-19. L’European Medicines Agency (EMA) sta valutando i dati su 20 farmaci e una dozzina di vaccini, due dei quali sono già entrati nella sperimentazione clinica di fase I, che è il primo studio necessario condotto in volontari sani, benché le tempistiche per lo sviluppo siano difficili da prevedere.

Check Point, malware infetta 14 mln device Android: arriva CopyCat


I ricercatori di Check Point® Software Technologies Ltd, il più grande fornitore mondiale specializzato nel campo della sicurezza informatica, hanno scoperto un malware mobile che ha infettato 14 milioni di dispositivi Android, effettuando il root di circa 8 milioni di essi e facendo guadagnare agli hacker responsabili della campagna di circa 1,5 milioni di dollari in ricavi derivanti da annunci pubblicitari falsi in due mesi. Il malware, chiamato CopyCat dai ricercatori di Check Point, utilizza una nuova tecnica per generare e rubare i ricavi dagli annunci pubblicitari. CopyCat ha infettato gli utenti principalmente nell'Asia sudorientale e si è diffuso in oltre 280.000 dispositivi Android negli Stati Uniti.

Check Point: meno attacchi hacker in Italia, a dispetto di WannaCry


Secondo il Global Threat Impact Index di maggio di Check Point® (Nasdaq: CHKP), l’Italia scende di 15 posizioni nella classifica dei paesi più attaccati al mondo piazzandosi al 50esimo posto. Se si considerano le minacce, Fireball, il malware cinese che prende il controllo dei browser, ha colpito duramente anche nel nostro Paese aggiudicandosi il primo posto nella classifica dei malware più diffusi. Al secondo posto si è piazzato Roughted, un tipo di malvertising presente su larga scala che viene utilizzato per diffondere siti web dannosi e payload come truffe, adware, exploit kit e ransomware, mentre al terzo posto appare Conficker, worm che punta a Windows OS.

Check Point, virus Gooligan: oltre 1 mln device Android in pericolo


I laboratori di Check Point fanno luce su una grave falla di sicurezza di Google, dovuta a una nuova variante di malware per Android che ogni giorno infetta più di 13.000 dispositivi. Il virus effettua il root dei dispositivi, acquisendo indirizzi email, dati di identificazione, ecc. Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP) annuncia che i ricercatori dell’azienda hanno scoperto una nuova variante di malware Android, che minaccia la sicurezza di più di un milione di account Google. La nuova minaccia di questo malware, chiamata Gooligan, effettua il rooting dei dispositivi Android e ruba indirizzi di posta elettronica e i token di autenticazione in essi custoditi.

Sicurezza IT, G Data: aumento di trojan bancari e spyware nel 2015


Pericolosi malware per computer come Uroburos, spyware su smartphone Android e un numero costantemente in crescita di casi di malware con attacchi a dispositivi mobili: il 2014 è stato segnato da fenomeni di cyber spionaggio, attacchi hacker e campagne di eCrime. Il record di 3.5 milioni di ceppi di nuovi malware per computer è stato per la prima volta superato. Questo trend continuerà anche nel 2015 secondo gli esperti di sicurezza di G DATA che si aspettano anche di vedere un incremento nel malware multi-target, diretto sia contro dispositivi mobili e PC desk-top.

G DATA: smartphone cinese Star N9500 con il malware nel firmware


Per la prima volta è stato scoperto uno smartphone che esce direttamente dalla fabbrica con del malware pre-installato. Il malware è mascherato dal momento che Google Play Store è parte delle app pre-installate. Lo spyware funziona in background e non può essere scoperto dagli utenti. All’insaputa degli utenti lo smartphone invia dati personali  a un server situato in Cina ed è in grado di installare di nascosto nuove applicazioni. Questo rende possibile rubare dati personali, intercettare chiamate e dati per l’online banking, leggere email e messaggi di testo o controllare da remoto la videocamera e il microfono. 

Il modello in questione è l’”N9500” prodotto dall’azienda cinese Star ed è molto simile a un noto smartphone prodotto da una famosa azienda. Non possibile rimuove l’app e lo spyware perché sono integrati nel firmware. Molti rivenditori online stanno ancora vendendo questo smartphone a un prezzo variabile tra i 130 e i 165 euro in tutta Europa. “Le opzioni di utilizzo di questo programma spia sono praticamente illimitate. I criminali online hanno un accesso totale allo smartphone”, ha dichirato Christian Geschkat, Product Manager Mobile Solutions di G DATA


“I clienti di G DATA ci hanno riportato la segnalazione effettuata dai nostri software per la sicurezza informatica per Android e questo fatto ha evidenziato tale strategia criminale”. Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni dai propri clienti gli esperti di sicurezza di G DATA hanno acquistato lo smartphone e lo hanno analizzato a fondo scoprendo che il firmware contiene il Trojan Android.Trojan.Uupay.D mascherato nel Google Play Store. Questa funzione spia è invisibile agli utenti è ha un accesso totale allo smartphone e a tutti i dati personali. I log che potrebbero rendere un accesso visibile agli utenti vengono immediatamente cancellati. 

Il programma inoltre blocca anche l’installazione di aggiornamenti per la sicurezza. “L’unica cosa che gli utenti possono vedere è un’app con l’icona del Google Play Store nei processi attivi; oltre a ciò l’applicazione è completamente nascosta”, precisa Christian Geschkat. “Sfortunatamente non è possibile rimuovere il Trojan perché fa parte del firmware dello smartphone è le app che rientrano in tale categoria non possono essere eliminate.. Questo include anche l’app Google play Store dell’N9500.” Gli utenti possono usare G DATA Internet Security per Android, che identifica il malware come Android.Trojan.Uupay.D per scoprire se è presente sul proprio device. 


