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NASA: asteroide di Natale 2003 SD220 sfiora Terra, prime immagini


L'asteroide denominato 163899, anche noto come 2003 SD220, è passato ad una relativa distanza di sicurezza dalla Terra alla vigilia di Natale, creando il suo flyby cosmico appena in tempo per la festa. Gli scienziati della NASA hanno attentamente monitorato il corpo celeste per studiarlo in futuro. La roccia spaziale è ben nota, in quanto scoperta il 29 settembre 2003 dal programma Lowell Observatory Near-Earth Object Search (LONEOS) di Flagstaff, in Arizona. L'asteroide 2003 SD220, anche se designato come "potenzialmente pericoloso", ha "sfiorato" la Terra nella giornata del 24 dicembre ad una distanza di 6,8 milioni di miglia (11 milioni di chilometri).

NASA: asteroide di Halloween 2015 TB145 sfiorerà la Terra il 31/10


Ad Halloween la Terra avrà un "incontro ravvicinato" con un asteroide. Gli scienziati della NASA stanno tracciando il prossimo passaggio ravvicinato dell'asteroide 2015 TB145 con diversi osservatori ottici e le capacità del radar Deep Space Network dell'agenzia a Goldstone, California. L'asteroide sfiorerà la Terra passando a una distanza di sicurezza maggiore rispetto all'orbita della luna, il 31 ottobre alle 10:05 PDT (01:05 EDT). Gli scienziati stanno trattando il previsto flyby con l'asteroide, da circa 400 metri di diametro, come opportunità per la scienza, consentendo agli strumenti sui "veicoli spaziali terrestri" di eseguire la scansione durante il passaggio ravvicinato.

Asteroide 2004 BL86 in rotta verso la Terra: la sfiorerà il 26 gennaio


Una gigantesca roccia spaziale scoperta il 30 Gennaio del 2004 è in rapido avvicinamento verso il nostro pineta. L'asteroide, denominato 2004 BL86, passerà a debita distanza dalla Terra, a circa tre volte la distanza Terra-Luna, il prossimo 26 gennaio. Dalla sua luminosità riflessa, gli astronomi stimano che l’asteroide ha un diametro di mezzo chilometro. Il flyby di 2004 BL86 sarà il più vicino di un oggetto di queste dimensioni fino al 2027, anno in cui un altro oggetto dalle dimensioni simili, “1999 AN10″, sfiorerà la Terra. Al momento del suo massimo avvicinamento, il 26 gennaio, l’asteroide sarà a circa 1,2 milioni di chilometri dalla Terra.

Spazio: dopo 10 anni la sonda Rosetta raggiunge la cometa 67P/C-G


La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea sarà la prima navicella spaziale della storia a incontrarsi con una cometa. Il Cnr, attraverso il laboratorio Luxor di Padova, ha contribuito alla realizzazione del sistema di imaging presente a bordo. Dopo un viaggio lungo dieci anni, il giorno dell’appuntamento è finalmente arrivato: la sonda Rosetta ha incontrato la ‘sua’ cometa, 67P/Churyumov-Gerasimenko, sulla quale rilascerà anche il lander Phillae. Lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou, nella Guiana Francese, Rosetta ha percorso finora più di 6.000 milioni di chilometri.

Spazio, Sistema solare ha nuovo pianeta e primo asteroide con anelli


Sorprese dal Sistema Solare: i suoi confini si ampliano grazie alla scoperta di un nuovo pianeta nano e tra i corpi celesti che lo popolano ci sono anche oggetti inediti, come il primo asteroide con un sistema di anelli simile a quello dei giganti del Sistema Solare, come Saturno, Giove Urano e Nettuno. Entrambe le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature. Il pianeta nano che estende i confini del Sistema Solare e ribattezzato amichevolmente Biden, ovvero il Vice Presidente Joseph R. Biden, ha una sigla 2012 VP113, ed è lontanissimo, circa 80 volte la distanza che separa Terra e Sole. 

A scoprirlo sono stati due celebri cacciatori di pianeti come gli americani Chadwick Trujillo, dell'Osservatorio Gemini della Hawaii, e Scott Sheppard, della Canrgie Institution. Hanno definito il piccolo pianeta "un altro Sedna", riferendosi all'altro pianeta nano scoperto dieci anni fa ma distante "solo" 76 volte la distanza fra Terra e Sole. Secondo i due astronomi il nuovo pianeta proviene dalla nube di Oort, il luogo ai confini del Sistema Solare celebre per essere la "culla" delle comete. Dal 2006, a seguito della ridefinizione di "pianeta" operata a Praga dall'International Astronomical Union (IAU) a Praga, è stata introdotta la nuova classe dei pianeti nani.


Per Sheppard "la ricerca di questi oggetti lontani deve continuare, in quanto essi potrebbero dirci molto su come il nostro Sistema Solare si è formato ed evoluto". Secondo i due autori della ricerca 2012 VP113 e Sedna potrebbero non essere affatto casi isolati: potrebbero esistere circa 900 oggetti con orbite simili e con dimensioni superiori a 1000 chilometri, alcuni perfino confrontabili a Marte o alla Terra. È una giornata felice per lo studio del Sistema Solare", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. 

