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Spazio, InSight su Marte con tecnologia italiana: al via esplorazione


Il lander NASA partito lo scorso maggio dalla Vandenberg Air Force Base, in California, alle 20:52:59 ora dell'Europa centrale, lunedì 26 novembre 2018 è arrivato a destinazione. La navicella InSight correndo nell'atmosfera di Marte ad una velocità di 19.800 km/h, è stata rallentata fino a una velocità di atterraggio di appena 8 chilometri orari in meno di sette minuti. Il lander a tre gambe ha inviato la conferma dell'atterraggio, avvenuto sulla Elysium Planitia, una vasta area pianeggiante del Pianeta Rosso. Ha anche inviato il primo "selfie", postandolo sul profilo Twitter della missione e commentando "Qui c'è una bellezza tranquilla. Mi guardo attorno per esplorare la mia nuova casa".

Spacemetric sceglie il cloud di Interoute per la banca dati satellitare


Interoute fornirà a Spacemetric una soluzione di storage sicura per i dati dei satelliti in orbita, a sostegno del programma di ricerca ambientale e filantropico di osservazione della Terra dell’Unione Europea (UE). Interoute, l'operatore proprietario della più grande piattaforma internazionale di servizi cloud e uno dei più estesi e avanzati network europei, è stato scelto da Spacemetric per far fronte alle proprie necessità di archiviazione e distribuzione dati. Spacemetric è un’azienda svedese produttrice di software, che snellisce la trasformazione dei dati grezzi provenienti dai satelliti e dai sensori aerei, convertendoli poi in immagini fruibili attraverso gli analytics.

LRO: NASA rilascia nuova foto della Terra che sorge vista dalla Luna


Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), un veicolo spaziale della NASA che gravita intorno alla Luna dal 2009 e che nel 2012 ha definitivamente demolito la teoria del complotto lunare, ha recentemente catturato una prospettiva unica della Terra dal punto di vista della sonda in orbita intorno al nostro satellite. «L'immagine è semplicemente sbalorditiva», ha detto Noah Petro, Deputy Project Scientist per LRO del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. «L'immagine della Terra evoca la famosa "Blue Marble", l'immagine presa dall'astronauta Harrison Schmitt durante l'Apollo 17, 43 anni fa, che ha anche mostrato la prominente Africa nella foto».

NASA: satellite scopre la galassia remota più luminosa dell'Universo


Una galassia distante circa 12,5 miliardi di anni luce e splendente con la luce di oltre 300.000 miliardi di Soli è stata scoperta utilizzando i dati del NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE). Si tratta della galassia più luminosa trovata fino a oggi e appartiene a una nuova classe di oggetti recentemente scoperti da WISE - galassie estremamente luminose agli infrarossi o ELIRGs (Extremely Luminous Infrared Galaxies). La galassia super brillante è stata scoperta dal gruppo del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA e potrebbe contenere nel suo nucleo un buco nero gigante che sta inghiottendo una quantità di materia enorme.

Altro successo della partnership Siemens-ULA per il lancio di Atlas V


Un razzo Atlas V, progettato e realizzato da United Launch Alliance (ULA), che utilizza l'analisi ingegneristica e il software di simulazione del product lifecycle management di Siemens (PLM) della business unit software, ha trasportato un satellite di comunicazione US Navy nello spazio. Lo stesso software PLM di Siemens è stato utilizzato anche sul Mars Rover program per aiutare nella progettazione, produzione e collaudo del Rover Curiosity. Inoltre, l'Atlas V ha anche spinto nello spazio il Mars Rover Curiosity per il suo storico atterraggio nel 2012 sul pianeta rosso.

Astrofisica: esplosioni di piccola intensità riscaldano la corona solare


La superficie visibile del Sole emette la radiazione che governa la nostra vita quotidiana. E durante un'eclissi solare s'intravede la corona incandescente. Ma perché la corona solare è più calda della superficie, arrivando a registrare temperature di alcuni milioni di Kelvin, mentre sulla fotosfera non si arriva a 6.000? La domanda per decenni è rimasta senza risposte certe. Risposte che oggi arrivano dal lavoro pubblicato sulla rivista Science realizzato da un gruppo di ricercatori guidato dalla ricercatrice italiana Paola Testa dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e a cui ha partecipato anche Fabio Reale, dell’Università di Palermo e associato INAF.

Spazio: osservata una nuova sorgente di raggi gamma nell’Universo


Grazie alle osservazioni del telescopio Fermi, un team internazionale di scienziati ha scoperto una nuova sorgente di raggi gamma nell'Universo. I raggi gamma sono una radiazione fortemente energetica emessa durante alcuni dei fenomeni cosmici più violenti che si conoscano, ma l'osservazione di quattro novae, cioè brevi eruzioni stellari, compiute dal 2010 al 2013 con telescopio spaziale per raggi gamma Fermi della NASA-ESA, ha inaspettatamente rivelato che anche questi eventi possono produrre raggi gamma.

Spazio: programma Copernicus per l'ambiente e la sicurezza umana


È il più ambizioso programma d'osservazione della Terra mai sviluppato, si chiama Copernicus e una volta operativo, con una costellazione di satelliti, fornirà informazioni dettagliate, tempestive e facilmente accessibili per monitorare l'ambiente, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire la sicurezza civile in caso di calamità. Dell'importanza di questo progetto, coordinato dall'Agenzia spaziale europea (Esa), se n'è parlato a Roma, nel corso di un convengno all'Agenzia spaziale italiana (Asi), alla presenza del numero uno dell'Esa, Jean Jacques Dordain e del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.

