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Teletrasporto quantistico per la prima volta attraverso la fibra ottica


E se fosse possibile comportarsi come l’equipaggio della nave stellare Enterprise e teletrasportarsi in qualsiasi altra parte del mondo? Come essere umano, questo probabilmente non si potrà realizzare in tempi brevi, ma per un “quanto di luce” è quasi una realtà. In quello che è stato salutato come un importante passo avanti per dimostrare la fattibilità del teletrasporto quantistico, due gruppi indipendenti di scienziati sono riusciti a trasferire l’informazione quantistica su diverse miglia di reti commerciali in fibra ottica. Gli esperimenti, condotti nelle città di Calgary (Canada) e Hefei (Cina), sono descritti separatamente in due studi pubblicati sulla rivista Nature Photonics.

IBM: trasferimento dei dati ultraveloce con chip fotonici da 100 Gb/s


Un chip rivoluzionerà la trasmissione dei dati. Per la prima volta, i ricercatori IBM hanno progettato e testato un nuovo chip fotonico che presto consentirà la produzione di ricetrasmettitori ottici da 100 Gb/s. I data center potranno così beneficiare di velocità di trasmissione dei dati e larghezza di banda superiori per le applicazioni di cloud computing e Big data. “Rendere la tecnologia della fotonica del silicio pronta per un utilizzo commerciale diffuso aiuterà l’industria dei semiconduttori a tenere il passo con la continua crescita della domanda di potenza di calcolo, generata dai Big data e dai servizi cloud”, commenta Arvind Krishna, senior vice President e Director della Ricerca IBM.

Cancro, elettroni per radioguidare gli interventi di chirurgia oncologica


Una tecnica innovativa di chirurgia oncologica radioguidata è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’Infn e dell’Università “La Sapienza” di Roma, in collaborazione con altri enti di ricerca. È basata sull'utilizzo della radiazione 
beta- (β-), cioè gli elettroni, al posto della radiazione gamma, cioè i fotoni oggi comunemente impiegati. Lo studio è presentato in un articolo pubblicato nel numero di gennaio de The Journal of Nuclear Medicine (Jnm). La pubblicazione presenta i primi risultati della ricerca, che riguardano la sensibilità della tecnica su particolari tipi di tumore, quali meningiomi e gliomi di alto grado: la valutazione è statisticamente positiva per questi casi clinici.

Imec con Huawei nella tecnologia ottica a banda larga per i data link


Il centro di ricerca di nanoelettronica imec e Huawei, azienda leader nelle soluzioni di Information e Communication Technology, hanno compiuto un ulteriore passo in avanti nella tecnologia ottica per i data link. Questa importante innovazione sulle interconnessioni ottiche a base di silicio garantirà considerevoli benefici, tra cui l’alta velocità, la riduzione dei consumi energetici e dei costi. La fotonica del silicio è una tecnologia chiave che rivoluzionerà la comunicazione ottica, ponendo le basi per la creazione di ricetrasmettitori ottici con un alto grado di integrazione e bassa potenza per la trasmissione dei dati e per le telecomunicazioni. 

CNR filma il big-bang della luce che si trasforma in corrente elettrica


Come inizia il processo di trasformazione della luce del sole in corrente elettrica in una cella solare organica? La risposta arriva da gruppo di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) che ne ha realizzato un filmato in tempo reale, su una scala senza precedenti: milionesimi di miliardesimi di secondo. Lo studio, condotto dall'Istituto nanoscienze del Cnr a Modena (Nano-Cnr) e dall'Istituto di fotonica e nanotecnologie (Ifn-Cnr) a Milano, dimostra che i primissimi istanti della foto-conversione sono governati dalla natura quantistica di elettroni e nuclei, coinvolti in oscillazioni coerenti in tempi ultra-veloci.

