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Ue vuole vietare porno su Web: proteste online, paura attacco hacker


Toglieteci tutto, ma non il porno: se la crisi non è riuscita ad innescare una protesta visibile contro le istituzioni europee, la sola minaccia di far sparire il materiale pornografico dal web ha costretto il Parlamento europeo a bloccare le sue caselle di posta elettronica che in soli due giorni sono state inondate da centinaia di migliaia di email di cittadini infuriati per la proposta che l'eurocamera discuterà martedì. 

Tutto nasce da una risoluzione 'non vincolante', cioè una presa di posizione politica che quindi non ha alcun vincolo legislativo, che il Parlamento voterà martedì prossimo. Si chiama "Mozione per eliminare gli stereotipi di genere in Ue", e chiede agli Stati membri di fare ogni sforzo per eliminare la discriminazione delle donne dalla pubblicità e chiede il bando di ogni forma di pornografia dai media. La formulazione è piuttosto vaga, perchè chiede ''il divieto di tutte le forme di pornografia nei mezzi di informazione e della pubblicità del turismo sessuale''. 

Non è chiaro quindi cosa si intenda per 'mezzi d'informazione', e il testo inglese della risoluzione parla di 'media' ed è quindi ancora più vago. L'intenzione dei legislatori dovrebbe essere quella di mettere al bando solo la pubblicità degradante per le donne, ma se si interpretasse in modo estensivo la risoluzione potrebbero venire vietate tutte le piattaforme che ospitano contenuti a luci rosse, solo perchè il web in se' parte dell'universo 'media'. 

Preoccupati dalla sparizione dei filmati 'hard' o, come dicono molti di loro, dalla messa in discussione della liberta' di diffondere contenuti in rete, centinaia di migliaia di cittadini hanno scritto altrettante email di protesta ai parlamentari: oltre 600 mila in soli tre giorni, un vero e proprio 'attacco' iniziato giovedì scorso che ha costretto il Parlamento ad innalzare le difese tecnologiche 'filtrando' le caselle di posta degli eurodeputati. 

Ad innescare il passaparola tra navigatori della rete è stato anche il Partito dei pirati, la formazione svedese che ha rappresentanti anche nell'assemblea di Strasburgo e che si batte per la libertà del web e dei suoi contenuti. La vicenda ha messo in allarme il Parlamento che, ammettendo confidenzialmente di aver scelto parole 'poco felici' e troppo generiche per la sua risoluzione, sta seguendo la situazione in vista di martedì, con il timore di attacchi hacker ai suoi siti Web. 


Fonte: ANSA Europa
Foto dal Web

Online i siti con dominio .XXX dedicati all'intrattenimento per adulti


Da ieri 6 Dicembre alle 11, ora di Washington (le 17 in Italia), oltre 100.000 siti porno dovrebbero comparire online con il "dominio di primo livello" .xxx. L'idea dietro la scelta di inaugurare il dominio è la stessa che ha spinto all'introduzione dei suffissi .gov, .edu e .org: specificare la natura del contenuto del sito che si visiterà. I suffissi .xxx erano stati approvati l’anno scorso dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), l’organizzazione non profit che gestisce gli indirizzi internet.

ICANN autorizza la creazione di domini Internet xxx per i siti porno


L'autorità incaricata di regolamentare i nomi di dominio internet, Icann, ha autorizzato la creazione di indirizzi con suffisso .xxx per i siti pornografici. Nel corso della sua riunione pubblica annuale tenuta a San Francisco, il consiglio d'amministrazione di Icann ha accolto la richiesta per un nome di dominio .xxx. La decisione si è resa necessaria a causa delle stime che quantificano in circa 370 milioni il numero di siti hard presenti nella rete, con la conseguente carenza di domini da acquistare.

L'industria del porno potrebbe avere il dominio xxx, molte le polemiche


I domini .xxx diventeranno presto realtà, ma non senza problemi. Ad ostacolare la nascita di questa nuova estensione dedicata esclusivamente al mondo pornografico sono proprio quelli che di tale settore sono gli interpreti principali, secondo cui l’utilizzo di tale tipologia di domini sarebbe poco vantaggioso, se non del tutto inutile.

Via libera dell'Icann al prefisso xxx, sconfitte le lobby conservatrici


I siti internet a luci rosse avranno presto la loro inequivocabile etichetta: l’Icann, l’organismo responsabile degli indirizzi web per conto del governo Usa, ha dato ieri da Bruxelles un importante via libera al suffisso ".xxx" che identificherà, su base volontaria, le pagine web con contenuti pornografici. Il semaforo verde arriva dopo dieci anni dalla prima richiesta per la creazione di un dominio ".xxx" e dai numerosi "no" che l’Icann ha confermato di volta in volta prima della svolta odierna ammettendo, in fase di dibattito, che è stato un errore negare negli anni questa approvazione.

Icann pronta a varare domini .xxx per siti porno


L’International Centre For Dispute Resolution nei giorni scorsi ha deciso che l’ICANN, l'agenzia che assegna i domini internet, dovrà pagare a ICM Registry, responsabile dei domini .xxx, ben $475.000 di danni più $221.000 di spese processuali. La richiesta arriva in seguito al rifiuto dell’ICANN di registrare l’estensione. Fortunatamente per l’ICANN, la sentenza non è vincolate. L’ICM avrebbe fatto la procedura per la richieste dell’estensione 3 volte a partire dal 2000, ottenendo un categorico rifiuto in ogni caso.