Google punta su Skybox Imaging per video e immagini satellitari in HD


Google potrebbe essere interessata a Skybox Imaging, società specializzata in immagini e video satellitari ad alta definizione che potrebbe avere impiego strategico nei servizi mappe. Secondo indiscrezioni di TechCrunch, il colosso californiano sarebbe vicino a un'acquisizione da un miliardo di dollari. Google ad aprile ha soffiato a Facebook la start up che produce droni Titan Aerospace che, fra l'altro, raccoglie anche immagini in HD della Terra. Google ha rifiutato di commentare e Skybox non ha risposto alle richieste.

L'interesse per Skybox sarebbe già in fase avanzata: nelle scorse settimane ci sarebbero stati round di incontri fra le compagnie, trattative e ora l'acquisizione dovrebbe essere imminente, secondo il blog Usa. L'obiettivo principale di Google potrebbe essere quello di acquisire sempre più dati per i suoi servizi di mappe, per renderli sempre più su misura degli utenti. In secondo luogo anche quello ai avere più informazioni per un particolare servizio, Google Earth Enteprise, che fornisce dati geolocalizzati per aziende e istituzioni. 

"Google Earth Enterprise consente di memorizzare ed elaborare terabyte di immagini, dati del rilievo del terreno e dati vettoriali  sulla propria infrastruttura server e pubblicare mappe in modo sicuro, che gli utenti possono visualizzare nelle applicazioni per dispositivi mobili o nella versione desktop di Google Earth o nella tua applicazione utilizzando l'API di Google Maps", si legge sulla home page della divisione. Attualmente, Google utilizza una miscela di fonti per Google Earth, la componente di real-world imaging di Google Maps

Alcune di queste immagini sono più aggiornate rispetto ad altre, e alcuni non aggiornate da anni. Avere una propria fonte primaria di dati, aggiornati regolarmente, fornirebbe un insieme più affidabile e preciso dei dati che Google potrebbe potenzialmente espandere in altri prodotti e servizi orientati al consumatore. Inoltre, Big G potrebbe per esempio aggiungere il video alle sue immagini fisse. Finora Google ha comprato i suoi dati di immagini da fornitori di servizi satellitari commerciali (quali Digital Globe).

SkySat - 1, il primo satellite di una costellazione di 24 satelliti progettato da Skybox Imaging, ha iniziato a fornire immagini in dicembre 2013. SkySat - 1 cattura fino a 90 secondi di clip video a 30 fotogrammi al secondo. SkySat - 1 cattura anche immagini a colori con qualità maggiore rispetto a qualsiasi altro satellite commerciale. Skybox Imaging non solo fornisce immagini, ma anche analytics - attraverso tool proprietario - per esempio per monitorare il numero di navi in un porto o il numero di auto su un parcheggio.



IXV di Thales Alenia Space, presentata prima navicella spaziale ESA


Nasce a Torino lo shuttle del futuro, sebbene al momento è solo un dimostratore tecnologico. Si chiama IXV (Intermediate eXsperimental vehicle) il mini Shuttle di costruzione italiana dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che ha terminato la fase di sviluppo ed è pronto per il suo primo viaggio di prova nello Spazio. Salvo rinvii dell'ultim'ora, il lancio avverrà a ottobre del 2014 dalla base europea di Kourou, in Guyana francese e sarà tutto "made in Italy". A portare in volo l'IXV, infatti, sarà il piccolo razzo europeo Vega costruito in Italia dalle industrie Avio di Colleferro, in Lazio.

Boeing 777 Malaysia: forse cyber-dirottamento, si cerca con Tomnod


Il volo MH370 della Malaysian airlines di cui si sono misteriosamente perse le tracce dall'8 marzo potrebbe aver volato a una quota fuori dalla portata dei radar per raggiungere le basi controllate dai talebani alla frontiera con l'Afghanistan. E' l'incredibile ipotesi a cui lavorano gli inquirenti, si legge sull'Independent, dopo che le autorità hanno confermato che il messaggio finale inviato dalla cabina di pilotaggio ("Allora buonanotte") è partito dopo che uno dei sistemi di comunicazione era già stato disattivato.

L'Independent ha appreso che le autorità malaisiane stanno cercando di ottenere le autorizzazione diplomatiche necessarie per indagare sulla teoria che l'aereo sia stato portato in una delle roccaforti talebani sulla frontiera afgana, nel nordovest del Pakistan. Uno sviluppo che arriva dopo che è stato rivelato che il messaggio finale inviato ai controllori del traffico aereo dalla cabina di pilotaggio del jet - "Tutto bene, allora buona notte" - è stato pronunciato dopo che qualcuno a bordo aveva già disabilitato il sistema di rapporto Acars dell'aereo.



Circa 14 minuti dopo qualcuno ha inoltre disattivato il transponder dell'aereo. Il generale dell'aviazione malaysiana, Affendi Buang, ha riferito ai giornalisti che due azioni diverse, inframezzate da un messaggio teso a tranquillizzare, vi "diranno qualcosa" sulla possibilità che il dirottamento sia stato deliberato o meno. Negli Stati Uniti, di cui diversi esperti partecipano alle indagini, il presidente della Commissione di sicurezza interna alla Camera dei rappresentanti, Michael McCaul, ha giudicato che le informazioni "portano alla cabina di pilotaggio, con il pilota e il copilota".

"Basandosi sulle informazioni ricevute dalla sicurezza interna, dal controterrorismo, dall'intelligence, è successo qualcosa con il pilota", ha aggiunto all'emittente televisiva Fox News. Ha inoltre ammesso l'ipotesi che l'aereo sia stato dirottato e nascosto. Le autorità malaisiane hanno fatto trapelare che i "precedenti" di tutte le persone a bordo, 239, vengono passati al setaccio: piloti, equipaggio, passeggeri, persino tecnici di terra che avevano lavorato sull'aereo prima del suo decollo da Kuala Lumpur l'8 marzo, con destinazione Pechino.


