Da lunedì è iniziata la fase 2 dell'emergenza sanitaria con una maggiore libertà di movimento per fare visita a genitori e congiunti, così come sarà più semplice incontrare la persona amata, non convivente, dopo mesi di lockdown per il contenimento del Coronavirus. Ma come riscoprire l'intimità in questo periodo evitando comportamenti che potrebbero mettere a rischio la propria salute e quella del partner? Dagli esperti della Società Italiana di Contraccezione (SIC) arrivano alcune raccomandazioni per vivere la sessualità in maniera serena. Secondo quanto riferisce la SIC, accorciare le distanze fisiche "non significa che il rischio di contagio da COVID-19 sia diminuito o scomparso: tutt'altro".
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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SIC, amore e sessualità durante COVID-19: regole per evitare rischi
Da lunedì è iniziata la fase 2 dell'emergenza sanitaria con una maggiore libertà di movimento per fare visita a genitori e congiunti, così come sarà più semplice incontrare la persona amata, non convivente, dopo mesi di lockdown per il contenimento del Coronavirus. Ma come riscoprire l'intimità in questo periodo evitando comportamenti che potrebbero mettere a rischio la propria salute e quella del partner? Dagli esperti della Società Italiana di Contraccezione (SIC) arrivano alcune raccomandazioni per vivere la sessualità in maniera serena. Secondo quanto riferisce la SIC, accorciare le distanze fisiche "non significa che il rischio di contagio da COVID-19 sia diminuito o scomparso: tutt'altro".
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Covid-19, Xiaomi dona migliaia di mascherine al Dpc: gesto mirabile
L’azienda ha deciso di dare il proprio contributo per aiutare l’Italia ad affrontare l’emergenza sanitaria legata alla diffusione epidemiologica del coronavirus SARS-COV-2. Xiaomi ha deciso di offrire il proprio contributo alla gestione dell’emergenza legata alla diffusione epidemiologica del virus COVID-19 in Italia, donando una grande quantità di mascherine al Dipartimento della Protezione Civile (DPC). È attraverso le parole del filosofo Lucio Anneo Seneca “...Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino” scritte sui bancali contenenti le mascherine che il brand cinese di tecnologia si appresta a compiere questa attività di responsabilità sociale.
Xiaomi sigla partnership strategica con IKEA per una casa più smart
Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, ha annunciato una collaborazione strategica con Ikea, durante l’annuale conferenza dedicata agli sviluppatori. Da dicembre, la gamma completa dei prodotti smart per l’illuminazione domestica firmata IKEA sarà supportata, a partire dalla Cina, dalla piattaforma Internet of Things (IoT) di Xiaomi e potrà essere controllata attraverso i prodotti del brand, inclusi l’assistente vocale Xiao Ai e l’app Mi Home. Gli utenti, pertanto, potranno utilizzare i propri smartphone o altoparlanti per controllare il sistema di illuminazione all’interno della propria abitazione. I prodotti di illuminazione smart saranno collegati a Mi Control Hub tramite il protocollo wireless ZigBee.
Nokia debutta con una gamma di prodotti Digital Health ex Withings
Nokia ha annunciato ufficialmente la disponibilità sul mercato della più ampia e completa linea di prodotti connessi di elettronica di consumo per il monitoraggio della salute, ora disponibili presso i principali rivenditori in tutto il mondo. Con il completamento dell’acquisizione delle soluzioni dell’azienda Withings, sotto il marchio Nokia, tutti gli activity tracker, le bilance, i dispositivi medici e quelli dedicati alla casa saranno da ora in vendita nelle più importanti catene di distribuzione e online in tutto il mondo, tra cui Amazon, Euronics (nei negozi d’insegna Dimo e Butali), Trony (insegna Elettrocasa), Gruppo SME (insegna Ires), MedComputer e R-Store e a breve anche negli Apple Store.
SUN: tumore al cervello, pianta mediterranea uccide cellule maligne
I ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli (SUN) hanno dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Rutaceae, è capace di uccidere le cellule del tumore cerebrale risparmiando tuttavia quelle neuronali non proliferanti. Una pianta mediterranea uccide le cellule maligne di un tumore cerebrale. Uno studio effettuato da ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens e’ capace di uccidere cellule di glioblastoma risparmiando tuttavia le cellule neuronali non proliferanti e differenziate.
