Nell'ultimo anno, una collaborazione tra Google e Mastercard ha permesso a inserzionisti selezionati di scoprire se i loro annunci online portassero alla vendita in un negozio "fisico" negli Stati Uniti. Il sistema era stato annunciato lo scorso anno da Google, ma la gran parte dei due miliardi di possessori della carta di credito non era a conoscenza di questo monitoraggio dietro le quinte. Questo perché le compagnie non hanno mai reso pubblico l'accordo. La possibilità di tracciare preferenze e acquisti degli utenti anche offline pone numerose questioni soprattutto in termini di privacy, dato che tale sistema di monitoraggio è predisposto in modalità predefinita all'insaputa degli utenti.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Bloomberg, accordo tra Google e Mastercard: clienti tracciati offline
Nell'ultimo anno, una collaborazione tra Google e Mastercard ha permesso a inserzionisti selezionati di scoprire se i loro annunci online portassero alla vendita in un negozio "fisico" negli Stati Uniti. Il sistema era stato annunciato lo scorso anno da Google, ma la gran parte dei due miliardi di possessori della carta di credito non era a conoscenza di questo monitoraggio dietro le quinte. Questo perché le compagnie non hanno mai reso pubblico l'accordo. La possibilità di tracciare preferenze e acquisti degli utenti anche offline pone numerose questioni soprattutto in termini di privacy, dato che tale sistema di monitoraggio è predisposto in modalità predefinita all'insaputa degli utenti.
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Google respinge le accuse dell'antitrust Ue: infondate e non corrette
Google risponde alle accuse della Commissione Ue sul servizio Google Shopping che sono oggetto di un'indagine dallo scorso aprile. Secondo l'azienda di Mountain View, le accuse del commissario alla concorrenza Ue Margrethe Vestager non tengono neanche in considerazione l'ascesa di gruppi come il sito di e-commerce Amazon e quello delle aste online eBay. Google definisce "infondati e non corretti" i rilievi e le accuse dell'Antitrust Ue secondo cui la società Usa avrebbe abusato del suo potere dominante in Europa. Lo spiega sul suo blog il general counsel di Google, Kent Walker, secondo il quale "migliorare la qualità non è anticoncorrenziale".
Google aggiorna termini di servizio: nome e foto utenti nella pubblicità
Tra circa un mese Google effettuerà alcune modifiche alle sue politiche sulla privacy e termini di servizio. A partire dalla tarda serata di ieri, accedendo al motore di ricerca o ad uno dei tanti servizi offerti da Mountain View, chiunque avrà notato nella parte superiore dello schermo, una sottile barra di colore blu con un messaggio che recita testualmente: "Abbiamo aggiornato i Termini di servizio". Si tratta dei nuovi termini e condizioni che entreranno in vigore l'11 Novembre 2013.
Nel documento che Google ha pubblicato sul proprio sito internet, si legge: "Stiamo aggiornando i Termini di servizio di Google. I nuovi Termini verranno pubblicati online l'11 novembre 2013. Dato che molti utenti sono allergici ai testi legali, per comodità è disponibile un riepilogo in un linguaggio semplice". I termini di utilizzo servizi di Mountain View ora permettono al gruppo di usare le informazioni degli iscritti - compresi il nome, le foto e i commenti - all'interno di pubblicità su internet.
Google ha apportato principalmente tre cambiamenti: un chiarimento su come il nome e la foto del profilo potrebbero apparire nei prodotti Google (fra cui recensioni, pubblicità e in altri contesti commerciali); un promemoria relativo all'utilizzo sicuro dei dispositivi mobili; dettagli sull'importanza di mantenere riservata la password. Nel processo di integrazione di Google Plus con gli altri servizi di Mountain View arrivano i "consigli condivisi", che si basano essenzialmente sul pulsante [+ 1].
