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Sophos, iPhone a rischio fleeceware: 30 app attivano costi nascosti


Sophos, leader globale nella sicurezza informatica di ultima generazione, ha pubblicato il nuovo rapporto dei SophosLabs, “Don’t Let Fleeceware Sneak into Your iPhone”, che rivela come gli utenti di device Apple siano il nuovo bersaglio di applicazioni che addebitano agli utenti costosi abbonamenti. Per definire questo tipo di app, Sophos ha coniato il termine fleeceware, perché la caratteristica primaria è quella di spennare (to fleece) gli utenti in cambio di funzionalità disponibili in applicazioni gratis o molto più economiche. I ricercatori ne hanno individuate più di 30 sull’App Store e secondo i dati disponibili, queste app sembrano essere state installate circa 3,6 mln di volte.

Emergenza Coronavirus, Acronis: come evitare le truffe del phishing


I consigli di Acronis, leader nella cyber protection, per evitare di diventare vittime di phishing. Le notizie sulla pandemia di coronavirus diventano più preoccupanti ogni giorno che passa. Il bilancio delle vittime in Cina è in crescita e un numero sempre più ampio di nazioni sta chiudendo i propri confini ai viaggiatori provenienti da aree a rischio. All’improvviso si registra una carenza globale di maschere chirurgiche. E come con quasi tutti gli eventi mondiali di grande portata dei giorni nostri – siano essi di mero gossip o realmente drammatici come nel caso in oggetto – i truffatori non perdono l’occasione per avvantaggiarsi dell’attuale situazione e delle nostre paure.

Sequestrato dalla GdF falso sito Prada con griffe italiane contraffatte


La Guardia di Finanza di Pordenone ha sgominato, in un'operazione internazionale, una organizzazione criminali del falso “Made in Italy” sequestrando e oscurando il sito che imitava fedelmente il marchio di una nota griffe di accessori e abbigliamento. La griffe clonata è quella di Prada e, come accertato dalla Guardia di Finanza, si dipanava dalla Cina, passando per Francia, Olanda e Inghilterra, il lungo filo della rete criminale che vendeva in internet prodotti della casa italiana contraffatti.  Il sito in tutto e per tutto era uguale a quello originale. La sua denominazione, per ingannare gli utenti, sembrava non lasciare dubbi sull’autenticità e la originalità dei prodotti.

Polizia di Stato: Maturità al sicuro, campagna contro le bufale online


Ogni anno in occasione della Maturità si rincorrono puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce ministeriali provenienti da Internet. Ed ogni anno si diffondono le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima della fatidica apertura delle buste provenienti dal Ministero dell’Istruzione. Leggende che assumono il carattere di certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla ricerca di anticipazioni sulle tracce. La conferma si trova nella ricerca realizzata da Skuola.net, per la Polizia di Stato, su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno.

Intel Security: phishing, sconosciuto per il 97% degli utenti mondiali


Intel Security ha rilasciato oggi i risultati del Phishing Quiz, un’indagine volta a testare la conoscenza e l’abilità degli utenti nel riconoscere le email di phishing, tecnica sfruttata dai cybercriminali. Il quiz, formato da 10 email realizzate da Intel Security, chiede agli utenti di identificare quali di esse sono email legittime e quali sono esemplari di phishing progettati per carpire informazioni riservate. Tra i circa 19.000 partecipanti di 144 paesi, solo il 3 percento è stato in grado di identificare correttamente tutti e 10 gli esempi, mentre l’80 percento non ha identificato almeno una email di phishing, una condizione sufficiente per cadere vittima di un attacco.

MarkMonitor: anche per San Valentino attenzione alle insidie del Web


San Valentino potrebbe essere un'occasione per i truffatori del web per colpire gli ignari consumatori in cerca di un regalo, che sia tecnologico o un gioiello o un viaggio. Un reminder di MarkMonitor su quali regole seguire per non cadere in tranelli. San Valentino si avvicina e gli innamorati sono già alla ricerca del regalo perfetto. Fiori e cioccolatini non passano mai di moda, ma per la festa più romantica dell’anno, bisogna trovare qualcosa di speciale. In cima alla classifica dei regali per San Valentino troviamo dei grandi classici come gioielli e abbigliamento e, perché no, weekend romantici in Italia e Europa.