Gli esperti inoltre raccomandano agli utenti degli smartphone con questo problema di contattare immediatamente i rispettivi negozi online per chiedere la restituzione dello smartphone. Lo smartphone rappresenta un serio rischio per gli utenti. Il programma spia consente ai criminali di installare segretamente delle applicazioni che consentono un ampio ventaglio di abusi possibili: localizzazione, intercettazione  e registrazione , acquisti, frodi bancarie, invio di SMS premium. È impossibile scoprire dove i dati vengono inviati. “I dati intercettati sono inviati a un server anonimo situato in Cina”, precisa Christian Geschkat.


“Non è possibile al momento scoprire chi riceve e come utilizza questi dati.” Il prezzo conveniente di questo smartphone varia tra i 130 e 165 euro ed è una vera sorpresa considerando l’elevato standard tecnologico del device. Lo smartphone con processore quad-core è fornito di un ampio ventaglio di accessori come una seconda batteria, l’adattore per l’automobile e una seconda cover. Smartphone simili di brand molto conosciuti sono venduti a un prezzo almeno tre volte superiore. Gli esperti di G DATA pensano che il basso prezzo di vendita sia reso possibile dalla successiva vendita dei dati rubati ai proprietari dello smartphone.

“In generale offerte online particolarmente convenienti e attraenti per gli utenti dovrebbero insospettire i compratori”, avvisa Christian Geschkat. La crescente popolarità di smartphone e tablet non può certo passare inosservata ai criminali online. Solo in Germania, per esempio, ci sono ben 40 milioni di utenti di smartphone. L’anno scorso sono stati rilevati più di 1.2 milioni di programmi malware per Android e ci si aspetta che questo numero aumenti ancora. Questo ci permette di comprendere come sia sempre più necessario utilizzare una soluzione per la sicurezza informativa in grado di proteggere anche i device mobili.


Fonte: G Data

Falsa schermata Facebook minaccia dispositivi Android e conti online


Un nuovo malware prende di mira gli utenti di Facebook e minaccia i conti correnti bancari, attraverso un attacco agli smartphone con sistema Android. A scoprirlo - scrive Adnkronos - gli esperti internazionali per la sicurezza digitale di ESET NOD32, che hanno lanciato l’allarme su una schermata fake che potrebbe apparire in fase di accesso a Facebook, chiedendo di inserire per fittizi motivi di sicurezza il proprio numero di cellulare a scopo identificativo. Il messaggio non è generato da Facebook.

Norman Mobile Security for Android adesso disponibile pure in Italia


Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita di codici maligni che colpiscono gli utilizzatori di Android tanto che è diventata più stringente la necessità di ricorrere ad un sistema specifico di protezione. E il pericolo non è solo il malware, ma anche la minaccia di perdita privacy dalle apps. Proprio per questa ragione Norman Data Defense Systems, multinazionale norvegese, mette a disposizione anche degli utenti italiani la nuova soluzione Mobile Security for Android, facile da usare e che si attiva ogni volta che l’utente scarica qualcosa di nuovo. 

Secondo un recente rapporto* oltre l'1% di tutti i telefoni Android sono infettati da malware, e la minaccia sta crescendo rapidamente. "Il tempo è maturo perché gli utenti Android possano proteggersi, e quindi ora stiamo introducendo Mobile Security per Android", dice Arne Uppheim CTO presso Norman Safeground. "La nostra soluzione è facile da usare, si attiva solo quando l'utente installa qualcosa di nuovo e dato che stiamo usando la scansione cloud-based non influenzerà negativamente le prestazioni e la durata della batteria del telefono cellulare".

Caratterizzata dalla funzione scanning cloud-based non incide sulle performance del device mobile o sulla durata della batteria. Lo scorso anno le applicazioni per il mercato Android che contenevano il codice maligno BadNews sono state scaricate più di 2 milioni di volte prima che Google le rimuovesse. BadNews appariva come un innocente network pubblicitario, ma in realtà rubava informazioni private dagli smartphone e scaricava nuovo malware sul device senza passare da Google Play. 

Ci sono anche esempi di codici maligni per Android che fanno spam di contatti sulla rubrica telefonica, che fanno salire il costo della bolletta per chiamate su numeri a pagamento, rubano le informazioni sulle carte di credito o sull’online banking o addirittura che si appropriano delle funzioni dello smartphone per usarlo poi a scopi criminali. La privacy è un elemento cruciale per i device mobili. Anche se molte app non contengono malware, possono comunque connettersi e registrare più dati di quanto non si immagini. 

Questo aspetto non è facile da tenere sotto controllo, per questa ragione Norman Mobile Security mette a disposizione la funzione “Privacy Advisor” che avvisa l’utente se un’applicazione installata chiede più informazioni del necessario. La soluzione di Norman consente anche da remoto di localizzare, bloccare o cancellare informazioni del proprio device in caso di perdita del mezzo.

La raccomandazione di Norman Data Defense Systems per tutti gli utenti Android è di porre attenzione ai link che si aprono e alle pagine web che si visitano, di non installare software da fonti sconosciute e di assicurarsi di non accettare applicazioni che richiedono permessi non necessari, dice Uppheim. Il malware più moderno è diventato particolarmente astuto, è facile dunque per chiunque cadere nella trappola. 