Per offrire agli utenti, ai loro amici e alle persone nelle loro cerchie le informazioni più utili, la società ha bisogno di far vedere il nome e la foto del profilo di un utente, nonché contenuti come le recensioni che condivide o gli annunci su cui ha fatto +1. "Ciò accade - spiega Google - solo quando l'utente svolge un'azione (fa +1, aggiunge un commento o segue qualcuno) e le uniche persone che vedono tutto questo sono quelle con cui l'utente ha scelto di condividere tali contenuti"
"Su Google - sottolinea la società - gli utenti hanno il controllo di ciò che condividono". Questo aggiornamento a Termini di servizio, "non modifica in alcun modo la scelta delle persone con cui sono stati condivisi i contenuti in passato né la capacità di controllare con quali persone condividere i contenuti in futuro". Per quanto riguarda le conferme condivise negli annunci, è possibile controllare l'utilizzo del proprio nome e della propria foto del profilo tramite l'impostazione "Conferme condivise".
Se tale impostazione viene disattivata il nome e la foto del profilo non verranno mostrati nell'annuncio. "Questa impostazione si applica solo all'utilizzo negli annunci e non influisce sull'eventuale utilizzo del nome o della foto del profilo in altri contesti, come Google Play", si legge nel documento. Mountain View chiarisce che se in passato è stato indicato a Google di non visualizzare i propri +1 negli annunci, la società continuerà a "rispettare tale scelta nel contesto di questa impostazione aggiornata".
Per gli utenti che hanno meno di 18 anni, "le loro azioni non appariranno nelle conferme condivise negli annunci e in determinati altri contesti". Per avere un maggior controllo sulla tipologia degli annunci visualizzati di Google, è inoltre possibile utilizzare lo "strumento Impostazioni annunci". Infine, la priorità di Google "è mantenere al sicuro le informazioni degli utenti". Il nome utente e la password Google consentono di accedere a molti servizi ed è importante che l'account Google resti al sicuro.
Se Google nota qualcosa di sospetto, "ad esempio dei tentativi non riusciti di accedere al proprio account o due accessi all'account in un breve lasso di tempo, ma da computer situati a grande distanza l'uno dall'altro", il sistema di sicurezza potrebbe visualizzare un avviso di attività insolita. È possibile leggere informazioni su altri modi per mantenere sicuro l'account Google, inclusi l'aggiunta della verifica in due passaggi e l'utilizzo delle password specifiche per le app. Per maggiori informazioni: http://goo.gl/phxJbe
Via: Google Policy
Poste Italiane partnership con Google per offerta servizi e-commerce
Poste Italiane entra nel programma Premium Partner Google AdWords e amplia la gamma dei servizi disponibili sulla propria piattaforma e-Commerce offrendo alle Pmi l’opportunità di accedere al programma pubblicitario del motore di ricerca con la consulenza di un partner qualificato.
Poste Italiane sigla una partnership con Google e diventa Premium Partner Google AdWords, il programma pubblicitario del motore di ricerca che permette alle aziende di ogni dimensione di promuovere i propri prodotti e servizi su Google e sul Google Display Network, consentendo di raggiungere nuovi clienti e di incrementare la notorietà del brand.
Grazie a questa partnership, il Gruppo Poste Italiane arricchisce la gamma dei servizi della piattaforma Poste e-Commerce, la soluzione per fare commercio elettronico destinata alle piccole e medie imprese Italiane. A partire da oggi Poste integrerà Google AdWords all'interno della sua offerta e-Commerce, offrendo una soluzione pubblicitaria chiavi in mano che sfrutta le potenzialità della piattaforma di Google: audience, targeting e misurabilità dei risultati.
"Siamo molto felici di aver siglato un accordo di collaborazione con Poste Italiane - dichiara Fabio Vaccarono, Country Director di Google Italy - Crediamo fermamente che Internet sia una leva fondamentale di crescita per le aziende del nostro Paese, che grazie al web e alle nostre soluzioni possono trovare opportunità di sviluppo e anche raggiungere nuovi mercati all'estero”.
