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Google Project Loon, palloni aerostatici per portare Internet ovunque


Due persone su tre nel mondo non hanno ancora accesso a internet in modo veloce ed economico, per questo Google ha deciso di mobilitare le sue immense risorse per portare le connessioni web anche in mezzo al deserto o nel fitto di una giungla. Come? Con una "rete" di palloni aerostatici. Sono diversi i fattori che sulla superficie della terra costituiscono un ostacolo alla connessione internet: giungle, arcipelaghi, montagne. Per non parlare dei problemi di costi. Oggi, per esempio, nella maggior parte dei paesi dell'emisfero meridionale il costo di una connessione a Internet è superiore a quanto una persona guadagni in un mese. 

Risolvere questi problemi non è semplicemente una questione di tempo: è necessario analizzare il problema dell'accesso da un nuovo punto di vista. Per questo oggi presenta il più recente moonshot di Google X. Google ha lanciato Project Loon, tecnologia sperimentale dalla portata e dalle potenzialità rivoluzionarie: l'idea prevede un anello di palloni che, volando intorno al mondo sfruttando i venti stratosferici, siano in grado di offrire un accesso (conveniente e affidabile) a internet nelle aree rurali, remote e poco servite della Terra, o essere di aiuto dopo disastri naturali che abbiano colpito le infrastrutture di comunicazione. 



Trasportati dal vento ad un'altitudine doppia rispetto a quella utilizzata dagli aerei commerciali, i palloni aerostatici possono fornire accesso a Internet sul terreno a velocità simili a quelle delle attuali reti 3G o anche superiori. L'obiettivo di Google è creare un anello di palloni che volano intorno al mondo sfruttando i venti stratosferici per connettersi al Web a costi accessibili, o essere di aiuto in caso di disastri naturali che abbiano colpito le infrastrutture di comunicazione. Stazioni a terra si collegano alla infrastruttura internet locale e trasmettono segnali ai palloni.

I palloni sono in grado di comunicare fra di loro, formando una rete a maglie in cielo. I partecipanti al progetto pilota si collegano alla rete di palloni utilizzando una speciale antenna internet posizionata sulla loro casa, in grado di inviare e ricevere segnali dai palloni che transitano in cielo. Il progetto pilota è iniziato questa settimana con alcune decine di palloni lanciati dall'area di Tekapo della South Island in Nuova Zelanda. Un gruppo di circa 50 persone partecipanti al test a Christchurch e in alcune zone di Canterbury ha ora speciali antenne internet che possono connettersi alla rete creata dai palloni in un raggio di 20 km dalla loro casa. 


L'imprenditore Charles Nimmo di Leeston è stata la prima persona al mondo a connettersi a internet tramite un pallone. Il team di lancio si coordina costantemente con le autorità aeronautiche civili ogni volta che ci sono palloni da lanciare o in aria. Una volta nella stratosfera, i palloni saranno a una quota due volte più alta rispetto agli aerei commerciali e saranno a malapena visibili ad occhio nudo. L'esperienza dei partecipanti al test verrà utilizzata per migliorare la tecnologia e definire la prossima fase di Project Loon.

"In futuro - scrive Google - vorremmo creare altri progetti pilota in paesi che si trovano alla stessa latitudine della Nuova Zelanda. Vogliamo anche trovare dei partner per la fase successiva del nostro progetto; non vediamo l’ora di ricevere riscontri e idee dalle persone che stanno lavorando da ben più tempo di noi sull’immenso problema di offrire l’accesso a internet nelle aree rurali e remote. Immaginiamo che un giorno potrete usare il vostro telefono cellulare con il vostro gestore per collegarvi ai palloni e avere la connessione nelle aree in cui oggi non c'è proprio".


Fonte: AGI

Google pensa ai dirigibili per portare segnale wireless in Africa e Asia


Google starebbe lavorando a un "impegno su più fronti" per costruire reti wireless che possono collegare più di un miliardo di persone nei mercati emergenti. Secondo fonti anonime, la società vuole connettere le persone al di fuori delle grandi città nell'Africa sub-sahariana e nel Sud-Est asiatico attraverso una combinazione di frequenze utilizzate per le trasmissioni televisive, palloncini speciali o dirigibili che trasmettono su frequenze di trasmissione non-TV, e potenzialmente attraverso trasmissioni satellitari. 