Secondo fonti statunitensi, sentite dal New York Times, l'aereo della Malaysia Airlines sparito da dieci giorni avrebbe deviato dalla sua rotta per una modifica nel sistema di controllo del velivolo. Una manovra che richiede una certa esperienza dei sistemi di volo, abbastanza per inserire nuovi dati nel Flight Management System, che porta l'aereo dal punto di partenza a quello d'arrivo, seguendo un piano di volo impostato prima del decollo. Non è chiaro  - secondo le fonti sentite dal quotidiano statunitense - se i nuovi dati siano stati impostati prima o dopo che l'aereo si staccasse dal suolo. 

Intanto amplia il suo raggio d'azione Tomnod, il sito di mappe usato per partecipare alla ricerca collettiva in rete del Boeing. Attraverso il sito tomnod.com si può analizzare l'area di ricerca, nel Mar Cinese meridionale, tramite foto ad altissima risoluzione (50 centimetri per pixel), a caccia di tracce che possano consentire il ritrovamento dell'aereo. L'iniziativa è stata lanciata tre giorni fa dalla "DigitalGlobe" che ha ora terminato di inserire le immagini satellitari. "La ricerca cambia costantemente non appena nuove informazioni vengono alla luce", scrive la società su Twitter.

Spazio: ASI e Telespazio festeggiano 30 anni del centro di geodesia


Compie trent’anni di attività il Centro di Geodesia Spaziale (CGS) di Matera dell'Agenzia Spaziale Italiana. Le celebrazioni sono previste il 31 gennaio nel Centro spaziale materano dedicato al professor Giuseppe "Bepi" Colombo. La struttura venne inaugurata nel 1983 grazie a uno sforzo congiunto del Piano Spaziale Nazionale del CNR, della Regione Basilicata e della NASA, è stato gestito operativamente da Telespazio (Finmeccanica/Thales) fino al 2009 e in seguito da e-GEOS (Telespazio 80%, ASI 20%).

Sole: rinviato lancio Cygnus, aurore boreali ed effetti su traffico aereo


E' allarme per gli effetti di una gigantesca eruzione solare che stanno per raggiungere il Pianeta e potrebbero provocare perturbazioni nelle linee elettriche. La statunitense Orbital Science Corporation, dopo le preoccupazioni espresse dagli astronomi della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha annunciato il rinvio del lancio della navicella senza equipaggio "Cygnus" per la prima missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale "Alpha", inizialmente previsto per mercoledì 8 gennaio, a causa della forte attività solare.

L'eruzione solare infatti potrebbe causare un forte aumento dei campi magnetici in grado di danneggiare i sistemi elettronici della capsula: non è stata comunicata alcuna data per il lancio della Cygnus, che trasporta un carico di 1,4 tonnellate.  Se il meteo spaziale lo consentirà, Cygnus potrà partire giovedì alle 19:10 (ora italiana), per agganciare la Stazione Spaziale domenica a mezzogiorno. Cygnus è costruita in Italia dalla Thales Alenia Space per conto della società privata Orbital Science.

A causa dell'eruzione solare non si escludono, inoltre, fenomeni particolari come le aurore boreali. L'eruzione solare non pare invece disturbare l'equipaggio a bordo della Iss. Secondo quando riferito dalla Nasa, gli astronauti non sono interessati da questa ondata di particelle solari e non necessitano di particolari precauzioni.  Se il meteo spaziale lo consentirà, Cygnus potrà partire giovedì alle 19:10 (ora italiana), per agganciare la Stazione Spaziale domenica a mezzogiorno.


Per controllare comunque l'intensità delle radiazioni assorbite, ognuno dei sei occupanti della Stazione Spaziale indossa al polso un personale dosimetro. La Nasa inoltre, per maggior sicurezza, eviterà in questi giorni di far compiere agli astronauti delle attività esterne alla Stazione Spaziale". Martedì, segnala greenreport, una grande macchia solare è comparsa sul sole causando un getto (flare) osservato dal satellite americano Soho.

La macchia, chiamata AR1944 e larga più di 200.000 chilometri, ha prodotto un brillamento di classe X la più alta su una scala di 5 classi di potenza. Secondo l'agenzia federale Usa c'è un 60% di probabilità che il "flare" possa causare tempeste geomagnetiche in grado di minacciare il funzionamento di linee elettriche del Pianeta e soprattutto dei satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra. Inoltre, le sue emissioni radio possono disturbare i sistemi gps, rendendoli meno accurati.

"I problemi possono sorgere anche per gli equipaggi e i passeggeri dei voli aerei che percorrono le rotte polari", spiega in un'intervista all'Ansa Marco Masserotti, dell'osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Trieste ed esperto di meteorologia dello spazio. "Essendo flussi di particelle ad alta energia, aumenta sensibilmente la dose di radiazioni che si assorbono durante il volo. Le compagnie aeree - prosegue l'esperto - tengono d'occhio questi bollettini e all'occorrenza possono adottare rotte alternative o, in casi estremi, possono anche rinviare le partenze".