Kaspersky Lab: spam a tema Ebola, phishing in crescita su Facebook


Gli spammer hanno creato nuove versioni della truffa nota con il nome di "Lettera Nigeriana", che nel mese di settembre, per attirare le proprie vittime, ha sfruttato in varie mailing di massa il tema Ebola. Le cifre dello spam secondo Kaspersky Lab. La percentuale di spam all’interno del traffico email di settembre si è attestata su un valore medio del 66,5%, 0,7 punti percentuali in meno rispetto alla media di agosto; i maggiori distributori di spam sono stati USA (12%), Vietnam (9,3%) e Russia (5,8%);  a settembre, la Germania si è aggiudicata il primo posto come paese con il più alto tasso di rilevamenti antivirus (9,11%), seguita da Regno Unito (8,45%) e Stati Uniti (8,26%).

MarkMonitor: truffe sul web in agguato anche durante periodo estivo‏


Poco prima delle vacanze estive, proliferano le offerte turistiche last minute per l'acquisto di soggiorni in hotel o pacchetti viaggio all'estero. L'industria del turismo è uno dei settori più avanzati nell'utilizzo di Internet come canale di distribuzione, quindi vi sono sempre più opzioni a disposizione del pubblico per la ricerca. Spesso vengono proposti online sconti e offerte interessanti e attraenti per l'acquirente. Tuttavia, come in molti altri settori nell’e-commerce, esistono potenziali rischi per gli acquirenti a causa di siti fraudolenti che vendono prodotti contraffatti o "servizi" e si fingono venditori legittimi.

G DATA, offerte per vacanze last minute: attenzione alle truffe online


Le ferie estive rappresentano un’occasione di svago e riposo per tutti, ma non per i cyber criminali che non vanno mai in vacanza. Il mercato online dei viaggi e delle vacanze sta crescendo anno dopo anno. Secondo due studi pubblicati l'anno scorso da Trivago e da British Airways negli ultimi 10 anni il numero di chi prenota online sarebbe cresciuto del 67% soprattutto nell'ottica di ottenere un maggiore risparmio. I siti di viaggio consultati in media per prenotare un viaggio sarebbero dai 2 ai 5 per il 57% degli intervistati e, cosa importante, per il 73% il prezzo è la ragione discriminante.

Truffe online: sequestrati 13 siti da Polizia Postale, arresti e denunce


Realizzavano siti per il commercio online di prodotti hi-tech, che venivano venduti e pagati con moneta elettronica, ma che poi non arrivavano a destinazione. Anzi non partivano proprio. Infatti le sette persone indagate dal Compartimento di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, realizzavano delle vere e proprie truffe online, che negli ultimi 18 mesi hanno fruttato al gruppo circa 4 milioni di euro. 

Al termine dell'operazione "Phish and gold" sono tre le persone finite in carcere, quattro quelle denunciate in stato di libertà e 13 siti web sono stati sequestrati. Gli arresti sono stati effettuati a Pescara e Campobasso mentre decine di perquisizioni sono state eseguite anche a Ferrara e Livorno. Una volta realizzati i siti il gruppo provvedeva ad ospitarli su server proxy che ne garantivano l'anonimato, poi pubblicizzava gli articoli, sempre prodotti elettronici di ultima generazione e delle marche più conosciute, a prezzi molto convenienti. 

Successivamente veniva applicato un ulteriore sconto del 20, 30 per cento, che rendeva le offerte particolarmente allettanti. Per crearsi una credibilità i truffatori, utilizzando documenti falsi, avevano attivato delle imprese online in varie parti d'Italia e, saltuariamente, acquistavano realmente prodotti per mandare a buon fine alcune vendite e avere così dei feedback positivi che aumentavano la serietà dei siti. 

