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Web, operazione antimafia su scommesse illecite: 33 siti sequestrati


Le mani della della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese sul mercato delle scommesse online. È quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre 1 miliardo, oltre a quello di 23 società estere, 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse,  33 siti nazionali e internazionali di “gambling on line”. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, supera 4,5 miliardi.

Telecom Italia: al via Working Capital a sostegno di startup e talenti


Ha preso il via ieri l'edizione 2014 di Working Capital, il programma che da 5 anni alimenta l’ecosistema italiano dell’imprenditoria digitale, sostenendo in modo diretto i migliori talenti e facilitando la nascita e lo sviluppo delle startup più innovative in ambito Internet, digital life, mobile evolution e green. Con la nuova edizione di Working Capital, Telecom Italia metterà a disposizione 40 Grant d’impresa del valore di 25.000 euro ciascuno, collegati ad altrettanti percorsi di accelerazione.

Mafia: intitolato a Falcone asteroide scoperto da Santangelo a Capannori


E' intitolato al giudice Giovanni Falcone uno degli asteroidi scoperti da Matteo Santangelo, direttore scientifico dell'osservatorio astronomico-ambientometrico di Capannori (Lucca). L'attribuzione del nome, deliberata nel 2010 dalla Small Bodies Names Committee (Sbnc), la commissione internazionale competente in materia, e' stata resa nota al di fuori dell'ambito scientifico solo martedì, alla vigilia del ventennale della strage di Capaci, dallo stesso Santangelo, come informa un comunicato diffuso dal Comune di Capannori.

Al corpo celeste, scoperto nel 1999, era stata data una denominazione provvisoria (1999 VR11) dal Minor Planet Center dell'Università di Harvard negli Stati Uniti, che insieme alla Sbnc coordina le denominazioni di tutti gli asteroidi. Nel corso degli anni seguenti, gli ulteriori studi effettuati anche da altri esperti del settore hanno permesso di determinare l'orbita del corpo celeste, consentedogli, così, l'attribuzione di un numero definitivo (60183). Santangelo ha quindi proposto all'organismo internazionale di chiamare l'asteroide con il cognome del giudice italiano.


La domanda è stata accolta e, con la pubblicazione sul numero del 30 marzo 2010 del Minor Planet Circulars, la rivista scientifica che annuncia ufficialmente le denominazioni dei corpi celesti minori, e' stato sancito il nome. La denominazione completa, "60183 Falcone", è definitiva ed è internazionalmente riconosciuta nel mondo accademico in quanto deliberata da un organo, la Sbnc, che fa parte della International Astronomical Union, che e' l'unione mondiale degli astronomi professionisti.

L'onore di avere un nome che rimarrà in eterno associato a un asteroide è toccato finora ad alcune decine di migliaia di persone al mondo. Questo è un numero tutto sommato esiguo se si considera che finora nell'universo sono stati scoperti oltre 170 mila asteroidi. Informazioni sull’asteroide Falcone si possono ottenere visitando i seguenti siti internet: http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=60183 e www.minorplanetcenter.net/db_search/show_object?object_id=60183



Via: Adnkronos
Foto dal web

Sarah Scazzi: in vendita il costume di zio Michele per Carnevale choc


Nel giorno dell’arresto del fratello e del nipote di Michele Misseri, è apparsa la curiosa notizia della messa in vendita di un costume di carnevale di zio Michele. Michele Misseri, l'uomo accusato insieme alla figlia Sabrina dell'omicidio di Sarah Scazzi, la giovane 15enne di Avetrana, è diventato una maschera di carnevale. Cappello da contadino, gilet e una corda in mano, tanto per inquadrare immediatamente il personaggio. E' l'ultima trovata, di pessimo gusto, del carnevale napoletano. Ad escogitarla, un commerciante di abbigliamento per bambini dai tre agli  anni, Mario Mazza che vende anche altri discutibili abiti di carnevale tra cui la maschera dell’ex boss Totò Riina.

Boss contro 41 bis sul blog, pioggia critiche sul web


Il presunto boss di Villabate (Palermo), Nino Mandala', dal suo blog aveva attaccato il 41 bis, definendo il carcere duro "un regime odioso e crudele", dallo "scopo afflittivo", in forza del quale gli uomini "sono cambiati dalla sofferenza, istupiditi da consuetudini che si ripetono per anni ininterrottamente sempre uguali", fino a renderli "malconci residui del contesto originario". Ma su internet esplode la rivolta sotto forma di commenti pubblicati sullo stesso blog. "Quelli come voi andrebbero internati nei gulag. Senza processi, proprio come avete fatto con le vostre vittime, come avete fatto con la Sicilia", dice Pier contro la tesi di Mandala' condannato in primo grado a 8 anni di carcere. Artiglio protesta: "E delle vittime che sono cadute non ne parliamo, vero? Avete mai dimostrato un limite nelle vostre azioni criminali? Avete deciso in modo arbitrario di uccidere anche gente innocente. Il 41bis, adesso chi ce l'ha se lo tiene, come contrappasso per le vite che quelli come voi hanno spento, mi sembra pure poco". Dizzy sbotta: "Siete feccia e da feccia andate trattati. Assassini e piagnoni. Almeno aveste la decenza di assumervi la responsabilita' delle vostre schifezze ed espiare le vostre colpe in decoroso silenzio". "Incredibile... dovreste avere il minimo buon senso di inabbissarvi per sempre. Avete perso, e per sempre - dice Massimo - la possibilita' di esprimervi. Non avete onore non avete coraggio non avete piu' nemmeno un identita'. Siete solo piccoli ominidi meschini". Antonio taglia corto: "W Giovanni Falcone, W Paolo Borsellino, W Peppino Impastato. LA MAFIA e' UNA MONTAGNA DI MERDA". "Grazie a lei - accusa Giovanni - suo figlio Nicola passera' il resto della sua vita in carcere. Ognuno di noi e' padrone della propria vita...".

