L'indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica di Napoli ha consentito di individuare e disattivare la piattaforma internazionale di IPTV (Internet Protocol Television) più diffusa tra i pirati informatici. Nei confronti dei responsabili dell'organizzazione si procede per associazione a delinquere. Rischiano di essere iscritti sul registro degli indagati anche tutti i cittadini che hanno acquistato illegalmente i pacchetti di Pay Tv pirata. Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d'affari stimato in circa 60 milioni di euro annui; la piattaforma Xtream Codes, ideata da due cittadini greci, consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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IPTV illegale, chiusa piattaforma Xtream Codes: inibiti 700mila clienti
L'indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica di Napoli ha consentito di individuare e disattivare la piattaforma internazionale di IPTV (Internet Protocol Television) più diffusa tra i pirati informatici. Nei confronti dei responsabili dell'organizzazione si procede per associazione a delinquere. Rischiano di essere iscritti sul registro degli indagati anche tutti i cittadini che hanno acquistato illegalmente i pacchetti di Pay Tv pirata. Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d'affari stimato in circa 60 milioni di euro annui; la piattaforma Xtream Codes, ideata da due cittadini greci, consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright.
QualeScegliere.it, confronto tra servizi di streaming: la scelta ideale
Tra dati sul numero degli utenti coinvolti, annunci sul lancio di nuove soluzioni e revisioni - anche recenti - del costo degli abbonamenti, il mondo delle piattaforme per i servizi di streaming on demand è sempre più spesso al centro dell’attenzione, come fenomeno globale delle nuove frontiere dell’intrattenimento. L’offerta è ampia e non è sempre facile capire i principali punti di forza, o le principali differenze, tra un servizio e l’altro. Il portale di consigli e guide per aiutare gli utenti a districarsi nel web - Quale Scegliere.it - ha lavorato ad un’analisi comparativa sui principali servizi attivi in Italia per tracciare un quadro che metta al primo posto i gusti e i “bisogni” degli utenti.
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Agcom: oltre 2 milioni linee NGA, aumentano sim M2M e addio sms
L’Osservatorio sulle comunicazioni Agcom ha pubblicato un report che conferma prima di tutto un trend: gli italiani vogliono la tecnologia. Gli accessi complessivi alla rete fissa a banda larga superano le 15,4 milioni di unità - con una crescita di 630mila unità su base annua - mentre le linee NGA (Next Generation Access) sono oltre due milioni (+720 mila dall’inizio dell’anno) soprattutto grazie alla crescita di Telecom e Vodafone. Inoltre, secondo i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni pubblicati oggi da Agcom, le linee broadband di velocità superiore ai 10 Mbit (quasi 7,5 milioni di unità) sono il 48,5% del totale, di cui il 12,8% è rappresentato da linee oltre i 30 Mbit.
Censis: tre italiani su 4 connessi, ma c'è differenza di generazione
Su internet il 74% degli italiani, smartphone usati dall'89% dei giovani, social network e piattaforme online indispensabili nella vita quotidiana. Boom delle spese per consumi tecnologici anche nella crisi: +190%. Sono i dati principali del tredicesimo rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione nel nostro Paese, promosso da Enel, Hp Enterprise, Mediaset, Rai e Tv2000 e presentato oggi a Roma. Nuovo record per internet: il 73,7% degli italiani sul web. La penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali nell'ultimo anno e l'utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani (e al 95,9%, cioè praticamente la totalità, dei giovani under 30).
Top Brands: Unicredit svetta tra brand del mondo finance & banking
Unicredit svetta tra i brand. In questa edizione relativa al mese di febbraio, la Top Brands, la classifica dei brand più performanti su Facebook e Twitter realizzata da Blogmeter svela quali sono le aziende del mondo bancario e finanziario più influenti sui social media. Dall’analisi delle loro performance in termini di numero totale di interazioni e di new fan/follower collezionati durante il periodo considerato, emergono alcune considerazioni più generali: ad esempio, il primo elemento che risalta è che anche i brand finance & banking si stanno avvicinando al mondo del real-time marketing, pubblicando contenuti legati a eventi e ricorrenze come San Valentino e Sanremo.