Rendere la velocità wireless più veloce nei centri urbani è anche un potenziale obiettivo del progetto, hanno detto fonti del Wall Street Journal. Inoltre Google starebbe collaborando con società di telecomunicazioni locali per ottenere una maggiore copertura wireless, ma non è ancora chiaro se le offerte sono già sul tavolo. Il WSJ ha detto che Google sta parlando con le autorità di regolamentazione in Sud Africa e Kenya per creare una rete attraverso frequenze di trasmissione televisiva, e che "alcuni dirigenti wireless dicono che si aspettano tali cambiamenti nei prossimi anni".

In un post sul blog, l'azienda ha detto che la tecnologia è "ben adattata per fornire connettività a basso costo alle comunità rurali con scarse infrastrutture di telecomunicazioni, e per ampliare la copertura della banda larga senza fili in aree urbane densamente popolate". Google ha anche pensato di utilizzare i satelliti per raggiungere lo stesso obiettivo. L'azienda ha intenzione di finanziare, costruire e aiutare a gestire le reti dall'Africa sub-sahariana al Sud-Est asiatico, con l'obiettivo di collegare al web circa 1 miliardo di persone.


Oltre alle frequenze televisive, Google potrebbe sviluppare una flotta aerea di punti di accesso wireless. "Il gigante della ricerca Internet ha lavorato per rendere palloni o dirigibili speciali, noti come piattaforme d'alta quota, per trasmettere segnali ad una superficie di centinaia di chilometri quadrati, anche se una tale rete comporterebbe frequenze diverse da quelle di trasmissione TV". Questi passaggi faciliterebbero l'adozione di alcuni smartphone Android low-cost che Google e altre aziende stanno spingendo in avanti negli ultimi anni. 

In Sud Africa sono già cominciate le sperimentazioni su piccola scala, anche se Google non ha confermato. Anche se non è un segreto che Google spera di far crescere Android in Africa, India e Cina, la notizia suggerisce che Google potrebbe abbracciare una strategia per controllare l'intero ecosistema della tecnologia smartphone in quelle zone. "Le attività sottolineano come il gigante della ricerca web è sempre più puntato ad avere il controllo su ogni aspetto della connessione di una persona sul web in tutto il mondo", il WSJ ha scritto. 

"Più utenti di Internet, a loro volta, potrebbero guidare la pubblicità online su molti dei servizi di Google. I 50 miliardi di dollari di ricavi annuali dell'azienda attualmente derivano per l'87% dalla vendita di annunci online". La mossa ricorda gli sforzi di Google negli Stati Uniti per portare la rete in fibra ottica a Kansas City, MO e KS , Austin, TX , e Provo, UT. L'azienda di Mountain View possiede Android, il sistema operativo mobile più usato degli smartphone, e si sta anche preparando a vendere Google Glass, un dispositivo indossabile per i volti delle persone che spera di trasformare il computing.



Foto credit: Isafmedia / CC BY 2.0

ICT/ Assinform: in Italia boom tablet e smartphone, male settore IT


E' boom in Italia per Tablet, Smartphone e smart Tv, i device che segnano l'avvento del New Internet, mentre calano le vendite dei dispositivi più tradizionali cioè computer, in particolare portatili, smart-box e stampanti. Per dare un'idea del fenomeno Assinform, l'Associazione Italiana dell'Information Technology, ha calcolato che nel 2012 le vendite di Pc sono diminuite del 13,8% (con un calo ancora più vistoso nella componente dei portatili), mentre quelle dei tablet hanno messo a segno un +140%, superando quota due milioni di pezzi, anche se con un incremento in valore (798 milioni, +69,1%) contenuto per effetto del progressivo calo dei prezzi..

Allo stesso modo le vendite di chiavette Internet e dei classici cellulari sono diminuite del 13,2%, mentre quelle di smartphone sono balzate del 62% con 8,6 milioni di pezzi venduti. In forte crescita anche il giro d'affari dei telefoni intelligenti che è stato pari a 2,3 miliardi di euro (+40%), rispetto agli 815 milioni dei cellulari tradizionali. I dati emersi dall'indagine confermano che, a fronte di un'economia reale che a livello mondiale è cresciuta nel 2012 del 3,2% rispetto all'anno precedente, l'economia digitale, definita come Global Digital Market, ha marciato alla velocità di +5,2%, giungendo a coprire quasi il 6% del PIL mondiale.

