In tempi di pandemia, la disinformazione abbonda. In molti casi, le persone condividono in realtà notizie false per divertimento. Ma le fake news più preoccupanti concernenti il nuovo Coronavirus riguardano improbabili cure. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) spiega che al momento nessun medicinale ha ancora dimostrato di essere sicuro ed efficace nel trattamento del Covid-19. L’European Medicines Agency (EMA) sta valutando i dati su 20 farmaci e una dozzina di vaccini, due dei quali sono già entrati nella sperimentazione clinica di fase I, che è il primo studio necessario condotto in volontari sani, benché le tempistiche per lo sviluppo siano difficili da prevedere.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Coronavirus, fake news e malware a tema restano alti: report Agcom
In tempi di pandemia, la disinformazione abbonda. In molti casi, le persone condividono in realtà notizie false per divertimento. Ma le fake news più preoccupanti concernenti il nuovo Coronavirus riguardano improbabili cure. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) spiega che al momento nessun medicinale ha ancora dimostrato di essere sicuro ed efficace nel trattamento del Covid-19. L’European Medicines Agency (EMA) sta valutando i dati su 20 farmaci e una dozzina di vaccini, due dei quali sono già entrati nella sperimentazione clinica di fase I, che è il primo studio necessario condotto in volontari sani, benché le tempistiche per lo sviluppo siano difficili da prevedere.
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Check Point: picco dei falsi domini Zoom e file dannosi, ma non solo
Con l’emergenza COVID-19 e la quarantena, piattaforme di videochat e videoconferenza hanno riscosso un enorme successo. In questi giorni di smartworking, di lezioni da casa e videochiamate con gli amici o con i propri cari, le piattaforme come Zoom sono a rischio. Per molte aziende, Zoom è la piattaforma di videoconferenza preferita in un’epoca di isolamento sociale. Oltre al video e all’audio standard, Zoom è anche ricco di utili funzioni che lo rendono ideale per la scuola e l’azienda, nonchè l’organizzazione di riunioni con i team di lavoro. E’ possibile condividere lo schermo, inviare messaggi al gruppo e persino inviare file e immagini dal proprio servizio cloud preferito.
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MarkMonitor: brand soffrono conseguenze indesiderate dopo GDPR
Quasi sei marketer su 10 (58%) affermano che il GDPR ha avuto un forte impatto sul loro approccio alla gestione dei domini e alla loro sicurezza, e quasi un terzo (31%) afferma lo stesso per quanto riguarda la Brexit. Questo è ciò che emerge dal report internazionale pubblicizzato da MarkMonitor, società di Clarivate Analytics specializzata nella protezione del brand. Dall’entrata in vigore del GDPR il 28% dei brand ha dovuto richiedere l’assistenza di consulenza esterna per rendere conforme alla normativa le proprie strategie, il 20 percento non è ancora sicuro di quale sarà l’impatto sul proprio business e il 18% ha affermato di trovare ancora più difficoltà nel combattere le violazioni.
MarkMonitor, 23% domini a livello globale è oggetto di cyberattacchi
L’approccio alla sicurezza e alla gestione dei domini dei brand è a compartimenti stagni. Almeno un quarto dei domini dei brand sono stati attaccati da cyber criminali. Questo è quello che emerge dall’ultimo report a livello globale rilasciato da MarkMonitor, azienda specializzata in protezione del brand aziendale. Il report ha inoltre evidenziato che lo scorso anno, per il 62% dei brand, il crimine informatico ha avuto un impatto sul proprio giro d’affari. Almeno metà del campione interpellato ritiene che la violazione del brand sia cresciuta durante l’anno passato, mentre il 46% ha affermato che le minacce informatiche hanno influenzato lo sviluppo della strategia dei domini.