Salute: la terapia ad onde d'urto per una soddisfacente vita sessuale
Fra i molteplici rimedi per la disfunzione erettile vi è stata sicuramente un svolta che si potrebbe definire storica in Italia, e questo proprio grazie alla terapia ad onde d’urto. Infatti, la terapia ad onde d’urto si va a differenziare dagli altri rimedi per la disfunzione erettile in quanto essa va a trattare direttamente la causa della disfunzione erettile e, pertanto, non offre soluzioni che sono temporanee. Fra i molteplici rimedi per la disfunzione erettile vi è stata sicuramente un svolta che si potrebbe definire storica in Italia, e questo proprio grazie alla terapia ad onde d’urto.
Tumori: ricerca italiana scopre proteina in grado di spegnere cancro
Uno studio dell'Istituto Humanitas di Rozzano svela un meccanismo "nuovo e unico" che potrebbe portare a una cura concreta. Esiste un gene capace di "spegnere" il cancro non - come tutti gli altri oncosoppressori fino ad oggi noti - agendo sulla cellula tumorale, bensì tenendo sotto controllo l'infiammazione che favorisce l'insorgenza e lo sviluppo del tumore. La scoperta, frutto di uno studio* coordinato dal prof. Alberto Mantovani e finanziato da AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro - è stata pubblicata su Cell, rivista scientifica di massima autorevolezza.
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Sondaggio Kingston: italiani smemorati, 44% si affida alla tecnologia
Kingston Technology, esperto di memorie (dei chip) indaga sullo stato della memoria degli italiani. A chi non è capitato almeno una volta di avere un black out della propria mente? E così ci si ritrova inermi con la cornetta in mano senza riuscire a comporre il numero di telefono che conosciamo da sempre o di fronte alla commessa che aspetta che digitiamo sul terminale il solito pin che la banca ci ha affidato da anni. Sovraccarichiamo talmente tanto la nostra mente di informazioni che non dobbiamo stupirci se a volte si concede di staccare la spina. Per fortuna (o purtroppo) la tecnologia sembra venirci in soccorso colmando le nostre carenze, ma non solo.
Salute: un comune antibiotico per curare una malattia genetica rara
Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, parte del Gruppo Ospedaliero San Donato, sostenuti dalla Fondazione Telethon hanno scoperto che un comune antibiotico potrebbe diventare una possibile cura per l’atassia spino-cerebellare, una rara malattia neurodegenerativa che nei casi più gravi porta alla paralisi degli arti inferiori. Un gruppo di ricercatori coordinati da Giorgio Casari, capo Unità di Neurogenomica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e sostenuti dalla Fondazione Telethon ha scoperto per la prima volta che un antibiotico molto comune della famiglia delle cefalosporine ha un’azione terapeutica contro una rara malattia genetica, l’atassia spino-cerebellare.
Celgene, primo ok Ema per trattamento psoriasi con farmaco Otezla
Primo sì degli esperti dell'Ema (Agenzia europea del farmaco) per il primo inibitore della Pde4 per via orale per il trattamento dei pazienti affetti da psoriasi e artrite psoriasica. Lo comunica in una nota Celgene International Sàrl, una società interamente controllata da Celgene Corporation. Il Comitato per i prodotti medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali ha infatti espresso parere favorevole all'impiego di Otezla® (apremilast), in due indicazioni terapeutiche: trattamento della psoriasi cronica a placche da moderata a grave in pazienti adulti che non hanno risposto, o che presentano controindicazioni o che sono intolleranti ad un'altra terapia sistemica, compresi ciclosporina, metotrexato o psoralene combinato con ultravioletti A (Puva).
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Salute: peni coltivati in laboratorio pronti per test sugli esseri umani
Dopo oltre 20 anni di ricerca, un team di ricercatori di bioingegneria del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine (WFIRM) in California sono all'opera per trapiantare sull'uomo peni coltivati in laboratorio. Riuniti intorno a un recinto presso il WFIRM nella Caroline del Nord nel 2008, Anthony Atala e i suoi colleghi guardavano con ansia di vedere se due conigli avessero potuto avere rapporti sessuali. La suspense fu di breve durata: un minuto per stare insieme, il maschio aveva montato la femmina e l'accoppiamento avvenne con successo.