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Yahoo sceglie Mediaset come partner italiano per la pubblicità online
L'importante collaborazione tra Yahoo e Mediaset durerà 3 anni e riguarda la native advertising, video e content marketing sul portale del motore di ricerca. Yahoo e Mediaset hanno annunciato un accordo esclusivo di tre anni per la vendita di pubblicità display, native, video e content marketing su Yahoo.it. L'accordo avrà decorrenza dal secondo trimestre 2016. Grazie a questa partnership, spiega un comunicato del Biscione, Mediamond (concessionaria pubblicitaria online del Gruppo Mediaset) si posiziona nel ranking di Audiweb subito a ridosso di Google e Facebook, raggiungendo 21,2 milioni di persone su base mensile e oltre 5,3 milioni su base giornaliera.
Vcast: registrare online i programmi TV preferiti e rivederli ovunque
E' sbarcato anche in Italia Vcast, il nuovo servizio gratuito per videoregistrare online tanti programmi da scegliere in una guida Tv, tra oltre 40 canali del digitale terrestre. La registrazione viene salvata sul proprio storage personale in cloud. Per utilizzarlo basta iscriversi al sito www.vcast.it, selezionare un programma Tv e impostare la registrazione con pochi click. Questa viene poi salvata direttamente sullo storage dell’utente, che può rivederla su computer, smartphone, tablet o smart Tv, oppure in Tv usando una chiavetta USB. Vcast è l’unico programma di videoregistrazione in Italia che utilizza il cloud, senza la necessità di altro hardware.
Microsoft: contenuti streaming di Infinity arrivano sulla console Xbox
Microsoft e Infinity (gruppo Mediaset), annunciano la partnership che consente ai possessori di console Xbox di accedere ai contenuti on demand di Infinity. Grazie alla consulenza tecnologica di Accenture e alla nuova versione di Accenture Video Solution, Infinity continua ad ampliare i propri servizi, offrendo nuove modalità di intrattenimento ed interazione al pubblico. Dai prossimi giorni le famiglie avranno una possibilità in più di vivere il meglio del cinema senza interruzioni e con la migliore qualità non solo su smartphone, tablet, PC o Smart TV, ma anche dalla propria console Xbox senza costi aggiuntivi rispetto alla sottoscrizione mensile.
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Social Tv: Blogmeter, 2014 inizia con Masterchef in vetta a classifica
Il 2014 della Social Tv inizia con il predominio di "Masterchef". Il celebrato talent culinario della piattaforma Sky conquista la prima posizione nella classifica Top Social TV Programs stilata da Blogmeter e relativa alla settimana 6-12 gennaio. "Masterchef" è il programma che genera il maggior volume di conversazioni su Twitter durante la messa in onda con 21.900 tweet, provenienti da 5.800 autori unici, per complessivi 7,2 milioni di unique impressions.
Al secondo posto troviamo l'immarcescibile "C'è posta per te" su Canale 5 che forte della presenza in studio dell'attore Patrick Dempsey genera 18.000 tweet, provenienti da 5.100 autori unici, per 6,4 milioni di unique impressions. Al terzo posto un talk politico, "Servizio Pubblico" di Michele Santoro che giovedì scorso, su La7, genera 12.400 tweet, provenienti da 4.400 autori unici, per 4,4 milioni di unique impressions.
Seguito da altri due programmi di approfondimento di RaiTre, "Presa Diretta", (10.100 tweet, 3.200 autori unici, 5,5 milioni di unique impressions) e "Ballarò" (8.000 tweet, 3.400 autori unici, 3,5 milioni di unique impressions). Al sesto posto del rating ritorna "Lucignolo" di Italia1, (6.800 tweet, 3.000 autori unici, 2,4 milioni di u.i.), seguito al settimo posto da "Amici di Maria de Filippi" su Canale 5 (6.800 tweet, 1.600 autori unici, 1,4 milioni di u.i.).
All'ottavo posto troviamo "Che tempo che fa" su RaiTre con 5.100 tweet, spediti da 2.400 autori unici, per complessivi 2,8 milioni di u.i.. Infine al nono posto fa il suo ingresso per la prima volta in classifica il docu-reality di Real Time "Il Boss delle cerimonie" (4.000 tweet, 860 autori unici, per 938.200 u.i).
