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Card sharing, operazione Web pirates della GdF: smantellata banda


Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento, in collaborazione con diversi Reparti del Corpo, hanno dato corso a 92 provvedimenti di perquisizione e sequestro in Trentino Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Veneto e Calabria. Con il supporto, in particolare, del Comando Provinciale di Roma ed il contributo altamente specialistico del Nucleo GAT di Roma nonché di tecnici della Digital Content Protection, il Gico della Guardia di Finanza di Trento ha eseguito una vasta attività di polizia giudiziaria a carico dei membri di un'associazione a delinquere radicata su più ambiti regionali e dedita al particolare fenomeno illegale del "card sharing".

Finanza, false griffe vendute online: oscurati 410 siti di e-commerce


Le Fiamme Gialle hanno sequestrato, nel corso dell'operazione denominata "Stop falso on line", centinaia siti di e-commerce che vendevano prodotti falsi di noti marchi internazionali. Prosegue l'azione di contrasto agli illeciti economico-finanziari sul web da parte del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza, che ha sequestrato/oscurato ben 410 siti dediti alla vendita di prodotti contraffatti ai danni dei più importanti "marchi" internazionali, sulla base di appositi decreti di sequestro preventivo emessi dall'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, sulla base di una richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Privacy: Sim card intestate a clienti ignari, sanzioni da mezzo milione


Decine di dealers dovranno pagare oltre mezzo milione di euro per aver intestato illecitamente a clienti ignari Sim telefoniche usate anche per crimini. Le sanzioni inflitte dal Garante sono frutto di un'attività coordinata con la Finanza. Nuove sanzioni del Garante per la privacy per contrastare il fenomeno ancora grave dell'attivazione di schede telefoniche a nome di ignari clienti da parte di rivenditori. Quattordici dealers dovranno pagare complessivamente oltre 500.000 euro per avere utilizzato i dati personali di 142 persone per intestare, a loro insaputa, numerosissime Sim card, che venivano utilizzate anche per attività criminali, come il traffico di stupefacenti.

GdF, operazione Black press review: chiuse 19 edicole online illegali


Nell’ambito di una strategia sistematica di contrasto alla pirateria digitale, l’azione del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza questa volta si è rivolta al fenomeno delle numerose edicole “on line”, allocate su server nazionali ed esteri (tra cui Repubblica Ceca, Russia, Moldavia, Svizzera e Stati Uniti), che consentono a migliaia di utenti del web, illegalmente, sin dalle primissime ore della giornata, di avere la disponibilità, completa e gratuita, di tutti i quotidiani e periodici nazionali ed esteri, senza corrispondere alcun compenso agli editori. 

Finanza, operazione contro pirateria online: sequestrati 124 siti Web


Oscurati 124 siti Web dai Finanzieri del Comando Unità Speciali in una vasta operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva. I finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche hanno eseguito un provvedimento di sequestro del Giudice per le indagini preliminari capitolino dott. Gaspare Sturzo nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, dott. Nello Rossi Procuratore Aggiunto ed Eugenio Albamonte - Sostituto. L'attività è stata avviata grazie ad una denuncia di SKY Italia, la maggiore piattaforma televisiva a pagamento operante sul mercato italiano.

Pirateria online: oscurato Ddlstorage, sito da 460 milioni di download


Bloccato uno dei più noti siti utilizzati per lo scambio di file "pirata". La Guardia di finanza di Cagliari ha oscurato Ddlstorage, il più importante cyberlocker italiano. Continua l'offensiva tecnologica delle fiamme gialle che pattugliano il Web. Gli sviluppi investigativi dell'operazione "Italian black out", condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo sardo in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, su delega della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno portato ad assestare un ulteriore duro colpo alla cyber-criminalità globale con radici nel territorio nazionale.

Hacker violano 53 siti web, creavano falsi store online di Louis Vuitton


Prosegue l'attività di contrasto alla contraffazione online della Guardia di Finanza. L'operazione, avviata all'inizio di quest'anno su input del Comando Unità Speciali del Corpo, è il risultato del continuo monitoraggio della Rete operato dai finanzieri e finalizzato alla prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti di natura economico-finanziaria perpetrati in Internet. Il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche ha individuato questa volta una inedita e particolare fenomenologia criminosa finalizzata alla proliferazione di vetrine virtuali di negozi (store) on-line dediti alla vendita di prodotti contraffatti.