Aruba: offre servizio di Hosting WordPress Gestito, per zero pensieri
Aruba S.p.A., leader nei servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, presenta il nuovo servizio di Hosting WordPress Gestito che consente di creare blog e siti con contenuti a cui potersi dedicare a tempo pieno, dato che la configurazione dell’ambiente, gli aggiornamenti di WordPress, la sicurezza, le prestazioni ed il supporto specialistico avanzato vengono gestiti da Aruba. Affiancandosi all’offerta Hosting con WordPress preinstallato – soluzione che offre uno spazio web con il CMS pronto per l’uso - il nuovo Hosting WordPress Gestito è stato sviluppato per supportare i clienti meno avvezzi a quegli step di configurazione e aggiornamento dei plugin.
Arriva hosting di Aruba con Wordpress preinstallato e migliore offerta
Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, annuncia la possibilità di usufruire delle soluzioni di web hosting con Wordpress già preinstallato, per poter dare vita a blog e siti ottimizzati per i motori di ricerca. Che si possegga già un blog o un sito, o si stia pensando di crearne uno, Aruba propone una soluzione affidabile, sicura, semplice e SEO-friendly già pronta all’uso. È disponibile al download la nuova piattaforma blog WordPress 4.5.2, chiamata “Coleman” in onore del popolare sassofonista jazz. Si tratta di un nuovo aggiornamento di sicurezza per tutte le versioni precedenti e si consiglia vivamente di aggiornare immediatamente i siti.
Internet Day, Italia celebra 30 anni: Ping poi Ok e si collegò al Web
Il 30 aprile del 1986, trent’anni fa, l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet, lanciando un primario “segnale di rete” dal Centro Nazionale Universitario per il Calcolo Elettronico (CNUCE). Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro Stefania Giannini celebrano al CNR di Pisa l’Italian Internet Day: i 30 anni dalla prima connessione alla Rete. Dall’allora CNUCE del Consiglio nazionale delle ricerche, il 30 aprile del 1986, partì questo semplice comando-messaggio: “Ping”. Da oltreoceano, precisamente da Roaring Creak in Pennsylvania, si rispose con un semplicissimo “Ok”. Così l’Italia si collegò ad Arpanet, la rete statunitense antesignana di Internet.
Aruba: disponibile per tutti il dominio .cloud della nuova era del web
Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, ha annunciato il lancio pubblico del dominio “.cloud”: a partire da martedì 16 febbraio ha preso il via la fase di General Availability. Si tratta della fase di lancio pubblico in cui vige la regola del “first come – first served”, per cui chiunque potrà registrare quanti e quali nomi a dominio desidera, senza limiti, restrizioni o pre-requisiti: il dominio è aperto a tutti, siano essi aziende, professionisti, associazioni e privati cittadini. Aruba S.p.A. (www.aruba.it) – dal 2011 cloud provider europeo - si è aggiudicata nel 2014 il dominio .cloud, superando concorrenti multinazionali come Google ed Amazon.
EURid Web Awards: ecco i vincitori del concorso che premia i siti .eu
Eu Web Awards è un concorso online, organizzato per il secondo anno consecutivo da EURid, con l'obiettivo di premiare i titolari di domini con estensione europea che si sono distinti in cinque categorie particolari. I fortunati vincitori sono stati annunciati durante la Cerimonia di Premiazione che si è tenuta nella serata di mercoledì 18 novembre scorso, presso il Museo di Scienze Naturali di Bruxelles. L’evento ha visto riuniti 130 ospiti (tra cui i rappresentanti dei candidati e i rispettivi registrar) per celebrare i cinque titolari dei nomi a dominio .eu vincitori del prestigioso premio e di un pacchetto Google AdWords in riconoscimento dei migliori siti Internet .EU.
Azione legale di Belstaff chiude centinaia di siti web con prodotti falsi
La sentenza statunitense riconosce al brand fashion di lusso più di 42 milioni di dollari di danni. MarkMonitor®, azienda specializzata nella protezione del brand e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, oggi annuncia che uno dei suoi clienti di alto profilo, il brand fashion di lusso Belstaff, ha vinto la battaglia legale in corso contro i contraffattori online. A seguito della causa civile discussa nei tribunali americani, i giudici hanno imposto ai falsari un risarcimento di più di 42 milioni di dollari di danni che farà da precedente per i casi di contraffazione, riportando un numero senza precedenti di siti web illegali, 676 in totale, ceduti a Belstaff.
