Realizzato da CELI in collaborazione con ITTIG-CNR, il sito di ricerca RiformaCostituzione.IT permette di confrontare l’attuale testo costituzionale con il nuovo testo licenziato dal Governo Renzi. L’obiettivo è aiutare i cittadini italiani a informarsi correttamente in vista del referendum popolare confermativo del 4 dicembre 2016, giorno in cui si svolgerà la consultazione popolare per confermare o bocciare la riforma della seconda parte della Costituzione. Per essere valido questo referendum, a differenza del precedente sulle trivelle, non è necessario raggiungere il quorum, quindi vincerà la scelta popolare che otterrà la maggioranza dei consensi.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post
Referendum, ecco il motore di ricerca sulla Riforma Costituzionale
Realizzato da CELI in collaborazione con ITTIG-CNR, il sito di ricerca RiformaCostituzione.IT permette di confrontare l’attuale testo costituzionale con il nuovo testo licenziato dal Governo Renzi. L’obiettivo è aiutare i cittadini italiani a informarsi correttamente in vista del referendum popolare confermativo del 4 dicembre 2016, giorno in cui si svolgerà la consultazione popolare per confermare o bocciare la riforma della seconda parte della Costituzione. Per essere valido questo referendum, a differenza del precedente sulle trivelle, non è necessario raggiungere il quorum, quindi vincerà la scelta popolare che otterrà la maggioranza dei consensi.
Instagram cambia termini di servizio, in vendita foto e dati degli utenti
Instagram, l'applicazione gratuita che permette di scattare foto con particolari filtri e condividerle sui social network, ha annunciato che cambierà i termini sulla privacy e le condizioni di utilizzo a partire dal 16 gennaio 2013. Questa importante novità, avvenuta dopo la vendita per un miliardo di dollari a Facebook e che indica una chiara volontà di Instagram di guadagnare con i dati e i contenuti degli utenti, sta avendo una grande eco sui social network a causa di alcune modifiche che mettono a notevole rischio la privacy.
Se oggi si è utilizzato Instagram, è possibile aver visto un piccolo avviso visualizzato nella parte superiore del proprio News Feed. "Stiamo facendo alcuni miglioramenti e aggiornando la nostra Privacy Policy e Termini di servizio. Per saperne di più sui nostri cambiamenti". In particolare, nei nuovi Terms of Use, Instagram dichiara che potrà utilizzare le foto caricate dagli utenti per scopi pubblicitari. Inoltre, informazioni personali, abitudini e luoghi preferiti potranno essere condivisi con aziende o organizzazioni.
"Alcuni o tutti i servizi - si legge alla sezione Diritti - possono essere finanziati dalle pubblicità. Per aiutarci a fornire interessanti contenuti a pagamento o sponsorizzati o promozioni, l'utente accetta che una società o altra entità possa pagarci per visualizzare il nome utente, likeness, le foto (insieme a qualsiasi metadati associati), e / o azioni da prendere, in relazione a contenuti a pagamento o sponsorizzati e promozionali, senza alcun compenso a voi. Gli annunci possono non essere contrassegnati in modo chiaro".
Quindi, si può anche non sapere che gli annunci sono pubblicitari. Questo appare strano in quanto i contenuti sponsorizzati di Facebook sono chiaramente indicati come tali. Tuttavia, il nuovo Instagram sezione Diritti dice: "L'utente riconosce che non sempre riesce ad identificare i servizi a pagamento, contenuti sponsorizzati, o comunicazioni commerciali in quanto tali. A Instagram una licenza non esclusiva, interamente versata e royalty-free, trasferibile, sub-licenza, licenza mondiale per utilizzare il Contenuto pubblicato".
Subito è montata la polemica in Rete e sui social network. In molti minacciano di cancellare il proprio account, mentre alcuni pensano che Instagram sarà costretta a fare marcia indietro. Di certo gran parte degli utenti ignora al momento le nuove policy. La polemica si affianca alle problematiche della gestione della privacy su Facebook, che proprio nelle scorse settimane ha indetto un referendum che ha visto scarsa partecipazione tra i propri utenti. Le politiche di Instagram aggiornate sono disponibili a questa pagina.