Per avere la massima visibilità sulla Rete il gruppo pubblicizzava i prodotti sui motori di ricerca più visitati, stipulando anche contratti particolari per avere sempre la propria merce nelle prime posizioni. Più di quattromila le vittime truffate dai criminali che convogliavano le somme provenienti dai raggiri su conti correnti bancari, postali e online. Il denaro veniva poi ritirato in tutto il Paese tramite bancomat e operazioni di sportello presso istituti bancari e postali. 

Un ingente quantitativo di denaro è stato anche fatto transitare su carte di debito e credito, nonché su conti PayPal. Contestualmente altri complici investivano parte del denaro nell'acquisto di oro, gioielli e articoli elettronici da vendere saltuariamente. Tutti i conti correnti utilizzati per convogliare le somme truffate sono state sequestrate, così come le carte di credito e di debito. Analogo discorso per il materiale hi-tech destinato alla vendita reale, e per l'ingente numero di telefoni cellulari di ultima generazione e relative schede, utilizzati per la commissione delle truffe, in uso ai componenti del gruppo.



MarkMonitor, 8 consigli per acquisti online più sicuri in vista di Natale‏


Shopping per il Natale 2013: quest’anno i consumatori saranno più previdenti eppure più a rischio. Tra poco più di un mese sarà Natale ed è già iniziato lo shopping per l’acquisto di regali, ormai sempre più indirizzato verso i canali online. Secondo un recente sondaggio condotto da ShopperTrak, si prevede che la stagione dello shopping natalizio di quest'anno sarà la peggiore dal 2009 e che i consumatori probabilmente saranno cauti negli acquisti nonostante la ripresa dell’economia, privilegiando verosimilmente prodotti scontati e in offerta.

Marchi contraffatti: sequestrati 16 siti Web, migliaia di italiani truffati


La Guardia di Finanza di Bergamo, su provvedimento emesso in via d'urgenza dalla locale Procura della Repubblica, ha sequestrato 16 (sedici) siti internet che commercializzavano on line oltre 400.000 prodotti contraffatti di abbigliamento ed accessori di noti marchi nazionali ed internazionali, in violazione degli articoli 473 e 474 del codice penale (introduzione e commercio di prodotti falsi sul territorio nazionale). 

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore, hanno accertato che i gestori dei siti avevano, artatamente, collocato all'estero gli indirizzi I.P. (Internet Protocol Address) nell'intento di sviare e rendere maggiormente difficoltosa l'attività d'intelligence. Lussemburgo, Spagna, Australia, Israele, Stati Uniti, Turchia, Hong Kong, Panama, Cina e India sono i paesi "interessati" dall'indagine, dove risultano allocati i server ospitanti le inserzioni di vendita dei prodotti. 

I nomi riconducibili ai domini dei siti posti sotto sequestro - spiega una nota della Guardia di Finanza - sono Italomoda, peutereysito ufficiale, andtrendy, ccbusi, chicaideal, ebuypeuterey, fashionremix, fashionstardome, 55licks, okoktrade, outletpeutereyonlines, peutereyprezzi, runwayrocket, shoesclothingonline, singulartrend e spyderclassicjackets. 

Gli articoli proposti in vendita erano distribuiti su diverse migliaia di pagine, visitate giornalmente da altrettanti utenti. Tutti molto noti e di rilievo internazionale gli oltre 150 marchi falsificati, tra cui Ferrari, Armani, Moncler, Aeronautica Militare, Peuterey, Louis Vuitton, D. & G., Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines, Miu Miu. 

Al fine di verificare l'autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle bergamasche, d'intesa con l'Autorità Giudiziaria ed in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza (GAT), hanno interessato sia i titolari dei marchi licenziatari o delle società che tutelano il marchio sul territorio nazionale, sia i relativi consulenti in possesso delle necessarie competenze tecniche, allo scopo di ottenere specifiche perizie. 

Gli esiti di tali attività hanno consentito di accertare che gli articoli erano di qualità tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti, anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Per poter bloccare il funzionamento dei siti, il decreto di sequestro è stato notificato ad oltre 150 Internet Service Providers. 

