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Spazio, lanciata sonda ExoMars: missione per cercare vita su Marte


E' partita alle 10.31 di oggi la missione europea su Marte. Eccola Exomars, la sonda europea che va su Marte a caccia della vita. E' appena decollato dal cosmodromo Russo di Baikonur, in Kazakhstan, il razzo russo Proton che porta in orbita la sonda spaziale dell'ESA, composta di due segmenti, il modulo orbitante TGO e il piccolo lander Schiapparelli. Si tratta di una grande sfida per il nostro Paese. Nel progetto euro-russo in 2 tranche, infatti l'Italia è leader attraverso Thales Alenia Space Italia che ha realizzato la sonda e gran parte dei suoi strumenti l'Agenzia spaziale italiana che ha contribuito per circa 350 milioni di euro del miliardo e 300 milioni di costo totale della missione.

Spazio: @AstroSamantha torna sulla Terra e stabilisce nuovo record


L'astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, l'astronauta della NASA Terry Virts e il comandante russo della Roscosmos Anton Shkaplerov, sono atterrati in sicurezza nella steppa kazaka dopo un viaggio di tre ore nella loro navicella spaziale Soyuz. Samantha Cristoforetti e i suoi colleghi astronauti, il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts , sono atterrati sul suolo kazako (nei pressi della città di Dzhezkazgana) a bordo della capsula Soyuz TMA-15M. Partita per la Stazione Spaziale Internazionale il 23 novembre 2014 dal Cosmodromo di Baikonur, AstroSamantha (questo il suo nickname su Twitter) è tornata sul nostro pianeta dopo 199 giorni e 17 ore di missione.

Spazio: lancio riuscito per la Soyuz, Cristoforetti in viaggio verso ISS


Lancio perfettamente riuscito alle 22.01 per la Soyuz Tma-15M con a bordo l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, decollata dal cosmodromo russo di Baikonur e diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale "Alpha". Insieme alla Cristoforetti vi sono il cosmonauta Anton Chkaplerov e l'astronauta Terry Wirts: l'attracco all'Iss è previsto alle 4.50 ora italiana. I tre raggiungeranno l'equipaggio dell'Iss che già si trova sulla stazione - l'astronauta Barry Wilmore e i cosmonauti Alexandre Samokutyaev ed Elena Serova - dove rimarranno fino alla metà di maggio del 2015.

Spazio: missione indiana verso Marte, progetto low cost Mangalyaan


L'India punta in alto, verso lo Spazio: con il lancio di una sonda senza equipaggio vuole diventare il primo Paese asiatico a raggiungere Marte, dopo i tentativi falliti da Cina e Giappone. La sonda, dal peso di 1,35 tonnellate, martedì 5 novembre lascia la Terra spinta da un razzo da 350 tonnellate per raggiungere il Pianeta rosso, a 200 milioni di chilometri di distanza. La sonda orbiterà attorno alla Terra per un mese, acquistando la velocità necessaria per sfuggire alla forza di gravità. 

"La missione ha due obiettivi - spiega il capo della Indian Space Research Organisation, il dottor Radhakrishnan - il primo e più importante è dimostrare la nostra capacità tecnologica di costruire una navicella spaziale e farla orbitare attorno a Marte. Il secondo è condurre esperimenti scientifici per trovare il metano, e scoprirne l'origine". Per la missione, iniziata nell'agosto 2012, l'India ha investito 4,5 miliardi di rupie, circa 54 milioni di euro. 

L'agenzia spaziale viene accusata di investire il denaro nello Spazio mentre un terzo dei bambini indiani è malnutrito e metà della popolazione non ha un bagno: Radhakrishnan respinge le accuse: "Sfruttiamo l'alta tecnologia per trovare soluzioni a problemi comuni: questa è stata la nostra spinta sin dall'inizio. Le infrastrutture per le comunicazioni del Paese sono state sviluppate grazie ai programmi spaziali degli anni 80". Al progetto lavorano 16mila indiani, ogni anno il Paese investe un miliardo di dollari nell'agenzia spaziale: si stima che per ogni dollaro investito ne tornino indietro due. 


Cinque strumenti a energia solare a bordo del Mangalyaan raccoglieranno dati per aiutare a determinare come lavora il clima di Marte e che fine abbia fatto l'acqua che si ritiene sia una volta esistita sul pianeta rosso in grandi quantità. Su Marte si cercherà inoltre il metano, una sostanza chimica chiave nei processi di vita sulla Terra che potrebbe venire anche da processi geologici. 

Nessuno degli strumenti invierà dati sufficienti per rispondere a queste domande in via definitiva, ma gli esperti dicono che i dati sono fondamentali per una migliore comprensione di come i pianeti si sviluppano geologicamente, quali condizioni potrebbero rendere la vita possibile e dove potrebbe esistere nel resto dell'universo. Alcuni dei dati che completeranno la ricerca dovrebbero esseri condotti con una sonda che la NASA lancerà a fine mese, il Mars Atmosphere and Volatile Evolution mission, soprannominato MAVEN.