In Europa il tasso medio di crescita del GDM si è attestato a +0,6%, ma il peso dell'economia digitale è giunto al 6,8% del PIL europeo. Nello stesso periodo, in Italia l'economia reale è calata del -2,4%, mentre il Global Digital Market, che rappresenta il 4,9% del PIL nazionale con un valore di 68.141 milioni di euro, ha registrato una dinamica del -1,8%. Tale trend, pur essendo in attenuazione rispetto all'anno precedente (-2,1%nel 2011/10), segnala la crisi dei servizi ICT tradizionali (-4,7%), che rappresentano in valore oltre la metà del mercato, a cui si oppone la crescita dei contenuti e pubblicità digitale (+7,2%) e del software e soluzioni ICT (+2,4%). Paolo Angelucci, presidente dell'Associazione nazionale delle imprese IT, ha dichiarato:
"Internet, il mobile, l'economia dei social network stanno velocemente trasformando il mondo, spingendo gli investimenti ad aprire nuovi orizzonti tecnologici e applicativi, generando nuove opportunità di crescita per quei paesi, quei settori economici, quelle imprese che accettano la sfida del cambiamento attraverso l'innovazione digitale. Anche in Italia la pressione dell'evoluzione tecnologica sta producendo effetti positivi sui segmenti più legati al web e al mobile. Sviluppo dei contenuti digitali e della pubblicità on line, del segmento software e nuove soluzioni ICT, della musica e dell'editoria online, il boom di smartphone, eReader e tablet e dei servizi innovativi a essi associati, dimostrano che questi segmenti non solo non risentono della crisi, ma sono già dentro l'economia italiana, crescendo mediamente del 7,5% e contribuendo a significative trasformazioni nei modelli di consumo e di business. Ma ciò sta avvenendo in un contesto nazionale ancora poco sensibile all'innovazione, in cui per un'impresa ogni nuovo investimento rappresenta un vero e proprio azzardo, così che le best practice rimangono fenomeni isolati e non acquisiscono la dimensione necessaria a incidere sui trend negativi e a compensare la crisi dell'IT tradizionale. Da qui le ragioni del ritardo con cui si va affermando l'economia digitale in Italia rispetto al resto del mondo e il continuo calo di fatturato del settore IT che, per il quinto anno consecutivo, chiude i conti in rosso con -4% di calo di fatturato, spinto verso il basso dalla crisi delle componenti tradizionali, che rappresentano ancora la quota preponderante del mercato".


Fonte: TMNews
Via: Assinform

3 Italia inaugura rete 4G LTE, da dicembre nuovi servizi a Roma e Milano


3 Italia ha lanciato lunedì scorso da Acuto, un borgo in “digital divide” della provincia di Frosinone, i suoi servizi di Internet in banda larga mobile con tecnologia LTE con velocità fino a 100 Mbps in download e fino a 50 Mbps in upload. Alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, oltre che del sindaco di Acuto Augusto Agostini e dell’astronauta Umberto Guidoni (originario di Acuto), ’amministratore delegato di 3 Italia Vincenzo Novari ha presentato le caratteristiche del nuovo servizio e le funzionalità dei device – tablet e chiavette – che verranno attivate in tutta Italia a partire da Roma e Milano dal prossimo mese di dicembre.

Nel corso dell’evento, è stata effettuata la prima videochiamata intercontinentale in alta definizione via LTE con il quartier generale di Hutchison Whampoa (HWL), azionista di 3 Italia, che ha permesso al ministro Corrado Passera e al presidente del gruppo HWL Canning Fok, in collegamento da Hong Kong, di confrontarsi sulla strategicità della banda larga mobile per il superamento del digital divide nelle località extra-metropolitane e sui nuovi piani d’investimento della multinazionale cinese in Italia. 

“Col servizio LTE, 3 Italia raggiunge l’eccellenza nella banda larga mobile”, ha sottolineato Vincenzo Novari. “La nostra scelta è stata quella di partire da un piccolo centro primo di una serie di una quarantina di comuni in digital divide che collegheremo, unitamente alle grandi aree urbane, entro il 2013, proprio per sottolineare la possibilità che questa nuova tecnologia offre di chiudere in tempi rapidi e con investimenti estremamente competitivi il gap di connettività che emargina numerosissime località del nostro Paese”. 

