Giornata di spostamenti sulla Stazione spaziale internazionale. L'equipaggio della Expedition 37: il comandante Fyodor Yurchikhin coadiuvato dall'astronauta italiano dell'Esa, Luca Parmitano in qualità di ingegnere di volo e secondo pilota e dall'astronauta dalla Nasa, Karen Nyberg ha spostato la navetta Sojuz Tma-09M sganciandola dal modulo russo Rassvet, dov'è rimasta attraccata per oltre 5 mesi, riagganciandola, con una manovra durata circa 20 minuti, al boccaporto del modulo di servizio Zvezda, lasciato libero dalla navetta cargo europea Atv-4 "Albert Einstein", ripartita per disintegrarsi nell'atmosfera terrestre col suo carico di rifiuti cosmici.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Spazio, spostamenti su Iss: Soyuz riparcheggiata per nuova missione
Giornata di spostamenti sulla Stazione spaziale internazionale. L'equipaggio della Expedition 37: il comandante Fyodor Yurchikhin coadiuvato dall'astronauta italiano dell'Esa, Luca Parmitano in qualità di ingegnere di volo e secondo pilota e dall'astronauta dalla Nasa, Karen Nyberg ha spostato la navetta Sojuz Tma-09M sganciandola dal modulo russo Rassvet, dov'è rimasta attraccata per oltre 5 mesi, riagganciandola, con una manovra durata circa 20 minuti, al boccaporto del modulo di servizio Zvezda, lasciato libero dalla navetta cargo europea Atv-4 "Albert Einstein", ripartita per disintegrarsi nell'atmosfera terrestre col suo carico di rifiuti cosmici.
Spazio, primi voli del razzo Space X Grasshopper che riatterra da solo
Primi voli di collaudo nella sede della compagnia spaziale privata americana SpaceX, a McGregor, in Texas, per il razzo "Grasshopper". La "cavalletta" si è sollevata autosostenendosi in volo a circa 75 metri d'altezza per diversi secondi prima di riatterrare senza problemi sul carrello a 4 zampe. Si è trattato del volo più lungo e più alto effettuato finora dal veicolo che prima aveva tentato solo piccoli "saltelli".
Spazio, la navetta Soyuz aggancia la Iss: a bordo tre nuovi astronauti
Missione completata: due giorni dopo il lancio, avvenuto dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan, la navetta spaziale russa Soyuz ha agganciato senza problemi la Stazione spaziale internazionale. A bordo della capsula i 3 nuovi membri dell'equipaggio della Expedition 34: l'astronauta canadese Chris Hadfield, il cosmonauta Roman Romanenko e l'astronauta della Nasa Tom Marshburn.
Quando il portellone del modulo Rassvet si è aperto i 3 nuovi inquilini sono stati accolti dal comandante della base orbitante, Kevin Ford e dai Flight Engineers Oleg Novitskiy ed Evgeny Tarelkin. "E' come andare a una mansarda e scoprire un tesoro che avete dimenticato", ha detto Hadfield al telefono con la sua famiglia. "E' solo magia".
La missione di Chris Hadfield, che fu compagno di volo del nostro Umberto Guidoni nella missione Sts-100 dello Shuttle Endeavour, è particolamente significativa. L'astronauta, infatti, è designato a prendere il comando della Expedition 35, a quindi della Iss, dal 15 marzo 2013, divenendo il primo canadese a comandare la base spaziale.
La sua, tuttavia, potrebbe essere l'ultima missione nello Spazio per un astronauta canadese a causa dei costi eccessivi per volare sulle Soyuz russe. Finora il governo canadese poteva contare su una partnership con la Nasa per cui, in cambio di componenti e tecnologie per la Iss, venivano concessi posti sugli shuttle agli astronauti canadesi.
Ora, con il completamento della stazione e soprattutto dopo il pensionamento degli shuttle sono venuti meno questi presupposti e con essi, almeno per ora, le prospettive dei mandare altri canadesi in orbita. Marshburn, Romanenko e Hadfield sono partiti alle 7:12 di mercoledì 19 dicembre 2012 dal cosmodromo di Baikonur.
Il docking ha avuto luogo circa 410 chilometri sopra il punto di origine. L'obiettivo della missione è comprendere meglio il modo in cui l'organismo umano reagisce e si adatta all'ambiente difficile dello spazio. I risultati saranno preziosi per prevenire i possibili rischi di una lunga permanenza in assenza di gravità, in vista delle missioni di esplorazione che la Nasa intende affrontare sulla Luna, su un asteroide e quindi su Marte.
Via: TMNews
Foto credit: © NASA
La sua, tuttavia, potrebbe essere l'ultima missione nello Spazio per un astronauta canadese a causa dei costi eccessivi per volare sulle Soyuz russe. Finora il governo canadese poteva contare su una partnership con la Nasa per cui, in cambio di componenti e tecnologie per la Iss, venivano concessi posti sugli shuttle agli astronauti canadesi.
Ora, con il completamento della stazione e soprattutto dopo il pensionamento degli shuttle sono venuti meno questi presupposti e con essi, almeno per ora, le prospettive dei mandare altri canadesi in orbita. Marshburn, Romanenko e Hadfield sono partiti alle 7:12 di mercoledì 19 dicembre 2012 dal cosmodromo di Baikonur.
Il docking ha avuto luogo circa 410 chilometri sopra il punto di origine. L'obiettivo della missione è comprendere meglio il modo in cui l'organismo umano reagisce e si adatta all'ambiente difficile dello spazio. I risultati saranno preziosi per prevenire i possibili rischi di una lunga permanenza in assenza di gravità, in vista delle missioni di esplorazione che la Nasa intende affrontare sulla Luna, su un asteroide e quindi su Marte.
