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QSAN Technology lancia nuovo firmware XEVO 1.1.0 per XCubeFAS


Nuove funzionalità per XEVO e un sistema di controllo rinnovato che permette di tenere sotto controllo tutte le attività di storage all’interno dell’azienda. QSAN, esperta di sistemi iSCSI e FC SAN per aziende e PMI, vanta numerosi record comprovati nei mercati aziendali e numerose applicazioni verticali. Le attività di storage non si misurano solo in termini di volumi di archiviazione e velocità di esecuzione nel trasferimento dei dati. Per garantire una gestione ottimale dei dati all’interno dell’azienda, così come la loro sicurezza e disponibilità, è necessario avere a disposizione un software in grado di offrire gli strumenti necessari per sfruttare al massimo l’hardware a disposizione.

Agcm, indagini su Apple e Samsung per update: multe da 15 milioni


Si tratta della prima condanna al mondo che tutela i consumatori “costretti” dai giganti del tech a cambiare dispositivi per restare al passo con i software. Il Garante ha imposto una multa di 10 milioni ad Apple per aver penalizzato i possessori di alcuni modelli di iPhone, imponendo loro di scaricare aggiornamenti software che, di fatto, creavano problemi di funzionamento: è il fenomeno della cosiddetta “obsolescenza programmata” delle prestazioni, di cui si è parlato tempo fa. Non solo: informazioni non corrette ai consumatori su come usare le batterie al litio. Sanzione da 5 milioni per Samsung, sotto accusa per il modello Galaxy Note 4, lanciato sul mercato nel settembre 2014.

Linux Mint 18.1 Serena Xfce e KDE editions disponibili al download


Il team di Linux Mint ha annunciato il rilascio di Linux Mint 18.1 "Serena" KDE edition. Gli sviluppatori hanno così completato le edizioni Xfce e KDE del sistema operativo basato su Ubuntu 16.04 LTS. Com'è noto Linux Mint 18.1 è una versione di supporto a lungo termine che sarà sostenuta fino al 2021. Mentre Xfce è entrata in beta testing all'inizio di questo mese, gli sviluppatori di Linux Mint hanno dovuto attendere più tempo per pubblicare la versione beta di Linux Mint 18.1 "Serena" KDE perché volevano offrire agli utenti l'accesso al più recente ambiente KDE Plasma 5.8 LTS desktop, ricco di caratteristiche e opzioni di personalizzazione, dal Kubuntu Backports PPA.

Axis: Zipstream vince il premio New Product Showcase 2015 del SIA


In occasione di ISC West, la più grande fiera dell'industria della sicurezza negli Stati Uniti (Las Vegas, 15-17 aprile), la SIA (Security Industry Association) ha premiato i migliori prodotti nell’annuale New Product Showcase. Axis Communications, leader mondiale nel video di rete, ha annunciato che la tecnologia Ziptream di Axis è stata riconosciuta dalla Security Industry Association (SIA) nell’annuale New Product Showcase. La tecnologia Zipstream ha ottenuto il massimo dei voti nella categoria delle Immagini Tecnologiche di Videosorveglianza Avanzata, permettendo ad Axis di vincere l’importante riconoscimento per il secondo anno consecutivo.

Windows Phone 8.1: aggiornamento Denim continua su Nokia Lumia


Mentre Windows Phone 8.1 Update 2 (GDR2) potrebbe essere disponibile solo per i nuovi dispositivi in uscita nelle prossime settimane, Lumia Denim è l'ultimo aggiornamento per il sistema operativo Windows Phone 8.1. Denim include Windows Phone 8.1 Update 1 (GDR1), con la possibilità di combinare le app in cartelle, unire i messaggi per l'inoltro, oltre a miglioramenti come un archivio live Tile e una funzione VPN consumer. Mentre alcuni dispositivi, come il Lumia 830, il Lumia 1520 e il Lumia 730, hanno ricevuto l'update già da tempo, l'aggiornamento per gli altri prodotti Lumia verrà completato entro il mese di marzo.