Funzionalità principali di Norman Mobile Secuirty for Android: soluzione antivirus con scansione cloud-based; scansione delle applicazioni durante l’installazione; consultazioni delle politiche sulla Privacy; protezione contro siti Web non sicuri; soluzione contro il furto per localizzare, bloccare o cancellare informazioni da remoto; invio di informazioni sul device mobile; per Android 2.2 e versioni successive; insuperabile assistenza clienti. Prezzo al pubblico: 8,00 euro (1 dispositivo). 


Kaspersky Lab, nuovo supporto per Windows Phone e Samsung SAFE


Al Mobile World Congress 2014, Kaspersky Lab ha annunciato due nuove funzionalità per Kaspersky Security for Mobile. La soluzione di sicurezza mobile aziendale supporterà le versioni attuali e future del sistema operativo degli smartphone Windows, il che significa che tutti gli utenti aziendali di Windows Phone® 8 potranno essere protetti da Kaspersky Lab. Oltre al supporto di Windows Phone 8, Kaspersky Security for Mobile, supporterà anche i dispositivi che soddisfano i criteri di Samsung SAFE™ per dispositivi mobile protetti. 

Supportando direttamente i dispositivi che hanno soddisfatto i requisiti SAFE di Samsung, l’amministratore di rete che utilizza Kaspersky Security for Mobile sui dispositivi Samsung avrà un maggior controllo centralizzato sui dati protetti e sui dispositivi. Gartner prevede che nel 2014 saranno disponibili 1,9 miliardi di telefoni cellulari, con un incremento del 5% rispetto al 2013. 

Ci si aspetta che i dispositivi ultramobile, che comprendono sia i tablet tradizionali che i dispositivi ibridi e i clamshell, nel 2014 avranno un incremento di diffusione (secondo le previsioni Gartner si tratta di un tasso di crescita del 54% nel corso dell’anno[1]). Poiché comincia a prevalere la domanda mondiale dei dispositivi mobile e dei computer portatili rispetto alla domanda dei tradizionali computer endpoint, Kaspersky Lab sta facendo passi da gigante nell’espansione delle capacità delle sue soluzioni di sicurezza e di gestione mobile.


Windows Phone
Il sistema operativo mobile di Microsoft è al terzo posto tra le piattaforme più popolari per i dispositivi mobile, subito dopo Android e Apple iOS. Secondo l'analisi pubblicata dalla società di ricerca Strategy Analytics, Microsoft ha messo a disposizione quasi 36 milioni di dispositivi che utilizzano il suo sistema operativo Windows Phone 8[2], rendendo questi dispositivi opzioni praticabili per le aziende che vogliono standardizzare l'utilizzo del software Microsoft in tutta la loro rete informatica. 

In queste aziende, Kaspersky Security for Mobile fornisce protezione dalle minacce web-based e funzionalità MDM che possono essere gestite dalla stessa console utilizzata per le soluzioni Kaspersky Lab per i computer e per i server tradizionali e virtuali unendo una protezione premium con una perfetta facilità d’uso. Kaspersky Security for Mobile funziona su Windows Phone 8 attraverso un security agent basato su client che fornisce una navigazione sicura e una protezione dal phishing e dalle altre minacce web-based. 

Kaspersky Security for Mobile continuerà inoltre a sostenere le policy di Exchange ActiveSync, e continuerà a consentire agli amministratori di impostare delle policy di sicurezza personalizzate per i dispositivi mobili di ogni dipendente, il tutto gestito attraverso una console centralizzata. Kaspersky Security for Mobile è disponibile come applicazione stand-alone o come componente di Kaspersky Endpoint Security for Business, la suite di sicurezza di punta dell'azienda per ogni tipo di impresa.


Samsung - SAFE
SAFE (Samsung for Enterprise) è una denominazione che indica gli smartphone Samsung e i dispositivi Samsung Galaxy Tab® che soddisfano i requisiti di accessibilità e funzionalità di gestione da parte dell’amministratore IT. In generale, i dispositivi che appartengono al programma SAFE hanno funzionalità che includono il supporto per Microsoft Exchange ActiveSync, connettività VPN, crittografia on-device, e funzionalità MDM. Sfruttando queste caratteristiche di accessibilità, Kaspersky Security for Mobile è in grado di offrire funzionalità di sicurezza e gestione client-side, fornendo agli amministratori IT un livello più profondo di controllo. 

Accedendo alle funzioni di controllo integrate nei dispositivi Samsung tramite Kaspersky Security for Mobile, gli amministratori IT saranno in grado di sfruttare le funzioni antifurto - tra cui remote-wipe, remote-lock e GPS-enabled tracking - e utilizzare il controllo delle applicazioni policy-driven oltre che il filtraggio dei contenuti web. Inoltre, i dispositivi Samsung potranno beneficiare di una protezione anti-virsus di Kaspersky Lab, azienda leader nel settore della sicurezza informatica, che è stata in grado di rilevare oltre 10 milioni di applicazioni nocive Android fino ad oggi e più di 200.000 campioni unici di malware Android.