Via: TMNews
Foto credit: © NASA
Spazio, 40 anni fa avveniva ultimo allunaggio della missione Apollo 17
Sono passati 40 anni dall'ultima volta che l'uomo ha messo piede sulla Luna: l'11 dicembre 1972 la missione Apollo 17 segnava il "viaggio finale" del programma Apollo della Nasa e concludeva l'avventura delle missioni lunari. Lanciata il 7 dicembre 1972 dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, la missione Apollo 17 toccò il suolo lunare l'11 dicembre. A bordo vi erano gli astronauti Gene Cernan, Jack Schmitt e Ron Evans. Il 14 dicembre di quarant'anni fa l'uomo lasciava la Luna per l'ultima volta.
La Nasa svela Orion, il successore dello Shuttle che ci porterà su Marte
"Ecco la navetta spaziale che ci porterà su Marte". Così il senatore della Florida, Bill Nelson ha salutato il debutto al Kennedy Space Center della Nasa, a Cape Canaveral, del primo esemplare della capsula Orion, che sostituirà gli Space Shuttle. "Ora è tempo di impiegare il nostro sapere - ha sottolineato Nelson - di mettere in campo le nostre conoscenze e la competenza tecnica del Kennedy space center per lavorare sull'Orion, la navetta che ci porterà dove non siamo ancora stati. Signore e signori... La sfida continua".
Concluso l'ultimo viaggio dello Space Shuttle Discovery, al museo
Si è conclusa con successo l’ultima missione dello shuttle Discovery, atterrato in perfetto orario nella base spaziale statunitense di Cape Canaveral, in Florida, con a bordo gli astronauti guidati dal comandante Steve Lindsey, il pilota Eric Boe e gli specialisti di missione Alvin Drew, Steve Bowen, Michael Barratt e Nicole Stott. Lo shuttle Discovery ha rispettato i tempi, arrivando in Florida con una manovra perfetta, toccando suolo sulla pista di Cape Canaveral alle 11.57 di ieri (17.57 ora italiana) e venendo salutata dalle parole della Missione di controllo di Houston con:
"Alla nave che ha aperto la via così tante volte, diciamo 'arrivederci, Discovery'". All’atterraggio era presente l’amministratore capo della Nasa, Charles Bolden, che, in un discorso trasmesso in tv, ha celebrato un tributo per i 27 anni di onorato servizio della navicella che ora andrà in pensione. Tre minuti prima di mezzogiorno, il comandante, Steven Lindsay, ha fatto fermare lo shuttle: "Per l'ultima volta: fermate le ruote". Il Discovery detiene il record di 39 missioni, 148 milioni di miglia, 5.830 orbite intorno alla terra e 365 giorni trascorsi nello spazio.
La Nasa ritiene che ci vorranno diversi mesi per rimuovere i tre motori principali e il carburante, prima che la navetta possa raggiungere il museo Smithsonian di Washington. Il debutto di questo shuttle è avvenuto nel 1984 e nel 1995 ha trasportato la prima donna pilota. Lo Space Shuttle Discovery è il primo che andrà a godersi un meritato riposo in un museo, probabilmente, come dicono le indiscrezioni, il prestigioso Smithsonian's National Air and Space Museum. Dopo il Discovery voleranno ancora l’Endeavour - con l’ultima missione prevista per il 19 aprile - e l’Atlantis, che chiuderà così la gloriosa era degli Shuttle statunitensi.
Discovery, lancio perfetto per lo shuttle partito per ultima missione
Ultima missione nello spazio per lo Shuttle Discovery. Partito dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), la navetta ha festeggiato con un lancio perfetto la missione Sts 133, l'ultima della sua lunghissima carriera. Entrata in servizio nel 1984, ha giocato un ruolo decisivo nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e adesso corona il suo contributo portando su l'ultimo componente della parte non russa della stazione orbitale: il modulo Leonardo dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Nella stiva del Discovery c'é anche un passeggero insolito.
Si chiama Robonaut 2 ed è il primo robot umanoide progettato dalla Nasa e dalla General Motors per aiutare gli astronauti nel lavoro sulla Stazione Spaziale e, in futuro anche nelle passeggiate spaziali, fino all'esplorazione di Marte. Il lancio, che ha radunato una folla di spettatori da record, è avvenuto dopo numerosi rinvii che hanno fatto accumulare più di tre mesi di ritardo per scoperta di quattro crepe nel serbatoio principale della navetta. I tecnici hanno lavorato giorno e notte, ma alla fine tutto è stato risolto e il Discovery ha affrontato in piena efficienza la sua 39/ma e ultima missione.
Il Discovery è la navetta che ha portato in orbita il più celebre dei telescopi spaziali, Hubble, e che ha rotto il ghiaccio dopo i disastri del Columbia, nel 1986, e del Challenger, nel 2003, in cui persero la vita il comandante Francis R. Scobee, il pilota Michael J. Smith, Ronald McNair, Ellison Onizuka, Gregory Jarvis, Judit Resnik e Christa McAuliffe (una civile). In questa sua ultima missione non poteva non essere accompagnata un equipaggio di veterani. Tutti e sei i componenti, cinque uomini e una donna, hanno al loro attivo almeno un volo. Sono il comandante Steve Lindsey, il pilota Eric Boe e gli specialisti di missione Al Drew, Steve Bowen, Mike Barratt e Nicole Stott.
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