Al via l'operazione Reddito di Cittadinanza. Sono stati risolti i problemi di accesso su alcuni gestori SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per la presentazione della domanda di accesso al Reddito di Cittadinanza. Il sito - che in mattinata appena attivato, segnalava un errore per l'ingresso con l'"identità telematica" di alcuni operatori - è ora funzionante e consente la presentazione delle domande con i codici di tutte e nove le società che forniscono lo SPID. La consegna della carta per il reddito di cittadinanza avverrà a partire dal 19 aprile 2018, dopo che l'Inps avrà provveduto a rendere disponibili i primi esiti istruttori e i flussi dispositivi a decorrere dal 15 aprile.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Lavoro, al via la presentazione delle domande di RdC: sito operativo
Al via l'operazione Reddito di Cittadinanza. Sono stati risolti i problemi di accesso su alcuni gestori SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per la presentazione della domanda di accesso al Reddito di Cittadinanza. Il sito - che in mattinata appena attivato, segnalava un errore per l'ingresso con l'"identità telematica" di alcuni operatori - è ora funzionante e consente la presentazione delle domande con i codici di tutte e nove le società che forniscono lo SPID. La consegna della carta per il reddito di cittadinanza avverrà a partire dal 19 aprile 2018, dopo che l'Inps avrà provveduto a rendere disponibili i primi esiti istruttori e i flussi dispositivi a decorrere dal 15 aprile.
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Clarion, cresce esigenza di mobilità in città: sicurezza è una priorità
Nelle città è cresciuta la richiesta di sicurezza stradale. In un'epoca in cui la mobilità e i rispettivi utilizzi si stanno evolvendo a ritmi senza precedenti la sicurezza è diventata più che mai una priorità. A tal proposito, a preoccupare sono soprattutto i pericoli collegati ai nuovi mezzi di trasporto, come ad esempio gli scooter elettrici. È necessario riconsiderare la sicurezza stradale? Senza trascurare alcun mezzo di trasporto e immaginandone persino di nuovi, è arrivato il momento di investire sulle ultime tecnologie. Le città stanno iniziando a sembrare giungle che pullulano di nuovi marchingegni. È pertanto essenziale riorganizzarsi per ritrovare un livello soddisfacente di sicurezza.
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idealo: allestire valigia per mare? Con eCommerce si risparmia 40%
L’intera categoria nel 2017 ha subito un aumento dell’interesse medio del +19,4%: occhiali da sole, prodotti solari, costumi da bagno donna e giochi da spiaggia tra i prodotti più desiderati. Anche la tendenza per il 2018 è positiva: +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2017. Boom per gli sport acquatici: I prodotti in assoluto più convenienti sono gli stand up paddle e i gommoni/kayak. Anche quest’anno è arrivato il momento tanto atteso delle vacanze estive. Secondo l’ISTAT nel 2017 il numero complessivo di viaggi effettuati dagli italiani è stato pari a 66 mln e 347 mila con, tra le mete italiane preferite, le regioni marittime di Emilia-Romagna (13,6%) e Puglia (12,4%)¹.
Furti in casa: da D-Link i consigli per rendere difficile la vita dei ladri
Secondo le ultime ricerche, le nostre abitazioni sono sempre più a rischio furti, ecco come proteggerle al meglio. Il tema della sicurezza delle nostre case è argomento molto sentito, soprattutto durante la stagione estiva: secondo gli ultimi dati Istat, infatti, se si prende come riferimento il periodo compreso tra il 2010 e il 2012, si nota che i furti in appartamento sono aumentati del 40,3%, una crescita decisamente preoccupante. Una situazione forse peggiore è data dalla percezione del rischio di criminalità: infatti, sempre stando ai dati Istat*, le famiglie italiane credono che il loro quartiere sia meno sicuro rispetto al 2012.
Doodle Google per la festa della mamma, sempre meno figli in Italia
Nella giornata della Festa della Mamma anche Google ha deciso di festeggiarla con uno speciale Doodle tematico. Il logotipo odierno mostra una madre in sella ad una bicicletta che pedala affiancata dai suoi figli su entrambi i lati. Passando il cursore del mouse sul Doodle si legge: "Buona Festa della Mamma!" mentre cliccando su di esso si ottengono i risultati della chiave di ricerca "Festa della Mamma". Oggi Airc distribuirà in 3.600 piazze italiane circa 600 mila piantine di azalea, simbolo della battaglia contro i tumori femminili. E negli anni della crisi economica si riducono anche le mamme.
Ict: Istat, in 2013 sei famiglie su 10 hanno accesso a internet in casa
Nel 2013 aumenta rispetto all'anno precedente la quota di famiglie che dispone di un accesso ad Internet da casa e di un personal computer (rispettivamente dal 55,5 percento al 60,7 percento, dal 59,3 percento al 62,8 percento). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'87,8 percento possiede un personal computer, l'85,7 percento ha accesso ad Internet da casa.
