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Pirateria: operazione Underli©ensing, multe ad aziende per 4 milioni


Ben 116 aziende ispezionate in tutt’Italia, oltre 1.200 software e 400 tra PC e hard-disk illecitamente utilizzati finiti sotto sequestro, 71 responsabili aziendali denunciati a piede libero per violazione della normativa sul diritto d’autore. Si è svolta nei giorni scorsi l’operazione denominata “Underli©ensing 2”, condotta dalla Guardia di Finanza, che, con il coordinamento del Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale, ha visto impegnati i Finanzieri dei vari Comandi Provinciali nell’esecuzione di 116 ispezioni presso le sedi di altrettante società dislocate sull’intero territorio nazionale ed operanti prevalentemente nel settore della progettazione industriale ed edile.

Sequestrati siti web che diffondevano illegalmente copie di quotidiani


Nuovo colpo alla pirateria digitale con sequestro di siti web e denuncia dei responsabili. Lo rende noto la Guardia di Finanza. Il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria ha portato a termine un’ attività di contrasto di portata nazionale sviluppata mediante l’analisi sul web della diffusione illecita di contenuti editoriali. Nel tempo, lo stesso Nucleo Speciale è già stato delegato a svolgere innumerevoli indagini volte ad individuare i responsabili della pubblicazione di quotidiani e periodici, nazionali ed internazionali, disponibili gratuitamente ed integralmente agli utenti del web attraverso piattaforme illegali che non versavano i compensi spettanti ai titolari.

Google News chiude in Spagna per la nuova legge sul diritto d'autore


Il difficile rapporto tra gli editori e Google News segna il suo punto più basso. Mountain View dal 16 dicembre chiude il servizio Google News in Spagna. La decisione, che non ha precedenti, è stata presa anticipando la nuova legge spagnola sulla proprietà intellettuale, che entrerà in vigore il 1 gennaio e che costringerebbe il colosso a pagare le aziende editoriali per l’utilizzo dei contenuti da queste prodotti e veicolati da Google News. Anche se dal gruppo negano ogni intenzione ritorsiva, è chiaro che si tratta di un nuovo passaggio - e molto duro - del braccio di ferro tra il colosso dei motori di ricerca e gli editori di carta stampata.

Shopping online: scoperta maxievasione fiscale da 8 milioni su eBay


Soperta dalla Guardia di Finanza bolognese un'evasione milionaria nel settore dell'e-commerce. Denunciati 5 responsabili. I Reparti del Comando Provinciale di Bologna, al termine di un'operazione ad ampio raggio finalizzata al contrasto dell'evasione fiscale via Internet, hanno scoperto quattro aziende "virtuali" operanti nel settore del commercio on line di prodotti elettronici che hanno omesso di dichiarare al Fisco redditi per oltre 8 milioni di euro complessivi e connesse violazioni alla normativa sul diritto d'autore per oltre 6 milioni di euro.

Pirateria online: oscurato Ddlstorage, sito da 460 milioni di download


Bloccato uno dei più noti siti utilizzati per lo scambio di file "pirata". La Guardia di finanza di Cagliari ha oscurato Ddlstorage, il più importante cyberlocker italiano. Continua l'offensiva tecnologica delle fiamme gialle che pattugliano il Web. Gli sviluppi investigativi dell'operazione "Italian black out", condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo sardo in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, su delega della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno portato ad assestare un ulteriore duro colpo alla cyber-criminalità globale con radici nel territorio nazionale.

IAB Italia, FPM e FAPAV insieme contro pubblicità su siti Web pirata


Si è conclusa la quarta edizione di IAB Events, l’annuale incontro con le Istituzioni, promosso da IAB Italia, che ha ospitato oggi un confronto sul tema della tutela della legalità in Rete come elemento fondamentale per lo sviluppo del business e per la crescita dell’economia digitale in Italia. L’evento, che riunisce a Roma i principali attori a livello governativo e parlamentare, i protagonisti della Industry e delle Authority del nostro Paese, è stato occasione per presentare il Memorandum of Understanding sul contrasto alla pirateria su Internet.

