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Ora solare: si dorme un'ora in più, risparmiati 89 mln con ora legale


Lancette indietro di 60 minuti nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Torna infatti l'ora solare che ci accompagnerà fino al 27 marzo del 2016. Gli italiani godranno così di un'ora in più di sonno, pagando lo "scotto" di vivere giornate con un'ora in meno di Sole. Termina così dopo 7 mesi l'ora legale, la variazione convenzionale dell'orario astronomico, solitamente in anticipazione rispetto a esso. Nei paesi dell'Unione europea e in Svizzera, l'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre. Con l'uso dell'ora legale si determina che, per un dato territorio, l'ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo rispetto all'ora solare (naturale).

Ora solare: Terna, quella legale ha fatto risparmiare all'Italia 91 mln


Dopo sette mesi di ora legale, nella notte fra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l’ora solare: alle ore 03.00 si dovranno spostare un'ora indietro le lancette degli orologi. L’ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 29 marzo 2015. Secondo quanto rilevato da Terna, durante il periodo di ora legale, iniziato il 30 marzo 2014, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 549,7 milioni di kilowattora (568,2 milioni di kWh il minor consumo del 2013), un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie.

Ora solare: torna Domenica 27 ottobre e diminuisce il rischio infarto


Fa bene non solo all'umore, perché si dorme un'ora in più, e alle tasche, grazie al risparmio energetico: il passaggio all'ora solare che ci sarà nella notte tra sabato e domenica è un toccasana anche per il cuore, al punto che la giornata di lunedì sarà quella con meno rischio di infarti dell'anno. Lo rivelano i medici internisti riuniti per il 114esimo congresso nazionale della società italiana di medicina interna (Simi), a Roma dal 26 al 28 ottobre, che alla relazione tra disturbi del sonno e malattie cardiovascolari dedicheranno una delle sessioni dell'evento. 

Il lunedì è infatti noto per essere il "giorno nero" per gli infarti, che proprio all'inizio della settimana hanno il picco di massima incidenza perché si sommano tre fattori di rischio determinanti per l'insorgenza di patologie cardiovascolari: il dormire meno, il dormire peggio, ossia in orari non consoni rispetto a quanto richiesto dal nostro naturale orologio biologico e lo stress caratteristico dell'inizio settimana contribuiscono all'attivazione del sistema nervoso simpatico e al rilascio di citochine pro-infiammatorie che spianano la strada all'infarto. Ma lunedì prossimo sarà un'eccezione, tanto che si stima che il numero di infarti calerà in quel giorno di circa il 10% rispetto a un generico giorno della settimana nel resto dell'anno. 

"Quando in primavera si passa all'ora legale, secondo recenti studi tra cui una ricerca del Karolinska Institute - ha spiegato Gino Roberto Corazza, presidente della Simi - la relativa deprivazione di sonno prima del riadattamento del nostro orologio biologico, aumenta il grado di infiammazione e lo stress ossidativo a livello dei vasi arteriosi e il sistema immunitario risponde peggio agli stimoli esterni: tutti elementi che rendono più probabile l'insorgenza di disturbi cardiovascolari acuti dopo il cambio dell'ora e soprattutto al lunedì, quando a tutto questo si aggiunge lo stress dell'inizio della settimana". 

Il contrario avverrà lunedì prossimo: basta dormire un pò di più grazie al fatto di aver portato indietro le lancette dell'orologio per veder rientrare il rischio-lunedì. "Molto probabilmente l'effetto protettivo è dovuto all'assenza del primo e forse più importante dei tre fattori scatenanti, la deprivazione di sonno; il vantaggio - aggiunge Corazza - non è evidente negli anziani, probabilmente perché in questi ultimi la quantità di sonno è più costante, non piu influenzata dalla necessità di puntare la sveglia presto al mattino, oltre al venir meno dello stress da inizio settimana. La possibilità, inoltre, di poter essere svegli e attivi sfruttando al meglio le ore meno fredde e più luminose della giornata contribuisce al maggior benessere".


Fonte: TMNews

Ora solare: disturbi nel sonno per i più piccoli, ecco cosa fare per evitarli


Nella notte tra sabato e domenica arriva l'ora solare, con la lancetta che tornano indietro di un'ora, si potra' dunque dormire di piu', ma non per tutti questi cambi di orario sono un beneficio. Talvolta sopratutto i bambini possono risentirne. Per evitare che i bambini soffrano di piccoli disturbi del sonno e' bene prepararli qualche giorno prima al cambio di ora anticipando un po' tutte le attivita' della giornata, dal risveglio alla cena. 

Il suggerimento arriva dal dottor Oliviero Bruni, direttore dell'unita' di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma. ''Gli eventuali problemi di sonno legati al cambio dell'ora - spiega il dottor Bruni - riguardano essenzialmente i bambini in eta' scolare, che hanno giornate con ritmi ben definiti, mentre non toccano l'equilibrio dei neonati, che hanno delle loro abitudini molto diverse''.

Ma quale e' il segreto che assicura il miglior sonno ai piu' piccoli e rende tranquilli i genitori? Il dottor Bruni non ha dubbi: ''Ogni bambino ha delle caratteristiche individuali che lo rendono diverso dagli altri anche nel sonno, ma una regola da insegnarli e' quella dell'autonomia al momento di addormentarsi''.