Salute: farmaco fa ricrescere capelli su pazienti con alopecia areata
I ricercatori presso la Columbia University Medical Center (CUMC) hanno identificato le cellule immunitarie responsabili della distruzione dei follicoli dei capelli nelle persone affette da alopecia areata, una malattia autoimmune comune che causa la perdita di capelli, e hanno testato un farmaco approvato dalla FDA che ha eliminato queste cellule immunitarie e restaurata la crescita dei capelli in un piccolo numero di pazienti. I risultati appaiono nel numero online di Nature Medicine. Nel documento i ricercatori segnalano primi risultati di uno studio clinico in corso del farmaco.
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Salute digitale: Hotwire rilascia white paper Digital Health Revolution
Hotwire, agenzia globale di relazioni pubbliche e comunicazione integrata, annuncia il lancio del white paper Digital Health Revolution il cui scopo è quello di individuare le tendenze chiave che segneranno il futuro prossimo di uno dei mercati a più rapida crescita, quello della Salute Digitale. Il settore della Digital Health sta registrando una crescita straordinaria in tutto il mondo. Solo negli Stati Uniti nel 2013 gli investimenti in salute digitale sono cresciuti del 39% rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 1,9 miliardi di dollari [1].
Insettopia, nasce la prima community per genitori di ragazzi autistici
In occasione della giornata mondiale dell’autismo, apre ai suoi cittadini Insettopia, la prima community per i genitori dei ragazzi autistici. Nella testa di ogni genitore di autistico c’è l’idea fissa della città ideale per suo figlio, dove riesca a vivere felice e sicuro, in contatto con chiunque, ma protetto: nasce così “Insettopia”, il luogo dell’immaginario sognato da chiunque abbia a che fare con ragazzi autistici.
Con il supporto di un comitato scientifico riconosciuto e qualificato, Insettopia si prefigge lo scopo di creare una “Cultura” dell’autismo e battersi con media partner qualificati per fare chiarezza riguardo ogni luogo comune sulla disabilità psichica, ogni informazione superficiale, ogni leggenda e superstizione. Creare perciò le premesse per una fotografia realistica dell’autismo su tutto il territorio nazionale e in futuro vicino anche internazionale.
Usando tecnologie che consentono una scambio tra il fisico e il digitale, Insettopia vuole diventare un mediatore di progetti concreti ed efficaci tra le associazioni di familiari e le istituzioni. Politici e amministratori non potranno più giustificare la loro latitanza solamente se l’autismo sarà rappresentato come un fronte omogeneo. Collaborare per la definizione di un’agenda di priorità condivise, che rappresenti le istanze degli autistici e delle loro famiglie, lavorando alla creazione di tempi e luoghi targati “Insettopia” dove sia possibile passare tempo felice, utile e spensierato.
Non si vuole più immaginare che esistano ragazzi nel pieno della vita costretti a passare le giornate chiusi in casa, a guardare il mondo dalla finestra, perché nessuno ha una proposta di vita diversa per loro. Insettopia rappresenta perciò un contenitore permanente per accogliere e lanciare startup di chiunque proponga un uso spropositato e folle di ogni supporto che la tecnologia potrà mettere a disposizione per rendere migliore la vita degli autistici.
A Insettopia si ricerca, si progetta, si adatta e perfino si forza la destinazione d’uso primaria di ogni oggetto elettronico, dispositivo informatico, applicazione, meccanismo o protesi emotiva che possa rendere più agevole la vita dei nostri ragazzi, come pure fornire loro occasioni concrete di sperimentazione per socialità, inserimento professionale, autonomia di vita.
Insettopia si appoggia alla piattaforma tecnologica Snappin sviluppata dalla startup FWR che nel giro di poco tempo è riuscita ad avere la fiducia di importanti aziende italiane ed estere che oggi usano Snappin per gestire le proprie reti aziendali con approccio innovativo che non ha niente a che vedere con i social network, ma che si basa su scambio di valore tra i partecipanti alla community con innovativi meccanismi e strumenti di gamefication ed engagement.
FWR è una startup tecnologica nata con il preciso obiettivo di sviluppare una piattaforma che abilitasse una convergenza tra informazione, media digitali, servizi, meccaniche di animazione, ingaggio e coinvolgimento di insiemi omogenei di utenti. Dopo 12 mesi di intenso sviluppo Snappin ha cominciato a lavorare con importanti partner che scelto la piattaforma per le loro community orientate sia la B2B che al B2C. FWR ha sede a Milano nel quartiere del Design Lambrate, a Roma davanti al Circo Massimo ed è incubata in The Hive ad Ancona.