Agcom: approvato nuovo regolamento sul copyright, la Siae ringrazia


Via libera al regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, relatori Francesco Posteraro e Antonio Martusciello, ha adottato con voto unanime, nella riunione del 12 dicembre, il regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. Lo riferisce una nota. "Il testo - sottolinea l'Agcom - tiene conto delle osservazioni emerse nel corso di un'ampia consultazione dei soggetti interessati e nell'ambito di una proficua interlocuzione con la Commissione europea". 

L'Agcom ha ritenuto "proprio dovere contribuire all'azione di contrasto svolta dai pubblici poteri nei confronti della pirateria digitale". Il provvedimento, viene ancora spiegato, "provvedimento assegna pertanto carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali, per cui non incide in alcun modo sulla libertà della rete". L'Agcom evidenzia che il procedimento "è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio. Per avviarlo, è richiesta la presentazione di un'istanza da parte del titolare del diritto". 

L'Autorità "non agirà d'ufficio, il che esclude che i provider siano chiamati a svolgere un'attività di monitoraggio della rete". Non solo i provider, ma anche l'uploader e i gestori della pagina e del sito internet "possono far concludere la procedura attraverso l'adeguamento spontaneo e presentare controdeduzioni" e "gli atti vengono archiviati se il titolare del diritto si rivolge all'Autorità giudiziaria", precisa l'Agcom, che aggiunge "le misure inibitorie - che sono quelle previste dal decreto legislativo n. 70 del 2003 - saranno improntate a criteri di adeguatezza, gradualità e proporzionalità". 

"L'intervento dell'Agcom si fonda inoltre sulla convinzione che la lotta alla pirateria non possa limitarsi all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti. In questo senso potrà operare l'apposito Comitato tecnico, formato da rappresentanti di tutti gli stakeholder e delle istituzioni interessate, che avrà il compito di favorire forme di autoregolamentazione finalizzate all'educazione degli utenti e alla promozione dell'offerta legale".

"Un primo risultato nel segno della legalità, dell'educazione dei consumatori, della valorizzazione dell'industria culturale italiana". Così il Presidente della Siae, Gino Paoli, saluta l'approvazione del regolamento Agcom. "Una misura necessaria - aggiunge Paoli - per arginare il dilagante fenomeno della pirateria online che continua a depredare gli autori e gli editori dei contenuti creativi con gravi conseguenze economiche, sociali, culturali. L'obiettivo del regolamento è la lotta alla pirateria digitale massiva, effettuata a scopo di lucro". "Una battaglia che non colpisce gli utenti finali che potranno continuare a scaricare legalmente ma solo i grandi portali illegali. 

Il prodotto italiano - in campo musicale, letterario e audiovisivo - ha grandi potenzialità, sia in termini di qualità dell'offerta sia come capacità innovativa. E proprio Internet e le nuove tecnologie rappresentano un'opportunità importante per ampliare la diffusione di opere creative a beneficio del sistema Paese e dell'intera collettività", conclude Gino Paoli. In una lettera inviata al Presidente dell'Agcom Angelo Cardani, Gino Paoli ringrazia, a nome di tutta la base associativa Siae, per l'efficacia del Regolamento Agcom nella difesa delle opere create dagli autori. Il regolamento entrerà in vigore il 31 marzo 2014

Fonte: Agcom
Via: SIAE

Editoria: sequestrati 13 siti Web pirata, Fieg esprime apprezzamento


Accedere gratuitamente a riviste, quotidiani e libri era tanto facile quanto navigare sul web. Il nucleo frodi tecnologiche della Guardia di finanza ha interrotto l'attività di 13 siti che consentivano di consultare e scaricare riviste e quotidiani, talvolta anche in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d'autore. 

I siti, tutti su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti e utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano illeciti ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti "pay per click" ovvero attraverso banner e pop-up. 

La struttura di queste edicole era talmente ben congegnata che consentiva, addirittura con motori di ricerca interni, di trovare più facilmente i contenuti. I gestori dei siti, sfruttando sofisticati sistemi di anonimizzazione e allocando le risorse su piattaforme sparse in tutto il mondo, non sono tuttavia sfuggiti alla rete degli investigatori che, sulla scorta di provvedimenti cautelari emessi dal tribunale di Roma, hanno posto sotto sequestro i siti illegali con l'operazione "Free Magazines". 

