Visualizzazione post con etichetta Tumori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tumori. Mostra tutti i post

IOSI, guarito dal tumore grazie a staminali modificate: il primo caso


Lo scorso mese di agosto si annunciava l’apertura presso l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) di uno studio clinico internazionale che confronta l’autotrapianto di cellule staminali periferiche verso un’innovativa terapia a base di linfociti T geneticamente modificati denominati Chimeric Antigen Receptor T–cells. Il trattamento è indicato per i pazienti affetti da linfomi B aggressivi che non rispondono al trattamento classico. Nelle scorse settimane è stato trattato con CAR T cells il primo paziente ticinese nell’ambito di questo studio. La cura ha avuto successo, ottenendo in pochi giorni la scomparsa del tumore. La nuova tecnica genica è attualmente in fase di sperimentazione.

Enea-Ire, vaccini genetici per lotta a tumori e malattie: nasce la GGV


Dalla collaborazione pluridecennale tra ENEA e IRE di Roma nasce la piattaforma “Green Genetic Vaccine” (GGV), una strategia innovativa basata su due brevetti per la produzione rapida, sicura e a basso costo di vaccini genetici potenziati con sequenze di DNA vegetale. Finanziate anche grazie al 5xMille destinato all’ENEA, queste  innovazioni ad effetto immuno-stimolante sono in grado di prevenire o curare patologie tumorali e malattie infettive, come quelle da Papillomavirus umano (HPV), SARS, Zika e influenza. I vaccini genetici sono stati già commercializzati in campo veterinario e numerosi studi clinici in fase avanzata stanno valutando nuove applicazioni per uso umano.

Stanford, vaccino per distruggere cancro: al via trial su esseri umani


L'iniezione di quantità minuscole di due agenti immunostimolanti direttamente nei tumori solidi può eliminare ogni traccia di cancro nei topi, comprese metastasi distanti e non trattate, secondo uno studio condotto da ricercatori della Stanford University School of Medicine. L'approccio funziona per molti diversi tipi di cancro, compresi quelli che si presentano spontaneamente. I ricercatori ritengono che l'applicazione locale di piccolissime quantità di queste due sostanze potrebbe servire come terapia per il cancro rapida e relativamente poco costosa, che difficilmente può causare gli effetti collaterali negativi spesso osservati con la stimolazione immunitaria a livello del corpo.

Salute, radiazioni da ripetitori e telefonini: accrescono rischio tumori


Un lieve aumento di tumori al cuore e al cervello, dovuto all'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RFR), emesse da ripetitori della telefonia mobile e a quelle, più dirette sull'organismo, emesse dai cellulari. Sono i primi dati dello studio appena pubblicato su "Environmental Research" dall'Istituto Ramazzini di Bologna, attraverso il Centro di ricerca sul cancro "Cesare Maltoni" - che ha analizzato gli effetti sui topi dei ripetitori in un lavoro finanziato, tra gli altri, da Arpa e Regione Emilia Romagna - e della ricerca "associata" del National Toxicologic Program (NTP) americano sui telefoni cellulari. Due analisi che hanno riscontrato le stesse tipologie di tumore sugli animali da laboratorio.

OPBG, cellule riprogrammate contro leucemia: primo bimbo salvato


Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. È quello che hanno fatto i medici e i ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma con un bambino di 4 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, refrattario alle terapie convenzionali. Si tratta del primo paziente italiano curato con questo approccio rivoluzionario all'interno di uno studio accademico, promosso dal Ministero della Salute, Regione Lazio e AIRC. Ad un mese dall'infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambino Gesù, il piccolo paziente sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.

Salute, nuovo studio su e-cigarette: possono arrecare danni al DNA


Le sigarette elettroniche non sono più salutari di quelle tradizionali e possono creare malattie come il tumore. I vapori delle e-cig possono concorrere allo sviluppo di malattie ad eziologia complessa come le patologie tumorali. Lo rivela un’indagine tossicologica guidata dal Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna. I vapori generati dalle sigarette elettroniche possono causare seri danni alla salute. Lo rivela un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricerca multidisciplinare coordinato da Moreno Paolini, docente del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, i cui risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports-Nature.

Tumori, grafene intelligente uccide solo cellule malate: stop chemio


Uccidere selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane è possibile. Tra gli studi che negli ultimi anni stanno cercando di trovare una soluzione alla carica aggressiva della chemio e della radioterapia, ce n'è anche uno dell'Università degli Studi di Sassari, pubblicato nella rivista scientifica "Angewandte Chemie". Senior author è Lucia Gemma Delogu, biochimico e ricercatrice del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell'Ateneo, che ha coordinato una squadra interdisciplinare e internazionale composta tra gli altri da Ester Vazquez dell'Università di Castilla La Mancha, Alberto Bianco del CNRS di Strasburgo e Maurizio Prato dell'Università di Trieste.