E al decimo posto un altro programma evergreen, "Chi L'ha visto" di RaiTre che genera 3.300 tweet, provenienti da 603 autori unici, per complessivi 517.600 u.i.. Per quanto riguarda la performance dei singoli editori, la piattaforma satellitare Sky conquista la prima posizione del rating con "Masterchef", ma è la Rai a svettare con ben quattro trasmissioni di RaiTre presenti, seguita da Mediaset con tre e da La7 e Discovery con una a testa.
Ricordiamo che le metriche considerate da Blogmeter nell'elaborazione della Top Social TV Programs sono il numero di tweet (che citano la trasmissione, gli hashtag e l'account ufficiali), gli autori unici, le unique impressions (somma dei follower degli autori unici che hanno menzionato il profilo) rilevate attraverso l’utilizzo della nuova piattaforma proprietaria socialTVmeter. Oltre alla classifica settimanale, è possibile conoscere quotidianamente, seguendo l'account @Blogmeter, il programma più discusso su Twitter nella serata precedente.
Fonte: Blogmeter
Frequenze TV: Agcom approva regolamento per l'asta, escluse le big
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, relatori Maurizio Decina e Antonio Martusciello, ha approvato ieri all’unanimità il provvedimento definitivo sulle regole per l’asta delle frequenze televisive del digitale terrestre. Il provvedimento verrà ora trasmesso al ministero dello Sviluppo economico al quale la legge n. 44 del 2012 affida il compito di approvare il bando di gara e di gestire la procedura.
Il provvedimento approvato - spiega l’Autorità - introduce una serie di modifiche rispetto allo schema approvato il 14 novembre 2012, sottoposto a consultazione pubblica tra i soggetti interessati e oggetto di una continua, approfondita interlocuzione con la Commissione europea. All’asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d’uso ventennale.
Per rispondere all’obiettivo di garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti - si legge in una nota -, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento; esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex.
In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’LTE, è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento. Attraverso questo provvedimento l’Autorità ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse frequenziali nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo.
L’Autorità - conclude la nota -, nell’ambito dei propri poteri e fino al mutare delle attuali condizioni tecnologiche e di mercato, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara. Nel settore televisivo nazionale la principale recente innovazione è stata il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale terrestre, conclusasi a metà del 2012. L’Italia è uno dei pochi Paesi ad aver adottato estensivamente la tecnica di pianificazione delle reti SFN (Single Frequency Network).
Fonte: AGCOM
Per rispondere all’obiettivo di garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti - si legge in una nota -, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento; esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex.
In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’LTE, è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento. Attraverso questo provvedimento l’Autorità ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse frequenziali nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo.
L’Autorità - conclude la nota -, nell’ambito dei propri poteri e fino al mutare delle attuali condizioni tecnologiche e di mercato, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara. Nel settore televisivo nazionale la principale recente innovazione è stata il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale terrestre, conclusasi a metà del 2012. L’Italia è uno dei pochi Paesi ad aver adottato estensivamente la tecnica di pianificazione delle reti SFN (Single Frequency Network).
Fonte: AGCOM
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Mediaset, sequestrati 10 siti pirata: trasmettevano partite in streaming
Dieci siti 'pirata' che trasmettevano le partite di serie A e di Champions League in diretta streaming sono stati sequestrati. Lo ha deciso il gip di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Tiziana Siciliano, dopo una denuncia di Mediaset. ''Malgrado le partite di calcio non siano da considerarsi 'opera intellettuale' - scrive il gip - le videoriprese di tali eventi (...) allorquando si caratterizzano per uno specifico apporto di tipo tecnico e creativo, possono rientrare tra le opere tutelate''.
Lo scorso novembre, il Tribunale di Milano aveva disposto il sequestro preventivo del sito Avaxhome, una sorta di 'edicola digitale pirata'. Applicato in quel caso il reato di ricettazione perché, secondo l’accusa, con i banner pubblicitari il sito faceva profitti. In particolare, la Polizia Postale, su ordine del gip, ha effettuato il sequestro preventivo di dieci domini web: www.webcaston.com, www.freedocast.com, www.veemi.com, www.limev.com, www.mips.tv, www.hqeast.tv, www.dinozap.tv, www.hdeaster.net, www.ilive.to e www.LiveScoreHunter.tv.
