Visualizzazione post con etichetta Brand protection. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brand protection. Mostra tutti i post

MarkMonitor: brand soffrono conseguenze indesiderate dopo GDPR


Quasi sei marketer su 10 (58%) affermano che il GDPR ha avuto un forte impatto sul loro approccio alla gestione dei domini e alla loro sicurezza, e quasi un terzo (31%) afferma lo stesso per quanto riguarda la Brexit. Questo è ciò che emerge dal report internazionale pubblicizzato da MarkMonitor, società di Clarivate Analytics specializzata nella protezione del brand. Dall’entrata in vigore del GDPR il 28% dei brand ha dovuto richiedere l’assistenza di consulenza esterna per rendere conforme alla normativa le proprie strategie, il 20 percento non è ancora sicuro di quale sarà l’impatto sul proprio business e il 18% ha affermato di trovare ancora più difficoltà nel combattere le violazioni.

MarkMonitor, brands sui social: falsari agiscono sotto il nostro naso?


Non c’è dubbio che i social media abbiano trasformato il modo in cui i brand interagiscono con i consumatori. Tuttavia, il fenomeno dei social ha anche aperto le porte a nuove strade per la vendita e diffusione di prodotti contraffatti, rischiando di danneggiare la reputazione dei brand. Nonostante le politiche di prevenzione e le linee guida in atto su questi siti, i contraffattori sono particolarmente abili nell’utilizzare queste piattaforme per impersonare i brand. I truffatori lo fanno utilizzando immagini, nomi dei brand e loghi legittimi per apparire credibili, prima di promuovere i prodotti falsi e indirizzare i consumatori verso siti web contraffatti che sembrano veri e attendibili.

MarkMonitor, regali di Natale online: quasi un utente su 2 teme frodi


Anche quest’anno MarkMonitor ha commissionato una ricerca sugli acquisti online per realizzare una panoramica sulla contraffazione. L’inganno sembra essere di tendenza in questo periodo festivo, almeno per i criminali online. Secondo l’ultima ricerca di MarkMonitor®, azienda specializzata nella protezione del brand, il quarantacinque per cento dei consumatori teme di acquistare involontariamente prodotti contraffatti durante la stagione invernale. Nonostante il 91% degli intervistati abbia dichiarato di non acquistare consapevolmente un articolo contraffatto come regalo di Natale, quasi uno su tre afferma di essere stato ingannato e aver comprato un prodotto falso.

Verizon, minacce informatiche globali: smantellarle alla radice si può


Se parliamo di furti di dati, gli hacker sono in grado di introdursi nei nostri sistemi e rubare i nostri dati nel giro di pochi minuti. Il Data Breach Investigations Report 2017 (DBIR) di Verizon ha sottolineato, ancora una volta, che questi criminali sono in grado di insidiarsi nei sistemi informatici nel giro di pochi minuti, e di estrarne i dati custoditi nell’arco di qualche giorno. Le organizzazioni, al contrario, molto spesso non si accorgono dell’attacco se non con settimane di ritardo. Per fortuna, oggi le organizzazioni hanno a disposizione un nuovo strumento per individuare e tenere testa alle minacce informatiche, invece di aspettare che gli hacker bussino alla loro porta.

CompuMark, veicoli senza conducente alla SNU: Uber può bloccarli


La società ha accusato di violazione del marchio l’Università in Sud Corea a causa di un errore di alcuni mezzi d’informazione coreani. Non si può negare il ruolo che Uber sta avendo nel ridefinire il modo in cui si utilizza il trasporto pubblico. La società americana di car sharing ha reso più facile, più economico e più veloce andare dal punto A al punto B, senza la necessità di prenotare anticipatamente il mezzo o pagare in contanti. I potenziali passeggeri scaricano sul proprio smartphone una applicazione che permette loro di richiedere l'auto con conducente disponibile più vicino. Uber stabilisce il prezzo della corsa, e le transazioni avvengono attraverso la piattaforma online.