“L’accordo con un leader del settore come Google ci aiuta a garantire alle PMI un servizio sempre più completo ed efficace nel campo dell’e-Commerce - spiega Massimo Sarmi, Amministratore Delegato di Poste Italiane - Ancora una volta Poste Italiane è al fianco delle imprese italiane per fornire loro il miglior supporto commerciale e tecnologico al fine di sviluppare sempre di più le opportunità legate alla vendita online di prodotti del made in Italy”.
L’e-commerce di prodotti e servizi mostra un trend di crescita molto significativo nel nostro Paese, tanto da riguardare ormai circa 14 milioni di persone, con una crescita prevista intorno al 17%, per un fatturato stimato di circa 11,2 miliardi di euro. Eppure, solo il 34% delle PMI ha un sito internet e il 13% lo utilizza per fare e-commerce. Per facilitare le attività di promozione e vendita sul web delle imprese italiane, importante componente del processo di digitalizzazione, Google ha creato il programma Premium Partner Google AdWords.
Le aziende che lavorano con un Premium Partner di Google, quale Poste Italiane, possono così ricevere un servizio professionale e completo di gestione degli account AdWords, dalla configurazione dell'account all'attivazione delle campagne pubblicitarie, dal monitoraggio sino all’ottimizzazione. Per ulteriori informazioni sul programma Premium Partner Google AdWords per le PMI, è possibile visitare il sito http://www.google.it/intl/en/ads/premiersmbpartner/index.html
Poste e-Commerce
Poste e-Commerce è la soluzione "chiavi in mano" del Gruppo Poste Italiane per fare commercio elettronico e vendere a milioni di nuovi clienti in Italia e nel mondo. Un pacchetto che prevede la realizzazione di un sito di e-Commerce evoluto, basato su una soluzione unica e completa di tutti i servizi necessari a gestire le vendite. Uno shop online integrato con i servizi distintivi di Poste Italiane: logistica, spedizioni, pagamenti e contact center. Scoprite tutti i dettagli su www.posteecommerce.it
Google AdWords
AdWords è il programma di advertising online di Google che consente alle aziende di promuovere la propria attività attraverso il motore di ricerca, pubblicando annunci a pagamento (identificati dalla dicitura i “link sponsorizzati” collocati a destra o nella parte superiore della pagina dei risultati) accanto ai normali risultati della ricerca (i cosiddetti “risultati organici”). Google AdWords consente di modulare l’investimento in base alle proprie disponibilità, non richiede onerosi investimenti anticipati e offre chiara misurabilità dei costi rapportati all’efficacia dell’investimento. Caratteristiche queste che lo rendono particolarmente adatto per le esigenze delle piccole imprese.
Via: Poste Italiane
Google lancia una guida online per proteggere i siti da attacchi hacker
Google ha deciso di scendere in campo per aiutare i webmasters che sono stati vittima di attacchi da parte di hacker sui propri siti, correndo in aiuto di queste vittime ignare e proponendo una vera e propria guida online composta da 8 steps. "Ogni giorno, i criminali informatici compromettono migliaia di siti web. Gli hacks sono spesso invisibili agli utenti, pur rimanendo dannose per chiunque effettui la visualizzazione della pagina - tra cui il proprietario del sito", scrive Google.
"Ad esempio, all'insaputa del proprietario del sito, l'hacker potrebbe aver infettato il sito con il codice dannoso che a sua volta è in grado di registrare sequenze di tasti sui computer dei visitatori, rubare le credenziali di accesso per l'online banking o transazioni finanziarie". Come si legge sulla pagina della guida "Webmasters help for hacked sites", navigando in Internet può capitare di trovarsi di fronte a frasi del tipo “Il sito potrebbe essere compromesso” oppure “La pagina che stai visitando è stata bloccata”.
