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Spazio, Sistema solare ha nuovo pianeta e primo asteroide con anelli


Sorprese dal Sistema Solare: i suoi confini si ampliano grazie alla scoperta di un nuovo pianeta nano e tra i corpi celesti che lo popolano ci sono anche oggetti inediti, come il primo asteroide con un sistema di anelli simile a quello dei giganti del Sistema Solare, come Saturno, Giove Urano e Nettuno. Entrambe le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature. Il pianeta nano che estende i confini del Sistema Solare e ribattezzato amichevolmente Biden, ovvero il Vice Presidente Joseph R. Biden, ha una sigla 2012 VP113, ed è lontanissimo, circa 80 volte la distanza che separa Terra e Sole. 

A scoprirlo sono stati due celebri cacciatori di pianeti come gli americani Chadwick Trujillo, dell'Osservatorio Gemini della Hawaii, e Scott Sheppard, della Canrgie Institution. Hanno definito il piccolo pianeta "un altro Sedna", riferendosi all'altro pianeta nano scoperto dieci anni fa ma distante "solo" 76 volte la distanza fra Terra e Sole. Secondo i due astronomi il nuovo pianeta proviene dalla nube di Oort, il luogo ai confini del Sistema Solare celebre per essere la "culla" delle comete. Dal 2006, a seguito della ridefinizione di "pianeta" operata a Praga dall'International Astronomical Union (IAU) a Praga, è stata introdotta la nuova classe dei pianeti nani.


Per Sheppard "la ricerca di questi oggetti lontani deve continuare, in quanto essi potrebbero dirci molto su come il nostro Sistema Solare si è formato ed evoluto". Secondo i due autori della ricerca 2012 VP113 e Sedna potrebbero non essere affatto casi isolati: potrebbero esistere circa 900 oggetti con orbite simili e con dimensioni superiori a 1000 chilometri, alcuni perfino confrontabili a Marte o alla Terra. È una giornata felice per lo studio del Sistema Solare", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. 

"Sono due scoperte indipendenti, ma che insieme contribuiscono a dare una visione diversa della zona più esterna del Sistema Solare", ha aggiunto. La scoperta del primo asteroide con un sistema complesso di anelli è infatti altrettanto straordinaria della scoperta del nuovo pianeta nano ai confini del Sistema Solare. L'asteroide di chiama 10199 Chariklo ed è stato scoperto nel 1997, ma solo adesso un dispiegamento di telescopi esteso per un chilometro e mezzo e nuove telecamere hi-tech hanno permesso di scoprire i suoi anelli, "immortalandolo" mentre passava contro il disco di una stella.


Lo ha scoperto il gruppo dell'Osservatorio brasiliano di Rio de Janeiro coordinato da Felipe Braga-Ribas, che ha lavorato in collaborazione con l'americana Cornell University. L'asteroide Chariklo appartiene alla famiglia dei Centauri, gli asteroidi che si orbitano fra Giove e Nettuno anziché fra Marte e Giove, come fanno gli asteroidi più noti. I due anelli hanno un raggio di 391 e 405 km. Per avere risposte certe sull'origine di 2012 VP113 servirà però aspettare misure più accurate. Secondo Gianfranco Magni, il vero salto ci sarà con il lancio di James Webb il telescopio spaziale sviluppato per diventare il successore di Hubble.

Il Telescopio Spaziale James Webb  (in inglese James Webb Space Telescope JWST) è un telescopio spaziale infrarosso costruito e gestito in cooperazione dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Precedentemente indicato come Next Generation Space Telescope (o NGST), è stato rinominato nel 2002 in onore del secondo amministratore della NASA James E. Webb. Il lancio del telescopio è previsto per il 2014. JWST è dotato di sensori estremamente sensibili e la sua missione primaria sarà quella di esaminare il residuo a infrarossi del big bang, per poter determinare le condizioni iniziali di formazione dell'universo. 



Fonte: Meteo Web
Via: INAF
Foto dal web

Spazio: asteroide 2003 DZ15 vicino Terra questa notte, come vederlo


Arriva l’asteroide 2003 DZ15: a distanza di 10 anni dal suo ultimo passaggio, questo sasso cosmico dal diametro di 160 metri torna a visitare la Terra. Lo farà nella notte fra lunedì 29 e martedì 30 luglio da una distanza di tutta sicurezza, pari a nove volte la distanza che separa il nostro pianeta dalla Luna. Nessun pericolo quindi, ma solo uno spettacolo che fortunatamente sarà visibile dall’Italia, naturalmente con l’aiuto di un telescopio di medie dimensioni. 