“Insettopia è un universo contenuto in altri universi infinitamente più grandi e quindi incommensurabili per delle povere formichine.” così ha definito questo luogo della speranza per ogni autistico Gianluca Nicoletti, nel racconto della sua vita con il figlio Tommy. “Insettopia è ovunque si rivendichi l’orgoglio di un’esistenza felice per gli autistici e le loro famiglie, soprattutto quando l’entrare nell’età adulta trasforma quei ragazzi silenziosi in fantasmi, esseri invisibili e disperati. L’insettopia dei ragazzi speciali è una città per loro immensa, ma solo un granello se paragonato all’enorme superficie di una metropoli abitata da esseri giganteschi”.
Comitato per le attività
Gianluca Nicoletti: giornalista (La Stampa-Radio24), scrittore, nota voce della radio. È padre di Tommy, un ragazzo autistico di 16 anni protagonista di un suo libro Mondadori, che ha venduto 35.000 copie. Qui scrive, parla, risponde, racconta. È Presidente della Onlus Insettopia. Aldo Curinga: uno dei vecchi e non ancora saggi di internet in Italia. Startupper dal 1987 e fondatore di FWR, la startup tecnologica mamma e papà della piattaforma di community SNAPPIN su cui poggia Insettopia.
Paolo Bruschi: ingegnere elettronico, si forma nello sviluppo di servizi a valore aggiunto nel mondo delle telecomunicazioni, in Italia e presso gli enti di standardizzazione Internazionali. Attualmente è direttore vendite del canale telefonia in Samsung Italia. Ci aiuta a inventare usi specifici delle nostre protesi emotive. Marilena Lupi: dottore commercialista revisore legale e segretario della Onlus Insettopia. È la persona che ci aiuta ad amministrarci.
Natalia Poggi: giornalista di cronaca ed esperta in problematiche legate al mondo scolastico e sociale. Madre di un ragazzo autistico. Andrea Rossetti: è professore di Filosofia del diritto all’Università di Milano-Bicocca, dove insegna anche Informatica giuridica. Ci sarà utile a studiare il rapporto possibile tra soggetti deboli, social media e ausili informatici.
Giuseppe Vaciago: avvocato specializzato in diritto penale delle nuove tecnologie e docente a contratto presso l’Università dell’Insubria. Ha prestato la sua attività professionale per alcune importanti società nazionali e internazionali nel settore IT (tra i difensori di Google nel processo Vividown). Ci insegna tutto quello che dobbiamo sapere sulla Privacy.
Collaborano al progetto
Per gli aspetti pedagogici, scientifici, progettuali: Paolo Ferri, Direttore del LISP - Laboratorio di Informatico di Sperimentazione pedagogica dell'Università di Milano Bicocca Membro del Consiglio di Amministrazione e Docente dell'Università telematica Pubblica IUL. Direttore dell'Osservatorio Nuovi Media dell'Università degli Studi Milano Bicocca.
Nicola Frega: ricercatore confermato all’Università della Calabria presso la Facoltà di Ingegneria, insegna nel Corso di Studi di Ingegneria Gestionale. Nel gruppo di ricerca GiudaLab (direttore: Prof. Volpentesta). Ha contribuito a fondare alcune spin-off universitarie operanti in ambito ICT sin dal 1995, una di queste (Platonet). Stefano Moriggi: storico e filosofo della scienza, si occupa di teorie e modelli della razionalità con particolare attenzione al pragmatismo americano e alla filosofia della tecnologia.
Già docente nelle Università di Brescia, Parma, Milano, e presso la European School of Molecular Medicine (SEMM), è membro dell’International School for the Promotion of Science, del Centro de Estudos do Pragmatismo dell’Università di San Paolo (Brasile).Giuseppe Neri: neurologo dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma. Presidente SNO, Società dei Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi degli Ospedali Italiani.
Per tutti gli aspetti strettamente legati all’autismo dal punto di vista clinico ed epidemiologico. Nonché gli aspetti associativi e giuridici in Italia: Carlo Hanau: docente di Statistica medica e di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari Facoltà di Scienze della Formazione Univ. di Modena e Reggio Emilia. Presidente dell’ANGSA nazionale (Ass. Genitori Soggetti autistici).
