La polizia potrà fare uso di piccole telecamere indossabili nel corso di manifestazioni pubbliche, ma solo in caso di effettiva necessità. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha fornito il suo parere sul nuovo sistema di ripresa avviato in via sperimentale dal Dipartimento di pubblica sicurezza in quattro città, Torino, Milano, Roma e Napoli.Il sistema prevede l'assegnazione agli agenti di polizia di telecamere indossabili di ridotte dimensioni, da attivare nei casi in cui si verifichino situazioni di criticità in occasione di manifestazioni pubbliche.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Sicurezza, Privacy: ok dal Garante per le telecamere su divisa Polizia
La polizia potrà fare uso di piccole telecamere indossabili nel corso di manifestazioni pubbliche, ma solo in caso di effettiva necessità. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha fornito il suo parere sul nuovo sistema di ripresa avviato in via sperimentale dal Dipartimento di pubblica sicurezza in quattro città, Torino, Milano, Roma e Napoli.Il sistema prevede l'assegnazione agli agenti di polizia di telecamere indossabili di ridotte dimensioni, da attivare nei casi in cui si verifichino situazioni di criticità in occasione di manifestazioni pubbliche.
Anonymous attacca sito sindacato Polizia Siulp, violati 16mila account
Il sito del più grande sindacato italiano di polizia, il Siulp, è stato attaccato da Anonymous, il collettivo di hacker che proprio una settimana fa aveva visto quattro suoi esponenti finire agli arresti della polizia postale. Su Facebook la pagina di Operation Payback Ita un post annuncia l'attacco e, come spiega l'AGI, l'azione che avrebbe portato anche alla violazione di ben 16mila account email degli iscritti è stata rivendicata da Anonymous sul suo blog http://anon-news.blogspot.it/
Casa: report Cgil, per oltre 3 milioni di famiglie è spesa insostenibile
Spese, bollette, tasse, mutuo o affitto. La combinazione di queste voci rende il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile e causa preponderante dello scivolamento di gran parte delle famiglie italiane verso la povertà. Un rapporto della Cgil, dal titolo "Costi dell'abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio", rileva come la spesa che incide maggiormente nelle famiglie italiane è quella per la casa: in media è infatti pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie.
Secondo l'analisi del sindacato, le spese mensili per il mantenimento di un appartamento in proprietà e in affitto, ammontano oggi, in media, rispettivamente a 1.150 euro nel primo caso e 1.515 nel secondo. "Cifre lievitate negli anni anche a seguito dei continui aumenti delle tariffe (luce, riscaldamento, gas e acqua) e della recente introduzione dell'Imu", afferma la responsabile politiche abitative della Cgil Nazionale, e curatrice dello studio, Laura Mariani, secondo la quale, tali costi, "rischiano di lievitare ancora a causa degli aumenti previsti con la nuova Tares e con l'incremento dell'Iva che inciderà sui costi connessi alle spese di manutenzione".
Nella sezione "numeri del disagio abitativo" contenuta nello studio Cgil si legge inoltre che nel corso dell'ultimo decennio gli affitti sono incrementati del 130% per i contratti rinnovati (per arrivare alla cifra media di 740 euro mensili nel 2012) e del 150% per i nuovi contratti (1.100 euro mensili), mentre i costi degli immobili hanno registrato aumenti del 50% fino a +100% nei grandi centri. "Pur a fronte di una significativa flessione delle compravendite di abitazioni, i prezzi non hanno subito un calo equiparabile", spiega ancora Mariani.
Incrementi esponenziali si sono registrati anche per gli sfratti per morosità, aumentati del 100%: secondo lo studio infatti gli alti costi legati alla casa hanno concorso ad aumentare le morosità, pari all'87% degli sfratti emessi nel 2011, per un totale di 240 mila negli ultimi 5 anni. Lo studio della Cgil riporta i risultati di un monitoraggio, condotto nel 2012, su un campione di mille famiglie sottoposte a sfratto per morosità. I dati evidenziano l'aumento di "morosità incolpevoli", legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l'abitazione.
Nel monitoraggio si rileva che i giovani, con età inferiore a 35 anni, rappresentano il 21% del totale delle famiglie con sfratto per morosità. Si tratta perlopiù di lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell'ultimo biennio il posto di lavoro. Le famiglie di migranti rappresentano invece il 26% del totale. Infine i nuclei composti da anziani rappresentano il 38% del totale delle famiglie. In generale il 35% dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro.
Ma non c'è solo la dinamica degli affitti, il report segnala che sono aumentati anche i pignoramenti "perché diventa sempre più insostenibile il pagamento del mutuo". Tra il 2008 e il 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38.000). Per ultimo una proiezione contenuta nello studio Cgil prevede che, senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria causa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti.
La casa rappresenta ancora nel nostro paese il costo che grava maggiormente sul reddito familiare e che è tra i fattori di scarsa autonomia dei giovani", sostiene il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: "L'alleggerimento delle spese complessive del costo dell'abitare sono una delle emergenze sociali da affrontare poiché tra tassazione, mutui, affitti e manutenzioni, i costi per le famiglie, giovani e anziani sono insostenibili". Per Sorrentino è necessario "un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto all'evasione sui fitti e un intervento sull'Imu. Misure indispensabili per evitare di precipitare migliaia di famiglie nella povertà ed emarginazione".