Fonte: http://www.agi.it/palermo/

Su Facebook difende il boss Messina: "Sono fiera di essere sua nipote"

L'arresto del boss di Cosa Nostra Gerlandino Messina, capomafia superlatitante di Agrigento catturato sabato a Favara, ha provocato anche un acceso dibattito su Facebook. Una discussione in cui e' intervenuta la nipote diciassettenne del boss, che ha ribattuto con durezza agli utenti del social network autori di commenti critici su Messina: "Sono fiera di essere sua nipote, e' una persona bellissima e lo amo piu' della mia vita", ha scritto la ragazza, e che ha aggiunto con linguaggio inequivocabile: "Siete qui a giudicare ma perche' non pensate agli affari vostri invece che a quelli degli altri. Prima di parlate informatevi. Io amo mio zio e lo difendero' contro tutto e contro tutti e contro i vigliacchi come voi". A provocare la reazione della nipote del mafioso, condannato all'ergastolo per diversi omicidi, era stato il commento di una coetanea che dava del "cretino" al boss. Dopo la replica della nipote, un'altra ragazza ha contestato: "Vuoi dire che sei fiera di avere uno zio che ha assassinato un maresciallo dei carabinieri? (il riferimento e' a Giuliano Guazzelli ucciso nel '92 da un commando del quale faceva parte anche Gerlandino Messina, ndr). Se fosse stata la bella persona che dici i Gis gli avrebbero citofonato e non avrebbero fatto l'irruzione con le bombe accecanti". Ma la nipote non ha desistito: "L'importante e' che so io chi e' mio zio e ribadisco di essere fiera di mio zio. Fatevi i cavoli vostri perche' sapete solo accusare le persone senza sapere veramente le cose. Vi attenete solo alle cretinate che dicono i giornalisti. Chiudetevi sta cavolo di bocca e non parlate che fate prima. Vergogna, io amo mio zio e lo amero' sempre. Tu non conosci i valori della famiglia".

Fonte: http://www.agi.it/

Mafia, Power Point e Photoshop usati per falsificare documenti


E' iniziata con la produzione di una lettera autografa dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino all'ex Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, la nuova udienza del processo al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. Nella lettera Ciancimino parla della cosiddetta 'trattativa' tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi del '92 accennando al fatto che il giudice Paolo Borsellino sapesse della 'trattativa' e vi si fosse opposto.

Molecola, software della Guardia di Finanza individua beni delle mafie


A prima vista potrebbe sembrare uno dei tanti sistemi informatici. Guardandolo e analizzandolo nei particolari si scopre subito, e senza difficoltà, che il nome è quello dei più azzeccati. “Molecola”, come quelle che compongono il più elementare sistema fisico. Ma “molecola” è anche il software che da più di due anni ha permesso allo SCICO della Guardia di Finanza di far mettere a segno colpi a nove cifre e far scattare le manette ai più pericolosi criminali. 

Molecola, che per il generale Sirico è come “un figlio in perfetta uniforme”, è un sistema informatico collegato alle numerose banche dati in uso al Corpo, che permette di scoprire ogni passaggio patrimoniale e finanziario della criminalità organizzata. Ovviamente, se pur geniale e ultramoderno, non sostituisce, e mai sarà in grado di farlo, gli strumenti professionali di un investigatore. Ma rende la vita molto più facile e, soprattutto, senza errori.

Oggi le mafie non sono più quelle di una volta, fatte di violenze e brutalità. Sono state sostituite nei decenni da “una terza generazione”, una sorta di borghesia capace di stupire in fatto di investimenti finanziari e intuito valutario. Queste abilità sembrano, però, affievolirsi, davanti a “Molecola”. Oggi i capitali provenienti dai traffici internazionali della criminalità organizzata vengono immessi sul mercato attraverso l’acquisto di immobili e attività commerciali, partecipazioni azionarie, partecipazioni societarie. 

Molto spesso servendosi dei cosiddetti prestanome. E così “molecola” viene usato proprio per intercettare le più piccole e apparentemente insospettabili transazioni.  Nulla sfugge. Si parte, ovviamente, dalle indagini. Quelle fatte dagli uomini del generale Sirico e dai vari GICO sul territorio nazionale, secondo le più tradizionali tecniche. Poi si immagazzina tutto nel nuovo e potente software.

Da qui, come in una rete da pescatore, iniziano a confluire sia le notizie sui patrimoni, sia quelle sui redditi e sulle partecipazioni societarie che i dati acquisiti attraverso i vari accertamenti bancari. Semmai partendo da una telefonata o dall’acquisto in un negozio con un bancomat o con una carta di credito. Da qui si segue “l’odore dei soldi” e si arriva a incastrare il mafioso e a confiscare i beni occultati.