"Sono due scoperte indipendenti, ma che insieme contribuiscono a dare una visione diversa della zona più esterna del Sistema Solare", ha aggiunto. La scoperta del primo asteroide con un sistema complesso di anelli è infatti altrettanto straordinaria della scoperta del nuovo pianeta nano ai confini del Sistema Solare. L'asteroide di chiama 10199 Chariklo ed è stato scoperto nel 1997, ma solo adesso un dispiegamento di telescopi esteso per un chilometro e mezzo e nuove telecamere hi-tech hanno permesso di scoprire i suoi anelli, "immortalandolo" mentre passava contro il disco di una stella.


Lo ha scoperto il gruppo dell'Osservatorio brasiliano di Rio de Janeiro coordinato da Felipe Braga-Ribas, che ha lavorato in collaborazione con l'americana Cornell University. L'asteroide Chariklo appartiene alla famiglia dei Centauri, gli asteroidi che si orbitano fra Giove e Nettuno anziché fra Marte e Giove, come fanno gli asteroidi più noti. I due anelli hanno un raggio di 391 e 405 km. Per avere risposte certe sull'origine di 2012 VP113 servirà però aspettare misure più accurate. Secondo Gianfranco Magni, il vero salto ci sarà con il lancio di James Webb il telescopio spaziale sviluppato per diventare il successore di Hubble.

Il Telescopio Spaziale James Webb  (in inglese James Webb Space Telescope JWST) è un telescopio spaziale infrarosso costruito e gestito in cooperazione dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Precedentemente indicato come Next Generation Space Telescope (o NGST), è stato rinominato nel 2002 in onore del secondo amministratore della NASA James E. Webb. Il lancio del telescopio è previsto per il 2014. JWST è dotato di sensori estremamente sensibili e la sua missione primaria sarà quella di esaminare il residuo a infrarossi del big bang, per poter determinare le condizioni iniziali di formazione dell'universo



Fonte: Meteo Web
Via: INAF
Foto dal web

Spazio: asteroide gigante sfiora la Terra, cominciata staffetta celeste


Un corpo roccioso è  sfrecciato nelle scorse ore "vicino" la Terra come da programma senza causare problemi. L'asteroide 2000 EM26, con un diametro stimato di circa 200 metri (quasi come tre campi di calcio), è transitato la notte del 18 febbraio 2014 alle 1.15 (ora italiana) e viaggiava alla velocità di 43.000 Km/h. E' passato ad una distanza di tutta sicurezza di poco superiore a tre milioni di chilometri, quasi otto volte la distanza che ci separa dalla Luna.

La traiettoria dell'asteroide 2000 EM26 è stata seguita anche in streaming. Il suo passaggio ha dato il via ad una "staffetta" celeste che vedrà protagonisti altri tre asteroidi che si succederanno nell'arco di una settimana: un "pocker" che pare voler celebrare l'anniversario della pioggia di meteoriti che nel febbraio del 2013 attraversò il cielo russo sopra Chelyabinsk, ferendo 1200 persone a causa delle finestre andate in pezzi e del danneggiamento di alcuni edifici.

L'asteroide 2000 EM26, nonostante non fosse una minaccia imminente è stato comunque classificato come PHA (Potentially Hazardous Asteroid). Come scrive l'ANSA, dopo questo primo passaggio, il testimone passerà all'asteroide 2014 BR57, che raggiungerà la minima distanza dalla Terra alle 17.58 (ora italiana) del 20 febbraio. L'inseguimento celeste proseguirà con l'asteroide 1995 CR, che alle 12.08 del 21 febbraio passerà a circa 3 milioni di chilometri dalla Terra.



Lo spettacolo si concluderà infine il 24 febbraio prossimo con l'asteroide 2014 CR, che transiterà a meno di tre milioni di chilometri da noi. Quasi un anno fa la NASA ha annunciato ufficialmente i piani della missione ARM (Asteroid Redirect Mission), mirata a neutralizzare gli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. I piani del programma ARM sono quelli di catturare un asteroide e spingerlo nella nostra regione spaziale immettendolo in orbita attorno alla Luna.

Una volta neutralizzato e domato, l'asteroide diventerebbe così una comoda meta per una missione con equipaggio e una tappa intermedia per la prossima missione su Marte. La NASA sta valutando due possibili prototipi di navicelle robotiche capaci di catturare e reindirizzare la massa di un asteroide in un’orbita stabile attorno alla Luna. Una prima proposta è quella di lavorare direttamente con un asteroide intero, molto piccolo, la seconda è quella di riuscire a prelevare una parte di un asteroide più grande.


