Domenica mattina alle due (che diventeranno automaticamente le 3), come ogni anno nell'ultima domenica di marzo, sarà il momento di cambiare nuovamente l'orario. Cadrà infatti nel weekend di Pasqua, e prima del lunedì di Pasquetta, il passaggio all'ora legale. Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo torna l'ora legale in Italia, che durerà per i prossimi sette mesi. Per effetto dello spostamento delle lancette degli orologi un'ora in avanti, Terna - la società che gestisce la rete elettrica nazionale - stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 580 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di oltre 200 mila famiglie.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Bollette energetiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bollette energetiche. Mostra tutti i post
Terna, con ora legale risparmi in bolletta da 95 mln: torna mini jet-lag
Domenica mattina alle due (che diventeranno automaticamente le 3), come ogni anno nell'ultima domenica di marzo, sarà il momento di cambiare nuovamente l'orario. Cadrà infatti nel weekend di Pasqua, e prima del lunedì di Pasquetta, il passaggio all'ora legale. Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo torna l'ora legale in Italia, che durerà per i prossimi sette mesi. Per effetto dello spostamento delle lancette degli orologi un'ora in avanti, Terna - la società che gestisce la rete elettrica nazionale - stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 580 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di oltre 200 mila famiglie.
Casa: report Cgil, per oltre 3 milioni di famiglie è spesa insostenibile
Spese, bollette, tasse, mutuo o affitto. La combinazione di queste voci rende il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile e causa preponderante dello scivolamento di gran parte delle famiglie italiane verso la povertà. Un rapporto della Cgil, dal titolo "Costi dell'abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio", rileva come la spesa che incide maggiormente nelle famiglie italiane è quella per la casa: in media è infatti pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie.
Secondo l'analisi del sindacato, le spese mensili per il mantenimento di un appartamento in proprietà e in affitto, ammontano oggi, in media, rispettivamente a 1.150 euro nel primo caso e 1.515 nel secondo. "Cifre lievitate negli anni anche a seguito dei continui aumenti delle tariffe (luce, riscaldamento, gas e acqua) e della recente introduzione dell'Imu", afferma la responsabile politiche abitative della Cgil Nazionale, e curatrice dello studio, Laura Mariani, secondo la quale, tali costi, "rischiano di lievitare ancora a causa degli aumenti previsti con la nuova Tares e con l'incremento dell'Iva che inciderà sui costi connessi alle spese di manutenzione".
Nella sezione "numeri del disagio abitativo" contenuta nello studio Cgil si legge inoltre che nel corso dell'ultimo decennio gli affitti sono incrementati del 130% per i contratti rinnovati (per arrivare alla cifra media di 740 euro mensili nel 2012) e del 150% per i nuovi contratti (1.100 euro mensili), mentre i costi degli immobili hanno registrato aumenti del 50% fino a +100% nei grandi centri. "Pur a fronte di una significativa flessione delle compravendite di abitazioni, i prezzi non hanno subito un calo equiparabile", spiega ancora Mariani.
Incrementi esponenziali si sono registrati anche per gli sfratti per morosità, aumentati del 100%: secondo lo studio infatti gli alti costi legati alla casa hanno concorso ad aumentare le morosità, pari all'87% degli sfratti emessi nel 2011, per un totale di 240 mila negli ultimi 5 anni. Lo studio della Cgil riporta i risultati di un monitoraggio, condotto nel 2012, su un campione di mille famiglie sottoposte a sfratto per morosità. I dati evidenziano l'aumento di "morosità incolpevoli", legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l'abitazione.
Nel monitoraggio si rileva che i giovani, con età inferiore a 35 anni, rappresentano il 21% del totale delle famiglie con sfratto per morosità. Si tratta perlopiù di lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell'ultimo biennio il posto di lavoro. Le famiglie di migranti rappresentano invece il 26% del totale. Infine i nuclei composti da anziani rappresentano il 38% del totale delle famiglie. In generale il 35% dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro.
Ma non c'è solo la dinamica degli affitti, il report segnala che sono aumentati anche i pignoramenti "perché diventa sempre più insostenibile il pagamento del mutuo". Tra il 2008 e il 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38.000). Per ultimo una proiezione contenuta nello studio Cgil prevede che, senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria causa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti.