I militari hanno rilevato, infatti, la compromissione di ben 53 siti web italiani dove sono state pubblicate pagine web che rimandano ad alcuni portali di e-commerce ospitati su server esteri. In tali negozi virtuali venivano commercializzati prodotti della nota maison di moda "Louis Vuitton", a prezzi nettamente, e quindi sospettosamente, inferiori a quelli normalmente praticati nel mercato legale. I 53 siti web, la cui alterazione è avvenuta all'insaputa dei legittimi titolari, sono riconducibili sia a soggetti pubblici (ad esempio Comuni e Scuole), sia ad altre realtà private italiane, che non hanno alcuna correlazione con la vendita di oggetti di moda.

Gli autori dell'incursione informatica hanno sfruttato, con successo, alcune vulnerabilità informatiche relative alle tecnologie utilizzate sui siti web attaccati, che hanno consentito l'accesso non autorizzato sui sistemi e condotto, quindi, alla pubblicazione arbitraria di pagine web per la vendita di prodotti contraffatti. Tale tipologia di attacco informatico, cosiddetto defacement, orientata a pubblicare contenuti estranei all'originaria struttura del sito, ha come obiettivo l'aumento del c.d. pagerank sui motori di ricerca venendo a costituire, in tal modo, un complesso di "vetrine virtuali" rivolto a dare maggiore risalto in Rete ai portali di e-commerce illeciti.

L'attività investigativa ha portato al sequestro preventivo dei portali www.lvwholesalesit.com e www.eefnement.com tramite l'inibizione dell'accesso. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Roma su richiesta della Procura capitolina. I militari, inoltre, hanno provveduto ad avvisare i gestori dei siti web compromessi informandoli della vulnerabilità informatica cui sono esposti per la tempestiva messa in sicurezza. Sono stati, altresì, acquisiti i file di log dei sistemi informatici relativi alle realtà telematiche della pubblica amministrazione per individuare i responsabili delle condotte illecite perpetrate in danno dei siti web istituzionali.

La contraffazione continua ad essere una vera piaga per l'economia e le imprese italiane, specie in un momento di crisi come questo. Oltre a far perdere posti di lavoro, il mercato del falso sottintende fenomeni di lavoro nero, evasione fiscale, sfruttamento di soggetti deboli, legami col crimine organizzato. Inoltre, sempre maggiori sono gli effetti dannosi per i consumatori sul piano della salute e della sicurezza. La sola Guardia di Finanza nel 2013 ha sequestrato 130 milioni di prodotti contraffatti, una cifra che rappresenta un incremento del 25% rispetto all'anno precedente, mentre 9.445 sono state le persone denunciate in 11.409 interventi.

Di recente il Corpo ha istituito un sistema informativo anticontraffazione: collegandosi al sito https://siac.gdf.it/Pagine/default.aspx si trovano tutte le notizie aggiornate sui sequestri e sulle varie operazioni anticontraffazione". Il S.I.A.C. è un'importante progetto, co-finanziato dall'Unione Europea, per la cui realizzazione il Ministero dell'Interno si è affidato alla Guardia di Finanza. L'iniziativa ha preso le mosse dalla maturata consapevolezza che per fronteggiare un fenomeno illecito multidimensionale e trasversale come quello della contraffazione è necessario "fare sistema" fra tutte le componenti istituzionali e gli attori impegnati nella lotta all'industria del falso.


Fonte: Guardia di Finanza

Editoria: sequestrati 13 siti Web pirata, Fieg esprime apprezzamento


Accedere gratuitamente a riviste, quotidiani e libri era tanto facile quanto navigare sul web. Il nucleo frodi tecnologiche della Guardia di finanza ha interrotto l'attività di 13 siti che consentivano di consultare e scaricare riviste e quotidiani, talvolta anche in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d'autore. 

I siti, tutti su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti e utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano illeciti ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti "pay per click" ovvero attraverso banner e pop-up. 

La struttura di queste edicole era talmente ben congegnata che consentiva, addirittura con motori di ricerca interni, di trovare più facilmente i contenuti. I gestori dei siti, sfruttando sofisticati sistemi di anonimizzazione e allocando le risorse su piattaforme sparse in tutto il mondo, non sono tuttavia sfuggiti alla rete degli investigatori che, sulla scorta di provvedimenti cautelari emessi dal tribunale di Roma, hanno posto sotto sequestro i siti illegali con l'operazione "Free Magazines". 