CompuMark lancia strumento di ricerca immagini fai da te avanzato


CompuMark, azienda specializzata nella ricerca e nella protezione dei marchi, ha annunciato la disponibilità di TM go365 Image Search, il suo nuovo strumento di ricerca di immagini self-service che rende più semplice agli utenti ricercare serenamente le immagini da registrare da soli. TM go365 Image Search, integrato nella soluzione TM go365, è il primo strumento del suo genere che combina la tecnologia di riconoscimento delle immagini con un database globale di contenuti e un potente strumento di analisi. Caricando semplicemente un’immagine e dando il via alla ricerca, l’utente riceverà un set di risultati che mostreranno istantaneamente le corrispondenze più simili.

MarkMonitor, analisi di alcune tecniche impiegate dai criminali online


Jerome Sicard, RM di MarkMonitor, analizza le ultime “tecniche” dei criminali online. A seconda del settore e del tipo di azione fraudolenta, i truffatori monetizzano in vari modi le credenziali di accesso e i dati dei malcapitati. Mentre chi opera in determinate industrie ha familiarità con le truffe di phishing e capisce come i truffatori monetizzino i propri dati, non è necessariamente chiaro come questo avvenga in molti settori verticali. Gli istituti finanziari sono di sicuro i maggiori obiettivi degli attacchi di phishing. I truffatori sfruttano una serie di frodi di social engineering per rubare le credenziali di accesso e le informazioni della carta di credito dai clienti degli istituti finanziari.

Da Thomson CompuMark opzione self-service per availability search


In concomitanza della quarantaseiesima Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale - World IP Day, Thomson CompuMark, azienda specializzata a livello mondiale in ricerca e protezione del marchio, ha ampliato la sua offerta con il lancio di TM go365™, fornendo al processo di validazione dei marchi un livello di flessibilità, velocità e convenienza senza precedenti. La soluzione, basata su cloud, incorpora una serie di funzioni che consentono ai professionisti di effettuare ricerche di similitudine dei marchi rapide ed efficienti e di ridurre i rischi per i brand, senza ricadere in semplici screening knock-out o ricerche web che costringono gli utenti a compromessi sulla qualità.

MarkMonitor: abuso del brand nascosto e le frodi nei social network


I consumatori oggi usano diversi canali per entrare in contatto con i brand. Visitano i negozi fisici, i siti web, le app mobile, i siti di social media e così via. I proprietari di marchi si aspettano che i loro clienti sperimentino una brand experience coerente in tutti questi canali. Sfortunatamente, i truffatori vogliono sfruttare i marchi e monetizzali per il loro guadagno e i clienti finiscono per cadere vittime delle loro truffe. “Quando si parla di social media, la maggior parte delle aziende si concentra principalmente sul marketing del proprio brand e spesso sottovaluta l’importanza della protezione del marchio”, scrive Jerome Sicard, Regional Manager Sud Europa, MarkMonitor.

MarkMonitor salvaguarda le aziende dall'abuso del brand nel mobile


MarkMonitor®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, ha annunciato oggi la disponibilità di MarkMonitor Brand Protection™ - Mobile Apps. Con questa nuova offerta, i brand possono rilevare e rimuovere le istanze di violazione e abuso del marchio anche nei popolari app store. Scoraggiando l’impersonificazione del marchio e la falsa associazione nel canale mobile, le aziende possono ridurre la confusione dei clienti, rafforzare la fiducia del marchio e proteggere i ricavi provenienti dall'm-commerce.

Da MarkMonitor strategie per proteggere reputazione Web dei brand


Anche per quest'anno MarkMonitor, azienda esperta nella brand protection, ha stilato un decalogo di suggerimenti rivolti alle aziende per aiutarle a salvaguardare la propria reputazione e il business dai pericoli che derivano da Internet. Dal lancio dei nuovi gTLD, a come muoversi sui mercati asiatici, a un corretto uso dei social media per la promozione del proprio brand alla business intelligence aziendale, le strategie proposte portano le aziende a riflettere sull'importanza della protezione del brand online. 

