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Tecnologia, Barometro Intel: italiani amano hi-tech ma non innovano


Che gli italiani siano nel mondo tra i più appassionati di tecnologia, soprattutto ora che la stessa si fa via via più “mobile”, non è forse una notizia; che nel Paese ci siano inoltre molti suoi detrattori, preoccupati per una progressiva invasione della privacy e per una tendenza a “sostituirci” in molte attitudini e attività umane, nonstupisce allo stesso modo più di tanto.

Ciò che invece davvero sorprende nei dati del primo Barometro Intel dell’innovazione tecnologica, che ha coinvolto con il supporto dell’istituto di ricerca internazionale Penn Schoen Berland quattro paesi maturi (oltre all’Italia, gli Stati Uniti, il Giappone e la Francia) ed altrettanti emergenti (Brasile, Cina, India e Indonesia), è invece l’“immagine rovesciata” che restituiscono della nostra società a tu per tu con il mondo hitech.

La ricerca rivela infatti che sono gli appartenenti alla cosiddetta generazione Y, o generazione del millennio (di età compresa tra i 18 e i 24 anni), coloro insomma che la tecnologia la conoscono meglio convivendoci fin dalla nascita, ad essere meno entusiasti verso la tecnologia attuale. Di contro, le donne over 45, tipicamente in carriera o mamme, sono le più ottimiste per quanto riguarda le innovazioni in campo tecnologico.

Fino a sostenere, in aperto contrasto con i giovani, che non usiamo ancora abbastanza tecnologia nelle nostre vite di tutti i giorni. La ricerca sottolinea inoltre anche un secondo, evidente contrasto, perché se l’Italia si ritrova prima per passione tecnologica dei suoi abitanti, si conferma anche desolatamente ultima per capacità di produrre innovazione, sia a detta dei connazionali sia degli intervistati degli altri Paesi. Con un aggravante: gli abitanti dello Stivale sono tra coloro che credono in assoluto di meno nella forza innovatrice del loro Governo.

Generazione Y: hitech sì, ma non troppo
Il Barometro Intel dell'innovazione tecnologica rivela innanzitutto che gli appartenenti alla generazione Y in tutto il mondo mostrano un netto contrasto con la loro reputazione di nativi digitali che non si saziano mai di tecnologia. Una maggioranza di appartenenti alla generazione del millennio in Italia, ovvero il 76%, concorda infatti sul fatto che la tecnologia rende le persone meno umane, mentre 6 giovanissimi su 10 sono convinti che la società faccia troppo affidamento sulla tecnologia.

D’altro canto, però, l'86% di loro è convinto che l'innovazione tecnologica renda la vita migliore e addirittura quasi il 60% che aiuti i rapporti personali. Gli italiani hanno inoltre più fiducia dei coetanei di altri mercati sviluppati nel resto del mondo sul fatto che le innovazioni avranno un impatto positivo su istruzione (40%), trasporti (41%) e assistenza sanitaria (41%). “A prima vista sembra che i giovani della generazione Y rifiutino la tecnologia, ma sospetto che la realtà sia molto più complessa e interessante", ha affermato Genevieve Bell, antropologa e Director of Interaction and Experience Research presso gli Intel Labs.

"Un diverso tipo di lettura suggerisce che i giovani della generazione Y desiderano che la tecnologia faccia di più per loro, e dobbiamo impegnarci a renderla molto più personale e meno ingombrante”. I nativi digitali vogliono infatti che la tecnologia futura renda la vita migliore, più semplice e divertente. e quasi la metà di loro ritiene che la tecnologia dovrebbe riconoscerli imparando comportamenti e preferenze.

Proprio per questo, in Italia, la generazione Y è più propensa a condividere le informazioni personali rispetto ai concittadini più anziani, con il 59% disposto a condividere la data di nascita, il 46% i dati GPS, il 59% le e-mail, il 51% lo storico degli acquisti e addirittura il 44% i dati genetici. Vogliono avere insomma esperienze che li aiutino a vivere il momento e a dare il meglio di sé.