Sono in corso ulteriori attività investigative dirette ad acquisire elementi su eventuali responsabilità di soggetti esteri. L'attività svolta rientra tra quelle strategiche poste in essere dalla Guardia di Finanza a tutela del corretto funzionamento dei mercati e dei singoli consumatori, anche in relazione ai potenziali rischi per la salute che potrebbero derivare dall'uso di prodotti contraffatti.


Promettevano guadagni in franchising ma era truffa online, 3 indagati


Hanno convinto molte persone a investire anche cifre pari a 100mila euro in un franchising per il gioco on line, ma erano truffatori. Sequestro beni per tre indagati dalla procura di Ariano Irpino, nell'avellinese, due persone della provincia di Foggia e un irpino. I tre, attraverso siti internet, pubblicizzavano favolosi guadagni attraverso una società di Milano (H. srl) e una creata ad hoc (I. srl), affiliandosi a una rete per la vendita di prodotti "Giocarendita" e "Vinci per Sempre" (nel settore delle scommesse on line) e "Finposteitalia" (nel settore delle poste private). 

Invece in poco tempo coloro che si erano affiliati, dando alle due società un cospicuo anticipo, sono stati costretti a chiudere. Le indagini, scaturite da alcune segnalazioni di imprenditori rivoltisi alla Guardia di finanza di Avellino, si sono sviluppate a seguito di controlli contro il lavoro sommerso negli uffici della società di Ariano Irpino e hanno consentito di smascherare un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa commerciale. Le proposte di lavoro erano pubblicizzate tramite siti internet e locandine. 

Dopo aver contattato potenziali clienti, selezionati sulla base dell'inesperienza nel settore e della necessità di occupazione, i truffatori, grazie a materiale informativo ingannevole, facevano credere che la società H. srl avesse le credenziali, le capacità e le potenzialità necessarie per garantire lo sviluppo e la proficuità economica dei progetti di franchising proposti sul mercato. 

I giochi proposti per la vendita, invece, non risultavano neppure registrati all'Ufficio Marchi e Brevetti, e i Monopoli di Stato non avevano mai rilasciato alcuna autorizzazione per l'attività' di giochi e scommesse alla società affiliante o alla proponente. Inoltre la prima società (che aveva a Milano soltanto una sede virtuale senza alcun dipendente e con solo un servizio di segretariato telefonico) non aveva alcuna autorizzazione per l'offerta dei servizi finanziari all'interno degli uffici postali privati (contrariamente a quanto aveva fatto credere ai truffati), come hanno confermato i riscontri presso la Banca d'Italia

La società affiliante non era neanche titolare di quei pochi servizi postali offerti agli affiliati, servendosi, contrariamente alle regole del franchising, di società terze. Il gip ha emesso provvedimenti di sequestro dei rapporti bancari e postali facenti capo agli ideatori della truffa (P.E.L., 50 anni, nato a Foggia, G.C., 51 anni, nato a Biccari, e T.M.R., 30 anni, nata ad Avellino), tra Roma, Milano, Avellino, Bologna, Lecce, Biella e Torre del Greco, interrompendo la truffa già avviata in diverse regioni.

Fonte: AGI

Truffe online, estorsione via Skype e Facebook: raggiri in tutta Italia


Una nuova truffa realizzata sulla rete è stata smascherata dagli uomini del commissariato di Rovereto dopo la segnalazione di un giovane italiano minorenne caduto nelle trame dei malfattori. Il sistema ingegnoso prevedeva un adescamento attraverso un sito di chat dove il ragazzo, dopo essersi collegato, era stato contattato da una persona che fingendosi una ragazza lo aveva prima convinto a dargli l'amicizia su Facebook e poi a collegarsi via webcam sul sito Skype

Durante il collegamento via Skype dell'altra parte il ragazzo aveva trovato una donna che denudatasi lo aveva invitato a fare altrettanto e ad iniziare del petting virtuale. Dopo qualche minuto di collegamento improvvisamente l’interlocutore si è mostrato per quello che era in realtà, ovvero un uomo. Da qui le minacce di mettere in rete il filmato che ritraeva il giovane e di girarlo anche a tutte le sue amicizie Facebook se non avesse pagato 500,00 euro. 

