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Realizzata la prima cellula staminale sintetica senza il rischio cancro


Funziona la prima cellula staminale sintetica. I ricercatori della North Carolina State University, della University of North Carolina a Chapel Hill  (Usa) e del Primo Ospedale Affiliato della Zhengzhou University (Cina) hanno sviluppato una versione sintetica di una cellula staminale cardiaca. Queste cellule staminali sintetiche offrono benefici terapeutici paragonabili a quelli da cellule staminali naturali e potrebbero ridurre alcuni dei rischi connessi alle terapie con cellule staminali. Inoltre, queste cellule hanno una migliore stabilità di conservazione e la tecnologia è generalizzabile ad altri tipi di cellule staminali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

CNR filma il big-bang della luce che si trasforma in corrente elettrica


Come inizia il processo di trasformazione della luce del sole in corrente elettrica in una cella solare organica? La risposta arriva da gruppo di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) che ne ha realizzato un filmato in tempo reale, su una scala senza precedenti: milionesimi di miliardesimi di secondo. Lo studio, condotto dall'Istituto nanoscienze del Cnr a Modena (Nano-Cnr) e dall'Istituto di fotonica e nanotecnologie (Ifn-Cnr) a Milano, dimostra che i primissimi istanti della foto-conversione sono governati dalla natura quantistica di elettroni e nuclei, coinvolti in oscillazioni coerenti in tempi ultra-veloci.

Ricercatori IBM dimostrano fenomeno quantistico con film di plastica


Per la prima volta, i ricercatori IBM (NYSE: IBM) hanno dimostrato un complesso fenomeno quantomeccanico, noto come condensazione di Bose-Einstein (BEC), utilizzando un polimero luminescente (plastica) simile ai materiali contenuti nei display a emissione luminosa presenti in molti degli attuali smart phone. Questa scoperta ha potenziali applicazioni nello sviluppo di nuovi dispositivi optoelettronici, tra cui laser ad alta efficienza energetica e switch ottici ultraveloci, componenti critici per costruire i futuri sistemi di calcolo destinati a elaborare enormi carichi di lavoro legati ai Big data.

Università Kyoto e Milano realizzano un nuovo kevlar super-resistente


L'Università di Milano-Bicocca e l'Università di Kyoto (Giappone) hanno realizzato un materiale, con un processo nanotecnologico innovativo, che l'ateneo milanese definisce "più resistente, leggero e economico dell'acciaio". In altre parole un kevlar capace di sopportare carichi a tensione anche di cinque volte maggiori, anche rispetto alle fibre di carbonio, a un peso e un costo decisamente inferiori. Si prevedono applicazioni in ambito aerospaziale, navale, automotive e high tech.

3D, realizzati video olografici in presa diretta per la prima volta


Alcuni ricercatori della University of Arizona per la prima volta hanno creato un sistema olografico capace di trasmettere immagini in 3D in tempo reale. Per riuscire in questa scoperta, il gruppo di ricerca guidato da Nasser Peyghambarian ha messo insieme le caratteristiche di un nuovo polimero che fa da schermo e un sistema di registrazione ed elaborazione delle immagini basato su 16 telecamere. 

La possibilità di generare attraverso il computer ologrammi di oggetti statici era già stata mostrata oltre quarant'anni fa, ma da allora nessuno era riuscito nel passaggio da immagini ferme a ricostruzioni dinamiche. Ora il team di Scienze Ottiche dell'Università dell'Arizona ha sviluppato un apparecchio composto da un innovativo polimero fotorefrattivo capace di rappresentare video policromatici alla velocità di un fotogramma ogni due secondi. 

Diversamente da un normale monitor, il polimero fotorefrattivo non è formato da pixel, bensì da "hogel" (elementi olografici). Gli hogel del monitor, dunque, vengono attivati grazie a impulsi laser della durata di sei miliardesimi di secondo e rimangono accesi per diversi minuti, a meno di un nuovo segnale laser: in questo modo lo schermo riesce a rappresentare sia oggetti in movimento, sia immagini statiche con una tridimensionalità pressoché reale. 

Oltre a sviluppare il monitor olografico, gli studiosi hanno dimostrato come la tecnologia non necessiti di incredibili processori e possa anzi essere facilmente implementata per trasmettere immagini 3D anche tra luoghi distanti, sfruttando una normale connessione a internet. "La grande novità del nostro sistema è di consentire la telepresenza olografica, ovvero la possibilità di registrare immagini tridimensionali che possano essere viste in ogni parte del mondo in tempo reale", spiega Peyghambarian.


Via: La Repubblica