Come si capisce sin da subito - sottolinea l'INAF - le fasi del programma ARM sono diverse, ognuna delle quali conferisce un grado di complessità aggiuntivo alla missione. Il programma sarà in grado di fare affidamento su diverse novità tecnologiche ancora in fase di sviluppo, tra cui il nuovo veicolo spaziale Orion e il potente razzo Space Launch System (SLS). Ma gran parte della ricerca di base per la missione verrà effettuata da Terra.

Per i piccoli asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta, invece, il programma Near-Earth Object della NASA ha sviluppato un sistema di risposta rapida il cui obiettivo principale è quello di mobilitare le attività di osservazione quando un asteroide appena osservato potrebbe rivelarsi un un potenziale candidato per la missione ARM. Le indagini che scandiscono ripetutamente il cielo alla ricerca di oggetti di questo tipo rilevano centinaia di asteroidi in movimento in una sola notte.

Secondo gli scienziati della Iowa State University la minaccia di impatto di un asteroide potrebbe essere mitigata usando una bomba nucleare, anche con un preavviso di una settimana oppure meno. Gli studiosi - spiega l'AGI hanno presentato la loro ipotesi durante il meeting 2014 NASA Innovative Advanced Concepts (NIAC) che si è tenuto presso la Stanford University. Gli scienziati hanno illustrato il progetto di un velivolo chiamato Hypervelocity Asteroid Intercept Vehicle (Haiv). 



Spazio, frammenti di asteroide ricco d'acqua fuori dal sistema solare


Poteva essere quello buono, ma ce lo siamo già giocato. Il pianeta, o i pianeti, che con tutta evidenza orbitavano attorno alla stella GD 61 avevano probabilmente tutte le caratteristiche che cerchiamo in un pianeta perché sia adatto a ospitare la vita: superficie rocciosa e abbondante presenza di acqua. Ma di quel pianeta, attorno a quella stella a 150 anni luce da noi, restano solo frammenti in forma di asteroidi. A individuarli, usando il telescopio spaziale Hubble, sono stati Jay Farihi dell’Università di Cambridge e i suoi colleghi, che raccontano la loro scoperta sull’ultimo numero di Science

I ricercatori hanno studiato un disco di materiali attorno a GD 61, attualmente una nana bianca, ma che nei suoi giorni migliori doveva essere una stella di massa pari a tre volte il nostro Sole. I frammenti che compongono il disco, analizzati con lo spettrografo Cosmic Origins (COS), sono composti in abbondanza da magnesio, silicio e ferro, che assieme all’ossigeno sono i principali componenti dei pianeti rocciosi. Misurando la concentrazione relativa di questi elementi rispetto all’ossigeno, i ricercatori hanno però concluso che la presenza di quest’ultimo è ben più di quella giustificata dalla sola roccia. 

Il resto dell’ossigeno deve venire da importanti quantità d’acqua di cui era fatto il pianeta (o i pianeti) che la morte della stella ha “sbriciolato”, creando il disco di detriti. Con tutta probabilità un pianeta di almeno 90 km di diametro (ma probabilmente molto più grande) che un tempo orbitava attorno alla stella, prima che questa iniziasse a morire e diventasse una nana bianca. Un pianeta roccioso che doveva essere composto per il 26 per cento di acqua, più o meno la percentuale che si trova su Cerere, uno dei più grandi asteroidi del Sistema solare, e molto maggiore di quella che si trova sulla Terra.


Finora le osservazioni astronomiche sui pianeti extrasolari hanno potuto misurarne solo la dimensione e la densità, ma non la composizione. Ulteriori osservazioni sono state ottenute con il grande specchio da 10 metri del WM Keck Observatory sul Mauna Kea alle Hawaii. La Terra è essenzialmente un pianeta "secco", la cui massa è composta d'acqua solo per lo 0,02 per cento. Così si pensa che gli oceani che ricoprono tanta parte della superficie siano il prodotto dello schianto di una miriade di asteroidi costituiti prevalentemente da ghiaccio d'acqua.

È la prima volta in assoluto che i due elementi chiave per un pianeta abitabile vengono trovati assieme a di fuori del nostro sistema solare. “Tutto questo supporta l’idea che la stella avesse in origine una schiera completa di pianeti terrestri, e probabilmente pianeti gassosi giganti. Un sistema complesso simile al nostro” spiega Fahriri. “Perché gli asteroidi passino abbastanza vicino alla nana bianca da essere frantumati e poi divorati da essa, la fascia degli asteroidi deve essere stata turbata da un oggetto massiccio come un pianeta gigante”, ha aggiunto Farihi. 

I pianeti giganti, peraltro, sono probabilmente ancora lì, anche se non li vediamo: solo la loro presenza può spiegare, da un punto di vista gravitazionale, come i corpi rocciosi minori siano stati spinti verso la stella fino a caderci sopra e trasformarsi in detriti. Da un altro punto di vista, questo studio è uno sguardo al futuro del nostro sistema solare. Anche il Sole finirà la sua vita in modo simile a GD 61. Tra sei miliardi di anni, più o meno, astronomi di altri pianeti potrebbero osservare un disco di detriti attorno a una stella morta e dedurre che un tempo lì dovesse esserci un pianeta abitabile, il nostro.


