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eFattura, ancora criticità dopo 5 mesi da obbligo: Siav è partita bene


A 5 mesi dall’entrata in vigore della fatturazione elettronica B2B, i clienti SIAV sono soddisfatti. Sono 541 i milioni di fatture elettroniche circolate attraverso il Sistema di Interscambio da gennaio ad aprile 2019, stando ai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. La maggior parte delle imprese italiane infatti, da cinque mesi a questa parte, emette e riceve fatture esclusivamente in formato elettronico. Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano*, per ottemperare alla normativa nel modo più appropriato, circa il 75%  di esse si è affidata, in toto o in parte, a servizi in outsourcing offerti da organizzazioni ICT specializzate nella gestione digitale di documenti e processi aziendali.

Acquisti online, fine geoblocking dal 3 dicembre: nuove regole in UE


Da lunedì 3 dicembre scatta la fine del geoblocking: sarà possibile fare acquisti online in tutti i Paesi UE, senza essere più indebitamente bloccati perché non si risiede nello stato del venditore o perché si effettua il pagamento con una carta bancaria straniera. Ma non è tutto. I siti che hanno più versioni, a seconda del Paese, non potranno più reindirizzare i clienti né limitare l'acquisto di offerte promozionali presenti su una delle loro pagine nazionali a utenti che si collegano da altri Stati. Il nuovo regolamento rientra in un pacchetto più ampio di norme sull'e-commerce. La fine del geoblocking si aggiunge a quella dell'abolizione del roaming nel giugno 2017 per aprire le frontiere digitali.

Garante Privacy, fatturazione elettronica va modificata: niente rinvio


A partire dal primo gennaio 2019 scatta l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati titolari di partita IVA residenti in Italia. Tale onere riguarda tutta la fatturazione B2B, cioè le fatture emesse tra imprese, ma anche professionisti e artigiani residenti in Italia. Secondo il Garante per la Privacy i trattamenti di dati previsti dall’introduzione della e-fatturazione, in base a quanto contemplato dalla manovra finanziaria del 2018, possono violare il GDPR, causando una raccolta di informazioni sproporzionata e rischi di usi impropri dei dati da parte di terzi. Secondo fonti di Governo non è prevista la possibilità di un differimento dell’obbligo dettato dai rilievi del Garante per la protezione dei dati personali.

Casa: report Cgil, per oltre 3 milioni di famiglie è spesa insostenibile


Spese, bollette, tasse, mutuo o affitto. La combinazione di queste voci rende il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile e causa preponderante dello scivolamento di gran parte delle famiglie italiane verso la povertà. Un rapporto della Cgil, dal titolo "Costi dell'abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio", rileva come la spesa che incide maggiormente nelle famiglie italiane è quella per la casa: in media è infatti pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie. 

Secondo l'analisi del sindacato, le spese mensili per il mantenimento di un appartamento in proprietà e in affitto, ammontano oggi, in media, rispettivamente a 1.150 euro nel primo caso e 1.515 nel secondo. "Cifre lievitate negli anni anche a seguito dei continui aumenti delle tariffe (luce, riscaldamento, gas e acqua) e della recente introduzione dell'Imu", afferma la responsabile politiche abitative della Cgil Nazionale, e curatrice dello studio, Laura Mariani, secondo la quale, tali costi, "rischiano di lievitare ancora a causa degli aumenti previsti con la nuova Tares e con l'incremento dell'Iva che inciderà sui costi connessi alle spese di manutenzione". 

Nella sezione "numeri del disagio abitativo" contenuta nello studio Cgil si legge inoltre che nel corso dell'ultimo decennio gli affitti sono incrementati del 130% per i contratti rinnovati (per arrivare alla cifra media di 740 euro mensili nel 2012) e del 150% per i nuovi contratti (1.100 euro mensili), mentre i costi degli immobili hanno registrato aumenti del 50% fino a +100% nei grandi centri. "Pur a fronte di una significativa flessione delle compravendite di abitazioni, i prezzi non hanno subito un calo equiparabile", spiega ancora Mariani. 

Incrementi esponenziali si sono registrati anche per gli sfratti per morosità, aumentati del 100%: secondo lo studio infatti gli alti costi legati alla casa hanno concorso ad aumentare le morosità, pari all'87% degli sfratti emessi nel 2011, per un totale di 240 mila negli ultimi 5 anni. Lo studio della Cgil riporta i risultati di un monitoraggio, condotto nel 2012, su un campione di mille famiglie sottoposte a sfratto per morosità. I dati evidenziano l'aumento di "morosità incolpevoli", legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l'abitazione. 

Nel monitoraggio si rileva che i giovani, con età inferiore a 35 anni, rappresentano il 21% del totale delle famiglie con sfratto per morosità. Si tratta perlopiù di lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell'ultimo biennio il posto di lavoro. Le famiglie di migranti rappresentano invece il 26% del totale. Infine i nuclei composti da anziani rappresentano il 38% del totale delle famiglie. In generale il 35% dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro. 

Ma non c'è solo la dinamica degli affitti, il report segnala che sono aumentati anche i pignoramenti "perché diventa sempre più insostenibile il pagamento del mutuo". Tra il 2008 e il 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38.000). Per ultimo una proiezione contenuta nello studio Cgil prevede che, senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria causa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti. 

La casa rappresenta ancora nel nostro paese il costo che grava maggiormente sul reddito familiare e che è tra i fattori di scarsa autonomia dei giovani", sostiene il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: "L'alleggerimento delle spese complessive del costo dell'abitare sono una delle emergenze sociali da affrontare poiché tra tassazione, mutui, affitti e manutenzioni, i costi per le famiglie, giovani e anziani sono insostenibili". Per Sorrentino è necessario "un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto all'evasione sui fitti e un intervento sull'Imu. Misure indispensabili per evitare di precipitare migliaia di famiglie nella povertà ed emarginazione".


Fonte: Cgil