Fonte: TMNews
Via: Meteo Web

Ue consente uso dispositivi mobili LTE e 3G durante voli in alta quota


La Commissione Europea ha adottato nuove norme che consentono  ai passeggeri a bordo degli aerei all'interno dell'Unione Europea di usare i loro cellulari, tablet e computer portatili con la più recente tecnologia di comunicazione wireless durante il volo. Questo significa che d'ora in poi, che gli spettri delle comunicazioni per il 3G (UMTS) e 4G (LTE), possono essere utilizzati sopra una altitudine di 3000 metri, permettendo ai device di essere usati non più solo in "modalità aereo" (sono sempre escluse le fasi di decollo e atterraggio)

Fino ad ora solo il 2G (GSM) è stato ammesso a bordo degli aeromobili che volano nell'UE, che non permette l'invio di grandi quantità di dati (per esempio l'invio di allegati di grandi dimensioni, il download di eBook, guardare i video). Questa decisione dell'UE fornisce alle compagnie aeree - piuttosto che un diritto per i passeggeri - di consentire l'uso di smartphone e tablet durante i voli. Ma, affinché questo servizio possa lavorare, le compagnie aeree devono installare hardware specifico a bordo di ciascun velivolo interessato. 

"In risposta alla crescente domanda dei passeggeri, le compagnie aeree saranno in grado di sviluppare nuovi servizi internet in volo. Se le compagnie aeree approfitteranno delle nuove possibilità, i passeggeri avranno accesso ai migliori servizi internet quando il loro aereo è in volo sopra i 3000 m di altitudine", spiega in un comunicato la Commissione Europea. "Quindi - si legge ancora nel comunicato - se si desidera navigare sui social network durante il volo, o inviare e-mail con allegati, questa decisione lo rende possibile"

Alle compagnie aeree rimarranno in carica in servizi con cui hanno scelto di equipaggiare i loro aerei (indagini di settore indicano che gli SMS e le e-mail sono di maggiore interesse per i passeggeri). Questa decisione della Commissione, indirizzata agli Stati membri, chiede loro di consentire agli operatori l'uso di due nuove bande di frequenza e tecnologie (la banda 2100 MHz per UMTS/3G e la banda 180 0MHz per LTE/4G soggette al rispetto di alcune condizioni tecniche specificate nell'allegato della decisione). 

Le decisioni sono leggi comunitarie relative a casi specifici. La guida di sicurezza dettagliata è dominio della European Aviation Safety Authority (EASA) che rilascerà una guida nel mese di novembre 2013. Fino al 2008, la comunicazione mobile a bordo degli aeromobili (MCA) era possibile utilizzando i sistemi telefonici di proprietà della compagnia aerea. Dal 2008, con la decisione 2008/294/CE, la comunicazione 2G (GSM) è diventata possibile. Per motivi di sicurezza, questi servizi sono disponibili solo ad altitudini superiori ai 3000 metri. 

Oltre 200 aerei con destinazioni nell'UE sono adeguatamente attrezzati per rispettare le norme comunitarie emanate nel 2008. Le nuove norme si basano su studi che la Conferenza europea delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) ha fatto per la Commissione europea. Anche se ancora nella sua infanzia, MCA è un settore in crescita, con il traffico dati in aumento di oltre il 300% tra il 2011 e il 2012. MCA è identico al normale cellulare in roaming in quanto i passeggeri sono fatturati con il loro fornitore del servizio. 

Le tariffe applicate solitamente corrispondono ai prezzi del "Roaming: resto del mondo". Il Wi-Fi è utilizzato anche per la MCA ma, spiega la Commissione Europea, non è soggetto a norme specifiche in quanto la sua bassa potenza non presenta rischi di interferenze con i servizi di radiocomunicazione terrestri. La MCA non copre la comunicazione tra l'aereo e il suolo che attualmente è fornita da sistemi satellitari. Nuovi satelliti dovrebbero consentire una capacità dieci volte maggiore di quella che è oggi disponibile. 

Alcune aziende europee stanno lavorando per introdurre una nuova tecnologia a banda larga chiamata "Direct air to ground" (DA2G), che bypassa i satelliti. Nel 2012, la compagnia britannica Virgin Atlantic ha consentito ai viaggiatori di telefonare a bordo dei suoi voli intercontinentali, anche se ad alcune condizioni: le chiamate restano proibite durante il decollo e l'atterraggio ed entro le 250 miglia dello spazio aereo degli Stati Uniti. Inoltre le telefonate hanno un limite numerico: sono permesse solo a dieci persone per volta, a causa della banda limitata. 


Spazio, finita missione Goce: impatto con la Terra entro 2 settimane


Esaurite le riserve di carburante, l'Esa ha dichiarato la fine ufficiale della missione incaricata di mappare il geoide terrestre. Il "tuffo" in atmosfera è previsto nei prossimi giorni. Sarà un'attrazione fatale quella di GOCE per la Terra. Il 21 ottobre l'Agenzia spaziale europea ha decretato la fine ufficiale della missione in seguito al programmato esaurimento del carburante a bordo del satellite europeo, incaricato di mappare la variazioni del campo gravitazionale terrestre. 

E sarà proprio l'oggetto del suo studio a decretarne la fine: nelle prossime due settimane la 'Ferrari dello spazio', appellativo guadagnato dalla sonda per via della sua elegante forma aerodinamica, subirà un graduale abbassamento dell'orbita fino a precipitare nell'atmosfera, richiamata a terra dalla forza di gravità. Le sollecitazioni e le altissime temperature a cui il satellite sarà sottoposto durante la caduta libera non basteranno però a disintegrarlo completamente. 

Gli esperti Esa stimano che sopravviveranno al passaggio tra i 40 e i 50 frammenti, dal peso totale di circa 250 kg. A resistere al violento rientro saranno principalmente le strutture del gradiometro, il cuore del veicolo, realizzate in carbonio-carbonio per fornire a Goce la stabilità necessaria per effettuare misurazioni di altissima precisione. Le probabilità che la caduta di frammenti possa interessare delle zone abitate sono molto basse: solo un terzo del pianeta è costituito dalla terraferma e le aree popolate ne rappresentano solo una piccolissima parte. 

