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AIP, Anonymous contro pedofilia e revenge porn: cosa accade su TW


Un collettivo di hacker italiani ha avviato un'offensiva contro pedofili e chi pubblica foto hard per vendetta. Alla luce della recente operazione "Revenge Gram" lanciata da Anonymous e Lulzsec Italia, si segnala l'opinione dell'Accademia Italiana Privacy (AIP) pubblicata sul blog dell'associazione. In questi giorni si sono fatti prendere tutti da questioni di privacy che ruotano attorno alla pandemia COVID-19, generando enormi sorgenti di pensieri che si sono evoluti in fiumi di parole, articoli e interviste che hanno inondato il Web e tutti i media. APP si APP no, misurazione della temperatura e trattamento dei dati, informative ai lavoratori dipendenti con consenso scritto o informato.

Tumblr eliminerà contenuti per adulti e pornografici dal 17 dicembre


Dopo lo scandalo dei contenuti pedopornografici che hanno portato alla cancellazione dell'app Tumblr dall'Apple Store, il popolare servizio di microblogging appartenente a Yahoo!, ha iniziato a censurare i nudi. La piattaforma di social media Tumblr ha annunciato il divieto del cosiddetto "contenuto per adulti", una mossa fatta, a quanto pare, in reazione all'app di Tumblr che è stata rimossa dall'app store di Apple. Mentre rendere l'app più disponibile, in teoria, è una buona notizia per gli utenti del social, in pratica, ciò che sta per accadere viene considerata da molti una censura di massa delle comunità che hanno reso Tumblr un'esperienza positiva per così tanta gente.

Safer Internet Day 2018, consigli per Internet più sicuro da G DATA


I consigli di G DATA per un uso più sicuro dei social network e altre piattaforme online. Il 6 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete che, giunta alla sua XV edizione, ha coinvolto oltre 100 paesi. Nel mese di novembre dello scorso anno gli italiani hanno trascorso almeno due ore online nel giorno medio (dati Audiweb). I giovani in particolare dedicano molto del proprio tempo ai social network o utilizzando servizi di messaggistica online, spesso senza curarsi di tutelare propri dati personali, mettendo a rischio le proprie identità digitali. Un’altra minaccia in cui si può incappare quando si ha a che fare con il world wide web è il cyberbullismo.

Fappening: foto hard delle celebrità online, le indagini di Fbi e Apple


Scende in campo anche l'Fbi per il caso delle star di Hollywood le cui foto nude sono state "rubate", violando l'account di iCloud, e pubblicate sui social media quali 4Chan, twitter e Reddit, anche se l'autenticità di molte non è stata confermata. Sebbene non risulti ancora chiaro come le foto siano state hackerate, la Apple ha avviato un'inchiesta interna per capire se e in che modo il suo servizio di iCloud sarebbe stato violato. Sotto accusa è finita l'applicazione "Find My iPhone" in grado di rintracciare il proprio dispositivo rubato.

Pubblica foto e video hard dell'amica minorenne sul Web: condannato


Le aveva chiesto di fare qualcosa di «speciale» per dimostrargli il suo amore. Di inviargli tramite WhatsApp alcune foto e un video osé, poi finiti in rete, su Facebook e Youtube e girati tra gli amici e conoscenti della Monza bene. Con lei, 14 anni, che è stata presa in giro, umiliata e insultata e lui, il `bello´ della scuola più grande di cinque anni, ora condannato a due anni e otto mesi di carcere e 11 mila euro di multa per aver indotto la ragazzina alla produzione di materiale pornografico e per averlo diffuso. 

La vicenda per cui il 19enne monzese è stato processato con rito abbreviato dal gup di Milano Claudio Castelli, che ha anche disposto un risarcimento di 100 mila euro a favore della ragazzina, è cominciata l’inverno dell’anno scorso. La minorenne, con una cotta per il suo compagno di scuola, il più corteggiato, aveva accettato la proposta di lui: mandargli con il suo Smartphone, come una sorta di «prova d’amore», alcune foto in slip e calze nere, con la promessa che le avrebbe tenute per sé, sul suo cellulare. 

