Cinquant'anni fa, due lettere venivano trasmesse online, alterando per sempre il modo in cui la conoscenza, l'informazione e la comunicazione sarebbero state scambiate. Il 29 ottobre 1969, Leonard Kleinrock, professore di informatica all'Università della California (UCLA), e il suo studente laureato Charley Kline volevano inviare una trasmissione dal computer dell'UCLA a un altro computer presso lo Stanford Research Institute (SRI) attraverso l'ARPANET, il precursore di ciò che ora conosciamo come la Rete. ARPANET collegava le università che lavorano per il Dipartimento della Difesa nell'ambito del suo programma ARPA (adesso DARPA) per le nuove tecnologie militari.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Internet, 50 anni fa prima comunicazione su Arpanet: come avvenne
Cinquant'anni fa, due lettere venivano trasmesse online, alterando per sempre il modo in cui la conoscenza, l'informazione e la comunicazione sarebbero state scambiate. Il 29 ottobre 1969, Leonard Kleinrock, professore di informatica all'Università della California (UCLA), e il suo studente laureato Charley Kline volevano inviare una trasmissione dal computer dell'UCLA a un altro computer presso lo Stanford Research Institute (SRI) attraverso l'ARPANET, il precursore di ciò che ora conosciamo come la Rete. ARPANET collegava le università che lavorano per il Dipartimento della Difesa nell'ambito del suo programma ARPA (adesso DARPA) per le nuove tecnologie militari.
Internet dà il benvenuto a IPv6, protocollo che ci salverà dal sovraccarico
Internet non è una rete infinita: il numero di indirizzi web è che si possono creare è limitato. Quando nel 1981 venne rilasciato il protocollo IPv4, nessuno si sarebbe aspettato che poco più di vent'anni dopo la rete avrebbe superato i 4,3 miliardi di indirizzi web teorizzati all'epoca. Per evitare i rischi di sovraccarico, quindi, lo scorso anno - sempre il 6 giugno - è stato presentato e testato per 24 ore il protocollo IPv6, che oggi entra ufficialmente in azione salvando internet da un 'blocco' inevitabile.
Rispetto ai 4,3 miliardi di indirizzi gestibili dall'IPv4, il nuovo protocollo che è stato già adottato da Facebook, Microsoft e Google, tanto per citare i giganti di internet, potrà raggiungere cifre difficilmente immaginabili oggi, ma anche in futuro, perché eleva il numero 2 alla 128esima, e quindi tocca numeri quantificabili nell'ordine di miliardi di miliardi. Quest'anno il giorno di World IPv6 vede protagonisti grandi Isp (Comcast, Time Warner, AT&T).
In questi ultimi anni, a determinare il sovraccarico della rete sono stati alcuni fenomeni che hanno conosciuto crescite considerevoli. Primo su tutti quello degli smartphone, che con la navigazione su internet spesso 'always on' coprono una parte importante degli indirizzi IP attribuiti sul web. Parallelamente si è creato un traffico anche di quei dispositivi che non sono propriamente smartphone, ma che si aggiungono grazie al concetto di 'internet of things', ovvero di 'internet delle cose':
eBook reader, tablet, console di gioco, ma anche apparecchiature domotiche come frigoriferi o televisori connessi alla rete. Tutti questi infatti, così come i computer di casa, di lavoro e gli smartphone, hanno accesso al web e quindi diventano 'padroni' di un indirizzo univoco. Con l'IPv6 - che inizialmente affiancherà l'IPv4 per almeno una decina di anni in attesa che tutti lo adottino e cambino le proprie infrastrutture per supportarlo - problemi non ce ne dovrebbero più essere.
Fonte: Adnkronos
World IPv6 Launch, protocollo IPv6 sarà ufficiale dal 6 giugno 2012
L'IPv6, il nuovo sistema di indirizzi di rete concepito per sostituire l'attuale IPv4, in esaurimento, entrerà in vigore a partire dal 6 giugno prossimo. Lo hanno stabilito i colossi del Web, tra cui Facebook, Google, Microsoft, Yahoo!, Akamai, At&t, molti dei quali lo scorso giugno hanno partecipato alla giornata di prova, "pietra miliare" per lo sviluppo dello standard, e si sono impegnati ad abilitarlo sui loro siti e router.