Messaggi che indicano che il sito che si vorrebbe visitare è stato oggetto di manipolazioni di codice o infezioni da parte di hacker e che scoraggiano, il più delle volte, l’utente a visitarlo. Ed è proprio per venire in soccorso di quanti hanno un sito Internet bloccato da questi attacchi che Google ha scelto di preparare questa utilissima guida, composta da molti articoli e video ricchi di consigli per evitare che un hacker possa attaccare il proprio sito e per riconquistare la piena padronanza della situazione nel caso in cui il sito sia stato già violato.
Gli argomenti individuati nelle schede sono molteplici: si va dalle ragioni che spingono i cyber criminali a tentare di intrufolarsi nei codici di programmazione del sito alle cure virtuali che si possono seguire per ripulire il sito web e proteggerlo da eventuali malintenzionati, fino al recupero del sito attraverso l’utilizzo di un host web. Informazioni che possono essere utili anche agli utenti comuni, perché gli hacker hanno spesso l’obiettivo di intrufolarsi nelle righe dei codici dei siti per rubare dati sensibili, soprattutto in merito a transizioni finanziarie e operazioni bancarie.
Da parte di Google, si tratta certamente di una utile operazione di immagine, volta a stringere ancora di più i legami con i webmaster di tutto il mondo. Non bisogna dimenticare, infatti, che i gestori di siti internet possono essere potenziali inserzionisti nel programma ad di Google, e costituiscono quindi una risorsa importante da coccolare e salvaguardare il più possibile. Ma bisogna anche considerare che Google è, ormai da tempo, il motore di ricerca più utilizzato sul web ed è nel suo interesse cercare di mantenere questa posizione di predominio, liberando il campo da possibili pericolose intromissioni.
Già nel 2010, il colosso web aveva lanciato un programma di rafforzamento delle difese da attacchi di hacking, con il quale venivano ricompensati tutti coloro che riuscivano a trovare delle falle o dei bug che potevano costituire delle potenziali minacce per l’intromissione di hacker e malintenzionati. Nel sito "Guida per i siti hacked", Google ha inserito il tutorial video, spiegando come identificare le vulnerabilità che hanno portato l’hacker a intrufolarsi nel sistema e come ripulire il sito dal codice da esso inserito al suo interno.
Via: Assodigitale
Via: Assodigitale
Google Ads, un nuovo pulsante per nascondere gli annunci pubblicitari
Google vuole concedere maggiore controllo agli utenti sulla pubblicità che viene mostrata loro durante la navigazione su Internet. "Stiamo investendo in molti modi per offrire agli utenti il controllo sulle pubblicità che vedono. Su YouTube, i nostri prodotti TrueView consentono agli utenti di saltare gli annunci video. Sulla di ricerca di Google, potete cliccare su 'Perché questo annuncio?' E smettere ai siti di mostrarvi annunci che non vi interessano", scrive Michael Aiello, Product Manager di Google. L'azienda ha infatti annunciato l'introduzione di un pulsante che, una volta cliccato, impedirà ad un annuncio pubblicitario di essere nuovamente visualizzato.
Google AdWords for video, gli annunci promozionali su YouTube
Google ha annunciato AdWords for video, nuova offerta per l'inserimento di annunci promozionali video su YouTube. D’ora in poi oltre alle classiche campagne display si potrà scegliere di usare un video come annuncio. Le piccole imprese saranno quindi in grado di trattare gli annunci video come qualsiasi altra campagna di marketing attiva su Google.
E' la stessa società a spiegare sul suo blog l'impostazione della campagna ,che non si distacca molto da quella delle altre campagne pay-per-click AdWords. Con AdWords per video, è possibile impostare il budget più appropriato e valutare l'impatto degli annunci. E' possibile scegliere delle parole chiave, delle fasce di età, il sesso ma anche gli interessi del pubblico a cui il video apparirà come annuncio.