L'India, come ben noto per la sua povertà endemica e la fame, come per la sua abilità tecnologica, ha utilizzato la ricerca nello spazio e altrove per contribuire a risolvere i problemi a casa, per misurare i livelli di acqua in falde sotterranee per prevedere le tempeste, cataclismi e inondazioni. Mille milioni di dollari in un anno spesi per il programma spaziale indiano hanno contribuito a sviluppare satelliti, comunicazione e tecnologie di telerilevamento che vengono utilizzati per misurare l'erosione del suolo costiero, valutare la portata di inondazioni a distanza e gestire copertura forestale per i santuari della fauna selvatica. 


Essi stanno fornendo ai pescatori dati in tempo reale su dove trovare pesce e stanno aiutando a prevedere le catastrofi naturali come il ciclone Phailin che ha colpito il mese scorso la costa orientale dell'India. Una tempesta di proporzioni enormi, paragonabile per dimensioni all'uragano Katrina. Le informazioni di allerta hanno permesso ai funzionari indiani di evacuare quasi un milione di persone dal percorso della massiccia tempesta.

Gli scienziati indiani hanno anche portato almeno 30 missioni di ricerca in Antartide, pur essendo quasi 12.000 chilometri (7.500 miglia) dal continente ghiacciato. Stanno lavorando per espandere il minerario nel mare profondo, indicando ciò come un settore prioritario per la ricerca scientifica. E nel 2008-09 la Indian Space Research Organization (ISRO) ha lanciato con successo un orbiter lunare, Chandrayaan-1, che ha trovato la prova di acqua sulla Luna.

Il razzo Pslv-C25, che trasportava la sonda senza equipaggio è decollato alle 09:08 GMT dallo spazioporto Sriharikota, vicino a Chennai. E 'entrato nell'orbita attorno alla Terra 44 minuti più tardi, ha confermato l'agenzia spaziale del paese. La sonda color oro, che pesa 1.350 kg (2976 libbre), è delle dimensioni di una piccola automobile e viene portata da un razzo da 350 tonnellate, molto più piccolo di quelli statunitensi o equivalenti russi. Per il governo indiano, la riuscita della nuova missione avrà enormi ricadute dal punto di vista dell'immagine.


Via: TMNews

Spazio, spostamenti su Iss: Soyuz riparcheggiata per nuova missione


Giornata di spostamenti sulla Stazione spaziale internazionale. L'equipaggio della Expedition 37: il comandante Fyodor Yurchikhin coadiuvato dall'astronauta italiano dell'Esa, Luca Parmitano in qualità di ingegnere di volo e secondo pilota e dall'astronauta dalla Nasa, Karen Nyberg ha spostato la navetta Sojuz Tma-09M sganciandola dal modulo russo Rassvet, dov'è rimasta attraccata per oltre 5 mesi, riagganciandola, con una manovra durata circa 20 minuti, al boccaporto del modulo di servizio Zvezda, lasciato libero dalla navetta cargo europea Atv-4 "Albert Einstein", ripartita per disintegrarsi nell'atmosfera terrestre col suo carico di rifiuti cosmici.

Spazio: missile russo con tre satelliti esplode dopo lancio a Baikonur


L'ennesimo fallimento di un lancio d'un razzo Proton dallo storico cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, rischia di porre di nuovo all'ordine del giorno il prosieguo delle attività spaziali commerciali russe, quando meno dal sito che ha visto l'epopea dei cosmonauti. E' stato probabilmente uno dei motori a provocare l'esplosione del Proton, che aveva a bordo tre satelliti per il sistema di navigazione, per un valore complessivo di circa 200 milioni di dollari.

"La prima analisi della telemetria e i le immagini dei primi secondi del volo del veicolo Proton M ci permettono di presumere che uno dei motori di controllo direzionale non abbia ben funzionato", ha spiegato una fonte all'agenzia di stampa Interfax. "Contemporaneamente i motori di propulsione del primo stadio del razzo hanno continuato a operare finché non è caduto giù. Apparentemente - ha aggiunto - i sistemi hanno rilevato un malfunzionamento, ma non sono stati in grado di spegnere i motori di propulsione per allontanare il razzo dal sito di lancio".

Sono stati momenti pericolosi. Il razzo s'è staccato dalla rampa, ma è ricaduto giù cinque secondo dopo. L'incidente ha costretto a una parziale evacuazione del cosmodromo, in particolare delle rampe di lancio 254 e 2. Alla fine, secondo una fonte del cosmodromo "sulla base delle informazioni preliminari non ci sono state vittime o danni causati dall'incidente". Dopo la ricaduta, s'è generata una nube tossica provocata dall'incendio dell'eptano, usato come combustibile del razzo.

"E' apparsa già una nuvola di eptano. Può essere vista sul cosmodromo", ha spiegato il ministro delle Situazioni d'emergenza kazako Vladimir Bozhko. L'agenzia spaziale kazaka Kazcosmos ha assicurato che la nube velenosa non dovrebbe rappresentare una minaccia per la città di Baikonur. "Ci sono approssimativamente 60 km dal luogo dell'incidente alla città di Baikonur. I nostri esperti stanno prendendo campioni di aria e di terreno per impedire che si diffondano sostanze dannose fino alle comunità abitrate", ha detto il capo di Kazcosmos Talgat Musabaiev.