Le aziende che hanno confermato il proprio impegno, sono invitate ad accedere in maniera definitiva IPv6 nel corso del World IPv6 Launch. Il nuovo protocollo offre un numero di indirizzi che pare inesauribile, più di 340 trilioni di trilioni di trilioni, e gli esperti lo ritengono in grado di assicurarne in abbondanza per il prossimo futuro. Gli spazi da allocare disponibili sul sistema IPv4, circa quattro miliardi di indirizzi IP, sono venuti a mancare a causa del vertiginoso aumento di smartphone, Pc, dispositivi Web e servizi.
Ma con il nuovo standard tale rischio appare remoto, tanto che se "ogni uomo, donna e bambino sulla terra avesse un miliardo di dispositivi ciascuno con un indirizzo IPv6, non si intaccherebbe nemmeno la superficie del numero di indirizzi disponibili", calcola Bbc. L'IPv6 non è, però, compatibile con il vecchio IPv4, perciò è necessario sostituire o aggiornare l'hardware perchè la transizione sia possibile. I provider e le case produttrici di apparecchiature di rete dovranno abilitare il protocollo su prodotti e infrastrutture entro la data concordata, in modo da rendere il cambiamento trasparente per gli utenti.
Un passo ormai inevitabile e il successo del test dell'anno scorso dimostra che l'adozione globale dell'IPv6 è il modo migliore per mantenere il Web attivo in futuro, dice Jay Parikh, vicedirettore dell'area di ingegneria di Facebook: "abilitare in maniera definitiva l'IPv6 è vitale per mantenere Internet aperta e garantire alle persone di rimanere in contatto online, man mano che il numero di utenti e di dispositivi continuerà a crescere".
Via: La Stampa
Funkwerk Enterprise Communications lancia l’IPv6 Customer Preview
Per una efficiente implementazione dell’IPv6 nelle aziende, Funkwerk Enterprise Communications (FEC) rende da subito gratuitamente disponibile per le serie di Gateway bintec RS e bintec R la IPv6 Customer Preview Release. Con il lancio della IPv6 Customer Preview Phase, FEC fornisce un supporto attivo ai propri partner e clienti nel percorso dall’IPv4 all’IPv6 e permette una transizione non problematica. Marco Bonaventura, Country Sales & Marketing Manager di Funkwerk EC Italia afferma:
"Nello sviluppo dell’IPv6 ci affidiamo ad una implementazione sicura e trasparente e prendiamo soprattutto in considerazione, oltre ai requisiti puramente tecnici, le aspettative dei nostri clienti nei confronti delle nostre soluzioni”. Le soluzioni FEC migrano facilmente all’Internet del futuro: anche se l’Internet Service Provider stesso non supportasse IPv6, i pacchetti IP sono trasportati tramite indirizzi IPv4 grazie all’IPv6-Tunnelbroker.
L’implementazione IPv6 di FEC offre ai clienti la possibilità di introdurre tempestivamente IPv6, acquisire le prime esperienze e utilizzare in parallelo IPv4. Per attualizzare gradualmente la nuova infrastruttura, FEC propone più scenari coordinati che formano una strategia di migrazione semplice ed economica. In tal modo è possibile testare precedentemente i componenti di rete e migrarla senza momenti di fermo. Gli interessati possono registrarsi sulla Homepage del sito FEC come Preview Tester delle bintec IPv6 Release delle serie Gateway bintec RS e bintec Rxxx2.
Ulteriori gruppi di prodotti saranno modificati entro la fine dell’anno. Nel corso del 4° trimestre di quest’anno, la funkwerk academy supporterà i clienti con corsi sul tema IPv6. Informazioni dettagliate sull’implementazione di IPv6 e sulla possibilità di registrazione all’IPv6 Preview Release Tester sono disponibili su http://www.funkwerk-ec.com/funkwerk-goes-ipv6.
Domani è il giorno del World IPv6 Day, nella notte inizieranno i test
Domani, mercoledì 8 giugno 2011, sarà il World IPv6 Day. Un giorno durante il quale, in tutto il mondo, i principali operatori di rete e service provider effettueranno una sorta di test, di prova generale, della transizione da IPv4 a IPv6 (ipv6.he.net), ovvero della reale tenuta della rete Internet al passaggio di tutto il traffico sul nuovo protocollo.