Invece le fotografie in un baleno vengono girate agli amici e ai compagni per poi essere postate su Facebook. Subito i commenti senza pietà, le cattiverie e gli sfottò della community nei confronti dell’adolescente che, però, ci ricasca. Il suo «innamorato», dopo essere sparito per qualche giorno, fa in modo di essere ricontattato. Questa volta alza il tiro e le chiede, come dimostrazione del suo amore, un video in atteggiamenti intimi, assicurandole che mai sarebbe circolato. 

Lei, sconcertata, si confida con un amico comune - un minorenne figlio di un noto personaggio del mondo dello spettacolo ora sotto inchiesta con un coetaneo - che la convince, come è stato riferito, spiegandole di dover fare «qualcosa di speciale perché noi delle suore siamo stufi». Il risultato? Il filmato è apparso su Youtube per qualche ora (ovviamente è stato oscurato), la 14enne additata da tutti, insultata e i commenti si fanno più pesanti. 

La giovanissima però non ce la fa più e racconta tutto ai genitori che, tramite gli avvocati Roberta Succi e Francesco Laratta, sporgono denuncia. Da qui le indagini e lo scorso 5 novembre, la condanna del `bello´ della scuola. «Abbiamo sempre camminato a testa alta - ha spiegato la madre della adolescente - ma le reazioni attorno alla famiglia e mia figlia sono state davvero assurde. Ancora oggi ci imbrattano i muri e hanno modificato un video dove mia figlia canta con frammenti di quelle immagini. Una cattiveria inaudita». 

Fonte: La Stampa

Pedopornografia, Google bloccherà 100mila ricerche connesse e foto


Verranno bloccati i risultati delle ricerche sul web legati all'abuso sui bambini. L’amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha annunciato la messa a punto di una nuova tecnologia capace di bloccare le ricerche di materiale pedopornografico su internet.  In un intervento pubblicato oggi sul quotidiano britannico Daily Mail, Schmidt ha precisato che le modifiche apportate consentono di cancellare la pedopornografia dai risultati di più di 100.000 tipi di ricerca. 

Oggi l’ad parteciperà a un incontro organizzato da Downing Street sulla pornografia sulla rete, che vedrà riuniti Google, Microsoft e altri giganti del web, dopo che lo scorso luglio il premier britannico David Cameron aveva sollecitato un maggiore intervento dei motori di ricerca per ostacolare la diffusione di immagini illegali. Secondo Schmidt, “senza dubbio la società non arriverà mai a eliminare tale depravazione, ma dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggere i bambini”. 

Per questo motivo negli ultimi tre mesi Google ha mobilitato oltre 200 collaboratori per sviluppare una nuova tecnologia per risolvere il problema: “Abbiamo affinato la ricerca su Google per impedire di far apparire tra i nostri risultati link a siti di abusi sessuali dei bambini. Anche se l’algoritmo non è perfetto, e Google non può impedire ai pedofili di aggiungere nuove immagini sul web, i cambiamenti ottenuti hanno consentito di ripulire i risultati di oltre 100.000 richieste potenzialmente correlate ad abusi sessuali sui bambini”. 

“Non c'è nessuna soluzione tecnica rapida, quando si tratta di individuare ipotetici abusi sessuali su un bambino. Questo perché i computer non possono distinguere tra immagini di bambini innocenti abusati in un bagnetto e genuine. Così abbiamo sempre bisogno di avere una persona che possa rivedere le immagini. Una volta che è fatto - e sappiamo le immagini sono illegali - ad ogni immagine è data un'impronta digitale unica. In questo modo i nostri computer possono identificare quelle immagini ogni volta che appaiono sui nostri sistemi”. 