Sa tutto sulla storia dell’autismo dalle origini a oggi. Luigi Mazzone: neuropsichiatra del Bambino Gesù di Roma che da anni si occupa di autistici. Qui assieme al suo collega Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile, altri colleghi di centri di ricerca di varie parti del mondo ci aiuterà a capire ciò che è scientificamente validato di tutto quello che si dice e scrive sull’autismo. Sito Community: www.insettopia.it
Fonte: Logotel
GymWatch: primo Fitness Tracker con sensore di forza e movimento
Partirà il 30 marzo la campagna internazionale di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo promossa da GYMWATCH®. La startup tedesca ha sviluppato il primo sensore brevettato per misurare la forza e il movimento durante qualunque tipo di allenamento, dagli esercizi con le macchine a quelli con i pesi liberi o con l’utilizzo del peso corporeo. Il sensore registra l’intera gamma di movimenti di un esercizio, identifica tutte le forze in gioco, conta tutte le ripetizioni e individua eventuali errori per garantire agli sportivi la corretta esecuzione degli esercizi e il raggiungimento degli obiettivi di fitness desiderati.
Oggi - dopo tre anni di lavoro - il sensore GYMWATCH è finalmente pronto per la produzione ma, per trasformarlo in realtà, la giovane startup necessita ancora di supporto. Per questo il 30 marzo verrà lanciata su Indiegogo una campagna internazionale di crowdfunding. Gli appassionati di fitness interessati a GYMWATCH che desiderano supportare l’azienda potranno, pertanto, contribuire con delle donazioni attraverso la pagina Web della campagna nonché prenotare il sensore GYMWATCH che può essere ordinato su Indiegogo fin da ora e spedito una volta iniziata la produzione.
“Durante la mia ricerca ho rilevato una carenza di supporto tecnologico per gli esercizi di fitness; tutti i fitness tracker erano progettati per allenamenti di resistenza e gli unici strumenti di monitoraggio forniti nelle palestre erano disponibili su attrezzature fisse”, spiega Fabian Walke, Co-Founder e CEO di GYMWATCH. “Il nostro obiettivo era quello di sviluppare un sensore in grado di monitorare tutti i dati rilevanti in qualsiasi tipologia di allenamento. Il sensore GYMWATCH è in grado di misurare tutto ciò che è importante per analizzare gli allenamenti e aiutare gli sportivi a migliorare i vari aspetti del loro programma di training.”
Il sensore GYMWATCH traccia tutte le forze in gioco in ogni singolo esercizio, dalla forza di partenza alla forza esplosiva fino alla velocità della forza, così come la specifica ampiezza del movimento. È anche in grado di fare una distinzione tra ripetizioni complete e parziali e di determinare l’intervallo di tempo sotto sforzo nelle contrazioni muscolari eccentriche, concentriche e statiche.
Il sensore GYMWATCH traccia tutte le forze in gioco in ogni singolo esercizio, dalla forza di partenza alla forza esplosiva fino alla velocità della forza, così come la specifica ampiezza del movimento. È anche in grado di fare una distinzione tra ripetizioni complete e parziali e di determinare l’intervallo di tempo sotto sforzo nelle contrazioni muscolari eccentriche, concentriche e statiche.
Il sensore GYMWATCH è facile da usare ed estremamente versatile e si distingue per funzionalità uniche:
• permette di analizzare esercizi di forza effettuati con pesi liberi, con il solo peso corporeo o attraverso attrezzi, così come di monitorare il cardio training;
• calcola automaticamente il peso ideale per evitare il rischio di sovraccarico o sottocarico e per raggiungere i propri obiettivi il più rapidamente possibile;
• consente di scegliere tra diverse modalità di allenamento: se si seleziona il Free-Mode si può iniziare l’allenamento immediatamente senza un programma di allenamento predefinito. Nella modalità guidata (Guided-Mode), invece, è possibile scegliere tra diversi modelli di allenamento – e qui lo smartphone diventa il personal trainer che guida lo sportivo nel suo percorso di training.
Il sensore include gli accessi bluetooth, smart bluetooth e ANT. Ciò permette all’utente di connettere il sensore con la app GYMWATCH per iPhone e Android che fornisce un feedback visivo e uditivo in tempo reale. È anche possibile connettere il sensore con un computer o altri dispositivi per mostrare in tempo reale i dati e i riscontri degli allenamenti su qualunque schermo, anche a casa o in palestra.
La app si sincronizza con un portale web gratuito che supporta l’utente con funzionalità dettagliate per la gestione del programma di training. Algoritmi scientifici aiutano l’utente nella pianificazione e nell’analisi del suo allenamento tenendo conto degli specifici obiettivi individuali, dei dati personali e dei dati relativi al training calcolati e forniti dal sensore. GYMWATCH è in grado di ottimizzare l’allenamento in modo che si possano raggiungere i propri traguardi in tempi più rapidi.