All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, appena il 14,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 12,7% dispone di una connessione per navigare in Internet. Se si confronta la disponibilità di personal computer e di un accesso ad Internet da casa, il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un operaio e quelle in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista risulta di circa 19 punti percentuali a favore di questi ultimi.
Anche la distanza nel possesso di un cellulare abilitato alla connessione ad Internet è ampia, circa di 23 punti percentuali. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un personal computer sono il 65,4% e rappresentano il 63,3% quelle che dispongono di un accesso ad Internet da casa a fronte del 57,2% e del 55% registrati nel Sud-isole. Il Mezzogiorno registra un forte ritardo nel possesso del cellulare con connessione ad Internet (il 36,1% contro il 47,6% del Centro-nord).
Nel 2013, oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (il 54,3%) utilizza il personal computer e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (il 54,8%) naviga su Internet. Tra i piccoli di 3-5 anni l'uso del pc registra gli incrementi maggiori passando dal 17,4% del 2012 al 23,3%. L'uso di Internet cresce tra gli adulti di 35-44 anni (73,4% contro il 68,9% del 2012) e le persone di 60-64 anni (36,4% contro il 30,9% del 2012). Sono ancora forti le differenze di genere e generazione.
Utilizza il personal computer il 59,7 percento degli uomini, a fronte del 49,3 percento delle donne, e naviga su Internet il 60,2 percento degli uomini e il 49,7 percento delle donne. Come pure i maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani tra i 15-19 anni (rispettivamente, oltre l'88 percento e oltre l'89 precento). Non presentano più difficoltà soltanto le operazioni di base con il personal computer (83,8 percento) o, nel caso di Internet, usare i motori di ricerca (96,2 percento).
Solo i nativi digitali (15 e 24 anni) hanno competenze nettamente al di sopra della media nazionale. L'evoluzione di Internet ha condotto ad una spiccata crescita della interazione con gli altri attraverso i social network, sia di consultare un wiki (+5 punti percentuali) o effettuare telefonate in rete (+3 punti percentuali). Inoltre, tra le persone di 6 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi, il 20,9% lo ha fatto per esprimere opinioni su temi sociali o politici e il 10% per partecipare a consultazioni o votazioni.
Nel 2013 si rileva un forte incremento dell'utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni sanitarie (dal 45,1 percento del 2011 al 49,6 percento). Le donne sono le più attive nel manifestare interesse per queste informazioni (54,8 percento rispetto al 45 percento degli uomini). Il web è utilizzato per leggere giornali, informazioni, riviste (63 percento contro il 50,5 percento del 2012), per leggere o scaricare libri online o e-book (17,3 percento), per sottoscrivere abbonamenti (3,9 percento).
Un terzo degli utenti di Internet si è relazionato online con la Pubblica Amministrazione. Le motivazioni principali riguardano il pagamento delle tasse (26,8 percento), l'iscrizione a scuole superiori o all'università (20,7 percento) e l'accesso alle biblioteche pubbliche (18 percento). Il 67,2 percento si dichiara soddisfatto per la facilità di reperimento delle informazioni e una quota ancora maggiore, il 71,7 pecento, per la loro utilità.
Cresce anche l'e-commerce: nel 2013, il 31,5 percento degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che denotano una crescita maggiore sono i servizi finanziari e/o assicurativi (+7,6 punti percentuali) e l'ordine o l'acquisto di libri, giornali, riviste, e-book (+5,3 punti percentuali). Ai primi posti degli acquisti si confermano le spese per vacanze e viaggi nonché l'acquisto di abiti e articoli sportivi.
Fonte: Istat
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RC auto, punti patente: li hanno persi più di 2 mln e mezzo di italiani
Dopo dieci anni di patente a punti Facile.it ha fatto alcuni conti; solo nell'ultimo quinquennio hanno subito decurtazioni circa 2,8 milioni di italiani; Trentino, Friuli e Veneto le regioni in cui, percentualmente, sono stati sanzionati più automobilisti. In linea generale i motociclisti sono più disciplinati degli automobilisti, le donne più brave degli uomini. La patente a punti entra nel suo undicesimo anno di vita e Facile.it, comparatore leader del settore RC auto, ha calcolato che sono circa 2,8 milioni gli italiani che, nell’ultimo quinquennio, si sono visti sottrarre punti dalla patente.
Alcol, rapporto Istat: oltre 7 milioni di italiani a rischio binge drinking
Nel 2012 il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno. Tale quota è stabile rispetto all'anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni prima (70,2%). E' quanto emerge dal rapporto Istat "L’uso e l’abuso di alcol in Italia". Dal 2002 al 2012 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 24,6%, specialmente tra le donne (-32,6%).