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EURid: il .eu compensa la CO2 col progetto Ecomapuà in Amazzonia
Le attività del registro .eu sono le più responsabili dal punto di vista ambientale fra i registri dei TLD in Europa. E' il primo registro europeo ad aver ottenuto la registrazione al Sistema comunitario EMAS. Da molti anni EURid ha adottato un approccio eco-responsabile nella gestione delle attività del .eu. La sua politica ambientale si basa sul principio “riduci, riutilizza e ricicla” e definisce un quadro per operare scelte sostenibili. Per questo motivo EURid (http://www.eurid.eu/), l’organizzazione che gestisce il registro del dominio .eu, ha deciso di partecipare al Progetto Ecomapuà per compensare le emissioni di CO2 del 2014, calcolate di recente da RINA Services S.p.a.
WatchGuard affronta cyberloafing con upgrade del suo Fireware OS
Fino all’80% del tempo speso sul web dai dipendenti non ha nulla a che vedere col lavoro; il “cyberloafing” può incidere sul profitto dell’azienda quanto le violazioni di rete. L’upgrade a Fireware® OS (11.10) rende facile impostare le quote di tempo e dati; include anche la possibilità di impostare le policy utilizzando nomi e non indirizzi numerici. WatchGuard Technologies, leader globale nei firewall multifunzione, ha annunciato alla RSA Conference di San Francisco la nuova versione del suo sistema operativo Fireware®, che ora permette di controllare facilmente la quantità di dati a cui i dipendenti hanno accesso, e anche quando e per quanto tempo.
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Red Hat: Enterprise Linux OpenStack Platform 6 e supporto per IPv6
Co-ingegnerizzato con Red Hat Enterprise Linux 7 per abilitare infrastrutture open cloud presso aziende e service provider che implementano OpenStack. Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 6 (RHEL), dotata di numerosi aggiornamenti volti a servire da base per la realizzazione di cloud OpenStack in aziende con utenti cloud evoluti, società di telecomunicazioni, ISP e cloud hosting provider pubblici.
Internet, Aruba conquista il dominio .cloud: battuti Amazon e Google
In arrivo i nuovi domini decisi dall’Icann, l’ente internazionale no-profit, che assegna gli indirizzi Ip e alla società italiana il dominio di primo livello per il quale avevano fatto richiesta in sei società tra le quali le più note di Internet. Aruba costituirà il Registro Ufficiale del .cloud, affermando la propria presenza in ambito cloud - già solida in Europa - anche sulla scena mondiale. Aruba S.p.A., (www.aruba.it) già leader nei servizi di web hosting, PEC e registrazione domini e dal 2011 cloud provider di primo piano a livello europeo (www.cloud.it), si è aggiudicata l’estensione .cloud concretizzando le sue prospettive di operatore globale su questo mercato.
MarkMonitor: allarme per merchandising sportivo online contraffatto
In questi giorni è prevista la presentazione delle nuove maglie per la stagione calcistica 2014/2015 delle squadre del Parma, Napoli Sassuolo, Torino e Cagliari. Il Milan ha già presentato la sua: rossi di toni diversi, righe nere verticali di diverse dimensioni e croce di San Giorgio - parte dello stemma di Milano. Il nuovo merchandising sportivo interesserà sicuramente i tifosi più accaniti che vorranno avere l’ultima maglia della propria squadra preferita e si rivolgeranno sia ai canali di vendita tradizionali che a quelli online.
MarkMonitor: truffe sul web in agguato anche durante periodo estivo
Poco prima delle vacanze estive, proliferano le offerte turistiche last minute per l'acquisto di soggiorni in hotel o pacchetti viaggio all'estero. L'industria del turismo è uno dei settori più avanzati nell'utilizzo di Internet come canale di distribuzione, quindi vi sono sempre più opzioni a disposizione del pubblico per la ricerca. Spesso vengono proposti online sconti e offerte interessanti e attraenti per l'acquirente. Tuttavia, come in molti altri settori nell’e-commerce, esistono potenziali rischi per gli acquirenti a causa di siti fraudolenti che vendono prodotti contraffatti o "servizi" e si fingono venditori legittimi.