La app si sincronizza con un portale web gratuito che supporta l’utente con funzionalità dettagliate per la gestione del programma di training. Algoritmi scientifici aiutano l’utente nella pianificazione e nell’analisi del suo allenamento tenendo conto degli specifici obiettivi individuali, dei dati personali e dei dati relativi al training calcolati e forniti dal sensore. GYMWATCH è in grado di ottimizzare l’allenamento in modo che si possano raggiungere i propri traguardi in tempi più rapidi.
Attraverso l’API fornito è possibile connettersi ad altre applicazioni mediche o di fitness nonché condividere le proprie performance e i risultati dell’allenamento su social network come Facebook, in modo da confrontarli con quelli degli altri utenti GYMWATCH e incrementare la motivazione a fare sempre meglio o addirittura organizzare dei gruppi di allenamento con i propri amici, in modo da rendere l’allenamento sempre più sociale e divertente. Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.gymwatch.com.
Fonte: Hotwire Pr
Tumori: studio italiano scopre staminali causa metastasi cancro colon
La ricerca italiana raggiunge un altro risultato d'eccellenza nel campo delle cellule staminali, che potrà avere importanti applicazioni per la cura del tumore del colon. Lo studio, coordinato da Ruggero De Maria dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e da Giorgio Stassi dell'Università di Palermo, rappresenta un punto di svolta per comprendere la formazione delle metastasi, che sono la principale causa di mortalità nei pazienti con tumore del colon.
Questo tipo di tumore rappresenta la seconda causa di morte per cancro nei paes i occidentali, sia per il sesso maschile che per quello femminile. Secondo i risultati del lavoro pubblicato oggi sulla rivista Cell Stem Cell, le metastasi si formano ad opera delle cellule staminali maligne presenti nel tumore del colon. Queste agiscono come un serbatoio che genera continuamente nuove cellule della massa tumorale e sono anche in grado di migrare in altri organi per formare tumori secondari, ovvero le metastasi, in altre zone del corpo.
"Il nostro laboratorio ha scoperto per primo l'esistenza delle cellule staminali del tumore del colon alcuni anni fa e ha continuato a studiarle per capire i loro punti deboli" spiega De Maria, "ora siamo riusciti a trovare le staminali che formano le metastasi. Questa scoperta ci permetterà di trovare nuove strategie per distruggere queste cellule e impedire in tal modo che il tumore si diffonda".
Allo studio ha preso parte anche l'Istituto Superiore di Sanità, nei cui laboratori sono state individuate le cellule staminali tumorali, insieme ai ricercatori Gaspare Gulotta e Francesco Dieli dell'Università degli Studi di Palermo.
L'AIRC ha finanziato lo studio. Grazie al supporto dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che ha dedicato i finanziamenti del programma "5 per mille" a sostenere quelle ricerche che possono produrre più rapidamente benefici per i pazienti, l'equipe di ricercatori ha potuto analizzare a fondo i meccanismi che permettono alle cellule staminali tumorali di migrare in altre parti del corpo e generare metastasi.
Gli scienziati hanno portato così alla luce una serie di meccanismi complessi che coinvolgono alcune proteine chiave nella biologia dei tumori, tra cui delle sostanze solubili dette citochine che vengono scambiate tra una cellula e l'altra aumentando i livelli di CD44v6 sulle staminali e di conseguenza l'aggressività tumorale.
L'AIRC ha finanziato lo studio. Grazie al supporto dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che ha dedicato i finanziamenti del programma "5 per mille" a sostenere quelle ricerche che possono produrre più rapidamente benefici per i pazienti, l'equipe di ricercatori ha potuto analizzare a fondo i meccanismi che permettono alle cellule staminali tumorali di migrare in altre parti del corpo e generare metastasi.
Gli scienziati hanno portato così alla luce una serie di meccanismi complessi che coinvolgono alcune proteine chiave nella biologia dei tumori, tra cui delle sostanze solubili dette citochine che vengono scambiate tra una cellula e l'altra aumentando i livelli di CD44v6 sulle staminali e di conseguenza l'aggressività tumorale.
In accordo con la filosofia dei fondi "AIRC 5 per mille", i risultati di queste scoperte verranno messi in pratica in tempi brevi: all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è infatti in preparazione una sperimentazione clinica finalizzata a prevenire la formazione di metastasi con dei nuovi farmaci che agiscono direttamente sulle cellule staminali del tumore del colon.