Foto credit: Space Telescope
Fonte: INAF
Via: HUBBLE

Spazio: meteorite di Chelyabinsk ebbe collisione prima di precipitare


Il meteorite Chelyabinsk avrebbe avuto un precedente impatto prima di schiantarsi sulla Terra, nella regione russa degli Urali, lo scorso 15 febbraio. I ricercatori credono che possa essere in passato entrato in collisione con un corpo nel Sistema solare oppure essere passato pericolosamente  vicino al Sole. I risultati dell’analisi di alcuni frammenti del meteorite sono stati presentati oggi a Firenze durante la conferenza Goldschmidt organizzata dall’Associazione europea di Geochimica

I ricercatori dell’Istituto di Geologia e mineralogia di Novosibirsk hanno ripescato dal lago Chebarkul, vicino Cheliabinsk, i frammenti, composti dallo stesso minerale riportanti i segni di un processo di fusione molto intenso, precedente alle temperature elevatissime che il meteorite ha incontrato al momento dell’ingresso nell’atmosfera terrestre. 

“Il meteorite che si è schiantato vicino il lago di Chelyabinsk è molto primitivo e appartiene alla famiglia delle condriti LL5: per molti meteoriti di questo tipo è abbastanza comune avere incontrato un processo di fusione prima di cadere a Terra”, ha osservato l’autore della ricerca, Victor Sharygin. Gli studi del suo tema si basano essenzialmente su colore e sulla struttura dei frammenti, che sono stati classificati in tre tipi: leggeri, scuri e intermedi. 

I più leggeri sono anche i più comuni, mentre i più scuri sono stati trovati in gran numero vicino al luogo dell’impatto. Questi frammenti sono stati prodotti dalla fusione causata dall’alta velocità durante l’ingresso nella nostra atmosfera prima che il meteorite cadesse sulla Terra. I ricercatori hanno trovato segnali evidenti di precedenti collisioni o fusioni causate dal Sole. 

Informazioni ulteriori potranno arrivare quando il corpo principale del meteorite sarà ripescato dal lago Chebarkul. Nei frammenti scuri sono state individuate minuscole bolle sferiche che contengono cristalli di ossidi, silicati e metalli. Sono state anche trovate piccole quantità di elementi chimici del gruppo del platino, probabilmente formatesi in conseguenza di un processo chimico avviato nell’impatto con l’atmosfera terrestre. 

”Elementi del gruppo del platino si presentano solitamente come tracce disperse nei minerali del meteorite, ma noi li abbiamo trovati come minerali di dimensioni nanometriche (100-200 nm) in un globulo di solfuro metallico nella crosta di fusione del meteorite Chelyabinsk”, ha spiegato il dottor Sharygin. 

“Dei tanti frammenti che abbiamo analizzato - ha poi aggiunto - solo tre campioni scuri hanno mostrato le prove di precedenti fusioni. Purtroppo molti frammenti sono stati portati via dalle persone poco dopo l’impatto quindi è quasi impossibile stabilire le dimensioni reali del meteorite al momento dell’impatto”. I ricercatori stanno utilizzando microscopi elettronici a scansione e la gascromatografia-spettrometria di massa per studiare nel dettaglio i frammenti raccolti.


Fonte: INAF

Spazio: asteroide 2003 DZ15 vicino Terra questa notte, come vederlo


Arriva l’asteroide 2003 DZ15: a distanza di 10 anni dal suo ultimo passaggio, questo sasso cosmico dal diametro di 160 metri torna a visitare la Terra. Lo farà nella notte fra lunedì 29 e martedì 30 luglio da una distanza di tutta sicurezza, pari a nove volte la distanza che separa il nostro pianeta dalla Luna. Nessun pericolo quindi, ma solo uno spettacolo che fortunatamente sarà visibile dall’Italia, naturalmente con l’aiuto di un telescopio di medie dimensioni. 

«L’asteroide raggiungerà la distanza minima dalla Terra, pari a 3,5 milioni di chilometri, intorno alle 2,30 del mattino del 30 luglio. Ma in quel momento sarà difficile vederlo perché sarà molto basso sull’orizzonte», spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. «Le condizioni ideali per osservarlo ci saranno invece intorno alla mezzanotte del 30 luglio, poco prima del passaggio ravvicinato».


Scoperto dieci anni fa, l’asteroide 2003 DZ15 è stato avvistato nei giorni scorsi dal programma di sorveglianza Pan-Starrs (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) gestito dall’Università delle Hawaii. «Aspettavamo il suo ritorno», ha detto Masi. E i sofisticati sistemi di osservazione dello spazio, al suo arrivo, lo hanno subito avvistato e individuato.