Trasferita informazione quantistica da due fotoni separati in uno solo


Un team di ricercatori dell'Università La Sapienza, diretto da Fabio Sciarrino, e dell'Università di Napoli Federico II, diretto da Lorenzo Marrucci, ha dimostrato per la prima volta come sia possibile trasferire l'informazione quantistica inizialmente scritta in due o più fotoni separati in un solo fotone. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Nature Photonics".

Huawei annuncia soluzione PID di nuova generazione per Reti Metrò


Huawei, azienda leader mondiale dell'informazione e della comunicazione (ICT), fornitore di soluzioni, ha presentato un dispositivo integrato fotonico di nuova generazione (PID), soluzione per le reti metropolitane (MAN) al Forum TNMO a Londra. La nuova soluzione PID di Huawei adotta avanzati formati di modulazione e tecnologia di elaborazione del segnale digitale (DSP) per fornire trasmissioni economicamente efficienti ad alta capacità, inclusi i rate di 40 Gbit/s, 100 Gbit/s, 400 Gbit/s, e ancora più in alto. 

Sfruttando il leader del settore della tecnologia di gestione dispersione, questa soluzione può raggiungere la long-reach transmission fino a 80 km, senza la necessità di un progetto complesso al livello fotonico o unità ausiliarie, quali amplificatori ottici e moduli di compensazione di dispersione (DCM). Inoltre, la soluzione è altamente integrata in modo che il multi-service native transport è implementato su un singolo chip di 2 cm² . 

Utilizzando la soluzione PID di nuova generazione, Huawei ha sviluppato una smart line card per i suoi prodotti Hybrid MSTP. Las mart line card line card supporta il nativo e unificato trasporto dei diversi tipi di servizi (tra cui Ethernet, ATM e TDM) oltre una porta, così come l'evoluzione regolare tra questi servizi, proteggendo efficacemente gli investimenti infrastrutturali degli operatori. 

"L'aumento del traffico dati ha creato una crescente domanda di banda larga sulle reti metropolitane. Grazie al supporto per il multi-service transport e l'evoluzione della smooth network, la nuova generazione della soluzione PID di Huawei aiuta gli operatori a costruire reti future-ready, preservando i profitti dei tradizionali servizi vocali", ha dichiarato Jack Wang, Presidente della Transport Network Product Line di Huawei. 

Huawei è un fornitore leader di servizi di trasporto e prodotti di rete di trasporto di prima classe, tra cui soluzioni di rete end-to-end WDM/OTN/MS-OTN, MSTP/Hybrid MSTP, microwave e network solutions end-to-end. Secondo la società di consulenza Ovum, Huawei si è classificata n° 1 nel mercato della rete ottica globale nel 4° trimestre 2012. Hybrid MSTP utilizza un'architettura switch unificata e può ospitare sia la trasmissione tradizionale MSTP che la trasmissione dei pacchetti basata su MPLS/MPLS-TP.

Via: Huwaei
Foto: Huwaei

Fisica, realizzato micro laboratorio quantistico che funziona con luce


È in un chip di vetro di pochi centimetri il più piccolo laboratorio in grado di simulare fenomeni fisici quantistici di particolare complessità: a realizzarlo, una collaborazione tutta italiana tra ricercatori del dipartimento di Fisica dell'Università Sapienza di Roma, dell'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifn-Cnr) e del Politecnico di Milano. Il dispositivo utilizza i fotoni, cioè la luce, per trasmettere i dati e rappresenta un primo passo verso il processore del futuro, che avrà capacità e velocità di calcolo inaccessibili ai computer classici. Gli studi sono stati pubblicati sulle riviste "Nature Communications" e  "Nature Photonics".

Internet veloce, nuovo record in Australia: mille miliardi di bit al secondo


È stato battuto il record mondiale di velocità su Internet, con la trasmissione di dati al ritmo di mille miliardi di bit (un terabit) al secondo. Il test è avvenuto in Australia, con il gestore Telstra, nel collegamento ottico di 995 km fra Sydney e Melbourne, e la tecnologia che lo ha reso possibile è italiana, nata della collaborazione fra Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit) e l'azienda Ericsson. Nel test è stato raddoppiato il record precedente, di 448 milioni di bit al secondo, raggiungendo una velocità oggi impensabile, se non in laboratorio.