Di diverso avviso rispetto al gip l'avvocato Fulvio Sarzana, legale dell'Associazione italiana provider, che afferma: ''Gli incontri sportivi non possono essere considerati creazioni intellettuali qualificabili come opere ai sensi della direttiva sul diritto d'autore. Ciò vale - ha aggiunto il legale - in particolare per gli incontri di calcio, i quali sono disciplinati dalle regole del gioco, che non lasciano margine per la libertà creativa ai sensi del diritto d'autore''. E' peraltro pacifico, prosegue l'avvocato, ''che il diritto dell'Unione non li tuteli ad alcun altro titolo nell'ambito della proprietà intellettuale''.
Di diverso avviso rispetto al gip l'avvocato Fulvio Sarzana, legale dell'Associazione italiana provider, che afferma: ''Gli incontri sportivi non possono essere considerati creazioni intellettuali qualificabili come opere ai sensi della direttiva sul diritto d'autore. Ciò vale - ha aggiunto il legale - in particolare per gli incontri di calcio, i quali sono disciplinati dalle regole del gioco, che non lasciano margine per la libertà creativa ai sensi del diritto d'autore''. E' peraltro pacifico, prosegue l'avvocato, ''che il diritto dell'Unione non li tuteli ad alcun altro titolo nell'ambito della proprietà intellettuale''.
Il gip nel decreto spiega invece che ''dalla denuncia presentata emerge che oggetto di abusiva immissione e trasmissione attraverso la rete internet sono alcuni programmi televisivi prodotti da Rti (società del gruppo Mediaset), partite del campionato di calcio di Serie A per la stagione 2011/12, nonchè incontri di Champions League ed Europa League per le stagioni 2010/2011 e 2011/12, trasmissioni televisive ed eventi calcistici che Rti mette in onda attraverso le emittenti nazionali o sulla piattaforma pay-tv 'Mediaset Premium'".
"I siti 'pirata' in modalità streaming - prosegue il gip - mettevano a disposizione le immagini relative agli incontri calcistici in tempo reale, in maniera pressochè affine alla tradizionale trasmissione televisiva in diretta''. Secondo il giudice, dunque, ''le videoriprese'' delle partite di calcio e i programmi tv sul calcio ''possono rientrare tra le opere tutelate'' dalla legge sul diritto d'autore e quindi ''i programmi e gli eventi calcistici vengono abusivamente diffusi e pubblicati su internet'' e forniti gratuitamente agli utenti da siti 'pirata' che, sottolinea il gip, sono difficili da contrastare, perchè ''sono spesso collocati all'estero e modificano frequentemente indirizzi e denominazioni''.
Fonte: TG Com
Via: Fulvio Sarazana
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Mediaset: Tribunale Roma accoglie ricorso su dominio Mediaset.com
Inibizione all'uso del nome e del dominio 'Mediaset.com' e 1.000 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento. La nona sezione del Tribunale Civile di Roma ha accolto il ricorso 1193/12 di Mediaset - annuncia l'azienda in una nota - nei confronti della società Fenicius Llc imponendole di cessare l'uso del dominio la cui acquisizione, come dimostrato nel ricorso, "è stata compiuta con finalità di agganciamento del noto marchio Mediaset". Il biscione pone rimedio così alla dimenticanza che ha originato il disguido nelle settimane scorse.
"Ma l'episodio, come è evidente - commenta Cologno Monzese - non riguarda solo Mediaset e apre una riflessione più generale sul tema della tutela del copyright. La nostra società ha infatti deciso di concentrare la propria attività online sul dominio Mediaset.it, porta d'accesso a tutti i contenuti internet del Gruppo. Una scelta orientata alla comodità per gli utenti, alla chiarezza informativa e all'affermazione del carattere italiano della società. Per quanto ci riguarda, ogni altra estensione di dominio legato al nome Mediaset potrebbe non esistere, in quanto unici proprietari del copyright sul brand".