G DATA: smartphone cinese Star N9500 con il malware nel firmware


Per la prima volta è stato scoperto uno smartphone che esce direttamente dalla fabbrica con del malware pre-installato. Il malware è mascherato dal momento che Google Play Store è parte delle app pre-installate. Lo spyware funziona in background e non può essere scoperto dagli utenti. All’insaputa degli utenti lo smartphone invia dati personali  a un server situato in Cina ed è in grado di installare di nascosto nuove applicazioni. Questo rende possibile rubare dati personali, intercettare chiamate e dati per l’online banking, leggere email e messaggi di testo o controllare da remoto la videocamera e il microfono. 

Il modello in questione è l’”N9500” prodotto dall’azienda cinese Star ed è molto simile a un noto smartphone prodotto da una famosa azienda. Non possibile rimuove l’app e lo spyware perché sono integrati nel firmware. Molti rivenditori online stanno ancora vendendo questo smartphone a un prezzo variabile tra i 130 e i 165 euro in tutta Europa. “Le opzioni di utilizzo di questo programma spia sono praticamente illimitate. I criminali online hanno un accesso totale allo smartphone”, ha dichirato Christian Geschkat, Product Manager Mobile Solutions di G DATA


“I clienti di G DATA ci hanno riportato la segnalazione effettuata dai nostri software per la sicurezza informatica per Android e questo fatto ha evidenziato tale strategia criminale”. Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni dai propri clienti gli esperti di sicurezza di G DATA hanno acquistato lo smartphone e lo hanno analizzato a fondo scoprendo che il firmware contiene il Trojan Android.Trojan.Uupay.D mascherato nel Google Play Store. Questa funzione spia è invisibile agli utenti è ha un accesso totale allo smartphone e a tutti i dati personali. I log che potrebbero rendere un accesso visibile agli utenti vengono immediatamente cancellati. 

Il programma inoltre blocca anche l’installazione di aggiornamenti per la sicurezza. “L’unica cosa che gli utenti possono vedere è un’app con l’icona del Google Play Store nei processi attivi; oltre a ciò l’applicazione è completamente nascosta”, precisa Christian Geschkat. “Sfortunatamente non è possibile rimuovere il Trojan perché fa parte del firmware dello smartphone è le app che rientrano in tale categoria non possono essere eliminate.. Questo include anche l’app Google play Store dell’N9500.” Gli utenti possono usare G DATA Internet Security per Android, che identifica il malware come Android.Trojan.Uupay.D per scoprire se è presente sul proprio device. 


Gli esperti inoltre raccomandano agli utenti degli smartphone con questo problema di contattare immediatamente i rispettivi negozi online per chiedere la restituzione dello smartphone. Lo smartphone rappresenta un serio rischio per gli utenti. Il programma spia consente ai criminali di installare segretamente delle applicazioni che consentono un ampio ventaglio di abusi possibili: localizzazione, intercettazione  e registrazione , acquisti, frodi bancarie, invio di SMS premium. È impossibile scoprire dove i dati vengono inviati. “I dati intercettati sono inviati a un server anonimo situato in Cina”, precisa Christian Geschkat.


“Non è possibile al momento scoprire chi riceve e come utilizza questi dati.” Il prezzo conveniente di questo smartphone varia tra i 130 e 165 euro ed è una vera sorpresa considerando l’elevato standard tecnologico del device. Lo smartphone con processore quad-core è fornito di un ampio ventaglio di accessori come una seconda batteria, l’adattore per l’automobile e una seconda cover. Smartphone simili di brand molto conosciuti sono venduti a un prezzo almeno tre volte superiore. Gli esperti di G DATA pensano che il basso prezzo di vendita sia reso possibile dalla successiva vendita dei dati rubati ai proprietari dello smartphone.