Per dimostrare che non stava scherzando e che effettivamente aveva registrato l'incontro, gli aveva inviato un link su Youtube, che poteva essere visto solo dal ragazzo. Una volta date le indicazioni anche sulle modalità di pagamento al giovane non è rimasto altro da fare che pagare. Scattata la denuncia i poliziotti hanno accertato che questo non è stato il primo caso e che dal mese di novembre 2012 fino al gennaio 2013 altre persone hanno effettuato rimesse di denaro dall'Italia in favore del truffatore H.H. residente in Marocco per un totale complessivo di circa 3.000,00 euro. 

Le successive verifiche hanno poi permesso di constatare che tutte le rimesse di denaro in Marocco sono state riscosse sempre dalla stessa persona che ha sempre esibito lo stesso documento di identità. Ora i poliziotti di Rovereto lavorano in collaborazione con l'Interpol e con le Squadre Mobili ed i Commissariati di Pubblica Sicurezza dei luoghi dove le altre truffe si sono consumate per assicurare il truffatore alla giustizia. Attenzione dunque alle videochat, webcam chat, come Chatroulette, si potrebbe incappare in qualche ricatto cosi com'è è successo in questi mesi in tutta Italia.


Fonte: Polizia di Stato
Foto archivio

Clonavano carte di credito per scommesse online: 31 arresti della Gdf


Operazione, "Transilvania Games" della Guardia di Finanza contro un'organizzazione che clonava carte di credito e ricaricava conti di gioco per scommesse on line: decine di arresti. Rubati, in tutta Italia, i dati di 350 persone. Oltre 200 finanzieri del comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione ad un'imponente operazione di polizia, che ha messo fine all'attività di un'organizzazione criminale composta da soggetti dell'est Europa (romeni e macedoni), specializzata nella clonazione di carte di credito.

Decine di arresti per associazione per delinquere finalizzata all'utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, frode informatica, riciclaggio e ricettazione. Numerose anche le perquisizioni personali e locali in corso di svolgimento. Oltre 350 invece i soggetti, sparsi in tutta Italia, i cui dati sono stati rubati on line. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia tributaria di Roma e coordinate dalla Procura di Viterbo, nella cui provincia risiedono 19 dei 31 colpiti dall'ordinanza, sono state avviate dopo l'esposto presentato alla Finanza da un cittadino vittima del phishing

In particolare, il denunciante lamentava di essersi accorto, nel corso di una transazione sul web, di non aver più disponibilità di denaro sulla propria carta elettronica in quanto svuotata del relativo credito a seguito di un'operazione non autorizzata ed effettuata da ignoti su un sito di scommesse. Partendo da questo singolo caso i finanzieri sono riusciti a ricostruire la consolida operatività di una vera e propria organizzazione criminale, con a capo tre romeni che, attraverso l'uso di mail "trabocchetto" ed altri accorgimenti informatici, riusciva ad impossessarsi delle credenziali (numero della carta e password dispositive) di numerose carte di credito. 

Le carte così "virtualmente" clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco aperti presso la Sisal Match Point (del tutto ignara del raggiro), intestati a persone dell'Europa dell'Est organiche all'associazione criminale. I conti venivano quindi usati per effettuare scommesse "sicure" (ad esempio, a fronte di una giocata di 100 euro si potevano vincere al massimo 103 euro), con l'unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte. Il passaggio successivo consisteva nella monetizzazione delle somme vinte attraverso l'immediata riscossione con prelievi on-line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte Postepay intestate agli stessi soggetti. 

Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari. Con questo sistema sono state effettuate ricaricare ai conti gioco per oltre 273.000 euro, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito (ricostruite anche grazie ai dati forniti da Cartasì, Poste Italiane e Sisal Match Point) e prelevati più di 255.000 euro. Oltre agli arresti i finanzieri hanno anche sequestrato 30 conti gioco Sisal Match Point illecitamente ricaricati e 32 carte Postepay dove era confluito il denaro provento di reato, unitamente a queste ultime.