L'attività, svolta in collaborazione con la Federazione italiana editori giornali (FIEG), nell'ambito dei rapporti istituzionali con le associazioni di categoria, si inquadra nel piu' ampio contesto della tutela della sicurezza economica delle imprese italiane, che il legislatore ha affidato in via esclusiva alla guarda di finanza.  

"Esprimo il più profondo apprezzamento per l'operazione condotta dal Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, che rappresenta un segnale importante di sensibilità e di impegno concreto nell’attività di tutela dei diritti d’autore. Solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità.” 


Così il Presidente della FIEG Giulio Anselmi ha commentato l’operazione della Guardia di Finanza denominata “Free Magazines”, che ha portato alla chiusura di 13 siti internet, segnalati dalla FIEG: tali siti consentivano di consultare e scaricare illecitamente riviste e quotidiani, spesso in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole.

“Negli ultimi anni - continua Anselmi - si è affermato un trend crescente di accesso ai contenuti illegali per il tramite di siti web esclusivamente dedicati alla pirateria e alla contraffazione: piattaforme transfrontaliere spesso con server ubicati all’estero che incassano ingenti risorse attraverso i banner pubblicitari, sfruttando la disponibilità di opere dell’ingegno illecitamente caricate”.

“Si tratta di siti che non collaborano in quanto nati col preciso scopo di diffondere abusivamente contenuti protetti senza autorizzazione. Ringrazio pertanto le unità speciali della Guardia di Finanza, ed in particolare il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche diretto dal Comandante Alberto Reda, per la tempestività e l’efficacia dell’azione.”

La collaborazione con la Guardia di Finanza per il contrasto ai fenomeni di pirateria nelle reti di comunicazione elettronica è parte di un progetto più ampio ed articolato, che vede da tempo impegnata la FIEG anche sul fronte della promozione e della valorizzazione della tutela del diritto d’autore: “si inserisce in questo contesto il Repertorio Promopress, l’iniziativa avviata nel 2012 dalla FIEG e aperta all’adesione di tutti gli editori di quotidiani e periodici per la stipulazione di licenze per la riproduzione degli articoli giornalistici nelle rassegne stampa.”

“Sono convinto - conclude Anselmi - che la tutela della libertà di stampa non possa prescindere dalla protezione del prodotto editoriale realizzato dalle nostre imprese: rafforzare l’effettività della tutela del diritto d’autore in Internet significa rafforzare le imprese stesse, la loro economicità e la loro capacità di sviluppare e sperimentare nuove forme di comunicazione multimediale.”


Marchi contraffatti: sequestrati 16 siti Web, migliaia di italiani truffati


La Guardia di Finanza di Bergamo, su provvedimento emesso in via d'urgenza dalla locale Procura della Repubblica, ha sequestrato 16 (sedici) siti internet che commercializzavano on line oltre 400.000 prodotti contraffatti di abbigliamento ed accessori di noti marchi nazionali ed internazionali, in violazione degli articoli 473 e 474 del codice penale (introduzione e commercio di prodotti falsi sul territorio nazionale). 

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore, hanno accertato che i gestori dei siti avevano, artatamente, collocato all'estero gli indirizzi I.P. (Internet Protocol Address) nell'intento di sviare e rendere maggiormente difficoltosa l'attività d'intelligence. Lussemburgo, Spagna, Australia, Israele, Stati Uniti, Turchia, Hong Kong, Panama, Cina e India sono i paesi "interessati" dall'indagine, dove risultano allocati i server ospitanti le inserzioni di vendita dei prodotti. 

I nomi riconducibili ai domini dei siti posti sotto sequestro - spiega una nota della Guardia di Finanza - sono Italomoda, peutereysito ufficiale, andtrendy, ccbusi, chicaideal, ebuypeuterey, fashionremix, fashionstardome, 55licks, okoktrade, outletpeutereyonlines, peutereyprezzi, runwayrocket, shoesclothingonline, singulartrend e spyderclassicjackets. 