“In generale offerte online particolarmente convenienti e attraenti per gli utenti dovrebbero insospettire i compratori”, avvisa Christian Geschkat. La crescente popolarità di smartphone e tablet non può certo passare inosservata ai criminali online. Solo in Germania, per esempio, ci sono ben 40 milioni di utenti di smartphone. L’anno scorso sono stati rilevati più di 1.2 milioni di programmi malware per Android e ci si aspetta che questo numero aumenti ancora. Questo ci permette di comprendere come sia sempre più necessario utilizzare una soluzione per la sicurezza informativa in grado di proteggere anche i device mobili.


Fonte: G Data

NAS di Buffalo Technology non colpiti dalla vulnerabilità Hearthbleed


I NAS delle famiglie LinkStation e TeraStation, così come tutti i router AirStation operanti con i firmware firmati Buffalo Technology, non sono stati messi a rischio dai problemi di sicurezza provocati dalla vulnerabilità Heartbleed. Buffalo, tuttavia, invita gli utenti a prestare attenzione alle impostazioni di tre dei suoi router fuori produzione, su cui potrebbe essere stato installato il firmware DD-WRT.

badBIOS, virus che può infettare i computer attraverso gli ultrasuoni


C'è un virus che attacca i PC attraverso l'aria. Una  relazione approfondita di Ars Technica evidenzia un rootkit (un pezzo di software che si nasconde in genere nel kernel profondo di un sistema operativo o il BIOS di un computer) che è in grado di comunicare con i computer nelle vicinanze utilizzando l'altoparlante e il microfono di un sistema. Soprannominato "badBIOS", il malware ha colpito il Mac Book Air del famoso ricercatore di sicurezza Dragos Ruiu per tre anni. 

Simile in natura a molti altri rootkit, bad BIOS modifica il firmware del dispositivo, inclusi il BIOS e l'UEFI. Inoltre, badBIOS fa del suo meglio per impedire agli utenti di cancellarlo, inclusa la capacità di effettuare il boot da un CD ROM. Ruiu è convinto che badBIOS rappresenta le prime fasi visibili di un attacco più grande che può colpire Windows, OSX, Linux e BSD. Dove differisce è nella sua capacità di comunicare con altri computer infetti anche quando è "airgapped".

Dragos ritiene che due computer infetti possono comunicare tra loro tramite la porta audio in frequenze superiori all'udito umano, permettendo così ad un computer di comunicare in assenza di una rete Wi-Fi e Bluetooth, connessioni di rete fisiche e anche l'alimentatore. Questa tecnica non è diversa da vecchi modem telefonici. Nei primi anni 1990, i modem contenevano hardware dedicato per modulare/demodulare il segnale audio proveniente dalla linea telefonica.


Entro la fine del 1990, la maggior parte dei modem divennero "modem soft", comprensivi di circuiti che semplicemente campionano il segnale audio come una scheda audio, e quindi utilizzano il software in esecuzione sul computer per fare la modulazione/demodulazione. Il principio dell'airgapped è lo stesso sul quale si basano quest'ultimi, ma ci sono due differenze fondamentali: il canale non è la linea cablata bensì l'aria e i segnali sono impercettibili all'orecchio umano.

Ruiu ha preso tutte le misure di cui sopra per impedire le comunicazioni, ma anche dopo che il computer è stato spento "agiva come se fosse collegato a Internet." Per quanto inverosimile possa sembrare, la ricerca di Ruiu conclude che le macchine infette possono "parlare" tra di loro attraverso onde sonore ad alta frequenza impercettibili per le nostre orecchie, usando i loro altoparlanti e microfoni. La storia è stata bollata da molti come come "roba da leggenda metropolitana".

Ma un team di ricercatori del Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing and Ergonomics (FKIE) ha pubblicato recentemente il risultato di uno studio sulla costituzione di network nascosti basati sul trasferimento di dati attraverso onde sonore. In pratica, due o più terminali possono comunicare tra loro attraverso segnali acustici con frequenze vicine agli ultrasuoni, e, se almeno uno è collegato alla Rete, neanche il Pc isolato è al riparo, compreso l'uso dei keylogger.