Il resto sono mari e oceani. In più, Goce è un satellite relativamente piccolo: con un peso totale di una tonnellata è circa 13 volte inferiore, ad esempio, a Fobos-Grunt, il satellite russo precipitato lo scorso anno nell'oceano pacifico senza causare danni. L'Esa stima che la pioggia di detriti interesserà un'area di circa 900 chilometri. Sarà possibile effettuare previsioni sulla traiettoria nei giorni immediatamente precedenti all'impatto. 

In orbita a un'altezza di 260 km, Goce è in assoluto il satellite più vicino alla Terra. Lanciato nel 2009, ha prodotto quattro modelli del geoide terrestre con un dettaglio e un'accuratezza senza precedenti, grazie ai quali oggi è possibile misurare le correnti oceaniche e le variazioni del livello degli oceani, e studiare le dinamiche dei ghiacci.  Goce, "ha realizzato una mappa globale del campo gravitazionale terrestre con una risoluzione senza precedenti" afferma Thales Alenia Space. 

"Questo prodotto della missione Goce ha già trovato ampie applicazioni nei campi della geodesia, oceanografia, geofisica, glaceologia e climatologia" sottolinea la joint venture Thales (67%) e Finmeccanica (33%). "Thales Alenia Space ha avuto il ruolo di capocommessa per conto dell'Agenzia Spaziale Europea per la realizzazione di Goce ed è stata responsabile - ricorda la società - del progetto di sviluppo, integrazione e prove del satellite". 

La società, in particolare lo stabilimento di Cannes, ha inoltre sviluppato il sofisticato gradiometro che costituisce lo strumento principale, in grado di misurare tutte le componenti del gradiente del campo gravitazionale terrestre. Il secondo strumento di Goce, utilizzato per la determinazione del campo gravitazionale, un sofisticato ricevitore Gps con il quale è stata ricostruita l'orbita del satellite con la precisione del centimetro, è invece stato prodotto nello stabilimento di Milano di Thales Alenia Space Italia. 




Via: TMNews
Foto: ESA

Spazio: Inaf sceglie Oracle per gestione dei dati della missione Gaia


L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), grazie al supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e similmente ad esperienze condotte da autorevoli istituzioni scientifiche internazionali quali il CERN, ha scelto Oracle per il sistema di immagazzinamento, processamento scientifico in tempo reale e gestione dei dati della missione Gaia.

La scelta di Oracle è stata compiuta con l'obiettivo di gestire e rendere accessibile, secondo rigorosi canoni ITC, l'immensa mole di informazione che riempirà l'archivio di missione presso il Data Processing Center Italiano (DBPCT). Un patrimonio di dati astronomici che, in più di un quinquennio, andranno accumulandosi e che dovranno essere preservati per tutto il XXI secolo ed oltre.

E' il cosiddetto "Gaia Legacy Archive", ovvero l'eredità di Gaia: presupposto scientifico vitale e cardine operativo per il futuro della ricerca astronomica e spaziale italiana. La ricerca astronomica italiana ha consolidato negli anni la partnership con Oracle ed oggi l'INAF ha ulteriormente valorizzato questa scelta: infatti l'Osservatorio Astrofisico di Torino ha deciso, insieme agli ingegneri informatici di ALTEC (che hanno realizzato l'infrastruttura ed operano per ASI ed INAF il DPCT) di implementare Oracle Enterprise Manager (OEM) 11g per monitorare e gestire le proprie infrastrutture, di sviluppo, di test ed operativa, destinata alla missione Gaia.

Nel contempo considera con crescente interesse, al pari di analoghi contesti di ricerca scientifica quali quello del CERN, la nuova versione di Oracle 12c che include applicazioni middleware, database (DB) e sistemi hardware orientati al "Big Data".  Oracle Database 12c è un database di nuova generazione progettato per migliorare l'agilità operativa e l'efficacia delle aziende, fornendo una nuova architettura multi-tenant in cima ad una piattaforma di database veloce, scalabile, affidabile e sicura.



Il DPCT@ALTEC che mantiene l'infrastruttura e la banca dati della partecipazione Italiana alla missione Gaia e' essenziale per tutte le operazioni a supporto del progetto scientifico. Questo ha l'ambizione di osservare circa 700 volte tutto il cielo, arrivando a produrre 1000 miliardi di osservazioni elementari, con lo scopo ultimo di realizzare una mappa tridimensionale della nostra galassia: la Via Lattea.

Con la versione 11g di OEM del DBMS Oracle l'INAF gestisce e rende efficienti molteplici istanze del DB Oracle e la loro collocazione in Oracle Real Application Clusters (RAC) gestendo, istantaneamente, fino oltre 1200 operazioni simultanee sui diversi DB di missione. Oracle RAC esiste da Oracle 9i ed è un cluster database con una architettura shared cache che supera i limiti dei database tradizionali fornendo scalabilità e alta disponibilità.

Fra i vantaggi assicurati spiccano l'automazione delle mansioni di gestione del ciclo di vita e di configurazione dei DBMS tra cui: la verifica delle policy di sicurezza, la gestione delle prestazioni e della messa a punto delle risorse H/W sia fisiche che virtuali, che compongono l'infrastruttura dell'organizzazione, le esigenze di scalabilità.

E' questa una condizione ottimale per il popolamento del DB con i dati della missione e dell'esecuzione su questo di tutte quelle operazioni ancillari che consentiranno, dopo il lancio, di "manipolare" le moli di dati, crescenti in termini di quantità e certamente non predicibili in termini di casistiche, garantendone un efficiente "data retrive".