Istat: residenti in Italia sono 59,4 milioni, aumentano donne centenarie
Al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, la
popolazione residente in Italia ammonta a 59.433.744 unità.
Rispetto al 2001, quando si contarono 56.995.744 residenti, l’incremento è del 4,3%, da attribuire
esclusivamente alla componente straniera. Infatti, nel decennio intercensuario la popolazione di cittadinanza
italiana è diminuita di oltre 250 mila individui (-0,5%), mentre quella straniera è aumentata di 2.694.256
unità. Sul data warehouse I.Stat sono da oggi disponibili i dati definitivi relativi alla popolazione residente per comuni, sesso, anno di età e cittadinanza (italiana e straniera).
I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le regioni della Penisola, mentre gli italiani diminuiscono nel
Mezzogiorno oltre che in Piemonte, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. In particolare, i cittadini italiani
aumentano nel 43,2% dei comuni (3.493) e diminuiscono nel restante 56,8% (4.599). I comuni in cui si
registra il maggior incremento di residenti italiani sono Rognano, Sant'Alessio con Vialone e Roncaro, tutti in
provincia di Pavia; quelli che ne perdono di più sono Paludi in provincia di Cosenza, Quindici in provincia di
Avellino e Rocca de’ Giorgi in provincia di Pavia.
Nel periodo intercensuario i maggiori incrementi di popolazione si rilevano nelle regioni del Centro-Nord,
specie in Trentino-Alto Adige (+9,5%), Emilia-Romagna (+8,5%), Lazio (+7,6%), Lombardia (+7,4%) e
Veneto (+7,3%). Al contrario, nelle regioni del Sud e delle Isole si registrano incrementi lievi (intorno all’1% in
Campania, Puglia e Sicilia) e perdite di popolazione (superiori al 2% in Molise, Basilicata e Calabria). In Italia, al 9 ottobre 2011, ci sono 93,7 uomini ogni 100 donne (28.745.507 uomini, 30.688.237 donne).
A
livello territoriale non si segnalano differenze significative, anche se nell’Italia Centrale il rapporto di
mascolinità scende al 92,3% (5.568.595 uomini, 6.032.080 donne), mentre nelle regioni del Sud, nelle Isole
e nel Nord-Est si attesta rispettivamente a 94,3% (6.783.667 uomini, 7.193.764 donne), 94,1% (3.219.998
uomini, 3.422.268 donne) e 94,2% (5.551.923 uomini, 5.895.882 donne).
Il rapporto di mascolinità è più alto in Trentino-Alto Adige (95,9%), Basilicata (95,8%) e Sardegna (95,6%)
mentre il più basso si registra in Liguria (89,5%).
In 1.898 comuni, pari al 23,5% del totale, il rapporto di mascolinità risulta sbilanciato a favore della
componente maschile, con il primato che spetta a due centri del cuneese: Castelmagno (182,8 uomini ogni
100 donne) e Valmala (190,9 uomini ogni 100 donne). Al contrario, si contano solo 67,8 uomini ogni 100
donne a Montebello sul Sangro in provincia di Chieti, e 69,4 a Introzzo in provincia di Lecco. Dal 2001 al 2011 la percentuale di popolazione di 65 anni e più è passata dal 18,7% (10.645.874 persone) al
20,8% (12.384.963 persone); era al 15,3% nel 1991 (8.700.185 persone).
Anche i “grandi vecchi”, ovvero gli ultra 85enni, incrementano il loro peso sul totale della popolazione
residente (dal 2,2% del 2001 al 2,8% del 2011). In particolare, si registra un aumento del 78,2% nella classe
95-99 anni e del 138,9% in quella degli ultracentenari.
Le persone di 100 anni e più, infatti, erano 6.313 nel 2001 (1.080 maschi e 5.233 femmine), mentre nel 2011
ne sono state censite 15.080, con una percentuale di donne pari all’83,7% (12.620 unità); 15.060 hanno una
età compresa tra i 100 e i 109 anni; in 11 hanno raggiunto i 110 anni, in sette i 111 e solo due donne
(residenti una in provincia di Milano e una in provincia di Venezia) alla data del 15° Censimento avevano
compiuto 112 anni.
La Lombardia è la regione in cui risiede il maggior numero di ultracentenari (2.391, pari al 15,9% del totale),
seguita dall’Emilia-Romagna (1.533, 10,2%) e dal Veneto (1.305, 8,6%). Anche nel 2001 la Lombardia (940,
14,9%) e l’Emilia-Romagna (602, 9,5%) erano le regioni con più ultracentenari, mentre al terzo posto si
collocava il Piemonte (598, 9,4%) anziché il Veneto (542, 8,6%).
Nel corso degli ultimi dieci anni il numero di ultracentenari è raddoppiato in quasi tutte le regioni italiane ed è
più che triplicato in Basilicata (da 43 a 137 persone, con un incremento percentuale pari al 218,6%).