Via: The Verge

ASUS RT-AC68U, ecco il router dual-band Wi-Fi più veloce al mondo


ASUS ha annunciato la disponibilità del router Gigabit Dual Band RT-AC68U, un router ac certificato Wi-Fi CERTIFIED™ di quinta generazione (5G) con una larghezza di banda combinata di 1900Mbit/s. Il router più veloce al mondo oggi disponibile, ASUS RT-AC68U combina due larghezze di banda contemporanee di 1300Mbit/s per Wi-FI 802.11ac a 5GHz e di 600Mbit/s per Wi-Fi 802.11n a 2.4GHz e si basa su un nuovo processore dual-core e il supporto USB 3.0 per funzioni di archiviazione di nuova generazione a prestazioni elevate.

iOS7: non convince il nuovo aggiornamento, come fare il downgrade


Una veste grafica nuova di zecca che - quando non spiazza a prima vista - piace anche se per alcuni è una virata sul look di Android, una difficoltà a scaricare l'aggiornamento per l'affollamento al server Apple e qualche problema per gli iPhone non di nuova generazione. Sembra essere questo il senso delle prime pagelle che i blog d'Oltreoceano hanno assegnato a iOS7, il nuovo sistema operativo che Apple ha reso disponibile da giovedì sera. Novità che come di consueto ha monopolizzato Twitter con la parola chiave #iOS7 fra gli argomenti più ''cinguettati'' al mondo.

Kaspersky Lab presenta il primo prodotto anti-virus preboot per UEFI


Kaspersky Lab ha presentato il nuovo prodotto Kaspersky Anti-Virus for UEFI (KUEFI), una soluzione anti-malware che inizia a proteggere il PC dell'utente prima che il sistema operativo venga avviato. UEFI, “Unified Extensible Firmware Interface”, è stato sviluppato dallo Unified EFI Forum. Si tratta di un nuovo modello di interfaccia destinato ai sistemi operativi installati sui personal computer e al firmware della piattaforma. 

Accolto come il 'successore spirituale' di BIOS (Basic Input / Output System), UEFI supporta le nuove tecnologie e garantisce la migliore esperienza dell’utente dal momento in cui il computer viene acceso fino a quando il sistema operativo viene avviato. Grazie alle interfacce multiple, la Specification garantisce un sistema più sicuro, un tempo di avvio più veloce, prestazioni elevate e un time-to-market più veloce. Tra le caratteristiche, la specifica UEFI consente di incorporare una soluzione di sicurezza “sul chip”. 

Kaspersky Lab ha colto questa opportunità e ha sviluppato la prima soluzione anti-malware al mondo compatibile con UEFI, in grado di eseguire la scansione dei file di sistema selezionati e degli indirizzi di memoria prima che il sistema operativo venga avviato. In precedenza, rootkit e bootkit erano in grado di integrarsi nel sistema e attivarsi prima di qualsiasi soluzione anti-malware tradizionale, impedendo cosi l’attività dell’anti-virus o addirittura il caricamento dello stesso. 

Da oggi invece, effettuando il caricamento attraverso un chip ROM senza bug, KUEFI sarà in grado di eseguire la scansione dei file di sistema del caricamento e quindi di rilevare qualsiasi malware. La nuova soluzione offre impostazioni di scansione flessibili che consentono di raggiungere il giusto compromesso tra le prestazioni desiderate e il numero di rilevamenti effettuati. A seconda della modalità di utilizzo, una volta che verrà quindi rilevata una minaccia, KUEFI potrà avvisare l'utente o bloccare completamente il sistema di avvio fino all’intervento di uno specialista qualificato. 

“Sono entusiasta di questo annuncio e sono convinto che il lancio di KUEFI può rappresentare una ulteriore svolta nella battaglia contro i malware”, ha dichiarato Nikolay Grebennikov, CTO di Kaspersky Lab. “Fino a qualche tempo fa, i cyber criminali erano sempre in vantaggio, erano i primi a trovare vie di fuga, punti critici o vulnerabilità zero-day e il nostro compito consisteva nel trovare una soluzione al problema. Oggi la situazione è cambiata e anche KUEFI potrà essere adeguatamente protetto". 