Da MarkMonitor strategie per proteggere reputazione Web dei brand
Anche per quest'anno MarkMonitor, azienda esperta nella brand protection, ha stilato un decalogo di suggerimenti rivolti alle aziende per aiutarle a salvaguardare la propria reputazione e il business dai pericoli che derivano da Internet. Dal lancio dei nuovi gTLD, a come muoversi sui mercati asiatici, a un corretto uso dei social media per la promozione del proprio brand alla business intelligence aziendale, le strategie proposte portano le aziende a riflettere sull'importanza della protezione del brand online.
L’espansione e l’incalzante evoluzione di Internet ha determinato un aumento dei rischi per la reputazione dei brand e per i profitti. Nel mondo digitale, l’impatto derivante dall’abuso dei brand è immediato ed esteso. Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe di MarkMonitor ha stilato le seguenti strategie per il 2014, che dovrebbero essere basilari nel valutare un potenziamento del programma di tutela del brand delle aziende.
1. La nuova realtà: il lancio dei Nuovi Domini di Primo Livello Generico
I nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD) rappresentano, da una lato, un’opportunità per il business e, dall’altro, una nuova minaccia da cui difendersi. La messa a punto di strategie di espansione del business o di difesa del brand è responsabilità di ogni marchio.
Nei prossimi mesi verranno introdotti centinaia di Nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD): è quindi il momento di decidere se registrare, bloccare o amministrare il proprio brand nei nuovi registri. Per sviluppare la strategia è necessario collaborare con i colleghi che presiedono i dipartimenti legali e di risk management e congiuntamente valutare rischi, opportunità, vincoli di bilancio.
Nei prossimi mesi verranno introdotti centinaia di Nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD): è quindi il momento di decidere se registrare, bloccare o amministrare il proprio brand nei nuovi registri. Per sviluppare la strategia è necessario collaborare con i colleghi che presiedono i dipartimenti legali e di risk management e congiuntamente valutare rischi, opportunità, vincoli di bilancio.
2. È il momento di riconsiderare le proprie difese
Nei prossimi tre anni saranno introdotti oltre 600 Nuovi gTLD: nessuna azienda può permettersi di registrare l’intero portfolio di brand in tutte le nuove estensioni. La maggior parte delle aziende dovrà rielaborare la propria strategia di tutela del brand, passando da un approccio basato sulle tradizionali registrazioni difensive di domini a uno basato sul monitoraggio degli abusi in uno spazio esteso di nomi-dominio.
Se non si dispone ancora di linee guida definite, gli uffici legali e di protezione del brand dovranno collaborare con gli uffici marketing allo sviluppo di criteri di rilevamento e contenimento dei domini che violano i marchi e che si appropriano del traffico.
Se non si dispone ancora di linee guida definite, gli uffici legali e di protezione del brand dovranno collaborare con gli uffici marketing allo sviluppo di criteri di rilevamento e contenimento dei domini che violano i marchi e che si appropriano del traffico.
3. Ottimizzare gli investimenti per la protezione del brand attraverso l’uso di processi di enforcement più efficienti
L’utilizzo di soluzioni tecnologiche nei programmi di protezione del brand consente di incrementare l’azione di enforcement e ottenere maggiori livelli di efficienza. Le moderne tecnologie consentono di rilevare dati fondamentali per stabilire le relazioni esistenti tra diversi siti illeciti e per identificare interi network di migliaia di nomi-dominio.
Invece di limitarsi a colpire i siti a livello individuale, tali misure di enforcement consentono di identificare e intervenire istantaneamente su intere reti di siti illeciti. Tale strategia, incentrata sull’uso della tecnologia, velocizza le indagini, ottimizza l’efficacia delle strategie legali e consente più elevati indici di redditività (Return On Investements) sugli investimenti in cause legali.