Gli articoli proposti in vendita erano distribuiti su diverse migliaia di pagine, visitate giornalmente da altrettanti utenti. Tutti molto noti e di rilievo internazionale gli oltre 150 marchi falsificati, tra cui Ferrari, Armani, Moncler, Aeronautica Militare, Peuterey, Louis Vuitton, D. & G., Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines, Miu Miu. 

Al fine di verificare l'autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle bergamasche, d'intesa con l'Autorità Giudiziaria ed in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza (GAT), hanno interessato sia i titolari dei marchi licenziatari o delle società che tutelano il marchio sul territorio nazionale, sia i relativi consulenti in possesso delle necessarie competenze tecniche, allo scopo di ottenere specifiche perizie. 

Gli esiti di tali attività hanno consentito di accertare che gli articoli erano di qualità tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti, anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Per poter bloccare il funzionamento dei siti, il decreto di sequestro è stato notificato ad oltre 150 Internet Service Providers. 

Sono in corso ulteriori attività investigative dirette ad acquisire elementi su eventuali responsabilità di soggetti esteri. L'attività svolta rientra tra quelle strategiche poste in essere dalla Guardia di Finanza a tutela del corretto funzionamento dei mercati e dei singoli consumatori, anche in relazione ai potenziali rischi per la salute che potrebbero derivare dall'uso di prodotti contraffatti.


Pirateria Web: operazione Italian Black out, chiuso accesso a Ddlhits


Inibito l’accesso dall’Italia agli internauti sul portale “DDLHITS” considerato la più grande piattaforma italiana del falso multimediale, con server allocato all’estero, ma amministrata direttamente da cittadini italiani. Il provvedimento, emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cagliari - Dott. Giangiacomo Pilia -, è stato eseguito dal Nucleo Polizia Tributaria di Cagliari e scaturisce da un’attenta e incisiva attività di intelligence posta in essere dalla Guardia di Finanza del capoluogo sardo anche con l’ausilio tecnico del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma.

A seguito di notizie stampa diffuse sui media locali circa la grave crisi che sta colpendo le società operanti nel settore della vendita di supporti ottici e magnetici di opere musicali ed il danno che viene provocato dal download illegale sia all’industria musicale che ai suoi autori disincentivandone “l’ispirazione e la produzione”, veniva aggiornato il monitoraggio sulla rete. Tale screening, dopo aver portato all’inibizione dell’accesso dall’Italia agli internauti sul portale www.kickasstorrents.com., consentiva di constatare che al declino del prefato portale a seguito del blocco IP/DNS, corrispondeva in maniera esponenziale un incremento di visite e popolarità di un altro sito internet denominato www.ddlhits.com

Centinaia di migliaia di italiani, accedendo, anche tramite i più noti motori di ricerca e social network, usavano regolarmente ogni giorno la super-piattaforma digitale per scaricare, in altissima definizione e qualità digitale, musica, film, videogiochi e software, sempre aggiornatissima anche con le ultime uscite commerciali e in contemporanea con le anteprime cinematografiche e musicali. In poco tempo il nuovo portale aveva raggiunto dimensioni tali da attirarsi le simpatie di un pubblico prevalentemente italiano (oltre il 92% di utenti) permettendogli di assumere la posizione di leader nazionale nello specifico settore con oltre 118.000 accessi unici giornalieri e un guadagno approssimativo di oltre novecento dollari al giorno. 

Con l’odierna operazione è stato elevato il livello qualitativo dell’indagine andando a colpire non solo il più importante sito nazionale di diffusione al dettaglio di falsi multimediali che aveva acquisito anche la fetta di mercato lasciata libera per effetto della recente chiusura di “KAT”, ma riuscendo anche ad identificare e perseguire gli effettivi ideatori e gestori dell’illegale commercio. Allo stato le indagini, tuttora in corso, hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria 5 responsabili per violazione alla normativa in materia di pirateria on-line.

Internet mobile: Antitrust e Gdf bloccano servizi non richiesti a pagamento


Numerose segnalazioni dei consumatori evidenziavano di avere visto decurtato il credito telefonico dopo avere cliccato su alcuni banner senza avere inserito alcun dato. Avviati 3 procedimenti per pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società Neomobile, Tekka Lab e Noatel. Stop ai servizi a pagamento non richiesti attivati inconsapevolmente dai consumatori che navigano in internet utilizzando smartphone e tablet. 