Il servizio è già attivo e disponibile nell’apposita pagina per i possessori di account Google. Attualmente Google ha messo in palio 50 milioni di dollari in pubblicità per invogliare gli utenti a provare ad utilizzare AdWords per i video, non appena avviene l’iscrizione vengono infatti accreditati 75 dollari. Per guidare l’utente nell’utilizzo di questo nuovo strumento è stato creato un apposito Playbook (in lingua inglese).
E' possibile decidere il budget per la campagna video pubblicitaria. Scegliere alcune parole o frasi (parole chiavi) in grado di visualizzare il proprio annuncio. Gli inserzionisti possono contare su un pubblico di 800 milioni di utenti mensili ai quali far vedere i propri spot. Infine, si hanno a disposizione le statistiche di AdWords tramite le quali è possibile monitorarel'efficacia della campagna, quanto si sta spendendo e chi sta visualizzando i propri annunci.
Via: Google
Illegal drugs su Adwords: Google sapeva, incastrata da mago truffa
E’ stato un ‘mago’ della truffa, reclutato dagli investigatori del governo Usa, ad incastrare, dal carcere, Google sulle pubblicità illegali di farmaci, accusa che ha portato il colosso a pagare lo scorso agosto ben 500 milioni di dollari di multa. Per legge, i farmaci provenienti dal Canada - che hanno un costo spesso di molto inferiore a quello che si paga sul suolo Usa - non possono essere importati sul suolo americano.
La storia dell’indagine, in cui é stato dimostrato che i dirigenti della società erano a conoscenza del fatto che i messaggi pubblicitari erano illegali, é riportata dal Wall Street Journal. Per dimostrare che attraverso gli annunci di Google venivano venduti in Usa farmaci illegali gli investigatori si sono serviti di David Whitaker, un artista della truffa arrestato nel 2008 che nella sua lunga lista di reati aveva anche la vendita di steroidi anabolizzanti, proprio grazie a Google Adwords, il sistema pubblicitario del motore di ricerca.
Con lo pseudonimo di Jason Corriente e 200 mila dollari presi dai fondi pubblici il truffatore è riuscito ad aprire diversi siti per la vendita illegale di farmaci, sempre con l’aiuto dei dirigenti dell’azienda di Mountain View, permettendo agli investigatori di accumulare una mole impressionante di prove, culminate con l’incriminazione e la multa da record. Durante un’ispezione nella sede centrale di Google, a Mountain View, in California, sarebbe stata trovata la prova che addirittura Larry Page, uno dei fondatori, fosse al corrente della pratica:
“I dipendenti di Google sono stati ‘preziosi’ per bypassare la politica sulla verifica dei farmaci della compagnia - ha spiegato Whitaker -, i siti web erano palesemente illegali”. La causa, afferma il quotidiano finanziario, potrebbe fare da apripista a una serie di azioni giudiziarie analoghe da parte di altri soggetti, come le case di produzione cinematografiche, secondo cui attraverso Google Ads vengono pubblicizzati siti che vendono film piratati.
Fonte: ANSA
StopItanglese.it, Halloween risulta la festa più ricercata in Internet
Continua l’attività di StopItanglese.it nel monitorare la presenza ed il costante sviluppo dell’Itanglese, utilizzo di termini inglesi nella comunicazione italiana. Accanto alla ricerca seguita dal Prof. Arcangeli e dal suo gruppo, che periodicamente pubblica sintesi circa i risultati sui principali mezzi di comunicazione (l’ultimo aggiornamento relativo all’Itanglese durante i TG), Agostini Associati, agenzia di traduzioni che assieme ad Arcangeli ha dato origine al blog, rileva periodicamente la presenza di Itanglese nel quotidiano.
Dopo aver segnalato l’uso eccessivo di parole inglesi durante alcuni dei principali appuntamenti a Milano (Itanglese durante il Salone del Mobile o largamente utilizzato durante la Vogue Fashion Night Out o la Social Media Week), l’imminente ricorrenza del 31 ottobre è stato lo spunto per una breve analisi circa il volume di ricerca su Google di alcune tra le principali festività dei prossimi mesi.