L'attività, svolta in collaborazione con la Federazione italiana editori giornali (FIEG), nell'ambito dei rapporti istituzionali con le associazioni di categoria, si inquadra nel piu' ampio contesto della tutela della sicurezza economica delle imprese italiane, che il legislatore ha affidato in via esclusiva alla guarda di finanza.  

"Esprimo il più profondo apprezzamento per l'operazione condotta dal Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, che rappresenta un segnale importante di sensibilità e di impegno concreto nell’attività di tutela dei diritti d’autore. Solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità.” 


Così il Presidente della FIEG Giulio Anselmi ha commentato l’operazione della Guardia di Finanza denominata “Free Magazines”, che ha portato alla chiusura di 13 siti internet, segnalati dalla FIEG: tali siti consentivano di consultare e scaricare illecitamente riviste e quotidiani, spesso in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole.

“Negli ultimi anni - continua Anselmi - si è affermato un trend crescente di accesso ai contenuti illegali per il tramite di siti web esclusivamente dedicati alla pirateria e alla contraffazione: piattaforme transfrontaliere spesso con server ubicati all’estero che incassano ingenti risorse attraverso i banner pubblicitari, sfruttando la disponibilità di opere dell’ingegno illecitamente caricate”.

“Si tratta di siti che non collaborano in quanto nati col preciso scopo di diffondere abusivamente contenuti protetti senza autorizzazione. Ringrazio pertanto le unità speciali della Guardia di Finanza, ed in particolare il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche diretto dal Comandante Alberto Reda, per la tempestività e l’efficacia dell’azione.”

La collaborazione con la Guardia di Finanza per il contrasto ai fenomeni di pirateria nelle reti di comunicazione elettronica è parte di un progetto più ampio ed articolato, che vede da tempo impegnata la FIEG anche sul fronte della promozione e della valorizzazione della tutela del diritto d’autore: “si inserisce in questo contesto il Repertorio Promopress, l’iniziativa avviata nel 2012 dalla FIEG e aperta all’adesione di tutti gli editori di quotidiani e periodici per la stipulazione di licenze per la riproduzione degli articoli giornalistici nelle rassegne stampa.”

“Sono convinto - conclude Anselmi - che la tutela della libertà di stampa non possa prescindere dalla protezione del prodotto editoriale realizzato dalle nostre imprese: rafforzare l’effettività della tutela del diritto d’autore in Internet significa rafforzare le imprese stesse, la loro economicità e la loro capacità di sviluppare e sperimentare nuove forme di comunicazione multimediale.”


Apple: multata in Cina per violazione copyright, pagherà 165mila dollari


La Apple dovrà risarcire otto scrittori cinesi e due società per avere violato i diritti d'autore. Lo ha stabilito un tribunale cinese e, come si legge sul sito della Bbc, l'accusa alla casa di Cupertino è di avere venduto sull'App Store, senza autorizzazione, la versione elettronica dei loro libri. Secondo quanto rifersice l'agenzia di notizie Xinhua, il colosso informatico versare un totale di 1,03 milioni di yuan (pari a poco più di 165 mila dollari).

Questa è la seconda volta che Apple vine multata inn Cina per violazione del copyright. Nel mese di settembre, un tribunale cinese ha ordinato ad Apple di pagare un risarcimento di 520.000 yuan a un editore cinese di enciclopedia per presunta violazione del copyright. La società di tecnologia degli Stati Uniti ha proposto ricorso contro tale decisione. Carolyn Wu, portavoce di Apple ha detto che l'azienda prende "le denunce di violazione del copyright molto seriamente".

"Stiamo sempre aggiornando il nostro servizio per meglio assistere i proprietari di contenuti nella tutela dei loro diritti", ha aggiunto. Apple ha avuto altri problemi legali in Cina. All'inizio di quest'anno, ha dovuto affrontare una causa dalla ditta cinese Proview, che sosteneva di possedere i diritti del nome "iPad" nel mercato cinese dopo la registrazione nel 2000. Apple ha detto di aver acquistato i diritti mondiali dell'"iPad" dalla filiale taiwanese Proview per 55,000 dollari (35,000 sterline).

Tuttavia, l'azienda cinese ha sostenuto che la sua affiliata non aveva il diritto di vendere i diritti del nome "iPad" per la Cina, che è uno dei mercati in più rapida crescita per i prodotti Apple. La controversia tra le due aziende ha portato l'iPad di Apple ad essere tirato fuori dagli scaffali in alcune parti della Cina. Nel mese di luglio, Apple ha accettato di pagare 60 milioni di dollari a Proview per risolvere la controversia.