Naturalmente, un asteroide delle dimensioni di 2003 DZ15 segnerebbe un brutto giorno per la Terra, se giungesse sul nostro pianeta. 2003 DZ è oltre sette volte le dimensioni della meteora Chelyabinsk che esplose sopra la Russia il 15 febbraio di quest'anno. Anche se non nella classe di un Extinction Level event 2003 DZ15 sarebbe della dimensione simile alla meteora di Tunguska che colpì la Siberia nel 1908.


La NASA prevede di lanciare una missione con equipaggio nei prossimi dieci anni per studiare un asteroide, e forse recuperare un piccolo NEA. Tali sforzi possono aiutare a comprendere e trattare tali rocce spaziali potenzialmente pericolose. La presenza dell'asteroide 2003 DZ15 è stata confermata  dal Lowell Observatory e dal telescopio di Monte Palomar al momento della scoperta, nel febbraio 2003. 

Questo è il suo massimo avvicinamento alla Terra per questo secolo, anche se sarà fare un passaggio vicino alla Terra nel 2057, il 12 febbraio. Il momento migliore per vederlo, ma con l'aiuto di un telescopio di medie dimensioni, è a partire dalla mezzanotte di oggi. Il passaggio di 2003 DZ15 sarà invisibile a occhio nudo, ma si potrà seguire sul Web, nella diretta organizzata dal Virtual Telescope e trasmessa in streaming sul canale ANSA Scienza e Tecnica.




Fonte: La Stampa
Via: Universe Today
Foto: JPL

Asteroide 1998 QE2: passaggio ravvicinato con la Terra il 31 maggio


L'asteroide "1998 Qe2", di 2,7 chilometri di diametro, passerà domani a 5,8 milioni di chilometri dalla Terra - oltre 15 volte la distanza dalla Luna, senza dunque che vi sia alcun rischio di collisione. Tuttavia, il transito a distanza relativamente breve permetterà agli astronomi di studiare le caratteristiche dell'asteroide con i telescopi ad alta risoluzione: ciò consentirà non solo di meglio comprendere le origini dell'oggetto celeste, ma anche di migliorare la precisione dei dati orbitali in modo da prevederne la traiettoria futura e i potenziali rischi.

Schiaparelli dalla carta al Web nel database dell'archivio storico Inaf


Le lettere su Marte scambiate con Camille Flammarion e Percivall Lowell, quella con cui Vincenzo Cerulli ‘interpreta’ i canali sul Pianeta rosso, le comunicazioni di Quintino Sella con il risultato delle votazioni al Parlamento italiano per l’acquisto dei due telescopi di Merz, le lunghe disquisizioni di padre Angelo Secchi a proposito delle stelle cadenti.

Sonda spaziale della Nasa visiterà asteroide con nuovo nome Bennu


Un asteroide che sarà esplorato da una sonda spaziale della NASA ha un nuovo nome, grazie a uno studente di terza elementare nella Carolina del Nord. Origins-Spectral Interpretation-Resource Identification-Security-regolite Explorer (OSIRIS-Rex) della NASA visiterà l'asteroide ora chiamato "Bennu", dal nome di un importante antica divinità egizia aviaria. OSIRIS-Rex è prevista per il lancio nel 2016, appuntamento con Bennu nel 2018 e restituirà un campione di asteroide sulla Terra nel 2023.

Spazio, Nasa ed Esa annunciano International Space Apps Challenge


Quarantott'ore di full immersion tra eventi orbitali e missioni spaziali in 75 città di 41 Paesi in tutto il mondo: è l'"International Space Apps Challenge", il concorso riservato a studenti, scienziati, programmatori e appassionati di spazio dalla Nasa e dall'Esa, il 20 e 21 aprile 2013, per creare applicazioni e progetti open source in grado di soddisfare le esigenze dei tanti amatori e, perchè no, dare anche una mano agli astronauti. 

Mappare ed esplorare la superficie della Luna e dei pianeti, monitorare e proteggere l'ambiente, scoprire e tenere sotto controllo gli asteroidi che minacciano la Terra, ma anche facilitare la vita degli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale; sono questi alcuni dei progetti che le agenzie spaziali americana ed europea intendono promuovere - eventualmente poi realizzando i migliori - mettendo a disposizione i dati contenuti nei propri archivi, in uno spirito di totale condivisione e partecipazione.

Tra le città coinvolte nel progetto, per la prima volta allargato a nazioni extra americane, c'è anche Roma. Punto di ritrovo sarà l'Università "La sapienza" ma per partecipare sarà necessario registrarsi on line sul sito 2013.spaceappschallenge.org. Testimonial italiana dell'iniziativa, l'astronauta dell'Esa e pilota dell'Aeronautica militare, Samantha Cristoforetti. I partecipanti sono incoraggiati a sviluppare software, hardware, visualizzare dati, e applicazioni mobile / web che contribuiranno alle missioni di esplorazione spaziali e al miglioramento della vita sulla Terra.