Lo chiamavano gentil sesso. Ora è innovatore
Secondo l’indagine Intel, le donne più mature e quelle che vivono nei mercati emergenti sono entusiaste del ruolo della tecnologia nella loro vita. A livello globale, le donne di età superiore ai 45 anni sono più propense rispetto alle donne più giovani ad affermare che non utilizziamo abbastanza tecnologia nelle nostre vite.

Sono inoltre particolarmente propense ad affermare che la tecnologia ci rende più umani e ci consente di approfondire le relazioni interpersonali. Queste donne sostenitrici della tecnologia sono più numerose in Italia che negli altri paesi maturi, oltre che nei mercati emergenti come la Cina, dove più di 7 donne su 10 di età superiore ai 45 anni sono convinte che non utilizziamo abbastanza tecnologia.

Le donne italiane ritengono in particolare che le innovazioni porteranno a miglioramenti nel campo dell'istruzione (56%), dei trasporti (42%), del lavoro (53%) e dell'assistenza sanitaria (51%), e sono inoltre maggiormente disposte ad accettare tecnologie che per le coetanee di altre nazioni potrebbero essere considerate troppo personali, come software che osservano le loro abitudini lavorative (70%) e monitorano le abitudini di studio degli studenti (70%), e persino bagni intelligenti che tengono sotto controllo la loro salute (74%).

“Storicamente le donne sono diventate utenti accanite di tecnologia quando la stessa si è dimostrata in grado di risolvere i loro problemi, aiutandole a organizzare la loro vita e quella della loro famiglia, oltre che a risparmiare del tempo prezioso”, ha aggiunto Bell. “Mi chiedo se ciò che i dati raccolti ci dicono è che le donne sono ottimiste perché riscontrano che l'innovazione tecnologica sta iniziando a trasformare in realtà la promessa di inserirsi meglio nei ritmi dei nostri giorni, aiutandoci a risolvere problemi e bisogni specifici e creando nuove esperienze coinvolgenti, che saranno preziose allo stesso modo per uomini e donne”.

Benestanti nella vita reale, più “social” online
La ricerca ha anche rivelato, a sorpresa, che i cittadini più benestanti sono disposti a fornire dati personali in misura maggiore rispetto ad altre categorie. Le persone con redditi elevati sono quelle più disposte a condividere dati personali in forma anonima, come i risultati di analisi di laboratorio o informazioni sui viaggi effettuati. Sono inoltre le più propense a possedere dispositivi tecnologici e a cimentarsi regolarmente con la tecnologia.

In Italia, in particolare, l'80% delle persone ad altro reddito condividerebbe analisi di laboratorio rispetto al 68% degli individui con reddito più basso, così come le destinazioni dei loro viaggi (74% contro 43%) o le date degli stessi (71% contro 44%). Tuttavia, sempre la ricerca mostra come sia possibile incentivare la condivisione mostrandone i vantaggi specifici. La disponibilità degli italiani con reddito inferiore nel caso delle analisi di laboratorio salirebbe dal 68% al 73% se la condivisione comportasse minori costi sanitari.

Mostrare i vantaggi personali e persino sociali, come cure mediche migliori o costi di viaggio inferiori per i pendolari, è il modo più coinvolgente per annullare il divario tra chi è disposto a condividere e chi non lo è. “Per il settore della tecnologia è più importante che mai mostrare il significato e la pertinenza a livello personale,” ha concluso Bell. “Ascoltare ciò che vuole davvero la gente e creare tecnologie che si adattino a una vasta gamma di esperienze personali è il futuro della tecnologia.”

Povera Italia. Ma con il pallino della tecnologia
In termini di innovazione hitech, infine, l’Italia, secondo i dati del Barometro Intel, si conferma ultima tra le grandi e i paesi emergenti, sia nella percezione degli italiani sia di tutti gli altri intervistati. Un dato poco lusinghiero, considerando anche che la maggioranza degli intervistati (il 77% in Italia) crede che la propensione all’innovazione di una nazione sia un fattore importante di benessere sociale.