«L’asteroide raggiungerà la distanza minima dalla Terra, pari a 3,5 milioni di chilometri, intorno alle 2,30 del mattino del 30 luglio. Ma in quel momento sarà difficile vederlo perché sarà molto basso sull’orizzonte», spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. «Le condizioni ideali per osservarlo ci saranno invece intorno alla mezzanotte del 30 luglio, poco prima del passaggio ravvicinato».


Scoperto dieci anni fa, l’asteroide 2003 DZ15 è stato avvistato nei giorni scorsi dal programma di sorveglianza Pan-Starrs (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) gestito dall’Università delle Hawaii. «Aspettavamo il suo ritorno», ha detto Masi. E i sofisticati sistemi di osservazione dello spazio, al suo arrivo, lo hanno subito avvistato e individuato.

Naturalmente, un asteroide delle dimensioni di 2003 DZ15 segnerebbe un brutto giorno per la Terra, se giungesse sul nostro pianeta. 2003 DZ è oltre sette volte le dimensioni della meteora Chelyabinsk che esplose sopra la Russia il 15 febbraio di quest'anno. Anche se non nella classe di un Extinction Level event 2003 DZ15 sarebbe della dimensione simile alla meteora di Tunguska che colpì la Siberia nel 1908.


La NASA prevede di lanciare una missione con equipaggio nei prossimi dieci anni per studiare un asteroide, e forse recuperare un piccolo NEA. Tali sforzi possono aiutare a comprendere e trattare tali rocce spaziali potenzialmente pericolose. La presenza dell'asteroide 2003 DZ15 è stata confermata  dal Lowell Observatory e dal telescopio di Monte Palomar al momento della scoperta, nel febbraio 2003. 

Questo è il suo massimo avvicinamento alla Terra per questo secolo, anche se sarà fare un passaggio vicino alla Terra nel 2057, il 12 febbraio. Il momento migliore per vederlo, ma con l'aiuto di un telescopio di medie dimensioni, è a partire dalla mezzanotte di oggi. Il passaggio di 2003 DZ15 sarà invisibile a occhio nudo, ma si potrà seguire sul Web, nella diretta organizzata dal Virtual Telescope e trasmessa in streaming sul canale ANSA Scienza e Tecnica.




Fonte: La Stampa
Via: Universe Today
Foto: JPL

Astronomia: arriva super cometa, poi eclissi e stelle cadenti nel 2013


Scongiurate le catastrofiche previsioni dei Maya, per l'astronomia il 2013 sarà l'anno delle comete: ben due "visiteranno" i nostri cieli e una, di nome ISON, si annuncia memorabile, brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di luna e le immancabili stelle cadenti, ricordando che il nostro pianeta è bombardato continuamente da materiale spaziale, una quantità stimata pari  a circa 100.000 tonnellate all'anno.

La prima cometa, che si chiama Pan-STARRS, sarà visibile in primavera, "quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla terra" spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del planetario di roma e responsabile del virtual telescope. Il nome ufficiale della cometa Pan-STARRS è C/2011 L4 ed è stata scoperta lo scorso anno tra marzo e aprile.


Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della super cometa C/2012 S1 ISON che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella cometa degli ultimi 100 anni, se sopravviverà al passaggio ravvicinato al Sole, che potrebbe frantumarla. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e potrebbe diventare la super cometa di natale 2013.

Da ottobre, quando sarà ormai dalle parti di Marte, inizierà lo spettacolo pirotecnico del ghiaccio di cui è composta che si dissolverà dando vita ad una coda luminosissima. ISON, sottolinea Masi, "potrebbe diventare molto luminosa in prossimità del suo massimo avvicinamento al sole, a fine novembre 2013, quando arriverà a soli 1,5 milioni di chilometri dalla nostra stella".



In questa fase, rileva masi, ISON potrebbe eguagliare la luminosità della luna, diventando visibile in pieno giorno. Scoperta da due astronomi russi, Vitali Nevski e Artyom Novichonok, con la sua orbita parabolica, sembra provenire, in un viaggio durato milioni di anni, dalla cosiddetta Nube di Oort: il deposito di comete che giace oltre i confini del Sistema Solare.

Daranno spettacolo quest'anno anche due asteroidi: il primo appuntamento ci sarà il 9 gennaio, "quanto l'asteroide APOPHIS, che ha un diametro di circa 300 metri, - spiega Masi - passerà a circa 15 milioni di chilometri dalla terra". "Sarà un passaggio molto interessante dal punto di vista scientifico - prosegue l'esperto - perché aiuterà gli astronomi a calcolare la distanza con cui questo asteroide ripasserà vicino alla Terra nel 2036".