L’espansione e l’incalzante evoluzione di Internet ha determinato un aumento dei rischi per la reputazione dei brand e per i profitti. Nel mondo digitale, l’impatto derivante dall’abuso dei brand è immediato ed esteso. Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe di MarkMonitor ha stilato le seguenti strategie per il 2014, che dovrebbero essere basilari nel valutare un potenziamento del programma di tutela del brand delle aziende.

1. La nuova realtà: il lancio dei Nuovi Domini di Primo Livello Generico
I nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD) rappresentano, da una lato, un’opportunità per il business e, dall’altro, una nuova minaccia da cui difendersi. La messa a punto di strategie di espansione del business o di difesa del brand è responsabilità di ogni marchio.

Nei prossimi mesi verranno introdotti centinaia di Nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD): è quindi il momento di decidere se registrare, bloccare o amministrare il proprio brand nei nuovi registri. Per sviluppare la strategia è necessario collaborare con i colleghi che presiedono i dipartimenti legali e di risk management e congiuntamente valutare rischi, opportunità, vincoli di bilancio. 

2. È il momento di riconsiderare le proprie difese
Nei prossimi tre anni saranno introdotti oltre 600 Nuovi gTLD: nessuna azienda può permettersi di registrare l’intero portfolio di brand in tutte le nuove estensioni. La maggior parte delle aziende dovrà rielaborare la propria strategia di tutela del brand, passando da un approccio basato sulle tradizionali registrazioni difensive di domini a uno basato sul monitoraggio degli abusi in uno spazio esteso di nomi-dominio.

Se non si dispone ancora di linee guida definite, gli uffici legali e di protezione del brand dovranno collaborare con gli uffici marketing allo sviluppo di criteri di rilevamento e contenimento dei domini che violano i marchi e che si appropriano del traffico. 

3. Ottimizzare gli investimenti per la protezione del brand attraverso l’uso di processi di enforcement più efficienti
L’utilizzo di soluzioni tecnologiche nei programmi di protezione del brand consente di incrementare l’azione di enforcement e ottenere maggiori livelli di efficienza. Le moderne tecnologie consentono di rilevare dati fondamentali per stabilire le relazioni esistenti tra diversi siti illeciti e per identificare interi network di migliaia di nomi-dominio.

Invece di limitarsi a colpire i siti a livello individuale, tali misure di enforcement consentono di identificare e intervenire istantaneamente su intere reti di siti illeciti. Tale strategia, incentrata sull’uso della tecnologia, velocizza le indagini, ottimizza l’efficacia delle strategie legali e consente più elevati indici di redditività (Return On Investements) sugli investimenti in cause legali.

4. La sicurezza dei domini come priorità
Sempre più con maggiore frequenza gli hacker e gli “hacktivisti” attaccano i domini, mediante reindirizzamenti fraudolenti verso altri portali o attraverso il blocco dei siti ufficiali. Nessun brand aspira a comparire sulle prime pagine di quotidiani e notiziari in qualità di vittima degli attacchi hackers.

I domini sono risorse business-critical e richiedono una protezione costante che assicuri la continuità dell’attività e la tutela della reputazione del brand. E’ necessario assicurarsi di utilizzare una protezione a più livelli, comprendente moderni sistemi di sicurezza aggiornati forniti dai registrar dei nomi-dominio.

5. Una strategia di protezione del brand che consenta di ottenere il massimo successo nei mercati asiatici
Il mercato asiatico continua a rappresentare un’area in rapida crescita, ma anche un epicentro di abusi sui brand. Per intervenire efficacemente contro tali abusi, è necessario disporre di una strategia di protezione del brand che tenga conto delle differenze locali. Si deve accertare che la registrazione dei marchi osservi i requisiti delle diverse giurisdizioni.