Gli italiani sono però paradossalmente tra i primi nel mondo per passione hitech: uno su due, una percentuale elevata, dichiara di rincorrere sempre gli ultimi gingilli tecnologici. Gli uomini italiani in particolare (45%) sono più propensi a stare al passo con il progresso della tecnologia e a possedere il dispositivo più recente rispetto alle donne italiane (37%). Lo stesso vale in altre nazioni, ad eccezione dell'India.

All’Italia, infine, spetta un altro primato negativo: solo 7 italiani su 100 riconoscono nel Governo una forza trainante per l’innovazione tecnologica nel Paese. Peggio di noi, nessun altro. Un italiano su tre preferisce infatti confidare nella lungimiranza e nel traino sia delle grandi aziende sia delle tante piccole e medie imprese.

Metodologia del sondaggio
Questo sondaggio è stato condotto online da Penn Schoen Berland per conto di Intel in Brasile, Cina, Francia, India, Indonesia, Italia, Giappone e Stati Uniti dal 28 luglio al 15 agosto 2013. È stato condotto su un campione rappresentativo di 12.000 adulti a partire dai 18 anni di età con un margine di errore in più o in meno di 0,89 punti percentuali. Per ulteriori informazioni sul Barometro sull'innovazione Intel visitare il sito Web di Intel all'indirizzo www.intel.com/newsroom/innovation.


Fonte: INTEL

Fairphone, al via i pre-ordini per lo smartphone Android eco-solidale


E' aperta la fase di pre-ordinazione per l'olandese Fairphone, lo smartphone equo e solidale che ha fatto della trasparenza la propria bandiera. Fairphone nasce come movimento etico e in seguito diventato un prodotto. Trasparenza nel processo di produzione, particolarmente attento alla provenienza delle materie prime e alle risorse umane utilizzate, dunque all’impatto ambientale e sociologico, con i dettagli pubblicati in Rete. 

La missione di Fairphone è portare uno smartphone giusto al mercato, fatto interamente da pezzi prodotti e utilizzati senza danneggiare le persone o l'ambiente. "Partendo da un telefono puoi cambiare il modo in cui si produce. Insieme possiamo cambiare i processi produttivi e ridisegnare l’economia", si legge sul sito web. Finora sono state raccolte quasi 2.900 richieste a fronte delle 5mila necessarie per iniziarne la produzione entro metà giugno. 

Il prezzo, fissato a 325 euro, permette di acquistare uno smartphone con sistema operativo Android 4.2 dual-SIM, un processore da 1,2 Ghz (MTK6589M), 16 GB di memoria interna, 1 GB di RAM e schermo da 4,3 pollici protetto da un vetro Dragontrail Glass. Il telefono è dotato di fotocamera frontale e posteriore, rispettivamente da 1,3 e 8 megapixel. La memoria si può espandere con scheda MicroSD, e la batteria da 2000 mAh è estraibile.

Fairphone è una impresa sociale. Fairphone ha iniziato nel 2010 come un progetto di sensibilizzazione circa i minerali di conflitto in elettronica e le guerre che l'approvvigionamento di questi minerali sta alimentando nella Repubblica Democratica del Congo. Fairphone è un' iniziativa promossa da Bas van Abel (allora direttore creativo della società Waag - un istituto che sviluppa la tecnologia creativa per l'innovazione sociale) e Peter van der Mark, fondatore di Schrijf-Schrijf. 


La campagna ha funzionato per 3 anni prima che Fairphone si rendesse conto che per scoprire la storia dietro l'approvvigionamento, produzione, distribuzione e riciclaggio, aveva bisogno di realizzare il telefono. Come progetto di Waag Society, Fairphone ha ricevuto finanziamenti dal Waag, Stichting Doen e la NCDO. Fairphone ha vinto il premio mondiale ASN nel 2011. 