I
residenti di 100 anni e più sono cresciuti del 204,0% nel Lazio, del 197,8% in Umbria. Le città con più ultracentenari al 9 ottobre 2011 sono Roma (681, 4,5%), Milano (494, 3,3%), Genova (267,
1,8%) e Torino (240, 1,6%). Nel Sud, le percentuali più elevate di anziani di 100 anni e più sono state
registrate a Napoli (1,0%, 145 unità), Palermo (0,6%, 89) e Messina (0,6%, 88).
L’analisi territoriale mostra una geografia dell’invecchiamento abbastanza variabile. Considerando l’età
media della popolazione residente, che per l’Italia nel suo complesso è pari a 43 anni, le regioni del Sud
presentano valori al di sotto del dato nazionale.
In Calabria, Puglia, Trentino-Alto Adige e Sicilia l’età media è
di 42 anni, mentre in Campania scende al livello minimo di 40 anni. Quattro sono le regioni che si attestano
sul valore medio nazionale (Lazio, Basilicata, Veneto e Lombardia); nel resto della Penisola l’età media varia
dai 44 anni di Sardegna, Valle d’Aosta, Abruzzo e Molise, ai 45 anni di Marche, Emilia-Romagna, Umbria,
Piemonte e Toscana, fino a toccare il valore massimo in Friuli-Venezia Giulia (46 anni) e Liguria (48 anni).
Il comune mediamente più giovane è Orta di Atella, in provincia di Caserta, con una età media di 32 anni, il
più vecchio è Zerba, in provincia di Piacenza, dove l’età media è di 65 anni.
Via: Istat
Agenzia delle Entrate, ReddiTest: software per verifica coerenza fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha svelato il funzionamento del ReddiTest, un software che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell'anno. La verifica avviene sulla base delle spese più significative e facilmente individuabili. Per usare il programma è necessario scaricare il tool e inserire i dati richiesti. Le informazioni, quindi, restano sul proprio PC, senza lasciare alcuna traccia sul Web.
"Nel ReddiTest - spiegano dall'Agenzia delle Entrate - devono essere inizialmente indicati la composizione, il reddito e il comune di residenza della famiglia, e, successivamente, le spese sostenute nell'anno, suddivise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari".
Disponibile dal 20 novembre, il nuovo software ha come obiettivo quello di indurre i cittadini a una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Per conoscere la propria congruità, il contribuente dovrà compilare una serie di campi con le spese più importanti sostenute durante l'anno, come l'acquisto di una casa, di una barca, di un'auto o beni di lusso.
Poi bisognerà aggiungere tutte le altre spese come abbigliamento, cibo, abbonamenti in palestra ed altro, calcolate in base all'Istat e alla propria tipologia familiare. Solo dopo aver comunicato queste informazioni, scatterà il confronto con il reddito dichiarato. Alla fine il Redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato o si ha intenzione di dichiarare.
In caso di discostamenti significativi scatterà l'accertamento da parte del Fisco. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, in occasione della presentazione, ha spiegato che il Redditest è nato "per favorire la conformità dei redditi dei contribuenti, utilizzando il modello di analisi e valorizzazione elaborato in collaborazione con la Sose, la società per gli studi di settore".
Il Redditest è figlio del redditometro, messo a punto un anno fa dall’Agenzia delle Entrate per migliorare il contrasto agli evasori fiscali. Il nuovo redditometro, previsto dal decreto 78 del 2010, è un metodo di ricostruzione del reddito che, a differenza del passato, non si basa su presunzioni originate dall'applicazione di coefficienti, bensì su dati certi come le spese sostenute.
E' possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate. Il risultato e i dati inseriti possono essere salvati e stampati. Versione del software: 1.0.0 del 20/11/2012. Sistemi operativi supportati: Windows 8, Windows 7, Windows Vista e Windows XP Linux, Mac OS X 10.5 e superiori. Per eseguire il software è necessario aver installato Java. Link per il download diretto del software: http://jws.agenziaentrate.it/jws/redditest/redditest/redditest.jnlp.
Via: Business Online
DL crescita: agenda digitale e start up, economia online e uso bancomat
Sono 50 gli articoli del decreto crescita su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo, contenente misure per l'Agenda digitale italiana e le start up innovative. La bozza, in possesso di TMNews, non è escluso che si arricchisca di ulteriori capitoli come le semplificazioni che fanno capo al dicastero della Funzione pubblica.
Il governo con il decreto, si legge nella bozza, "promuove lo sviluppo dell'economia e della cultura digitali, definisce politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali e favorisce l'alfabetizzazione informatica, nonché la ricerca e l'innovazione tecnologiche, quali fattori essenziali di progresso e opportunità di arricchimento economico, culturale e civile".