"Poiché i dispositivi mobile sono sempre più presenti nella vita degli utenti e nelle attività business di ogni giorno, Kaspersky Lab lavora costantemente per stare al passo con i cybercriminali che cercano di sfruttare questi nuovi strumenti", ha detto Victor Yablokov, Head of Mobile Product Line di Kaspersky Lab. "Il nostro nuovo supporto per Windows Phone e il programma SAFE di Samsung dimostrano il nostro impegno nel lavorare con i leader del settore che intendono prendere provvedimenti per garantire il futuro del mobile computing. Accogliamo con favore, inoltre, l'opportunità di offrire questi ultimi sviluppi ai nostri clienti e partner di mercato".




Queste nuove funzionalità per Windows Mobile 8 e Samsung per i dispositivi aziendali saranno incluse nella prossima versione di Kaspersky Security for Mobile che è stata rilasciata alle aziende partner di Kaspersky per lo sviluppo, e si prevede che sarà disponibile nel mese di aprile 2014. Per maggiori informazioni http://press.kaspersky.com/products-for-business/files/2013/12/Kaspersky-Security-for-Mobile-_Feature-List_Eng_final.pdf

[1] Gartner Says Worldwide Traditional PC, Tablet, Ultramobile and Mobile Phone Shipments On Pace to Grow 7.6 Percent in 2014, 7 Gennaio, 2014. http://www.gartner.com/newsroom/id/2645115?nicam=prsm13
[2] http://blogs.strategyanalytics.com/WSS/post/2014/01/29/Android-Captured-79-Share-of-Global-Smartphone-Shipments-in-2013.aspx

Fonte: Kaspersky

Sicurezza IT, Avast Software e partner a lavoro su nuovi trend 2014


Dalla mappa tracciata dall'Avast Virus Lab, tutti i rischi per le reti aziendali e le piattaforme mobile. All'indiretta il compito di tutelare la sicurezza e l’identità digitale delle aziende. Avast Software, società leader a livello globale nella produzione di soluzioni per la sicurezza informatica, ha individuato le principali sfide che le imprese e i privati cittadini italiani dovranno affrontare nel 2014 per preservare la sicurezza e l’integrità dei dati aziendali e proteggere le identità digitali dagli attacchi del cyber crimine. 

Le segnalazioni pervenute a inizio anno dall’Avast Virus Lab, il centro mondiale di competenza e ricerca della multinazionale, dotato di oltre 200.000.000 di sensori disseminati in Rete e inseriti nei database delle più importanti organizzazioni clienti, parlano delle piattaforme di mobile computing e delle applicazioni di e-banking come importanti target nel mirino delle minacce informatiche nel nuovo anno. 

Laptop, tablet ma soprattutto smartphone: gli esperti di Avast hanno rilevato una media di 1.839 nuovi campioni di malware mobile creati ogni giorno e indirizzati prevalentemente ai nuovi metodi di pagamento tramite tecnologia SMS, WAP e NFC. Il sistema operativo maggiormente vulnerabile allo stato attuale è Android a causa dell’elevata diffusione numerica dei dispositivi che implementano questa piattaforma e della configurazione open source del sistema. 

Non solo mobile, però, nel 2014 l’esposizione maggiore ai rischi per la sicurezza è, in particolare, per le aziende che oggi si trovano a dover combattere il cyber crimine sul doppio fronte delle possibili infezioni ai device dei dipendenti e del controllo sulle performance delle reti locali. Avast Software ha scelto di rispondere a questa nuova generazione di minacce del mondo business puntando tutto sulla competenza e sull’esperienza dei propri partner del canale indiretto.


AtSecurity, BI@Work, Milestone Consultants, Multiwire, i quattro distributori a valore aggiunto incaricati di commercializzare le soluzioni della multinazionale, hanno infatti il compito di illustrare e dimostrare agli utenti delle PMI i vantaggi che le nuove release della famiglia avast! Endpoint Protection e avast! Mobile Premium offrono in termini di efficienza e di ottimizzazione delle risorse di rete e del consumo di banda, per via della possibilità di utilizzare una delle due console di gestione disponibili, con livelli di funzionalità differenziati per aziende dotate di reti semplici, fino a 200 postazioni, o con reti complesse, con un numero illimitato di postazioni. 

avast! Mobile Premium include la stessa protezione antivirus e anti-malware della versione gratuita, certificata dall'istituto indipendente AV-Test con un'efficacia di massimo livello (99,8%) e un'usabilità del 100%. La prerogativa dei partner dell’indiretta nel corso del 2014 sarà, perciò, il supporto agli utenti di classe business nell’implementazione delle architetture di IT security e nello sviluppo condiviso della strategia di protezione dei dati più adatta alle esigenze dell’azienda e dei singoli professionisti. 

“Il ruolo dei nostri distributori a valore aggiunto non si limita alla commercializzazione sul mercato italiano delle soluzioni di sicurezza a marchio avast!. Oggi, infatti, IT security non significa soltanto scaricare sul proprio PC un software antivirus: le minacce informatiche negli ultimi anni si sono moltiplicate e sono diventate più sofisticate, diffondendosi a macchia di leopardo nell’universo del Web” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales Manager di Avast Software.

“Per Avast Software, dunque, è fondamentale muoversi sul mercato affiancata da partner a valore aggiunto, che siano capaci prima di tutto di coadiuvare gli utenti nell’adozione di atteggiamenti responsabili, basati sulla prevenzione del rischio e sulla tutela del concetto di identità digitale” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales Manager di Avast Software” conclude Cantoro.