"Viceversa, sono spuntate figure specializzate nell'acquisizione delle numerosissime estensioni relative a marchi affermati, da .com a .xxx. Centinaia e centinaia di domini fittizi che le società originarie dovrebbero quindi registrare e depositare. In alcuni casi, pochissimi, si tratta di effettive omonimie che possono generare dispute comprensibili. Nella grande maggioranza, si tratta invece di operazioni architettate da professionisti che hanno l'obiettivo di rivendere il dominio ai legittimi proprietari a prezzi fuori mercato".
"In questo caso, il ricorso immediato di Mediaset alla giustizia ordinaria ha prodotto i risultati attesi. Ma ciò non toglie che la materia sia diventata un'autentica giungla da disboscare. La strada giudiziaria - conclude Mediaset - non può essere la soluzione: richiede alle aziende investimenti economici e intellettuali e contribuisce a intasare la giustizia civile. Ormai il problema ci sembra urgente e lo segnaliamo alle autorità competenti". Resta da capire se la sentenza verrà riconosciuta anche negli Usa.
Fonte: Mediaset
Mediaset perde il dominio Mediaset.com, Wipo respinge la richiesta
Il dominio Mediaset.com resta a un americano, Didier Madiba, che lo ha acquistato a un'asta, dopo che la società di Cologno Monzese non ne aveva rinnovato in tempo utile la proprietà per una dimenticanza. Cercando su Google Mediaset.com, non si trova più il sito del più importante gruppo televisivo privato italiano ma la pagina web in costruzione di Media Set, società di backup di sistemi operativi dello Stato americano del Delaware. Per andare a visitare il sito della tivù, la versione italiana di Google rimanda ora a Mediaset.it. Il World Intellectual Property Organization (WIPO) ha infatti respinto le richieste di Cologno Monzese che ha chiesto di rientrare in possesso del dominio.
Nel procedimento Mediaset ha basato le sue richieste sulla similarità del dominio a quelli su cui Mediaset ha i diritti, l’assenza di interessi da parte di Madiba per il dominio acquistato e l’acquisto e l’utilizzo in malafede del dominio. Ma l'autorità ha ritenuto che gli argomenti avanzati dalla società non sono sufficienti. Con la sentenza D1022-1954, per quanto concerne l'elemento dell'uso in mala della fede, il gruppo "ritiene che il Ricorrente non è riuscito a soddisfare l'onere della prova. E' ben noto che le accuse generali o semplici affermazioni di malafede senza fatti giustificativi o esempi specifici non forniscono una base sufficiente su cui si può concludere che la persona che ha agito in malafede".
"Secondo il denunciante, la malafede del Resistente dovrebbe derivare dai fatti che il nome a dominio contestato è inattivo, che l'identità del Resistente è nascosto da un servizio di privacy, e che i marchi MEDIASET hanno una solida reputazione. Il Ricorrente cita anche alcuni pochi precedenti, senza tuttavia spiegare perché il gruppo dovrebbe basarsi su di essi". L'americano ha sostenuto che il dominio "mediaset" fa riferimento a una generica attività nel campo dei media (dalle due parole "media" "set") e che la sua intenzione era di avviare un business in quel settore. L’arbitrato del WIPO ha così rigettato la pratica di riassegnazione di Mediaset, per cui www.mediaset.com resta a Madiba.
Frequenze: Passera blocca 90 gg beauty contest, Mediaset critica
Sospesa per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze derivanti dal dividendo digitale attraverso il beauty contest. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, al termine del Cdm. "Abbiamo deciso - ha detto Passera - di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo di definire al meglio la destinazione di quelle frequenze".
Google sconfigge Mediaset in tribunale su copyright partite di calcio
Il Tribunale di Roma ha stabilito che le piattaforme Web non sono responsabili per il contenuto caricato dai loro utenti e quindi non c’è violazione del diritto d’autore, da parte degli ISP, per lo streaming video. Lo rende noto Google in un post pubblicato sul blog ufficiale: "Rti ci ha citato per violazione del diritto d’autore perchè un portale, ospitato su Blogger, avrebbe effettuato lo streaming di partite di calcio trasmesse dai canali televisivi di Rti.