Cassazione, stop a catene di Sant'Antonio e siti Web esca: sono fuorilegge


Al bando i siti Web senza propositi di commercio, ovvero i cosiddetti "siti esca". Per la Corte di Cassazione la famigerata Catena di Sant'Antonio, il veicolo più classico per attrarre soggetti facendo leva sulla sensibilità o sull'avidità degli stessi, allo scopo di incrementare la platea di riferimento per un dato servizio, è da ritenersi "fuorilegge".

La formula delle catene di Sant'Antonio è un fenomeno esploso sul web negli anni e sfrutta il "Phishing" per diffondere false promozioni e falsi servizi. Una decisione che rischia di far partire innumerevoli cause contro quelle aziende che usano i multilevel marketing per incrementare la loro rete di introiti.

L'individuo che collabora con un'azienda che distribuisce i suoi prodotti attraverso un sistema di Network Marketing è da considerarsi un imprenditore indipendente. Come tale, non è normalmente subordinato da obblighi di fatturato né da soglie massime di reddito.

La legislazione italiana non definisce esplicitamente il multilevel marketing (MLM), pone invece norme volte ad evitare strutture piramidali o catene di Sant'Antonio, già regolate dalla legge 173 del 2005. Nella fattispecie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza 37049/2012 impugnata dagli imputati.

In alcuni casi le catene di sant'Antonio, che chiedono di inoltrare il messaggio ad un particolare indirizzo sono utilizzate per alimentare il fenomeno illegale dello spam. Avviando una catena di questo tipo, lo spammer potrà estrarre (con l'utilizzo di appositi software) un gran numero di indirizzi e-mail validi, da rivendere a caro prezzo.

Questi dati verranno utilizzati per l'invio di messaggi indesiderati pubblicitari o truffaldini. Una variante più moderna della catena di Sant'Antonio è lo schema di Ponzi. Questi sistemi in Italia sono illegali, trattandosi di movimenti di denaro per i quali non esiste modalità di dichiarazione.

L'MLM è un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che ha la finalità di permettere a chiunque di diventare un distributore e di creare una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro. Come tale, non è normalmente subordinato da obblighi di fatturato né da soglie massime di reddito.


Fonte: AGI
Via: Leggi Oggi


Truffe: 45 indagati per phishing, raggiro da 300 mila euro per 600 correnti


Erano tutte romene le menti dell'organizzazione dedita alle truffe online sgominata stamani dalla Polizia. Oltre 600 correntisti, per un danno totale stimato in oltre 2 milioni di euro, limitato a 300 mila grazie all'intervento della polizia. Le indagini sono partite da Milano nel maggio del 2011 a seguito di numerose denunce ed e-mail di segnalazione inviate da cittadini al Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia, in cui si segnalavano messaggi sospetti di alcuni istituti di credito.

L'esca era un messaggio in cui si invitava il cliente a inserire le credenziali di accesso al conto corrente su un sito creato dal "phisher", identico a quello della propria banca. Gli investigatori, in stretta collaborazione con le autorita' della Romania, hanno così iniziato un'operazione di monitoraggio che ha permesso di ricostruire i movimenti dei conti, i trasferimenti e i prelievi.  L'operazione ha permesso di smantellare il gruppo specializzato truffe informatiche mediante l'accesso abusivo ai sistemi informatici di home banking.

Il bilancio finale degli otto mesi di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Francesco Cajani è di 45 indagati, di cui 15 italiani (raggiunti in Lombardia, Lazio, Emilia), accusati a vario titolo di associazione a delinquere transnazionale operante in Italia, Regno Unito e Romania, accesso abusivo a sistemi informatici, truffa, sottrazione di credenziali di accesso per la gestione di conti home banking, e utilizzo indebito di carte di credito.