Fonte: Bbc
Via: Adnkronos

Cambogia, arrestato co-fondatore di Pirate Bay: Svartholm sarà deportato


Le autorità cambogiane deporteranno il co-fondatore svedese del sito di file-sharing The Pirate Bay, arrestato la scorsa settimana a Phnom Penh in Cambogia, e condannato, insieme agli altri tre fondatori del sito, per violazione delle norme sul diritto d'autore. Lo ha annunciato martedì scorso un portavoce della polizia nazionale, senza specificare quando e con quali forme Gottfrid Svartholm Warg, 27 anni, verrà espulso dal Paese. Svartholm è stato l'unico dei 4 imputati a non essersi presentato al processo d'appello nel 2010 e a tutte le udienze successive.

Acta: da commissione Europarlamento nuova bocciatura, voto vicino


La commissione Commercio estero dell'Europarlamento, responsabile del dossier, ha dato parere negativo su Acta, l'accordo internazionale anticontraffazione, preparando così la strada per la bocciatura finale da parte dell'Aula di Strasburgo nella plenaria di luglio. In un confronto serrato, 19 eurodeputati hanno votato a favore e 12 contro, senza astensioni.

"Sono lieto che la commissione abbia riconosciuto i problemi che ho identificato nel mio rapporto e abbia seguito le mie indicazioni" per respingere l'accordo, ha commentato il relatore, il socialista britannico David Martin. Molti ritengono che Acta non sia adeguato a proteggere i diritti della proprietà intellettuale e che soprattutto metta a rischio la libertà di internet e la privacy.

Critiche sono invece giunte dai popolari europei, secondo cui sarebbe invece stato "piu' saggio" aspettare l'opinione della Corte Ue di giustizia che era stata richiesta dal commissario al commercio Ue Karel De Gucht nel tentativo di calmare le acque e prendere tempo. "Adesso Acta si avvia verso la probabile bocciatura nella plenaria di luglio", ha spiegato il coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici in commissione giuridica del Parlamento europeo, Luigi Berlinguer.

In questo modo, ha spiegato l'eurodeputato del Pd, l'Aula "darà il proprio parere negativo ben prima del pronunciamento della Corte di Giustizia Ue, imponendo di fatto alla procedura su Acta uno stop decisivo". L'Europarlamento, con il Trattato di Lisbona, è diventato colegislatore anche per quanto riguarda gli accordi internazionali.

Fonte: Adnkronos
Via: Europarlamento

Macchia nera: operazione contro filesharing coperto da diritto d'autore


L’hanno denominata "Macchia nera". Non si tratta, però, dell’operazione del 2009 della procura di Bolzano che ha portato all’arresto di soggetti che si scambiavano su internet materiale neonazista e divulgavano concetti e idee fondate sulla discriminazione razziale, né della operazione sui falsi invalidi Inps, per la quale è diventato giustamente famoso il Colonnello delle Fiamme gialle Umberto Rapetto, direttore del nucleo frodi telematiche della Guardia di Finanza, e silurato, tra diverse polemiche, qualche giorno fa.

L’operazione "Macchia nera" di questi giorni è invece l’ultimo atto della guerra al filesharing di materiale protetto dal diritto d’autore, dichiarato dalle autorità italiane. La guardia di finanza di Brescia, infatti, su ordine del gip presso il medesimo tribunale e su richiesta del pubblico ministero Gian Maria Pietrogrande della locale procura ha richiesto ai provider italiani l'oscuramento preventivo dei portali dduniverse.net e www.dduniverse.net, l’inibizione all’accesso degli utenti italiani. I portali inibiti ai cittadini italiani sarebbero, secondo il provvedimento firmato dal gip di Brescia, dei meri indicizzatori di file torrent.

Si legge nel provvedimento: "l’immissione (di opere protette dal diritto d’autore, ndr) avviene rendendo disponibili sulle pagine web codici alfanumerici complessi del tipo torrent - in grado di identificare univocamente i singoli file relativi ad opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore - ed indicizzando e promuovendo collegamenti detti 'ed2k' ai file medesimi, in talk modo gli utenti registrati su detto sito sono in grado di scambiare tra loro copie integrali o parziali dei file stessi, il tutto con finalità di lucro rappresentato dagli introiti derivanti dalle inserzioni pubblicitarie a pagamento inserite sul sito (cd banner)."