Fonte: Cgil
Social network vietati ai dipendenti Rai, viale Mazzini: nessun bavaglio
Mentre cresce il dibattito sulle nomine Rai di Monti, il direttore generale dirama una comunicazione interna che estende a internet, in particolare Facebook e Twitter, le regole sulle "dichiarazioni agli organi di stampa", da parte di dipendenti o collaboratori Rai. A firmarle è proprio il direttore generale Lorenza Lei che il premier, in quanto ministro dell'Economia e azionista di maggioranza della Rai, vorrebbe sostituire con Luigi Gubitosi. Il documento, pubblicato da Repubblica, porta la data dell'8 giugno 2012.
"Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell’Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione". E ancora: "Alla luce dell’evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito (da quelle circolari) con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari…"
"Non si era mai assistito ad un bavaglio in rete imposto con una circolare - commenta il senatore Pancho Pardi, capogruppo IdV in commissione di Vigilanza Rai -. Mi auguro che la Lei smentisca al più presto e che sui social la sua minaccia sortisca l'effetto contrario. Nessuno può mettere il bavaglio all’ultimo scampolo di libertà che, al momento, è rimasto". In un comunicato congiunto Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater commentano la circolare che il direttore generale ha emanato sulla diffusione, anche sui social network, di dichiarazioni "improprie".
"Il Direttore Generale uscente, Lorenza Lei, dovrebbe sapere che gli obblighi dei lavoratori rispetto ai comportamenti da adottare nel rapporto di lavoro, comprensivo della lealtà e della professionalità nei confronti dell'azienda, sono sanciti nel Contratto Collettivo di Lavoro come definito dalle parti e dalla legge 300 del 1970. Qualunque altro testo, per quanto protocollato, ma definito unilateralmente dall'Azienda non ha alcun valore legale nè potrebbe essere utilizzato per contestazioni disciplinari o in eventuale giudizio".
Nessun bavaglio Rai ai dipendenti in materia di dichiarazioni ai social network, le norme relative alle dichiarazioni agli organi di informazioni esistono già da tempo e sono state contestualizzate - come lo stesso Cda ha richiesto che avvenisse - alle nuove modalità di comunicazione mediatica ormai in atto. E' la precisazione che arriva in serata dall'azienda di viale Mazzini dopo le polemiche innescate da una circolare interna della direzione generale che si richiamava appunto alla normativa in vigore.
Via: Blitz Quotidiano
iPhone 4S disponibile in Italia, sciopero dell'Apple Store Roma Est
File tranquille e niente ressa: così, questa mattina, è partita in Italia la vendita dell’iPhone 4S, scongiurata l'offensiva legale Samsung e dopo il lancio negli Stati Uniti e altri sei paesi. Il “day-one” in Italia del nuovo smartphone targato Apple è stato però contrassegnato da un protesta di alcuni dipendenti dell’Apple Store di Roma Est che chiedono all’azienda miglioramenti delle condizioni lavorative.
“Noi della Mela siamo alla frutta” e “Strike different”, contraltare del famoso “Think Different”: è contraddistinta da questi slogan la protesta di una parte dei dipendenti dell’Apple Store di Roma Est che stamattina, in coincidenza con il lancio dell’iPhone 4S in Italia, hanno scioperato.
"All’azienda chiediamo - sottolinea Giancarlo Desiderati, segretario provinciale del sindacato Flaica - una maggiore consultazione su scelte, passaggi di qualifica, mansioni e aumenti di livello. La nostra non è solo una rivendicazione economica, ma la richiesta di maggiore consultazione dei dipendenti in un’azienda che ha per filosofia quello di voler condividere tutto".
La protesta è partita dallo store di Roma perché "è il primo aperto in Italia - aggiunge Desiderati - ci hanno contatto i lavoratori degli altri store Apple, nei prossimi giorni la protesta/proposta d’incontro sarà estesa anche ad altri negozi". Il nuovo smartphone Apple ha venduto 4 milioni di esemplari in un solo weekend, quello del 14 ottobre, quando è stato messo in commercio in Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna. iPhone 4S e' uno smartphone tutto nuovo, dal software all'hardware, ma con lo stesso chassis della versione precedente.
I miglioramenti sono molti (come il nuovo processore, lo stesso dell'iPad, che raddoppia la potenza e la velocità dell'iPhone, o come la fotocamera, che arriva a 8 megapixel e ha un sistema di lenti totalmente rinnovato, l'integrazione con iCloud) o la doppia antenna per migliorare la ricezione. Il nuovo modello dell'iPhone, nelle due versioni nera e bianca, con le classiche configurazioni da 16, 32 e 64 gigabyte, è distribuito da Vodafone, Tim e 3, con prezzi leggermente più alti che nel resto d'europa, ma molte offerte contrattuali diverse.
Fonte: Il Secolo XIX
Via: La Repubblica
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