La strategia di 3 Italia, inoltre, ha già ottenuto sul fronte dei servizi 4G a 42 mega un primato sul mercato italiano, collegando circa 3800 comuni, pari all’80% della popolazione, dove ha già acquisito più di 150 mila clienti. “In attesa che la tecnologia LTE si diffonda sull’intera rete, i nostri servizi 4G a 42 mega – ha detto Vincenzo Novari – sono già disponibili praticamente ovunque e garantiscono l’accesso a Internet in mobilità più veloce del mercato, attraverso un’adeguata gamma di terminali”. 

Questo risultato è frutto del piano biennale (2011-2012) da un miliardo di euro che ha anche permesso a 3 Italia – in collaborazione con il partner tecnologico Ericsson – di completare la trasformazione in full IP (cioè con protocollo Internet) delle dorsali di trasporto e backhauling (la rete fisica di supporto) della propria rete, ottenendone l'ulteriore potenziamento in termini di capacità e di efficienza, oltre che di disporre di una rete LTE ready. 

Le prestazioni della tecnologia LTE sono state poste a confronto oggi ad Acuto con quelle dei più comuni servizi 3G ad oggi disponibili sul mercato italiano attraverso il download di un file da 60 MB e con uno speed-test sulle velocità di download, upload e sui tempi di latenza. In media, il nuovo servizio si è dimostrato più veloce di oltre 10 volte su tutti i parametri considerati. 

3 Italia ha infine distribuito agli studenti e agli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado del paese 95 tablet Samsung Galaxy Tab 8.9” LTE, che saranno utilizzati come sussidi didattici d'avanguardia. Nei tablet saranno caricati i libri di testo, digitalizzati, dell'anno scolastico e una serie di applicazioni come ad esempio un corso di lingua inglese De Agostini, l'applicazione del sito del Municipio e l'antivirus F-Secure Mobile Security, che tra l'altro permette di proteggere i più giovani da contenuti Web inappropriati. Con Ericsson e Samsung,alla realizzazione dell’evento hanno contribuito anche Vetrya e Polycom.


Cnr, internet italiano cresce: quinto posto Ue ma conferma digital divide


Il Registro.it, l’anagrafe degli indirizzi internet con suffisso ‘.it’, attivo all’interno dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr), ha pubblicato l’Annuario 2011. Dal report emerge che, alla fine dello scorso anno, il totale dei domini a targa italiana è di 2.314.533, contro i 2.073.887 del 2010, segnando così un aumento del 10,5% che in termini assoluti porta a un saldo attivo di 240.636 nuove registrazioni, mentre il saldo attivo di nuove registrazioni nel 2010 era stato di 227.706.

“In media, si hanno 20mila nuovi domini al mese”, spiega Anna Vaccarelli dell’Iit-Cnr. “Nonostante la crisi economica, il nostro suffisso continua la sua ascesa confermandosi al quinto posto in Europa dopo Germania, Gran Bretagna, Olanda e Unione Europea”. Tra i ‘country code’ a livello mondiale, il ‘.it’ è al decimo posto dietro colossi come Stati Uniti, India, Cina e Brasile.

“L’internet Made in Italy non conosce battute di arresto, con la rete che sa essere sempre più economia reale e motore di sviluppo socio-economico”, commenta Domenico Laforenza, direttore del Registro.it e dell’Iit-Cnr. A conferma della valutazione, la crescita costante dei domini negli ultimi cinque anni: i ‘.it’ si attestavano nel 2007 a 1.542.155, per superare la boa dei due milioni tra 2009 e 2010, quando il totale dei domini registrati si è attestato a 2.073.887.

L’Annuario 2011 fornisce poi lo screening geografico dei dati nazionali. “La Lombardia occupa il primo posto con circa 452mila domini a targa italiana registrati. Il Lazio è medaglia d’argento con 234mila mentre la Toscana arriva terza con 203mila”, prosegue Vaccarelli. “Tra le province, quella di Milano guida la classifica con 262.162 domini, seguita da Roma con 198.733 e Torino con 79.288”. La distribuzione regionale dei domini mette però in luce il digital divide tra Nord e Sud del Paese.