Un presupposto ineludibile, quest'ultimo, allo sfruttamento da parte degli applicativi di caratterizzazione e validazione delle prestazioni scientifiche già sviluppati o che si aggiungeranno. OEM di Oracle permette anche di gestire la piattaforma middleware (supportando il corretto interfacciamento dei DB verso le parti dell'infrastruttura di produttori terzi).

"I DB di Gaia - dice Mario Lattanzi, responsabile Italiano del progetto - sono critici per le operazioni ordinarie della missione e per gli esperimenti previsti che il team scientifico INAF dovrà effettuare su questi: affidabilità e plasticità sono pertanto essenziali. Ottimizzare la nostra infrastruttura Oracle è cruciale anche perché dobbiamo supportare la crescente quantità di dati rispettando nel contempo determinati budget".

"Abbiamo bisogno - ha proseguito - di poter controllare in modo automatico la compliance delle configurazioni gestendole proattivamente nel nostro ambiente operativo. Ci attendiamo di ottimizzare i tempi di processamento creando margini idonei ad affrontare eventuali imprevisti che, se certamente ci saranno nelle prime fasi della missione, potranno sopraggiungere nei cinque anni di attività del satellite, quando il DB risulterà popolato da una mole consistente di dati".

"OEM monitora le diverse componenti dell’infrastruttura e ci allerta su un gran numero di aspetti operativi prima che questi diventino un problema e questo, insieme al Supporto Avanzato di Oracle, lascerà più tempo ad astronomi ed ingegneri per le attività a maggiore valore aggiunto”, ha concluso. Il Satellite Gaia è una missione spaziale astrometrica sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, che avrà il compito di compilare un catalogo di circa un miliardo di stelle fino alla magnitudine 20, effettuando misure astrometriche di altissima precisione.


Via: INAF
Foto: ESA

European Space Expo, mostra itinerante dei progetti spaziali a Roma


I romani e i turisti che affollano la capitale possono scoprire "quanto spazio c'è nella nostra vita" grazie all'European Space Expo, mostra sulle iniziative e le applicazioni spaziali europee organizzata dalla Commissione Ue in Piazza del Popolo, a Roma. La mostra interattiva, realizzata con touch screen che illustrano i vari progetti spaziali europei all'interno di una tensostruttura sferica, è stata inaugurata oggi dal vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, dal sindaco di Roma Ignazio Marino e dal vicepresidente di Confindustria Aurelio Regina

"Questa mostra itinerante, che è giunta alla sua 11 tappa, resterà a Roma fino al 6 settembre e poi si trasferirà a Tallin - ha detto Tajani - ha lo scopo di raccontare come lo spazio può essere utile alla vita sulla terra e illustrare le grandi opportunità che i servizi satellitari offrono ai cittadini, alle imprese e alle istituzioni". Tajani ha ricordato il Progetto Galileo, il sistema di geoposizionamento satellitare europeo che prevede il lancio in orbita di 30 satelliti entro il 2020 per fornire servizi avanzatissimi in tutti i settori, dal traffico alla salute, dalla protezione civile al tracciamento dei rifiuti, dalle previsioni meteorologiche all'agricoltura. 

"Abbiamo già in orbita 4 satelliti del progetto Galileo che sono stati assemblati proprio a Roma - ha detto ancora Tajani - a metà luglio al Centro spaziale del Fucino in Abruzzo abbiamo sperimentato con successo l'invio dei primi segnali dai 4 satelliti e all'inizio del 2015 lanceremo i primi servizi commerciali, che potranno essere sviluppati dalle imprese private, aprendo un grande filone di attività anche per le aziende innovative italiane. Abbiamo già sperimentato servizi estremamente innovativi come un sistema di occhiali con un'antenna in grado di ricevere i segnali satellitari che possono guidare gli ipovedenti senza l'ausilio di altri sostegni".

"Il Progetto Galileo, per il quale abbiamo già stipulato accordi con gli Usa, la Cina e Israele, costerà complessivamente 10 miliardi e avrà vantaggi in termini di risparmi o nuove iniziative per 90 miliardi", ha conluso Tajani. Il sindaco di Roma Marino ha ricordato che la città eterna è anche una capitale europea dello spazio, perchè il 90% delle imprese del distretto dell'aerospazio laziale sono romane e a Roma hanno sede i due istituti pubblici legati all'spazio, l'Agenzia spaziale italiana e l'Istituto di Astrofisica. 

"Oggi orbitano attorno alla terra complessivamente circa 8 mila satelliti - ha ricordato il sindaco - se venissero spenti sarebbe il caos perchè tutto, dal traffico alle comunicazioni telefoniche, sarebbe bloccato. Siamo pronti a utilizzare a Roma i servizi forniti da Galileo che potranno spaziare dal controllo della quantità di polline nell'aria fino al tracciamento dei tir con merci contraffatte o rifiuti pericolosi, dal controllo delle aree archeologiche alla gestione dei flussi turistici. Il programma europeo di ricerca Horizon 2020 prevede investimenti per 81 miliardi e il buon utilizzo di questi fondi sarà essenziale per creare un'economia basata sulla conoscenza". 

Il vicepresidente di Confindustria Regina ha ricordato che il distretto laziale dell'aerospazio comprende 850 imprese grandi medie e piccole, che sono pronte a sviluppare i servizi del Progetto Galileo (proprio in questi giorni si terranno specifici incontri con le imprese di Latina e Frosinone). "Roma - ha detto Regina - dovrà saper coniugare l'innovazione e la creatività con la sua grande tradizione culturale, perchè è dalle metropoli che dovrà venire la spinta decisiva per l'innovazione e la crescita economica".