Halloween emerge come la ricorrenza più ricercata, con valori che superano di gran lunga sia l’equivalente italiano di Ognissanti, sia Natale e Capodanno. StopItanglese.it evidenzia come la differenza con i risultati di Ognissanti è esemplificativa circa il fenomeno Itanglese: anche in alcune regioni in Italia sono previste festività e tradizioni legate alla notte tra l’1 ed il 2 novembre, tuttavia la ricorrenza è totalmente ignorata nelle ricerche su Google.
Natale e Capodanno sono altri termini di paragone importanti, data l’imminenza e l’importanza che rivestono nella nostra tradizione, eppure la zucca di Halloween si impone in modo netto anche su di loro. La classifica delle festività più cercate su Google (fonte: Google Adwords ottobre 2011) vede come fanalino di coda la festa di Ognissanti che, sebbene posizionata nel calendario accanto ad Hallowen, ha solo un migliaio di ricerche.
Google, utile e fatturato oltre le attese grazie alla pubblicità online
Il titolo Google quotato a Francoforte sale di oltre il 7% dopo i risultati sopra le attese del III trimestre annunciati Giovedì dopo la chiusura di Wall Street. Il leader mondiale dei motori di ricerca su Internet ha beneficiato di una forte raccolta pubblicitaria e di un buon controllo dei costi che hanno portato un aumento dell'utile del 26% e dei ricavi del 37%.
La società ha annunciato inoltre di aver superato quota 40 milioni di utenti di Google+. L'azienda di Mountain View ha riportato un giro d'affari nel trimestre di 7,51 miliardi di dollari, contro 7,23 attesi dagli analisti sentiti da Bloomberg. L'utile netto GAAP della società è cresciuto a 2,73 miliardi di dollari a fronte dei 2,17 miliardi di dollari del terzo trimestre del 2010.
L'eps GAAP nel periodo si è attestato a 8,33 dollari a fronte di un utile per azione di 6,72 dollari registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Escluse le voci straordinarie, l'utile di 9,72 dollari per azione è superiore alle attese degli analisti di 8,76 dollari per azione. Nel terzo trimestre Google ha avuto l'82 per cento della spesa in America per pubblicità associata alla ricerca online rispetto all'81 per cento nei due trimestri precedenti.
Microsoft, che fornisce pubblicità anche a Yahoo, ha avuto il restante 18 per cento secondo dati della società di ricerca Efficient Frontier. Anche nel mercato della ricerca Google ha guadagnato quote con il 65,3 per cento in settembre rispetto al 64,8 in agosto secondo dati di ComScore. Yahoo! è rimasta al secondo posto, con il 15,5 per cento in calo dal 16,3, e Microsoft è rimasta terza con il 14,7.
Larry Page, co-fondatore del motore di ricerca, snocciolando le voci di un bilancio trainato dalle entrate pubblicitarie: "Abbiamo avuto un buon trimestre. I ricavi sono saliti del 33% a quasi 10 miliardi di dollari. Google+ è ora aperto a tutti e abbiamo superato la soglia dei 40 milioni di utenti iscritti", ha detto l'amministratore delegato, Larry Page.