''E' importante che il riposo del bambino non sia legato alla presenza della mamma e del papa' o che il piccolo non dorma solo se ha il ciuccio: e' importante insomma che sia in grado di autogestirsi, perche' questo giova anche al sonno dei genitori - spiega lo specialista - ma un'altra cosa fondamentale e' provare ad assecondare il piu' possibile i suoi ritmi di veglia e sonno, provando magari a modificarli a poco a poco''.

Secondo gli esperti americani di Tempur, multinazionale Usa nel settore del riposo: ''le conseguenze del disagio per l'organismo che si deve risintonizzare sui ritmi biologici giusti si faranno sentire anche sulle loro famiglie. Tuttavia si tratta di fastidi che passano nel giro di due o tre settimane''. Qualche consiglio dagli esperti su come ridurre al minimo i fastidi: ''cenare almeno dieci minuti prima rispetto all'orario abituale, cosi' da riuscire ad anticipare gli orari e anche la messa a letto.

Un aiuto importante viene dall'alimentazione: consumate pasta, riso e pane. Largo anche ai formaggi, alla lattuga e al latte caldo. Da evitare invece quei cibi eccitanti con condimenti come pepe e paprika, oppure salatini e alimenti in scatola. Bandite le sostanze eccitanti come te' e caffe', l'autunno e' il momento giusto per scoprire i benefici di infusi e tisane. E' infine utile la cura con cui si prepara l'ambiente in cui si dorme, eliminando le fonti di disturbo (computer, tablet e televisione) ed evitando di riscaldare troppo la stanza''.

Fonte: ANSA

Ora legale: mini jet lag insiderà il sonno, risparmiati 630 milioni di kW


Stanotte torna l'ora legale: alle ore 2 di domani, domenica, l'orologio andrà spostato un'ora avanti. "E' come un mini jet lag. Un'ora rubata che potrebbe insidiare le notti dei cosiddetti 'gufi' o 'tendenzialmente gufi', circa il 20% degli italiani. Sono loro le potenziali vittime dell'ora legale". Parola di medico del sonno. "Queste persone - spiega Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno del San Raffaele di Milano - hanno già un ritmo del sonno ritardato e vanno a dormire a notte alta. Con un'ora in meno per dormire i loro risvegli potrebbero non essere piacevoli. Anche per una settimana al mattino potrebbero avere una maggiore sonnolenza".

Lo specialista rassicura comunque gli italiani: il risveglio del lunedì, dopo il debutto della notte corta nel weekend, potrebbe comportare qualche sbadiglio in più e una dose supplementare di caffè, ma niente di grave. "E' come se si soffrisse per un minimo spostamento del fuso ma non dovrebbero esserci particolari problemi visto che si tratta solo di un'ora. Gli esperti concordano sul fatto che i disagi cominciano ad avvertirsi con un cambiamento di almeno 2-3 ore", sottolinea. Certo gli effetti della notte 'accorciata' per legge variano a seconda della sensibilità di ciascuno.

"C'è chi ne soffrirà di più e chi di meno. Le persone che hanno una normale ritmicità sonno/veglia - quelle, cioè, che vanno a letto alle 11 e si svegliano alle 7-8 del mattino - potrebbero andare incontro a qualche disagio nei due-tre giorni successivi allo spostamento delle lancette in avanti. Un pò di sonnolenza prima di riadattarsi al nuovo ritmo. Uno dei motivi per cui le lancette si muovono fra sabato e domenica, e non più fra domenica e lunedì, è proprio questo: si vuole permettere alle persone di riadattarsi alla perdita dell'ora di sonno nel weekend, prima della ripresa delle attività lavorative".

Durante il periodo di ora legale, Terna prevede un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 630,2 milioni di kilowattora. Si tratta di una quantità di energia corrispondente alla metà dei consumi domestici annui di una regione come l'Abruzzo o il Trentino Alto Adige. In termini di costi, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 14,9 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all'ora legale per il 2012 è pari a circa 95 milioni di euro. Si tornerà all'ora solare tra sabato 27 e domenica 28 ottobre 2012.

Vie: Adnkronos Salute, AGI Energia

Torna l'ora solare, con l'ora legale risparmiati circa 647 milioni kwh


Torna nel weekend l'ora solare, che resterà in vigore fino al prossimo 25 marzo. Esattamente alle ore 03.00 della notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre bisognerà spostare le lancette degli orologi un'ora indietro. Durante il periodo di ora legale, iniziato il 26 marzo 2011, grazie proprio a quell'ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l'uso della luce artificiale, l'Italia, ricorda Terna, ha risparmiato complessivamente circa 647 milioni di kilowattora, un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di oltre 215.000 famiglie.

In termini di costi, l'Italia ha risparmiato con l'ora legale circa 91 milioni di euro, contro gli 85 milioni del 2010. A fare la differenza è il costo medio del kilowattora passato da 13,4 centesimi a circa 14,06 centesimi di euro al netto delle imposte. Nei mesi di aprile e ottobre, quando le giornate sono più corte in termini di luce naturale, si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l'effetto "ritardo" nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Bisogna risalire al Settecento per trovare l'origine dell'ora legale. Il primo a teorizzarla fu Benjamin Franklin, che individuò nell'adozione per convenzione di un'orario diverso che 'inseguisse' il sole, e quindi la luce, un modo per ottenere risparmi energetici. L'idea non ebbe però grande seguito anche perché, all'epoca, i risparmi sarebbero stati relativamente bassi.

Via: ANSA