Un passaggio, quello del 2036, su cui da anni si concentrano le attenzioni degli astronomi, perchè ritenuto potenzialmente pericoloso. APOPHIS ritornerà anche nel 2029 a una distanza di sicurezza di 35.000 chilometri dalla terra. Il 15 febbraio, invece, passerà vicino alla Terra l'asteroide 2012 DA14: "del diametro di circa 50 metri - rileva Masi - questo oggetto passerà a 35.000 chilometri dalla Terra".

"Ovviamente - osserva l'esperto - non vi sarà alcun pericolo di impatto con il nostro pianeta ma sarà una occasione ghiotta per astronomi e appassionati perché l'oggetto si vedrà benissimo dall'Italia anche con un piccolo binocolo". Quest'anno sono previste anche due eclissi parziali di luna: il 25 aprile e il 19 ottobre (eclissi di penombra).  Da non perdere gli appuntamenti con le stelle cadenti: le perseidi, il cui picco è previsto l'11 e il 12 agosto e le geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

Via: LEGGO

Da oggi il transito del mega asteroide 2005 Yu55 vicino la Terra


Quest'anno il cielo d'autunno offre un incredibile spettacolo: l'incontro ravvicinato tra un asteroide ed il nostro pianeta. Il rendez vous, secondo quanto previsto dagli astronomi, comincia oggi e andrà avanti per alcuni giorni. Ad incontrare la Terra è l'asteroide 2005 Yu55 che, con il suo diametro di circa 400 metri, transiterà a poco più di 300 mila chilometri da noi, meno della distanza della Luna, un secondo luce. 

Il nostro Pianeta, naturalmente, non correrà alcun pericolo, assicurano gli esperti, si tratterà piuttosto di un avvicinamento spettacolare, con l'astro che sfreccerà rapido tra le stelle, diventando visibile anche attraverso telescopi di medio diametro. A riferirlo è il Planetario di Roma che fa parte del Sistema Musei Civici di Roma Capitale, che, con l'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Sovrintendenza ai Beni Culturali, organizzerà una speciale serata interamente dedicata all'osservazione del fenomeno. 

Venerdì sera, dunque, al Planetario verrà stabilito un collegamento esclusivo, in remoto con i telescopi altamente tecnologici del Virtual Telescope di Gianluca Masi, per riprendere il passaggio in tempo reale, proiettando le immagini sulla cupola del Planetario. 

E', sottolinea il Planetario, "un appuntamento imperdibile con le meraviglie del cosmo, che il Planetario e il suo staff vuole rendere accessibile a tutto il suo pubblico di appassionati e semplici curiosi del cielo. Lo spettacolo sara' anche l'occasione per fare il punto sul reale rischio d'impatto tra gli asteroidi e il nostro pianeta, argomento spesso usato in film e libri per alimentare insensate visioni catastrofiste, ma tuttavia sempre di attualita' scientifica".

Fonte: Adnkronos

Rosat in caduta libera: incerto luogo dell'impatto, rischio 1% su Italia


''La probabilita' di impatto di frammenti del satellite sul territorio italiano e' dell'1%''. Lo comunica in una nota la Protezione Civile dopo la comunicazione ricevuta dall'agenzia spaziale italiana (Asi), nell'aggiornamento odierno sulle previsioni del rientro in atmosfera del satellite dell'Agenzia Spaziale Tedesca (Dlr) Roentgen (X-ray) SATellite (Rosat). 

La finestra di incertezza all'interno della quale allo stato attuale si prevede il rientro del satellite in atmosfera, comunica il Dipartimento, si e' ridotta rispetto alle indicazioni fornite in precedenza: si chiuderebbe alle ore 14.00 di domenica 23 ottobre. E' ancora altissima, quindi, l'incertezza sull'orario, cosi' come sul luogo nel quale potrebbero cadere eventuali frammenti. 

Le stime piu' recenti dell'Agenzia spaziale tedesca Dlr non permettono di fare previsioni piu' accurate. ''Proprio come era accaduto un mese fa per il satellite americano Uars, c'e' una totale incertezza sul luogo della caduta'', ha osservato l'astrofisica Gianluca Masi, del Virtual Telescope e del Planetario di Roma. 