Via: Reuters
Tutela cittadini, Antitrust intima sospensione attività illecita sito web
L’Antitrust ha intimato alla società Estesa Limited di sospendere ogni attività diretta a pubblicizzare su Google Adwords o su altri strumenti di pubblicità online, in via diretta o indirettamente tramite siti ponte, la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italia-programmi.net. La società dovrà chiarire sul suo sito che si tratta di un servizio a pagamento e dovrà sospendere ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento annuale nei confronti di quei consumatori che hanno comunicato di non aver mai voluto sottoscrivere un abbonamento, non essendosi neppure resi conto della natura onerosa del servizio offerto. L’Antitrust aveva avviato nel mese di luglio un’istruttoria per pratica commerciale scorretta nei confronti della società Estesa Limited, alla luce delle numerose segnalazioni di singoli cittadini e di associazioni dei consumatori, tra cui anche l'Aduc. Secondo le denunce ricevute, digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis” o “gratuito” o “free”, appariva come primo risultato il link www.italia-programmi.net. Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato ad un sito dove sotto la dicitura “SCARICALO SUBITO” venivano richiesti i dati personali utili alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva, sostanzialmente a sua insaputa, un contratto biennale con la società Estesa Ltd, con sede nella Repubblica delle Seychelles, per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l’anno. La pagina di registrazione riportava i termini dell’abbonamento con un’evidenza grafica non sufficiente ad una loro immediata percezione, specie se si tiene conto della modalità con cui i consumatori vi erano indirizzati. In sostanza il consumatore era indotto a credere che si trattasse di un servizio gratuito.
Fonte: Aduc
Google paga 500 milioni di dollari per inserzioni medicine canadesi
Google ha accettato di pagare al dipartimento di Giustizia americano 500 milioni di dollari per mettere la parola fine a un contenzioso che vedeva il motore di ricerca colpevole di aver pubblicizzato sul Web farmacie canadesi. Negli spot online non veniva descritto esattamente gli effetti dei farmaci e questo metteva a serio rischio il consumatore. La cifra pattuita è l'equivalente di quanto il motore di ricerca ha ricavato dalla pubblicità e dalle vendite delle farmacie canadesi ai cittadini americani. Si tratta di una delle cause più pericolose che Google abbia mai dovuto affrontare dalla sua nascita, specialmente per i vertici dell'azienda. Secondo il procuratore i vertici di Google avrebbero conosciuto già dal 2003 il meccanismo «automatico» che permetteva l'import illegale ma non avrebbero fatto nulla per frenarlo visto il giro di affari. Il fatto che Google abbia consapevolmente messo a rischio la salute dei consumatori statunitensi avrebbe messo in difficoltà anche i dirigenti del colosso di Mountain View. L'inchiesta riguardava la possibilità di procurarsi online in maniera non sicura, ovvero senza le prescrizioni necessarie, farmaci provenienti da farmacie canadesi che pubblicizzavano i prodotti sul motore di ricerca. Grazie al meccanismo automatico (AdWords), le farmacie potevano pubblicizzare i propri prodotti, magari usando dei termini simili ma non corretti come parole chiave, in maniera tale che apparissero quando gli utenti si informavano. Google aveva interrotto le pubblicità provenienti da paesi stranieri, ma non quelle dal Canada. "Abbiamo vietato tutte le pubblicita' di farmaci con prescrizione da parte di farmacie canadesi molto tempo fa - ha commentato un portavoce di Google - ma chiaramente, in retrospettiva, non avremmo mai dovuto permettere queste pubblicita' su Google".
Via: La Stampa
Seat Pagine Gialle rinnova l’alleanza strategica siglata con Google
Seat PG annuncia il rinnovo dell’accordo siglato con Google, che la conferma quale Rivenditore Autorizzato in Italia di AdWords, il programma pubblicitario che permette alle aziende di promuovere i propri prodotti e servizi sul motore di ricerca più diffuso al mondo. Seat PG continuerà così a offrire alle aziende e alle attività commerciali italiane tramite PGclick, il servizio di keyword advertising rivolto ai clienti di PagineGialle.it, la possibilità di pianificare in maniera facile e veloce campagne pubblicitarie su Google, rendendo più ampia ed efficace la propria presenza online.
Grazie alla capillarità sul territorio dei propri Web Point, un network di 140 agenzie multimediali che offrono informazioni dettagliate e innovativi servizi di web marketing, e in qualità di Rivenditore Autorizzato di Google Adwords, Seat PG è così in grado di garantire ai propri clienti una consulenza di comunicazione e marketing a 360 gradi, dalla pianificazione delle campagne, all’integrazione con altre forme di comunicazione su Internet.