“E Microsoft si merita molto credito per aver sviluppato e condiviso la sua tecnologia di rilevamento dell'immagine. Ma i pedofili riprendono sempre i loro crimini. Così i nostri ingegneri di YouTube hanno creato una nuova tecnologia per identificare questi video. Stiamo già provandola a Google, e nel nuovo anno speriamo di renderla disponibile ad altre società Internet e organizzazioni di sicurezza per bambini. Ci sono molte organizzazioni che lavorano per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini online - e noi vogliamo garantire a loro il miglior supporto tecnico”. 

“L'abuso sessuale dei bambini è una sfida globale, e il successo dipende da tutti coloro che lavorano insieme - forze dell'ordine, società di internet e di beneficenza. Accogliamo con favore l'iniziativa presa dal governo britannico, e speriamo che le tecnologie sviluppate dalla nostra industria faranno la vera differenza nella lotta contro questo terribile crimine”. Ciò aiuterà l'IWF in Gran Bretagna e l'US NCMEC. Le restrizioni varate da Google verranno applicate in un primo momento ai paesi di lingua inglese, ma si estenderanno al resto del mondo e ad altre 158 lingue nell’arco di sei mesi. 

Fonte: Daily Mail
Via: TMNews

Ue vuole vietare porno su Web: proteste online, paura attacco hacker


Toglieteci tutto, ma non il porno: se la crisi non è riuscita ad innescare una protesta visibile contro le istituzioni europee, la sola minaccia di far sparire il materiale pornografico dal web ha costretto il Parlamento europeo a bloccare le sue caselle di posta elettronica che in soli due giorni sono state inondate da centinaia di migliaia di email di cittadini infuriati per la proposta che l'eurocamera discuterà martedì. 

Tutto nasce da una risoluzione 'non vincolante', cioè una presa di posizione politica che quindi non ha alcun vincolo legislativo, che il Parlamento voterà martedì prossimo. Si chiama "Mozione per eliminare gli stereotipi di genere in Ue", e chiede agli Stati membri di fare ogni sforzo per eliminare la discriminazione delle donne dalla pubblicità e chiede il bando di ogni forma di pornografia dai media. La formulazione è piuttosto vaga, perchè chiede ''il divieto di tutte le forme di pornografia nei mezzi di informazione e della pubblicità del turismo sessuale''. 

Non è chiaro quindi cosa si intenda per 'mezzi d'informazione', e il testo inglese della risoluzione parla di 'media' ed è quindi ancora più vago. L'intenzione dei legislatori dovrebbe essere quella di mettere al bando solo la pubblicità degradante per le donne, ma se si interpretasse in modo estensivo la risoluzione potrebbero venire vietate tutte le piattaforme che ospitano contenuti a luci rosse, solo perchè il web in se' parte dell'universo 'media'. 

Preoccupati dalla sparizione dei filmati 'hard' o, come dicono molti di loro, dalla messa in discussione della liberta' di diffondere contenuti in rete, centinaia di migliaia di cittadini hanno scritto altrettante email di protesta ai parlamentari: oltre 600 mila in soli tre giorni, un vero e proprio 'attacco' iniziato giovedì scorso che ha costretto il Parlamento ad innalzare le difese tecnologiche 'filtrando' le caselle di posta degli eurodeputati. 

Ad innescare il passaparola tra navigatori della rete è stato anche il Partito dei pirati, la formazione svedese che ha rappresentanti anche nell'assemblea di Strasburgo e che si batte per la libertà del web e dei suoi contenuti. La vicenda ha messo in allarme il Parlamento che, ammettendo confidenzialmente di aver scelto parole 'poco felici' e troppo generiche per la sua risoluzione, sta seguendo la situazione in vista di martedì, con il timore di attacchi hacker ai suoi siti Web. 