Tumori, scoperta una molecola capace di uccidere le cellule malate


La ricerca dellʼUniversità di Padova si concentra sul funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Un gruppo di ricercatori ha posto le basi per una nuova terapia antitumorale, tra gli aspetti più complessi dell'assistenza medica. Sintetizzate a Padova nuove molecole che bloccano farmacologicamente il funzionamento del canale ionico Kv1.3 mitocondriale e causano l’alterazione della funzioni dei mitocondri. Queste molecole sono in grado di causare nelle cellule tumorali che esprimono la proteina Kv1.3 un'eccessiva produzione di radicali liberi dell’ossigeno. Ciò provoca un forte stress ossidativo nelle cellule cancerose, ma risparmia le cellule sane.

Realizzata la prima cellula staminale sintetica senza il rischio cancro


Funziona la prima cellula staminale sintetica. I ricercatori della North Carolina State University, della University of North Carolina a Chapel Hill  (Usa) e del Primo Ospedale Affiliato della Zhengzhou University (Cina) hanno sviluppato una versione sintetica di una cellula staminale cardiaca. Queste cellule staminali sintetiche offrono benefici terapeutici paragonabili a quelli da cellule staminali naturali e potrebbero ridurre alcuni dei rischi connessi alle terapie con cellule staminali. Inoltre, queste cellule hanno una migliore stabilità di conservazione e la tecnologia è generalizzabile ad altri tipi di cellule staminali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Ricerca: leucemia mieloide acuta, scoperto DNA alieno in pazienti


Lo studio è appena stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports ed è una ricerca tutta made in Italy, anzi tutta made in Milano grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e gli ematologi dell’Ospedale Niguarda. Il lavoro, completamente autofinanziato con il sostegno delle Associazioni di Volontariato (Associazione Malattie del Sangue Onlus di Milano e Como Hematology and Oncology di Como), è una rivoluzione che apre a nuovi scenari, mai ipotizzati prima, per le cure e per la comprensione dei meccanismi che portano all’instaurarsi di una patologia oncologica che colpisce le cellule del sangue: la leucemia mieloide acuta.

Salute: CNR, ecco perché il succo di mela ha proprietà antitumorali


Il rischio di sviluppare il cancro del colon dipende molto da fattori dietetici. Alimenti con proprietà antiossidanti sono noti per ridurre la probabilità di sviluppare questo tipo di cancro. Gli antiossidanti sono elementi chiave nella prevenzione del cancro, perché stabilizzano i radicali liberi altamente reattivi che altrimenti possono danneggiare il DNA e iniziare il processo di sviluppo del cancro. Se si guarda alla lista di frutti con alti contenuti di antiossidanti la mela ne è un concentrato. Tuttavia, poco si sa ancora sui rapporti molecolari tra alimentazione e tumore. Una nuova ricerca italiana spiega in che modo alcune molecole contenute nel frutto agiscono sulle cellule tumorali.

Robot chirurgico per interventi al cervello finanziato da Horizon 2020


Sarà una sonda robotica lo strumento essenziale ai chirurghi negli interventi al cervello. Un team di ricercatori di istituti internazionali, tra cui il Politecnico di Milano, l'Università degli Studi di Milano e l'Università Vita-Salute San Raffaele, guidati dal professor Ferdinando Rodriguez y Baena, esperto in robotica medica dell'Imperial College di Londra, hanno ricevuto un finanziamento di 8,3 milioni di euro dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Horizon 2020, per sviluppare e sperimentare una sonda robotica flessibile e controllabile di nuova generazione, che permetterà di raggiungere e curare regioni profonde del cervello in tutta sicurezza per il paziente.

Gruppo di ricerca Unipd dimostra come respirano le cellule staminali


Gruppo di medici dell’Unipd dimostra come “respirano” le cellule staminali. Il team di ricerca coordinato da Graziano Martello del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova dimostra per la prima volta in vitro il ruolo giocato dal fattore di trascrizione STAT3* nella respirazione delle cellule staminali embrionali. Lo studio pubblicato su EMBO Journal spiega un particolare meccanismo metabolico legato alla respirazione delle cellule staminali embrionali (ES, ESc, Embryo Stem Cells). Il fattore di trascrizione STAT3, appartenente alla famiglia di proteine STAT, sarebbe in grado di controllare l’attività dei mitocondri, ossia dei “polmoni” delle cellule ES.

