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Tumori, scoperta una molecola capace di uccidere le cellule malate


La ricerca dellʼUniversità di Padova si concentra sul funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Un gruppo di ricercatori ha posto le basi per una nuova terapia antitumorale, tra gli aspetti più complessi dell'assistenza medica. Sintetizzate a Padova nuove molecole che bloccano farmacologicamente il funzionamento del canale ionico Kv1.3 mitocondriale e causano l’alterazione della funzioni dei mitocondri. Queste molecole sono in grado di causare nelle cellule tumorali che esprimono la proteina Kv1.3 un'eccessiva produzione di radicali liberi dell’ossigeno. Ciò provoca un forte stress ossidativo nelle cellule cancerose, ma risparmia le cellule sane.

Scienza: supermicroscopio 2.0 svela nuovi dettagli di virus e proteine


Un nuovo approccio nella microscopia realizzato da IIT, CNR e SNS permette l’osservazione di dettagli biologici mai visti prima. Il metodo – con cui sono state messe a fuoco le particelle virali del virus dell’epatite B - apre nuove frontiere con applicazioni in campo diagnostico di alta precisione misurando, oltre alle immagini, le dinamiche di singole proteine e macromolecole. Microscopi sempre più precisi ed in grado di vedere dettagli del comportamento di virus o funzionalità di proteine attualmente nascosti agli strumenti in uso e quindi mai visti prima all’interno della cellula.

Tumori: studio italiano scopre staminali causa metastasi cancro colon


La ricerca italiana raggiunge un altro risultato d'eccellenza nel campo delle cellule staminali, che potrà avere importanti applicazioni per la cura del tumore del colon. Lo studio, coordinato da Ruggero De Maria dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e da Giorgio Stassi dell'Università di Palermo, rappresenta un punto di svolta per comprendere la formazione delle metastasi, che sono la principale causa di mortalità nei pazienti con tumore del colon.

Questo tipo di tumore rappresenta  la seconda causa di morte per cancro nei paes i occidentali, sia per il sesso maschile che per quello femminile. Secondo i risultati del lavoro pubblicato oggi sulla rivista Cell Stem Cell, le metastasi si formano ad opera delle cellule staminali maligne presenti nel tumore del colon. Queste agiscono come un serbatoio che genera continuamente nuove cellule della massa tumorale e sono anche in grado di migrare in altri organi per formare tumori secondari, ovvero le metastasi, in altre zone del corpo. 

"Il nostro laboratorio ha scoperto per primo l'esistenza delle cellule staminali del tumore del colon alcuni anni fa e ha continuato a studiarle per capire i loro punti deboli" spiega De Maria, "ora siamo riusciti a trovare le staminali che formano le metastasi. Questa scoperta ci permetterà di trovare nuove strategie per distruggere queste cellule e impedire in tal modo che il tumore si diffonda".


Allo studio ha preso parte anche l'Istituto Superiore di Sanità, nei cui laboratori sono state individuate le cellule staminali tumorali, insieme ai ricercatori Gaspare Gulotta e Francesco Dieli dell'Università degli Studi di Palermo.

L'AIRC ha finanziato lo studio. Grazie al supporto dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che ha dedicato i finanziamenti del programma "5 per mille" a sostenere quelle ricerche che possono produrre più rapidamente benefici per i pazienti, l'equipe di ricercatori ha potuto analizzare a fondo i meccanismi che permettono alle cellule staminali tumorali di migrare in altre parti del corpo e generare metastasi.

Gli scienziati hanno portato così alla luce una serie di meccanismi complessi che coinvolgono alcune proteine chiave nella biologia dei tumori, tra cui delle sostanze solubili dette citochine che vengono scambiate tra una cellula e l'altra aumentando i livelli di CD44v6 sulle staminali e di conseguenza l'aggressività tumorale. 


In accordo con la filosofia dei fondi "AIRC 5 per mille", i risultati di queste scoperte verranno messi in pratica in tempi brevi: all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è infatti in preparazione una sperimentazione clinica finalizzata a prevenire la formazione di metastasi con dei nuovi farmaci che agiscono direttamente sulle cellule staminali del tumore del colon.

Il 5xmille si è dimostrato uno strumento rivoluzionario di grandissima utilità, permette ai cittadini italiani di scegliere, in prima persona, le loro priorità di finanziamento nei confronti del volontariato e della ricerca scientifica. A partire dal 2006, oltre 6 milioni di italiani hanno dato fiducia ad AIRC, destinando all’Associazione il 5xmille nella propria dichiarazione dei redditi. Una migliore cura del cancro è l’obiettivo prioritario che i contribuenti hanno indicato nell’ambito della ricerca scientifica.