Arriva la legge biennale per l'incentivazione e lo sviluppo dei servizi digitali. Lo prevede una bozza del dl. "Ogni due anni, entro il 30 aprile, il Governo, su proposta del Ministro dello sviluppo economico presenta alle Camere il disegno di legge annuale per l'incentivo e lo sviluppo dei servizi digitali".
Tra le altre cose il disegno di legge punta a rimuovere gli ostacoli "legislativi e amministrativi allo sviluppo dei servizi digitali" e a "promuovere in tutti i settori di competenza della pubblica amministrazione lo sviluppo di tali servizi". Entro il 31 ottobre di ogni anno spetta al governo presentare una "relazione di accompagnamento" alle commissioni parlamentari competenti.
L'uso del bancomat sarà obbligatorio per tutti gli importi superiori ai 50 euro. Se il decreto sarà approvato, dal primo luglio 2013 scatterebbe l'obbligo di non accettare i contanti per per i pagamenti sopra i 50 euro. In futuro l'intenzione è di estenderla anche ai pagamenti di importo inferiore.
"I soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, per gli importi superiori a 50 euro" si legge nel testo allo studio del governo "sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito".
Arriva il documento digitale unificato. Sullo stesso supporto elettronico saranno unificate "la carta d'identità elettronica con la tessera sanitaria". Oltre a questo il decreto prevede anche il domicilio digitale del cittadino: "è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione un indirizzo di posta elettronica certificata" conservato presso l'Anagrafe nazionale della popolazione residente.
Dal primo gennaio 2013 le amministrazioni pubbliche comunicano con i cittadini solo tramite il domicilio digitale dichiarato. Prevista anche la modalità elettronica per le tessere di riconoscimento rilasciate dalle pubbliche amministrazioni al personale in servizio.
Arriva anche l'Anagrafe nazionale della popolazione residente, "per accelerare il processo di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni, riducendone i costi connessi".
L'Anagrafe subentra, "per tutte le finalità previste dalla normativa vigente, alle anagrafi della popolazione residente tenute dai comuni". Inoltre per contenere i costi del censimento della popolazione, dal 2016 il censimento della popolazione e delle abitazioni "è effettuato dall'Istat con cadenza annuale".
"L'Istat - si legge nella bozza - svolge nel triennio 2013-2015 le attività preparatorie all'introduzione dei censimenti come indagine statistica a cadenza annuale, definendone le metodologie e le modalità di esecuzione".
"Al fine di rafforzare l'integrazione a livello territoriale delle informazioni contenute nelle basi dati delle amministrazioni pubbliche e di queste con i dati statistici, e in particolare con i dati censuari, l'Istat realizza e aggiorna annualmente l'Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici applicando metodi di georeferenziazione dei singoli numeri civici".
Via: TMNews
Consumi, nel 2011 il 35,8% delle famiglie ha ridotto la spesa alimentare
Nel 2011 la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.488 euro (+1,4% rispetto all'anno precedente). Tenuto conto dell'errore campionario (0,7%) e della variazione del valore del fitto figurativo (+2,1%), la spesa risulta stabile in termini reali, nonostante la dinamica inflazionistica (+2,8%). Il valore mediano della spesa mensile per famiglia è pari a 2.078 euro, l'1,9% in più rispetto al 2010, e conferma la stabilità osservata in termini di valore medio.
Bankitalia: aumentano i poveri in Italia, quota individui pari al 14%
La quota di individui poveri è risultata nel 2010 pari al 14,4 per cento, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri. E' quanto rileva Bankitalia nell'indagine I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2010. Sulla base dei dati dell’Istat sulla popolazione è possibile stimare in circa 24 milioni il totale delle famiglie italiane. Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all'indice di Gini, e' risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). Nell'indagine, poi, si indica la percentuale di famiglie indebitate: il dato è pari al 27,7%. L'indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l'acquisto e per la ristrutturazione di immobili. L'incidenza mediana della rata annuale di finanziamento complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del 12,4%. La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30% del reddito, riguarda l'11,1% dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Nel 2010 le famiglie italiane risultano composte in media da 2,53 componenti. Negli ultimi trent’anni la distribuzione delle famiglie per tipologia si è fortemente modificata. In particolare, sono diminuite le coppie con figli, che da circa il 60 per cento nel 1980, costituiscono ora poco meno del 40 per cento delle famiglie italiane. Allo stesso tempo, sono cresciute le coppie senza figli (dal 20 al 23,9 per cento) e le famiglie mono-componente (passate dal 10,5 per cento al 24,9 per cento). Il rapporto completo in formato pdf è scaricabile collegandosi a questo link.
Via: Adnkronos
Istat: 78,9% degli italiani accede a Internet, 68% usa banda larga
Rispetto al 2010 cresce la quota di famiglie che nell'anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l'accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga. All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.
Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud. Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi.
Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento. Nel 2011 il 52,2% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 51,5% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Rispetto al 2010 l'utilizzo del personal computer è cresciuto di 1,2 punti percentuali e quello di Internet di 2,6, confermando così il trend crescente che continua ormai dal 2008.
Le differenze di genere si vanno attenuando nel tempo: se nel 2005 le donne internaute erano poco più di un quarto (26,9%), nel 2011 sono quasi la metà (il 46,7%), a fronte di una quota di uomini pari, rispettivamente, al 37,1% e 56,6%. Fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute e tra i ragazzi di 11 e 19 anni si registra il "sorpasso" femminile. Nell'ultimo anno le differenze sociali sono rimaste sostanzialmente stabili, anche se gli operai hanno fatto registrare incrementi percentuali leggermente superiori a quelli riscontrati tra dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, e direttivi e quadri.
Gli utenti di Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Cresce rispetto al 2010 la quota di coloro che usano Internet per leggere news o giornali online (+7 punti percentuali), per informarsi su merci e servizi (+5,4), avere informazioni sanitarie (+5). Il 26,3% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l'intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.
Rimane stabile la quota di persone di 14 anni e più che hanno utilizzato Internet per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione, con un lieve calo percentuale spiegato dalla crescita di utilizzatori di internet per altri motivi. La maggior parte delle persone che usano il personal computer sa effettuare operazioni base come copiare o spostare un file (85,4%) o copiare informazioni all'interno di un documento (85,1%), mentre solo il 13,7% sa scrivere un programma per computer e il 28,1% sa installare un nuovo sistema operativo o sostituirne uno vecchio.
Quasi la totalità delle persone di 6 anni e più che utilizzano Internet sa usare un motore di ricerca (94,2%) e una quota molto elevata sa spedire e-mail con allegati (83,1%). Oltre la metà degli utenti della rete sa trasmettere messaggi in chat, newsgroup o forum di discussione online (52,7%) e il 41,3% sa caricare testi, giochi, immagini, film o musica, ad esempio, su siti di social networking. È soprattutto attraverso la pratica che gli utenti del web hanno acquisito le proprie competenze (75,9%), assieme all'aiuto ricevuto da colleghi, parenti e amici (68,7%).
Fonte: Istat
Foto dal Web
Istat: aumentano i figli unici e cresce l'uso del cellulare tra i giovani
Cambia il contesto di vita familiare di bambini e ragazzi: tra il 1998 e il 2011 la quota di minori senza fratelli sale dal 23,8% al 25,7%; i minori con 2 o più fratelli diminuiscono dal 23,1% al 21,2%; sostanzialmente stabili al 53,1% coloro che hanno un solo fratello. Raddoppia il numero di minori che vivono con un solo genitore: dal 6% del 1998 al 12% del 2011. Nello stesso arco di tempo diminuisce dal 40,5% al 28,7% la percentuale di minori con padre occupato e madre casalinga. Le nuove tecnologie sono il terreno rispetto al quale cambia più velocemente il comportamento di bambini e ragazzi. Cresce l'uso del cellulare, che quasi raddoppia tra gli 11-17enni (dal 55,6% del 2000 al 92,7% del 2011), e si trasforma in strumento multimediale: diminuisce dal 20,3% al 3,9% la percentuale di 11-17enni che usano il cellulare solo per telefonare. Aumenta notevolmente anche l'utilizzo di internet: per la classe di età 6-17 anni si passa dal 34,3% nel 2001 al 64,3% nel 2011; per gli 11-17enni si passa addirittura dal 47,0% al 82,7%. Rispetto al 1998 cresce la quota di bambini di 3-10 anni che giocano con i genitori, con i nonni e con i coetanei. Nei giorni feriali la quota di bambini che giocano con la madre passa dal 32,4% al 57,8%, con il padre dal 22,5% al 46,2%; nei giorni festivi la quota di chi gioca con la madre passa dal 40,5% al 64,6%, con il padre dal 39,9% al 60,6%. I dati su "Infanzia e vita quotidiana" sono stati rilevati nell'ambito dell'indagine multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" attraverso un modulo specifico sull'infanzia sulla base di una convenzione tra l'Istituto nazionale di statistica e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'indagine è stata condotta su un campione di 20 mila famiglie per un totale di circa 48 mila individui. Le famiglie con minori intervistate sono state 5.066, per un totale di 7.880 bambini e ragazzi di 0-17 anni.
Censimento online: boom di accessi, Telecom Italia raddoppia i server
Il sito dell’Istat è stato preso d’assalto domenica scorsa, primo giorno utile per la compilazione online del questionario del censimento 2011, con picchi fino a 500mila connessioni. Una massa di accessi, che ha mandato in tilt i server sollevando le proteste dei cittadini.