Lo ha deciso l'Antitrust che, in collaborazione con il Nucleo speciale Tutela mercati e il nucleo speciale Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, ha disposto la sospensione della pratica messa in atto dalla società Neomobile e ha ottenuto l'oscuramento dei banner collegati alla società Tekka Lab. Nei prossimi giorni l'Antitrust deciderà se sospendere o meno i banner collegati alla società Noatel alla quale il procedimento per pratica commerciale scorretta è stato notificato questa settimana. 

Secondo le numerose segnalazioni ricevute, i consumatori, navigando in mobilità su internet, cliccavano su banner o link che apparivano sullo schermo, anche solo per potere proseguire la navigazione, e si trovavano inconsapevolmente abbonati a servizi premium (ad esempio giochi, screen saver, applicazioni, suonerie, concorsi a premi etc.) al costo di 5 euro settimanali, che venivano automaticamente scalati dal credito telefonico. 

I fornitori del servizio non davano inoltre alcuna indicazione sulle procedure per disattivare gli abbonamenti. Nelle settimane scorse funzionari dell'Antitrust e i militari della Guardia di Finanza hanno svolto ispezioni presso le sedi delle società per acquisire documentazione utile alle istruttorie avviate. Provvedimento NeomobileProvvedimento Tekka.

L'Autorità, valutata la gravità delle segnalazioni ricevute e i possibili danni per gli utenti, in tema di attivazione/disattivazione, da parte degli operatori telefonici, di servizi non richiesti, ha deciso di avviare attività di vigilanza, da condurre attraverso verifiche presso tutti gli operatori, anche a mezzo di funzioni ispettive della Polizia delle Comunicazioni, e attraverso la collaborazione più ampia possibile degli utenti.

Via: Agcom

Frodi telefoniche a Telecom, Vodafone e H3G: indagati 40 dipendenti


Militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, insieme ai finanzieri dei Comandi Provinciali di Caserta, Milano e Alessandria, coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Napoli, hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita all'abusiva intromissione nel sistema informatico e telematico di alcuni dei principali operatori telefonici, quali Telecom, Vodafone e H3G

In particolare, - spiega in una nota la Guardia di Finanza - sono state eseguite su tutto il territorio nazionale circa 40 perquisizioni domiciliari e presso le postazioni di lavoro dei suddetti gestori di telefonia fissa e mobile - da considerarsi le parti lese dell'attività criminosa - nei riguardi di altrettanti soggetti indagati, dipendenti delle stesse società.

Le indagini hanno permesso di delineare il seguente modus operandi illecito: utilizzo/acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso (username e password) riservate agli operatori di Call Center (per mezzo di keylogger e programmi atti al controllo remoto di postazioni informatiche); attivazione di promozioni non autorizzate su utenze di telefonia mobile dei rispettivi operatori, accese in favore di nominativi di fantasia e/o la cui identita' e' risultata utilizzata abusivamente. 

E' inoltre stata accertata la 'monetizzazione', pressoche' immediata, del traffico telefonico cosi' illecitamente ottenuto: per diretta vendita 'scontata' del credito stesso, caricato su schede destinate alla consumazione in servizi telefonici ordinari; per riversamento e spendita verso numerazioni a valore aggiunto di societa' compiacenti, per fatturazione a debito degli importi contrattualmente maturati a seguito dei servizi a maggiorazione erogati. 

Le condotte contestate vanno dall'associazione per delinquere, all'abusiva introduzione nel sistema telematico dei diversi gestori di telefonia coinvolti, alla truffa informatica ai danni dei gestori. Il tutto per un danno economico ingente, stimato in decine di milioni di euro. Si segnala che all'attività d'indagine hanno prestato proficua collaborazione gli organi di sicurezza aziendale dei citati operatori telefonici.


Gdf, colonnello Rapetto si dimette dal Gat e sbarca sui social network


Il colonnello Umberto Rapetto, da lungo tempo comandante del nucleo antifrodi telematiche della Guardia di Finanza (GAT), lo scorso 29 maggio si è dimesso dalle Fiamme Gialle. Lo ha annunciato lo stesso ufficiale su Twitter. "Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia - ha scritto - ma qualche minuto fa sono stato costretto a dare le dimissioni dalla GdF". Il colonnello è stato di recente trasferito allo IASD, l'Istituto Alti Studi della Difesa, nell'ambito di ''un normale avvicendamento'', si è appreso da fonti della Gdf. Il suo passaggio al nuovo incarico è stato oggetto di alcune interrogazioni parlamentari nelle quali si è parlato di ''rimozione'' dell'ufficiale.