Riferimenti studio:
Matilde Todaro, Miriam Gaggianesi, Veronica Catalano, Antonina Benfante, Flora Iovino, Mauro Biffoni,Tiziana Apuzzo,Isabella Sperduti,Silvia Volpe,Gianfranco Cocorullo,Gaspare Gulotta,Francesco Dieli,Ruggero De Maria,and Giorgio Stassi - CD44v6 Is a Marker of Constitutive and Reprogrammed Cancer Stem Cells Driving Colon Cancer Metastasis, Cell Stem Cell (2014).




Fonte: IRE

Google Doodle celebra 161° anniversario nascita Julius Richard Petri


Google oggi rende omaggio al microbiologo tedesco Julius Richard Petri con un Doodle particolare, animato e interattivo, sulla sua homepage. Il famoso motore di ricerca, per festeggiare il 161esimo anniversario della sua nascita, ha pensato di rendergli omaggio con un disegno che richiama la sua celebre invenzione, ancora oggi molto usata nella ricerca, la "piastra di Petri".

La "piastra" è una sorta di recipiente piatto di vetro o di plastica, di solito cilindrico, usato per la crescita di colture cellulari. Aprendo Google appaiono sei piastre colorate in fila che prendono vita una alla volta cliccando il tasto il play. Si vede un guanto da laboratorio che passa un tampone sulla loro superficie, finché da ogni recipiente spuntano le diverse immagini delle cellule rilevate.

Scorrendo il mouse sul Doodle si legge "161° anniversario della nascita di Julius Richard Petri" mentre cliccando il mouse sulla lente si ottengono i risultati della chiave di ricerca "Julius Richard Petri". Petri nacque a Barmen il 31 maggio 1852, fu assistente di Robert Koch e i due insieme diedero un contributo fondamentale nello studio degli agenti patogeni e delle malattie infettive.


E proprio mentre lavorava nel laboratorio di Koch, Julius Richard Petri avrebbe avuto l'intuizione di realizzare un sistema più affidabile per effettuare le colture biologiche.  La piastra di Petri è tuttora il più diffuso contenitore per terreni di coltura solidi e semisolidi.  Una piastra, precedentemente sterilizzata, viene riempita ad esempio da terreno di coltura e "agar agar" liquido. 

Grazie all'agar il terreno, raffreddandosi, solidifica e assume la forma cilindrica del recipiente. Su di esso possono poi essere coltivate colonie cellulari con diverse tecniche. Le piastre di Petri vuote possono essere utilizzate per osservare la germinazione di piante o il comportamento di batteri oppure, nella pratica giornaliera di laboratorio, possono funzionare anche come portacampioni.

Koch coltivò l'agente causale dell'antrace fuori dall'organismo descrivendo il suo ciclo di vita e scoprì agente eziologico della tubercolosi. Petri grazie al suo sistema diede un contributo fondamentale allo sviluppo delle moderne tecniche di laboratorio. Morì a Zeitz nella Sassonia-Anhalt il 20 dicembre 1921 a 69 anni, dopo avere dedicato gran parte della propria vita alla medicina e alla ricerca.




Fonte: TMNews
Via: Wikipedia

Addio a Rita Levi Montalcini: Nobel per la medicina '86, aveva 103 anni



E' morta oggi nella sua casa di Roma Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986. Nominata senatrice a vita nel 2001 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, aveva 103 anni. Nata a Torino nel 1909, si è laureata in Medicina all'Istituto di Anatomia umana della stessa Università. Fin dai primi anni universitari si dedica agli studi sul sistema nervoso.

Facebook degli animali, il social network per studiarne i comportamenti


Un social network per capire i comportamenti degli animali, comprendere come si associano in gruppi, come trovano il cibo o i compagni con cui accoppiarsi. Il metodo è stato sviluppato in Inghilterra e testato sulle cinciallegre, il cui nome scientifico è Parus Major, di un bosco di Oxford. La ricerca ha permesso di capire se gli uccelli hanno “amici” o frequentatori casuali che possano essere potenziali compagni per l’accoppiamento. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Royal Society.