Italia al terzo posto nella classifica delle nazioni che spammano di più


Trend Micro Inc., leader globale nella sicurezza per il cloud, presenta il report Q3 2013 Security Roundup. La ricerca rivela che l’Italia, nel terzo trimestre 2013 è salita al terzo posto nella classifica mondiale delle nazioni che inviano più messaggi spam. Il dato assume importanza se relazionato al trimestre precedente, quando l’Italia occupava il sesto posto dopo essere entrata in classifica come new entry. Al primo posto della classifica spam si sono piazzati gli Stati Uniti, seguiti dall’Argentina.

Report Trend Micro: Android e home banking nel mirino degli hacker


Le vulnerabilità di Android, l’aumento delle minacce all’online banking e la maggiore disponibilità di toolkit malware sofisticati a prezzi economici, sono solo alcune delle tendenze evidenziate da Trend Micro nel suo Q2 2013 Security Roundup, la relazione trimestrale sulle minacce alla sicurezza messa a punto dagli analisti e ricercatori dell’azienda comparando i valori con il trimestre precedente per rilevare nuovi fenomeni e tipologie emergenti di attacco. 

Nel mirino degli hacker il report rivela la presenza sempre più rilevante dei dispositivi Android con un numero di malware appositamente creati che si moltiplica in modo esponenziale mano a mano che cresce la base utenti di questi dispositivi e il loro utilizzo senza spesso preoccuparsi della messa in sicurezza. Nello specifico, l’ultima analisi trimestrale ha mostrato come il numero di minacce e App Android a elevato rischio sia passato da 509.000 applicazioni identificate nel primo trimestre 2013 a 718.000 rilevate nel quarter successivo. 

Queste applicazioni maligne hanno già superato il milione, come era stato anticipato da Trend Micro nelle sue previsioni a fine 2012. Il numero è ancora più suggestivo se si pensa che ci sono voluti dieci anni perché i malware per PC raggiungessero questa cifra. Secondo Linda Barrabee, Research Director Connected Intelligence presso l’istituto di ricerca The NPD Group, solo il 30 per cento circa degli smartphone e tablet Android negli Stati Uniti attualmente è dotato di un’applicazione di sicurezza installata. 

Questo aspetto, unito ai problemi sistematici della rete Android, lascia un gran numero di dispositivi esposti a un rischio elevato che continuerà a crescere. Secondo i dati Trend Micro attualmente il 99% dei dispositivi Android è vulnerabile. "Uno dei motivi di tale vulnerabilità è che la natura frammentata della rete Android rende molto difficile per le patch raggiungere tutti gli utenti in un arco di tempo utile. In alcuni casi gli utenti non ricevono del tutto le patch e i vendor lasciano i propri clienti a rischio di attacco", spiega JD Sh, vice president technology and solutions di Trend Micro.

"Finché la necessità di proteggere i dispositivi mobili non sarà percepita con la stessa urgenza rispetto alla protezione dei PC, le minacce continueranno a crescere rapidamente. A questo ritmo raggiungeremo presto una massa critica e per contrastarla gli utenti Android dovranno prestare sempre più attenzione quando utilizzano i dispositivi e compiere già da subito un primo passo, semplice ma efficace: aggiungere un software di sicurezza per tutti i loro dispositivi”. 

Il rapporto di Trend Micro ha evidenziato un forte aumento anche dei pericoli legati all'online banking, con un crescita del numero di malware del 29% rispetto al trimestre precedente - da 113.000 a 146.000 infezioni. Gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale bersaglio, registrando oltre un milione di casi che hanno comportato il 28 per cento delle compromissioni su scala globale, seguiti dal Brasile, con il 22%, e dall’Australia (5%). Le misure preventive, come un monitoraggio accurato dell’attività dell'account e l’utilizzo di soluzioni terze per la protezione contribuirà a mitigare queste nuove minacce. 

Analizzando le tipologie di attacco alla sicurezza informatica, la relazione di Trend Micro ha evidenziato come le metodologie di vendita dei toolkit malware dal parte dei cybercriminali si siano anch’esse evolute. Oggi strumenti malware sofisticati possono essere acquistati a prezzi liberi o in bundle a basso costo, con ad esempio offerte in pacchetti due-per-uno. La facilità di accesso a questi efficaci toolkit malware contribuirà ad aumentare i pericoli che gli utenti Internet dovranno affrontare nei prossimi mesi del 2013 e oltre.


Fonte: Trend Micro

Copyright © 1989-2013 Trend Micro Incorporated. All rights reserved.

Oltre la metà degli utenti Android non protegge il proprio dispositivo


Secondo una ricerca condotta da B2B International e Kaspersky Lab durante l’estate 2013, oltre il 50% degli utenti che possiedono smartphone e tablet basati su Android, non utilizzano alcun software di sicurezza per proteggere i dispositivi contro le minacce informatiche. Allo stesso tempo, Android per molto tempo è stata la piattaforma più comune tra gli utenti e il mezzo principale di diffusione dei malware. 

Solo il 40% degli utenti che utilizzano smartphone e il 42% dei proprietari di tablet che hanno partecipato all'indagine, hanno dichiarato di aver installato una soluzione di sicurezza sui propri dispositivi. Gli altri intervistati fanno affidamento esclusivamente sulle funzionalità di protezione integrate nel sistema operativo o si fidano del proprio buonsenso per proteggerli. Allo stesso tempo, per i criminali informatici Android è il principale obiettivo tra tutte le piattaforme mobile. 