Nuovi studi ResearchKit di Apple per autismo, epilessia e melanoma


Il ResearchKit di Apple sta rendendo possibili nuovi studi clinici su autismo, epilessia e melanoma. ResearchKit trasforma l’iPhone in uno strumento prezioso per la ricerca medica, aiutando dottori, scienziati e altri ricercatori a raccogliere i dati dei partecipanti con maggiore frequenza e precisione, grazie alle app per iPhone. Con ResearchKit, i partecipanti alla ricerca possono usufruire di una procedura interattiva per fornire il proprio consenso informato, completare facilmente le attività previste o inviare risposte ai sondaggi e scegliere come condividere con i ricercatori i dati relativi alla propria salute, contribuendo così alla ricerca medica nel modo più facile possible.

Salute: campagna Lilt Nastro rosa for woman contro tumore al seno


Al via la campagna dedicata alla diagnosi precoce del tumore al seno della LILT. A Ottobre ritorna “Lilt For Women - Campagna Nastro Rosa” della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, quest’anno, avrà come slogan “Fai prevenzione: proteggilo anche tu!”. E’ lo slogan della XXIII edizione della Campagna - patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute - alla quale darà volto l’artista Anna Tatangelo, testimonial 2015. L’iniziativa, come consuetudine, ha lo scopo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella.

Cnr: modello matematico spiega la recidiva del tumore alla prostata


Ricercatori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare Icb-Cnr e del dipartimento di matematica dell’Università di Portsmouth, confermano che la resistenza tipica del cancro alla prostata potrebbe essere causata dalle stesse terapie ormonali utilizzate per curarlo. I risultati della ricerca, ottenuti tramite simulazioni, se supportati dalla sperimentazione potrebbero dare indicazioni utili per migliorare l’efficacia dei trattamenti. Lo studio, pubblicato su Cancer Research, è stato segnalato su Nature Review Urology. L’elevato tasso di ricaduta che caratterizza il tumore alla prostata potrebbe essere attribuibile anche agli effetti delle terapie ormonali impiegate per contrastarlo.

SUN: tumore al cervello, pianta mediterranea uccide cellule maligne


I ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli (SUN) hanno dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Rutaceae, è capace di uccidere le cellule del tumore cerebrale risparmiando tuttavia quelle neuronali non proliferanti. Una pianta mediterranea uccide le cellule maligne di un tumore cerebrale. Uno studio effettuato da ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens e’ capace di uccidere cellule di glioblastoma risparmiando tuttavia le cellule neuronali non proliferanti e differenziate.

Leucemia: IEO con Rasna Therapeutics per nuovi farmaci molecolari


L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), attraverso la propria società di trasferimento tecnologico, TTFactor srl, ha concluso un importante accordo di collaborazione con la società inglese Rasna Therapeutics Ltd per la ricerca, sviluppo e commercializzazione di una nuova classe di farmaci che agiscono sul codice epigenetico delle leucemie. L’accordo prevede la licenza di cinque famiglie di brevetti su due classi di inibitori selettivi dell’enzima Lysine Specific Demethylase-1 (LSD1 o KDM1A), frutto della ricerca del programma di Drug Dicovery Accademico di IEO, diretto dai ricercatori Prof. Pier Giuseppe Pelicci, Dr. Mario Varasi e Prof. Saverio Minucci.

Cancro, elettroni per radioguidare gli interventi di chirurgia oncologica


Una tecnica innovativa di chirurgia oncologica radioguidata è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’Infn e dell’Università “La Sapienza” di Roma, in collaborazione con altri enti di ricerca. È basata sull'utilizzo della radiazione 
beta- (β-), cioè gli elettroni, al posto della radiazione gamma, cioè i fotoni oggi comunemente impiegati. Lo studio è presentato in un articolo pubblicato nel numero di gennaio de The Journal of Nuclear Medicine (Jnm). La pubblicazione presenta i primi risultati della ricerca, che riguardano la sensibilità della tecnica su particolari tipi di tumore, quali meningiomi e gliomi di alto grado: la valutazione è statisticamente positiva per questi casi clinici.

Tumori: ricerca italiana scopre proteina in grado di spegnere cancro


Uno studio dell'Istituto Humanitas di Rozzano svela un meccanismo "nuovo e unico" che potrebbe portare a una cura concreta. Esiste un gene capace di "spegnere" il cancro non - come tutti gli altri oncosoppressori fino ad oggi noti - agendo sulla cellula tumorale, bensì tenendo sotto controllo l'infiammazione che favorisce l'insorgenza e lo sviluppo del tumore. La scoperta, frutto di uno studio* coordinato dal prof. Alberto Mantovani e finanziato da AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro - è stata pubblicata su Cell, rivista scientifica di massima autorevolezza.