Imparare a conoscere i molteplici canali di promozione e distribuzione sui mercati asiatici e monitorare entrambe le tipologie di canali contro gli abusi sul brand è fondamentale. L’ideale è utilizzare operatori per la protezione del brand di madrelingua locale, in grado di comprendere perfettamente la lingua in uso nei diversi mercati asiatici e le prassi in uso nei diversi Paesi.

6. Al passo con chi corre: social media e comunicazioni mobili
I “brandjacker” sono abili nello sfruttare la crescita esponenziale dei canali digitali e ad assumere identità di un brand all’interno dei social media e nelle comunicazioni in ambito mobile. Entrambi i mercati sono fluidi e si evolvono rapidamente: nuovi social network e applicazioni possono, nel giro di pochi mesi, assumere posizioni di rilievo.

Acquisizioni da parte di grandi gruppi possono modificare le politiche e i regolamenti delle diverse piattaforme. Al fine di anticipare l’azione dei brandjacker, la strategia di protezione del brand deve saper essere altrettanto dinamica. Anche in mercati globali come la Cina, i siti social sono in crescita e costringono i brand a sviluppare strategie di monitoraggio globale per impedire il sorgere di problemi per il brand.

7.  Bloccare le fonti di profitto pirata
I siti pirata si basano sui ricavi derivanti dalla pubblicità (e sull’inconsapevolezza degli inserzionisti) per portare a termine la loro opera fraudolenta. Una strategia efficace è quella di collaborare con le concessionarie pubblicitarie e le piattaforme di scambio, nonché con gli operatori dei pagamenti, per identificare automaticamente e rimuovere le inserzioni presenti sui siti pirata, impedendo così loro di ottenere tali profitti ed eliminando la minaccia per la reputazione del brand.

8. La fiducia nel brand è ancora più importante in un mondo “omni-canale”
Nel moderno mondo omni-canale, i consumatori esigono una fruizione del brand continuativa e sicura presso tutti i canali. La ricerca per un acquisto, la partecipazione a un social network, una transazione mobile: i consumatori ricercano l’autenticità. I brandjacker ne sono ben coscienti, e cercano di impersonare i brand assumendone le sembianze con siti e applicazioni che consentano loro di adescare traffico, confondere i consumatori, causando un aumento dei costi di marketing digitale.

Studi recenti hanno rivelato che un consumatore online su cinque ha raggiunto almeno una volta siti che commercializzano beni contraffatti, mentre cercava offerte autentiche. Le aziende più avvedute possono accrescere la fiducia dei consumatori nel mondo digitale, mediante una strategia di protezione del brand che sia completa e che protegga i propri clienti dalle false versioni del brand.

9.  Protezione dei contenuti digitali
Ogni azienda è in possesso di dati digitali da proteggere: filmati, musica, software, giochi, ma anche brevetti, elenchi di clienti, kit di sviluppo software e database. Ciò che ha valore è vulnerabile. Valutate le minacce contro le vostre risorse digitali e sviluppate un programma per proteggerle. E’ necessario concentrarsi sulle modalità con cui i motori di ricerca portano traffico verso siti di condivisione o di file hosting che consentano accesso non autorizzato ai contenuti digitali.

10.  La protezione del brand nell’era del “big data” fornisce anche business intelligence
Una strategia di protezione del brand ben concepita in ambiente digitale non solo salvaguarda il brand e i clienti, ma offre vantaggi competitivi. Si potranno usare i dati generati dal programma di brand protection per comprendere quali siano i punti di debolezza e le falle nel sistema di protezione che inducono i consumatori verso merci contraffatte.

Attraverso questi dati è possibile creare nuove formule di marketing, prezzi e strategie distributive che consentano di capitalizzare la domanda dei consumatori e colmare le “gray zone” attualmente coperte dai contraffattori. La collaborazione con gli uffici legali e con gli esperti di protezione del brand può offrire preziosi approfondimenti in grado di aumentare le vendite legittime e, nel contempo, combattere i contraffattori.

Fonte: Shin Communication