La novità del decreto di sequestro preventivo, rispetto a quanto accaduto in passato, risiede nel fatto che il portale (o meglio il suo titolare che rimane, per il momento ignoto) viene indicato come un concorrente diretto nel reato, nonostante la mera funzione di indicizzazione di siti esterni. Scrive il gip di Brescia: "si configura il fumus di reato in relazione alla fattispecie di cui agli art 110 cp e 171 ter comma II lettra a bis della legge 22 aprile 1941 n 633 (la legge sul diritto d’autore ndr) e, in ogni caso, a quella di cui agli art 110 cp e 171 comma 1 lettera a bis della medesima legge". Come insomma se le opere fossero presenti sul sito stesso e non altrove.

Altra novità di rilievo è l’indicazione di una responsabilità dei provider ai sensi del famigerato decreto Urbani del 2004, che ha introdotto le sanzioni anche penali, in tema di filesharing. Per la prima volta in Italia viene prospettata al provider di accesso (e non a quello su cui risiedono le opere) una sanzione pecuniaria, in caso di inosservanza dell’ordine del giudice, sino a 250 mila euro, salvo conseguenze più gravi (semplicemente accennate nell’ordine inviato ai provider) che si possono intuire e che sembrano prefigurare una possibile responsabilità per favoreggiamento (come del resto accaduto a due provider italiani qualche tempo fa nel caso btjunkie).

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Autore: Avv. Fulvio Sarzana

Copyright, YouTube in Germania: filtraggi preventivi per i contenuti


Un tribunale tedesco ha stabilito Venerdì che YouTube dovrà necessariamente installare dei filtri per impedire agli utenti il ​​caricamento di video musicali i cui diritti sono detenuti dall'ente di riscossione. La  Corte dello Stato di Amburgo, si è schierata con GEMA in Germania, che aveva citato in giudizio l'unità YouTube di Google Inc. per 12 video musicali caricati senza aver versato i costi di licenza. L'organizzazione rappresenta circa 64.000 scrittori e musicisti tedeschi.

La piattaforma video online ha sostenuto che non ha alcuna responsabilità legale per il contenuto caricato, dicendo che controlla e, talvolta, il contenuto viene bloccato quando gli utenti avvisano l'azienda circa presunte violazioni delle leggi. YouTube offre attualmente ai detentori di copyright del software che permette di identificare le registrazioni per le quali detengono i diritti d'autore, permettendo di contrassegnare il contenuto come violazione dei loro diritti.

La corte di Amburgo ha ordinato a YouTube di rimuovere sette di quei dodici video, ed obbligato Google di installare dei filtri che dovrebbero impedire il futuro caricamento di materiale protetto da copyright, filtri che dovranno funzionare per parole chiave - come i nomi degli artisti o i titoli delle canzoni - ed essere in grado di identificare non solo il materiale inciso, ma anche delle versioni alternative come, ad esempio, le registrazioni dal vivo.

"L'operatore della piattaforma ha solo l'obbligo di bloccare il video e di adottare misure adeguate per ostacolare ulteriori violazioni dei diritti umani dopo essere stato informato circa la violazione del copyright", ha detto la Corte. "Non vi è alcun obbligo di controllare tutti i video già caricati sulla piattaforma", ha aggiunto. Kerstin Becker, un avvocato di GEMA, ha detto che il verdetto è "un grande successo per GEMA" perché ha chiarito che YouTube ha una certa responsabilità giuridica per i video caricati dai suoi utenti.

L'amministratore delegato di GEMA, Harald Heker, ha poi aggiunto in una dichiarazione: "YouTube deve attuare misure ragionevoli per proteggere il nostro repertorio e non possono girare tale obbligo ai detentori del copyright". Tuttavia, il portavoce di Google Kay Overbeck ha detto che la sentenza è stata un "successo parziale". Nella sua sentenza, il giudice ha infatti detto che non considera YouTube trasgressore copyright, ma l'utente che ha caricato la canzone. YouTube ha quindi solo responsabilità limitata per il contenuto.