Google, Facebook, Akamai, Limelight Networks e Yahoo! hanno già aderito alla transizione dal vecchio al nuovo protocollo. L’inserimento dei primi v6 è iniziato solo nel 2008, ma cambiare non è semplice. Lo dimostrano i problemi di incompatibilità tra sistema antenato e sistema successore. Se tutto dovesse andare storto, il rischio per gli utenti è quello che a uno stesso codice siano abbinati diversi siti. Con la sigla IP (Internet Protocol) si intende il protocollo che permette al computer di comunicare con la rete Internet.
IANA (Internet Assigned Numbers Authority), la società che regola i protocolli iPv4, nati nel lontano 1981, ha assegnato a febbraio gli ultimi dei suoi 4.294.967.396 indirizzi. Con il sistema IPv6, nato nel 1998, si durerà almeno un migliaio di anni dato che gli indirizzi sono miliardi di miliardi di miliardi. L’indirizzo IPv6 sarà più snello ma la mappa di instradamento sarà più complessa rispetto all’IPv4. Il protocollo attuale non è in grado di leggere l'iPv6, ecco perchè la strategia per lo switch (comutatore) è quella di costruire router in grado di interpretare entrambi i sistemi.
Per farlo, la tecnica più diffusa è il Tunnel Broker, che consente di stabilire collegamenti tra diversi terminali per facilitare la lettura da IPv4 a IPv6. L’8 giugno, l’”IPv6 day”, servirà proprio a capire se e quanto la staffetta tra antico e futuro sarà traumatica: 318 aziende, università e agenzie governative, parteciperanno al primo happening pubblico.
Tramonta il protocollo IPV4, ma il nuovo standard IPV6 è già pronto
Si è conclusa ufficialmente l’ultima fase di assegnazione dei blocchi di indirizzi con il protocollo Internet IPv4. Inizia l’era IPv6. La notizia del temuto e imminente esaurimento degli indirizzi con il protocollo IPv4 era nota da tempo e l’evento era atteso per questi giorni. La IANA - Internet Assigned Numbers Authority - ha infatti distribuito nei giorni scorsi gli ultimi indirizzi IPv4 disponibili, mettendo così fine all’era dell’ormai “vecchio” protocollo Internet, durata trent’anni. Ma niente panico. La transizione verso una nuova versione di indirizzi è già partita e, per molte persone, dovrebbe avvenire senza nemmeno rendersene conto. L'esplosione dei gadget che consentono la connessione al web e la popolarità di siti, da Google a Facebook, hanno fatto sì che si superasse il limite di quasi quattro miliardi di indirizzi Ip possibili con lo standard IPv4 introdotto nel 1981. I provider di tutto il mondo stanno lavorando per adeguarsi velocemente al nuovo standard che dovrebbe garantire, inoltre, uno spazio di gran lunga maggiore rispetto a quello dell’IPv4 (340 miliardi di miliardi di possibili indirizzi). "Se lo spazio garantito dallo standard IPv4 fosse paragonato ad una palla da golf, lo spazio dell'IPv6 sarebbe grande quanto il sole", ha detto John Curran, amministratore delegato dell'American Registry for Internet Numbers, una delle cinque organizzazioni no-profit che gestiscono gli indirizzi internet in particolari regioni del mondo. Laptop, smartphone e altri gadget che utilizzano la connessione al web supportano già lo standard IPv6, anche se Curran ha fatto notare che, secondo alcune stime, meno dell'1% degli utenti di internet dovrà riconfigurare i propri dispositivi, dal momento che i siti web progressivamente adotteranno tutti questo standard.
World IPv6 Day, a giugno il test mondiale del nuovo Internet Protocol
Google, Facebook, Yahoo! e Akamai hanno raggiunto un accordo per saggiare, su larga scala, il funzionamento del successore di IPv4. I grandi del Web si danno appuntamento all'8 giugno 2011 per un test mondiale, durante il quale proveranno il livello di stabilità del nuovo IPv6 per 24 ore. La rapida crescita di internet, la diffusione sempre più ampia di smartphone ed altri dispositivi che fanno uso di indirizzi IP hanno portato alla saturazione degli indirizzi IPv4 disponibili. Un indirizzo IP identifica in modo univoco sulla rete un dispositivo. L'attuale sistema di indirizzamento, definito protocollo IPv4, risale al 1981 e consente di gestire soltanto poco più di quattro miliardi di indirizzi diversi. L'esaurimento di queste risorse era stato inizialmente previsto per il 2012, ma negli ultimi mesi il consumo di indirizzi IP è ancora cresciuto.
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