L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Gennari, è stata eseguita in simultanea sia in Italia che in Romania, dove gli agenti hanno fatto irruzione in alcuni appartamenti trovando contanti, cellulari, computer e materiale che verrà analizzato. Per incastrare la banda sono state utilizzate intercettazioni telefoniche, oltre al racconto di testimoni e l'acquisizione di immagini dei sistemi di sorveglianza degli uffici postali da cui sono stati prelevati contanti.

Ogni componente aveva una percentuale a seconda del proprio ruolo. Chi prelevava materialmente i soldi dagli sportelli tratteneva il 5-10% del totale; coloro che ingaggiavano questi ultimi, il 15-20%; il capo zona e capo gruppo operativo (una sorta di supervisore), il 20-25%; mentre il 50-55% veniva trasferito in Romania agli hacker tramite bonifici bancari con circuiti di trasferimento internazionale.

Il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, d'intesa con le strutture antifrode degli istituti di credito interessati, ha sperimentato un nuovo metodo di prevenzione, inventando le cosiddette 'prenotate': all'insaputa del prestanome la carta incriminata veniva soggetta a un saldo negativo virtuale tra i 1.000 e i 2.000 euro, non visibile ai phisher che continuavano a farvi confluire i profitti illeciti. Da qui il duplice vantaggio: i bonifici non potevano essere monetizzati dal prestanome e gli istituti potevano recuperare le somme sottratte.

Fonte: Aduc
Via: Adnkronos

Smishing: sms conduce a falso sito Postepay e ruba i dati di accesso


Negli ultimi tempi va diffondendosi un fenomeno conosciuto con il termine di phishing: una frode finalizzata all'acquisizione, per scopi illegali, di dati riservati. Il furto di identità viene realizzato attraverso l'invio di e-mail contraffatte, con la grafica ed i loghi ufficiali di aziende ed istituzioni, che invitano il destinatario a fornire informazioni personali, motivando tale richiesta con ragioni di natura tecnica. Spesso i messaggi di phishing adottano un tono allarmistico, e l'intervento del destinatario è richiesto per garantire la sicurezza dei dati personali.


Ancora una volta la truffa potrebbe arrivare via sms. In molti hanno segnalato al portale Antiphishing Italia di aver ricevuto in questi giorni sul proprio telefonino un messaggio dal testo : “Gentile cliente, la sua carta di credito è stata bloccata. Siete pregati di accedere al www.postepay-italia.com per seguire la procedura di sblocco.” Si tratta ovviamente di un tentativo di smishing al quale Poste Italiane non è nuova. Un caso analogo si era già verificato lo scorso 2 giugno. Il sito trappola, già segnalato come phishing, risulta al momento ancora attivo.


Si chiama SMishing il nuovo sistema per rubare denaro e informazioni riservate con il cellulare. Attenzione ai messaggini che invitano a collegarsi a siti web, anche al sito di Poste Italiane, per verificare i propri dati o le transazioni della carta di credito o del conto online. I truffatori, infatti, sono in agguato con messaggi falsi inviati via SMS a milioni di utenti. E’ una truffa, quella del messaggino, che diventa sempre più difficile da scoprire ed evitare, soprattutto quando ci si collega via telefonia cellulare con il computer o con altri dispositivi elettronici mobili come i palmari.


Se ricevete un messaggio simile ignoratelo ed eliminatelo. Per coloro che sono caduti nella trappola e hanno inserito i dati di login: cambiate la password di accesso al conto accedendo al sito delle Poste Italiane www.postepay.it. Informate le Poste Italiane telefonando al numero verde 803.160; seguite le istruzioni della guida vocale e scegliete l'opzione Servizi Internet. La telefonata è gratuita per chi chiama da rete fissa; chi accede da rete mobile dovrà comporre il n. 199.100.160. Il costo è legato all'operatore utilizzato ed è pari al massimo a euro 0,60 al minuto più euro 0,15 alla risposta.