Ibm, lancia nuovo chip nanofotonico in silicio per grande traffico dati


IBM ha annunciato oggi un importante progresso nelle comunicazioni ottiche, verificando in ambiente di produzione la possibilità di utilizzare la luce, anziché i segnali elettrici, per trasmettere le informazioni nei computer del futuro. La tecnologia rivoluzionaria, chiamata “nanofotonica in silicio”, consente l’integrazione su di un unico chip di silicio di diversi componenti ottici fianco a fianco con circuiti elettrici, utilizzando per la fabbricazione, per la prima volta, una tecnologia inferiore a 100 nm. 

La nanofotonica in silicio sfrutta gli impulsi luminosi per la comunicazione e fornisce una super-autostrada su cui grandi volumi di dati possono spostarsi, a velocità elevate, tra i chip dei computer nei server, nei grandi data center e nei supercomputer, attenuando così le limitazioni poste dalla congestione del traffico di dati e dai costi elevati delle interconnessioni tradizionali. 

“Questa rivoluzione tecnologica è il risultato di più di dieci anni di ricerca pionieristica - spiega il Dr. John E. Kelly, Senior Vice President e Director di IBM Research - e ci consente di trasferire la tecnologia della nanofotonica in silicio nell’ambiente di produzione reale, con un impatto su una vasta gamma di applicazioni”. La quantità di dati creati e trasmessi attraverso le reti aziendali continua a crescere e la nanofotonica in silicio, ormai pronta per lo sviluppo commerciale, può consentire al settore di tenere il passo con la sempre più impegnativa domanda di prestazioni dei chip e di potenza di calcolo. 

Le imprese stanno entrando in una nuova era dell’informatica, che richiede ai sistemi la capacità di elaborare e analizzare in tempo reale enormi volumi di informazioni. La tecnologia della nanofotonica in silicio fornisce una risposta alle sfide poste dai Big Data, collegando senza soluzione di continuità varie parti dei grandi sistemi, sia che si trovino a pochi centimetri o a chilometri di distanza, e spostando terabyte di dati mediante impulsi luminosi attraverso le fibre ottiche. 


Lavorando sull’iniziale “proof of concept" del 2010, IBM ha risolto le sfide chiave legate al trasferimento della tecnologia della nanofotonica in una produzione commerciale a larga scala. Aggiungendo alcuni moduli specifici ad una linea di fabbricazione di CMOS da 90 nm ad alte prestazioni, diversi componenti nanofotonici in silicio, come Wavelength Division Multiplexer (WDM), modulatori e rivelatori vengono integrati fianco a fianco con i circuiti elettronici CMOS tradizionali. 

Di conseguenza, è possibile fabbricare, in una normale linea di produzione, singoli chip contenenti anche ricetrasmettitori per comunicazioni ottiche, con una significativa riduzione di costi rispetto agli approcci tradizionali. “Tra i diversi nodi di tecnologia CMOS disponibili in IBM, abbiamo scelto quello da 90 nm come base per integrare la nanofotonica in silicio, perché è in grado di soddisfare i requisiti prestazionali per le comunicazioni ottiche del prossimo decennio, al costo contenuto desiderato”, spiega il Dr. Yurii A. Vlasov, Manager del Silicon Nanophotonics Project in IBM Research

La tecnologia della nanofotonica CMOS di IBM dimostra la possibilità di costruire ricetrasmettitori in grado di superare una velocità di trasmissione dati di 25 Gbps per canale. Inoltre, questa tecnologia è in grado di alimentare una serie di flussi di dati ottici paralleli su di un’unica fibra, utilizzando dispositivi WDM “on-chip” compatti. La capacità di scambiare simultaneamente grandi flussi di dati in parallelo, a velocità di trasmissione elevate, consentirà la scalabilità futura delle comunicazioni ottiche, che saranno in grado di scambiare terabyte di dati tra parti distanti dei sistemi informatici. 