Fonte: ANSA Europa
Foto dal Web

Belgio: arrestato Fabian Thylmann capo di YouPorn per frode fiscale


Il proprietario del sito porno "YouPorn", Fabian Thylmann, è stato arrestato all'aeroporto di Bruxelles ed è in carcere in attesa della sua estradizione in Germania, dove la giustizia sospetta del suo coinvolgimento in un caso di frode fiscale, ha annunciato il procuratore Colonia Lunedi. Thylmann, 34 anni, che possiede numerosi altri siti web come "PornHub" e "MyDirtyHobby", è stato arrestato la scorsa settimana, secondo le informazioni d'un portavoce della procura di Colonia che ha confermato al quotidiano Die Welt .

Martedì scorso, gli uffici di Amburgo (nord) sono stati perquisiti. Durante l'operazione, la polizia ha sequestrato diversi computer e documenti. Il tedesco, originario di Aquisgrana (Germania Ovest), ha costruito in pochi anni un impero pornografico su Internet con sede in Lussemburgo ("Manwin Holding Sarl"), con 35  aziende che si sono specializzate nella gestione di siti web pornografici, secondo Die Welt. Sono inclusi i siti ad alto traffico come "Youporn", "Pornhub", "DELETED" o il tedesco Amateursexportal "MyDirtyHobby".

Sotto licenza di "Playboy", "Manwin" gestisce anche il marketing on-line e le reti televisive del marchio. Le aziende sono registrate in Lussemburgo, Germania, Canada, Cipro, Stati Uniti e Irlanda. Thylmann vive in un sobborgo di Bruxelles. I suoi siti sono visitati ogni giorno da oltre 60 milioni di visitatori. La sua avventura imprenditoriale è cominciata solo sei anni fa. Era infatti il 2006 quando raccoglieva portali hard in giro per il mondo. Thylmann è padre di due figli, milionario, avido fan di motorsport, ha iniziato la sua carriera come programmatore.

"YouPorn" è uno dei 100 siti più visitati al mondo e attira ogni giorno più di sei milioni di visitatori unici. I suoi seguaci possono essere certi che il sito è rimasto ancora in funzione dalla sera Lunedi. I portali "PornHub" e "YouPorn" hanno registrato lo scorso luglio circa 5,5 miliardi di click. Per far degli esempi, il portale di shopping Amazon.com ha ricevuto circa 5,9 miliardi lo stesso mese, mentre Wikipedia circa 6,3 miliardi di click, secondo Bild De. Il portavoce della procura ha spiegato che è ancora da definire se e quando Thylmann sarà estradato in Germania.


Fonte: Die Welt
Via: Bild De

Ue, pronta a stringere una Rete di sicurezza a tutela dei minori online


L’Europa ed i suoi 27 governi devono stringere una rete di sicurezza per i minori esposti ai pericoli del Web, che è opportunità di crescita sociale ma anche quel mondo virtuale in cui è alto il rischio di cyberbullismo e pedopornografia tanto che il 15% dei ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni riceve qualche tipo di proposta sessuale e il 34% si imbatte in contenuti di cybersex senza averli cercati. 

La plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza per alzata di mano una relazione sulla «Tutela dei minori nel mondo digitale» preparata dall’eurodeputata Pd Silvia Costa, in cui tra l’altro si richiede un maggior coordinamento tra gli stati membri e si arriva ad auspicare che «la responsabilità sulla tutela dei minori a fronte di cyber-reati sia presidiata dalle forze dell’ordine».

«La penetrazione di Internet tra i bambini e gli adolescenti europei è cresciuta in misura esponenziale, con una velocità che supera la capacità del legislatore, tanto nazionale che europeo, di stare al passo con le problematiche che essa pone» osserva Costa, secondo la quale punto focale della relazione è la collocazione dei diritti del bambino come tema trasversale in tutte le politiche Ue. A favore della iniziativa, tra gli altri, si sono schierati tanto Pdl e Idv. 

Per Andrea Zanoni (Idv) per la protezione dei minori nel web «l’Europa sta facendo tanto, ma ci vuole più coerenza generale e strumenti precisi per evitare che i bambini diventino vittime e non fruitori dei nuovi media». E per Marco Scurria (Pdl) con l’approvazione del rapporto «abbiamo posto le basi per adottare una metodologia più efficace, volta a contrastare la diffusione di materiale illecito su internet attraverso il potenziamento degli attuali meccanismi interni, come le hotlines nazionali, per aiutare gli adolescenti in difficoltà, e gli alert per i genitori». 