Il 5xmille si è dimostrato uno strumento rivoluzionario di grandissima utilità, permette ai cittadini italiani di scegliere, in prima persona, le loro priorità di finanziamento nei confronti del volontariato e della ricerca scientifica. A partire dal 2006, oltre 6 milioni di italiani hanno dato fiducia ad AIRC, destinando all’Associazione il 5xmille nella propria dichiarazione dei redditi. Una migliore cura del cancro è l’obiettivo prioritario che i contribuenti hanno indicato nell’ambito della ricerca scientifica.
Riferimenti studio:
Matilde Todaro, Miriam Gaggianesi, Veronica Catalano, Antonina Benfante, Flora Iovino, Mauro Biffoni,Tiziana Apuzzo,Isabella Sperduti,Silvia Volpe,Gianfranco Cocorullo,Gaspare Gulotta,Francesco Dieli,Ruggero De Maria,and Giorgio Stassi - CD44v6 Is a Marker of Constitutive and Reprogrammed Cancer Stem Cells Driving Colon Cancer Metastasis, Cell Stem Cell (2014).
Il 5xmille si è dimostrato uno strumento rivoluzionario di grandissima utilità, permette ai cittadini italiani di scegliere, in prima persona, le loro priorità di finanziamento nei confronti del volontariato e della ricerca scientifica. A partire dal 2006, oltre 6 milioni di italiani hanno dato fiducia ad AIRC, destinando all’Associazione il 5xmille nella propria dichiarazione dei redditi. Una migliore cura del cancro è l’obiettivo prioritario che i contribuenti hanno indicato nell’ambito della ricerca scientifica.
Riferimenti studio:
Matilde Todaro, Miriam Gaggianesi, Veronica Catalano, Antonina Benfante, Flora Iovino, Mauro Biffoni,Tiziana Apuzzo,Isabella Sperduti,Silvia Volpe,Gianfranco Cocorullo,Gaspare Gulotta,Francesco Dieli,Ruggero De Maria,and Giorgio Stassi - CD44v6 Is a Marker of Constitutive and Reprogrammed Cancer Stem Cells Driving Colon Cancer Metastasis, Cell Stem Cell (2014).
Fonte: IRE
Staminali: cellule epiteliali per rigenerare bulbi piliferi contro calvizie
Un approccio potenzialmente in grado di invertire la perdita di capelli utilizza le cellule staminali per rigenerare follicoli piliferi mancanti o morenti. Finora, però, non è stato possibile generare un numero sufficiente di follicoli con le staminali. Xiaowei "George" Xu, MD, PhD, professore associato di Patologia e Medicina di Laboratorio e di Dermatologia presso la Perelman School of Medicine, University of Pennsylvania, e colleghi hanno pubblicato su Nature Communications un metodo per convertire le cellule adulte in cellule staminali epiteliali (EPSCs), la prima volta che qualcuno ragggiunge questo obiettivo, in topi o umani.
Le cellule staminali epiteliali, quando impiantati in topi immunocompromessi, hanno rigenerato diversi tipi di cellule di pelle umana e follicoli piliferi, e anche prodotto fusti del capello strutturalmente riconoscibili, aumentando la possibilità che possano eventualmente permettere la rigenerazione dei capelli nelle persone. Xu e il suo team, che include ricercatori dei dipartimenti di Dermatologia e Biologia di Penn, così come il New Jersey Institute of Technology, hanno iniziato con le cellule epiteliali umane chiamate fibroblasti dermici.
Con l'aggiunta di tre geni, hanno convertito quelle cellule in cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs), che hanno la capacità di differenziarsi in qualsiasi tipo di cellule nel corpo. Hanno poi convertito le cellule iPS in cellule staminali epiteliali, che normalmente si trovano all'interno del rigonfiamento dei follicoli piliferi. Partendo da procedure di altri gruppi di ricerca che avevano precedentemente lavorato per convertire le iPs in cheratinociti, il team di Xu ha dimostrato che controllando attentamente i tempi dei fattori di crescita delle cellule ricevute, si possono costringere le iPSCs a generare un gran numero di cellule staminali epiteliali.