Per trovare la prima regione del Meridione si deve scendere al settimo posto con la Campania (129mila), seguita da Sicilia (88mila) e Puglia (79mila). Anche il numero di registrar, i fornitori di servizi internet con contratto con il Registro.it, conferma il divario digitale. La maggioranza opera infatti nel Centro Nord: Lombardia (285), Toscana (122) e Lazio (118). La prima regione del Sud è la Campania (76). “Il digital divide tra Nord e Sud è accentuato anche dalla scarsa diffusione di banda larga nelle zone rurali”, conclude Laforenza: “È quindi urgente che si proceda sulla via tracciata dall’agenda digitale”.

Fonte: Cnr

Vodafone, internet in 530 comuni in digital divide grazie a banda larga


Vodafone Italia raggiunge quota 530 Comuni connessi ad internet grazie alla banda larga mobile via radio, per un totale di oltre 600.000 cittadini che possono ora accedere a internet veloce. Partita a dicembre del 2010, l’iniziativa di Vodafone Italia "Mille Comuni", volta a superare il digital divide, celebra il raggiungimento della metà del suo percorso.

L’iniziativa di Vodafone è iscritta all’interno di Internet Ovunque, un più ampio piano strategico lanciato da Vodafone per potenziare la rete mobile in Italia attraverso tre azioni contestuali: l’estensione della copertura sul territorio urbano ed extraurbano, che con la tecnologia HSPA ha raggiunto oggi una copertura superiore al 92% della popolazione, il consolidamento della qualità della rete, accompagnando la transizione verso il nuovo standard 4G ed il superamento del digital divide attraverso “Mille Comuni”.

In particolare il progetto "Mille Comuni" è stato accolto con entusiasmo da cittadini e amministrazioni locali che hanno inviato oltre 3600 segnalazioni. Ad oggi i Comuni che hanno superato il divario digitale attraverso la tecnologia via radio sono 224 nel Nord Ovest, 85 nel Nord Est, 101 al Centro e 90 al Meridione. Un percorso raccontato anche attraverso la realizzazione di un libro fotografico, realizzato in collaborazione con l’Ansa, che ha aperto una finestra sui primi 100 piccoli comuni, ricchi di tradizioni e di realtà artigianali di eccellenza.

Con un piano da 1 miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia, Vodafone Italia è l’unico operatore privato ad investire in modo massiccio per ridurre il digital divide in Italia. La diffusione della banda larga è un fattore chiave per la crescita del Paese e incide in modo crescente sullo sviluppo della società e delle imprese. ‪In Italia al 31 dicembre 2011 il 5,6% della popolazione, pari a circa 3,4 milioni di abitanti è in digital divide: non aveva accesso a internet a velocità sufficiente per fruire dei più moderni servizi di comunicazione elettronica (PA Digitale, Social Network, e-commerce, ecc.).

L’implementazione progressiva della rete 4G rientra nel programma di investimenti di Vodafone per l’ammodernamento della propria rete e la diffusione di internet e fa leva sull’affidabilità e la sicurezza della propria infrastruttura che, prima in Italia, ha ricevuto una certificazione di qualità da un istituto indipendente. Ad Ottobre 2011 Vodafone Italia ha investito oltre 1,2 miliardi di euro per aggiudicarsi le frequenze utili allo sviluppo della rete 4G. Ad aprile 2012 Vodafone ha concluso la copertura 4G di Ivrea - la prima città italiana dotata della rete mobile di ultima generazione - grazie ad una licenza sperimentale che ha consentito di utilizzare le frequenze a 1800 MHZ, solitamente dedicate alla comunicazione GSM.

Fonte: Vodafone Lab

Vodafone porta la banda ultra-larga negli stadi italiani, il via da Torino


Il Mobile Internet del futuro arriva negli stadi: a partire da Marzo, Vodafone sperimentera' la tecnologia Lte, portando in anteprima il 4G nei templi dello sport Made in Italy. La sperimentazione partira' dallo stadio di Torino e tocchera', entro marzo 2012, i principali impianti italiani. Vodafone a tal fine ha predisposto a Torino gli apparati che abilitano la connessione Lte, realizzando un impianto in grado di offrire connessioni prossime alla velocita' di 100 Mbps in download e 50 Mbps in Upload. 