Da quando Fairphone ha deciso come impresa sociale di progettare, creare e produrre il suo smartphone, ha ricevuto finanziamenti da Bethnal Green Ventures per partecipare ad un Bootcamp di avvio e impostare la sua proposta d'affari a Londra e dopo circa 400.000 euro di finanziamenti privati ​​per coprire operazioni fino alla sua campagna di pre-ordine.

Fairphone si concentra non solo sulla progettazione grafica e tecnica di telefoni equi. Lavora anche per aumentare la domanda di mercato dei telefoni equi. Studia inoltre, illumina ed evita situazioni che ostacolino l'uso di telefoni equi. Situazioni come le condizioni di lavoro pericolose e la bassa retribuzione dei lavoratori delle miniere in Congo. Fairphone vuole cambiare la catena di approvvigionamento e il modo in cui l'industria lavora, a poco a poco. 

Fairphone punta a realizzare gli interventi specifici per il telefono e impostare una tabella di marcia per futuri interventi nelle ultime fasi del venture. Durante il corso della sua vita utile, Fairphone ha ricevuto il sostegno di numerosi partner, tra cui, Schrijf-Schrijf, ActionAid, Stichting Doen, Vodafone, KPN, Rabo Mobiel , RetourPlan GSM, GSM Loket e molte altre organizzazioni e gli individui che mettono il tempo e fatica a sfruttare il potenziale di Fairphone.




Fonte: Adnkronos
Via: Waag

Online il Lasciometro, test di affinità definitivo per misurare la vita di coppia


“Come va la mia vita di coppia?” Prima o poi, durante la nostra relazione, questa domanda inizia a vagare per la mente. Magari va tutto bene. Ma ogni tanto si litiga e si discute. Non sempre si e’ d’accordo sulle scelte che vengono prese. Ogni tanto abbiamo il dubbio che i problemi possano farsi sentire piu’ dell’amore.

Tutte queste perplessita’ portano la domanda iniziale ad essere seguita da altre: “Mi ama ancora?”, “Quanto durera’ la nostra relazione?”, “E’ soddisfatta di me?”. I dubbi sono leciti e fanno parte della nostra natura umana. Se ci fossero certezze nell’amore tutto sarebbe piu’ semplice, ma sicuramente piu’ noioso.

Come possiamo dare qualche risposta alle nostre domande sull’amore? Come possiamo toglierci qualche dubbio sulla vita di coppia? Dobbiamo guardare alla nostra relazione con un occhio esterno e neutrale, con uno strumento che elimini la soggettivita’ e che ci dia una risposta il piu’ veritiera possibile. Questo strumento e’ il test di coppia.

Con il test affinita’ di coppia, siamo in grado di misurare comportamenti, atteggiamenti e reazioni e portarli su una scala oggettiva di valori. In questo modo ogni persona che fara’ il test sara’ giudicata in maniera oggettiva e uguale per tutti.

Non tutti sono d’accordo sulla bonta’ dei risultati dei test di coppia. Molti pensano che i risultati non siano reali e che siano letti con una lente arbitraria e soggettiva. Altri credono che con le poche domande a cui si risponde non sia possibile capire chi abbiamo di fronte.

Queste critiche sono comprensibili. I test di affinita’ non sono sfere di cristallo detentrici della verita’. Ma sicuramente il test di coppia e’ una strumento utile che ci permette di conoscerci meglio, di scoprire lati del nostro carattere di cui non eravamo a conoscenza oppure che tenevamo sopiti nell’ombra.

In particolare il “Lasciometro” e’ un test di coppia che ci fornisce informazioni sullo stato della nostra relazione e sull’ affinita’ di coppia. Anche se la relazione va a gonfie vele, ci potrebbero essere comportamenti che se non controllati o corretti possono minare il futuro della relazione. Il test ci permette di farli venire alla luce ed eventualmente correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Link: http://www.riconquistare-ex-ragazza.it/test-coppia/


Fonte: Mr. Attrazione

Facebook Data Team: rete sociale telescopio del comportamento umano


Facebook è l'archivio più esteso di dati basati sul comportamento sociale umano che sia mai esistito. Ogni mese più di 845 milioni di persone registrano e condividono le tracce della loro vita quotidiana, relazioni e attività on-line attraverso le loro connessioni d'amicizia, messaggi, foto, check-in, e clic. La ricchezza di tali informazioni spiega in qualche modo perché la società è destinata ad avere un valore di oltre 80 miliardi di dollari quando entrerà in borsa con il simbolo FB.