La soluzione è progettata per essere utilizzata nelle aziende in cui sono richiesti rigidi requisiti di sicurezza IT, come le organizzazioni governative e militari e le centrali elettriche. Kaspersky Lab è la più grande azienda privata del mondo che produce e commercializza soluzioni di sicurezza per gli endpoint. L’azienda si posiziona tra i primi quattro vendor al mondo in questo mercato. L’azienda si è posizionata al quarto posto nel Worldwide Endpoint Security Revenue by Vendor, 2011 di IDC.


Fonte: Kaspersky

CeBIT, AVM presenta il nuovo top gamma FRITZ!Box 7490 e non solo


Sono innumerevoli le novità esplosive che lo specialista berlinese delle comunicazioni AVM riserva ai visitatori del CeBIT 2013. I riflettori sono puntati sul nuovo top di gamma, il FRITZ!Box 7490, dotato di caratteristiche uniche quali il supporto dello standard WLAN AC da 1300 Mbit/s, USB 3.0 e l’impiego della tecnologia di vectoring per prestazioni superiori sulle linee internet VDSL. Con lo slogan “Complete Home Networking” debuttano anche ulteriori novità all’interno del portafoglio prodotti di AVM, tra cui i nuovi FRITZ!Box 7272 e 3272, rispettivamente successori del leggendario classico 7270 e del 3270.

Hacker intercettano cellulari che si collegano a Vodafone base UK


Un gruppo di hacker noto come The hacker's Choice (THC) sono riusciti a trasformare un certo segnale cellulare prodotto dalla stazione base Vodafone UK in un dispositivo in grado di intercettare le chiamate di altre persone su reti 3G / UMTS  / WCDMA. Sure Signal è una piccola base cellulare per la stazione, anche chiamata femtocell, destinata a potenziare il segnale nelle case o gli uffici commerciali nelle quali la ricezione cellulare non è delle migliori.

Il femtocell comunica con il gateway del provider attraverso una connessione a banda larga e commutando il segnale da più telefoni. Può essere acquistato per 50 sterline (80 dollari). Ogni volta che il cellulare dell'utente si connette a un dispositivo Sure Signal, la loro chiave segreta viene recuperata dalla rete principale di Vodafone, che consente l'accesso alla comunicazione 3G. Gli hacker THC hanno scoperto due vulnerabilità nel prodotto che permette loro di eseguire attacchi ai cellulari equivalenti all'ARP spoofing.

Una delle falle di sicurezza consente agli aggressori di obbligare tutti i telefoni mobili degli utenti nel raggio di 50 metri ad usare il femtocell, anche se non sono ad esso collegati. Altre vulnerabilità offrono agli hacker l'accesso come root al dispositivo, il che significa che possono vedere le chiavi segrete recuperate dal femto. I tasti permettono l'ascolto di telefonate di altre persone, fare una telefonata a loro nome e accedere ai loro messaggi vocali. Con 80 dollari e le informazioni rilasciate da chiunque, THC può costruire un dispositivo 3G per le intercettazioni che può essere usato contro gli abbonati Vodafone nel Regno Unito.

La società non ha ancora rilasciato un commento per quanto riguarda la violazione della sicurezza, ma le sue opzioni per risolvere il problema sono alquanto limitate. La scelta più ovvia sarebbe quella di tagliare tutti i dispositivi della rete e richiamarli per un aggiornamento del firmware obbligatorio, o far eseguire l'operazione abbastanza semplice agli stessi proprietari. Il nuovo firmware può contenere un fix per la vulnerabilità root, ma questo non è una garanzia che una falla simile non si troverà più avanti.

PlayStation Network torna online con aggiornamento firmware 3.61


Termina il lungo black-out del servizio di Sony PlayStation Network, messo in manutenzione in seguito all'attacco alla rete tra il 17 e il 19 aprile scorso. Sony ha dato il via al ripristino del servizio Psn, dopo circa un mese dalla violazione dei dati, una delle più massicce nella storia dei data breach. Il ripristino del Psn avverrà tuttavia in maniera graduale, permettendo l’accesso ad alcuni Stati alla volta. Per il momento, in Italia la situazione sembra essere ancora di stand-by. 