In questa prima fase, il servizio sara' testato durante tutti i principali eventi calcistici della stagione da gruppi selezionati di clienti (utenza amica), ai quali Vodafone dara' la possibilita' di accedere gratuitamente alla connessione super veloce per verificarne sul campo le potenzialita'. Un'anteprima assoluta, che rappresenta il primo passo di Vodafone verso l'innovazione 4G. Vodafone ha scelto di puntare sulla tecnologia Lte, investendo oltre 1 miliardo di euro nella recente asta per le frequenze, con la volonta' di contribuire alla nascita di una nuova esperienza del mobile internet, fatta di servizi e applicazioni innovative che potranno sfruttare appieno una velocita' di connessione pari, se non addirittura superiore, a quella normalmente sperimentata all'interno delle abitazioni. 

Lte rappresenta inoltre un'ulteriore opportunita' per il superamento del problema del digital divide che da sempre affligge il paese, una missione che vede Vodafone impegnata in prima linea, con numerosi progetti gia' avviati. Il Gruppo Vodafone, insieme ad altre aziende leader del settore delle telecomunicazioni, ha inoltre collaborato allo sviluppo di One Voice, un profilo tecnico per i servizi Lte Voce e SMS. One Voice definisce un set ottimale di specifiche funzionalità 3GPP, già esistenti, che tutti gli stakeholder del settore, inclusi i vendor di rete, i service provider e i produttori di telefoni cellulari, possono utilizzare per offrire soluzioni Voce compatibili con le reti Lte.

Fonte: Vodafone Lab
Foto: News

Burocrazia online: Italia finalmente al comando del trend europeo


Analizzando i dati del recente eGovernment Benchmark Report, commissionato dall’Unione Europea all’interno della propria “Agenda Digitale”, l’Italia prosegue il proprio percorso di rinnovamento nell’ambito della pubblica amministrazione, registrando un notevole 99% relativo al numero di prestazioni “essenziali” rese disponibili nel biennio 2009-2010. 

Il dato pone l'Italia, finalmente, all’altezza di Paesi tradizionalmente considerati più avanzati nel Vecchio Continente, quali Austria e Svezia. Dichiarazione dei redditi, ricerca di lavoro, registro automobilistico, atti di nascita e matrimonio servizi sanitari e appalti pubblico-imprenditoriali; queste sono solo alcune delle prestazioni che i cittadini e le imprese che vivono o operano in Italia possono richiedere attraverso dispositivi informatici.

La Comunità Europea, complice anche la crisi economica in atto, ha stabilito obiettivi importanti ed impegnativi da raggiungere entro il 2015. Per quella data, infatti, si punta ad innalzare il livello di usufruizione dei servizi di e-government all’80% delle imprese e al 50% dei cittadini europei. Il processo in atto si propone di diminuire i costi e gli sprechi della pubblica amministrazione riducendo, naturalmente, anche le formalità e le note lungaggini amministrative. 

L’Europa dovrà affrontare questo cambiamento rispondendo in modo chiaro e preciso alle diverse problematiche che ostacolano lo sfruttamento massiccio delle risorse della pubblica amministrazione in Rete. E’ d’attualità il tema del “Divario Digitale”, relativo alla distanza di alcune fasce della popolazione da tutto ciò che concerne la realtà virtuale. 

L’analfabetizzazione informatica, ancora forte in alcuni Paesi dell’Europa Orientale e Meridionale, è un problema spinoso. Aggiuntivamente a ciò vi è il tema della sicurezza; sarebbe improponibile, infatti, pensare di poter rendere disponibili certificati contenenti informazioni “sensibili” senza preoccuparsi che gli stessi siano criptati ed ininterpretabili ad occhi estranei. 

Secondo le recenti dichiarazioni del commissario e vice Presidente della Commissione Europea Neelie Kroes, la digitalizzazione della pubblica amministrazione dovrà diventare una realtà imprescendibile nei prossimi 3 anni per più della metà dei cittadini e delle imprese europee, e qualsiasi ente amministrativo, dovrà necessariamente dotarsi di un Certificato SSL. 

Questa tipologia di prodotti, applicata ai server che ospitano i sistemi di rilascio di certificati digitali, consentono di proteggere attivamente le informazioni in entrata ed uscita. I Certificati SSL, corredati da sistemi di autenticazione ad alto livello (ad esempio Trust Seals, tecnologia browser EV Green Bar, ecc.), tranquillizzano coloro i quali entrano in contatto con il proprio Comune, Provincia, Regione o Stato per ottenere documenti in formato digitale. 