Un gruppo di ricerca all'interno di Facebook, noto come Facebook Data Team, ha il compito di passare a setaccio i dati matematici per cercare i modelli che spiegano il come e il perché delle interazioni sociali umane. Si tratta di studiosi con esperienza di ricerca in scienze informatiche e sociali: il loro lavoro serve a Facebook per sintonizzare l'offerta dei suoi prodotti con i gusti del pubblico, ma hanno anche cominciato a pubblicare i loro risultati nella comunità scientifica.

Il leader dela Data Team, Cameron Marlow , paragona quello che fanno per costruire un telescopio, dicendo che le tecniche che si sviluppano trasformeranno la comprensione scientifica del comportamento umano nello stesso modo in cui l'astronomia ha trasformato la nostra comprensione del cosmo. Tom Simonite di Technology Review ha intervistato Marlow presso gli uffici di Facebook. "Perché Facebook ha bisogno di un team di ricercatori di formazione accademica come la vostra?", chiede Simonite a Marlow.

"Conduciamo una ricerca scientifica per rispondere alle domande più pressanti del prodotto. Come si fa a trarre valore da Facebook? Che cosa motiva le interazioni? Come queste funzionano e cambiano nel tempo? La scienza di Facebook è la scienza delle interazioni sociali, quindi il nostro lavoro affronta questioni fondamentali sulle dinamiche umane, come l'influenza personale, la diffusione delle informazioni, e il sostegno sociale. Trovare le risposte giuste è essenziale per far evolvere i prodotti.", risponde Marlow.

Immagine popolare che si diffonde tra gli utenti di Facebook

"Questo è dimostrato dagli anni di ricerca svolti da laboratori come Bell Labs o Xerox Park, che hanno avuto un profondo impatto sulla cultura e sulla tecnologia e hanno favorito lo sviluppo di innumerevoli invenzioni. Abbracciamo la filosofia aziendale di apertura nella nostra comunicazione con il resto del mondo accademico. La nostra ricerca accademica ci fornisce la possibilità di creare nuove opportunità di confronto e di interpretazione", prosegue Marlow. Una delle sfide per capire le persone è l'orizzonte degli eventi di Facebook.

Il nuovo profilo Timeline esteso recentemente agli utenti, conduce ad un mondo in cui è possibile conoscere di più sugli eventi importanti che si sono verificati nella vita delle persone, indipendentemente da quando si sono verificati. "Per esempio, - spiega Marlow - vedrete sulla mia timeline che ho studiato all'estero, in Giappone durante il liceo nei primi anni 1990, cosa che non ho potuto esprimere prima. Questo ci permette di studiare i fenomeni attraverso il tempo, per esempio, quanti studenti sono in viaggio all'estero, e se questo tasso è cambiato negli anni."

Ogni volta che viene creato un nuovo mezzo di comunicazione si dibatte sul fatto se sia distruttivo per la società in generale. "Facebook ha lavorato per creare una rete che i cui modelli si avvicinano al mondo delle relazioni reali", dice Marlow. In effetti, un recente studio di Pew Internet & American Life sugli utenti statunitensi, ha rilevato che oltre il 93% dei loro amici di Facebook erano persone che avevano già incontrato offline. Secondo Marlow "quando Facebook diventerà parte ancora più integrante della comunicazione tra persone, diventerà difficile distinguere ciò che è 'mondo reale dal comportamento sociale'".