Esempi di sfide includono: trovare la stazione estendendo la funzionalità dello Spot del sito web della Stazione (spotthestation.nasa.gov), che consente di condividere i vostri avvistamenti della Stazione Spaziale Internazionale con gli altri. Chiedere un passaggio su Marte: Progettare un CubeSat (un piccolo satellite di ricerca) per una prossima missione su Marte. 3-D Printing Challenge: creare un modello open source di hardware spaziale che può essere generato per una stampante 3-D.

Curiosity a casa: favorire una collegamento tra i cittadini e il Mars Rover attraverso il software, visualizzazioni, o una app. Sette minuti di scienza: sviluppare un concetto per fare uso di 330 pounds (150 kg) di massa ejectable durante la fase di ingresso e sbarco di una missione su Marte per raggiungere obiettivi scientifici o tecnici. Trovare un meteroite: creare un app che permette agli osservatori di meteor shower di tracciare la posizione, il colore e le dimensioni del meteorite.

Smart Cities, smart Clima: esplorare gli impatti dei cambiamenti atmosferici nella vita, le infrastrutture e la società nelle aree urbane. Perché si esplora lo spazio: condividire il "Perché" dell'esplorazione dello spazio attraverso la creazione di narrazioni avvincenti e visualizzazioni. Per iscriversi a un evento locale dell'International Space Apps Challenge e per trovare ulteriori informazioni, visitare il sito: http://spaceappschallenge.org/. Per informazioni sui programmi e le missioni della NASA, visitare il sito: http://www.nasa.gov.



Fonte: TMNews
Via: NASA

Spazio, Obama finanzia nuova missione Nasa per catturare asteroidi


Sembra fantascienza ma il desiderio di metalli rari o preziosi degli Usa ha indotto il presidente americano Barack Obama ad  annunciare la prossima settimana un nuovo e ambizioso programma spaziale per la cattura, con una sonda robot, di un piccolo asteroide e il suo studio da parte di un gruppo di astronauti. L'amministrazione americana destinerà 105 milioni del bilancio della Nasa del prossimo anno per l'avvio della pianificazione della missione in programma a partire dal 2017, quando sarà lanciato il robot con un razzo Atlas V.

Asteroide in rotta verso Terra? Per esperto NASA si può solo pregare


Fine del mondo imminente secondo le diverse profezie del popolo dei Maya. Le prove di un'imminente apocalisse, ovviamente, sono davvero esigue. L'anno scorso, nel tentativo di affrontare i miti che circondavano la convinzione che il mondo sarebbe finito il 21 dicembre, la Nasa ha creato un sito web per sfatare le teorie sulle Profezie dei Maya, ed ha rilasciato anche un video che spiega perché Armageddon non fosse imminente. Charles Bolden, capo della Nasa è un pò meno rassicurante, invece, alla domanda di questa settimana per un consiglio su come gestire un grande asteroide diretto verso New York City. Il suo esplicito suggerimento è stato: "Pregate".

Caduta meteoriti Russia, Esa: nessun legame con asteroide 2012 DA14


Circa 400 persone sono rimaste ferite a causa di una pioggia di meteoriti sulle montagne degli Urali, molti dei quali feriti da vetri che sono andati in frantumi a causa dell'impatto. "C'è stato il panico. La gente non aveva idea di quello che stava succedendo. Tutti erano in giro per le case della gente per controllare se erano OK", ha detto Sergey Hametov, un residente di Chelyabinsk, circa 1500 chilometri (930 miglia) ad est di Mosca, la città più grande nella regione colpita.

"Abbiamo visto un grande scoppio di luce poi sono andato fuori per vedere cosa fosse e abbiamo sentito un rumore veramente forte tonante", ha detto per telefono all'Associated Press. Meteore in genere causano notevoli boom sonici quando entrano nell'atmosfera, perché sono in viaggio molto più velocemente rispetto alla velocità del suono. Le lesioni riferite Venerdì, tuttavia, sono estremamente rare.



Il portavoce del ministero dell'Interno Vadim Kolesnikov ha detto che più di 400 persone hanno cercato cure mediche dopo le esplosioni, e almeno tre sono state ricoverate in ospedale in gravi condizioni. Molte delle lesioni sono state causate dal vetro rotto dalle esplosioni. Kolesnikov ha anche detto che circa 600 metri quadrati (6000 piedi quadrati) di un tetto di una fabbrica di zinco sono crollati.

Non c'è chiarimento immediato se  il crollo è statao causato da meteoriti o da una onda d'urto di una delle esplosioni. La trasmissione di un video amatoriale alla televisione russa ha mostrato un oggetto accelerare attraverso il cielo circa alle 9:20 ora locale (5:20 GMT), lasciando una scia bianca spessa e un flash intenso. Donald Yeomans, direttore del Near Earth Object Program in California, ha detto l'evento è stato probabilmente un "exploding fireball event".



La paura di un disastro nucleare si è risvegliata negli abitanti di Chelyabinsk, dove nel 1957 si verificò un disastro secondo solo all'incidente di Chernobyl. Proprio la centrale nucleare di Chernobyl è tornata alla ribalta della cronaca, a causa del crollo parziale del tetto della sala macchine. Le autorità hanno sottolineato che il danno avrebbe potuto essere molto più grave se i frammenti di meteorite non fossero caduti in una zona scarsamente popolata. Il vicino impianto nucleare di Mayak non è stato coinvolto, stando a notizie che citano le autorità.