Via: Washington Post

Google sconfigge Mediaset in tribunale su copyright partite di calcio


Il Tribunale di Roma ha stabilito che le piattaforme Web non sono responsabili per il contenuto caricato dai loro utenti e quindi non c’è violazione del diritto d’autore, da parte degli ISP, per lo streaming video. Lo rende noto Google in un post pubblicato sul blog ufficiale: "Rti ci ha citato per violazione del diritto d’autore perchè un portale, ospitato su Blogger, avrebbe effettuato lo streaming di partite di calcio trasmesse dai canali televisivi di Rti. 

Il Tribunale di Roma ha respinto le richieste di Rti, perchè, a seguito di notifica a Google, il contenuto che avrebbe violato il diritto d’autore era stato rimosso da Blogger. Il Tribunale ha affermato che una diversa decisione sarebbe stata in contrasto con la direttiva europea sull’e-commerce. Questa decisione è importante in quanto ribadisce le regole della responsabilità online". 

Per Google il tribunale di Roma,  riferendosi alla sentenza della Corte di giustizia nel caso SABAM, ha emesso un’importante decisione sulla limitazione della responsabilità degli hosting provider al diritto d’autore. Ha affermato che le piattaforme Web non hanno l’obbligo di monitorare i contenuti caricati dagli utenti alla ricerca di violazioni del diritto d’autore, nè di prevenire future violazioni da parte degli utenti. 

Mountain View sottolinea che la violazione di diritto d’autore è una questione seria, che investe molto in tecnologia per combattere la pirateria e all'inizio di quest'anno ha lanciato quattro nuove iniziative per affrontare la violazione del copyright online, tra cui una serie di strumenti per rendere più facile e più veloce per i titolari dei diritti di segnalare materiale che li viola - e farlo rimuovere rapidamente dalle proprie piattaforme. 

Per Google è importante che i detentori dei diritti e le piattaforme lavorino insieme. Senza questa collaborazione, è impossibile per una piattaforma come Blogger sapere se un elemento sia stato caricato con o senza l’autorizzazione del detentore dei diritti. E la decisione del Tribunale di Roma riafferma questo principio.

Cinema: tassa sui diritti Siae a siti e blog, molti rimuovono i trailer


Scoppia la protesta, anche su Facebook, riguardo la decisione impopolare della Siae di far pagare l'inserimento dei trailer sui siti per i diritti della musica all'interno degli stessi. Ogni sito commerciale per inserire trailer, promozionali forniti dagli uffici stampa, produzioni, etc. dei film dovra' pagare per i diritti della musica al suo interno. La Società italiana autori ed editori chiede loro 1 di pagare una licenza a partire da 450 euro al trimestre, che dà diritto a pubblicare in streaming fino a 30 trailer. Con costi che aumentano anche se il trailer dura più di dieci minuti (in questo caso infatti non rientra più nella licenza di streaming).

Siae esclude dall'obolo solo i siti non commerciali, cioè quelli che non hanno nemmeno un po' di pubblicità. Siae non fa differenza tra chi pubblica il trailer e chi si limita semplicemente a embeddare o linkare un video tratto da YouTube. La Siae spiega: "La polemica oggi presente su newsletter e blog riguardo ai diritti sulla musica contenuta nei trailer, accende il faro su una regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali, per cui se una musica viene utilizzata l’autore di quella musica ha diritto ad un compenso. La SIAE è solo lo strumento attraverso il quale questa regola viene fatta rispettare".

Ciò è frutto di una convenzione siglata, lo scorso 17 gennaio, tra la Siae, l'Agis e le associazioni cinematografiche aderenti (Anec, Anem, Acec e Fice). Per evitare il balzello, molti siti hanno rimosso i trailer, ma secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata pubblicazione. "E' un balzello - ha replicato Il Corriere della fantascienza - del tutto antieconomico anche per grandi siti che potrebbero permettersi di pagare la licenza. Quando mai solo 30 trailer possono produrre tanto traffico da generare introiti tali da ripagare 1.800 euro all'anno?". Ma YouTube smentisce la SIAE affermando che per i filmati "embeddati" pagano già loro tutti i diritti.