Invece di limitarsi a colpire i siti a livello individuale, tali misure di enforcement consentono di identificare e intervenire istantaneamente su intere reti di siti illeciti. Tale strategia, incentrata sull’uso della tecnologia, velocizza le indagini, ottimizza l’efficacia delle strategie legali e consente più elevati indici di redditività (Return On Investements) sugli investimenti in cause legali.
4. La sicurezza dei domini come priorità
Sempre più con maggiore frequenza gli hacker e gli “hacktivisti” attaccano i domini, mediante reindirizzamenti fraudolenti verso altri portali o attraverso il blocco dei siti ufficiali. Nessun brand aspira a comparire sulle prime pagine di quotidiani e notiziari in qualità di vittima degli attacchi hackers.
I domini sono risorse business-critical e richiedono una protezione costante che assicuri la continuità dell’attività e la tutela della reputazione del brand. E’ necessario assicurarsi di utilizzare una protezione a più livelli, comprendente moderni sistemi di sicurezza aggiornati forniti dai registrar dei nomi-dominio.
I domini sono risorse business-critical e richiedono una protezione costante che assicuri la continuità dell’attività e la tutela della reputazione del brand. E’ necessario assicurarsi di utilizzare una protezione a più livelli, comprendente moderni sistemi di sicurezza aggiornati forniti dai registrar dei nomi-dominio.
5. Una strategia di protezione del brand che consenta di ottenere il massimo successo nei mercati asiatici
Il mercato asiatico continua a rappresentare un’area in rapida crescita, ma anche un epicentro di abusi sui brand. Per intervenire efficacemente contro tali abusi, è necessario disporre di una strategia di protezione del brand che tenga conto delle differenze locali. Si deve accertare che la registrazione dei marchi osservi i requisiti delle diverse giurisdizioni.
Imparare a conoscere i molteplici canali di promozione e distribuzione sui mercati asiatici e monitorare entrambe le tipologie di canali contro gli abusi sul brand è fondamentale. L’ideale è utilizzare operatori per la protezione del brand di madrelingua locale, in grado di comprendere perfettamente la lingua in uso nei diversi mercati asiatici e le prassi in uso nei diversi Paesi.
Imparare a conoscere i molteplici canali di promozione e distribuzione sui mercati asiatici e monitorare entrambe le tipologie di canali contro gli abusi sul brand è fondamentale. L’ideale è utilizzare operatori per la protezione del brand di madrelingua locale, in grado di comprendere perfettamente la lingua in uso nei diversi mercati asiatici e le prassi in uso nei diversi Paesi.
6. Al passo con chi corre: social media e comunicazioni mobili
I “brandjacker” sono abili nello sfruttare la crescita esponenziale dei canali digitali e ad assumere identità di un brand all’interno dei social media e nelle comunicazioni in ambito mobile. Entrambi i mercati sono fluidi e si evolvono rapidamente: nuovi social network e applicazioni possono, nel giro di pochi mesi, assumere posizioni di rilievo.
Acquisizioni da parte di grandi gruppi possono modificare le politiche e i regolamenti delle diverse piattaforme. Al fine di anticipare l’azione dei brandjacker, la strategia di protezione del brand deve saper essere altrettanto dinamica. Anche in mercati globali come la Cina, i siti social sono in crescita e costringono i brand a sviluppare strategie di monitoraggio globale per impedire il sorgere di problemi per il brand.
Acquisizioni da parte di grandi gruppi possono modificare le politiche e i regolamenti delle diverse piattaforme. Al fine di anticipare l’azione dei brandjacker, la strategia di protezione del brand deve saper essere altrettanto dinamica. Anche in mercati globali come la Cina, i siti social sono in crescita e costringono i brand a sviluppare strategie di monitoraggio globale per impedire il sorgere di problemi per il brand.