Via: Huffington Post
"Alcuni o tutti i servizi - si legge alla sezione Diritti - possono essere finanziati dalle pubblicità. Per aiutarci a fornire interessanti contenuti a pagamento o sponsorizzati o promozioni, l'utente accetta che una società o altra entità possa pagarci per visualizzare il nome utente, likeness, le foto (insieme a qualsiasi metadati associati), e / o azioni da prendere, in relazione a contenuti a pagamento o sponsorizzati e promozionali, senza alcun compenso a voi. Gli annunci possono non essere contrassegnati in modo chiaro".
Quindi, si può anche non sapere che gli annunci sono pubblicitari. Questo appare strano in quanto i contenuti sponsorizzati di Facebook sono chiaramente indicati come tali. Tuttavia, il nuovo Instagram sezione Diritti dice: "L'utente riconosce che non sempre riesce ad identificare i servizi a pagamento, contenuti sponsorizzati, o comunicazioni commerciali in quanto tali. A Instagram una licenza non esclusiva, interamente versata e royalty-free, trasferibile, sub-licenza, licenza mondiale per utilizzare il Contenuto pubblicato".
Subito è montata la polemica in Rete e sui social network. In molti minacciano di cancellare il proprio account, mentre alcuni pensano che Instagram sarà costretta a fare marcia indietro. Di certo gran parte degli utenti ignora al momento le nuove policy. La polemica si affianca alle problematiche della gestione della privacy su Facebook, che proprio nelle scorse settimane ha indetto un referendum che ha visto scarsa partecipazione tra i propri utenti. Le politiche di Instagram aggiornate sono disponibili a questa pagina.
Via: Huffington Post
Facebook, votazioni aperte per decidere sulle nuove Normative privacy
Per sette giorni è possibile partecipare a un referendum indetto da Facebook. Da quando Facebook ha annunciato gli aggiornamenti proposti alla sua Normativa sull'utilizzo dei dati e alla DDR, il social network ha ricevuto molti commenti dagli utenti, che consentono a Facebook di rispondere alle domande che gli sono state poste e di apportare modifiche alle sue proposte prima che siano implementate.
Molti dei commenti ricevuti riguardavano le modifiche che Facebook ha proposto al suo processo di aggiornamento delle normative del sito, a cui risponde con maggiori dettagli qui. Ma le domande riguardavano anche altre proposte. Ad esempio, gli è stato chiesto di chiarire il testo proposto per la sua Normativa sull'utilizzo dei dati in cui si dice che condividerà le informazioni con le sue affiliate.
Facebook ha aggiunto altro testo a questa proposta per spiegare che la condivisione delle informazioni fra le sue affiliate viene e sarà eseguita in conformità a tutte le leggi applicabili e, ove sia richiesto il consenso aggiuntivo dei suoi utenti, lo richiederà. Ora Facebook annuncia la fase successiva del suo processo di update delle normative del sito: il voto delle sue modifiche proposte ai documenti.
Il voto sarà effettuato tramite un'app sviluppata su Facebook da un fornitore di servizi di terze parti. Un ente esterno eseguirà lo spoglio dei voti per assicurare l'accuratezza dei risultati. Facebook invita tutti gli utenti a partecipare al voto sui suoi nuovi documenti utilizzando il seguente link. Il periodo di voto terminerà il 10 dicembre alle ore 12:00 (PST) / 10 dicembre alle ore 20:00 (GMT).
Se vota più del 30% di tutti gli utenti attivi registrati, i risultati saranno vincolanti. Se la percentuale sarà inferiore, i risultati saranno a titolo orientativo. Il 4 dicembre è stato trasmesso il webcast live, in cui i rappresentanti di Facebook e Facebook Irlanda hanno risposto alle altre domande che hanno ricevuto, come la decisione di condividere i dati fra Instagram e Facebook, dopo la sua recente acquisizione.
Via: Facebook
Il voto sarà effettuato tramite un'app sviluppata su Facebook da un fornitore di servizi di terze parti. Un ente esterno eseguirà lo spoglio dei voti per assicurare l'accuratezza dei risultati. Facebook invita tutti gli utenti a partecipare al voto sui suoi nuovi documenti utilizzando il seguente link. Il periodo di voto terminerà il 10 dicembre alle ore 12:00 (PST) / 10 dicembre alle ore 20:00 (GMT).