Neelie Kroes scrive: "Proteggere i bambini è una priorità per tutti noi. Siamo tutti consapevoli dei rischi che i bambini devono affrontare on line, tutti noi vogliamo evitarli a loro, e tutti noi vogliamo farlo senza perdere i numerosi vantaggi di un mondo aperto e innovativo online - benefici per grandi e piccini. Sono felice che molte aziende stanno prendendo sul serio, e prepararsi a questa opportunità".



Fonte: ANSA
Via: La Stampa

ICANN autorizza la creazione di domini Internet xxx per i siti porno


L'autorità incaricata di regolamentare i nomi di dominio internet, Icann, ha autorizzato la creazione di indirizzi con suffisso .xxx per i siti pornografici. Nel corso della sua riunione pubblica annuale tenuta a San Francisco, il consiglio d'amministrazione di Icann ha accolto la richiesta per un nome di dominio .xxx. La decisione si è resa necessaria a causa delle stime che quantificano in circa 370 milioni il numero di siti hard presenti nella rete, con la conseguente carenza di domini da acquistare.

Pornografia online cominicia a 14 anni, allarme anoressia sessuale


Già a 14 anni gli adolescenti cominciano a frequentare i siti pornografici più espliciti e violenti. L'abitudine diventa decisamente diffusa a partire da 25 anni per toccare l'apice fra 35 e 44 anni e poi ridursi gradualmente. È quanto emerge dall'indagine presentata oggi ad Abano Terme dalla Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (Siams). Commissionata dalla stessa società scientifica e condotta da un'agenzia specializzata in indagini sulle utenze Internet, l'indagine si basa su un campione di 28.000 frequentatori di siti pornografici. «I dati dimostrano che già a 14 anni, quando non hanno ancora maturato una sessualità legata all'affettività, i ragazzi si collegano a siti che mostrano immagini molto avanzate», ha osservato il presidente della Siams, Carlo Foresta. Dei circa 27 milioni di utenti Internet, a frequentare i siti pornografici in Italia sono 7,8 milioni, pari al 28,9%. Un dato che pone l'Italia al quarto posto in Europa, dopo Germania (34,5%), Francia (33,6%) e Spagna (32,4%). Nella grande maggioranza i frequentatori più assidui dei siti pornografici sono uomini (73,4%). In alcuni casi si comincia anche prima di 13 anni (3,9%), i contatti aumentano fra 14 e 18 anni (5,9%) e salgono decisamente fra 25 e 34 anni (22,1%). Il picco si raggiunge fra 35 e 44 anni (25,4%) e poi l'abitudine comincia a ridursi. Un consumo eccessivo di pornografia online cominciato nella prima adolescenza, dicono gli esperti, puo' scatenare l'anoressia sessuale. Il problema sta emergendo adesso e riguarda nella maggioranza dei casi giovani di 20-25 anni che non riescono più a provare desiderio nè ad avere un'erezione, anche se non hanno alcun problema fisico.

Pornografia online: la Gran Bretagna vuole bloccarla alla fonte


Il governo britannico prepara una svolta storica: per proteggere i bambini sara' bloccata la diffusione di immagini pornografiche on line e gli adulti che vi vorranno accedere dovranno farne richiesta. Non saranno più i genitori a porre filtri ma direttamente gli Internet service provider. I portali pornografici saranno quindi bloccati all'origine. La mossa è volta a garantire che i bambini non siano esposti al sesso come una routine attraverso Internet. 