“Il rinnovo di questa collaborazione con Google, nata per supportare le imprese italiane nel loro percorso di innovazione verso un utilizzo ottimale del web come importante fattore competitivo per il business, ci rende particolarmente orgogliosi ed è un segnale del successo di questa iniziativa” ha commentato Maria Bruna Olivieri, Direttore Business Unit Web Mobile di Seat PG.
"Centinaia di migliaia di aziende in tutta Italia si affidano a Seat PG per le proprie esigenze di comunicazione e marketing - ha detto Edward Ungar, Head of Strategic Partner Development, EMEA di Google -. Google AdWords consente a quelle imprese di sfruttare i vantaggi propri del keyword advertising per raggiungere nuovi clienti e far crescere il loro business".
Seat PG, consolidando il suo ruolo di local marketing communication agency, offre infatti un’ampia gamma di servizi 'chiavi in mano' che vanno dalla creazione di siti personalizzati, allo sviluppo di contenuti multimediali, ai servizi di e-commerce e info-commerce fino alla presenza su mobile attraverso la trasposizione e l’ottimizzazione dei contenuti web sui nuovi dispositivi.
Fonte: Seat PG
Google Shopping, il motore di ricerca per gli acquisti anche in Italia
Google ha lanciato in Italia, Spagna e Olanda la versione beta di Google Shopping, il servizio totalmente gratuito che favorisce il contatto tra negozianti e acquirenti sul Web. Google Shopping è un motore di ricerca prodotti che consente agli utenti di trovare online le informazioni sugli articoli, di comparare i prezzi e di identificare il venditore dal quale effettuare l’acquisto.
Gli utenti possono cercare i prodotti dalla homepage di Google Shopping e hanno anche la possibilità di cliccare su "Shopping" nel pannello a sinistra della pagina dei risultati di ricerca per visualizzare i risultati originati esclusivamente da Google Shopping. Con Google Shopping diventa più semplice per gli utenti individuare quali negozi online vendono l’articolo che stanno cercando, mentre i venditori hanno la possibilità di incrementare le vendite grazie al traffico indirizzato sui loro portali.
I retailer possono registrarsi a Google Shopping gratuitamente, inserendo una lista dei prodotti in vendita nei propri negozi virtuali sul Merchant Center di Google. Amy Gepfert, program manager di Google Shopping, ha commentato: “Gli Europei amano fare shopping online e ci auguriamo che Google Shopping consenta agli utenti italiani di trovare i prodotti sul web più velocemente. Google Shopping permette di vedere un’ampia varietà di prodotti offerti da tanti negozianti diversi e di raffinare i propri risultati per poter trovare l’offerta migliore, prima di entrare nel negozio online ed effettuare l’acquisto”.
Inoltre, i negozianti che scelgono di pubblicizzare il proprio catalogo prodotti, ora possono farlo attraverso le Estensioni di Prodotto di AdWords. Queste ultime utilizzano le informazioni relative a uno specifico articolo inserite dal rivenditore e le mostrano automaticamente all’interno dell’annuncio, nel caso siano rilevanti.
Google introduce +1, il bottone social che somiglia a Facebook
Google ha deciso di utilizzare un nuovo strumento molto simile al "Mi piace". E' infatti arrivato, accanto ai risultati di ricerca e agli annunci pubblicitari, il bottone "+1". Il nuovo servizio permette a chiunque abbia un account connesso ai servizi del l’azienda di Mountain View (Gmail, Reader, Docs, ecc…) di visualizzare tanti piccoli +1 vicino alla solita lista dei risultati di ricerca. Gli +1 sono le preferenze che a quel risultato hanno lasciato i contatti e gli amici della nostra rete Google. Noi stessi possiamo lasciare una preferenza ad un risultato che consideriamo particolarmente utile per una determinata ricerca.
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