La casa rappresenta ancora nel nostro paese il costo che grava maggiormente sul reddito familiare e che è tra i fattori di scarsa autonomia dei giovani", sostiene il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: "L'alleggerimento delle spese complessive del costo dell'abitare sono una delle emergenze sociali da affrontare poiché tra tassazione, mutui, affitti e manutenzioni, i costi per le famiglie, giovani e anziani sono insostenibili". Per Sorrentino è necessario "un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto all'evasione sui fitti e un intervento sull'Imu. Misure indispensabili per evitare di precipitare migliaia di famiglie nella povertà ed emarginazione".
Fonte: Cgil
Autorità Energia: dal 1° aprile scendono bollette gas -4,2%, luce -1%
Dal prossimo mese di aprile le bollette dell’energia elettrica diminuiranno dell’1% (che si aggiunge al -1,4% di gennaio) e quelle del gas del 4,2%, con un risparmio complessivo di circa 60 euro su base annua, di cui 5 euro per l’energia elettrica e circa 55 euro per il gas. Lo ha deciso l’Autorità per l’energia nell’aggiornamento trimestrale per le famiglie e le piccole imprese servite in tutela. In diminuzione da aprile anche il prezzo del gpl che registra un calo dello 0,5% dopo il -1,6% di marzo e il -3,8% di febbraio.
La decisa riduzione della bolletta del gas - la prima dopo tre anni - riporta il prezzo della materia prima a valori inferiori a quelli di un anno fa (35 c € a metro cubo di oggi contro i circa 36 c € del 1° aprile 2012) grazie all’attuazione della prima fase della riforma del gas, introdotta dopo un’ampia consultazione pubblica. Con questo primo passo e il percorso previsto dalle successive fasi della riforma, si arriverà entro fine anno ad un calo di almeno il 7% della bolletta gas, con un risparmio complessivo di circa 90 euro a famiglia.
“Siamo di fronte a un passaggio netto, un momento di cesura che ha richiesto determinazione e rigore tecnico per progettare e avviare una riforma che consentisse di trasferire ai consumatori i benefici del mutamento di paradigma nei mercati del gas. Una riforma - ha sottolineato il Presidente dell’Autorità Guido Bortoni - che prende il via da un’idea semplice: partire dal prezzo del gas quale motore per l’efficientamento complessivo del settore energia in Italia”.
“Tutto ciò - ha proseguito - attraverso un percorso innovatore, strutturato in più fasi, con l’ascolto delle parti coinvolte e nel rispetto della gradualità prevista dal decreto “Cresci Italia”; un decreto legge varato dal Governo nel gennaio 2012, convertito dal Parlamento nella legge n.27 del 2012, incipit alla riforma stessa”. “Il calo delle bollette di oggi è il primo effetto concreto di questa riforma complessiva per trasferire ai consumatori i benefici derivanti dallo sviluppo di un mercato all’ingrosso del gas più concorrenziale in Italia, iniziato con l’avvio del mercato di bilanciamento di merito economico” ha concluso Bortoni.
In uno scenario di forte contrazione della domanda di energia, il nuovo sistema di bilanciamento introdotto dall’Autorità nel dicembre 2011 ha contribuito - insieme ad altri - interventi di regolazione e alle recenti regole europee sull’allocazione della capacità di trasporto e la gestione delle congestioni - alla riduzione dello spread con il resto d’Europa.
Tutto ciò ha portato alla discesa dei prezzi all’ingrosso rispettivamente del 20% per il gas e del 15% per l’energia elettrica prodotta da questa fonte, consentendo di arrivare da un lato all’attuale allineamento dei prezzi all’ingrosso del gas italiani con quelli europei e, dall’altro, alla forte riduzione del differenziale di prezzo nazionale-estero per l’energia elettrica. In prospettiva, la riforma traguarda anche verso altri risultati che riguardano, in particolare la progressiva diminuzione del peso dei contratti di lungo termine nel prezzo della materia prima gas per le famiglie e il suo ‘disaccoppiamento’ da quello del petrolio. Le delibere con gli aggiornamenti trimestrali per energia elettrica e gas sono pubblicate sul sito www.autorita.energia.it.
Fonte: Autorità Energia
Iscriviti a:
Post (Atom)