Via: La Repubblica

Violavano i codici Mediaset, Sky e Nagravision: 39 persone indagate


Trentanove persone sono indagate per truffa informatica e violazione della normativa del diritto d'autore, a seguito di un'operazione di contrasto alla pirateria informatica ai danni soprattutto di Mediaset e Sky e Nagravision, fornitore dei sistemi di sicurezza Mediaset, eseguita dalla Polizia delle Comunicazioni. Gli indagati, 28 residenti nel Lazio, 7 in Sicilia, 3 in Piemonte, 1 in Emilia Romagna, sono tutti professionisti, titolari di esercizi commerciali ed aziende, operatori del settore. 

Il sistema di accesso condizionato e' stato negli ultimi tempi oggetto di violazioni attraverso una procedura (denominata comunemente card-sharing) che consente la condivisione illecita tra piu' soggetti del segnale legittimamente destinato ad un solo utente che paga il vero corrispettivo al distributore. In particolare, gli indagati avrebbero dunque utilizzato strumentazioni idonee e software, violando i sistemi di decodifica dei prodotti televisivi delle tv a pagamento fra le quali appunto Sky e Mediaset, distribuendo poi attraverso internet, i codici di accesso per la visione abusiva agli utenti della rete interessati al servizio che a loro volta, pagavano cifre piu'basse rispetto al canone legittimo ma direttamente ai truffatori. 

Esistono in Rete numerosi siti che pubblicizzano infatti la fornitura a pagamento di servizi di card-sharing, rendendo abusivamente fruibili ai propri clienti contenuti audiovisivi ad accesso limitato. In particolare, i gestori di questi spazi web offrono veri e propri pacchetti di "abbonamento parallelo" ai segnali televisivi a pagamento, commercializzando software appositamente configurati per ricevere dal server "pirata" le chiavi di decriptazione. In alcuni casi, in alternativa al solo software, vengono venduti decoder gia' configurati per consentire la visione dei programmi ad accesso condizionato (in particolare eventi sportivi, reality show, cinema in HD) per un periodo temporale predefinito e variabile. 

Le perquisizioni della Polizia hanno consentito di sequestrare materiale informatico e cartaceo, che ha fornito importanti riscontri alle ipotesi di reato consentendo di ricostruire i tasselli di un sistema piramidale con ramificazioni internazionali, in particolare in Svizzera e Germania. L'indagine si colloca come la prima risposta delle forze dell'ordine ad un fenomeno delittuoso ancora in fase di evoluzione, e come segnale di allerta per la collettivita'.

Fonte: AGI

Guardia di Finanza sequestra sito Internet con 1200 film e canzoni


I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno sequestrato un sito internet 'pirata' dal quale gli utenti potevano scaricare film, molti dei quali apppena presentati al Festival di Venezia, e brani musicali. L'operazione e' stata eseguita in collaborazione con la Eagle Pictures S.p.a. e con l'ausilio tecnico della F.P.M. - Federazione contro la Pirateria Musicale - e della FAPAV - Federazione Antipirateria Audiovisiva - e ha interessato le province di Milano e Prato. 

L'indagine ha consentito di individuare un server a Milano sul quale era presente il database di un sito internet, filmrealstream.net, gestito direttamente da un cittadino italiano residente nella citta' di Prato, denunciato alla Procura della Repubblica di Milano per la violazione della Legge sulla protezione del diritto d'autore

Il sito, creato nel mese di marzo 2011, aveva avuto ampia diffusione tra i cybernauti, con circa 400.000 contatti in meno di sei mesi. Attraverso un forum di discussione, gli utenti registrati, mediante alcuni semplici passaggi, ottenevano dei link da utilizzare per il download delle opere. In particolare gli utenti del sito potevano visionare in anteprima film non ancora distribuiti come "Blood out", "L'alba del pianeta delle scimmie", "Cowboys and aliens". "Take me Home tonight" e numerosi altri. 

I primi risultati delle perizie sul materiale sequestrato hanno consentito di accertare, nei soli 6 mesi di vita del sito, la visione in streaming on-line di alcune migliaia di opere tutelate dal diritto d'autore. I finanzieri hanno sequestrato 2 Hard Disk, 42 tra CD e DVD e 1.214 files, di cui 775 relativi ad opere cinematografiche e 439 a brani musicali. FAPAV si congratula per l'eccellente lavoro svolto dalle forze dell'ordine. 