Se vota più del 30% di tutti gli utenti attivi registrati, i risultati saranno vincolanti. Se la percentuale sarà inferiore, i risultati saranno a titolo orientativo. Il 4 dicembre è stato trasmesso il webcast live, in cui i rappresentanti di Facebook e Facebook Irlanda hanno risposto alle altre domande che hanno ricevuto, come la decisione di condividere i dati fra Instagram e Facebook, dopo la sua recente acquisizione.
Via: Facebook
Referendum per ridurre lo stipendio dei politici, si firma in tutti i Comuni
L'indennità dei deputati sarà decurtata di 1.300 euro lordi al mese, aveva annunciato il 31 gennaio scorso il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione. Un annuncio che però, in realtà, ha lasciato tutto come prima. Perché quei soldi (corrispondenti a 700 euro netti) sono in realtà il taglio di un aumento automatico dovuto al cambio di regime pensionistico. I deputati hanno rinunciato all'aumento, tagliando l'indennità lorda ma lasciando del tutto invariata quella netta e la diaria.
L'Italia rinuncia al nucleare, volano in Borsa i titoli delle rinnovabili
L’Italia ha rinunciato per i prossimi trent’anni all’energia elettrica di fonte nucleare. Il popolo italiano si è espresso contro il nucleare (94,1% di sì contro il 5,9% di no), segnando una svolta nelle politiche energetiche del nostro Paese. Ieri in Borsa, accertato che il quorum c’era, i titoli delle aziende del settore delle energie rinnovabili sono balzati in alto. Kerself, ErgyCapital e K.R. Energy hanno guadagnato dal 14 al 15%. Enel ha perduto lo 0,13%. Enel Green Power, la controllata delle rinnovabili, ha guadagnato l’1,67%. In generale, sono andate male le grandi società del settore elettrico.
D'altronde, il nucleare sarebbe stato un grande affare per pochi colossi; le rinnovabili sono un business per le piccole società. Il futuro energetico del paese da adesso in poi è legato alle fonti rinnovabili: solare termico, solare fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biomassa, geotermico. Una transizione che per la maggioranza degli addetti ai lavori si potrà compiere con relativa tranquillità, senza l’angoscia di dover stare al buio. Come sottolinea Roberto Giovannini su La Stampa: "nella migliore delle ipotesi il nucleare italiano cancellato dal referendum avrebbe potuto cominciare a dare un contributo significativo intorno al 2020-25".
Osservando i dati ufficiali di Terna l’Italia non ha un particolare bisogno immediato di energia elettrica. Nel 2010 l'Italia dispone di una potenza installata - la capacità di generare elettricità in un dato istante - di 110,8 GW. La punta massima storica di potenza richiesta (estate 2007) fu di 56,8 GW. Una potenza adeguata per sostenere consumi anch’essi stazionari, a quota 338 GWh sempre nel 2010, assicurati per il 64,8% da fonti tradizionali (45,4% gas, 11,2 dal carbone), per il 22,2% dalle rinnovabili, per il 13% dalle importazioni.
Referendum 12 e 13 Giugno: ultimo giorno di campagna, le schede
Questo fine settimana, 12 e 13 giugno, si terrà la tornata referendaria a livello nazionale per scegliere di abrogare o meno 4 leggi o parti di esse. In Italia i referendum sono abrogativi, vale a dire che votando sì, la norma attuale, se si raggiunge il quorum (50% degli aventi diritto più uno) e c'è la maggioranza, viene cancellata.
DESCRIZIONE BREVE DEI REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011
- Il 12 e 13 giugno 2011 i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto su 4 quesiti referendari.
- L’elettore, per votare, deve esibire al presidente del seggio la tessera elettorale ed un documento di riconoscimento.
- L’elettore riceve da un componente del seggio 4 schede di diverso colore:
- Il voto “SI”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito referendario.
- Il voto “NO”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito referendario.
QUANDO SI VOTA
Le operazioni di voto si svolgono:
Domenica 12 giugno 2011, dalle 8:00 alle 22:00 e Lunedì 13 giugno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.
DOVE SI VOTA
Gli elettori devono votare nel proprio Comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla prima facciata della tessera elettorale.
QUESITO N. 1 – REFERENDUM ACQUA PUBBLICA – ABROGAZIONE AFFIDAMENTO SERVIZIO AD OPERATORI PRIVATI
Referendum popolare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO
“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.
Nota: Il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Si deve votare SÌ se si è contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale.