Ulteriori dettagli saranno presentati questa settimana dal Dr. Solomon Assefa, in occasione dell’International Electron Devices Meeting (IEDM) dell’IEEE, in una conferenza dal titolo “A 90nm CMOS Integrated Nano-Photonics Technology for 25Gbps WDM Optical Communications Applications.” Altri contributi presentati da IBM all’IEDM possono essere consultati qui. Per ulteriori informazioni sul progetto si rimanda al sito http://www.research.ibm.com/photonics.

Fonte: IBM

Nobel Fisica a Haroche e Wineland per orologi atomici e i pc quantistici


Il Premio Nobel 2012 per la Fisica è stato assegnato al francese Serge Haroche e allo statunitense David Wineland per aver aperto "una nuova era" nella fisica quantistica con le loro ricerche sull'interazione tra fisica e materia. I due scienziati sono stati premiati per "i rivoluzionari metodi sperimentali che hanno permesso la misurazione e la manipolazione dei sistemi quantistici individuali", si legge nella motivazione dell'accademia reale svedese.

Ricerca: inaugurata nuova sede Ericsson nel parco tecnologico Genova


A Genova è stata inaugurata la nuova sede della multinazionale Ericsson che sorge all’interno del parco tecnologico degli Erzelli. L’azienda svedese, leader nel campo delle telecomunicazioni, è la prima ad insediarsi nel nuovo parco scientifico e tecnologico del capoluogo ligure. Alla cerimonia di inaugurazione del 24 maggio scorso hanno preso parte il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando ed il nuovo sindaco di Genova, Marco Doria.

Ericsson è solo la prima delle aziende che si trasferiranno agli Erzelli. "L’apertura della nuova sede di Ericsson agli Erzelli - ha dichiarato Burlando - è un evento simbolico che fa parte di un disegno vasto che ha trovato energie professionali, intellettuali e imprenditoriali per svilupparsi e che ha l’ambizione di poter ospitare tante altre realtà scientifiche e tecnologiche. Auguriamo a questa sfida ogni successo perché - ha concluso il governatore ligure - c’è bisogno di cose nuove in questa città e in questo Paese".


"Una città che prevede di raddoppiare i traffici portuali, che realizza un investimento come Erzelli e che si reinventa completamente come città turistico ricettiva ha colto gli elementi fondamentali di una nuova fase di crescita. Senza la quale non saremo più in grado di difendere il sociale perché per distribuire ricchezza bisogna produrla, senza indebitarci ancora", ha evidenziato.  Il progetto del parco tecnologico è disponibile all'indirizzo http://www.bellini.it/architecture/genova_erzelli.html.


Nel nuovo centro Ericsson lavoreranno mille dipendenti, impegnati nella progettazione delle reti ottiche e a banda larga di nuova generazione. Di questi, oltre la metà (550) sono i ricercatori impegnati nello sviluppo di tecnologie che consentiranno di trasmettere dati a una velocità di oltre 10 Terabit al secondo su fibra e di tecnologie ottiche che permetteranno di aumentare la velocità di trasmissione dati di 50.000 volte rispetto alle attuali.

Le soluzioni tecnologiche studiate nei laboratori di Genova consentiranno di trasmettere in un secondo una quantità di dati pari a 20 film in alta definizione, 1.500 film in qualità standard, 20 milioni di videochiamate o centinaia di milioni di telefonate standard. Per Ericsson non è l’unico centro ricerca italiano: "Ne abbiamo quattro, oltre a Genova siamo a Pisa, Milano e Pagani", ha detto Alessandro Pane, Responsabile mondiale per lo sviluppo delle reti ottiche e tecnologie fotoniche oltre che Direttore Ricerca & Sviluppo Ericsson Italia.