Trustico, società presente a livello mondiale impegnata nella vendita di Certificati SSL, Trust Seals e Anti-Malware, è pronta a supportare attivamente tutti gli enti pubblici interessati a compiere questa importante transizione attraverso l’adozione di un Certificato SSL. Per maggiori informazioni www.trustico.it

Via: Trustico

Frequenze: Passera blocca 90 gg beauty contest, Mediaset critica


Sospesa per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze derivanti dal dividendo digitale attraverso il beauty contest. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, al termine del Cdm. "Abbiamo deciso - ha detto Passera - di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo di definire al meglio la destinazione di quelle frequenze".

Vodafone: presto Internet mobile a 43,2 mega in 16 citta' italiane


Vodafone Italia lancia la copertura di rete mobile a 43,2 Megabit al secondo con tecnologia Hspa+ (High Speed Packet Access) a Roma e a Milano ed, entro marzo 2011, in 16 delle principali citta' italiane. Lo ha annunciato oggi Paolo Bertoluzzo, ad di Vodafone Italia, durante una conferenza stampa tenutasi a Corsico, in provincia di Milano. "Su Internet- ha spiegato Bertoluzzo- abbiamo un impegno preciso: arrivare a tutti e ovunque. L'evoluzione della banda larga e' un elemento centrale per lo sviluppo dell'economia e della societa'". Il lancio coinvolge in anteprima una selezione di clienti privati e aziende, in vista del lancio commerciale previsto per aprile 2011 con le nuove internet key realizzate per questa tecnologia. I clienti Vodafone potranno navigare sul web beneficiando di un incremento delle prestazioni dei servizi disponibili sia in download che in upload, accedendo ad esempio a contenuti audio-video anche in alta definizione e migliorando la fruizione di servizi interattivi, grazie a tempi di risposta ulteriormente ridotti.

http://blog.panorama.it/
In parallelo, prosegue il progetto '1000 Comuni', avviato a dicembre da Vodafone Italia, per coprire le zone del Paese ancora in digital divide, accelerando il piano di investimenti da un miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia. Dall'avvio dell'iniziativa sono gia' 28 le localita' raggiunte dalla banda larga: cittadini, piccole aziende, artigiani e commercianti possono beneficiare di una connessione ad internet ad almeno 2Mbps. Previsto anche un investimento di mezzo miliardo per potenziare le tecnologie dall'evoluzione del 3G fino alla tecnologia LTE (long term evolution, a 144 megabit) che diventera' commerciabile tra un paio d'anni. "L'obiettivo -commenta Bertoluzzo- e' quello di coprire ogni giorno un Comune italiano privo di accesso alla banda larga. Un lavoro impegnativo premiato dall'entusiasmo di cittadini e Pubblica Amministrazione locale, che hanno accolto l'arrivo della banda larga come occasione per valorizzare le potenzialita' del territorio".

Ue, banda larga: aiuti statali record nel 2010 per 1,8 mld di euro


La Commissione Europea ha approvato lo scorso anno aiuti di stato per più di 1,8 miliardi di euro per progetti relativi alla banda larga come parte di una strategia volta ad aumentare la crescita e creare occupazione. Tra i diversi progetti europei finanziati dallo stato che hanno ricevuto il benestare di Bruxelles, anche quelli portati avanti per la riduzione del "digital divide" in Lombardia e Trentino, il piano nazionale per le aree rurali italiane e per i distretti industriali di Lucca. "Investimenti intelligenti per infrastrutture per la banda larga sono cruciali per creare occupazione, migliorare la performance economica e sbloccare il potenziale competitivo dell'Ue nel lungo periodo", ha commentato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia, spiegando che e' per questo che "la Commissione si e' impegnata ad aiutare i paesi Ue ad accelerare gli investimenti pubblici e privatiin questo settore". Secondo le stime di Bruxelles, le 20 decisioni prese nel 2010 a favore degli aiuti di stato per lo sviluppo della banda larga in Europa, di un valore pari a quattro volte quello dello scorso anno (406 milioni di euro contro 1,8 miliardi di quest'anno), genereranno potenzialmente sino a 3,5 miliardi di investimenti ulteriori nel settore. La Commissione ha fatto anche sapere di aver messo a disposizione 2,3 miliardi di euro, provenienti dai suoi fondi strutturali, per gli investimenti nelle infrastrutture broadband e altri 12,9 miliardi di euro sui servizi per la società dell'informazione per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013.