Mentre il numero verde 800 067 701 tramite un messaggio registrato avvisava che a causa del traffico troppo intenso era necessario chiamare più tardi, il sito on line bloccava gli accessi con una serie di "servizio inagibile", "pagina scaduta" o "errore". Ma già da ieri le difficoltà di connessione online alla pagina del questionario sono diminuite. Numerose sul web le proteste per la difficoltà a connettersi on line con il sito del censimento e per questo Telecom Italia ha raddoppiato la potenza dei server.
Si ricorda che per compilare e restituire il questionario online - come pure nelle altre modalita' previste (riconsegna agli uffici postali e ai centri comunali di raccolta) - c'è tempo fino alla fine dell'anno in corso per le famiglie che risiedono nei Comuni con meno di 20mila abitanti, fino al 31 gennaio 2012 per quelle residenti in Comuni con popolazione compresa fra 20mila e 150mila abitanti, fino al 29 febbraio 2012 per le famiglie residenti nei Comuni con più di 150mila abitanti.
Dal 21 novembre, inoltre, scenderanno in campo i rilevatori comunali e, quindi, le famiglie che a quella data non avranno ancora restituito il questionario potranno consegnarlo anche a loro.
“Sorprendente la partecipazione da parte dei cittadini alla compilazione online del questionario per il censimento”: è quanto sottolinea l'Istat, riferendo che “già dalle prime ore del mattino, sono stati raggiunti picchi di 500mila collegamenti contemporanei al sito”. L'Istat osserva che “il grande afflusso di utenti ha creato di conseguenza rallentamenti e difficoltà di accesso. Telecom sta già al lavoro per aumentare la potenza del sistema installato.
Via: Corriere Comunicazioni
Quindicesimo Censimento 2011, in corso la consegna dei questionari
Prosegue fino a sabato 22 ottobre la consegna dei questionari da compilare per il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011. Il Censimento, effettuato ogni dieci anni su tutto il territorio nazionale, rappresenta un’importante rilevazione che permetterà di conoscere la struttura demografica e sociale dell’Italia e dei suoi territori, di acquisire informazioni utili a comprendere meglio la realtà in cui si vive e ad assumere scelte più consapevoli da parte delle Istituzioni, delle imprese e dei singoli cittadini.
Alcuni dati verranno anche utilizzati dai Comuni per la revisione delle anagrafi. I dati raccolti in occasione del Censimento sono tutelati dalle disposizioni in materia di segreto statistico e sottoposti alla legge sulla protezione dei dati personali (D.lgs n. 196/2003). L’Istat è tenuto per legge a svolgere il Censimento della popolazione e delle abitazioni e i cittadini sono tenuti a parteciparvi. L’obbligo di fornire risposta e l’applicazione delle sanzioni in caso di violazione dello stesso sono disciplinati dagli artt. 7 e 11 del d.lgs. n. 322/1989, e successive modifiche e integrazioni.
Tuttavia, come previsto dalla normativa vigente, il cittadino potrà decidere se rispondere o meno ad alcuni quesiti riguardanti i cosiddetti “dati sensibili” contenuti nella sezione del questionario “Difficoltà nelle attività della vita quotidiana”. A tal proposito l'Istat precisa che, mentre i dati censuari potranno essere diffusi, privi degli identificativi diretti, ciò non si applica ai dati di natura sensibile.
Dal 9 ottobre, ma non prima, è possibile anche compilare e restituire i questionari via Internet, collegandosi al sito censimentopopolazione.istat.it e utilizzando la password stampata sulla prima pagina del questionario. A partire da lunedì 10 ottobre, i questionari compilati possono essere consegnati a mano, in busta chiusa, nei 14.000 Uffici Postali presenti su tutto il territorio italiano, oppure in uno dei centri di raccolta del Comune di residenza. In entrambi i casi ai cittadini viene rilasciata una ricevuta (da conservare) di avvenuta restituzione.