Immagine: Facebook

Bankitalia: aumentano i poveri in Italia, quota individui pari al 14%


La quota di individui poveri è risultata nel 2010 pari al 14,4 per cento, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri. E' quanto rileva Bankitalia nell'indagine I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2010. Sulla base dei dati dell’Istat sulla popolazione è possibile stimare in circa 24 milioni il totale delle famiglie italiane. Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all'indice di Gini, e' risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). Nell'indagine, poi, si indica la percentuale di famiglie indebitate: il dato è pari al 27,7%. L'indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l'acquisto e per la ristrutturazione di immobili. L'incidenza mediana della rata annuale di finanziamento complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del 12,4%. La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30% del reddito, riguarda l'11,1% dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Nel 2010 le famiglie italiane risultano composte in media da 2,53 componenti. Negli ultimi trent’anni la distribuzione delle famiglie per tipologia si è fortemente modificata. In particolare, sono diminuite le coppie con figli, che da circa il 60 per cento nel 1980, costituiscono ora poco meno del 40 per cento delle famiglie italiane. Allo stesso tempo, sono cresciute le coppie senza figli (dal 20 al 23,9 per cento) e le famiglie mono-componente (passate dal 10,5 per cento al 24,9 per cento). Il rapporto completo in formato pdf è scaricabile collegandosi a questo link.
Via: Adnkronos

Scambiare password account col partner è segno di fiducia totale


La password è un segno di fiducia e fedeltà per gli adolescenti. Uno scambio che rappresenta una vera e propria prova d’amore. Le password di social network come Facebook e Twitter, della mail tra le nuove generazioni è simbolo di totale fiducia nell’altro. I giovani fidanzati a volte scelgono perfino un'identica password e accettano vicendevolmente che l'altro legga le proprie email e i propri messaggi. Rosalind Wiseman nel suo Queen Bees and Wannabes aiuta i genitori a comprendere il rapporto tra adolescenti ed amore che passa dalla tecnologia. In base ai risultati del sondaggio di Pew Internet and American Life Project, nel 2011 il 30% degli adolescenti ha condiviso la propria password con amici e fidanzati. L'indagine, su 770 giovani di 12-17 anni, mostra che le ragazze danno le proprie password con una frequenza quasi doppia dei coetanei. Non sempre però lo scambio della password si rivela un sodalizio d’amore: se a chiedere lo scambio è solo uno dei due partner, diventa una prova di fiducia forzata che di certo non fa bene alla relazione. Se poi la coppia si rompe, uno dei due può usare la password dell'altro per vendicarsi, usandone l'account per mandare lettere false e distruggere la reputazione dell'ex partner prima che questo possa chiudere definitivamente creando una nuova chiave di accesso. Una controtendenza quella dei giovani, in un epoca dove le vecchie generazioni sono ossessionate dal mantenere la propria privacy con le nuove tecnologie. Telefoni che nascondono le infedeltà, aumento dei divorzi la cui causa è proprio l’infedeltà scoperta su Facebook. Singolare il caso di New London, in cui un giudice ha ordinato alla coppia in via di divorzio lo scambio forzato delle password di Facebook. Ma gli studenti dicono che ci sono altri motivi per scambiarsi le chiavi d'accesso, oltre a quello di una dimostrazione di fiducia. Ad esempio, molti universitari dicono di avere regolarmente condiviso la password di Facebook per costringersi a studiare per gli esami.

Vie: Blitz Quotidiano, ANSA

Lo sbadiglio è contagioso soprattutto tra le persone che si amano


Che lo sbadiglio sia "contagioso", è già noto, ma uno studio rivela che si trasmette più facilmente tra persone che hanno tra loro un legame empatico, come amici, parenti stretti, partner. E' quanto osservato dagli scienziati Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi, del Museo di storia naturale e del territorio dell'Università di Pisa e dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr di Roma. 

Lo studio, sostenuto anche dagli zoo di Pistoia, Falconara (Ancona) e Lignano Sabbiadoro (Udine), si basa su una rigorosa raccolta di dati etologici, effettuata nel corso di un anno su più di 100 uomini adulti e corrispondenti a oltre 400 coppie di 'sbadiglianti', osservati in diverse situazioni, ad esempio durante i pasti, sul treno, al lavoro. 