"Se le notizie di danni a terra possono essere verificati, potrebbero suggerire un oggetto la cui dimensione originale è di diversi metri prima di entrare nell'atmosfera, nella frammentazione è esploso a causa della pressione diseguale sul lato principale contro il lato posteriore", ha detto Yeoman in una e-mail ad Associated Press. Incidenti di questo tipo sono rari. Un meteorite ha devastato un'area di oltre 2.000 chilometri quadrati in Siberia nel 1908.

"E' troppo presto per fornire stime di energia liberata o fornire una stima attendibile delle dimensioni originali", ha aggiunto Yeomans. In molti hanno trovato un immediato collegamento con l'asteroide 2012 DA14, che passerà proprio questa sera in prossimità della Terra. Ma l'Agenzia spaziale europea, in un post sul suo account Twitter, ha detto che i suoi esperti hanno stabilito che vi è alcuna connessione.


Via: BBC

Studio evidenzia correlazione tra caduta asteroide ed estinzione dinosauri


I maggiori sospetti sulla quinta estinzione di massa, quella che spazzò i dinosauri assieme a via tre quarti delle forme di vita sulla Terra, da diversi anni, pendono sull'impatto di un asteroide che colpì la Terra 66 milioni di anni fa. La scomparsa dei dinosauri è stato definito il giallo finale del mondo. La causa è stata la caduta di una cometa o di un asteroide? Le eruzioni vulcaniche? Il cambiamento climatico? Nel tentativo di risolvere il problema, gli scienziati del Berkeley Geochronology Center (BGC) presso l'Università di California, Berkeley, e presso le università nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, hanno determinato che un evento impatto si è verificato all'incirca nello stesso tempo dell'estinzione di massa dei dinosauri.

Asteroide 2012 DA14, NASA: incontro ravvicinato da record il 15 febbraio


Un asteroide la metà delle dimensioni di un campo di calcio degli Stati Uniti passerà tra la Terra e satelliti in orbita la prossima settimana, risparmiando la razza umana dal destino subito da dinosauri, ha detto la NASA. L'asteroide, dai 150 metri di diametro e 130.000 tonnellate, chiamato 2012 DA14, passerà circa 17.000 miglia sopra la Terra il 15 febbraio - inferiore alle orbite di alcuni satelliti - il massimo avvicinamento registrato da un oggetto delle sue dimensioni.

Astronomia: arriva super cometa, poi eclissi e stelle cadenti nel 2013


Scongiurate le catastrofiche previsioni dei Maya, per l'astronomia il 2013 sarà l'anno delle comete: ben due "visiteranno" i nostri cieli e una, di nome ISON, si annuncia memorabile, brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di luna e le immancabili stelle cadenti, ricordando che il nostro pianeta è bombardato continuamente da materiale spaziale, una quantità stimata pari  a circa 100.000 tonnellate all'anno.

La prima cometa, che si chiama Pan-STARRS, sarà visibile in primavera, "quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla terra" spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del planetario di roma e responsabile del virtual telescope. Il nome ufficiale della cometa Pan-STARRS è C/2011 L4 ed è stata scoperta lo scorso anno tra marzo e aprile.


Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della super cometa C/2012 S1 ISON che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella cometa degli ultimi 100 anni, se sopravviverà al passaggio ravvicinato al Sole, che potrebbe frantumarla. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e potrebbe diventare la super cometa di natale 2013.

Da ottobre, quando sarà ormai dalle parti di Marte, inizierà lo spettacolo pirotecnico del ghiaccio di cui è composta che si dissolverà dando vita ad una coda luminosissima. ISON, sottolinea Masi, "potrebbe diventare molto luminosa in prossimità del suo massimo avvicinamento al sole, a fine novembre 2013, quando arriverà a soli 1,5 milioni di chilometri dalla nostra stella".



In questa fase, rileva masi, ISON potrebbe eguagliare la luminosità della luna, diventando visibile in pieno giorno. Scoperta da due astronomi russi, Vitali Nevski e Artyom Novichonok, con la sua orbita parabolica, sembra provenire, in un viaggio durato milioni di anni, dalla cosiddetta Nube di Oort: il deposito di comete che giace oltre i confini del Sistema Solare.

Daranno spettacolo quest'anno anche due asteroidi: il primo appuntamento ci sarà il 9 gennaio, "quanto l'asteroide APOPHIS, che ha un diametro di circa 300 metri, - spiega Masi - passerà a circa 15 milioni di chilometri dalla terra". "Sarà un passaggio molto interessante dal punto di vista scientifico - prosegue l'esperto - perché aiuterà gli astronomi a calcolare la distanza con cui questo asteroide ripasserà vicino alla Terra nel 2036".