Il Tribunale di Roma ha respinto le richieste di Rti, perchè, a seguito di notifica a Google, il contenuto che avrebbe violato il diritto d’autore era stato rimosso da Blogger. Il Tribunale ha affermato che una diversa decisione sarebbe stata in contrasto con la direttiva europea sull’e-commerce. Questa decisione è importante in quanto ribadisce le regole della responsabilità online".
Per Google il tribunale di Roma, riferendosi alla sentenza della Corte di giustizia nel caso SABAM, ha emesso un’importante decisione sulla limitazione della responsabilità degli hosting provider al diritto d’autore. Ha affermato che le piattaforme Web non hanno l’obbligo di monitorare i contenuti caricati dagli utenti alla ricerca di violazioni del diritto d’autore, nè di prevenire future violazioni da parte degli utenti.
Mountain View sottolinea che la violazione di diritto d’autore è una questione seria, che investe molto in tecnologia per combattere la pirateria e all'inizio di quest'anno ha lanciato quattro nuove iniziative per affrontare la violazione del copyright online, tra cui una serie di strumenti per rendere più facile e più veloce per i titolari dei diritti di segnalare materiale che li viola - e farlo rimuovere rapidamente dalle proprie piattaforme.
Per Google è importante che i detentori dei diritti e le piattaforme lavorino insieme. Senza questa collaborazione, è impossibile per una piattaforma come Blogger sapere se un elemento sia stato caricato con o senza l’autorizzazione del detentore dei diritti. E la decisione del Tribunale di Roma riafferma questo principio.
Polizia di Stato e Striscia la Notizia partnership per la lotta alle truffe
La Polizia di Stato e la redazione di Striscia la notizia mettono insieme le loro "indagini" per dare ai cittadini la possibilità di difendersi dalle truffe. Sul sito www.poliziadistato.it saranno pubblicate, a partire da lunedì 28 novembre, con cadenza settimanale, le descrizioni dei raggiri più diffusi, arricchite dai video realizzati dalla redazione di "Striscia la notizia". La Polizia di Stato spiegherà come avvengono questi reati e quali sono, in genere, le persone prese di mira.
L'iniziativa vuole richiamare l'attenzione delle potenziali vittime, spesso anziane, ma soprattutto dei familiari e dei loro conoscenti. ''Tutti possiamo essere vittime di una truffa. Non solo gli anziani , ma ciascuno di noi può finire nella trappola dei truffatori'', ricorda la Polizia di Stato, annunciando l'iniziativa congiunta. ''I truffatori, infatti, sono la categoria di criminali più subdoli e intelligenti.
Non usano la forza (come i rapinatori) nè si nascondono (come i ladri). Sono i più pericolosi perchè conoscono l'arte della seduzione (nel senso di saper 'conquistare' la fiducia delle persone) e sanno come eliminare la diffidenza delle loro vittime, farli sentire sicuri della bontà delle loro proposte, della richiesta di aiuto che fanno e poi depredarle''. Sono molte le tecniche che gli imbroglioni mettono in scena con grande abilità, tanto da rendere credibili le loro storie e spillare soldi ai malcapitati.
È della scorsa settimana, ad esempio, l'ultima truffa scoperta dalla polizia ai danni di alcuni abitanti di una zona di Roma, convinti a firmare nuovi contratti per la fornitura di elettricità e gas. Il malvivente entrava nei condomini e, dopo aver rubato dalle cassette della posta le buste con le bollette, utilizzava i dati degli utenti per stipulare a loro insaputa nuovi contratti con la società per cui lavorava. Le indagini della polizia, iniziate grazie alle denunce di alcuni cittadini, si sono concluse con la denuncia di un 35enne romano, dipendente di una società di servizi, che aveva raggirato centinaia di persone.
Fonte: Polizia di Stato
Via: Blitz Quotidiano
Wind: accordo di co-marketing tra Infostrada e Mediaset Premium
Infostrada e Mediaset Premium insieme in un accordo di co-marketing che prevede, per i clienti Mediaset Premium easy pay che attivano un contratto Infostrada, uno sconto di 100 euro su un abbonamento Mediaset Premium. La nuova promozione, si legge in una nota, dedicata all'offerta ''il bello della telefonia insieme al meglio di cinema e tv'' e' supportata da una campagna televisiva, on air da ottobre sulle reti del gruppo televisivo privato.