In precedenza l'Internet Service Provider 'Association (ISPA) ha detto a parlamentari che un tale divieto generale sarebbe costoso e tecnicamente difficile da usare. Ma Miranda Suit, co-fondatore della carità Safermedia, che ha tenuto una conferenza sul materiale pornografico su Internet il mese scorso, ha dichiarato: "Tecnicamente sappiamo che può essere fatto perché i provider stanno già rimuovendo la pedopornografia dopo che il governo ha messo pressione su di loro. Il Ministro vuole che le aziende utilizzino una tecnologia simile in modo da tenere fuori dalla portata dei bambini la pornografia per adulti". 

"I siti pornografici saranno bloccati quindi alla fonte, se le persone non richiederanno specificamente la visualizzazione. I più grandi provider di banda larga, tra cui BT, Virgin Media e TalkTalk, sono chiamati ad un incontro il mese prossimo da Ed Vaizey, il ministro delle comunicazioni, e sarà chiesto di modificare la modalità di come la pornografia entra nel case. Invece di utilizzare il controllo dei genitori per bloccare l’accesso alla pornografia, il cosiddetto “opting out”, gli adulti diventeranno “opt in”. 

TalkTalk, che comprende Tiscali e la versione britannica di Aol.com, sta già introducendo un nuovo servizio gratuito all'inizio del prossimo anno chiamato "feed brillante", che permette alle persone di controllare Internet in modo che tutti i dispositivi sono coperti automaticamente senza la necessità di istituire singoli controlli. Gli utenti potranno specificare quali siti per adulti vogliono ricevere o mettere una specie di classificazione come avviene al cinema con limitazioni per fasce d’età. Vaizey ha dichiarato: “Questa è una questione molto seria penso che sia molto importante che sia l’ISP a proporre soluzioni per proteggere i bambini. Noi stiamo tenendo d’occhio la situazione e avremo un nuovo disegno di legge di comunicazione entro i prossimi due anni“.

Via libera dell'Icann al prefisso xxx, sconfitte le lobby conservatrici


I siti internet a luci rosse avranno presto la loro inequivocabile etichetta: l’Icann, l’organismo responsabile degli indirizzi web per conto del governo Usa, ha dato ieri da Bruxelles un importante via libera al suffisso ".xxx" che identificherà, su base volontaria, le pagine web con contenuti pornografici. Il semaforo verde arriva dopo dieci anni dalla prima richiesta per la creazione di un dominio ".xxx" e dai numerosi "no" che l’Icann ha confermato di volta in volta prima della svolta odierna ammettendo, in fase di dibattito, che è stato un errore negare negli anni questa approvazione.

Estorsioni su chat erotica


"Incredibile sesso con numeri hard e linea erotica. Ti puoi collegare senza alcuna censura, per soddisfare ogni tuo desiderio sessuale". Le relazioni che a volte la gente cerca in rete sono spesso a puro scopo sessuale e, purtroppo, la dipendenza da pornografia e da sesso virtuale è forse più frequente di quello che si pensa. Vi sono persone che passano le nottate a visitare siti pornografici, o a praticare attività autoerotiche in chat e videochat con emeriti sconosciuti. 

Ed un'operazione della Squadra mobile di Vicenza ha portato all'arresto di una coppia che aveva architettato una truffa nei confronti di utenti di linee erotiche a pagamento. L'indagine è durata mesi e si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche che hanno portato all'arresto di A. B., 39 anni, di Potenza e della sua compagna B. T., 42 anni, di Padova. Secondo l'accusa, i due avevano escogitato un sistema per spillare soldi ai frequentatori delle chat-line erotiche attraverso un sintetizzatore vocale: 

B. T. lo avrebbe usato per cambiare la sua voce in quella di una 'ragazzina' e contattare così le potenziali vittime dell'estorsione. Se dall'altra parte arrivava una risposta positiva, l'uomo si presentava poco dopo come il padre della 'ragazzina', minacciando denunce se chi aveva accettato la proposta indecente non sborsava ingenti somme di denaro. In un caso, di fronte al rifiuto di subire l'estorsione, la coppia aveva chiesto i soldi alla persona che aiutava la madre anziana e inferma della vittima.