"Le forze russe - ha continuato - hanno circondato il cosmodromo e nessuno può entrare nell'area perché può essere estremamente pericoloso". Il governo kazako, memore di altri, recenti incidenti, dal canto suo ha immediatamente annunciato la costituzione di una commissione per indagare l'impatto ambientale dell'incidente. "Ordino la creazione di una commissione governativa guidata dal ministro per la protezione ambientale che dovrà studiare l'impatto dell'incidente al cosmodromo sulla situazione ambientale e il territorio kazako adiacente al cosmodromo", ha detto il primo ministro Serik Akhmetov durante una riunione del governo ad Astana.

Il Proton-M portava tre satelliti destinati a rafforzare la rete di navigazione satellitare russa Glonass. Era il primo lancio dal 2011 di questi satelliti e veniva dopo una serie di stop forzati dovuti al mancato accordo tra Mosca e Astana sull'utilizzo di Baikonur, proprio alla luce di una serie di preoccupazioni sulla sicurezza e sull'ambiente avanzati dal Kazakistan, dietro le quali si intravede una crescente insofferenza per l'inquilino russo. La Russia ha un affitto di lungo periodo per il Kazakistan.

Ogni anno paga 115 milioni di euro e il suo contratto scadrà nel 2050. Recentemente tuttavia il Kazakistan ha mostrato di voler aumentare il proprio controllo sul cosmodromo, mentre la Russia sta costruendo un'altra base nella regione dell'Amur, in Estremo Oriente russo. Per quest'anno il Kazakistan aveva autorizzato solo una parte dei lanci richiesti da Mosca e, per sbloccare l'impasse tra le due parti, c'era voluto un incontro tra i presidenti dei due paesi: Vladimir Putin per la Russia e Nursultan Nazarbaiev.

La posizione kazaka sul cosmodromo si è irrigidita dal 2007, quando un razzo Proton-M con a bordo un satellite giapponese per le telecomunicazioni esplose poco dopo il lancio. I frammenti non fecero vittime, ma caddero nelle vicinanze della città di Zhezkagan, dove casualmente in quelle ore si trovava in visita il presidente Nazarbaiev. Dopo l'esplosione di oggi, ci saranno certamente altre battute d'arresto. Secondo una fonte del l'industria spaziale, citata da Interfax, probabilmente anch il lancio del modulo-laboratorio multiruolo (Mlm) destinato alla Stazione spaziale internazionale sarà rimandato al prossimo anno.


Fonte: TMNews

Satellite SES-6 pronto al lancio, arrivato al cosmodromo di Baikonur


SES S. A. (NYSE Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG) ha annunciato che il satellite SES-6 è arrivato al cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Il lancio avverrà il 3 giugno 2013 alle 15:18 locali (11:18 a.m. CET, 5:18 a.m. EDT) utilizzando un razzo ILS Proton Breeze M.

Costruito da EADS Astrium di Tolosa (Francia) sulla base piattaforma a elevata affidabilità Eurostar E3000, il satellite SES-6 dispone di 43 transponder in banda C e 48 in banda Ku (equivalenti a 36 MHz) e consentirà di fornire la nuova generazione di servizi dbroadcasting (come la distribuzione di video HD e servizi mobili) dalla sua posizione a 40,5° Ovest nell’orbita gesotazionaria. Coprirà le aree del Nord America, America Latina, Europa e Oceano Atlantico.  

Martin Halliwell, Chief Technology Officer di SES, ha dichiarato: "SES-6 sostituirà l'attuale satellite NSS-806 a 40,5° Ovest, consentendo un importante aumento della capacità in uno slot orbitale strategico per Nord America e America Latina. Il payload in banda Ku di questo satellite supporterà piattaforme DTH, servizi VSAT e programmi governativi per l’inclusione digitale in tutta l’America Latina". 

"Il payload in banda C aggiungerà ulteriore capacità, per supportare la diffusione di un maggior numero di canali in un'area fondamentale per le trasmissioni via cavo. Ringraziamo Astrium per la consegna del satellite, e ci prepariamo ad una campagna di lancio di successo con il razzo ILS Proton", conclude Halliwell.

SES-6 pesa 6.100 kg e i suoi pannelli solari, dopo la collocazione in orbita, si estenderanno per una lunghezza di 40 m. La potenza di emissione del satellite, al termine del suo ciclo di vita progettuale di 15 anni, sarà di 13 kW. SES-6 è il sesto satellite Eurostar della flotta SES, che segue il lancio di ASTRA 2F, avvenuto nel settembre 2012. Tre ulteriori satelliti Eurostar E3000 di SES si trovano attualmente nelle fasi finali di integrazione e collaudo presso i laboratori di Astrium. Ulteriori informazioni sotto: www.ses.com.


Fonte: Prima Pagina
Foto credit: AstriumSES