Un passaggio, quello del 2036, su cui da anni si concentrano le attenzioni degli astronomi, perchè ritenuto potenzialmente pericoloso. APOPHIS ritornerà anche nel 2029 a una distanza di sicurezza di 35.000 chilometri dalla terra. Il 15 febbraio, invece, passerà vicino alla Terra l'asteroide 2012 DA14: "del diametro di circa 50 metri - rileva Masi - questo oggetto passerà a 35.000 chilometri dalla Terra".

"Ovviamente - osserva l'esperto - non vi sarà alcun pericolo di impatto con il nostro pianeta ma sarà una occasione ghiotta per astronomi e appassionati perché l'oggetto si vedrà benissimo dall'Italia anche con un piccolo binocolo". Quest'anno sono previste anche due eclissi parziali di luna: il 25 aprile e il 19 ottobre (eclissi di penombra).  Da non perdere gli appuntamenti con le stelle cadenti: le perseidi, il cui picco è previsto l'11 e il 12 agosto e le geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

Via: LEGGO

Profezia Maya 21 dicembre 2012: Nasa risponde sulla fine del mondo


Un asteroide gigante, una pandemia virale, i cambiamenti climatici, una guerra nucleare. L'apocalisse può avere molte facce, ma la profezia Maya non ammette repliche: la fine del mondo arriverà. Anzi, è già cominciata. Per l'umanità non c'è scampo. Solo una magra consolazione: l'agonia, a quanto pare, sarà molto lenta. E la Nasa, viste le tante domande sull'imminente fine del mondo, ha deciso di rispondere direttamente sul proprio sito Web con  "The world will not end in 2012".

"L'idea di una fine improvvisa del mondo per una causa qualsiasi è assurda", ha detto David Morrison, scienziato della Nasa e specialista della vita nello spazio. "La Terra esiste da più di 4 miliardi di anni, e andrà avanti fino a quando il sole non renderà il nostro pianeta inabitabile", ha insistito lo scienziato, negando ogni possibilità della fine del mondo per il 21 dicembre 2012. 

In 5 miliardi di anni, il sole si trasformerà in "un gigante rosso", il suo crescente calore provocherà l'evaporazione degli oceani e la scomparsa dell'atmosfera terrestre. Poi, si raffredderà fino alla morte, ma questo non ci riguarderà. "Fino ad allora, nessuna minaccia astronomica o geologica nota potrebbe distruggere la Terra", ha assicurato David Morrison. 

Bene, non sarà dunque il sole a mandare in bianco le nostre notti tranquille, scrive TMNews. La minaccia arriverà certamente dal cielo, da un asteroide gigantesco che entrerà in collisione con la Terra. Una catastrofe, che avrà la sua origine nello Yucatan, in Messico, e sarà simile a quella che circa 65 milioni di anni fa provocò l'estinzione dei dinosauri


Eh no, "non è possibile", fanno sapere dalla Nasa. "Abbiamo già stabilito che nessun asteroide così grande come quello che ha provocato l'estinzione dei dinosauri possa minacciare la Terra a breve termine". Dunque, niente sole e niente asteroide. Un'inversione del campo magnetico? "Un'inversione nella rotazione della Terra è impossibile. Gli scienziati sostengono che l'inversione del campo magnetico possa avvenire concretamente tra qualche millennio".

La Nasa ha spiegato anche l'origine di questa beffa apocalittica: "la storia comincia con l'assunto che Nibiru, un pianeta scoperto dai Sumeri, è diretto verso la Terra. La catastrofe era inizialmente prevista per il maggio del 2003, ma quando quel giorno non accadde nulla la data fu spostata per il 21 dicembre del 2012, legata alla fine di uno dei cicli del calendario Maya, cioè al solstizio d'inverno 2012".

La fine del mondo sarà provocata da una pandemia mondiale provocata da un virus mutante, come l'H5N1 responsabile dell'influenza aviaria. "Ma una pandemia, anche quelle estremamente pericolose, non possono provocare la fine dell'umanità", ha dichiarato Jean-Claude Manuguerra, virologo presso l'Istituto Pasteur.

"La diversità dei sistemi immunitari è tale, oggi, che almeno l'uno per cento della popolazione resiste naturalmente a un'infezione", ha assicurato l'esperto. E così anche la pandemia è esclusa. Magra consolazione, ci sarà di certo una guerra nucleare che distruggerà ogni forma di vita sulla Terra.

Oppure i cambiamenti climatici provocheranno una tale scarsità delle precipitazioni da rendere l'agricoltura impossibile, provocando una "fame" generalizzata dalle conclusioni assai prevedibili: la fine del mondo. Ed è inutile cominciare a fare scorte alimentari. Concedendo alla profezia maya un margine di errore di pochi giorni, nella migliore delle ipotesi, saranno esaurite con il cenone della notte di Capodanno. Quando, nel mondo, ci sarà sì la fine, ma solo quella del 2012.



Fonte: Nasa
Via: TMNews