"Il brillante e tempestivo risultato ottenuto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano è testimonianza del forte impegno e dell'interesse che le Forze dell'Ordine dimostrano nei confronti della tutela del Diritto d'Autore. FAPAV è lieta di aver potuto fornire il proprio supporto tecnico durante l'operazione e auspica che le Forze dell'Ordine continuino a mostrare un forte impegno nella tutela e la salvaguardia della produzione culturale cinematografica del nostro Paese", si legge in una nota della FAPAV.


Via: AGI

Copyright: Agcom apre a osservazioni su Web, online la newsletter


Un forum di discussione tra gli addetti ai lavori e la raccolta di commenti e osservazioni sul web anche da parte dei singoli utenti: sono le nuove iniziative lanciate dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, oltre ai tradizionali canali della consultazione pubblica, sullo schema di regolamento sul diritto d'autore. Lo spiega la stessa Agcom, annunciando che e' on line da oggi sul sito (http://bit.ly/ohAdZf) il nuovo numero della newsletter dell'Autorita', interamente dedicato alla tutela del diritto d'autore nell'era di Internet. "Per quanto il fenomeno di Internet sia planetario e sia studiato sotto tanti profili, si tratta ancora di un mondo in larga misura inesplorato, soprattutto nella sua incessante evoluzione e per la mancanza di una prospettiva storica, a causa della sua recentissima vicenda", si legge. La scelta di un'edizione monografica - spiega una nota - deriva dall'ampio dibattito suscitato nell'opinione pubblica dalla predisposizione del nuovo schema Agcom di regolamento in materia (delibera 398/11/CONS). La newsletter, oltre a un'illustrazione tecnica dello schema di regolamento, contiene i contributi di: Juan Carlos De Martin, condirettore Nexa Center; Enzo Mazza, presidente Fimi; Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito, studio Legale Sarzana & Associati; Vincenzo Zeno-Zencovich, professore di Diritto Comparato, Universita' Roma Tre. In considerazione del grande interesse scaturito dalla predisposizione dello schema di regolamento, l'Agcom ha inoltre deciso di aprire, oltre ai tradizionali canali della consultazione pubblica, un forum di discussione tra gli addetti ai lavori (http://bit.ly/nZ4MdB), nonche' di raccogliere commenti e osservazioni anche da parte dei singoli utenti del web tramite social network, come Facebook.

Immagine: Agcom

Calabrò, slitta a novembre regolamento diritto d'autore su Internet


Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, ha comunicato che la decisione sul regolamento in materia di diritto d'autore su Internet è stata rimandata a Novembre. Questo per attendere che la Commissione Europea si pronunci sul caso che ha fatto discutere non solo entro i confini nazionali. Calabro' ha comunque precisato che "non e' prevista alcuna chiusura o oscuramento di siti, italiani o esteri".

Infatti, ha aggiunto, "la procedura prevista nel regolamento e' 'ipergarantista' ed e' fondata sulla 'primazia' dell'autorita' giudiziaria che puo' essere investita della competenza in materia in qualunque momento della procedura, determinando in questo caso la sospensione del procedimento davanti all'Agcom".

Sottolineando che l'Autorita' "auspica un intervento del Parlamento per raccordare in maniera piu' efficace le norme esistenti ed, eventualmente, colmare il vuoto relativo all'intervento sui siti esteri", Calabro' ha evidenziato che "per non comprimere in alcun modo la liberta' d'informazione e di espressione, il regolamento prevede ampie eccezioni".

"Sono esclusi infatti - ha concluso - blog, siti aventi carattere informativo, di studio o ricerca, siti senza fini di lucro, siti che riproducano contenuti protetti da copyright parzialmente e senza conseguenze sul valore commerciale dell'opera".

"L’Agcom non ha il potere di ergersi a controllore del web - dice Luca Nicotra, presidente di Agorà Digitale - e non può attribuirsi quelli che sono veri e propri poteri di censura. Oltre a essere un caso unico in Europa, la normativa sul quale il garante si appoggia non specifica assolutamente tali prerogative. Non si capisce poi in base a quali criteri l’autorità possa stabilire quali sono i siti senza scopo di lucro o con contenuti infomativi. La stessa normativa del fair use non è materia dell’Agcom".