Fonte: TMNews
Foto archivio

Astronomia: telescopio Hubble scopre quattordicesima luna di Nettuno


Era sfuggita alla sonda NASA Voyager 2, che nel 1989 aveva ripreso da vicino il sistema di anelli e di lune del lontano pianeta Nettuno. Ed era sfuggita anche alle indagini che avevano portato tra il 2002 e il 2003 a individuare cinque ulteriori satelliti minori del gigante blu-verde, oltre agli otto già conosciuti. Ora, grazie a immagini riprese in passato dal telescopio spaziale Hubble, è stato scoperto un nuovo corpo orbitante attorno al pianeta, denominato S/2004 N 1

Con un diametro massimo tra i 19 e i 20 chilometri, è la più piccola tra le lune di Nettuno, il cui numero complessivo sale così a quattordici. La nuova luna è stata scoperta da Mark Showalter del SETI Institute a Mountain View, in California, mentre studiava i deboli archi di anello, una distribuzione irregolare di materia attorno al pianeta la cui origine non è ancora stata del tutto spiegata.

“Le lune e gli archi orbitano molto velocemente, per cui dovevamo ideare un metodo per seguire il loro moto e descrivere così il sistema in dettaglio,” spiega Showalter. “È lo stesso motivo per cui un fotografo sportivo segue con la fotocamera il movimento di un atleta in corsa: al momento dello scatto l’atleta resterà a fuoco, anche se lo sfondo risulterà mosso.” 


Per trovare un punto di riferimento, Showalter ha esteso la sua ricerca molto oltre il sistema di anelli, scovando in un’immagine ripresa da Hubble un puntino bianco abbastanza evidente situato a oltre 100.000 chilometri da Nettuno, tra le orbite delle lune Larissa e Proteo. Il ricercatore ha in seguito analizzato oltre 150 fotografie di Nettuno ottenute da Hubble tra il 2004 e il 2009, dove lo stesso puntino bianco compariva più e più volte. 

Showalter ha potuto in questo modo calcolare un’orbita circolare per la nuova luna, che risulta compiere una rivoluzione completa attorno a Nettuno ogni 23 ore. Come abbiamo detto, la designazione provvisoria della nuova luna è S/2004 N 1, e resterà tale fino a quando l’Unione Astronomica Internazionale non sceglierà un nuovo nome, attingendolo presumibilmente dal pantheon delle antiche divinità marine, come è stato fatto finora. 

Molte delle lune che vediamo oggi orbitare attorno al pianeta si sono probabilmente formate dopo che Tritone, la più grande, si è stabilizzata nella sua inusuale orbita retrograda rispetto a Nettuno. Di dimensioni vicine a quella della nostra Luna, Tritone può essere un pianeta nano ghiacciato proveniente dalla fascia di Kuiper ai bordi estremi del Sistema Solare, catturato dalla gravità di Nettuno. Questa cattura ha con ogni probabilità mandato in frantumi il sistema di satelliti che Nettuno poteva eventualmente già possedere.


Fonte: INAF
Foto credit: NASA

Spazio: missile russo con tre satelliti esplode dopo lancio a Baikonur


L'ennesimo fallimento di un lancio d'un razzo Proton dallo storico cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, rischia di porre di nuovo all'ordine del giorno il prosieguo delle attività spaziali commerciali russe, quando meno dal sito che ha visto l'epopea dei cosmonauti. E' stato probabilmente uno dei motori a provocare l'esplosione del Proton, che aveva a bordo tre satelliti per il sistema di navigazione, per un valore complessivo di circa 200 milioni di dollari.

"La prima analisi della telemetria e i le immagini dei primi secondi del volo del veicolo Proton M ci permettono di presumere che uno dei motori di controllo direzionale non abbia ben funzionato", ha spiegato una fonte all'agenzia di stampa Interfax. "Contemporaneamente i motori di propulsione del primo stadio del razzo hanno continuato a operare finché non è caduto giù. Apparentemente - ha aggiunto - i sistemi hanno rilevato un malfunzionamento, ma non sono stati in grado di spegnere i motori di propulsione per allontanare il razzo dal sito di lancio".

Sono stati momenti pericolosi. Il razzo s'è staccato dalla rampa, ma è ricaduto giù cinque secondo dopo. L'incidente ha costretto a una parziale evacuazione del cosmodromo, in particolare delle rampe di lancio 254 e 2. Alla fine, secondo una fonte del cosmodromo "sulla base delle informazioni preliminari non ci sono state vittime o danni causati dall'incidente". Dopo la ricaduta, s'è generata una nube tossica provocata dall'incendio dell'eptano, usato come combustibile del razzo.

"E' apparsa già una nuvola di eptano. Può essere vista sul cosmodromo", ha spiegato il ministro delle Situazioni d'emergenza kazako Vladimir Bozhko. L'agenzia spaziale kazaka Kazcosmos ha assicurato che la nube velenosa non dovrebbe rappresentare una minaccia per la città di Baikonur. "Ci sono approssimativamente 60 km dal luogo dell'incidente alla città di Baikonur. I nostri esperti stanno prendendo campioni di aria e di terreno per impedire che si diffondano sostanze dannose fino alle comunità abitrate", ha detto il capo di Kazcosmos Talgat Musabaiev.

"Le forze russe - ha continuato - hanno circondato il cosmodromo e nessuno può entrare nell'area perché può essere estremamente pericoloso". Il governo kazako, memore di altri, recenti incidenti, dal canto suo ha immediatamente annunciato la costituzione di una commissione per indagare l'impatto ambientale dell'incidente. "Ordino la creazione di una commissione governativa guidata dal ministro per la protezione ambientale che dovrà studiare l'impatto dell'incidente al cosmodromo sulla situazione ambientale e il territorio kazako adiacente al cosmodromo", ha detto il primo ministro Serik Akhmetov durante una riunione del governo ad Astana.