Fonte: Poste Italiane
Via: Anti-phishing Italia

Milano: Gdf, prometteva lavoro via Web ma era una catena di S. Antonio


La Guardia di Finanza di Rho nei giorni scorsi ha ultimato un'attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una donna di Cornaredo che, attraverso alcuni siti web, pubblicizzando un fantomatico lavoro a domicilio consistente nella trascrizione di indirizzi di corrispondenza, era riuscita a scucire, ad una moltitudine di persone, piccole somme di denaro (dai 20 ai 39 euro) che le hanno fruttato, dal 2007 ad oggi, un bottino di circa 180.000 euro. Lo comunica, in una nota, la Guardia di Finanza di Milano.

I finanzieri della compagnia di Rho, attraverso perquisizioni ed indagini finanziarie, hanno potuto constatare che, in realtà, quella posta in essere dalla donna era sostanzialmente riconducibile alle cosiddette ''catene di Sant'Antonio''. La donna si avvaleva anche di una rete di ''collaboratori'', pubblicizzando la propria attività attraverso la rete utilizzando siti web, con dominio in Italia e all'estero, dove venivano veicolati messaggi ingannevoli idonei ad attirate l'attenzione di gente in cerca di lavoro.

Tale modo di operare configura, quindi, la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone ed in cui il diritto a reclutare si trasferisce all'infinito previo il pagamento di un corrispettivo. I siti gestiti da provider italiani sono stati sequestrati ed oscurati e gli altri seguiranno la stessa sorte non appena saranno completate le procedure internazionali. Le ''catene di Sant'Antonio'' sono vietate dall'ordinamento italiano ed i promotori sono soggetti a sanzioni penali.

Per questo motivo la donna di Cornaredo è stata deferita all'a.g. La stessa dovrà inoltre corrispondere all'erario le imposte commisurate al non trascurabile guadagno. Un anno di carcere è previsto sia per chi organizza il gioco, sia per chi fa proselitismo alla ricerca di altre vittime (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0074860.pdf). La vicenda, resa celebre dalle sortite scomposte e simpatiche della protagonista, era stata portata alla ribalta durante l'inverno scorso da Max Laudadio durante la nota trasmissione televisiva ''Striscia la notizia''.

Via: ASCA

Truffa Italia-programmi.net, sito oscurato dopo denuncia dal Quirinale


Dopo aver truffato migliaia di italiani, la fantomatica società Estesa Limited, attraverso il sito www.italia-programmi.net, ha provato a incastrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo scorso 6 febbraio il presidente, in una lettera indirizzata a lui personalmente, si è visto chiedere il pagamento dei 96 euro più 8,5 per spese di recupero crediti, secondo quanto riportato da Il Secolo XIX. Da quest'oggi chiunque dall'Italia, tenti di visitare il sito web di Estesa Limited, non vedrà risolto il nome a dominio ed ogni richiesta di connessione verso il sito web di Italia-programmi cadrà automaticamente nel vuoto.


Ma Napolitano non è la prima vittima illustre, già nel 2011 Antonio Catricalà, allora presidente dell'Antitrust, aveva dichiarato di aver ricevuto la notifica pur non avendo mai avuto accesso al sito. Dopo l'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma e la multa da 1,5 milioni di euro inflitta ad Estesa Limited dall'Antitrust, la società ha continuato a minacciare gli utenti italiani paventando l'avvio di azioni legali. Il Garante della concorrenza e del mercato si è occupato la prima volta della vicenda ad agosto 2011, quando ha imposto ad Estesa Limited di modificare la pagina di apertura chiarendo che per accedere ai contenuti del sito bisognava pagare.


Anche il Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza (Gat) ha ribadito che non bisogna versare alcuna somma a Italia-Programmi.net. La vicenda ricalca il modello fraudolento delle già nota "easy-download.info" ed ha origine nell’offerta via Internet di software gratuito. I cittadini che ricevono lettere di ingiunzione o sollecito non devono eseguire alcun pagamento, ma segnalare alle Forze di Polizia della propria città l'accaduto avendo cura di rappresentare che presso la Procura di Roma su questo episodio criminoso è già attivo il procedimento penale N° 52184/11. Ulteriori informazioni sul sito del Gat www.gat.gdf.it. e dell'Aduc www.aduc.it.