Nello studio Xu, il protocollo del team è riuscito a trasformare il 25% delle iPSCs in cellule staminali epiteliali in 18 giorni. Tali cellule sono state poi purificate utilizzando le proteine che esprimono sulla loro superficie. Il confronto dei pattern di espressione genica delle cellule staminali umane iPSC-derivati epiteliali con le cellule staminali epiteliali ottenute dai follicoli dei capelli umani ha dimostrato che il team era riuscito a produrre le cellule, il primo obiettivo che si era prefissato.
Quando hanno mescolato le cellule follicolari con le cellule dermiche induttive del topo e innestati sulla pelle di topi immunodeficienti, queste hanno prodotto epidermide umana funzionale (gli strati più esterni delle cellule della pelle) e follicoli strutturalmente simili ai follicoli piliferi umani. "Questa è la prima volta che qualcuno ha prodotto quantità scalabile di cellule staminali epiteliali che sono in grado di generare la componente epiteliale dei follicoli dei capelli", dice il prof. Xu.
"E queste cellule hanno molte applicazioni potenziali - aggiunge - tra cui la guarigione delle ferite, la produzione di cosmetici e la rigenerazione dei capelli". Detto questo, iPSC-derivate cellule staminali epiteliali non sono ancora pronte per l'uso in soggetti umani, aggiune Xu. In primo luogo, un follicolo pilifero contiene cellule epiteliali - un tipo di cellula che riveste i vasi del corpo e cavità - così come un tipo specifico di cellule staminali adulte chiamate papille dermiche.
Xu ed il suo gruppo hanno mescolato EPSCs e iPSC-derivati cellule dermiche del topo per generare follicoli piliferi per realizzare la crescita dei follicoli. "Quando una persona perde i capelli, si perdono entrambi i tipi di cellule", Spiega Xu. "Abbiamo risolto un problema importante, la componente epiteliale del follicolo pilifero. Abbiamo bisogno di capire un modo per fare anche nuove cellule papille dermiche, e nessuno per il momento è riuscito ancora a capire il modo come ottenere ciò".
Inoltre, il processo di Xu utilizzato per creare iPSCs comporta la modificazione genetica di cellule umane con geni che codificano le proteine oncogene e quindi ha bisogno di più raffinatezza. Eppure, egli osserva che i ricercatori di cellule staminali stanno sviluppando altre soluzioni alternative, comprese le strategie utilizzando solo agenti chimici. Lo studio è stato finanziato dal National Institute of Arthritis e muscoloscheletrico e malattie della pelle (R01-AR054593, P30-AR05721).
Fonte: UPHS
Medicina, tumore al seno: chemioterapia più lontana con Everolimus
Col farmaco disponibile in Italia, mirato per il carcinoma mammario positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo, le pazienti possono essere trattate con una terapia orale posticipando l’approccio chemioterapico a una fase più avanzata della malattia. Ogni anno in Italia si ammalano di tumore al seno circa 45.000 donne: di queste 35.000 guariscono, ma 10-12.000 svilupperanno nel tempo un tumore metastatico. Un vero e proprio “cambio di paradigma” nella terapia del tumore al seno: anche in Italia è adesso disponibile everolimus, primo farmaco mirato per il carcinoma mammario in fase avanzata, positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo.
LOGOTEL collabora al lancio della Kids Experience con Flip by Dorelan
E’ entrato in commercio il 2 dicembre Flip, un rivoluzionario prodotto progettato secondo i principi del service design per il benessere dei bambini: unico materasso 4 in 1 capace di accompagnarne la crescita dai 3 fino ai 14 anni. Dormire è un’attività di fondamentale importanza per ogni bambino: anche dalla salute del sonno, infatti, dipendono la corretta formazione sia fisica sia cognitiva del bambino e quindi dell'adulto. Ogni bambino trascorre infatti in media dalle 11 alle 13 ore su un letto, e oltre il 70% dei problemi di sonno dei bambini è correlato ad abitudini scorrette.
Salute, tumore al seno e fibroma uterino distrutti grazie a ultrasuoni
I ricercatori ritengono che un nuovo trattamento potrebbe eliminare i tumori del cancro al seno senza intervento chirurgico. Lo studio è stato condotto dal Dott. Alessandro Napoli e dai suoi colleghi presso l'Università La Sapienza di Roma. I risultati sono stati presentati giovedì scorso alla Conferenza annuale della Radiological Society of North America (RSNA). La tecnica, chiamata "ablazione con ultrasuoni guidata da risonanza magnetica" (MRgFUS), utilizza il calore di ultrasuoni ad alta intensità per distruggere i tumori della mammella.
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