Quello che e' certo e' che si sta riducendo progressivamente l'altezza delle orbite percorse dal vecchio Rosat, tanto che il satellite e' attualmente visibile a occhio nudo (ma in queste ore non dall'Italia), con una luminosita' appena piu' debole rispetto a quella della stella polare. Il satellite Rosat, lanciato da Cape Canaveral il 1 giugno 1990 su un'orbita circolare a 575 km di altezza, non e' piu' operativo dal 12 febbraio 1999. 

Ha una massa di 2.426 kg e a causa dei materiali resistenti al calore usati per la sua costruzione non si distruggera' completamente nell'impatto con l'atmosfera: si prevede che circa il 70% raggiungera' il suolo. L'agenzia spaziale tedesca informera' costantemente il Mic-Monitoring Information Centre, il Centro del Meccanismo Comunitario di Protezione civile attivo 24 ore su 24 che, a sua volta, fornira' ai Paesi europei comunicazioni e aggiornamenti ufficiali e tempestivi.

Fonti: ASCA | ANSA

Astronomia: stasera arriva la luna gigante, culmine a mezzanotte


Dopo 19 anni la Luna questa sera sarà alla distanza minima dalla Terra e sembrerà gigante all'occhio umano, nuvole permettendo. Alle 20,08 il più famoso tra i satelliti sarà a 356.575 chilometri da noi donando uno spettacolo inconsueto e bellissimo che avrà il suo culmine a mezzanotte. Si tratta di un evento astronomico con cadenza quasi ventennale che è molto diverso dalla "superluna" degli astrologi, portatrice di sventure e catastrofi, come i terremoti. 

A rendere particolarmente interessante il fenomeno di quest'anno è il fatto che la Luna sarà, oltre che vicinissima, anche piena. Dal punto di vista astronomico l'appuntamento di questa sera dipende dal fatto che la Luna gira attorno alla Terra seguendo un'orbita ellittica. Tra miti e leggende, però, la Luna gigante nei secoli è stata accomunata a devastanti terremoti o catastrofi naturali perché secondo alcune credenze l'attrazione lunare ha effetti sul mare, sulle maree e su altri fenomeni naturali. 

Ma scientificamente non esistono conferme di questa tesi. 'Stasera sera la Luna raggiungera' la stessa distanza minima dalla Terra che aveva raggiunto 19 anni fa'', spiega l'astronomo Luca Nobili, dell'osservatorio di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Questo non significa che in questi 19 anni la Luna non si sia avvicinata alla Terra negli ultimi anni. 

''La Luna si e' trovata ad una distanza ancora piu' piccola dalla Terra nel 2008, nel 2005 e nel 1993'', rileva l'astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. La distanza minima di questa notte ''non sara' quindi un record'', aggiunge Masi. Sara' un bellissimo spettacolo, assolutamente privo di catastrofici effetti collaterali.

Via: TMNews

Spettacolo in cielo: Martedì 4 gennaio eclissi di Sole e stelle cadenti


Il cielo del 2011 esordisce con lo spettacolo delle stelle cadenti d'inverno, seguite a pochissime ore di distanza da un'eclissi parziale di Sole. Poco prima dell'alba del 4 gennaio, a dare spettacolo sarà lo sciame di meteore delle Quadrantidi, che prendono il nome dalla costellazione che si trova nella regione di cielo dalla quale sembrano provenire. 

Chi ha una certa familiarità con il cielo notturno, può orientare lo sguardo verso la costellazione di Boote. ''Non ci sarà nemmeno il fastidio della Luna perchè ci sarà la Luna nuova'', osserva il presidente dell'Unione Astrofili Italiana (Uai), Emilio Sassone Corsi. ''L'unico problema è che l'eclissi avverrà con il Sole ancora piuttosto basso e si potrà quindi osservare da un punto in cui l'orizzonte è libero'', dice l'astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma e responsabile del progetto Virtual Telescope. 

Chi vive nel Sud vedrà per primo il massimo dell'eclissi, atteso alle 9,06 a Palermo, alle 9,11 a Roma e alle 9,12 a Milano. ''Chi si trova al Sud e' favorito per l'altezza del Sole sull'orizzonte, ma meno per la percentuale di copertura'', osserva l'astrofisico. Chi è a Catania vedrà infatti la Luna coprire il il 50% del disco solare, chi è a Roma il 60% e chi è a Milano il 70%. 

Il fenomeno durerà fino alle 10,40. Guardando verso Est ''si vedrà il disco del Sole coperto per oltre la metà'', prosegue Masi. L'importante, raccomandano gli esperti, è non ''prendere alla leggera'' l'eclissi soltanto perchè è parziale, dunque proteggere gli occhi in modo adeguato per non rischiare seri danni alla retina.

Via: ANSA