Ioannis Psorakis, del dipartimento di ingegneria dell’Università di Oxford, che ha guidato la ricerca, ha detto: “I dati che noi umani troviamo in Facebook registrano chi sono i nostri amici, dove siamo stati, cosa condividiamo con gli altri. Quello che abbiamo dimostrato è che è possibile costruire un ‘Facebook per animali’, rivelando con chi sono affiliati, chi sono i membri dello stesso gruppo, quali sono gli uccelli che stanno andando regolarmente a raduni o a eventi”.

I dati della ricerca hanno permesso di capire quali uccelli fossero “amici” e quali alla ricerca di un compagno, come spiega Psorakis: “Quello che abbiamo dimostrato è che la nostra tecnica può fornire informazioni sulle reti che legano insieme gli individui. Il nostro approccio rende possibile analizzare automaticamente enormi quantità di dati, ed è solo il primo esempio di come gli zoologi possano cominciare a usare il nostro metodo per esplorare le reti sociali degli animali in un contesto di grandi quantità di dati”.

Il gruppo di ricerca ha testato la nuova tecnica in due stagioni riproduttive. Lo studio ha evidenziato che le cinciallegre non si riuniscono a casa, ma scelgono con quali membri della popolazione interagire. Osservando come si relazionano gli animali sarà possibile comprendere anche come si diffondono le informazioni all’interno dei gruppo ‘sociali’ e integrare i dati ottenuti con informazioni di altro tipo, come quelle genetiche. Il lavoro potrebbe aiutare i ricercatori a capire come l'informazione si diffonde attraverso popolazioni animali.

Via: Blitz Quotidiano
Foto: Ashley Aliff

Genetica: arriva Xna, primo Dna sintetico capace di evolversi e replicarsi


Arriva l'Xna, il primo Dna creato dall'uomo, capace di immagazzinare informazione e di evolversi come il Dna naturale, ma modificato in modo da avere un aspetto diverso. Descritto sulla rivista Science, il Dna artificiale è stato messo a punto da un gruppo internazionale guidato dal britannico Medical Research Council, lo stesso laboratorio in cui nel 1952 Watson e Crick avevano scoperto la doppia elica del Dna. A differenza della cellula artificiale ottenuta nel 2010 dall'americano Craig Venter, il cui Dna era costruito in laboratorio ma era comunque una copia fedele del Dna naturale, l'Xna conserva le stesse lettere ma ha una struttura diversa.

Salute: biologo Usa, virus sintetici per hackerare il cervello umano


Virus sintetici creati in laboratorio programmati per essere introdotti nel cibo o inoculati sotto forma di vaccino con lo scopo di prendere possesso del cervello umano e influenzare le azioni di un individuo. È lo scenario di "fantabiologia" ipotizzato da Andrew Hessel, ricercatore californiano, che lavora presso la Singularity University, campus di ricerca della Nasa fondato nella Silicon Valley. Secondo Hessel, dopo che il miliardario Craig Venter ha annunciato la creazione di una cellula completamente artificiale, i tempi sono maturi per utilizzare il Dna come "cavallo di Troia" per modificare l'attività dell'uomo dall'interno.  "Le cellule viventi sono computer e il Dna è il linguaggio di programmazione", ha dichiarato Hessel al 'Daily Mail', partecipando ad una conferenza dedicata alle tecnologie informatiche del futuro. Secondo Hessel è più vicino il momento in cui gli scienziati potranno elaborare in laboratorio forme di vita sintetica, anche batteri, capaci di operare come "virus" informatici per influenzare il comportamento di un individuo proprio come accade adesso con i computer"


Così come è possibile personalizzare computer e dispositivi mobili, i progressi della biologia sintetica stanno permettendo agli hacker del Dna di personalizzare la biologia in modo che si potrà utilizzare una stampante di Dna che permetterà di stampare i nostri stessi trattamenti. Bisogna pensare come una patch che è necessaria per chiudere una vulnerabilità in un sistema. In questo caso, è necessario scaricarla, stamparla, e ingoiare la "cura". "Si potrà cercare un vaccino contro l'influenza o raffreddore e poi stampare i disegni genetici o scaricare la "cura" tramite una applicazione smartphone", spiegano gli esperti di Genomeweb . "Cure per malattie orribili potrebbero diffondersi rapidamente attraverso i social media, ma come ogni bene così arriva anche il male. Proprio come un app contaminata, collegamento avvelenato, e-mail di phishing, malware o drive-by-download possono infettare i computer per spionaggio o crimine informatico si possono colpire gli individui, progettando al computer virus come biotossine biologiche per cercare di eliminarli". Per Hessel l'ingegneria genetica è una delle tecnologie più potenti al mondo.

Via: TM News
Foto dal Web