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Coronavirus, mutazione genica nel COVID-19: simile a Ebola e HIV


La scoperta potrebbe spiegare non solo come si è diffusa l'infezione, ma anche come combatterla al meglio. Un recente studio di scienziati cinesi ed europei mostra che il virus COVID-19 ha mutazioni simili al vir‌us HIV (sindrome da immunodeficienza), secondo quanto riportato dal South China Morning Post. Di conseguenza, il virus COVID-19 è in grado di legarsi alle cellule infette nell'uomo 1.000 volte più forte del virus SARS (sindrome respiratoria grave), sebbene entrambi siano della famiglia Corona vir‌us. Questa scoperta, riporta il sito Xaluan, potrebbe avere importanti implicazioni per identificare la fonte della malattia, controllare l'infezione e combatterla nel migliore dei modi.

Ebola: quando la tecnologia può fare la differenza in campo sanitario


L’infermiere di Emergency appena rientrato dalla Sierra Leone e risultato positivo al virus dell'ebola è arrivato mercoledì notte a Roma all’ospedale Spallanzani. Sono in molti i volenterosi, come questo operatore sanitario sardo, che offrono il proprio aiuto nella lotta contro l’ebola, per massimizzare l’utilizzo della tecnologia con lo scopo comune di arginare la diffusione del virus. Infatti, come in tutte le situazioni di crisi, anche in questo caso, la tecnologia può fornire un valido supporto per contribuire a risolvere problemi più o meno gravi anche in ambito medico sanitario. Lo sviluppo di tecnologie emergenti ha un ruolo cruciale nella lotta contro epidemie e malattie.

Salute: è italiano il vaccino anti ebola, l'Oms chiede 1 milione di dosi


L'ebola è una malattia è stata scoperta nel 1976 nella Repubblica Domenicana del Congo e nel Sudan, è un virus a trasmissione diretta attraverso i fluidi corporei. Sono nate e si sono sviluppate a Napoli, nei laboratori del Ceinge (Centro di Ingegneria Genetica), le ricerche della italiana Okairos che ha sviluppato il brevetto per il vaccino contro l’Ebola,di recente approvato dalla FDA per trials clinici nell’uomo. Lo si apprende da Franco Salvatore, fondatore e presidente del Ceinge, che sottolinea come “spesso, erroneamente, in Italia si pensa che investire sulla ricerca sia un investimento a perdere e invece la ricerca – a, se ben fatta, puo’ essere il vero volano dello sviluppo economico”. 

Salute, nuova Sars: modalità di trasmissione e rischi del Coronavirus


Cos'è il "nuovo coronavirus", ribattezzato subito "nuova Sars", di cui in questi giorni si sono riscontrati altri due nuovi casi in Italia? Si tratta, spiega il ministero della Salute, di un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo. I Coronavirus sono una grande famiglia di virus noti per causare malattie negli esseri umani e negli animali. Negli esseri umani i sintomi vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS). La SARS è stata segnalata per la prima volta in Asia nel febbraio 2003. La malattia si è diffusa in oltre due dozzine di paesi in Nord America, Sud America, Europa e Asia prima che l'epidemia globale venisse contenuta.

Google Doodle celebra 161° anniversario nascita Julius Richard Petri


Google oggi rende omaggio al microbiologo tedesco Julius Richard Petri con un Doodle particolare, animato e interattivo, sulla sua homepage. Il famoso motore di ricerca, per festeggiare il 161esimo anniversario della sua nascita, ha pensato di rendergli omaggio con un disegno che richiama la sua celebre invenzione, ancora oggi molto usata nella ricerca, la "piastra di Petri".

La "piastra" è una sorta di recipiente piatto di vetro o di plastica, di solito cilindrico, usato per la crescita di colture cellulari. Aprendo Google appaiono sei piastre colorate in fila che prendono vita una alla volta cliccando il tasto il play. Si vede un guanto da laboratorio che passa un tampone sulla loro superficie, finché da ogni recipiente spuntano le diverse immagini delle cellule rilevate.

Scorrendo il mouse sul Doodle si legge "161° anniversario della nascita di Julius Richard Petri" mentre cliccando il mouse sulla lente si ottengono i risultati della chiave di ricerca "Julius Richard Petri". Petri nacque a Barmen il 31 maggio 1852, fu assistente di Robert Koch e i due insieme diedero un contributo fondamentale nello studio degli agenti patogeni e delle malattie infettive.


E proprio mentre lavorava nel laboratorio di Koch, Julius Richard Petri avrebbe avuto l'intuizione di realizzare un sistema più affidabile per effettuare le colture biologiche.  La piastra di Petri è tuttora il più diffuso contenitore per terreni di coltura solidi e semisolidi.  Una piastra, precedentemente sterilizzata, viene riempita ad esempio da terreno di coltura e "agar agar" liquido. 

Grazie all'agar il terreno, raffreddandosi, solidifica e assume la forma cilindrica del recipiente. Su di esso possono poi essere coltivate colonie cellulari con diverse tecniche. Le piastre di Petri vuote possono essere utilizzate per osservare la germinazione di piante o il comportamento di batteri oppure, nella pratica giornaliera di laboratorio, possono funzionare anche come portacampioni.

Koch coltivò l'agente causale dell'antrace fuori dall'organismo descrivendo il suo ciclo di vita e scoprì agente eziologico della tubercolosi. Petri grazie al suo sistema diede un contributo fondamentale allo sviluppo delle moderne tecniche di laboratorio. Morì a Zeitz nella Sassonia-Anhalt il 20 dicembre 1921 a 69 anni, dopo avere dedicato gran parte della propria vita alla medicina e alla ricerca.




Fonte: TMNews
Via: Wikipedia