Secondo il servizio cloud di Kaspersky Lab, Kaspersky Security Network, che contiene i dati sulle minacce informatiche più diffuse, il 99% dei campioni malware attuali che colpiscono i dispositivi mobile sono stati sviluppati appositamente per la piattaforma Android. Questa minaccia è in crescita: gli specialisti di Kaspersky Lab hanno individuato 35.000 campioni nocivi durante tutto il 2012, mentre il dato del primo semestre 2013 è stato di oltre 47.000.

Ci sono due ragioni principali per cui i criminali informatici sono interessati alla piattaforma Android: popolarità e funzionalità. Un programma nocivo può infatti inviare messaggi di testo da uno smartphone a numeri a pagamento e in questo modo rubare soldi dal conto dell’utente. Lo smartphone può essere trasformato in un dispositivo per lo spionaggio, che può fornire ai truffatori informazioni sul proprietario del dispositivo tra cui tutte le chiamate, la corrispondenza, le password dei social network e i conti di e-pay. 

Esiste un altro serio rischio che può avere conseguenze spiacevoli:  l'alta probabilità per i dispositivi di essere persi o rubati. Per molte persone gli smartphone e i tablet sono diventati lo strumento principale su cui archiviare le proprie foto e video, la corrispondenza con amici e familiari, i documenti legati all’ambito lavorativo e altre informazioni strettamente personali. Per tutti questi motivi, si consiglia agli utenti di dispositivi basati su Android di proteggere il proprio smartphone e tablet con una soluzione di sicurezza di alta qualità.

Risolvere i problemi di Android
Kaspersky Lab ha sviluppato Kaspersky Internet Security for Android, una soluzione avanzata per proteggere smartphone e tablet basati su Android. Questa soluzione integra tecnologie all’avanguardia per individuare le minacce informatiche basate su database antivirus, che ricevono gli aggiornamenti ogni volta che un nuovo campione di malware o un link pericoloso viene identificato da Kaspersky Security Network. 

Il prodotto Kaspersky Lab comprende una serie di meccanismi intelligenti, che rilevano in maniera proattiva anche le più recenti minacce, monitorando il loro comportamento. I dati personali archiviati sul dispositivo sono protetti con l’aiuto di funzionalità in grado di nascondere i contatti privati, le chiamate e i messaggi di testo. Se il dispositivo viene perso o rubato, Kaspersky Internet Security for Android ha un set di meccanismi dedicato, che impedisce ai truffatori di accedere a queste informazioni.

La versione gratuita contiene una funzionalità antivirus di base (attivazione della scansione semplificata) e tutti le funzionalità di gestione da remoto. Utilizzando il sistema di acquisto integrato, gli utenti possono effettuare l'aggiornamento al livello Premium che, oltre alla funzionalità gratuita, fornisce funzionalità antivirus avanzate, comprese le scansioni automatiche di ogni applicazione scaricata, la protezione in tempo reale contro le minacce emergenti e la protezione web per combattere gli attacchi di phishing. 

La versione a pagamento include anche funzionalità per gestire le informazioni personali, compresa la possibilità di nascondere i contatti, le chiamate, i messaggi e la relativa cronologia da occhi indiscreti. Il prodotto tiene conto anche dell'eventuale smarrimento o furto del dispositivo: grazie alla tecnologia Anti-Theft Web Management di Kaspersky l'utente può bloccare a distanza i dispositivi rubati o smarriti. Kaspersky Internet Security for Android è disponibile sul sito ufficiale di Kaspersky Lab e su Android Apps di Google Play.

Fonte: Kaspersky

G Data, scam su smartphone: pubblicità in-app usata come trappola


G Data avvisa i possessori di smatphone e tablet di una nuova truffa: i cyber criminali stanno utilizzando delle pubblicità in-app su larga scala per tendere trappole agli utenti e impossessarsi così dei loro dati personali e denaro. Per mascherare meglio questo loro intento offrono presunte soluzioni antivirus per Android. I criminali addirittura si propongono come fornitori di soluzioni per la sicurezza di G Data nei banner web che vengono mostrati. 

Gli utenti che cliccano su questi banner pubblicitari finiscono per l’iscriversi, senza accorgersene, a un servizio premium di SMS del costo di 15 euro la settimana. Secondo le prime indagini la società da cui è partita l’operazione è la Mobile Minded BV di Arnhem (Peasi Bassi) contro cui G Data ha già avviato un’azione legale. “La pubblicità in-app sta diventando sempre più allettante per chi organizza frodi online”, spiega Ralf Benzmueller, Head di G Data Security Labs. 

“Gli utenti dovrebbero leggere attentamente le offerte e le classiche parole in piccolo che stabiliscono termini e condizioni del servizio per evitare di cadere in trappole volte a estorcere i loro dati personali. Nel caso da noi scoperto i criminali offrono presunti servizi o soluzioni per la sicurezza mobile di G Data”. Il processo di pagamento viene dirottato su un operatore mobile che fattura invece un servizio premium di SMS. “Ottenere un rimborso è spesso difficile dal momento che il pagamento è stato effettuato online e chi ha ideato la frode non può valutare la legittimità della protesta.” 

Le prime ricerche dimostrano che questa campagna di crimine online ha un respiro internazionale. A oggi gli esperti dei G Data Security Labs hanno identificato casi certi in Finlandia, Polonia, Francia, Spagna e Paesi Bassi e si presume che quest’azione sarà presto estesa anche ad altre nazioni come Germania e Italia. La nuova soluzione di G Data per la sicurezza di smartphone e tablet Pc con sistema operativo Android offre una protezione a 360 gradi.