7. Bloccare le fonti di profitto pirata
I siti pirata si basano sui ricavi derivanti dalla pubblicità (e sull’inconsapevolezza degli inserzionisti) per portare a termine la loro opera fraudolenta. Una strategia efficace è quella di collaborare con le concessionarie pubblicitarie e le piattaforme di scambio, nonché con gli operatori dei pagamenti, per identificare automaticamente e rimuovere le inserzioni presenti sui siti pirata, impedendo così loro di ottenere tali profitti ed eliminando la minaccia per la reputazione del brand.
8. La fiducia nel brand è ancora più importante in un mondo “omni-canale”
Nel moderno mondo omni-canale, i consumatori esigono una fruizione del brand continuativa e sicura presso tutti i canali. La ricerca per un acquisto, la partecipazione a un social network, una transazione mobile: i consumatori ricercano l’autenticità. I brandjacker ne sono ben coscienti, e cercano di impersonare i brand assumendone le sembianze con siti e applicazioni che consentano loro di adescare traffico, confondere i consumatori, causando un aumento dei costi di marketing digitale.
Studi recenti hanno rivelato che un consumatore online su cinque ha raggiunto almeno una volta siti che commercializzano beni contraffatti, mentre cercava offerte autentiche. Le aziende più avvedute possono accrescere la fiducia dei consumatori nel mondo digitale, mediante una strategia di protezione del brand che sia completa e che protegga i propri clienti dalle false versioni del brand.
Studi recenti hanno rivelato che un consumatore online su cinque ha raggiunto almeno una volta siti che commercializzano beni contraffatti, mentre cercava offerte autentiche. Le aziende più avvedute possono accrescere la fiducia dei consumatori nel mondo digitale, mediante una strategia di protezione del brand che sia completa e che protegga i propri clienti dalle false versioni del brand.
9. Protezione dei contenuti digitali
Ogni azienda è in possesso di dati digitali da proteggere: filmati, musica, software, giochi, ma anche brevetti, elenchi di clienti, kit di sviluppo software e database. Ciò che ha valore è vulnerabile. Valutate le minacce contro le vostre risorse digitali e sviluppate un programma per proteggerle. E’ necessario concentrarsi sulle modalità con cui i motori di ricerca portano traffico verso siti di condivisione o di file hosting che consentano accesso non autorizzato ai contenuti digitali.
10. La protezione del brand nell’era del “big data” fornisce anche business intelligence
Una strategia di protezione del brand ben concepita in ambiente digitale non solo salvaguarda il brand e i clienti, ma offre vantaggi competitivi. Si potranno usare i dati generati dal programma di brand protection per comprendere quali siano i punti di debolezza e le falle nel sistema di protezione che inducono i consumatori verso merci contraffatte.
Attraverso questi dati è possibile creare nuove formule di marketing, prezzi e strategie distributive che consentano di capitalizzare la domanda dei consumatori e colmare le “gray zone” attualmente coperte dai contraffattori. La collaborazione con gli uffici legali e con gli esperti di protezione del brand può offrire preziosi approfondimenti in grado di aumentare le vendite legittime e, nel contempo, combattere i contraffattori.
Fonte: Shin Communication
Attraverso questi dati è possibile creare nuove formule di marketing, prezzi e strategie distributive che consentano di capitalizzare la domanda dei consumatori e colmare le “gray zone” attualmente coperte dai contraffattori. La collaborazione con gli uffici legali e con gli esperti di protezione del brand può offrire preziosi approfondimenti in grado di aumentare le vendite legittime e, nel contempo, combattere i contraffattori.
Fonte: Shin Communication
Web: lancio nuovi gTLD segna importante cambiamento per i marchi
Non c'è dubbio che il 2013 sia stato un anno storico per Internet, segnato dall'introduzione dei nuovi Global Top-Level Domain (gTLD) che hanno avuto il via libera per la delegazione dello scorso novembre. Tutti conoscono gli attuali domini di primo livello (i TLD), cioè la parte del nome di dominio che si trova a destra del punto, come .com o .net. La nuova era dei gTLD vedrà crescere Internet dagli attuali 22 gTLD a circa 1300 nuove possibilità.