Nel 2001 Rapetto ha diretto le indagini che hanno portato alla condanna in via definitiva dei cracker protagonisti di attacchi sul web a danno del Pentagono e della Nasa, nonché quelle delegate dalla Corte dei Conti sullo scandalo delle slot machine non collegate in rete all'Anagrafe Tributaria. Quest'ultima inchiesta ha portato alla condanna dei vertici dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie al pagamento di 2 miliardi e mezzo di euro.  Alcuni parlamentari dicono che Rapetto "avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso".


Ad una delle interrogazioni parlamentari risponde il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta riferendo le motivazioni addotte dal Comando generale delle Fiamme Gialle. I vertici del corpo sottolineano che le operazioni del Nucleo "hanno frequentemente attirato l'attenzione dell'opinione pubblica da un punto di vista mediatico". Argomentano che si punta ad evitare "eccessive personalizzazioni soggettive in capo ad una medesima realtà operativa". E a proposito di un ipotetico calo funzionale del Nucleo, il viceministro Grilli ha risposto che "non si ravvedono le preoccupazioni dell'interrogante per un temuto calo funzionale del predetto Nucleo, anche in relazione ad importanti indagini in corso.

Piuttosto, l'innesto delle nuove unita' nella struttura gia' diretta dal Colonello Rapetto risponde ad una specifica strategia di rafforzamento del Nucleo Speciale Frodi Telematiche". Nel suo profilo Facebook, dove riceve tante attestazioni di solidarietà, così risponde a chi gli ricorda che, con la sua professionalità, dopo le dimissioni dalla Gdf potrà diventare ricco: "Grazie, ma mi accontentavo di rimanere povero al Gat piuttosto che esser rimosso e spedito a frequentare un corso al Centro alti studi Difesa dove insegno da oltre 15 anni ... e grazie a tutti per la solidarietà: il momento è difficile e indesiderato...". Rientra tutto nell’ambito di un normale avvicendamento assicurano i vertici delle Fiamme Gialle.

Truffa Italia-programmi.net, sito oscurato dopo denuncia dal Quirinale


Dopo aver truffato migliaia di italiani, la fantomatica società Estesa Limited, attraverso il sito www.italia-programmi.net, ha provato a incastrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo scorso 6 febbraio il presidente, in una lettera indirizzata a lui personalmente, si è visto chiedere il pagamento dei 96 euro più 8,5 per spese di recupero crediti, secondo quanto riportato da Il Secolo XIX. Da quest'oggi chiunque dall'Italia, tenti di visitare il sito web di Estesa Limited, non vedrà risolto il nome a dominio ed ogni richiesta di connessione verso il sito web di Italia-programmi cadrà automaticamente nel vuoto.


Ma Napolitano non è la prima vittima illustre, già nel 2011 Antonio Catricalà, allora presidente dell'Antitrust, aveva dichiarato di aver ricevuto la notifica pur non avendo mai avuto accesso al sito. Dopo l'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma e la multa da 1,5 milioni di euro inflitta ad Estesa Limited dall'Antitrust, la società ha continuato a minacciare gli utenti italiani paventando l'avvio di azioni legali. Il Garante della concorrenza e del mercato si è occupato la prima volta della vicenda ad agosto 2011, quando ha imposto ad Estesa Limited di modificare la pagina di apertura chiarendo che per accedere ai contenuti del sito bisognava pagare.


Anche il Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza (Gat) ha ribadito che non bisogna versare alcuna somma a Italia-Programmi.net. La vicenda ricalca il modello fraudolento delle già nota "easy-download.info" ed ha origine nell’offerta via Internet di software gratuito. I cittadini che ricevono lettere di ingiunzione o sollecito non devono eseguire alcun pagamento, ma segnalare alle Forze di Polizia della propria città l'accaduto avendo cura di rappresentare che presso la Procura di Roma su questo episodio criminoso è già attivo il procedimento penale N° 52184/11. Ulteriori informazioni sul sito del Gat www.gat.gdf.it. e dell'Aduc www.aduc.it.