Lo spot, che va in onda con tagli da 30, 35 e 40 secondi, ha come protagonisti due giovani fidanzati che si trovano in un cinema d'essai con pochissimi spettatori. Lui e' un ragazzo normale, la sua compagna, al contrario, e' la tipica intellettuale, con tanto di occhialini. La ragazza e' entusiasta del film e completamente rapita dalla trama, il ragazzo, invece, e' palesemente annoiato e fa di tutto per non addormentarsi.
Improvvisamente un colpo di pistola sovrasta la musica struggente e fa trasalire il ragazzo che, senza batter ciglio, si alza mentre la sua compagna, stupita, gli chiede sottovoce: ''Ma che fai?!''. Lui, con tono sicuro, risponde: ''Io? Passo a Infostrada''. L'accordo prevede che i clienti Mediaset Premium easy pay, che attivano un contratto Tutto Incluso o Absolute ADSL su rete Infostrada e richiedono il decoder Premium, ottengano uno sconto di 100 euro, 7 euro al mese per 10 mesi sui canoni mensili di Easy Pay e 30 euro per la consegna del decoder su un abbonamento Mediaset Premium.
Mediaset Premium è un servizio di televisione a pagamento che offre la possibilità a te e a tutta la tua famiglia di vedere tanti contenuti interessanti ed esclusivi. La creatività della campagna è curata dall’agenzia Verba, la regia dello spot è di Laura Chiossone e la Casa di produzione è Mercurio. Per maggiori informazioni: http://www.infostrada.it/mediasetpremium/
Violavano i codici Mediaset, Sky e Nagravision: 39 persone indagate
Trentanove persone sono indagate per truffa informatica e violazione della normativa del diritto d'autore, a seguito di un'operazione di contrasto alla pirateria informatica ai danni soprattutto di Mediaset e Sky e Nagravision, fornitore dei sistemi di sicurezza Mediaset, eseguita dalla Polizia delle Comunicazioni. Gli indagati, 28 residenti nel Lazio, 7 in Sicilia, 3 in Piemonte, 1 in Emilia Romagna, sono tutti professionisti, titolari di esercizi commerciali ed aziende, operatori del settore.
Il sistema di accesso condizionato e' stato negli ultimi tempi oggetto di violazioni attraverso una procedura (denominata comunemente card-sharing) che consente la condivisione illecita tra piu' soggetti del segnale legittimamente destinato ad un solo utente che paga il vero corrispettivo al distributore. In particolare, gli indagati avrebbero dunque utilizzato strumentazioni idonee e software, violando i sistemi di decodifica dei prodotti televisivi delle tv a pagamento fra le quali appunto Sky e Mediaset, distribuendo poi attraverso internet, i codici di accesso per la visione abusiva agli utenti della rete interessati al servizio che a loro volta, pagavano cifre piu'basse rispetto al canone legittimo ma direttamente ai truffatori.
Esistono in Rete numerosi siti che pubblicizzano infatti la fornitura a pagamento di servizi di card-sharing, rendendo abusivamente fruibili ai propri clienti contenuti audiovisivi ad accesso limitato. In particolare, i gestori di questi spazi web offrono veri e propri pacchetti di "abbonamento parallelo" ai segnali televisivi a pagamento, commercializzando software appositamente configurati per ricevere dal server "pirata" le chiavi di decriptazione. In alcuni casi, in alternativa al solo software, vengono venduti decoder gia' configurati per consentire la visione dei programmi ad accesso condizionato (in particolare eventi sportivi, reality show, cinema in HD) per un periodo temporale predefinito e variabile.
Le perquisizioni della Polizia hanno consentito di sequestrare materiale informatico e cartaceo, che ha fornito importanti riscontri alle ipotesi di reato consentendo di ricostruire i tasselli di un sistema piramidale con ramificazioni internazionali, in particolare in Svizzera e Germania. L'indagine si colloca come la prima risposta delle forze dell'ordine ad un fenomeno delittuoso ancora in fase di evoluzione, e come segnale di allerta per la collettivita'.