Minded BV sta utilizzando pubblicità in-app per pubblicizzare illegalmente le soluzioni per la sicurezza di G Data. Invece di fornire informazioni o soluzioni antivirus le vittime finiscono con il sottoscrivere un costoso e inutile abbonamento il cui processo di pagamento avviene attraverso il network mobile. Gli utenti caduti in trappola dovrebbero rivolgersi al loro provider mobile e, facendo riferimento a quando specificato da G Data, chiedere un rimborso. Ecco un esempio di banner pubblicitario utilizzato per ingannare gli utenti.


G Data: malware su Android da record e il peggio deve ancora venire‏


Per i cyber criminali Android è il principale obbiettivo tra le piattaforme mobili. I G Data Security Labs hanno registrato quasi 520.000 nuovi file pericolosi per questo sistema operativo nella prima metà del 2013 come evidenziato dall’ultimo G Data Mobile Malware Report. Versatili Trojan sono l’arma più usata dai criminali online per indurre gli utenti a cadere nelle loro trappole.

BadNews per Android, il malware travestito da network pubblicitario


Mobile security company Lookout claims to have discovered BadNews, a new malware family that's affecting Android apps. The company found the malware in 32 apps across four different developer accounts in the Google Play store. Talking about it in a blogpost, Lookout mentioned that the affected apps have been downloaded between 2,000,000 - 9,000,000 times.

Cybercrime: attacchi mirati in aumento, soprattutto nei confronti delle PMI


Trend Micro presenta il Security Roundup Report per il secondo trimestre 2012, intitolato “It’s Big Business… and It’s Getting Personal”. Il report evidenzia come i cybercriminali stiano ri-focalizzando i propri sforzi, abbandonando le operazioni su vasta scala, a favore di attacchi diretti su obiettivi specifici. In particolare, sono le piccole e medie imprese a rischiare maggiormente.

Nella prima metà del 2012, infatti, Trend Micro ha bloccato oltre 142 milioni di minacce indirizzate a questa categoria. Le tecniche maggiormente utilizzate dal cyber crime nell’ultimo periodo sono gli Automated Transfer System (ATS) e le Advanced Persistent Threat (APT), che mettono in risalto una maggiore aggressività, personalizzazione e sofisticazione rispetto al passato.

“I piccoli imprenditori utilizzano per il loro lavoro una significativa quantità di dispositivi diversi e questo comporta un aumento delle vulnerabilità alle quali sono esposti” commenta Rik Ferguson, Director of Security Research and Communications di Trend Micro. “Nell'ultimo anno Trend Micro ha lavorato a stretto contatto con le autorità, con l'obiettivo di fermare le organizzazioni cybercriminali, le quali però hanno saputo ridefinire i propri metodi di attacco collaborando anche reciprocamente. La realtà, che tutti dobbiamo avere ben chiara, è che il cybercrimine sta vivendo un periodo di grande sviluppo”.

Durante il secondo trimestre del 2012, Trend Micro ha scoperto una minaccia denominata Automated Transfer System (ATS), che rappresenta un aggiornamento dei tanto diffusi toolkit utilizzati dai cybercriminali per attuare frodi bancarie. Le minacce ATS rappresentano un cambiamento nel modo di operare dei cybercriminali, che sono passati dalla raccolta passiva di informazioni bancarie degli utenti vittime di malware come ZeuS e SpyEye, al prelievo attivo e automatico di fondi dai conti degli individui truffati, senza lasciare la minima traccia degli attacchi.

Questo sistema è più efficiente ed efficace, e mira specificatamente ai clienti dei servizi di online banking in particolare in Italia, Germania e Regno Unito. Le minacce Advanced Persistent Threat (APT) restano anch'esse un pericolo ancora molto diffuso; rilevata nel secondo trimestre, la campagna IXESHE, in atto già dal 2009, ha sfruttato almeno cinque vulnerabilità ed è stata appositamente progettata per colpire i governi dell'Estremo Oriente, i produttori di dispositivi elettronici e un operatore di telecomunicazioni tedesco.

E’ stato inoltre identificato un elevato numero di attacchi Police Trojan, un ulteriore esempio del sempre più complesso livello di sofisticazione di cui sono capaci i cybercriminali; questo Trojan agisce come un ransomware bloccando il computer fino a quando l'utente non paga il riscatto richiesto. Il messaggio che esorta al pagamento riporta la comunicazione di una finta multa da parte della polizia locale.

Anche il malware per Android, diffuso sotto forma di applicazioni di spionaggio fasulle, conferma la propria tendenza in crescita; soprattutto a causa della sempre più diffusa popolarità di questo sistema operativo. Ad oggi, sono infatti oltre 400 milioni i dispositivi attivi basati su Android. Pinterest resta ancora un valido obiettivo considerando la sua crescente popolarità; gli utenti sono infatti oggetto di una serie di sondaggi-truffa. Il report completo è disponibile all’indirizzo: http://www.trendmicro.com/cloud-content/us/pdfs/security-intelligence/reports/rpt-its-big-business-and-its-getting-personal.pdf

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Microsoft: dispositivi Android usati per spam botnet, Google smentisce


Un ricercatore Microsoft ha scoperto una botnet di smartphone e tablet Android in grado di spedire enormi quantità di spam. Si tratterrebbe del primo caso di botnet che coinvolge dispositivi mobili ed in particolare Android. Terry Zink, program manager per Microsoft Forefront Security on-line, autore della scoperta, ha spiegato tutto in un post sul blog MSDN e racconta che l’intuizione è arrivata grazie alla lettura degli header dei messaggi.