Disponibile per tutti è invece l’update 3.61 del firmware della console, necessario per utilizzare i servizi in Rete forniti da Sony e che obbliga gli utenti a modificare i propri account con relative password come spiegato dal post del Playstation Network. I primi a ritornare online, secondo quanto dichiarato ieri in video dallo stesso Senior President Sony saranno le funzionalità multiplayer e quindi, di conseguenza, la possibilità di giocare online. 

Negli Stati Uniti, il Playstation Network è già funzionante in alcuni Stati con il multiplayer e Sony ha messo a disposizione una mappa per vedere in tempo reale o quasi il ripristino e il ritorno online del Playstation Network. Una volta installato il firmware 3.61 per PlayStation 3 si potrebbe visualizzare ancora il messaggio relativo alla manutenzione, verosimilmente a causa dell’enorme carico verso i server di PlayStation Network. 

Per scusarsi con gli oltre 100 milioni di utenti rimasti privi della possibilità di giocare in Rete per quasi un mese, Sony ha deciso di fornire a tutti gli account 30 giorni di utilizzo gratuito del programma PlayStation Plus, tramite il quale sarà possibile scaricare contenuti aggiuntivi tramite il PlayStation Store senza alcun costo aggiuntivo. Prima dell’attacco, pare che Sony non avesse aggiornato Apache né implementato i firewall. 

Inoltre dalle indagini sta emergendo che gli hacker avevano nascosto la propria presenza dentro i server agli amministratori di sistema e scalato i privilegi dentro i server, cancellando i file di log file che avrebbero mostrato cosa i cracker hanno esattamente effettuato mentre avevano ottenuto accesso ai server di PSN. Gli hacker potrebbero perfino aver affittato un server dal cloud di Amazon per condurre l’attacco. Ora Sony assicura di aver adottato nuove misure di sicurezza per blindare PlayStation Network, Qriocity e Sony online entertainment.



Fonte: PlayStation

Hack totale per Playstation 3, ma Sony lavora su un nuovo firmware


La guerra tra Sony e hacker, iniziata a fine 2006 con il lancio della console, non sembra essersi conclusa. Lo scorso 29 dicembre al Chaos Communications Congress di Berlino, gli hacker del team Fail0verflow svelano con un video dimostrativo la root key della console, il codice interno di autorizzazione che verifica l'originalità del software, permettendo così di far eseguire a PlayStation 3 qualsiasi genere di applicazione non ufficiale e senza la necessità di modifiche hardware o software sulla console. Il gruppo spiega che questo hack è progettato per non consentire la pirateria dei giochi su PS3 (anche se potrebbe avere questo effetto), ma, per consentire a Linux di funzionare su tutte le PS3, "qualunque sia la loro versione del firmware". Successivamente George Hotz, hacker già noto per il suo jailbreak, rivela di aver trovato anch'egli la root key "Metdlr" di PlayStation 3 e pubblica tutto sul suo sito.



Su PS3 ogni file è codificato o firmato grazie a chiavi private disponibili solo alla stessa Sony. Nella creazione di file codificati è importante l'uso di numeri casuali. Secondo Eurogamer lo schema di codifica della PS3 adotta un unico numero random che non cambia mai tra ogni file firmato, mentre sarebbe più sicuro utilizzare un diverso numero casuale ogniqualvolta che un file viene firmato. Questo sistema porta così, tramite un'equazione e appena due firme, a ricostruire la chiave di codifica.  Da Sony giunge la prima risposta ufficiale. Nel comunicato diffuso alla stampa si specifica che gli ingegneri di Sony stanno lavorando su un nuovo firmware, che impedisca l'aggiramento delle protezioni, anche se di fatto sembra alquanto improbabile poter modificare la root key attraverso un aggiornamento del firmware senza rischiare di rendere inutilizzabile l’intero parco software uscito sinora.