Yahoo! Italia costretta a risarcire Mediaset per violazione di copyright
Il Tribunale di Milano ha accolto le richieste del gruppo Mediaset e ha stabilito che la diffusione non autorizzata di video televisivi di Mediaset da parte della societa’ “Yahoo! Italia” costituisce violazione del diritto di autore. Il Tribunale - informa una nota - ne ha vietato l’ulteriore diffusione sul portale “Yahoo! Video” fissando una penale di 250 euro per ogni video non rimosso e per ogni giorno di ulteriore indebita permanenza.
La causa proseguira’ il 18 ottobre 2011 per determinare l’entita’ del risarcimento del danno subito da Mediaset. I tecnici di Yahoo! dovranno occuparsi della rimozione dei video dal portale, indipendentemente che li abbiano caricati loro o meno. Infatti i video potrebbero essere stati caricati sul sito da persone terze che comunque sono inscritti al servizio. Ed essendo Yahoo! responsabile dei contenuti del sito, deve rimediare in prima persona.
“Questa decisione - afferma Mediaset - ribadendo un fondamentale principio di diritto, costituisce un altro passo decisivo nella direzione della tutela di tutti gli editori che investono nella produzione di contenuti originali e negli autori che li generano. Ancora una volta e’ stata infatti stabilita la diretta responsabilita’ dei provider in caso di diffusione non autorizzata di contenuti protetti da copyright. Viene cosi’ ulteriormente consolidata la giurisprudenza avviata dal Tribunale di Roma nei confronti di “Google/Youtube” e dal Tribunale di Milano verso ‘Italia On Line’.
Mediaset ricorda espressamente le vicende che l’hanno vista e che la vedranno ancora di fronte a Google per alcuni video pubblicati su YouTube ed è questo uno dei possibili fronti su cui la sentenza potrebbe farsi sentire nonostante le due questioni siano simili ma non uguali. Youtube e Yahoo! hanno infatti differenti modalità di pubblicazione. Intanto la vicenda con Yahoo! si aggiornerà il 18 ottobre con una nuova puntata in cui dovrebbe essere stabilita in via definitiva l’entità del risarcimento da riconoscere al gruppo televisivo.
Mediaset: utile netto a 352,2 milioni di euro, dividendo 0,35 euro
Mediaset ha registrato nel 2010 un utile netto di 352,2 milioni di euro, rispetto ai 272,4 milioni del 2009, con ricavi netti in crescita del 10,5% a 4.292 milioni. Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea degli azionisti di distribuire un dividendo di 0,35 euro per azione (0,13 euro in più rispetto al 2009). Lo ha annunciato una nota aziendale.
Nel 2011, spiega l'azienda, Mediaset perseguirà ancora l'obiettivo di consolidare le proprie quote di mercato soprattutto in Italia e Spagna, tra i paesi dell'area euro per i quali anche nel 2011 è prevista una crescita ancora estremamente contenuta.
In Italia, in particolare, gli investimenti pubblicitari nei primi mesi del 2011 stanno ancora risentendo del progressivo rallentamento che aveva caratterizzato gli ultimi mesi dell'esercizio precedente, mentre le previsioni per la seconda parte dell'anno indicano un miglioramento del clima macroeconomico e di conseguenza anche del mercato pubblicitario.
"Quanto all'oramai strutturale fenomeno della frammentazione degli ascolti - prosegue il comunicato - il gruppo ha pianificato per l'esercizio in corso un rafforzamento dei palinsesti delle reti generaliste e dell'offerta multicanale in chiaro, puntando a conseguire su base annua un ulteriore miglioramento dei propri ricavi pubblicitari televisivi".
"L'andamento economico delle altre aree di business prevede un'ulteriore crescita dei ricavi di Mediaset Premium ma potrebbe risentire dei mancati ricavi generati nel 2010 dalla rivendita di banda trasmissiva e contenuti agli operatori telefonici, i cui contratti pluriennali sono per la maggior parte cessati al termine dello scorso esercizio". I ricavi totali di Mediaset Premium hanno raggiunto i 700,4 milioni di euro rispetto ai 560,6 milioni di euro del 2009 (+24,9%).
Via: TGCOM
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