Il ricercatore scrive di aver ricevuto un messaggio di spam con la seguente intestazione: Message-ID: <1341147286.19774.androidMobile@web140302.mail.bf1.yahoo.com>. Il responsabile sembra un virus in grado di accedere agli account Yahoo!, ompostati sugli smartphone e tablet Android. Il dispositivo si collega all'account Yahoo! dell'utente (se attivo) e lo utilizza per inviare spam alle caselle di posta di utenti completamente ignari.


Dall'analisi degli indirizzi Ip da cui lo spam sarebbe partito, il ricercatore dice che riconduce a paesi come Cile, Libano, Filippine, Russia, Indonesia, Oman, Arabia Saudita, Venezuela, Ucraina, Tailandia. L'Europa e gli Usa non sembrano essere coinvolti. Zink non ha indicato con precisione le app o il malware impiegato per costruire la botnet Android in ogni caso ritiene che la diffusione sia dovuta al download di app gratuite per evitare l'acquisto su Google Play.

Anche se in passato sono state individuate app contenenti malware sullo store ddi Google, con l'acquisto e il download ufficiali il rischio di infezione è limitato. E dopo tali affermazioni, Google ha smenitito nettamente le affermazioni  dell'ingegnere Microsoft. ''Le prove che abbiamo non confermano la presenza di una botnet Android'', ha dichiarato Google. Le affermazioni di Zink sono state in parte confermate dagli analisti della Sophos.

Nè l'ingegnere della Microsoft, nè Sophos però sono stati in grado di fornire prove definitive dell'esistenza della botnet Android, che sarebbe la prima del genere, in un sistema mobile. Google dal canto suo sostiene che le mail indesiderate sono state inviate con una ''firma digitale falsa'': ''La nostra analisi indica che gli spammer stanno usando pc infetti che fingono di essere dispositivi mobili per superare le barriere elettroniche allo spam''.


Fonte: Sophos
Via: CNet

Team italiano scopre grave bug in Android, patch nel prossimo update


Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato una seria vulnerabilità presente in tutte le versioni di smartphone e tablet Android. Il risultato è il frutto di una collaborazione tra ricercatori che operano in diversi atenei e centri di ricerca italiani: Alessandro Armando, responsabile dell'Unità di Ricerca "Security & Trust" della Fondazione Bruno Kessler di Trento e coordinatore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale del DIST all'Università di Genova, Alessio Merlo (Università Telematica E-Campus), Mauro Migliardi (coordinatore del gruppo Green, Energy Aware Security dell'Università di Padova) e Luca Verderame (neo-laureato in Ingegneria Informatica dell'Università di Genova).

Più della metà degli italiani si connette a Facebook con lo smartphone


Sempre più smartphone e connessioni alla rete da dispositivi mobili: gli italiani non rinunciano ad internet e, soprattutto, ai social network neanche quando sono fuori casa. Ma con i nuovi mezzi di comunicazione aumentano anche i rischi di "attacco" e bisogna correre ai ripari ridefinendo il concetto di "mobile security". Secondo l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano (MIP), il 35% degli italiani possiede uno smartphone (rispetto alla media europea del 10% e con un aumento del 12% rispetto al 2009) e il 53% degli utenti si connette alla rete da cellulare per accedere ai social network, il 49% per visualizzare mappe e itinerari, il 38% per ricercare informazioni di servizio come orari o prenotazioni.

Il 2011 è stato contrassegnato dall’apparire delle prime botnet interamente costituite da device mobili, cosi come ha visto un incremento (del 400% per la piattaforma android) di malware associati ai vari 'application store'. La parte del leone, secondo il rapporto, spetta al sistema operativo Android che, anche in ragione del suo successo e della apertura dell’Andoid Market, ha visto il moltiplicarsi di applicazioni malevole. E per quanto riguarda il rispetto della privacy, le due maggiori piatttaforme, Android e Apple iPhone\iPad sono state piu volte nell’occhio del ciclone per il tracciamento dei dati degli utenti e la possibilità di geolocalizzazione che i moderni device offrono grazie all’uso concorrente di tecnologie 3G, Wifi e GPS. Tra il 2009 ed il 2011, in media nel mondo sono stati creati 7 nuovi account Facebook al secondo.

Secondo la ricerca "Social Network ed Azienda" dell'Osservatorio Marketing Sda Bocconi, in Italia la penetrazione dei social network in ambito aziendale è circa del 40%, ed è destinata ad aumentare, così come i rischi connessi. La stessa ricerca evidenzia alcuni dati preoccupanti, per esempio solo il 22% ha già una strategia "social" (in chiave marketing), il 43% degli utilizzatori ammette di non monitorare i social networks ed il 34% li monitora manualmente, e nessuno sembra preoccuparsi delle implicazioni in termini di security, compliance e risk management. Secondo il Rapporto, a causa della scarsa consapevolezza dei rischi connessi ai social network, le contromisure sono in ritardo rispetto all'adozione della tecnologia, generando un problema ingestibile sia per l'enorme numero di utenti e di transazioni, sia perché i metodi di autenticazione sono carenti e l'identità degli utenti non è accertabile.

Via: Adnkronos