Il Proton-M portava tre satelliti destinati a rafforzare la rete di navigazione satellitare russa Glonass. Era il primo lancio dal 2011 di questi satelliti e veniva dopo una serie di stop forzati dovuti al mancato accordo tra Mosca e Astana sull'utilizzo di Baikonur, proprio alla luce di una serie di preoccupazioni sulla sicurezza e sull'ambiente avanzati dal Kazakistan, dietro le quali si intravede una crescente insofferenza per l'inquilino russo. La Russia ha un affitto di lungo periodo per il Kazakistan.

Ogni anno paga 115 milioni di euro e il suo contratto scadrà nel 2050. Recentemente tuttavia il Kazakistan ha mostrato di voler aumentare il proprio controllo sul cosmodromo, mentre la Russia sta costruendo un'altra base nella regione dell'Amur, in Estremo Oriente russo. Per quest'anno il Kazakistan aveva autorizzato solo una parte dei lanci richiesti da Mosca e, per sbloccare l'impasse tra le due parti, c'era voluto un incontro tra i presidenti dei due paesi: Vladimir Putin per la Russia e Nursultan Nazarbaiev.

La posizione kazaka sul cosmodromo si è irrigidita dal 2007, quando un razzo Proton-M con a bordo un satellite giapponese per le telecomunicazioni esplose poco dopo il lancio. I frammenti non fecero vittime, ma caddero nelle vicinanze della città di Zhezkagan, dove casualmente in quelle ore si trovava in visita il presidente Nazarbaiev. Dopo l'esplosione di oggi, ci saranno certamente altre battute d'arresto. Secondo una fonte del l'industria spaziale, citata da Interfax, probabilmente anch il lancio del modulo-laboratorio multiruolo (Mlm) destinato alla Stazione spaziale internazionale sarà rimandato al prossimo anno.


Fonte: TMNews

Google pensa ai dirigibili per portare segnale wireless in Africa e Asia


Google starebbe lavorando a un "impegno su più fronti" per costruire reti wireless che possono collegare più di un miliardo di persone nei mercati emergenti. Secondo fonti anonime, la società vuole connettere le persone al di fuori delle grandi città nell'Africa sub-sahariana e nel Sud-Est asiatico attraverso una combinazione di frequenze utilizzate per le trasmissioni televisive, palloncini speciali o dirigibili che trasmettono su frequenze di trasmissione non-TV, e potenzialmente attraverso trasmissioni satellitari. 

Rendere la velocità wireless più veloce nei centri urbani è anche un potenziale obiettivo del progetto, hanno detto fonti del Wall Street Journal. Inoltre Google starebbe collaborando con società di telecomunicazioni locali per ottenere una maggiore copertura wireless, ma non è ancora chiaro se le offerte sono già sul tavolo. Il WSJ ha detto che Google sta parlando con le autorità di regolamentazione in Sud Africa e Kenya per creare una rete attraverso frequenze di trasmissione televisiva, e che "alcuni dirigenti wireless dicono che si aspettano tali cambiamenti nei prossimi anni".

In un post sul blog, l'azienda ha detto che la tecnologia è "ben adattata per fornire connettività a basso costo alle comunità rurali con scarse infrastrutture di telecomunicazioni, e per ampliare la copertura della banda larga senza fili in aree urbane densamente popolate". Google ha anche pensato di utilizzare i satelliti per raggiungere lo stesso obiettivo. L'azienda ha intenzione di finanziare, costruire e aiutare a gestire le reti dall'Africa sub-sahariana al Sud-Est asiatico, con l'obiettivo di collegare al web circa 1 miliardo di persone.


Oltre alle frequenze televisive, Google potrebbe sviluppare una flotta aerea di punti di accesso wireless. "Il gigante della ricerca Internet ha lavorato per rendere palloni o dirigibili speciali, noti come piattaforme d'alta quota, per trasmettere segnali ad una superficie di centinaia di chilometri quadrati, anche se una tale rete comporterebbe frequenze diverse da quelle di trasmissione TV". Questi passaggi faciliterebbero l'adozione di alcuni smartphone Android low-cost che Google e altre aziende stanno spingendo in avanti negli ultimi anni. 

In Sud Africa sono già cominciate le sperimentazioni su piccola scala, anche se Google non ha confermato. Anche se non è un segreto che Google spera di far crescere Android in Africa, India e Cina, la notizia suggerisce che Google potrebbe abbracciare una strategia per controllare l'intero ecosistema della tecnologia smartphone in quelle zone. "Le attività sottolineano come il gigante della ricerca web è sempre più puntato ad avere il controllo su ogni aspetto della connessione di una persona sul web in tutto il mondo", il WSJ ha scritto. 

"Più utenti di Internet, a loro volta, potrebbero guidare la pubblicità online su molti dei servizi di Google. I 50 miliardi di dollari di ricavi annuali dell'azienda attualmente derivano per l'87% dalla vendita di annunci online". La mossa ricorda gli sforzi di Google negli Stati Uniti per portare la rete in fibra ottica a Kansas City, MO e KS , Austin, TX , e Provo, UT. L'azienda di Mountain View possiede Android, il sistema operativo mobile più usato degli smartphone, e si sta anche preparando a vendere Google Glass, un dispositivo indossabile per i volti delle persone che spera di trasformare il computing.



Foto credit: Isafmedia / CC BY 2.0