Le osservazioni sono state effettuate in Italia e Madagascar e hanno coinvolto persone di diverse nazionalità. Nel campione sono stati compresi soggetti che non si conoscevano, coppie di conoscenti che si frequentano solo in quanto avevano un terzo elemento comune, come il lavoro o un amico, e infine amici che si frequentano per scelta, parenti stretti come nonni/nipoti, genitori/figli, fratelli e compagni di vita. 

''Un'analisi statistica basata su modelli lineari misti - dichiara Norscia - ha rivelato che la presenza e la frequenza di contagio non è influenzata da differenze di contesto sociale o dalle modalità di percezione (sentire uno sbadiglio evoca una risposta tanto quanto vederlo, o vederlo e sentirlo), né da differenze di età, di genere o di nazionalità, ma dalla qualità della relazione che lega chi sbadiglia e chi 'riceve' ". 

Insomma, lo sbadiglio si diffonde più facilmente tra persone che si amano, ovvero tra familiari o coppie, mentre il contagio diminuisce progressivamente tra amici, conoscenti e sconosciuti. A favore di questa ipotesi ci sono anche dati neurobiologici. Insomma, lo sbadiglio è indice non solo di noia, ma anche di empatia.

Via: TG Com
Foto dal Web

Sesso in ufficio rende più produttivi, il manuale online del Kamaoffice


Coppie che si formano sul posto di lavoro e danno vita a relazioni stabili, scappatelle o liaison durature fra colleghi: da una ricerca dell'associazione "Donne qualità e Vita" realizzata con la collaborazione della sessuologa Serenella Salomoni e del personal tranier Andrea Carollo, è emerso che, su un campione di 480 individui fra i 25 e i 55 anni, 1 lavoratore su 5 ha ammesso di aver avuto almeno una relazione con un collega e 1 coppia su 10 afferma di essersi formata sul posto di lavoro. La gran parte degli intervistati, inoltre, ha confermato che avere una storia con un collega di scrivania dà piu' felicità ed energia.

Internet e sesso dipendenze degli italiani


Internet, shopping compulsivo, gioco d'azzardo e sesso sono tra le dipendenze che affliggono gli italiani secondo uno studio. A mettere l'accento sul trend delle dipendenze e' l'Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche. La fascia di eta' piu' esposta al rischio di sviluppare questi disturbi comportamentali e' quella compresa tra i 14 e i 45. A esserne maggiormente colpiti secondo lo psicologo Stefano Benemeglio sono gli uomini. 

Sarebbero almeno 3 su 100 gli italiani dipendenti da Internet, dall'acquisto dell'oggetto inutile, dal gioco d'azzardo e dal sesso ad ogni costo. Spesso si crede che la dipendenza sia solo quella legata agli stupefacenti, all'alcol o al fumo. Ma non è così: ci sono dipendenze subdole, scambiate per cattive abitudini, avverte Benemeglio. 

Le quattro dipendenze emergenti che affliggono gli italiani sono abitudini che generalmente si possono classificare tra i comportamenti naturali e normali, ma diventano un disturbo comportamentale quando l'individuo non riesce più a farne a meno, aggiunge lo psicologo. La dipendenza in maggior crescita ad esempio, è il cosiddetto "Internet Addiction Disorder" (dipendenza da Internet), una sindrome legata a una sudditanza alla tecnologia da cui sono affette molte persone che passano ore e ore davanti al computer. 

C'è chi và al supermarket per acquistare l'oggetto più inutile. La 'sex addiction', affligge il 2% degli italiani. Ci sono diversi casi di donne affette da questa dipendenza, ma sono soprattutto gli uomini ad esserne colpiti. L'elemento più significativo della dipendenza è dato dalla ricerca di situazioni sempre più rischiose, quali ad esempio corteggiare donne o uomini sposati per avere il brivido di vivere il pericolo di essere sorpresi. Infine vi è una terza tappa riconosciuta come 'tossicomania' in cui l'individuo comincia a subire dei disturbi sia nei rapporti con le persone che lo circondano sia sul luogo di lavoro.

Fonte: LEGGO