QUESITO N. 2 – REFERENDUM ACQUA PUBBLICA – ABROGAZIONE CALCOLO TARIFFA SECONDO LOGICHE DI “MERCATO”
Referendum popolare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO
“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.
Nota: Il secondo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.
Si deve votare SÌ se si è contro la norma che permettere il profitto (non il recupero dei costi di gestione e di investimento, ma il guadagno d’impresa) nell’erogazione del bene Acqua potabile.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che ammette tale guadagno.
QUESITO N. 3 – REFERENDUM ENERGIA NUCLEARE
Referendum popolare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO
“Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”.
Nota: Lungo e articolato il quesito referendario per abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”. Si tratta di una parte del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno. Anche questo quesito è stato presentato dall’Idv.
Si deve votare SÌ se si è contro la costruzione di Centrali Nucleari in Italia.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che le prevede.
QUESITO N. 4 – REFERENDUM LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Referendum popolare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO
“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.
Nota: Questo quesito, per abrogare la legge sul legittimo impedimento, è quello dalle possibili ripercussioni politiche più forti. A proporre il referendum è stata l’Italia dei Valori. Dopo la dichiarazione di parziale incostituzionale della legge sul legittimo impedimento, la Corte di Cassazione ha autorizzato, con ordinanza, lo svolgimento del referendum.
Si deve votare SÌ se si è contrari al principio che Presidente del consiglio o ministro possano decidere di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che prevede questo “scudo” nei confronti del sistema giudiziario.
IL VOTO DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO
I cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali e residenti all’estero votano, di norma, per corrispondenza, a meno che non abbiano esercitato il diritto di opzione per il voto in Italia, dandone comunicazione alla rappresentanza diplomatica o consolare competente entro il decimo giorno successivo alla indizione dei referendum. Il termine per i referendum 2011 è scaduto il 14 aprile 2011. Coloro che non hanno esercitato tale opzione, anche se in Italia nei giorni delle votazioni, non possono in alcun modo essere ammessi al voto.
VOTO DOMICILIARE
Per gli elettori che soffrono di grave infermità e che si trovano in dipendenza vitale da speciali macchinari medici (chiamate “apparecchiature elettromedicali”) o che soffrono di una malattia che rende loro impossibile l’allontanamento dall’abitazione, è possibile votare a casa.
Fonte: Forum Civico
Enel, rubato computer con studi e analisi preliminari siti nucleari
Enel ha denunciato alla Polizia il furto, negli uffici romani dell'area nucleare a Tor di Quinto, di un computer "contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all'estero". Per l'azienda, si legge in una nota, "è davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria".
La fatidica mappa dei siti per la realizzazione delle centrali nucleari l'Enel non l'avrebbe comunicata "neanche sotto tortura", come dichiarato un paio di anni fa dall'ad del gruppo elettrico, Fulvio Conti. Ma a poco più di una settimana dal referendum, gli studi e le analisi dell'azienda, impegnata in prima linea con Edf nel contestato programma di rientro dell'Italia nella tecnologia atomica, sono spariti da una delle sedi romane della società che ospita l'area nucleare del gruppo.
La paura è quella che a ridosso del voto i dati possano essere pubblicati, condizionando così la consultazione. Nel pc portatile di uso quotidiano, chiuso a chiave in un cassetto, sono custodite informazioni sui siti possibili, su dove cioé verosimilmente si potrebbero riscontrare i requisiti necessari alla costruzione di un impianto, dall'assenza di sismicità alla presenza di corsi d'acqua.
Ma la scelta non spetterebbe solo all'Enel: un ruolo determinante è infatti quello della neocostituita Agenzia per la sicurezza nucleare guidata da Umberto Veronesi, incaricata proprio di definire i requisiti tecnologici e gli standard essenziali di sicurezza e di individuare le aree adatte entro le quali l'impresa è obbligata a localizzare l'impianto, chiedendo ovviamente il parere degli enti locali e della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale).
Al momento nulla trapela sulle responsabilità del furto, ma, considerando che all'interno dell'area nucleare del palazzo Enel si entra solo con un badge e che il ladro ha rubato esclusivamente quel pc andando a colpo sicuro, non è esclusa la pista interna.
Fonte: Tiscali
Iscriviti a:
Post (Atom)