Terza Giornata Nazionale contro la pedofilia, in Italia è ancora tabù
La pedofilia in Italia è un fenomeno sommerso, intriso di silenzio e di scarsa sensibilizzazione e prevenzione. Un fenomeno che nel nostro Paese è ancora un tabù, che spesso è meglio non svelare. Per vergogna, paura o inadeguato sostegno. Non è così negli altri Paesi. Secondo il dossier Child Maltreatment, pubblicato ogni anno, nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65mila abusi sessuali; in Inghilterra, stando ai dati del Department for Education, 2000; in Francia 2800. E in Italia? Solo 492, secondo l'Istat. Un gap troppo grande, che non rende giustizia alla reale incidenza della pedofilia, complici una serie di fattori concatenati. "Non c'è una rete unificata delle varie banche dati, dichiara il Presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo - gli unici dati ufficiali sono quelli che arrivano alle nostre linee di ascolto e al 114, il numero di emergenza per l'infanzia del ministero per le Pari Opportunità". Difficoltà di raccolta dei dati da un lato e mancanze di denunce dall'altro. Perché spesso si preferisce soprassedere, fare finta che non sia successo niente. L'allarme lanciato da Telefono Azzurro è chiaro. Nel triennio 2008-2010, all'associazione sono state riferite 570 situazioni di abuso sessuale, una media di 191 casi all'anno. "Oltre alla parzialità dei dati, siamo costretti a registrare un grave ritardo legislativo - spiega Caffo -. In tal senso, Telefono Azzurro auspica che si concluda quanto prima l'iter di ratifica della Convenzione di Lanzarote, giunto ormai alla fase conclusiva". Già 570 i siti finiti nella black list dei siti internet dai contenuti illeciti, operativa da circa 3 anni e sono tantissimi i casi di adescamento di minori tramite chat line o telefonini di nuova generazione.
E-commerce cresce ma per gli italiani il phishing è un tipo di pesca
Pacchetti viaggio (29%), servizi finanziari (27%), abbigliamento e articoli sportivi (23%) sono i settori privilegiati dello shopping virtuale degli italiani, ma nonostante il grande utilizzo della rete per fini commerciali, sette italiani su dieci dimostrano di non conoscerne nello specifico meccanismi e terminologie. Il phishing è per il 29% un tipo di pesca e per il 12% una pratica erotica. Anche la crittografia è sconosciuta ai più: per il 22% è una tecnica artistica, e il firewall per qualcuno (18%) è il titolo di un film. Malgrado ciò gli italiani sembrano preferire sempre più l'acquisto online, sia per i prezzi che appaiono più competitivi (38%) e sia per la comodità (29%), anche se ammettono che sono alti i rischi di frodi o fregature (34%) e quelli legati alla sicurezza (29%). Molta incertezza nel definire anche un hosting, che il 19% è il nome di un dominio pubblico su internet. Dubbi anche per quando riguarda il certificato digitale: per alcuni aiuta a semplificare la burocrazia cartacea (15%), il 26% lo indica l'allegato che si invia con una mail. Stando a quanto riferisce la Camera di Commercio di Milano, il commercio elettronico è in rapida espansione: alcuni dati studiati sul registro imprese del 2009 e del primo trimestre 2010, nonché sui dati Istat del 2010, evidenziano infatti un incremento del +7% delle aziende che operano nel commercio virtuale. Il contrassegno resta la modalità di pagamento privilegiata, con il 32% degli italiani che dichiarano di esercitarla, mentre carte prepagate (17%), carte di credito (19%) e bonifici bancari (14%) non sono ancora entrati del tutto nella filosofia di acquisto degli italiani. E benché attribuiscano al commercio virtuale un livello soddisfacente di sicurezza (49%),
Disoccupazione: Istat, a gennaio all'8,6%, record giovani al 29,4%
Nel mese di gennaio il tasso di disoccupazione italiano si attesta per il terzo mese consecutivo all'8,6%, , mentre è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio 2010. L'Istat rileva che gli occupati sono diminuiti di 83.000 unità rispetto a dicembre (-0,4%, il dato peggiore da settembre 2009) mentre la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) raggiunge un nuovo record e tocca il 29,4% (il dato più alto dal 2004, anno di inizio delle serie storiche). Il tasso complessivo di disoccupazione resta invece fermo, per il terzo mese consecutivo, all'8,6%. Prosegue il calo dell'occupazione maschile, con una percentuale di uomini che lavorano tra i 15 e i 64 anni che scende al 67,2%, ai minimi dal 2004. Il tasso di occupazione si é fissato sul 56,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre (era al 56,9%) e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010. Il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di 0,5 punti rispetto a dicembre e di 2,8 punti rispetto a gennaio 2010 (era infatti al 26,6% nel primo mese dell'anno scorso). Cresce anche il tasso dell'inattività (quanti tra i 15 e i 64 anni non lavorano né cercano impiego) che raggiunge il 37,8%, con un aumento di 0,2 punti sia rispetto a dicembre 2010 sia rispetto a gennaio 2010. Gli occupati nel mese sono 22.831.000 unità, 110.000 in meno rispetto a gennaio 2010 (-0,5%). I disoccupati sono 2.145.000, con una crescita di 2.000 unità rispetto a dicembre (+0,1%). Rispetto a gennaio 2010 i disoccupati sono cresciuti di 58.000 unità. Il calo congiunturale dell'occupazione (-83.000 unità) è la sintesi tra il calo di 38.000 occupati maschi e 45.000 occupati donne. A livello tendenziale le differenze di genere sono più marcate, con un calo di 173.000 occupati tra gli uomini (-1,3%) e un aumento di 62.000 occupate tra le donne (+0,7%).
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