Web, Stati Uniti rinunciano al controllo dei nomi e domini su Internet
Una svolta storica per Internet. Il governo degli Stati Uniti è pronto ad abbandonare il ruolo centrale nell'attribuzione dei domini in Rete per cederlo a una governance internazionale. L'annuncio va incontro alle richieste avanzate da tempo dall'Unione Europea e risponde alle critiche avanzate all'amministrazione Obama sull'eccessivo controllo degli States su Internet, dopo lo scandalo Datagate scatenato dai programmi di sorveglianza di massa della National Security Agency.
Domini gTLD, creare gratis la lista delle estensioni preferite by Aruba
Aruba S.p.A. (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, email, PEC e registrazione domini, in vista dell’arrivo di oltre 700 nuove estensioni di dominio (gTLD - Generic Top Level Domain), offre la possibilità di creare in modo totalmente gratuito la propria wishlist attraverso il sito http://nuovigtld.aruba.it/. Nei prossimi mesi, infatti, agli attuali noti TLD (come ad esempio .it o .com), andranno ad aggiungersi numerose nuove estensioni che daranno agli utenti ulteriori opportunità di trovare un nome a dominio disponibile ed adatto al proprio sito web.
Le nuove estensioni, infatti, permetteranno di creare indirizzi più specifici, attraverso i quali sarà di fatto già possibile rendere riconoscibile il contenuto del proprio sito. Il nuovo servizio offerto da Aruba si rivolge non solo a tutti coloro che sono interessati ad un dominio, che già possiedono un sito o che vogliono ampliare la propria visibilità, ma anche a quanti hanno un marchio registrato e vogliono assicurarne la protezione su Internet, registrandolo con nuove estensioni.
In tal modo, ogni utente potrà preservare la propria identità online, con la possibilità di ottenere un nome dominio unico ed efficiente, affermare la propria italianità, grazie ad estensioni in lingua italiana (da .casa a .auto) e non per ultimo qualificare esattamente la propria tipologia di business, grazie ad estensioni che caratterizzano specifici settori imprenditoriali (da .restaurant a .design) o anche interessi ed hobby (da .sport a .moda).
Grazie alla wishlist che l’utente esprime, Aruba garantisce un aggiornamento continuo e costante per dare la possibilità di “arrivare prima degli altri” ed aggiudicarsi il dominio prescelto. Entrando nel sito Nuovigtld.aruba.it sarà sufficiente scegliere il dominio desiderato insieme alla nuova estensione o consultare le categorie presenti per facilitare la scelta. Una volta compilato il form, basterà inviare la propria richiesta, il tutto senza impegno o costo.
“Le nuove estensioni rappresenteranno da un lato un’opportunità per organizzare al meglio i siti internet, ma dall’altro un rischio per tutti i marchi registrati, - ha commentato Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba S.p.A. - per questo abbiamo deciso sin da ora di sensibilizzare riguardo alla loro importanza. Il nostro attuale impegno è quello di tenere informati gli utenti su tutte le novità a riguardo, dalle date di rilascio ai prezzi, fino alle modalità di attribuzione dei domini stessi.”
ARUBA S.p.A.
Aruba S.p.A., fondata nel 1994, è la prima società in Italia per i servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini. La società gestisce oltre 2 milioni di domini, 6 milioni di caselle e-mail, 3,8 milioni di caselle PEC, 20.000 server ed un totale di oltre 2 milioni di clienti. La società è attiva sui principali mercati europei quali Francia, Inghilterra e Germania e vanta la leadership in Repubblica Ceca e Slovacca ed una presenza consolidata in Polonia ed Ungheria.
In aggiunta ai servizi di web hosting, Aruba fornisce anche servizi di server dedicati, housing e colocation, servizi managed, firma digitale, conservazione sostitutiva e produzione di smart-card. Dal 2011 ha ampliato la sua offerta con servizi Cloud. Aruba ha una grande esperienza nella gestione dei data center disponendo di un network europeo in grado di ospitare circa 60.000 server. Per ulteriori informazioni: www.aruba.it, http://nuovigtld.aruba.it
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